Metamorfosi letale per l’SGT: dopo due quarti in cui tutto sembrava essersi incanalato nel verso giusto, la compagine di Nevio Giuliani si infrange su una Ferrara che a metà gara dimostrava tutto, meno che crederci nella vittoria finale.

Finisce 63-74 e per la Calligaris è una doccia gelatissima, perchè a un certo punto del match sembrava  davvero a un passo dal conquistare la finale per salire in A2: nonostante il risultato avverso, Trieste merita comunque gli applausi per essere arrivata a un punto così elevato, con tanta gioventù nel proprio roster. Alla fine è sicuramente mancato un pizzico di esperienza in più che il Punto Fotovoltaico ha avuto con Laffi (33 punti e praticamente immarcabile, quando la squadra ha iniziato a recapitare palloni nelle sue sapienti mani), ma più in generale quella sorta di “killer instinct” utile a chiudere definitivamente le porte a un recupero ospite, tra secondo e terzo quarto, ovverosia nel momento migliore dell’SGT.

Ferrara parte bene a inizio match, la Ginnastica è in ritardo 8-15 al 6′ e dimostra difficoltà nel contenere le due principali bocche da fuoco avversarie, Mini e la già citata Laffi. Trieste però rimane abbondantemente attaccata al punteggio, agganciando le ospiti a quota 17 con Romano e Policastro abili a insaccare punti preziosi. E’ poi Bossi a mettere il turbo alla Calligaris, che piazza un ulteriore break di 8-0 che rovescia completamente l’inerzia nel finale di quarto, con le padrone di casa avanti 25-17.

Il leit-motiv non cambia di una virgola a inizio seconda frazione, quando è ancora Bossi a fare il diavolo a quattro, bombardando da ogni lato del perimetro: l’SGT vola a +14 al 12′ (35-23) e dimostra estrema lucidità in campo, variabile non pervenuta in casa del Punto Fotovoltaico. E’ la sola Laffi a essere sufficientemente precisa a canestro, ma la ex-Vigarano non può portare da sola tutto il fardello: le emiliane continuano così a subire la veemenza delle giuliane che chiudono sul +10 alla pausa lunga (44-34)

Quando tutto sembra sorridere a Trieste, con un’altra tripla di Bossi messa a referto e i canestri di Trimboli e Zecchin dalla linea della carità, Ferrara costruisce la propria resurrezione dal -14. Con il tabellone che segna il 53-39 per la Calligaris al 23′, tutto torna incredibilmente in discussione: dapprima le ospiti guadagnano tante gite in lunetta (seppur con mediocre precisione ai liberi) ma è lo strapotere della numero 14 in maglia emiliana a fare tutta la differenza del mondo. Laffi infatti imbuca 9 punti in un batter di ciglia, risultando pressochè immarcabile, sul lato opposto, l’SGT fa una fatica ad andare a canestro e a ritrovare la fluidità di gioco delle prime due frazioni. Il risultato è un parziale devastante di 16-0 a favore delle ospiti, che tornano prepotentemente in partita mettendo addirittura il muso avanti alla penultima sirena (53-55).

Da lì in poi si capisce che Trieste ha davvero poca benzina nel proprio motore: coach Giuliani cerca di trovare il rimedio tramite tante rotazioni, è Maria Miccoli a rimpinguare il tabellino delle padrone di casa dopo tanti errori, ma Ferrara dimostra una marcia in più nei momenti che contano. L’SGT arriva sino a -2 con Cerigioni e Castelletto (60-62) ma è nuovamente Laffi a tappare definitivamente le ali della Calligaris: la tripla del +9 a 1’02” dal termine manda in orbita il Punto Fotovoltaico, che controlla il ritmo e vola in finale. Per Trieste, invece, tanta delusione al termine della gara e parecchia amarezza per aver solo sfiorato il sogno.

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