Dopo due gare di semifinale, una cosa è certa: l’Alma ha una fame da cannibale. E se da una parte arriva la ventunesima (!) vittoria di fila della stagione al PalaTrieste, ancora più importante è il 2-0 – lapalissiano e cristallino – su una Fortitudo Bologna presa quasi a schiaffi per buona parte dei secondi quaranta minuti nella serie. Finisce 91-69 e il segreto è tutto racchiuso nel giro di una sola frazione: la prima, quella più importante, con quel 39-4 di valutazione globale con cui la banda di Dalmasson sbriga con facilità quasi irrisoria la pratica Kontatto. E se magari la futura avventura di sabato prossimo nella bolgia del “PalaDozza” può fare un po’ paura per gara-3, ora saranno gli avversari giuliani a dover fare gli straordinari per rimettere a posto il doppio (e pesante) svantaggio accumulato sin qui.

Un fiume biancorosso di bandierine bianco-rosse saluta col solito entusiasmo l’avvio di match, con un inopinato “air-ball” di Mancinelli al tiro libero già a scaldare il pubblico di casa. Percentuali tutt’altro che eccelse dal campo per entrambe le squadre danno il benvenuto a gara-2: i primi canestri del match arrivano da Parks e Knox, anche se la prima vera accelerata della partita è di chiaro stampo giuliano. L’Alma, con le zingarate di Bossi e Coronica, mette inizialmente sei punti di divario sulla Kontatto (8-2), con la difesa biancorossa a costringere la Fortitudo a un gioco fatto da poco fosforo e tante forzature. Al contrario Trieste fa praticamente quello che vuole verso il canestro ospite, rubando palloni, riversandosi in contropiede e vedendo una Jacuzzi al posto del canestro. In un amen i padroni di casa volano verso un favoloso +20 (28-8 al 7′), tenendo altissimi i giri del motore sino al termine di un primo quarto da “Mille e una notte”, chiuso sul 32-12.

Con le ossa già semi-rotte, la Kontatto prova ad affidarsi in prima istanza a Knox (2+1) per provare a mettere un piede fuori dalle sabbie mobili. L’Alma abbassa la guardia e Montano con 5 punti di fila dà un piccolo scossone all’inerzia della gara, portando Bologna sul -13 (33-20 al 12′): ci pensa Cavaliero, con due triple delle sue, a rimettere in moto una Trieste che si rianima col break di 6-0. Ed è ancora il “mulo Cava” a battere la difesa a zona fortitudina, ancora dalla lunghissima distanza, mantenendo in…par un’Alma che ritrova man mano fluidità offensiva. La Kontatto si guadagna parecchi tiri liberi per ricucire una piccola parte dello strappo (45-29 al 17′), ma i biancorossi hanno la lucidità per ritrovare a metà gara buona parte del “ventello” accumulato in precedenza.

Per la Fortitudo l’inizio di terzo quarto dovrebbe essere quello della razionalità: la realtà porta invece  la squadra di Boniciolli ad innervosirsi un po’ troppo (tecnico per proteste a Legion), permettendo all’Alma di scoperchiare ancora di più la pentola a pressione. Con Cavaliero a essere un eccellente metronomo in cabina di regia, è poi Parks a regalare addirittura 29 lunghezze di gap ai giuliani (62-33 al 25′): Trieste cala inevitabilmente il ritmo (con qualche palla velenosa di troppo), la Kontatto cresce su ambedue i lati del campo e confeziona un break di 10-0. L’asse Da Ros-Baldasso riaccende il sacro fuoco biancorosso, assieme a una tripla di Green: c’è ancora un confortante +21 a fine di terzo quarto, con tanto “garbage-time” a materializzarsi negli ultimi dieci minuti di gara. Con una gigantesca “Ola” dei quasi settemila di Valmaura a far capire che, almeno sin qui, la padrona di questa serie è una sola squadra sul parquet.

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