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Guai a pensare che staff e giocatori della Pallamano Trieste, all’indomani del termine della regular season e della conseguente esclusione ai play-off, siano già a… poltrire fuori dal parquet. Niente di più sbagliato: i biancorossi continuano ad allenarsi ugualmente e, contemporaneamente, a pensare già a a 360° a quello che sarà il futuro. Con la pianificazione a medio-lungo termine già intrapresa da tempo, la società del professor Lo Duca sta costruendo e immaginando la squadra del futuro, partendo sempre dalle fondamenta costituite da quel manipolo di giovani che, anche quest’anno, ha potuto ulteriormente crescere ulteriormente in mezzo a tanti colossi avversari.

Giorgio Oveglia (nella foto), uno che  la maglia triestina l’ha vestita per anni e anni con qualche “piccola” soddisfazione annessa,  chiamato in corso d’opera a sostituire Marco Bozzola sulla panchina giuliana, ha già ben in testa come continuare il lavoro iniziato: “Per far capire come qui non si molli mai, nemmeno a campionato finito, dalla prossima settimana sarà assieme a noi un preparatore atletico sloveno di grande esperienza che una volta a settimana sarà assieme ai ragazzi: è fondamentale partire già con un lavoro fisico importante, in previsione futura”.

D’altra parte, non si può non parlare del campionato appena trascorso, e di quanto poco sarebbe bastato per conquistare la post-season: “Alla fine non è mancato nulla, forse solo un pò di buona sorte: siamo arrivati a partite-chiave in situazioni sfavorevoli, con settimane travagliate in fatto di infortuni che poi ci hanno portato a un certo numero di sconfitte. Non va oltretutto dimenticato che siamo stati senza Di Nardo per tutto il campionato per l’infortunio,  e che siamo stati costretti poi a fare a meno anche di Martellini a causa della sua disgraziata positività all’antidoping. Nonostante questo” continua Oveglia, ” la società ha voluto rischiare ugualmente, mettendo in campo tutta la flotta dei nostri “ragazzini” classe ’93 che è l’asse portante del nostro futuro: pochi possono e potranno permettersi un lusso del genere, proveniente esclusivamente dal proprio settore giovanile. Possiamo dire senza indugio che la nostra è stata una scommessa vincente, che ci potrà portare lontano nelle prossime annate”.

Spazio anche a quella che è stata la formula della massima serie 2012/13 dell’handball italico, con la divisione geografica per gironi che ha portato a trasferte più agevoli ma con raggruppamenti che hanno poi finito per avvantaggiare le squadre più forti: “A livello tecnico, a questo punto della stagione sarebbe forse stato meglio far giocare gli scontri diretti tra le terze di ogni singolo girone, per poi definire le due ultime caselle nel tabellone play-off. Credo senza sbagliarmi che, in tal caso, Trieste sarebbe stata tra le favorite per giocare la post-season”, afferma Oveglia senza indugio, “tuttavia conoscevamo la formula sin dall’inizio ed è andata così. Bello sarebbe, in proiezione futura, tornare a un girone unico a 16 squadre, anche per far crescere ulteriormente i nostri ragazzini e per farli giocare maggiormente”, aggiunge il coach, “ma come dirigente devo riconoscere che la Federazione ha preso una decisione giusta relativamente a questa suddivisione geografica: una scelta dovuta, per il momento di crisi che attanaglia il nostro movimento e per contenere i costi.”

E per quanto riguarda invece la Pallamano Trieste del futuro, aldilà di un gruppo portante giovane e già ben definito? Si potrà tornare a parlare di scudetto? “Attendiamo gli sviluppi dal punto di vista della disponibilità economica dei prossimi mesi: i sentori di un ritorno importante di Mario Dukcevich al nostro fianco ci sono già stati, per quanto ci riguarda pensiamo innanzitutto a continuare a sviluppare la nostra “Cantera” stile Barcellona, il resto si vedrà”.

Tra i singoli che potrebbero vestire la maglia giuliana, una domanda è d’obbligo per quanto riguarda Andrea Basic, il pivot di Pola che poi Trieste non ha stato potuto schierare già in questa stagione per problemi burocratici. Lo vedremo arruolato alla truppa biancorossa? “L’unica cosa certa è che, rispetto a tutte le altre squadre, abbiamo una prelazione per metterlo sotto contratto a partire dal prossimo campionato.  E’ chiaro però che se dovessero arrivare chiamate da parte di team di una certa caratura, la cosa potrebbe complicarsi”, afferma schiettamente l’allenatore, “ma contiamo di poterlo inserire prossimamente nel nostro roster”.

Dilemma conclusivo: Giorgio Oveglia sarà ancora seduto sulla panchina biancorossa, nella stagione 2013/14? “Non sono stato ancora riconfermato, ho un entusiasmo incredibile per continuare il lavoro intrapreso, se  poi la società vuole qualche altro allenatore…”. E lo dice con una risata fragorosa a termine di quanto appena detto, un segnale di come la sua avventura da head-coach della Pallamano Trieste sia destinata a continuare a lungo. Molto a lungo.

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Nome…
“Angelo”

Cognome…
“del Bono”

Luogo e data di nascita…
“Napoli, 27-09-1981”

Segno zodiacale…
“Bilancia”

Soprannome…
“O’Pazzo”

Numero maglia…
“8”

Ruolo…
“Ultimo…”

Professione…
“Responsabile di magazzino”

Qual è il sogno che hai già realizzato nella tua vita?
“Sposarmi ed avere dei figli splendidi.”

E invece il tuo sogno nel cassetto?
“Sembrerà strano, ma non ne ho… Sono felice così.”

Qual è il regalo più bello che tu abbia mai ricevuto?
“I regali più belli sono state le nascite dei miei due figli.”

Siete in un momento di pausa dal campionato… Come vi state allenando in questi giorni?
“Ci tengo a dire che mister Bevilacqua fa in modo che non si abbassi mai la concentrazione ed ha fatto di ciò una costante durante tutta la stagione e tutti gli allenamenti. Quindi stiamo continuando a lavorare con impegno.”

Potevate archiviare la pratica promozione già la scorsa settimana, ma dovrete aspettare ancora: come vivi l’attesa tu personalmente e come la sta vivendo lo spogliatoio?
“Io con assoluta ansia, ma in generale lo spogliatoi è sereno: vive la  stessa tranquillità che, onestamente, ci ha accompagnato fino ad oggi e fino a qui.”

Da quando fai parte di questo gruppo?
“Da due anni, ma con i vari de Crescenzo, Castiello e lo stesso presidente Petriccione siamo amici da una vita.”

Qual è stato il momento più difficile della stagione?
“Un momento difficile vero e proprio non c’è mai stato, fatta eccezione per i primi mesi in cui ci sono state piccole incomprensioni in spogliatoio, fortunatamente superate molto velocemente.”

Qual è stato invece il momento più bello?
“Quando abbiamo acquisito la consapevolezza nelle nostre capacità.”

Cosa ti auspichi per il tuo futuro calcistico?
“A 31 anni mi basta sperare di continuare a divertirmi sempre più.”

Il prossimo turno casalingo contro la Clark Udine è ancora lontano, ma suppongo che già ci stiate pensando…
“Si, siamo già col pensiero al prossimo turno e io ancor di più perché essendo squalificato non potrò scendere in campo.”

Bene, puoi chiudere facendo gli auguri a tutti i vostri sostenitori…
“Auguro a tutti i nostri sostenitori una buona Pasqua e poi in massa vi vogliamo tutti a sostenerci durante la prossima gara (6 aprile pv, ndr).”

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Nome…
“Giuseppe”

Cognome…
“Currò”

Luogo e data di nascita…
“Udine, 14 aprile 1988”

Soprannome…
“Beppe”

Professione…
“Preparatore atletico e massaggiatore”

Numero maglia…
“7”

Ruolo…
“Laterale/Pivot”

Colore preferito…
“Azzurro”

Pietanza preferita…
“Tutto ciò che cucina la mamma è “preferito”!!”

Un nuovo pari e festa rimandata… Com’è lo spirito in spogliatoio?
“Lo spirito è sempre lo stesso: c’è grande voglia di arrivare al 6 aprile ben preparati anche se, allo stesso tempo, devo ammettere che un po’ di rammarico per la sfumata vittoria del campionato in anticipo c’è stata.”

Cosa vi è mancato contro Pordenone?

Giuseppe sorride: “…un goal in più! Tutto qui. A parte alle battute, loro sono stati molto bravi nel secondo tempo a sfruttare le occasioni avute e molto sciocchi noi ad esserci intestarditi nei tiri da lontano. Anche se c’è da dire che non è facile giocare contro squadre che si chiudono dietro, non lasciando spazi neppure per creare del gioco.”

Due settimane di pausa, in questo momento, sono più utili o dannose?
“Sinceramente credo che non ci sia una gran differenza tra l’avere o no due settimane di pausa. Dobbiamo vincere e vogliamo vincere quindi giocare la prossima partita di campionato anche tra due settimane ci dà solo motivo di prepararci ancor meglio alla partita. Non nego comunque che avrei passato una Pasqua più serena se avessimo già avuto la conferma matematica per il salto in B.”

Com’è la settimana tipo dei giocatori della Star Five?
“Tutti noi lavoriamo quotidianamente fino a sera, ma penso sia un pensiero comune quando dico che le due giornate di allenamento e la partita sono anche un modo di sfogarsi e divertirsi allo stesso tempo.”

Qual è la partita di questa stagione che vorresti rigiocare e perché?

“Quella di sabato scorso contro il Pordenone e ormai credo sia chiaro il motivo. Anche se a dire la verità più che una partita che rigiocherei ci sarebbe una partita che mi è dispiaciuto moltissimo non giocare ed è la finale di Coppa Italia. Ecco, quella vorrei si ripetesse senza la mia squalifica.”

Un difetto e un pregio di Giuseppe, “calcettisticamente” parlando…
“Sono uno di quelli che “parla tanto” lo ammetto, anche se, credimi, la voglia di non mollare mai è parte di me. Penso che tutti possiamo perdere un pallone in campo, ma allo stesso modo dobbiamo avere la forza e la voglia di andarcelo a riprendere con ancora più grinta.”

Cosa ti auspichi per il futuro?

“La risposta nell’immediato futuro è ovvia e cioè vincere il campionato e far entrare la società in un palcoscenico più grande di quello regionale. Per il resto si vedrà. C’è da dire che se ci sono le risorse e c’è un progetto serio si possono fare grandi cose. Io, personalmente parlando, sono dell’idea che avere un buon settore giovanile sia un punto di partenza per creare qualcosa di importante anche a lungo termine. Qua in Friuli abbiamo una società che è cresciuta tanto ed ormai milita anche a livelli più alti, vedi la New Team, quindi perché non prenderla come esempio e sognare in grande anche noi…”


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Il Messaggero Veneto del 25 luglio 2012 pubblicava quanto segue: “La Star Five fa la voce grossa: la società di Monfalcone nel giro di poche settimane ufficializza colpi da far tremare l’intera serie C1, partendo dal mister più vincente degli ultimi anni in categoria, vale a dire il friulano Bevilacqua. Ma è a livello di giocatori che i cantierini fanno paura: dalla New Team arriva il giovane centrale Samuele Spatafora, …”.

Rileggendo ora queste battute che cosa provi?

 “Quest’anno sono fiero di far parte della Star Five e rileggendo queste righe non posso che sentirmi orgoglioso di essere entrato a far parte di questo gruppo.”

Oggi, arrivati quasi alla fine della stagione, confermeresti la tua scelta di allora?

“Fin dall’inizio ho creduto nel progetto e sono determinato a portarlo avanti: quindi la mia risposta è assolutamente si.”

In cosa pensi di essere cresciuto in questi mesi, sia “calcettisticamente” parlando, ma ancor prima umanamente?

“In questi mesi mi sento soddisfatto sia perché ho acquisito nuove esperienze, sia perché ho trovato una società seria e un gruppo fantastico che mi porta ad avere sempre nuovi stimoli.”

Sabato avete pareggiato contro Manzano. Due dei tre gol marchiati Star Five sono tuoi. Ti bastano per essere soddisfatto rispetto al weekend appena concluso?

“Fare goal è sempre una bellissima sensazione, ma portare i punti a casa mi fa sentire ancora più soddisfatto.”

Cosa ti aspetti da questo campionato?

“Ancora tanti punti e tanti goal.”

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Quello di diventare un ottimo calciatore.”

Chi ti senti di voler ringraziare per i risultati che stai ottenendo da giocatore?

“Vorrei ringraziare, innanzitutto, la New Team che in due anni mi ha fatto diventare quello che sono. La Star Five per avermi dato fiducia e per avermi dato la possibilità di esprimermi e la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto, anche nei momenti più difficili.”

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L’appuntamento settimanale con l’intervista in casa Star Five è nel segno di Nicola Valent, universale classe ’81 della formazione di mister Roberto Bevilacqua:

Riassumi in poche battute la partita contro la Torriana…

“E’ stata una partita combattuta e giocata a viso aperto da entrambe le squadre, con la giusta dose di agonismo e fair play. Dopo i primi minuti di studio abbiamo incominciato a macinare gioco, ma l’ottima difesa e le ripartenze della squadra di casa ci hanno creato qualche difficoltà. Come sempre abbiamo dovuto dare il massimo per avere la meglio su uno dei campi più difficili del campionato. Siamo stati bravi a mantenere alta la concentrazione e a rimanere uniti e compatti anche quando eravamo in svantaggio.

Quanto è grande la gioia per questa nuova vittoria?

“E’ sicuramente grande, ma il tempo per godersela è poco dato che dobbiamo già pensare alla difficile partita contro il Manzano. E’ stata la vittoria del gruppo che, quando mette da parte gli egoismi personali, si dimostra una squadra con la “S” maiuscola.

Da quando giochi con la Star Five?

“Questo per me e’ il primo anno e devo dire, avendo militato in parecchie squadre, anche fuori regione, che alla Star Five si sta davvero bene: il presidente e tutto lo staff non ci fanno mancare mai nulla, anzi….!!!

Quali sono i lati più belli di questa esperienza?

“Sicuramente il “calore”, la simpatia e il modo di accogliere tutti che caratterizza tutte le persone che ruotano attorno alla Star Five. Beh, poi sicuramente, cosa da non dimenticare, il primo posto in classifica.”

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“”Calcettisticamente” parlando quello di poter condurre una squadra, ormai come allenatore, quindi tra un po’ di anni, dalla serie C alla serie A….

Nella vita quotidiana invece devo ritenermi fortunato perché ho una moglie “Speciale” e un pargoletto “Unico” che mi sopportano e che assecondano la mia passione per questo sport.”

Cosa vi aspetta da ora alla fine del campionato?

“Ancora cinque battaglie per vincere questa “guerra sportiva”. Saranno cinque partite difficilissime e noi dovremo rimanere concentrati e uniti più che mai, per stappare finalmente lo Champagne e aggiungere la prima stella sullo stemma della Star Five!”

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Due protagoniste di due mondi paralleli che viaggiano assieme, accumunate dalla stessa maglia. Unire la capitana Annalisa Borroni (nella foto di Sergio Verzier), una delle icone dell’Interclub attuale, e la giovanissima Lisa Bresciani, classe 2000 con tutta una carriera davanti a sè, non è affatto un azzardo. Specie se l’amore per la palla a spicchi diventa un punto di riferimento indissolubile per entrambe, nonostante si parli quasi di due generazioni cestistiche diverse…

NOME:

A – Annalisa
L – Lisa

COGNOME:

A – Borroni
L – Bresciani

SOPRANNOME:

A – semplicemente “Anna”, anche se nei primi anni nei quali giocavo assieme a mia sorella Nicoletta mi appiopparono il soprannome “Junior”…
L – “Lisuz”

RUOLO:

A – ala naturale
L – sono una sorta di “Jolly”, visto che al momento non ho un ruolo ben definito

DA QUANTO TEMPO GIOCHI A BASKET?

A – 24 anni, praticamente gran parte della mia vita
L – 3 anni, da quando avevo 10 anni

PER TE COSA SIGNIFICA GIOCARE A BASKET?

A – la pallacanestro è una scuola di vita, perchè ti insegna a vedere il complesso e il dettaglio assieme. Un qualcosa che è utile anche nella realtà fuori dalla palestra
L – è sinonimo di passione e di “valvola di sfogo”

IL TUO PIATTO PREFERITO?

A – uuh, sono una “mangiona” in tal senso! Ma, per preferenza, prediligo i crostacei
L – direi il risotto al pomodoro

LA TUA BEVANDA PREFERITA?

A – Brugal & Cola, senza dubbi
L – Coca-cola, logicamente senza Brugal…

IL TUO GIOCATORE PREFERITO?

A – Michael Jordan, per me il numero uno in assoluto
L – Kobe Bryant, per come gioca e per come riesce a muoversi sul parquet

LA TUA COMPAGNA DI SQUADRA PREFERITA?

A – senza fare uno sgarbo alle altre, direi Lara Cumbat: il perchè è dovuto all’affinità che ci contraddistingue, dentro e fuori dal campo
L – con grande sincerità, posso dire di non avere una vera e propria preferenza. Per me, tutte le mie compagne sono allo stesso livello

QUALE E’ STATA LA GARA MIGLIORE CHE HAI MAI DISPUTATO?

 A – una partita di play-off di serie A2, quando vestivo la maglia di Marghera e affrontammo Crema. In quel frangente segnai 34 punti, ma la cosa più importante è che praticamente vedevo il canestro come una vasca da bagno…
L – la gara contro l’ABF Monfalcone, dove misi a segno 13 punti

C’E’ QUALCOSA CHE INVIDI DI LEI?

A – senza dubbio la giovanissima età e, relativamente a questo, il fatto che abbia tutta una carriera davanti a sè da poter costruire. Dalle giovanili si ottengono le prime soddisfazioni ed è un qualcosa che deve godere al massimo
L – ammiro Annalisa per come gioca e per lo spirito con cui affronta le sfide, in una categoria difficile come la serie A2

COSA FARAI DA GRANDE?

A – di certo coltiverò uno dei miei 1000 e più interessi che ho in cantiere. Devo solo scegliere quale, in una scaletta di preferenze che devo ancora definire…
L – mi piacerebbe tanto diventare un veterinario e curare gli animali

QUALE E’ IL TUO SOGNO NEL CASSETTO?

A – avere la possibilità di viaggiare tanto. Al momento attuale, per ovvi motivi, non mi è possibile farlo
L – migliorare tecnicamente nel giocare a basket, perchè vorrei arrivare in A2

ALLA FINE DELL’INTERVISTA, CHE MESSAGGIO VUOI LASCIARLE?

A – “non dare mai niente di scontato e non smettere mai di crescere. Lo sport, e soprattutto il basket, ti aiuterà a farlo”
L – “riesci ad aspettarmi fino a quando non farò parte anch’io della prima squadra?”

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Consueta intervista di metà settimana con un componente del team Star Five: è la volta di Salvatore Castiello, pivot classe ’82 della formazione monfalconese:

Sabato avete vinto contro la Mediterranea e il primo gol per la Star Five l’hai realizzato tu… 

“Si ho aperto le danze e non è la prima volta che succede” – Salvatore inizia così l’intervista: con una grande risata.

Ottime le prestazioni di tutti e due i portieri, che hanno tenuto in bilico per un bel po’ il risultato… Quando avete capito che potevate strappare la vittoria?

“Si, si sono proprio messi d’impegno tutti. A me sembravano voler parare tutto. Quando sul 3-2 siamo ripartiti in contropiede Besic ed io e abbiamo segnato il 4-2, ho capito che ce la potevamo decisamente fare.”

Dopo l’infortunio, stai tornando ai tuoi livelli: che sensazioni provi?

“E’ stato uno dei più brutti momenti della mia vita. Sono passati due anni e sto ritrovando la forma di una volta, ma devo ancora migliorare fisicamente.”

Fai parte del gruppo Star Five fin dall’inizio… Qual è la motivazione che ti spinge a credere in questo progetto?

“Per la precisione sono stato il primo tesserato in assoluto. A convincermi è stato il Presidente Petriccione, con la collaborazione di mia moglie, che è sua cognata. Diciamo che era impossibile non far parte di questa grande famiglia.”

Arrivati a questo punto del campionato, in cosa puoi sicuramente dire che la squadra è migliorata?

“All’inizio non ero convinto di quanto stavamo facendo perché mi sembrava che non fossimo un gruppo unito, ora tutti remiamo verso la stessa direzione, nessuno si tira mai indietro e siamo cresciuti molto, sia come spogliatoio che tecnicamente. Abbiamo ancora margini di crescita e dobbiamo lavorare sodo.”

Che sogni hai per la tua carriera sportiva?

“Per la verità su uno ci sto lavorando: arrivare con la Star Five in serie B sarebbe fantastico. Per realizzare altri desideri ci sarà poi ancora tempo…”

 IL PROSSIMO TURNO:

A.S.D.Star Five – Adriatica, sabato 23/02/13 – h 18

LA CLASSIFICA:

A.S.D.Star Five 40, Partenope 34, Maniago 27, BRN Lauzacco 25, Mediterranea 25, Torriana 24*, Calcetto Manzano 24*, Futsal Udinese 19, Pordenone 17, Adriatica 13, Cjarlins Muzane 7, Clark Udine 3 (*una partita in meno)

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Raccontaci in poche battute, la partita di sabato scorso, vinta 9-2 contro il Maniago…
“Abbiamo disputato una gara aggressiva, dando prova di cuore e di carattere. Anche se siamo andati sotto di un gol, non ci siamo mai abbattuti e abbiamo giocato come sappiamo, consapevoli della nostra potenzialità e della nostra forza. Alla fine abbiamo vinto, credo, con merito, divertendoci, come dovrebbe essere ogni volta che scendiamo in campo.”

Il vostro campionato come sta procedendo?
“Siamo partiti come una delle squadre favorite alla vittoria finale. Per il momento siamo sempre stati primi e, ovviamente, speriamo anche di finire così. Non sarà facile, perché contro di noi, tutti giocano con grandi stimoli. Nessuno ci affronta mai rassegnato: i nostri avversari hanno sempre una grande motivazione. Nessun regalo per noi.”

In cosa siete cresciuti in questi mesi e in cosa, invece, dovete ancora migliorare?
“Stiamo maturando come gruppo. All’inizio ci sono state un po’ di discussioni in spogliatoio, ma abbiamo superato anche questa difficoltà e ci siamo ricompattati. Ora tutti remiamo verso la stessa direzione. Anche il mister, col passare dei mesi, ha potuto constatare che non deve contare solo su un quintetto base, ma ha a disposizione tanti giocatori da poter valorizzare e utilizzare in base alle proprie caratteristiche e alle varie esigenze. I miei compagni sono tutti ragazzi dalle grandi capacità. Dobbiamo fare ancora molta strada per crescere ancora come team, ma stiamo lavorando molto bene in questa direzione.”

Tu sei il capitano… Com’è il rapporto con i tuoi compagni?
“Fuori dal campo siamo tutti amici. Voglio a tutti loro un gran bene.  In spogliatoio faccio il capitano e cerco di discutere con loro sempre in termini costruttivi. In squadra ci sono ragazzi che conosco da anni e altri che sono arrivati da poco. Ad esempio il mio caro amico Castiello ormai mi sopporta da una vita. Anche con altri avevo già giocato, quindi creare un buon rapporto è stato abbastanza semplice. Quelli nuovi, al di la che sono tutti molto capaci tecnicamente, hanno fatto un  po’ di fatica ad integrarsi inizialmente, ma ora abbiamo tutti un unico obiettivo: vincere.”

Che rapporto hai con mister Bevilacqua?
“Direi buono. Alle volte discutiamo un po’, perché ci scambiamo delle idee di gioco, ma per me lui è e resta l’allenatore. Fa le sue scelte e io le rispetto, anche perché i risultati dimostrano che ha ragione.”

Quali sono gli obiettivi stagionali, a parte a quelli già dichiarati, della squadra?
“A parte a lottare per arrivare primi, vogliamo tutti migliorare per poter essere eventualmente pronti per un campionato nazionale. Questa è una cosa che desideriamo noi ragazzi, ma che vuole anche la società. Il nostro presidente si merita di ottenere quello per cui sta lottando con cuore e sacrificio e noi tutti stiamo lavorando sodo per riuscire a far parlare di noi anche fuori regione.”

Qual è il tuo obiettivo personale invece?
“Forse per me sarà l’ultimo anno da giocatore. Lo dico con estremo dispiacere. E’ ovvio che quindi spero di vincere il campionato, perché sono stato uno dei primi a credere in questo progetto. Togliermi questa soddisfazione sarebbe bellissimo. Poi ancora non ho definitivamente deciso e quindi, mai dire mai, magari sarò ancora in pantaloncini anche nella prossima stagione. Se non dovessi giocare, mi piacerebbe comunque restare nella famiglia Star Five, magari con qualche carica dirigenziale. Vedremo. Adesso tutti, dirigenti, staff e giocatori, insieme ai nostri tifosi, pensiamo solo a lottare e a sacrificarci per fare del nostro meglio, partita dopo partita.”

LA CLASSIFICA
A.S.D. STAR FIVE 37, Partenope 34, Mediterranea 25, Torriana 24, Calcetto Manzano 24, maniago 24, BRN Lauzacco 22, Pordenone 17. Futsal Udinese 16, Adriatica 10, Cjarlins Muzane 7, Clark Udine 3.

IL PROSSIMO TURNO
Mediterranea – A.S.D. STAR FIVE
Sab. 16/02/13 – h 18,00

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Ecco l’intervista della settimana realizzata a Sandi Besic, universale classe ’87 dello Star Five Monfalcone:

Vittoria, quella di sabato, che è stata più difficile di quello che dice il risultato finale …
“Sicuramente gli avversari ci hanno spiazzato nei primi 10′. Dal fischio d’inizio loro ci hanno messo veramente l’anima. In più noi abbiamo sbagliato qualcosina e quindi ci siamo trovati sotto di tre reti. Siamo consapevoli che per noi ogni partita sarà difficile, perché ogni squadra metterà il cento per cento del proprio potenziale per batterci e sappiamo che giocare contro la capolista da sempre motivazioni superiori. Nonostante tutto sabato siamo stati bravi, in seguito, ad imporre il nostro gioco, fatto di possesso palla e veloci ripartenze. Alla fine del primo tempo siamo riusciti a ribaltare il risultato, fino alla vittoria finale.”

Qual è stata quindi la chiave per far svoltare la gara contro il Cjarlins Muzane?
“La chiave è stata sicuramente la nostra voglia di vincere, anche se sotto di tre gol. All’inizio siamo andati un po’ in bambola, stupiti comunque da una squadra molto compatta, in grado di produrre un buon gioco. Poi, per fortuna, l’esperienza ci ha permesso di rientrare in partita e vincere.”

Contento dei tuoi sei gol e di essere così diventato il capocannoniere della Star Five?
“Segnare fa piacere a tutti e non nascondo di essere molto felice della cosa, ma l’importante è aver portato a casa i tre punti e che la squadra abbia avuto un’ottima reazione, se poi segno io o un altro mio compagno non importa, sono contento lo stesso.”

Al di la dei gol, cosa ti è piaciuto di più rispetto alla vostra prestazione?
“La grinta che ci hanno messo tutti quanti a recuperare dallo svantaggio iniziale. Dopo i primi minuti di confusione, ci siamo calmati e abbiamo riorganizzato le cose in maniera ordinata, aiutandoci, come fa una vera squadra.”

Cosa invece di meno?
“Non mi sono piaciuti affatto alcuni minuti dove si è creata, come dicevo prima, confusione in campo e tutti urlavano e si agitavano. E’ anche per questo che gli avversari sono riusciti ad approfittarne per portarsi in vantaggio. Dobbiamo crescere in queste cose e aiutarci, come abbiamo fatto nei minuti successivi, perché se c’è un gran gruppo c’è anche una grande squadra.”

Qual è il tuo obiettivo personale in questa stagione?
“Quello di vincere il campionato ed esprimermi al meglio fino alla fine.”

Questa la classifica della serie C1 di calcio a 5:

A.S.D. STAR FIVE
34, Partenope 31, Maniago 24, Calcetto Manzano 23, Mediterranea 22, Torriana 21, BRN Lauzacco 19, Pordenone 17, Futsal Udinese 16, Adriatica 9, Cjarlins Muzane 7, Clark Udine 3.
IL PROSSIMO TURNO

A.S.D. STAR FIVE – Maniago -> Sab. 09/02/13 – h. 18,00

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In una stagione che si è fatta difficile, servono nervi saldi. Ma, soprattutto, giocatrici in grado di poter far la differenza sul parquet: Ana Ljubenovic è senz’altro una di queste: classe 1988, alla prima esperienza nel campionato italiano, l’ala originaria di Lubiana è diventata uno dei punti fermi dell’Interclub Muggia 2012/13. Da “rookie” ha fatto presto a trasformarsi in “veterana”, battagliando con il resto delle compagne di squadra allo scopo di sovvertire, nell’ultimo periodo, tutto quanto si stia rivoltando contro a livello di sfortuna e di risultati poco gratificanti in campionato.

“Ho iniziato la mia carriera cestistica nello Slovan”, esordisce Ana, “assieme a un allenatore straordinario che ancora oggi ritengo sia stata la persona più importante per la mia crescita tecnica sul campo da basket. Di seguito ho vestito le maglie dell’ Ilirija, di Skofja Loka (team della ex-rivierasca Gabrovsek) e di Kranj: in quest’ultima squadra ho disputato le ultime tre annate, conquistando due secondi posti rispettivamente nella Coppa di Slovenia e nel campionato nazionale.”

Il  fatto di giocare spesso sotto canestro da “5”, per ragioni di rotazioni che mancano in tale spot, “rischia” di trasformarla quasi a livello di una pivot pura: “Non mi sento come tale”, chiarisce la Ljubenovic, “semplicemente perché non ho mai giocato nella mia carriera in questo spot, essendo alta “solamente” 180 cm. Inizialmente avevo il timore di confrontarmi con avversarie più alte di me, paradossalmente però talvolta è più facile giocarci contro, rispetto ad altre giocatrici della mia stessa altezza. Aldilà di questo, un grande aiuto in difesa arriva dalle altre mie compagne, pertanto dandoci una mano a vicenda si riescono a risolvere eventuali problemi di mismatch”.

Su quanto stia invece accadendo a livello di risultati, Ana non si nasconde dietro a un dito: “Di certo non stiamo giocando bene: tuttavia, pur essendo in un momento di crisi, credo fermamente nel nostro gruppo e nel fatto che tutte assieme riusciremo a superare questo periodo. Conterà molto accrescere il nostro rendimento sul parquet, in questa seconda parte di campionato sarà questo il nostro imperativo più importante”.

Infine, la Ljubenovic spende una parola sul gruppo Interclub che da subito l’ha accolta nel migliore dei modi: “Le mie compagne di squadra sono assolutamente fantastiche: oltretutto, non conoscendo personalmente l’italiano, sin dal primo allenamento hanno fatto in modo di farmi superare le barriere linguistiche. Oltre a loro, tutti gli altri componenti rivieraschi si sono sempre distinti per la loro gentilezza e per la volontà di farmi trovare a mio agio nel club. E’ una cosa di cui li ringrazio moltissimo”

Alessandro Asta
Addetto Stampa Pallacanestro Interclub Muggia

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