Una 1° squadra unica per Interclub e SGT? I presidenti Bessi e Pastor aprono le porte al dialogo

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Sì alla collaborazione, con idee chiare sugli obiettivi comuni da portare avanti nel corso del tempo: sia dal punto di vista economico che su quello dei risultati sul parquet. Nevio Bessi e Federico Pastor, presidenti rispettivamente dell’ Interclub Muggia e della Ginnastica Triestina, aprono le porte al dialogo per un’intesa ad ampio respiro.

Sono molti gli aspetti comuni che trasudano dal pensiero di entrambi, ma per un’unione di intenti è necessario essere fermamente allineati sulle linee-guida di come costituire una nuova realtà indipendente: partendo dal presupposto che, se si vuole agire nell’immediato, il tempo a disposizione non è molto, Muggia e Trieste sono disponibili a parlarne sopra. Con un obiettivo ben fisso: dare la giusta visibilità al movimento cestistico femminile e garantirsi un futuro con meno grattacapi possibili sul fronte finanziario.

Che sia davvero giunto il momento di un accordo costruttivo tra le due società? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

1) Presidente, sarebbe disponibile a creare in tempi brevi una prima squadra unica tra Interclub ed SGT?

2) Quali sono i termini per un eventuale accordo?

3) Secondo Lei, come dovrebbe chiamarsi questa nuova società?

4) La “base” societaria, a livello di direttivo, come prenderebbe questa decisione?

NEVIO BESSI, presidente dell’Interclub Muggia:

1) “C’è da parte nostra la disponibilità immediata di creare una sinergia, come per altro già abbozzata e discussa negli ultimi anni: Muggia ha dalla sua una A2 conquistata e mantenuta sul campo, un gruppo di giocatrici che ha già disputato questa serie e guide tecniche affidabili. Quindi, tutto quello che servirebbe per gettare le basi verso la costruzione di una prima squadra che possa puntare in alto.”

2) “E’ necessario creare una nuova società, con persone e ruoli ben definiti: fatto questo, risolvere i problemi “secondari” sarebbe sicuramente più semplice. Ad esempio, per quanto riguarda la scelta di dove giocare, credo che Aquilinia sarebbe una valida alternativa a un impianto ottimo come il PalaTrieste: ad ogni modo, l’importante è lavorare coesi assieme, per un obiettivo unico.”

3) “Anche sul discorso della denominazione non andremmo a mettere dei paletti: tralasciando “SGT” o “Interclub”, è indifferente come possa venir chiamata la squadra unica. Anche semplicemente “Trieste”, visto che facciamo tutti quanti parte della stessa provincia.”

4) “Ricollegandomi a quanto detto prima, da anni stiamo discutendo con SGT di questa idea di sinergia: al nostro interno siamo tutti d’accordo sull’unione delle forze. C’è la consapevolezza che una strada del genere sia l’unico modo per liberalizzare la prima squadra e dare l’indipendenza necessaria per costruire un futuro roseo. Fondamentale è che Trieste e Muggia, assieme alle istituzioni, pensino scrupolosamente al bene del basket femminile.”

FEDERICO PASTOR, presidente della Ginnastica Triestina

1) “Se la creazione di una nuova entità portasse a un obiettivo importante come quello di conquistare la massima serie, direi sicuramente sì. Se invece la fusione fosse destinata solamente a “vivacchiare” in una serie A2, credo che il tutto non sarebbe utile: sono dell’idea che una sinergia tra SGT e Interclub abbia ragion d’essere esclusivamente per puntare a campionati importanti.”

2) “Innanzitutto andrebbero subito chiariti gli impegni economici di entrambe le parti: sia Trieste che Muggia devono essere in grado di lavorare sugli stessi binari, allo scopo di sostenere un progetto così importante per l’intero movimento. Per quanto mi riguarda, posso portare le opportune conoscenze sotto forma di sponsor, ma è chiaro che una delle due realtà non può accollarsi da sola l’intero onere di come reperire i fondi.”

3) “La denominazione potrebbe essere tranquillamente “SGT-Interclub”, sia perchè indicherebbe la risultante della fusione di entrambe, ma soprattutto per salvaguardare la storia che contraddistingue ambo le società. In tal senso non va cancellato il passato glorioso che ci accomuna.

4) “All’interno di SGT c’è un pensiero comune che porta all’autonomia della sezione-basket rispetto alle altre discipline. Ciò significherebbe arrivare a una indipendenza finanziaria che sarebbe tutt’altro che anti-economica: un qualcosa che di fatto non procurerebbe ulteriori “mal di pancia” nella gestione globale della polisportiva e che sarebbe un notevole passo avanti per pianificare il futuro.”

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4 commenti
  1. Fabio Sancin
    Fabio Sancin dice:

    Lette le risposte dei presidenti, che conosco molto bene e da anni, purtroppo vedo trasparire delle differenze basilari che non credo possano portare a niente di concreto.
    Problema principale, in ogni caso, come dappertutto, i soldi, per la prima squadra: chi li cerca? anche si potrebbe risolvere, ma chi li trova o chi li dà? è questo che fermerà un eventuale accordo.
    Altro ostacolo legato alle finanze:…..la disponibilità di unione condizionata al fatto di puntare in alto…alla serie A1, magari vincente.
    Quanto sopra limita totalmente la proposta di collaborazione poiché e una “condizio sine qua non” completamente collegata al fatto di reperire dei finanziamenti importanti, che abbiamo visto non trovare a Pallacanestro Trieste, Triestina Calcio, poi mettiamo anche pallavolo e pallamano.
    Mentre oggi le due società hanno percorso le loro strade con finanziamenti esigui, per pretese esigue dalle atlete e tecnici.
    Resta il fatto che le aliquote di iscrizione ai campionati FIP, lega, e le spese vive per trasferte, nonché rimborsi spese a tecnici, ed addetti ai lavori, per quanto limitate sono doppie, anche se non completamente, vista la differenza di serie dei campionati partecipati, salvo che se la SGT sarebbe stata promossa in A2 sarebbero risultate doppie per il prossimo anno sportivo.
    Solo la riunione delle due prime squadre potrebbe dimezzare le spese da sostenersi per partecipare ai campionati Siano A2 o A1, e senza ambizioni fuori da una portata economica oggi raggiungibile, probabilmente Trieste potrebbe avere sempre una buona rappresentatività nei maggiori campionati femminili, come è sempre stato.
    Le altre società femminili esistenti potrebbero essere gratificate di lottare per diventare la seconda realtà triestina e ne abbiamo, a trieste, ragazze brave per fare i campionati femminili a bassi costi.

     
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  2. NevioGiuliani
    NevioGiuliani dice:

    Caro Fabio,
    discorsi fatti nei nostri “PAO” mattutini…. se unire le forze significa eliminare una realtà per stare dove siamo ora dal mio punto di vista non ha senso. Se vogliamo invece costruire qualcosa di unico (in Italia) allora può diventare interessante.
    Non se d’accordo con me che “miracoli” come lo Jadran, SGT versione Pollard con 9 triestine, la Cividin Pallamano sono “miracoli” che accadono solo a Trieste?
    Nevio

     
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    • Fabio Sancin
      Fabio Sancin dice:

      Nevio non vorrei più entrare nel merito dell’argomento, perchè non ne sono attore e sono spettatore interessato solo dalla mia passione per il Basket….ma in merito ai fenomeni Jadran, SGT.con…Pollard e Pallamano, voglio solo ricordare che ne è passato di acqua sotto i ponti, se è per quello abbiamo vinto a Trieste anche 5 titoli italiani di hokej a rotelle…..e di squadre ne avevamo 2 in Serie A, Ma mi sembra che oggi quello che ci resta…a Trieste (e parlo solo di basket femminile) è la possibilità e ripeto possibilità di avere “random” nel corso degli anni un buon numero di ragazze che potenzialmente possono essere giocatrici da nazionale o almeno da serie A, (come è sempre stato) e con queste sino a che hanno voglia di competere nel campionato più alto possibile vista la loro potenzialità di anno in anno, poi se nei diversi anni quando troviamo una STock, BLOCH, Gefidi o Linetex o Monteschell o Calligaris, a seconda di quando ci viene corrisposto a contributo potrebbe arrivare la nuova Pollard o la Ljubenovic o altre con il relativo contributo che potrebbero dare. Dopo, il fatto di concentrare gli sforzi economici ed organizzativi su una sola squadra o invece su due o più comporta solo di aumentare l’importo dei capitali da trovare e di risorse umane da impiegare, mentre necessariamente le Atlete adeguate ad una alta categoria rimangono un numero finito, che concentrato in una squadra, forse (NB: FORSE) da un risultato migliore, ma se, invece, ripartito su due o più squadre darà SICURAMENTE un risultato peggiore.
      Queste sono solo Pure mie personali valutazioni

       
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  3. Fabio Vallon
    Fabio Vallon dice:

    allo stato attuale, mantenere l’Interclub in A2 e la SGT in A3 costa di pure tasse federali 18.800 euro ( 13.000 per l’A2 e 5.800 per l’A3). Unire le forze per l’A2 fa risparmiare alle due società 5.800 euro. Le tasse federali per l’A1 sono pari a 22.850. A questo punto, mancherebbero solo 4.050 euro.
    Ovviamente i costi dell’A1 sono ben altri ( trasferte, giocatrici, straniere, staff eccetera), ma sommando le forze da un lato avremmo dei risparmi che potrebbero essere reinvestiti sulla squadra, sarebbe più facile cercare sponsor e avremmo comunque una base di partenza (parco giocatrici) che potrebbe garantire un’A2 di vertice. Fatto il primo passo si potrebbe pensare a costruire un percorso per arrivare in poco tempo in A1.
    Non solo questo obbiettivo credo sia irraggiungibile per le singole società separate, ma vista la situazione economica generale della provincia si rischia di veder sparire o ridimensionare fortemente entrambe le realtà…..

     
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