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E’ online il settimo appuntamento stagionale con l’Interclub Muggia su RadioAttività: nella puntata del giovedì, sono Elena Capolicchio e Samantha Cergol le ospiti in studio di Alessandro Asta e Paolo Agostinelli.

La puntata, andata in onda sulle frequenze di RadioAttività News, è disponibile a questo link:

PUNTATA N°7 del 5 dicembre 2013

Interclub MUGGIA su RadioAttività News

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Sorride la Querciambiente Muggia, vittoriosa sabato sera contro la Mercede Alghero: queste le interviste realizzate subito dopo la partita alla capitana Annalisa Borroni e a coach dell’Interclub, Mauro Trani

httpvh://www.youtube.com/watch?v=6vLnqLRp2ls

httpvh://www.youtube.com/watch?v=bLOod1qJDwE

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E’ online la puntata radiofonica, dedicata all’Interclub Muggia, con protagonista Giulia Fragiacomo.

La trasmissione di RadioAttività News, condotta da Alessandro Asta Paolo Agostinelli, è ascoltabile al seguente link:

Puntata numero 5 Interclub Muggia 2013/14

Giulia Fragiacomo

 

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Non solo veterane (o semi-veterane) alla corte della Querciambiente, ma anche un pizzico di verdissima gioventù è parte integrante dell’Interclub che affronta il terzo anno consecutivo in serie A2.

Valentina Rosin, classe ’96, è una delle rappresentanti di quel gruppetto di giocatrici su cui Muggia conta di poter piazzare le fondamenta del prossimo futuro: spesso i prodotti del vivaio vengono colpevolmente “snobbati” a livello di visibilità mediatica, magari considerati erroneamente una sorta di ultima ruota del carro. Questa è l’occasione giusta per vedere il mondo della prima squadra attraverso gli occhi di chi, un giorno, conta non solo di finire nel quintetto-base ma anche di essere parte non trascurabile del roster rivierasco, negli anni a venire.

Valentina, facciamo un breve excursus sul perchè hai iniziato a giocare a pallacanestro: c’è qualche motivo particolare?

“A dire il vero ce n’è uno, e anche molto semplice: la mia altezza. Proprio per questo motivo, in passato molti mi hanno spronato nell’abbracciare idealmente la palla a spicchi, cosa che poi è successa…”

Nella tua carriera non c’è stata solo l’Interclub, vero?

“E’ corretto: ho iniziato a muovere i primi passi a Chiadino con Daniele Manin, proseguendo poi col trasferimento alla Libertas e arrivando infine qui a Muggia, quando queste ultime due realtà si sono unite a livello di collaborazione tra settori giovanili. All’Interclub ho fatto parte del roster delle U17, passando poi a quello U19 dove attualmente gioco: è stato infine coach Matija Jogan a volermi in prima squadra”.

Spesso non si considera il fatto che, per una giovane come te, c’è un doppio impegno da rispettare nel corso della settimana: inizi l’allenamento con le under e prosegui poi con il gruppone della serie A2. Quanto è faticoso rispettare entrambi gli appuntamenti?

“Sicuramente è impegnativo, ma sono convinta che il potersi allenare con due squadre diverse ti dà la possibilità di migliorare e di imparare sempre cose nuove. Sono chiaramente due sistemi di gioco completamente diversi, penso sia fondamentale trovare una sorta di equilibrio in queste due situazioni: per quanto mi riguarda, è logico che con l’ Under19 mi trovi maggiormente a mio agio così come faccia relativamente più fatica con la prima squadra. Una situazione del genere potrebbe magari sminuirmi, ma non è affatto così: è questa la strada da dover percorrere per migliorare giorno dopo giorno, dunque questo doppio impegno non è assolutamente un problema per me.”

Spostiamoci esclusivamente in ambito Querciambiente: come giudichi il tuo inserimento nel contesto della prima squadra?

“E’ questo il secondo anno con il gruppo delle più grandi, mi sento già responsabile ma devo assolutamente mettere molta più grinta delle veterane. Cerco di portare sempre il mio mattoncino alla causa rivierasca, principalmente durante gli allenamenti ma anche in partita se mi viene data la preziosa occasione di scendere in campo.”

Relativamente alla stagione di A2 che si sta delineando, quali sono le tue sensazioni?

“E’ un campionato difficile, lo abbiamo visto in questo girone d’andata: come squadra, abbiamo alternato belle prove con altre meno buone. Quello che apprezzo di più di questo gruppo è la grinta che lo contraddistingue: anche in momenti difficili, come quelli accaduti nelle passate stagioni, la voglia di rivalsa in certi momenti storti ha sempre permesso al gruppo di rialzarsi. La Poule Promozione è alla nostra portata, ma dovremo essere brave a non perdere la concentrazione, da qui sino alla fine della prima fase.”

Com’è Valentina Rosin “in borghese”, lontana dai campi di gara?

“Sicuramente una ragazza a cui, tra gli impegni di gioco e di studio, piace fare sempre nuove conoscenze. Nonostante una sorta personale di doppia natura che mi rende timida o estroversa a seconda dei casi, cerco di ritagliarmi sempre un po’ di tempo libero per poi cercare di divertirmi e di fare festa. In un gruppo come quello della prima squadra, il concetto di “divertimento” non è assolutamente fine a se stesso: si respira un bel clima assieme alle altre compagne, pertanto anche una giovane come me può crescere nel migliore dei modi”.

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Muggia. 30 anni, triestina, una vita sui campi da basket e da anni colonna dell’Interclub Muggia. Stiamo parlando di Annalisa Borroni, capitano della Querciambiente 2013/2014, squadra inserita nella conference Nord-Est della serie A2 femminile.

Ciao Annalisa, grazie per la tua disponibilità. Nome, cognome, ruolo e numero di maglia?

Annalisa Borroni, guardia-ala, n. 5

Come ti sei avvicinata al basket?

All’eta’ di 5 anni seguendo l’esempio di mia sorella Nicoletta.

Una vita “cestistica” spesa nell’Interclub Muggia, tranne una piccola parentesi a Marghera: c’è un motivo particolare in questa scelta?

Ho scelto di dare priorita’ ad altre cose e di non puntare tutto sulla pallacanestro

Ora sei anche il capitano, una responsabilità in più?

Di certo e’ un ruolo che sono onorata di ricoprire, soprattutto a Muggia! e’ un piacere e un onore capitanare un gruppo come il nostro. Qualche responsabilità in più c’e’ di sicuro, ma sono stata ben istruita dai miei due predecessori Elisa Gherbaz e Nicoletta Borroni.

Fai parte di una squadra tutta italiana, con la maggior parte delle giocatrici cresciute nell’Interclub: credi che questo possa aiutare?

In questo momento storico è diventata una necessità puntare sul settore giovanile, chi è bravo a sfruttare e a lavorare sulle giovani avrà sicuramente vita lunga e raccoglierà risultati. Le altre società potrebbero incontrare grosse difficoltà dipendendo dall’economia. Quest’anno non abbiamo una straniera, ma non credo sia un grosso problema se la squadra é coperta in ogni ruolo da buone giocatrici: e credo che la nostra squadra lo sia!

Siete considerate una delle big della conference Nord-Est: come spieghi i due k.o. –inaspettati- delle ultime due giornate dopo un inizio scoppiettante con le due vittorie contro le formazioni sarde?

Le sconfitte non sono semplici da spiegare! Sicuramente le assenze di Samantha Cergol dall’inizio del campionato e quella di Lara Cumbat proprio nelle due sconfitte sono state pesantissime…2 rotazioni in meno, ma soprattutto la mancanza di 2 giocatrici cardine per la squadra sono un gran problema nei match, ma anche nella preparazione delle partite. A parte questo a noi e’ mancata un po’ di cattiveria e furbizia: quando si giocano delle partite punto a punto contano tantissimo gli episodi, i dettagli e non siamo state brave a farli ricadere a nostro vantaggio.

Ora il turno di riposo: è arrivato nel momento migliore?

Sicuramente è arrivato nel momento giusto: di solito è importante potersi riscattare subito, ma nel nostro caso credo ci serva un attimo per riordinare le idee ed essere più pronte per le prossime partite.

Una tua previsione per il prosieguo della stagione: cosa ti aspetti, a livello di squadra e dal punto di vista personale?

Sono convinta che possiamo fare bene quest’anno, la squadra è buona e la voglia di lavorare è ben radicata nel gruppo. Mi aspetto un continuo miglioramento, che la squadra diventi più matura e consapevole dei propri difetti e pregi ad ogni partita. Secondo me è l’unico modo per migliorarsi e per progredire cestisticamente. Dal punto di vista personale cercherò di dare il mio apporto alla squadra, attivamente in campo e mentalmente al di fuori.

Miglior realizzatrice della conference (23 punti di media), seconda rimbalzista (10.5 a partita, dietro la tua compagna Romagnoli), seconda negli assist (2.3 a gara, dietro l’algherese Azzellini): Annalisa Borroni giocatrice a tutto campo…

Negli anni ho dovuto imparare a giocare in vari ruoli; sono stata aiutata anche dalla mia altezza che mi permette di avvicinarmi a canestro pur non essendo una lunga di ruolo.

Il tuo movimento d’attacco migliore?

L’arresto e tiro.

Il fondamentale su cui senti di dover lavorare maggiormente?

In generale la manualità sul lato sinistro…

Spesso alle donne che praticano sport viene riconosciuta poca femminilità: cosa ti senti di dire? 

In alcuni casi può essere vero: dipende dall’importanza che la persona da alla femminilità. Ma questo è un discorso fatto a prescindere dallo sport, semplicemente nella pallacanestro e’ più evidente.

Sei legata ad un numero di maglia in particolare? Se si, perché?

Ho praticamente da sempre il n. 5, le origini di questa scelta non le ricordo con esattezza.

Com’è Annalisa Borroni fuori dal campo? Interessi, hobby?

Fuori dal campo mi piace passare del tempo con la mia chiassosa famiglia e divertirmi con gli amici più stretti. Mi piace molto la fotografia e in generale l’arte. Vorrei poter viaggiare di più e spero di trovare il tempo per farlo.

Concludiamo con un saluto ai lettori, ai vostri tifosi ed un invito a seguirvi sempre più numerosi

Raccomando di seguirci numerosi, Trieste è una città innamorata della pallacanestro. L’entusiasmo è contagioso e l’importanza del “sesto uomo” in campo è un fattore importantissimo.

(Tratto dal sito DailyBasket.it)

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La Venezia Giulia, almeno a livello di gare ufficiali, torna a riabbracciare un derby colorato interamente di rosa: la Querciambiente Muggia affronta l’SGT Calligaris a distanza di tre anni, quando entrambe le formazioni si diedero battaglia nella B D’Eccellenza di allora per sfide d’alta classifica.

In teoria, dopo un triennio, è cambiata la categoria (decisamente più consona per il blasone di entrambe) ma in fondo non è mutata la sostanza: sarà uno scontro tra compagini imbattute, quello che sabato 26 ottobre alle 18.30 nell’“astronave” del PalaTrieste vedrà di fronte due squadre che puntano decisamente a conquistare la Poule Promozione.

La compagine rivierasca arriva alla stra-cittadina col vento in poppa, da sola in vetta alla conference Nord-Est dopo le due vittorie contro Alghero e San Salvatore; sull’altro fronte, la Ginnastica Triestina ha iniziato brillantemente il proprio campionato con la vittoria casalinga contro Vicenza all’esordio stagionale, osservando poi un turno di riposo nella scorsa giornata.

Gli ingredienti per una sfida stellare ci sono tutti, specialmente per la storica rivalità sportiva che associa Muggia e Trieste: in attesa che il futuro possa eventualmente riservare più di una semplice (e per certi versi, ampiamente auspicabile) collaborazione tra le due parti, è la contesa sul parquet a concentrare attorno a sé tutto il naturale interesse tra supporters di diversa fede cestistica. Sul fronte rivierasco, la Querciambiente è ancora alle prese con un’infermeria semi-piena: ferma ancora Samantha Cergol per le noie al ginocchio non ancora risolte, si valuteranno a poche ore dalla palla a due le condizioni di Lara Cumbat, dopo l’infortunio al sopracciglio della scorsa settimana. La guardia rivierasca toglierà i punti di sutura nella mattinata di venerdì e cercherà di stringere i denti, magari con l’ausilio di una maschera protettiva, per essere a disposizione di coach Mauro Trani: ci si aspetta una bella cornice di pubblico sulle tribune del PalaTrieste, per un derby che saprà sicuramente regalare emozioni e per una SGT allenata da Nevio Giuliani che vorrà sicuramente dire la sua in un match così importante.

Saranno infine due fischietti padovani gli arbitri della sfida, i signori Cristiano Giusto e Andrea Chiodi.

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Il primo derby cittadino della stagione 2013/14 porta le effigie rivierasche: dopo la partita in chiaroscuro contro Udine di sette giorni or sono, la Querciambiente si riscatta battendo sul proprio terreno la Ginnastica Triestina per 60-50, in una gara amichevole dove la formazione allenata da Mauro Trani è uscita alla distanza nella seconda parte del match, sospinta dai neo-acquisti Capolicchio e Romagnoli.

Molte note liete per Muggia, dimostratasi meno arruffona rispetto allo scrimmage con lo Sporting Club della passata settimana e cinica quanto basta nel chiudere anzitempo la contesa; per l’SGT di Nevio Giuliani, con una Anna Vida a mezzo servizio a causa di problemi fisici occorsi proprio durante la sfida di Aquilinia, c’è comunque la consapevolezza di essere un organico in crescita, che potrà dar fastidio a molte in campionato.

Trieste parte decisamente meglio rispetto alle padrone di casa: due realizzazioni di fila di Rosellini, dopo il canestro in avvio di Maria Miccoli, costringono coach Trani a un time-out repentino dopo due minuti e mezzo (2-6). Muggia pareggia i conti 180 secondi dopo, col mini break di 5-0 targato Capolicchio e Borroni (9-9): la Querciambiente è più attenta in difesa rispetto al prologo del match, riuscendo a rubare qualche pallone prezioso per poi riversarsi in contropiede.

Cumbat regala il primo vantaggio rivierasco (13-11 al 6′), l’Interclub resta avanti sino alla prima sirena quando un solo punticino distanzia le due compagini in campo: in seguito si segna poco da ambo le parti, con attacchi sterili che si tramutano in pochi canestri segnati. L’Interclub prova a giocare in maniera più profonda sotto canestro, sfruttando il duo Palliotto-Romagnoli per presidiare l’area pitturata: il risultato è la conquista di diverse gite in lunetta, pur con realizzazioni mediocri dalla linea della carità (3/8 nel secondo quarto). Sul fronte avverso Trieste riesce a non imbarcare troppa acqua, nonostante il parziale a favore delle padrone di casa che manda l’SGT sul -9 al 16′ (29-20): il team di Giuliani si ridesta con Romano e Veronica Trimboli, chiudendo metà gara con uno svantaggio minimo di tre punti.

Alcune triple non dichiarate di tabella (prima Borroni, poi Rosellini sul lato opposto) spostano poca inerzia sia da una parte che dall’altra a inizio ripresa: almeno per i primi quattro minuti del terzo quarto, la Calligaris riesce sempre a ricucire lo strappo con Muggia. Servirà un parziale di 12-4 a favore della Querciambiente a dare un sussulto alla gara: con una Capolicchio estremamente chirurgica al tiro, l’Interclub approfitta di qualche errore di troppo al tiro delle avversarie per andare sul +9 al 30′ (46-37). L’ultimo quarto è nel segno di Alice Romagnoli, implacabile dalla media distanza e  in qualche occasione più votata nel ruolo di ala-forte: i punti della ex-Udine e Marghera mandano le rivierasche sino al massimo vantaggio di 56-41 a sette minuti dalla fine, un gap che la Ginnastica non riuscirà più a colmare sino al termine.

Querciambiente Muggia-Calligaris SGT Trieste 60-50 (16-15, 29-26, 46-37)

Querciambiente Muggia: Meola 2, Borroni 8, Cergol 1, Castelletto 4, Cumbat 10, Romagnoli 10, Fragiacomo 1, Capolicchio 15, Richter, Palliotto 9, Reppi n.e., Rosin. All. Trani

Calligaris SGT Trieste: V. Trimboli 3, Rosellini 13, S.Trimboli 2, Vida 7, M.Miccoli 6, Policastro 4, Cerigioni, Bianco 4, C.Miccoli 4, Romano 7. All. Giuliani

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Se la chiami “Giramondo”, sicuramente lei non si offende. Alice Romagnoli, neo-rivierasca da più di un mese, ormai non ha quasi più bisogno del navigatore satellitare per spostarsi lungo lo stivale italico: dal 2005 ad oggi, sono infatti ben 8 le diverse casacche che la pivot nativa di Milano ha vestito in passato e che può conservare nel proprio guardaroba, con quasi 1.100 punti all’attivo e altrettanti rimbalzi conquistati.

Impegnata anche come istruttrice di mini-basket in casa rivierasca, il tassametro di Alice vuole certamente continuare a correre specialmente sul campo, in una stagione dove si candida a essere quel “totem” che Muggia cercava da tempo per fare la voce grossa in area pitturata.

Alice, abbiamo già detto che in precedenza ti sei data parecchio da fare sui parquets lontano da casa: ci racconti un po’ il tuo ruolino di marcia, prima di sbarcare ad Aquilinia?

“Tutto è iniziato col mio trasferimento a Cavezzo, una piazza molto importante del basket femminile: a 16 anni sono finita in prima squadra ed è stata quella la miccia che poi ha acceso la mia carriera da cestista. Ho fatto parecchia gavetta in A1 a Venezia e a Montichiari, prima di giocare nella seconda serie nazionale a La Spezia,  Lucca, Udine e Marghera”.

– Dopo tanto peregrinare in giro per l’Italia, cosa ti ha portato a sposare il progetto Interclub?

“I motivi sono sostanzialmente due: il primo per studio, visto che sono iscritta al corso di Scienze Motorie dell’Università di Udine e vorrei laurearmi prossimamente. In tal senso la scelta di Muggia non è casuale, visto che avevo la volontà di rimanere nel Nord-Est per non allontanarmi troppo dalla mia facoltà. Il secondo è perché sapevo fin dal principio quanto si stia bene da queste parti, speravo dunque di venire a giocare all’Interclub, prima o poi”.

– Hai affrontato spessissimo Muggia come rivale, specialmente nelle ultime tre stagioni. C’è qualcosa in particolare che ricordi di quelle sfide?

“Ho un ricordo particolarmente vivo dei derby giocati con la maglia di Udine: in quell’ambito, l’immagine degli spalti di Aquilinia sempre affollati e pieni di calore era un qualcosa che ti faceva capire il perché Muggia fosse amata dal proprio pubblico e considerata la squadra compatta che ha poi dimostrato di essere negli ultimi campionati, specie a livello di gruppo”.

– Il gruppo, appunto: avrai avuto già il modo di apprezzare la “banda di scalmanate” che sono la colonna portante della prima squadra. Pensi che la forza di far parte di un team che si conosce bene già da anni, vi possa permettere di avere un vantaggio in più rispetto alle altre avversarie?

“Sicuramente il fatto di avere un legame duraturo anche fuori dal campo è un qualcosa che gioca molto a favore della squadra. Per quanto mi riguarda, sono stata accolta benissimo sin dal principio e ho apprezzato che, finito l’allenamento, si esca spesso alla sera con gran parte delle mie nuove compagne di squadra: posso dirti che una cosa del genere la si vede raramente a questi livelli, il che mi dà l’ulteriore conferma di aver fatto la scelta giusta nell’approdare qui a Muggia.”

Sul discorso delle “scalmanate singole”, a oggi a chi daresti la palma di migliore?

(Alice sorride) “Su questo frangente, pur conoscendole da poco, credo senza sbagliarmi che la capitana Annalisa Borroni e Lara Cumbat siano decisamente una spanna sopra tutte le altre.”

– Tornando alle questioni serie: quali sono le aspettative per la stagione che inizierà a breve, sia dal punto di vista della squadra che da quello strettamente personale?

“A livello di team dobbiamo centrare le prime quattro posizioni del nostro girone: tutto questo ci permetterà poi di vivere con più tranquillità la seconda parte di campionato. Abbiamo larghi margini di miglioramento e le prossime amichevoli ci permetteranno ulteriormente di farci capire dove possiamo arrivare. Per quanto mi riguarda, molto semplicemente darò il massimo e cercherò di potermi rendere utile alla causa muggesana.”

– Un ultimo quesito: cosa sta a significare il tatuaggio sul tuo braccio sinistro?

“C’è scritto “Don’t forget to love yourself” (“Non dimenticare di amare te stessa”): diciamo che è una sorta di promemoria, un concetto che dovrei far mio perché molto spesso mi dimentico di farlo….”

(foto tratta dal sito “www.cittadellaspezia.com”)

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Si chiude, con qualche lacrimuccia scesa a fine match, la corsa play-off e la stagione agonistica di Muggia: l’Interclub si arrende anche in gara-2 al Fila S.Martino di Lupari, ma lo fa nuovamente a testa altissima e con l’orgoglio che contraddistingue un team che ha lottato sino all’ultimo secondo per far sì che il sogno della “bella” si potesse materializzare.

Finisce 54-58 e forse, mai come in questa occasione, c’è tutta l’innata forza della squadra di Matija Jogan che trasuda al termine della contesa. Mai mollare la presa, nemmeno nelle difficoltà, tener sempre duro anche se chi hai davanti è un colosso, variabili anche quest’oggi messe abbondantemente in mostra. Muggia avrebbe potuto snobbare l’impegno, forte di una post-season conquistata a sorpresa, e lasciar passare stile-Telepass le avversarie: ma nemmeno nel match di Aquilinia le venete hanno avuto vita facile, così come era già accaduto in gara-1. Un bell’ esempio di come, da piccoli che si è, si può far parlare di sé nonostante una sconfitta: un leit-motiv durato tutta la stagione e che ha riconfermato come il cuore muggesano non abbia mai smesso di battere, nemmeno quando il cardiogramma sembrava indicare il contrario.

D’ora in avanti ci sarà modo e tempo per pianificare il futuro, a priori tutt’altro che roseo sotto il profilo economico. Ma, da chi ha vestito la casacca rivierasca in questa annata e da tutti coloro che hanno saputo mettere il proprio spirito e la propria forza interiore, arriva un segnale forte e inconfutabile: dalle difficoltà ci si può rialzare, dai momenti di sconforto ci si può fortificare. E se un manipolo di giocatrici, alcune di esse molto giovani, hanno saputo dimostrare questo, alla fine della fiera tutto può avere un epilogo fiabesco da “…E vissero felici e contenti”: nulla è davvero vietato, nei mesi che verranno. Con la speranza di non utilizzare l’inchiostro per un’eventuale parola “FINE” che nessuno si augura possa essere scritta, perchè la favola targata Interclub non merita un epilogo nefasto.

Sul fronte più squisitamente cestistico, è stata una partita assolutamente “rognosa”: sono stati parecchi i break e contro-break che si sono alternati sul parquet rivierasco nel corso dei quaranta minuti regolamentari. A volte si è visto poco bel gioco e tante palle perse, frutto anche di un metro arbitrale che ha lasciato correre in molte occasioni dove gli effettivi in campo chiedevano a gran voce un fischio che poi non è arrivato: Muggia, partita male (3-8) ha poi messo in mostra una grande Meola nel primo quarto, autrice dell’allungo sul +5 al 10′ (15-10); c’è stato tanto equilibrio anche nella seconda frazione, con le padrone di casa che vanno sino al 24-16, subito poi stoppate da una Granzotto velenosa in finale di quarto. In un amen il Fila si riprende l’inerzia in mano, portandosi in parità alla pausa lunga (25-25), ma trovando poi un brutto inizio di ripresa sul profilo del gioco: il team di Abignente va infatti sul -7, non riuscendo a fermare una tarantolata Cergol (32-25). Ci vorrà Aleotti prima e soprattutto Sandri poi a trovare l’acuto giusto per rimettere la testa avanti: sul vantaggio ritrovato dalle ospiti, l’Interclub non si fa intimorire e ha nuovamente in Cergol l’ arma vincente per chiudere avanti alla terza sirena (42-39).

Sino al 48 pari degli ultimi 4 minuti, la partita sembra non avere un chiaro padrone: S.Martino, da squadra forte ed esperta qual’è, riesce a sparecchiare la tavola definitivamente con il 7-0 di break di Granzotto e con la tripla letale di Cattapan dall‘angolo (48-55). L’Interclub, costantemente con due possessi di ritardo, le prova tutte in un finale infinito in cui si ritrova anche a -3 a pochi secondi dalla fine, ma è costretta a cedere a un Fila che riesce a gestire i pochi punticini di vantaggio: gioia sul fronte ospite, tantissimi applausi per le rivierasche al termine. Con quello striscione “Cercasi sponsor per continuare il sogno: grazie mule” che eleva all’ennesima potenza le emozioni e i tanti occhi lucidi di una domenica d’aprile che pochi potranno dimenticare. Perchè, quel sogno, sono in tanti ancora a volerlo cullare.

Interclub Muggia-Fila S.Martino di Lupari 54-58 (15-10, 25-25, 42-39)

Interclub Muggia: Meola 5, Borroni 11, Primossi 4, Cumbat 7, Cergol 14, Castagna n.e., Ljubenovic 7, Palliotto 6, Moratto, Rosin n.e.. All. Jogan

Fila S.Martino di Lupari: Pegoraro 6, Granzotto 12, Cattapan 4, Stoppa 4, Aleotti 6, Sandri 14, Jagodic 8, Carlan n.e., Sbrissa 4, Artuso n.e.. All. Abignente

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Incontro di rara intensità agonistica ed emotiva quello disputato alla Pacco tra due squadre intenzionate a dimostrare di non essere semplicemente le “seconde della classe”. Al “gruppone” Interclub si contrappone una Falconstar farcita di talenti in embrione illuminati dalla punta di diamante Cossi. Una gara che si preannuncia equilibrata, merita una designazione arbitrale di tutto rispetto: saranno Matteo Degobbis e Giacomo Tuntar a garantire una veemente qualità all’incontro.

L’inizio è un monologo Falconstar-Cossi, ma il 2 a 11 non scalfisce la fiducia di coach Birnberg nei suoi ragazzi che infatti riequilibrano le sorti della gara tessendo con pazienza la rete nella quale imbrigliare le disinvolte iniziative ospiti, fino al 29 pari dell’intervallo. Alla ripresa del gioco, il solito Cossi ed un convincente Cossaro sorprendono i muggesani con un perentorio 6 a zero, ma ancora una volta la reazione non è avventata: i totem Gola e Lavince (rispettivamente 26 e 19 rimbalzi) alzano gradualmente il livello difensivo trascinando nell’impeto Maraspin, Maciotta, Forza, Tonut e Vattovaz.

Ognuno porta un grande mattone, garantendo il 43 pari della quarta frazione nonostante l’incisività degli ospiti. Si prospetta un finale adrenalinico, che però non intacca la bellezza di un intero incontro giocato ad alti livelli di responsabilità. L’aggressività difensiva su Cossi perpetrata da Tonut fa perdere la lucidità al bravo cecchino, autore di un solo canestro su azione nelle fasi decisive; ne approfitta l’Interclub trovando la via del canestro grazie alle verticalizzazioni di Gola e Lavince, ma soprattutto alla “trance agonistica” di Maciotta che mette in ginocchio i ragazzi di Maran con 8 punti quasi consecutivi, conditi da rimbalzi e recuperi. Il più 6 finale premia la forza di volontà espressa dai ragazzi di Birnberg-Castellarin in un finale convincente e punisce oltremodo una Falconstar meritevole di aver espresso davvero un ottimo potenziale.

Senza nulla togliere ai protagonisti principali, vorremmo simbolicamente assegnare la palma di MVP a Lorenzo Maraspin, autore di due ottimi canestri, 7 rimbalzi, 5 recuperi e un assist: al di là delle cifre, una prova gagliarda che regala tante soddisfazioni.

Prima della pausa pasquale, che vedrà i bianco blu impegnati a Vienna nel prestigioso torneo internazionale, è attesa la trasferta a Roraigrande di domenica 24 marzo, con l’auspicio del rientro di Kevin Fort dall’infortunio.

Interclub – Falconstar 67-61  (14-19, 15-10, 14-14, 14-8)

Interclub: Tonut 2, Visintini n.e., Giacaz, Forza 4, Gola 23, Fischer, Vattovaz 2, Maciotta 16, Bertocchi, Lavince 16, Maraspin 4, Mezgec. All. Birnberg – Castellarin.

Falconstar: Pizzignac 7, Graziani, Fasan, Diviacco 2, Cossi 26, Varisco 2, Degrassi, Gallo, Russian, Varisco 8, Cossaro 14, Giberna 2. All. Maran.

 

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