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Iniziare bene e finire meglio: ecco cosa significa seguire esattamente alla lettera la strategia studiata in allenamento. Muggia si divora la Manzi Cremona per 75-49, offre finalmente una partita “tranquilla” ai propri supporter e fa sua una sfida importante in chiave-salvezza, giocata con grande intelligenza e costanza: tutto ciò che Matija Jogan cercava nel proprio organico, contro una formazione ospite che si è oggettivamente spenta troppo presto per poter dare un reale fastidio alle rivierasche.

Praticamente sempre avanti nel punteggio, l’Interclub ha subito trovato i binari giusti nei primi minuti di gara, tracimando alla distanza più in là nel corso dei successivi quarti: un buon attacco, capace di trovare quasi sempre la soluzione giusta a livello offensivo, e una difesa sufficientemente accorta sin dai primissimi istanti (ad eccezione di qualche amnesìa nelle prime due frazioni), ha aperto la strada a una vittoria che fa classifica e morale. Di battaglie da giocare ce ne sono ancora cinque, alcune molto difficili, ma Muggia si può rallegrare nell’aver trovato una prestazione importante in una fase della stagione dove conta sbagliare poco e non lasciare l’iniziativa alle avversarie, il che rappresenta un buon viatico per mantenere stretto il 10° posto utile per la salvezza immediata.

Sin dai primi scampoli, si intuisce che l’Interclub ha parecchie note da suonare col proprio violino: la formazione di casa trova subito un 4/5 letale dalla lunga distanza (con due bombe quasi ravvicinate di Cergol) e per la Manzi iniziano immediatamente i problemi. Muggia prende subito il controllo delle operazioni con una Borroni pressochè implacabile, trovando giovamento anche dall’innesto della recuperata Cumbat (nella foto di Sergio Verzier, NdA). 26-14 è il primo parziale, a cui segue il 45-29 di metà gara (col 50% al tiro da parte delle padrone di casa) che è già un macigno per Cremona, sforacchiata in area pitturata da Palliotto e dominata a rimbalzo da Ljubenovic. Con Maffenini in serata-no, ci provano Racchetti prima e Scarsi poi a mantenere in linea di galleggiamento le biancorosse, ma ogni mini-break ospite viene prontamente respinto al mittente da parte rivierasca: il +20 a dieci dal termine condanna ben prima del termine la formazione di coach Anilonti, permettendo all’Interclub di festeggiare una vittoria comoda che, in tutto il campionato, è una variabile uscita poche volte sulla ruota di Muggia.

Interclub Muggia-Manzi Cremona 75-49 (26-14, 45-29, 59-39)

Interclub Muggia: Meola 1, Borroni 24, Primossi 4, Cumbat 3, Cergol 13, Puzzer, Castagna 2, Ljubenovic 15, Palliotto 13, Moratto. All. Jogan

Manzi Cremona: Smaldone 2, Racchetti 10, Conti 3, Flauret 1, Colico 6, Brusadin, Maffenini 6, Scarsi 11, Zagni 4, Bona 6. All. Anilonti

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In diretta su Sportube 4 (e sul sito della LegaDuebasket) l’AcegasAps torna sul parquet di Ferentino dopo la serie di playoff dell’anno scorso, ma non riesce a tornare alla vittoria pur rimanendo a contatto e in vantaggio per lunghi tratti di gara: la stanchezza si fa infatti sentire nell’ultimo periodo (concluso 27-10 per i padroni di casa) e così nonostante l’orgoglio Carra e compagni devono arrendersi.

Con la nuova “formula” completamente italiana fatto salvo per Mescheriakov, Trieste parte con Ruzzier, Gandini, il bielorusso, Filloy e la sopresa Ondo. Il primo canestro biancorosso è proprio firmato dall’ex Stella Azzurra, ma a punire Trieste è proprio un giovane: Parrillo segna 5 dei primi 7 punti laziali. Gandini dalla lunetta firma il nuovo pari, e lo stesso lungo veronese stoppa lo spauracchio Ekperigin evitando la fuga di Ferentino. La partita non è spettacolare e va a fiammate, sui ritmi preparati da coach Dalmasson: l’FMC fa fatica a segnare ma è comunque avanti 13-10. Carra subisce uno sfondamento da Guarino, ma commette un discutibile antisportivo che porta i padroni di casa sul +7, subito riportato a 4 da una tripla di Filloy e a due da un meraviglioso canestro in post basso di Abdel Fall. Il primo quarto finisce 17-15 per Ferentino.

Lo stesso lungo di origine senegalese mette i due liberi del pari, ma commette il fallo del 2+1 di James, che mette in difficoltà i lunghi triestini portandoli fuori. Dalmasson nel primo minuto del secondo periodo ha già ruotato nove uomini, ma Gurini mette il 21-17 con l’Acegas che sbaglia davvero tantissimo da due pur creando tiri di ottima fattura. Una tripla di Ondo rimette però i biancorossi in carreggiata e un passaggio meraviglioso di Filloy (due assist consecutivi per l’italoargentino) per Mescheriakov vale il meno uno. Lo stesso bielorusso sigla il pari dalla lunetta sul 26-26 a 5 minuti dall’intervallo lungo: l’abnegazione in difesa dei triestini è davvero ammirevole, con Filloy che fa 2/2 dalla linea della carità per il primo vantaggio e per il +5 siglato a Carra in contropiede. D’esperienza Guarino si guadagna il 3/3 ai liberi, ma “Lupo” ha la memoria lunga e glielo ricaccia dall’arco come se fossero i playoff dell’anno scorso. La Fmc sbaglia qualche tiro libero, ma con Parrillo si riporta a meno uno e con Allegretti torna in vantaggio sempre dalla lunetta. Capitan Carra è micidiale dall’arco (37-35) ma il bonus si rivela una manna per i ciociari che hanno tirato già 22 tiri liberi, quindici dei quali a segno sui 37 punti segnati. La prima metà si chiude sul 39-37 per i padroni di casa, con Trieste in partita grazie alla difesa e nonostante il 4/17 da due.

La ripresa comincia con un canestro da lontano di Filloy che pareggia i conti; con due contropiedi finalizzati da Carra e Gandini fanno mettere di nuovo il naso avanti (+4), purtroppo però Parrillo e James evitano la fuga, con Trieste che ha già quattro giocatori con tre falli (Mescheriakov, Fall, Filloy e Ruzzier). L’ex Wake Forest e James si fronteggiano dalla distanza: l’americano mette due siluri consecutivi che mettono Ferentino dal -6 al +4. Filloy segna in penetrazione e assiste Nikita dai 6,75, così torniamo avanti: è un tira e molla senza fine (54-52 biancorosso), con il playmaker di Cordoba in versione Mvp, e Ondo Mengue che purtroppo pesta la riga da tre punti per il nuovo +4. Anche Gandini si macchia del terzo fallo, ma segna 2/2 ai liberi dall’altra parte (58-55) a due minuti dall’ultimo riposo. Ferentino in attacco ha un unico schema: palla a James per l’uno contro uno; Coronica segna in tap-in e Filloy si guadagna il fallo del +6 (57-63). Filloy però fa il quarto fallo sull’ultimo possesso (assist per Cantarello ma canestro annullato), e anche Ruzzier ha quattro penalità. Si va all’ultimo riposo sul +4 (63-59) ma con una situazione di falli problematica.

James sembra il più famoso LeBron e riporta avanti Ferentino con una tripla e due tiri liberi che valgono addirittura quota 32 punti individuali su 64 della squadra. L’attacco è farraginoso senza Filloy e James diventa un fattore anche in difesa: anche Gandini fa il quarto fallo e Gurini sigla il +3 sempre dalla lunetta. Dalmasson preferisce parlarci sopra: l’americano in alleyoop da rimessa fa però +5 per un parziale di 9-0, che Gandini non spezza dalla lunetta con uno 0/2. Hamilton si guadagna tre tiri liberi su un fallo ingenuo di Mescheriakov: l’impressione è che la benzina sia finita. Il bielorusso fa il quinto fallo in attacco, dove l’AcegasAps non gira più e si affida a statici tiri dalla distanza: Ferentino tocca il +11 con Guarino per un 15-0 di parziale. Filloy segna un canestro e fallo che spezza l’incantesimo, ma il tiro libero aggiuntivo non va. Le energie insomma finiscono troppo presto (76-65 a 3:51 dalla fine, parziale di 17-2), e prova ne è sono i 5 tiri liberi consecutivi sbagliati dopo che si tirava con il 100%: Carra prova il sussulto, Trieste non si arrende, ma finisce lo stesso 86-73, con 36 punti di Delroy James. Per la squadra di Dalmasson migliori marcatori Filloy (20) e Carra (15), buona anche la prestazione di Ondo Mengue.

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Arriva da Venezia un’importante novità societaria per la Pallacanestro Trieste 2004: è stato raggiunto ieri un accordo di massima tra la parte giuliana, rappresentata da Luigi Rovelli e Claudio Boniciolli, e il patron della Reyer Luigi Brugnaro.

Dalla prossima stagione partirà una collaborazione tecnica tra le due società, con lo stesso Brugnaro che dovrebbe soprattutto entrare a far parte della compagine biancorossa a livello di quote, inizialmente non come socio di maggioranza ma neppure come “oggetto misterioso” relegato in un angolo. L’accordo tecnico prevede che la Reyer invii giovani promesse o stranieri da testare verso Trieste, che in questo modo diventerebbe una palestra di nuovi talenti.

L’ accordo dovrebbe essere ratificato entro la data del prossimo CdA, fissato per l’8 febbraio.


(Nella foto, il patron della Reyer Venezia Luigi Brugnaro)

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