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TRIESTE – La passione per una maglia non conosce ostacoli: nè di carattere atmosferico (Giove Pluvio si è fatto valere…), nè tantomeno se le vicissitudini societarie non fanno dormire sogni tranquilli ai sostenitori. Nella cornice del campo sportivo del Campanelle, sotto una pioggia a tratti battente che non ha comunque fermato la passione dei tanti tifosi accorsi per l’occasione, si è consumato l’ultimo atto della stagione 2012/13 della Pallacanestro Trieste 2004.

Un abbraccio finale, a tratti commovente, tra i “paladini” della Legadue e chi, nonostante i tanti interrogativi e le poche (anzi, pochissime) certezze del futuro, ha voluto salutare un gruppo meraviglioso che, pur in mezzo a una selva infinita di situazioni difficili, ha sempre dato il massimo mantenendo la barca abbondantemente a galla. La grigliata di fine anno dell’AcegasAps si porterà dietro per parecchio tempo un nugolo di emozioni forti, dove il denominatore comune è il rinnovato amore tra supporters e squadra: un rapporto di reciproco affetto tra “gladiatori”, sul parquet e sugli spalti, che non hanno spento il motore come era logico aspettarsi, ma hanno invece saputo addirittura elevarsi nei momenti di sconforto.

Con i giocatori diventati cuochi d’eccezione e impeccabili spillatori di birra, in un finale travolgente di serata contraddistinto dall‘asta benefica a favore dell’Associazione Donatori Midollo Osseo (la raccolta-fondi ha prodotto quasi 1.000 Euro!), si è messo un punto esclamativo a caratteri cubitali sulla voglia di palla a spicchi della città. In tal senso, la Trieste sportiva dà ancora una volta uno schiaffo vivo e rumoroso alla Trieste imprenditoriale, che continua a muovere poche pedine e vive soggiogata dal deterrente della crisi finanziaria, ancora chissà per quanto tempo.

Guardando al domani, è un delitto pensare che ci sia il rischio tangibile di smantellare tutto, di rinunciare a quanto sinora prodotto e di far crollare i buoni propositi della tifoseria che, a livello di amore, è tornata ai massimi storici nonostante la stagione burrascosa. E’ proprio questa la fine che attende la Pallacanestro Trieste 2004? E’ proprio questo un “The End” che sistematicamente viene piazzato sul muso di chi ha un cuore pulsante che batte per i colori biancorossi? A questo, e a tanti altri quesiti, sono ora chiamati a rispondere società e tutti quei personaggi che hanno il…cerino in mano: spegnere tale fiamma sarebbe un peccato capitale. Oltre che un vero e proprio dolo nei confronti di chi, sino in fondo, ha onorato la maglia indossata.

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In una domenica sera di fine aprile, dopo una vittoria convincente (quella contro Casale Monferrato) che fa il paio con quella precedente altrettanto superlativa (quella contro Verona), l’AcegasAps ha capito, e fatto capire, quanto nel gioco del basket servano gonadi di peso per poter uscire fuori da situazioni “extra-cestistiche”, tali da togliere parecchio valore aggiunto alla tua squadra.

In un girone di ritorno dove fare le nozze con i fichi secchi è diventata una necessità assoluta, la banda di Eugenio Dalmasson ha stupito tutti, supporter biancorossi e squadre avversarie: è vero, sono arrivate poche vittorie (per l’esattezza 3 su 14 incontri disputati), ma i segnali di  un encefalogramma piatto non si sono mai palesati. Tutt’altro: la grande forza di volontà di Gandini e soci, oltre a incontri sempre tirati sino all’ultimo, ha permesso a Trieste di non subire mai imbarcate e, nell’ultimo periodo, di togliersi qualche piccolo sfizio contro formazioni che giocano ancora per un obiettivo importante. Nella fattispecie, quello di salire nella massima serie.

Obiettivi, appunto: nonostante tutto, l’AcegasAps ha onorato fino in fondo un campionato complicato, fatto da poche certezze sul domani (interrogativi che purtroppo permangono e che a fine mese dovrebbero essere definitivamente sciolti) ma anche dalla concretezza di chi ha saputo vestire la casacca triestina con grande spirito di sacrificio, unito a una combattività quasi senza precedenti nonostante un vero obiettivo tangibile non fosse più a portata di mano.  La stagione è al capolinea e l’ultima tappa a Jesi in teoria potrebbe essere la classica partita del “disarmo” per entrambe le compagini: tra le due contendenti, a stare peggio sono sicuramente i marchigiani, a quota 20 punti (due in meno di Trieste) che hanno abbandonato definitivamente la rincorsa al treno play-off con le ultime 4 sconfitte di fila rimediate contro Barcellona, Pistoia, Trento e Ferentino.

La stessa Fileni paradossalmente  ha forse perso qualcosa di più prezioso della post-season, ovverosia la fiducia dei propri tifosi: nell’ultima gara interna, giocata sette giorni or sono contro la Bitumcalor, si è vista pochissima gente al “PalaTriccoli”. Un segnale inconfutabile di come la disaffezione abbia raggiunto livelli preoccupanti, a tal punto da vuotare le tribune per le ultime gare di campionato. Alla pari dell’AcegasAps, anche Jesi deve pianificare ciò che andrà fatto nel prossimo futuro fuori dal campo: nell’immediato è necessario però per i marchigiani chiudere adeguatamente una stagione partita con ben altri auspici, dove il raggiugimento di un posticino nei play-off sulla carta sembra ampiamente alla portata.

Molte fortune jesine sono passate dalle mani di Michele Maggioli, pivot che anche quest’anno ha dimostrato tutta la qualità e la compattezza che si porta dietro da diverse stagioni (21 punti di media e 9 rimbalzi ad allacciata di scarpe sono il marchio di fabbrica del nativo di Pesaro), e da quelle di Eric Griffin, l’ala/centro di Orlando che ha messo parecchio pepe alla Fileni nel corso dell’annata che volge al termine (17 PPT e 7 rimbalzi a gara). Molti altri buoni giocatori contraddistinguono lo “starting-five” marchigiano, con Jesse Sanders e Ryan Hoover  a poter entrambi portar palla e a bucare la retìna da lontano (quest’ultimo con una media del 46% abbondante da oltre i 6 e 75) e con il giovanissimo Marco Santiangeli (classe 1991) ad aver messo in atto un campionato dignitosissimo, nonostante le poche primavere sulle proprie spalle.

Attenzione all’ora della palla a due, fissata alle ore 19.30 di domenica 5 maggio.

 

 

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TRIESTE – Se c’era un modo per chiudere in casa una stagione tanto tribolata come quella di Legadue di quest’anno, di certo l’AcegasAps trova la maniera più splendida per trovare gli applausi più scroscianti di un’intera stagione. Dopo Verona, un’altra “grande” cade all’ombra di S.Giusto, ed è Casale Monferrato a lasciarci le penne contro una immensa AcegasAps. Finisce 72-63 e, in quaranta minuti, c’è tutta la quintessenza di un team e di uno staff che, in mezzo all’occhio del ciclone per cause non proprie (e chi ha orecchie per intendere, intenda!), ha fatto valere ancora una volta la legge del…meno forte.

Un’ ouverture di emozioni e di felicità ha guidato il popolo biancorosso, seppure il penultimo turno di campionato valesse per Trieste quasi quanto il due di coppe a briscola: ma la vittoria contro una delle capoliste di campionato supera ben più il mero risultato del campo, portandosi dietro un significato preciso. Questa città non merita nuovamente di sparire dal basket che conta, perchè se da una parte le difficoltà economiche potrebbero mettere un serio freno al futuro nella seconda serie nazionale, dall’altra è innegabile come trasudi da tutti i pori la fame di vincere non solo dei tifosi, ma soprattutto di chi ha saputo onorare la maglia biancorossa indossata sin qui. E’ questa l’AcegasAps che fa inginocchiare l’organico di coach Griccioli, sembrato il lontano parente dei momenti più esaltanti: un’ira di dio denominata Ariel Filloy (nella foto di Dario Cechet), con 29 punti e 36 di valutazione, è solo la punta dell’iceberg giuliano, perfetto nel mettere il guinzaglio agli avversari e a tener lontana la corazzata piemontese con forza ed efficienza.

C’è subito bella fluidità in campo da parte triestina in avvio di game, con buoni assist di Filloy e Carra per i lunghi di riferimento: Griccioli chiama time-out dopo nemmeno due minuti di gioco, anche se la Novipiù è solamente a -3 (6-3). Casale difende maluccio (l’AcegasAps va a nozze sul pick&roll in molti frangenti) ma si ridesta abbastanza velocemente in attacco con un esplosivo Green (due azioni da 3 punti in un amen) e con le deflagrazioni siderali di Martinoni che piazza tre triple in rapida successione. Al 4′ si registra il primo vantaggio esterno del match (12-15), prontamente cancellato dai padroni di casa che  innestano il break di 10-0 fatto da tanto buon gioco in pitturato. La Novipiù dal canto suo si costruisce costruzioni eccellenti dal perimetro, chiudendo in parità il primo quarto (26-26).

Si lotta accanitamente da ambo le parti in apertura di seconda frazione: si risponde colpo su colpo, con il risultato di non avere vantaggi che superano le due/tre unità. Da parte triestina si registra un caparbio Tonut, a proprio agio nel rubar palla agli avversari in un paio abbondante di circostanze e a volare anche in contropiede con schiaccione finale: Trieste trova molto giovamento dalle sospensioni dai 5 metri di Filloy, che regalano il +6 al 17′ (40-34). La Novipiù finisce poi tremendamente a corto di benzina nei minuti finali di quarto e l’AcegasAps si scatena: altro 5-0 di parziale (Gandini e ancora una tripla di Filloy) col massimo vantaggio interno inchiodato proprio sulla sirena di metà gara. Il PalaTrieste è una “Santa Barbara” all’intervallo, con i biancorossi in vantaggio per 45-34.

I giuliani ripartono da dove avevano finito qualche minuto prima: altra “bomba” dell’onnipresente Gaucho con la maglia numero 12, unito a un libero di Gandini e all’appoggio a tabellone di Tonut: è +14 al 23′, con Casale che imbuca il tiro pesante con Martinoni ma che deve ancora parlarci sopra per un minuto di sospensione, allo scopo di riordinare difensivamente le idee. E’ Ferrero a tentare di ricucire lo strappo con quattro punti consecutivi, tuttavia gli ospiti rimangono costantemente in doppia cifra di passivo, complice una Trieste che mette tanta fisicità in difesa e non lascia mai punti di riferimento in attacco. Al 30′ è 60-49 per i giuliani, che accusano un logico appannamento dopo tanto correre: con Filloy a rifiatare e Ondo Mengue a essere infilato nel “frullatore”, l’AcegasAps rivede la luce solo quando il nativo di Cordoba torna sul parquet. Nel momento peggiore dei padroni di casa, l’argentino infila due missili terra-aria (di cui uno a fil di sirena, con l’amico tabellone a dargli una mano) che mantengono ancora a debita distanza la Novipiù: i piemontesi cercano di non demordere, sospinti dalle triple di Martinoni e Ware e dal gioco da 3 punti di Green (66-63 a quattro dal termine), ma nella sorta di mini-supplementare che si disputa, non c’è però più storia: Trieste scappa via, ancora con un Filloy che meriterebbe una statua equestre per i 4 punti nel finale, uniti alla tabellata di Diviach che manda al bar la Novipiù. Il +9 giuliano a 39” è grasso che cola per il pubblico di casa, che passa tanto tempo in piedi ad applaudire i propri beniamini: sì, questa squadra merita un futuro roseo davanti a sè. E senza nuvoloni all’orizzonte.

AcegasAps Trieste-Novipiù Casale Monferrato 72-63 (26-26 , 45-34, 60-49)

AcegasAps Trieste: Fatigati n.e., Tonut 4, Ondo Mengue, Mastrangelo n.e., Ruzzier, Filloy 29, Diviach 8, Carra 9, Mescheriakov 6, Gandini 16. All. Dalmasson

Novipiù Casale Monferrato: Malaventura 5, Green 17, Antonelli 7, Butkevicius 2, Pierich 2, Giovara n.e., Monaldi 1, Martinoni 17, Ferrero 7, Ware5. All. Griccioli

 

 

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TRIESTE – Una lezione limpida di come si può vincere, nonostante più di qualcuno ti possa considerare unicamente un parafulmine di sfortuna: l’AcegasAps torna alla vittoria e lo fa in maniera roboante, considerando tutte le magagne che ne hanno contraddistinto l’ultimissimo periodo. Trieste batte Verona per 85-76 e dà l’impressione di essere tutt’altro che in disarmo, sebbene la situazione di classifica potrebbe unicamente far intendere a un finale di stagione senza sussulti. Niente di più falso: la formazione di Dalmasson comanda le operazioni dal primo all’ultimo minuto con grande sicurezza, rintuzzando sempre gli attacchi di una Tezenis lontana parente dei giorni migliori.

E’ buona la partenza giuliana, che nel primo minuto di gara realizza con Gandini (alla fine MVP di giornata) e col gioco da tre punti di Mastrangelo. I cinque di fila di Filloy mandano Trieste addirittura sul +10, con Verona a bocca asciutta nei 180 secondi iniziali che si iscrive a referto con Da Ros (9 punti nella prima frazione, l’unico a essere preciso sul fronte scaligero negli istanti iniziali del match. La Tezenis arriva sino a -4 (10-6), momento in cui l’AcegasAps ritrova maggior continuità offensiva grazie a Filloy e soprattutto a capitan Carra, abili a districarsi tra le maglie veronesi. Trieste segna tanto, tanto da chiudere a quota 26 al 10′, con Verona che deve inseguire sul -8 alla prima sirena.

La formazione di Ramagli continua a fare una fatica cane a trovare pertugi interessanti in area pitturata, con l’AcegasAps che di fatto annulla il totem Lawal per tutto il primo tempo: i veronesi sono dunque costretti ad affidarsi ad altre soluzioni, preferendo spesso e volentieri i tiri dal perimetro. La Tezenis continua a rimanere nettamente sotto nel punteggio per molti minuti, complici anche le triple biancorosse innescate da Gandini prima e Filloy poi (34-24 al 15′). Gli ospiti hanno in Boscagin l’uomo migliore nel 2°quarto, abile sia a imbucare da lontano che a buttarsi con veemenza verso il tabellone avversario, procurandosi un paio di gite in lunetta: in poco più di due minuti, Verona rintuzza gran parte dello svantaggio con un mini-break di 6-0 che la porta a un tiro di schioppo dall’AcegasAps. Il buon momento scaligero viene mantenuto da Westbrook, mentre sull’altro lato del campo è Gandini a far restare avanti i padroni di casa, con ottimi servizi sotto canestro serviti dai compagni di squadra: una sciocchezza di Da Ros sul finale di frazione, con un inopinato fallo tecnico a 5” dalla sirena, regala due liberi imbucati da Filloy per il +6 a metà gara (47-41).

La ripresa delle ostilità non è proprio al fulmicotone per entrambe le squadre: si segna poco, con tanti sbagli, e il spettacolo decisamente ne risente. I team si rifugiano verso la linea della carità per rimpinguare lo score, mentre la prima vera scossa del 3°quarto arriva da Marco Diviach: il triestino mette la tripla del +9 al 24′ (55-46), momento in cui Ramagli è costretto a chiamare time-out. La Tezenis piazza un parzialino di 4-0 con Lawal in appoggio a canestro e Westbrook in contropiede, ed è a sua volta coach Dalmasson a chiedere minuto con una celerità, per evitare che Verona torni troppo sotto nel punteggio: l’AcegasAps si ridesta subito dopo con un recupero (con tabellata vincente) di Ruzzier, ma è Mescheriakov a essere l’arma biancorossa in più nel finale di frazione. Con 4 punti e difese efficaci, il bielorusso trascina la propria squadra nuovamente sul +9, a dieci minuti dal termine (63-54).

Il giovane Tonut dimostra faccia tosta fegato da vendere, con sei punti in apertura di ultimo quarto: Verona ha Boscagin e McConnell ben svegli, ma Trieste sente l’odore del sangue, lottando come una tigre e trovando il break di 8-0 al 35′, con il “gaucho” Filloy che successivamente imbuca dai 6 e 75 il massimo vantaggio di 14 lunghezze: è proprio in questo momento che la partita si spacca in due pezzi, con la Tezenis che perde definitivamente la tramontana sulla triplissima di Diviach. E’ fatta per l’AcegasAps, che chiude tra gli applausi scroscianti del PalaTrieste: anche se non vale niente, è una vittoria che resterà nei cuori dei supporter biancorossi per parecchio tempo, non per altro per il quantitativo industriale di attributi messi sul parquet. Per Verona invece un campanello d’allarme che suona, per la volata che porta alla miglior posizione per i play-off.

AcegasAps Trieste-Tezenis Verona 85-76 (26-18, 47-41, 63-54)

AcegasAps Trieste: Fatigati, Tonut 6, Ondo Mengue, Mastrangelo 9, Ruzzier 6, Filloy 17, Diviach 10, Carra 13, Mescheriakov 6, Gandini 18. All. Dalmasson

Tezenis Verona: De La Cruz n.e., Westbrook 17, Lauwers 8, Lawal 7, De Nicolao n.e., Boscagin 13, Ganeto 1, Bozzetto, Chessa 3, Da Ros 14, McConnell 14, Lamma. All. Ramagli

Le pagelle dell’AcegasAps Trieste

Tonut 7

Ondo Mengue 6,5

Mastrangelo 7

Ruzzier 7

Filloy 7,5

Diviach 7

Carra 7

Mescheriakov 7

Gandini 8,5

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TRIESTE – Se qualcuno si aspettava i fuochi d’artificio (o presunti tali) dalla conferenza stampa indetta dalla Pallacanestro Trieste 2004, sarà probabilmente rimasto deluso: la società, nell’incontro odierno, ha voluto incontrare gli organi di stampa per definire il quadro attuale della situazione, partendo dal presupposto che c’è ancora una discreta fetta del futuro budget da riempire, in un quadro dove sono ancora tante le incognite che incombono all’orizzonte della massima realtà cestistica giuliana.

“Voglio innanzitutto ringraziare lo staff e i giocatori per quanto fatto quest’anno”, ha esordito il presidente Luigi Rovelli, “in particolare dopo un girone di ritorno dove siamo sempre usciti a testa alta dal parquet, pur dopo la dolorosa scelta di privarci dei giocatori americani. Sono stati fatti molti sacrifici, anche dai soci, ma siamo ugualmente riusciti a onorare tutti i contratti in essere, potendo dire oltretutto che a fine stagione la perdita non sarà drammatica: è logico ora pensare già al futuro, sono vivi i contatti che portano al papabile nuovo gruppo di cui si parla da tempo, il quale vuole prendere la maggioranza delle quote e formulare un progetto globale che porti anche alla gestione del palazzetto aldifuori dell’ambito-basket. Tuttavia “, aggiunge Rovelli, “attendendo uno sblocco della trattativa, dobbiamo pensare a trovare un budget sufficientemente capiente per il futuro. In tal senso, ci servono 150-200 mila Euro che attualmente mancano: è ferma la nostra volontà di iscriverci al prossimo campionato, ma entro fine maggio bisogna trovare quella quota. Abbiamo dato incarico a Mauro Sartori di intensificare i contatti con papabili partner e sponsor al fine di coprire il budget, prima dell’assemblea dei soci di giugno trarremo le conclusioni su come poi proseguire”.

L’A.D. della società, Fulvio Degrassi, ha voluto soffermarsi su come si sia lavorato già da molti mesi per ricercare un socio di riferimento, senza successo: “Ad oggi siamo con capitale sociale aperto, ovverosia siamo totalmente a disposizione nel far entrare un partner forte che possa rilevare la maggioranza delle quote. Abbiamo avuto alcuni contatti in passato che sono rimasti in stand-by, quest’ultimo gruppo sembra quello più interessato a entrare ma i procedimenti sono lenti, legati anche a investimenti sul territorio”. Degrassi ha inoltre sottolineato come la Pallacanestro Trieste 2004 sia in ordine con i conti: “Non abbiamo banche che ci inseguono, di certo ci sono alcune realtà di Legadue che sono molto più inguaiate rispetto a noi. C’è anche da dire che, dopo la promozione in questa categoria, ci si aspettava maggiori ritorni a livello di sponsor, pensando anche alla copertura televisiva che si porta dietro: non è stato davvero così”.

Anche uno degli attuali soci, Claudio Boniciolli, ha voluto intervenire per un paio di riflessioni: “Lo status di professionismo è costato 400 mila Euro in più rispetto al futuro dilettantismo, le incertezze hanno portato tremende difficoltà e per il futuro la FIP e la Lega non sanno ancora come saranno organizzati i campionati. Tutto questo incide nel formulare i futuri budget e nell’impossibilità di dare delle certezze agli sponsor: pertanto le nostre decisioni sono posticipiate fino a quando non si saprà qualcosa di certo. Mi preme sottolineare come, ad oggi, oltre ad AcegasAps non ci sia nessuno qui a Trieste in grado di portare avanti un progetto importante per il basket: in questa città c’è un silenzio tombale, siamo costretti a prendere atto di questo quadro”.

A contorno delle prese di posizione degli interlocutori, è stata confermata sia la partnership che lega la Pallacanestro Trieste 2004 alla Stella Azzurra, nonchè il nuovo accordo assieme alla Reyer Venezia per creare una “Cantera” di giovani talenti che possano crescere nel team biancorosso. Un pensiero è stato infine rivolto agli abbonati, con una futura politica di marketing rivolta a venire incontro al “sacrificio” dei tifosi che hanno visto la squadra privarsi, in corso d’opera, degli USA Thomas e Brown.

Di fatto dunque, poche novità succulenti: ma l’obbligo, nel caso il gruppo finanziario attualmente in gioco non entri nella compagine societaria, di trovare quei “dannati” 150-200 mila Euro in poco meno di un mese e mezzo. Senza quelli, il futuro per Trieste è davvero incerto.

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A partire dalle ore 15.00 di oggi pomeriggio, martedì 23 aprile 2013, “Elsitodesandro” seguirà in diretta la conferenza stampa convocata dalla Pallacanestro Trieste 2004 che dovrebbe dare maggiori dettagli su cosa attende in futuro la società attualmente presieduta da Luigi Rovelli.

Per seguire la diretta scritta, sarà sufficiente collegarsi al seguente link sul forum:

http://www.elsitodesandro.it/invboard/index.php?showtopic=13711

 

 

 

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Rimaneggiata e reduce dalla brutta sconfitta di Veroli, l’AcegasAps di Dalmasson cerca il riscatto sul difficile campo di Trento. Dalmasson parte con Carra, Filloy, Ondo, Gandini e Diviach.

Gandini e Carra riprendono subito Trento, scappata con il pressing sul 5-0: Filloy sigla con Diviach il primo vantaggio sul 8-7. Mescheriakov firma il massimo vantaggio sul 13-9 con un bel tiro dai sei metri, ma Dordei a rimbalzo rimette Trento sotto di due. Nikita con una tripla tiene avanti l’Acegas, che attacca piuttosto bene ma che fatica in difesa. Carra dalla lunetta fa ancora +4. Anche nel finale di quarto i biancorossi continuano ad attaccare bene: Filloy segna in uscita dal blocco e tre liberi che valgono il massimo vantaggio Trieste in finale di quarto per il 17-22.

In avvio di periodo alcune forzature consentono a Trento di rifarsi sotto (21-22) con un canestro di Conte e si porta in vantaggio con Dordei. L’attacco si ferma e alcuni fischi dubbi mantengono l’Acegas con la testa sotto. Filloy fa meno due in contropiede, ma Carra manca dalla distanza e lascia campo aperto a Umeh che ripaga con la stessa moneta. Umeh, troppo veloce per Carra porta la Bitumcalor a +6, Filloy dalla distanza mette il 3 subito vanificato da uno schiaccione di Garri. Con un’ingenuità e una palla persa di Ruzzier Trento vola su +7 con una tripla del sonnecchiante Elder. La prima metà si chiude così sul 40-35, con Trieste che chiude con 2/2 di Carra dalla lunetta.

Nella ripresa segna subito Nikita e in penetrazione con Carra Trieste è di nuovo a -2, ma il bielorusso fa subito il quarto fallo su Dordei che fa 43-39. Umeh dalla lunetta ricaccia l’Acegas sotto di 6 e Garri dalla distanza fa +9 con la specialità della casa, il tiro da tre punti. Ondo ricuce a -7 e Carra difende magicamente sul nigeriano costringendolo a uscire dal campo guadagnando un nuovo possesso su cui però il capitano non riesce a segnare da tre; Nikita però fa il nuovo -5. Tonut entra per il positivo Ondo Mengue; la partita non è bella e si segna davvero con il contagocce. Ruzzier in contropiede fa il -3 su un bellissimo recupero e costringe Buscaglia al time out (45-48 a 3:30 dalla fine del terzo periodo); il meno uno è ancora in contropiede sull’asse Ruzzier-Tonut (50-49); il play fa due su due dalla lunetta dopo un canestro di Garri. Trieste rimane vicina pur concedendo qualcosa a rimbalzo: il quarto finisce 59-53 con tre tiri liberi guadagnati da Umeh a 5 secondi dal quarto, ma si fa perdonare con un arresto e tiro preghiera che vale il 59-55.

Umeh prova a scavare il solco con una tripla dopo pochi secondi e Dordei ricaccia Trieste sotto di 9, ma Tonut dall’angolo fa capire che nemmeno questa volta Trieste è disposta a mollare. Lo stesso figlio d’arte schiaccia in contropiede il meno quarto e Ruzzier fa -4 in penetrazione. Umeh però è indemoniato e mette ancora una bomba fuori equilibrio, che Elder replica. Gandini con due canestri di fila fa ancora -6 a 6 minuti dalla fine e Michele fa -4 sul pressing avversario. Una meravigliosa penetrazione di Gandini fa il 72-70, ma Forray fa fallo e canestro. Dalla linea della carità Conte rimette Trieste sotto di sei. Diviach segna e subisce fallo per il nuovo -4 visto che il tiro libero aggiuntivo non entra. Dall’altra parte Garri non fallisce: a 3 dalla fine è 78-72. Diviach sbaglia da sotto il tiro del possibile -4, e l’ex argento olimpico non punisce ancora facendo 0/2. Capitan Carra si guadagna due liberi di esperienza per il nuovo -4; Diviach fa -3 su assist di Nikita, ma il tiro del pareggio di Carra dalla distanza entra ed esce. Un vero peccato perché l’Acegas ancora una volta sfiora l’impresa vendendo cara la pelle, con Ruzzier che segna il 2+1 del -4.  Finisce 84-79, ma il cuore anche questa volta non è mancato.

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La Pallacanestro Trieste 2004 ha indetto, per il pomeriggio di martedì 23 aprile p.v., un’importante conferenza stampa presso il PalaTrieste.

Quasi sicuramente in tale ambito verranno comunicati gli sviluppi, positivi o negativi che siano, relativi all’entrata in società di nuove figure imprenditoriali, già menzionate nel corso delle precedenti settimane e di cui si attende di conoscere l’esito a brevissimo.

“Elsitodesandro” seguirà in diretta dal PalaTrieste l’evolversi della conferenza stampa che, con buona probabilità, darà indicazioni abbastanza precise su quale futuro attende la più importante realtà cestitica della città.

Maggiori dettagli sull’aggiornamento in tempo reale delle news verranno fornite nei prossimi giorni!

 

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Al piccolo trotto, l’AcegasAps Trieste arriva alla quart’ultima sfida di campionato con la convinzione che, in fondo, la presa non va allentata anche se teoricamente ormai c’è poco altro da fare. Tutto questo almeno a livello di obiettivi tangibili da qui sino a fine stagione: le 10 sconfitte, con una sola vittoria nel girone di ritorno, rischiano di essere ingigantite più del necessario. Un qualcosa che, a conti fatti, il team di Eugenio Dalmasson non merita, anche per lo spirito messo in campo in gran parte delle partite giocate nell’anno solare 2013.

Rovesci a parte (e quello di Veroli è stato con buona approssimazione quello peggiore dell’ultimo periodo, per il gioco espresso dai biancorossi), la stagione sul fronte giuliano va onorata fino in fondo. La Legadue è un bene prezioso che, per Trieste, rischia seriamente di scappare via nell’immediato futuro se nei prossimi giorni non arriveranno buone notizie dal lato societario (c’è attesa spasmodica per un’eventuale entrata in scena di nuove forze imprenditoriali, di cui si parla oramai da molte settimane): val la pena dunque onorare fino in fondo tutti gli impegni ufficiali, a partire dalla sfida di sabato a Trento.

Che la Bitumcalor sia la formazione che l’AcegasAps ha incontrato più volte in assoluto negli ultimi anni, rispetto alle altre contendenti, è palese: B2, B D’Eccellenza (poi diventata DNA), un lungo filotto di match giocati nei quali trentini e triestini si son dati battaglia a lungo, ritrovandosi poi entrambi nella seconda serie nazionale. Guardando a quello che è successo in stagione, di certo la squadra allenata da Maurizio Buscaglia ha maggiori motivi per sorridere rispetto ai pari grado biancorossi: la Coppa Italia di categoria conquistata poco più di un mese fa ha sicuramente dato slancio all’intero ambiente, seppure i risultati in campionato siano stati altalenanti. 6 vittorie e 4 sconfitte per la Bitumcalor nel girone di ritorno hanno fatto da contraltare a una prima parte di stagione dove i bianconeri hanno sicuramente fatto più fatica a carburare: l’essere però a -2 dall’ottavo posto, l’ultimo che regala un posto ai play-off, diventa un motivo più che valido per tentare lo strappo finale e regalarsi la post-season.

Trento, per la sfida di sabato, dovrà ancora fare a meno dell’ala Pascolo ancora alle prese con l’infortunio che lo terrà fuori dai giochi almeno per un paio di settimane: Buscaglia recupererà invece Dordei, vittima di una congestione che non gli ha permesso di giocare nemmeno un minuto dell’ultimo match perso contro Casale Monferrato. A star peggio è sicuramente l’AcegasAps, che ai già noti problemi di Mescheriakov (presente a Veroli, ma ancora con i fastidi che verranno ulteriormente valutati con una visita ortopedica) deve far fronte nelle ultimissime ore a una “breaking news” che non fa piacere: Andrea Coronica, nell’ultimo allenamento, ha visto a sua volta bloccarsi in maniera preoccupante il ginocchio (a forte rischio il suo utilizzo nelle partite rimanenti di campionato). E’ verosimile dunque aspettarsi una Trieste rabbiosa per tutta la sfortuna accumulata ultimamente, con la consapevolezza che la Bitumcalor ha pedine di classe: Umeh, Forray, Garri, B.J.Elder, Conte e il “mulo” Spanghero formano un team affidabile, a cui è mancato qualcosina sinora per non essere già abbondantemente in zona play-off.

Si gioca al PalaTrento sabato 20 aprile alle ore 20.30, con diretta su FVGSportChannel (commento di Gian Bosio) sia sul digitale terrestre (canale 113) che in streaming sul sito web www.fvgsportchannel.com .

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29° appuntamento di “Aperitivo Sotto Canestro” contrassegnato da un ritorno illustre: Dario Bocchini, ex GM della Pallacanestro Trieste 2004, torna a raccontarsi ai microfoni di Raffaele Baldini e Alessandro Asta.

Ampie discussioni su quello che sarà il futuro dell’ospite di puntata, con alcune “precisazioni” sulle voci circolate in altre trasmissioni televisive, fanno da cornice a un’analisi del momento in casa AcegasAps e sulla crisi che sta attanagliando l’intero movimento cestistico. Come al solito, ci sono anche risultati e commenti anche su DNC e A3 Femminile.

Buona visione!

httpvh://www.youtube.com/watch?v=sdFFtlW0L6c

 

 

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