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A una settimana dal via, i promotori dell’iniziativa spontanea per salvare il basket a Trieste cominciano a tirare le prime somme. E, almeno per questi primi sette giorni scarsi dall’inizio delle…ostilità, forse conviene non tanto soffermarsi sulle mere cifre, ma più sugli “effetti collaterali” che questa ha portato nell’ambiente cittadino.

LE PRIME CIFRE…E I MUGUGNI DI CONTORNO – A essere assolutamente sinceri, le 200 tessere sinora staccate tra TicketPoint e bonifici bancari non rappresentano un numero irresistibile, specie se paragonato ai 2.500 tagliandi da dover mettere a segno nelle prossime due settimane.

Ci si potrebbe scoraggiare o ancor peggio avere la voglia di gettare la spugna prima della scadenza naturale del 15 giugno: in fin dei conti, già nei primissimi giorni della raccolta, sono state molte le note stonate raccolte dai promotori stessi. Tifosi che non si abbonano per non fare un “favore” all’attuale dirigenza, altri che parlano di collette o di denari gettati a fondo perduto nelle fauci della società (probabilmente non leggendo dettagliatamente quello che invece è spiegato a chiare lettere nel testo della proposta spontanea…), altri ancora che  si lamentano per un’iniziativa che, anzichè salvare il basket, avrebbe dovuto pensare innanzitutto a salvaguardare la propria poltroncina numerata sulla quale ci si siede da anni, e che con buona approssimazione il concetto di posto unico rappresenta una forma di eresia mal digerita dagli stessi. La realtà è che però ai mugugni si contrappone invece la tanta positività affiorata da quei 200 abbonamenti, sottoscritti a scatola chiusa: un tesoretto scavato e trovato dal nulla, una piccola quota che è un campanellino d’allarme per chi pensava a una tifoseria completamente morta e silente, in attesa solo del “Requiem” di fine avventura dell’attuale società.

SEGNALI IMPORTANTI DI VITALITA’ – Con l’iniziativa avviata, i promotori stessi stanno lavorando per rendere “positivi” gli scettici e gli indecisi: un’attività che si tramuta in tanta diffusione concentratasi nella settimana appena trascorsa, dove si è continuato e dove si continuerà a lavorare sul piano della “promozione”. Sui giornali, in radio, in tv, sui vari canali web e sui siti di riferimento, i mass-media hanno dimostrato di sapersi coalizzare per dare voce all’iniziativa, un segnale importante che i mezzi di comunicazione e i giornalisti possono anche non essere dei semplici ciarlatani o racconta-storie.

Dulcis in fundo, c’è comunque una piccola parte della città che parla di tutto questo, e qualcuno aldilà del semplice tifoso ha preso la palla al balzo per poter mettere in pista il proprio contributo: chi, come Riccardo Furlan (gestore di un distributore di carburante della città) ha acquistato 20 abbonamenti da girare poi ai propri clienti, chi invece come Mattia Milazzi della Crese Cup destinerà all’iniziativa una parte delle iscrizioni ai prossimi tornei di basket estivi. Ancora, una realtà come la Confartigianato ha staccato autonomamente 10 tagliandi alla causa, con la volontà di poter ulteriormente amplificare il proprio contributo: tutti questi sono piccoli segnali nel mare agitato (e al tempo stesso silente) dell’attuale Trieste cestistica, ma sono pur sempre segnali concreti che una parte della città è viva. E che, assieme al “quintetto” Biloslavo-Tamaro-Asta-Lupo-Gutty (ben supportato dal duo Sartori-Saule, su lato Pallacanestro Trieste 2004), ha intenzione di lottare.

CONTINUARE COMPATTI, SINO A META’ GIUGNO– I prossimi 15 giorni diventano inevitabilmente fondamentali per il futuro della Pallacanestro Trieste 2004, non solo per il successo o meno dell’iniziativa spontanea dei tifosi. C’è qualcosa infatti che si sta muovendo sotto traccia, qualche buona possibilità (concreta!) di “salvezza” potrebbe infatti palesarsi nei prossimi giorni: Roberto Cosolini, primo cittadino della città giuliana, sembra avere in mano una parte delle redini che potrebbe portare a un ipotetico happy-ending. Ma gli ideatori di “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste” di certo non aspettano in panciolle possibili liete novelle: la distribuzione di 2000 volantini, già partita nelle scorse ore e che si allargherà a macchia d’olio nel corso del week-end ormai alle porte, è uno degli esempi di come non si vuole rimanere con le mani in mano, andando invece a cavalcare ulteriormente i lampi di entusiasmo affiorati all’orizzonte. In barba alle basse cifre della prima settimana, su cui qualche detrattore sembra già voler buttare il sale sulle ferite. A questi individui deve arrivare un messaggio chiaro e forte: la battaglia è solo cominciata. Parola di promotori.

COME ADERIRE ALL’INIZIATIVA – A mò di promemoria, indichiamo nuovamente le coordinate per aderire all’iniziativa. Ci si può recare di persona al TicketPoint di Corso Italia 6, o effettuare il bonifico sul conto corrente aperto ESCLUSIVAMENTE per l’iniziativa, con questi riferimenti: Conto intestato a Pallacanestro Trieste 2004 srl -> IBAN: IT42 U057 2802 2008 0157 1043 919 ; Codice BIC per bonifici dall’estero: BPVIIT21801 ;  Causale: “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste”.

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La sfida sta per partire. La Trieste cestistica ha davanti a sè un obiettivo difficile, quasi proibitivo ma fondamentale al tempo stesso. E per farlo, servirà davvero il supporto di tante, tante persone.

L’iniziativa “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste”, nata lo scorso week-end con la lettera aperta inviata ai principali interlocutori societari e istituzionali, ha già dalla sua un piccolo successo: quello di aver creato un incredibile entusiasmo, esploso in un momento dove i piagnistei sembravano essere l’unica vera risorsa a disposizione della città. Un leit-motiv che stava per ripetersi, un deterrente dietro al quale ci si poteva comodamente rifugiare per attendere in panciolle la nuova Apocalisse della Pallacanestro Trieste: e invece no. Il “quintetto-base” dei promotori, formato da Biloslavo, Tamaro, Asta, Lupo e Gutty, ha voluto comunicare un concetto fondamentale: tutti insieme si può cavalcare un sogno. E basta un piccolo contributo da parte di ciascuno per riuscire nell’impresa.

L’obiettivo di raccogliere tra i 250 e i 300 mila Euro entro metà giugno è un traguardo importante, che assomiglia alla scalata dell’Everest a mani nude. Ma, subito dopo gli incontri che i promotori hanno avuto nei giorni scorsi con i vertici della società biancorossa e con il sindaco Roberto Cosolini, si è capito che tentare l’impresa non è impossibile. C’è subito stata grande sintonia su tutti i fronti, si sono moltiplicati a vista d’occhio i consensi popolari e le offerte volontarie di contribuire alla diffusione di questa iniziativa, anche ben fuori dal territorio giuliano.

In meno di una settimana si sono uditi segnali forti, fortissimi, che danno l’idea di come si sia subito plasmato un impegno comune per evitare il baratro: tutto sommato, la Trieste sonnolente che tante difficoltà ha dimostrato sinora per raccogliere le sfide più importanti nelle “emergenze”, idealmente si sta attrezzando con tutte le forze a disposizione per mettere dei paletti importanti. Ora, dalle semplici intenzioni e dai buoni propositi, si deve passare ai fatti: è prevista una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa nella mattinata di domani, venerdì 24 maggio, alle ore 12 nella Sala Riunioni del Comune. Sarà il momento in cui si daranno tutte le dritte del caso per l’inizio alle danze, col presupposto che bisognerà “ballare” senza paura di incespicare.

Trieste, è ora della sveglia!

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