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“Trieste Tropics 2017”, day 5-6: le palme tropicali sulle torte? Fatto!

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Il riassunto di due giornate in un unico post: geniale, vero? Quando ci mettiamo a pensare cose nuove, non ci batte nessuno…

Per parlare del venerdì e del sabato al “Trieste Tropics 2017“, giunto al suo giro di boa con la conclusione della prima di due settimane, c’è da dire innanzitutto una cosa. Che questo camp – se non lo avevate ancora capito – è unico nel suo genere. Ok, c’è il Pec (e il gettonatissimo gioco del fantino, accompagnato anche da pernacchie, basterebbe per spiegare quasi tutto). Ma in fin dei conti, diteci dove potete trovare una gara olimpica di carriole (non indichiamo i vincitori, avvalendoci del concetto decoubertiniano che l’importante sia solo partecipare). O l’immancabile sfida con i cinesini in testa, che tutto il mondo ci invidia. Oppure ancora lo speciale “Sarabanda Tropics” in cui, divisi in tre squadra e sotto l’ “incantesimo” della musica sparata a palla da DJ Rambo, le bimbe e i bimbi di Villa Ara hanno provocato un delirio totale sui campi di Monte Cengio. Forse ancor di più di quello dei 220 mila di Modena, presenti al mega-concerto di Vasco…

La magia però – quella vera – è quando anche chi non è stato tra i protagonisti del camp ti fa capire di voler scrivere una pagina all’interno del tuo “guestbook”. Che tradotto, ti porta a riflettere su come i genitori dei nostri piccoli ospiti ci abbiano omaggiato di tantissime cose da mangiare, tra crostate e bomboloni, per un’unica grande festa tutti assieme. Con una sorta di dress code culinario fatto da palme: TANTE palme. DAPPERTUTTO palme, in particolar modo sulle torte. Ecco allora che ci accorgiamo in un istante come la celebre frase del colonnello Hannibal Smith dell’A-Team (“Adoro i piani ben riusciti“) trova strada anche in un piccolo angolo del pianeta Terra. Quello di Villa Ara, dove ci si saluta tutti assieme con un “Tropics Camp…olè!” sulle note del ritornello di “Occidentali’s Karma“. Dove chiunque, sia chi ha concluso qui la sua avventura ma anche tutti coloro che la continueranno per un’altra settimana, sa di essere diventato una persona nuova.

Merito di Sunshine, di chi (come ogni componente del suo staff) ha la cura e la pazienza di far andare sempre tutto nel migliore dei modi. Perché la vita è così, troppo corta per essere sprecata senza almeno un bel sorriso quotidiano. E il “Trieste Tropics” te ne regala a bizzeffe. Forse il più bel regalo che ci si possa immaginare di poter ricevere.

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