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Trieste e quella sporca…”quattordicina”: anche con Verona l’Alma festeggia in casa

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Fate pure quattordici di fila in campionato: Trieste in casa propria è sempre un martello pneumatico e anche la Tezenis Verona è costretta a subire la dura legge dell’Alma Arena. Finisce 80-70, i giuliani si regalano una Pasqua decisamente serena e ancora una volta anestetizzano a Valmaura quanto non fatto di buono in trasferta (vedi la sconfitta dopo due overtime a Jesi di sette giorni fa). Non per forza un qualcosa di scontato, sebbene – e lo ripeteremo fino allo sfinimento – i biancorossi di Eugenio Dalmasson siano sempre con due marce in più davanti ai propri sostenitori. 

È Janelidze a fare compagnia in tribuna all’ancora infortunato Fernandez: Trieste parte subito sparando bene dalla lunga distanza con Bowers per ben due volte (8-2 al 3′), la Tezenis prova invece a innestare subito il proprio play Amato (un grande impatto sul match, il suo, nel primo quarto) per oliare al meglio i propri attacchi. L’Alma – come d’uopo in casa – corre tanto (ed è Prandin a farsi carico di un paio di belle sfuriate in penetrazione per altrettanti canestri), Verona fa altrettanto e resta agganciata sul 14-12 dopo la tripla di Greene. Dalmonte chiama zona al 7′, nella speranza che la “bulgara” faccia il suo corso: la realtà delle cose è diametralmente opposta per gli scaligeri, almeno in difesa: la “bomba” di un indemoniato “Bobo” (associata più tardi a quella di Baldasso dall’angolo) tiene a distanza di sicurezza gli ospiti sulla prima sirena, con un 5/7 complessivo da tre nei primi dieci minuti biancorossi che è grasso che cola alla prima sirena (29-18).

Mentre si sparano allegramente magliette dal parquet verso le tribune, c’è anche il debutto di Federico Mussini in maglia Alma a cavallo dei primi due periodi di gara. Con la buona lena nel tiro pesante che continua a rimanere immutata per i padroni di casa (ancora – guarda un po’ – con Prandin), Verona inizia ad alzare il volume della radio in difesa, permettendo poi a Greene di mettersi in proprio e di volare in doppia cifra di realizzazione al 14′ (32-25). Nel momento di maggior difficoltà del quarto (collimato con un time-out chiamato da Dalmasson), c’è il Green nostrano a sparecchiare la tavola volando a schiacciare in contropiede e a partecipare successivamente al “Festival della tripla” che annulla quella precedentemente imbucata su lato scaligero da Oboe. L’Alma resta col mirino da cecchino innestato, finendo anche il secondo quarto con un rassicurante vantaggio in doppia cifra (44-33).

La velocità supersonica con cui Trieste approccia il terzo quarto fa ben sperare il popolo di Valmaura: la schiacciata di Green a due passi dal ferro avversario apre alla grande la seconda metà di gara, dall’altra parte della barricata c’è sempre lo spauracchio Amato (praticamente imprendibile quando si lancia nell’uno contro uno) a cercare di lanciare un segnale per la Tezenis, sotto di 13 al 23′ ma in balìa degli eventi quando la palla è in mano a quelli in maglia biancorossa. L’Alma ha praticamente il doppio dell’intensità offensiva degli scaligeri e quando Mussini imbuca il primo canestro dal campo della sua nuova avventura triestina (53-37), c’è davvero la consapevolezza che l’inerzia sia abbondantemente in mani giuliane. Il +20 interno è dietro l’angolo, così come la possibilità di veder giocare tanto il talentino arrivato solo una manciata di ore fa sponda Reggio Emilia. In casa biancorossa ci si stiracchia un po’ negli ultimi due minuti di penultimo periodo, anche se il 66-48 a dieci dalla fine permette di dormire sonni tranquilli: ed è proprio “Musso” a ritagliarsi una bella fetta di attenzioni da parte dei suoi nuovi tifosi, grazie a una intraprendenza che fa ben sperare per il futuro prossimo dell’Alma.

Gli ultimi dieci di gara vedono Trieste andare in “modalità risparmio”, con pochi punti segnati e con un -7 esterno a due minuti dalla fine (78-65) che fa forse tremare i polsi a più di qualcuno: ci pensa Baldasso a rimettere le cose a posto, con una bomba che rompe l’uovo di Pasqua e con annessi due punti da ritirare alla cassa.

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