Sarebbe dovuto essere una sorta di campionato di transizione, quello che ci si poteva attendere alla vigilia in casa PMS. E invece per la Manital Torino la stagione in corso si sta rivelando ben più di una semplice comparsata: dopo una lunga assenza dal basket che conta (di fatto, la denominazione “Auxilium” ha accompagnato per decenni la palla a spicchi nella città della Mole), il capoluogo piemontese ha riabbracciato la 2° serie nazionale dopo la cavalcata trionfale in DNA. Ma soprattutto, forte degli attuali 32 punti conquistati (e del relativo secondo posto in classifica), il team allenato da Stefano Pillastrini non ha certo bisogno di nascondersi: l’obiettivo è giocarsi il tutto per tutto in post-season, tentando un “doppio salto“ di categoria che lancerebbe inevitabilmente la Manital nell’Olimpo della serie A.

Ruolino di marcia di assoluto spessore per Torino: 16 vinte e 7 perse in tutto, con 4 vittorie nelle ultime cinque partite disputate. Se da una parte la PMS ha trovato grande continuità tra le mura amiche del “PalaRuffini”, dove non perde in casa dal 24 novembre scorso (fu proprio la Pallacanestro Trieste 2004 a dare l’ultimo dispiacere casalingo ai piemontesi, sconfitti allo scadere per 84-85 con la “magia” di Marco Carra in coast-to-coast), in trasferta la Manital ha fatto leggermente più fatica (il record di “6-5”, dietro solamente al “7-4” di Trento, resta comunque molto positivo). Come curiosità, nell’anno solare 2014, Torino è riuscita a fare risultato solamente a Forlì, mentre ha dovuto cedere l’intera posta in palio nelle sfide di Trapani, Jesi e Capo D’Orlando.

Il roster a disposizione di coach Pillastrini è di valore assoluto: basterebbero i nomi del capitano azzurro Stefano Mancinelli (15 punti di media e il “vizio” di risolvere le partite nel finale, come accaduto con l’azione da 3 punti messa a segno nello scorso turno contro Napoli) e quello di Valerio Amoroso (per l’ala/centro ex Teramo, Montegranaro e Pesaro, c’è l’attuale miglior media realizzativa di squadra con 16.6 PPG + 7.5 rimbalzi a gara) per far tremare i polsi a chiunque.  La Manital è altresì dotata di tante altre ottime individualità, a cominciare dal duo statunitense formato da Ronald Steele (play/guardia dell’86, vittima di qualche acciacco fisico di troppo a inizio stagione ma ottimo regista di squadra, oltre che buon giocatore perimetrale, capace di prendere in mano la situazione nei momenti più importanti) e da Tim Bowers, visto in un recente passato a Venezia e arrivato in maglia PMS lo scorso dicembre per rafforzare ulteriormente il reparto dei piccoli. Un occhio di riguardo va dedicato allo “stakanovista” play/guardia Lorenzo Gergati, classe 1984, che con i suoi 11 punti di media in più di 30 minuti di utilizzo a match  è diventato uno dei punti fermi della squadra; lo stesso medesimo discorso vale per l’ala/guardia Marco Evangelisti, già esperto trascinatore della PMS nella passata stagione in DNA e riconfermatosi anche in questo campionato di Adecco Gold (10.9 PPG e il 44% totale al tiro).

A chiudere il roster di Torino, oltre ai giovani Lorenzo Baldasso (guardia classe ’95) e Simone Zanotti (centro di 208 cm, lo scorso anno a Lucca), troviamo due talenti del 1990: il primo è Daniele Sandri, ala/guardia che viaggia con 6 punti di media conditi da 4.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe, nonché il totem Jakub Wojciechowski, polacco di nascita ma italiano di formazione, essendo cresciuto nel vivaio della Benetton Treviso. Per il pivot di 214 cm, nativo di Lodz, quello attuale sta diventando il campionato della definitiva consacrazione (66% di realizzazione totale, con un’ottima mano anche dall’arco dei 6 metri e 75, per un tabellino personale che lo vede spesso in doppia cifra).

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