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Quando Peter Sauer divenne l’ “eroe del Carnera”

Ci sono partite particolari che restano nella mente dei tifosi. Ce n’è una, tra le tante viste in (quasi) 38 anni di età, che mi permetto di fare mia per tutto quello che seppe regalarmi, a livello di intensità emotiva e di adrenalina: il derby del “lontano” 8 aprile 2001  tra Udine e Trieste rappresentò – per chi scrive queste righe – un’esplosione di sensazioni, che colmarono con la gioia biancorossa di sbancare il “Carnera” forse nella maniera più bella possibile.

Quella del 2000/01 fu una stagione diametralmente opposta per quelle due squadre: una Snaidero col vento in poppa, che arrivava dalla promozione ottenuta nel precedente campionato di A2, nel girone di andata sorprese al PalaTrieste una Telit in difficoltà, tenuta a galla dai 36 punti di Scoonie Penn. Dopo quella sconfitta non si respirava una grandissima aria dalle parti di Via Locchi: per certi versi, fu forse proprio quel rovescio a dare un’ulteriore spinta alla serie di cambiamenti di carattere tecnico che si sarebbero succeduti qualche settimana più tardi.

La brillante Trieste, che riuscì solo qualche mese prima a conquistare i quarti di finale play-off scudetto, era divenuta  pressoché un lontano ricordo per i supporters biancorossi, costretti a soffrire per buona parte del campionato a causa di una situazione difficoltosa sul lato della classifica. L’avventura di Luca Banchi sulla panchina giuliana era ormai agli sgoccioli, si optò – con risultati poi fortunatamente confortanti – alla “cura Pancotto”, affidando al tecnico di Porto S.Giorgio un team in balìa della sua stessa sfiducia. Quella Telit riuscì alla fine della stagione a salvarsi in carrozza, vincendo addirittura a marzo in casa della Kinder Bologna dei vari Ginobili, Jaric e Griffith: ma per certi versi, con un mese di anticipo, più di qualcuno pensava già al “retour match” in Friuli. L’immagine degli arancioni trionfanti sul parquet di Valmaura (e con Teo Alibegovic, ex di turno, a fare il gesto del silenzio alla curva giuliana a fine partita) fungeva – a distanza di un girone – quasi come un blocco di cemento armato sul gozzo: restituire la pariglia alla Snaidero, proprio sul suo campo, era il desiderio che a Trieste si cullava con grande vigorìa. 

Grazie a una amica di Udine, riuscimmo a ottenere dei biglietti-omaggio per il settore centrale del “Carnera”. Eravamo lontani dai tifosi “amici”, tant’è che per quaranta minuti interi diventammo dei veri e propri spettatori…stitici, allo scopo di evitare inutili fastidi con chi ci stava accanto. Ricordo ancora adesso quanta tensione avevo in corpo: in fondo, ci tenevo pure io a uscire da quell’impianto con il sorriso stampato sulle labbra. Non fu una partita bellissima sotto il piano della spettacolarità, con le squadre stesse a fare i conti con pochissima tranquillità interiore (e con percentuali quantomai rivedibili dalla lunga distanza). L’allora Telit trovò grandi soluzioni sotto canestro, con Podestà e Shaw (con quest’ultimo che, dalle nostre parti, viene ricordato solamente per il tiro libero sbagliato senza prendere nemmeno il ferro, proprio nella gara di andata contro Udine…) a ergersi grandi protagonisti in pitturato: Trieste accelerò nel terzo quarto, con la “mano armata” di Gurovic a regalarle il +10 a dieci dal termine. Ma nel cuore di tutti i giuliani presenti quel giorno era grande la consapevolezza di non averlo già chiuso in anticipo, quel match. E l’“aracnofobia” della difesa biancorossa contro il “ragno” Charles Smith, indigesto in entrambe le sfide di quel campionato, portò la Snaidero avanti di un punticino a sette minuti dalla fine.

Stavo per diventare arancione pure io, alla stessa stregua delle tante sciarpette indossate dal pubblico di casa: un piccolo “incubo sportivo” si stava per materializzare nuovamente dopo quell’80-83 di inizio gennaio. Ma in quella Trieste targata 2000/01, con tanto talento individuale nel roster (Dante Calabria e lo “zar” Sergej Bazarevitch vi dicono niente?), proprio nel momento più opportuno strabordò l’incredibile leggerezza d’animo di Peter Sauer, sfortunatissimo atleta che una decina d’anni dopo lasciò questo mondo a causa del suo cuore ballerino. Ad eccezione della gara interna contro Rimini, risolta anch’essa allo scadere, “Pete” fu uno di quelli che sin lì aveva lasciato pochi segni in quella stagione, recitando più il ruolo di gregario che non quello di prima donna all’interno della squadra. Ebbene, quella palla rubata a Lasa a 35” dalla fine per il sorpasso definitivo della partita, rimane per il sottoscritto (e credo per tutti coloro che ebbero la fortuna di assistere dal vivo) un istante indelebile, che di fatto scrisse una piccola ma brillante pagina di storia giuliana prima del doloroso fallimento di qualche anno dopo. Alla sirena finale staccai provvisoriamente il cervello, feci una lunga corsa verso l’esterno e – lontano da occhi indiscreti – esultai come un pazzo in mezzo a una parte semi-deserta del parcheggio. Sì, la Telit ce l’aveva fatta. Ce l’avevamo fatta tutti noi triestini. E il viaggio di ritorno non poteva essere più dolce di quello che subito dopo intraprendemmo, alla volta di casa.

Perché scrivere questa filippica, oltre al puro ricordo e al semplice amarcord? C’è un motivo: la sfida tra Udine e Trieste, nelle gioie e nei dolori delle rispettive tifoserie, ha sempre regalato emozioni intensissime. E viverle nella maniera giusta, a partire da quello di domenica a Cividale tra Gsa e Alma, rappresenta potenzialmente un’altra, deliziosa pagina di basket delle nostre zone.  Vivetela tutti voi, friulani e giuliani, come una festa dello sport. E di questo fidatevi non del sottoscritto, ma delle parole sulle colonne del quotidiano locale pronunciate dal “Pec” che – in fatto di serenità – ha fatto ormai da anni un bellissimo “voto”…

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Ballottaggio Cosolini-Dipiazza: chi sarà il nuovo sindaco di Trieste?

Si avvicina a grandi passi il ballottaggio di domenica 19 giugno tra il sindaco uscente Roberto Cosolini e lo sfidante Roberto Dipiazza: sul forum di Elsitodesandro è stata da poco aperto un sondaggio per poter esprimere (anonimamente 🙂 ) la propria preferenza.

Il link al sondaggio è il seguente: http://bit.ly/1YrdaEP. Per partecipare, è necessario essere registrati alla nostra comunità virtuale (e se non siete ancora nostri utenti, potete farlo QUI)

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Dieguz-Cazzaballe e “Piazza Brande”, la hit dedicata alle “sariandole” triestine

Lui è Diego Husu. Si firma Dieguz. Ma il popolo sandrino di vecchia data lo conosce meglio con il nickname di Cazzaballe, uno degli utenti che nel corso degli anni ha intrattenuto grandi e piccini con la sua simpatia e con una sana dose di pazzia ingiustificata (specie giocando a Texas Hold-Em) che è sempre stata la quintessenza della comunità di Elsitodesandro.

Il mio collega Ing. Informatico (sì, se magari non lo sapevate, lo è anche il sottoscritto…e neanche tanto a tempo perso) ha deciso di darsi alla musica. Con un “maestro Jedi” di primissimo livello quale è Maxino (che prego ancora una volta, in ginocchio, di tornare a creare i video di Holly e Benji in triestino!), il Cazzabaloni per eccellenza ha da pochi giorni condiviso sul proprio canale YouTube “Piazza Brande”. Ovverosia – come si evince dal prologo del video stesso – “Una piccola dedica ai triestini che se sbranda a Barcola al primo raggio de sol”.

Due minuti abbondanti imperdibili per noi autoctoni. Ma anche per tutti i “foresti” che vogliono conoscere un piccolo pezzetto delle tradizioni che accomuna buona parte del popolo giuliano.

Ah, a proposito: le “sariandole” del titolo sono le “lucertole”, sempre per i “foresti”…

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Trieste ufficializza l’ala statunitense Jordan Parks

jordan parks 3E’ ufficiale: l’americano Jordan Parks vestirà la maglia della Pallacanestro Trieste 2004. La società biancorossa ha infatti comunicato il raggiungimento dell’accordo su base biennale relativo all’ala di 201 cm, classe 1994, nativo di Staten Island (New York).

Dopo l’esperienza a Campus Magnet High School e i due anni passati ai Patriots di Central Florida (10.8 PPG in 15.5 minuti di utilizzo medio durante la stagione 2012/13), Parks ha trascorso le ultime due stagioni agonistiche a North Carolina Central nel campionato NCAA, passando dai 10.1 punti di media nel 2013/14 ai 15.6 PPG in 31.6 minuti disputati per singolo match all’interno del suo secondo anno con la casacca degli Eagles, con il 66% di realizzazione da due punti (1° nella MEAC Conference e 4° in assoluto nell’intero torneo) e il 37% dalla lunga distanza. Oltre ad aver collezionato 8.3 rimbalzi e 1 stoppata ad allacciata di scarpe, nel campionato appena trascorso l’atleta ha infine messo a segno 13 “doppie-doppie”, guadagnandosi anche un titolo di “Defensive Player of the Week” nello scorso mese di dicembre.

“E’una sensazione surreale e al tempo stesso fantastica, quella che sto provando in queste ore che seguono la firma sul contratto” è il primo commento da neo biancorosso di Jordan Parks, che aggiunge: “Sono davvero grato a Pallacanestro Trieste 2004 di avermi scelto: scalpito letteralmente dalla voglia di iniziare la mia carriera da “Pro” con questa maglia. Non vedo l’ora di mettermi al lavoro e di conoscere i miei nuovi compagni di squadra, in quella che per me è un’occasione preziosissima che cercherò di sfruttare a fondo”.

“La scelta di puntare su un prospetto molto interessante come Parks è il modo migliore per dare continuità al nostro progetto sui giovani, basato non solo su atleti italiani ma anche su quelli stranieri” ha invece affermato il coach biancorosso Eugenio Dalmasson. “Jordan è un atleta che fa dell’energia e del grande entusiasmo che riversa sul parquet il proprio modo di concepire e interpretare il basket: arriva in Italia e in particolare a Trieste con la grande volontà di crescere. Il nostro compito sarà quello di aiutarlo e di agevolarlo il più possibile, in quella che sarà la sua prima esperienza lontano dagli Stati Uniti”.

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Un altro mulo triestino in biancorosso: Trieste ufficializza Stefano Bossi

stefanobossiAdesso è ufficiale: dopo Andrea Pecile, Pallacanestro Trieste 2004 ha da poco comunicato il raggiungimento dell’accordo con Pallacanestro Trapani, su base biennale, per il prestito del playmaker Stefano Bossi.

Giocatore di 190 cm, nato a Trieste il 13 novembre 1994, “Ste” è cresciuto in ambito giovanile nelle fila dell’Azzurra Basket Trieste, trasferendosi a Udine nella stagione 2010/11 ed esordendo in Legadue a soli 16 anni con la casacca della Snaidero. Dopo un ulteriore campionato in Friuli, stavolta in serie B su sponda Apu GSA, nella stagione 2012/13 Bossi si trasferisce a Trento con l’Aquila Basket (3 presenze per lui) prima dell’avventura in terra siciliana con la Lighthouse: nelle 55 partite complessivamente disputate con i colori di Trapani Stefano ha segnato 170 punti in tutto, con una media di 3.9 PPG in quasi 15 minuti per gara durante l’ultimo campionato.

In ambito Nazionale, dopo diverse presenze con le rappresentative giovanili azzurre, la scorsa estate Stefano Bossi ha disputato l’Europeo Under 20 a Creta, segnando 6.6 punti a partita con il 40% di realizzazione da tre punti e il 91% ai tiri liberi. Nelle scorse settimane l’atleta è stato convocato con la Nazionale Sperimentale Maschile, allenata da coach Luca Dalmonte.

“Sono molto contento di essere tornato a casa e di essere riuscito a cogliere al volo quest’occasione unica di poter vestire in A2 la maglia della mia città” ha dichiarato Stefano subito dopo la firma del contratto. “Nella mia scelta hanno influito molto anche gli ottimi rapporti che ho con Eugenio Dalmasson e Matteo Praticò e con Andrea Pecile, col quale ho parlato spesso in questi giorni. Vorrei ringraziare il Presidente Ghiacci, col quale il feeling è stato immediato e la società di Trapani, che è stata estremamente disponibile nel trovare la soluzione ideale per soddisfare per tutte le parti. Chiederò a Sergio Dalla Costa, team manager biancorosso, di assegnarmi la maglia numero 13, che so essere stata in passato quella del mio migliore amico Francesco Candussi”.

“Con Stefano Bossi continua la grande tradizione dei playmaker triestini” ha affermato il Presidente Mario Ghiacci: “Sono particolarmente soddisfatto del fatto di poter schierare, con lui, Pecile e Coronica un reparto piccoli che parla in dialetto locale.
Mi ha fatto un enorme piacere la voglia che Stefano ha dimostrato di tornare a Trieste nonostante le offerte ricevute, a riprova della bontà del lavoro che stiamo facendo insieme a Eugenio Dalmasson e a tutto lo staff. Tengo a sottolineare questo particolare perché vorrei che il desiderio di giocare per la propria città venisse riconosciuto da tutto il nostro pubblico a questi ragazzi.”

Pallacanestro Trieste 2004 desidera ringraziare Pallacanestro Trapani per la cordiale e proficua collaborazione che ha portato a un rapido raggiungimento dell’accordo, con soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

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Crese Volley 2015, il Team SDS chiude al 5°posto: il pagellone di fine torneo

crese2015_teamsdsE’ praticamente ufficiale: in questa torrida estate 2015, il titolo della Crese Cup è salito di almeno 5 punti percentuali nell’indice Hang Seng della borsa di Hong Kong. Non serve però che la nota emittente televisiva Bloomberg si sforzi in attente e oculate analisi di mercato per scoprirne la causa: la presenza massiccia di sandrini al villaggio di San Luigi ha portato – nel corso degli ultimi 30 giorni – lo stesso effetto benefico del “New Deal” di Franklin Delano Roosevelt dopo il Giovedì Nero del 1929.

Entusiasmo, colore, una manciata di sana pazzia in più e un pubblico sempre più massicciamente presente a bordo campo e (soprattutto) divertito da ciò che si vedeva e sentiva in campo: nonostante il quinto posto assoluto (battuto Decathlon per 2-0 nella gara conclusiva) possa portare in primissima battuta a un sorriso a denti stretti (perlomeno, se paragonato al raggiungimento della finalissima datata 2014), il Team SDS ha da poco chiuso la sua 3° Crese consecutiva con un bilancio dannatamente positivo.

Ma chi avrà meritato la palma di MVP…e quella di “asino sandrino”? Scopriamolo assieme, grazie al pagellone di fine torneo:

Ale: seconda stagione in maglia sandrina, seconda parentesi dignitosissima per lei e sicuramente un torneo di maggior peso rispetto alla scorsa estate. Nonostante qualche avversario abbia tentato di sfigurarla con un meteorite lanciato sul suo viso, il Non Fa Male! di Rocky è diventato il suo credo di vita in gran parte delle partite disputate. Accompagnando le proprie giocate anche da una buona dose di imprecazioni (di fatto, il buono-acquisto di 50 Euro presso le Edizioni Paoline le verrà recapitato quanto prima a casa), Ale ha saputo portare leadership nel gruppo. VOTO: 8

Alice: primo nuovo “volto” dell’SDS, ha finito col strappare consensi sin dal primo servizio vincente. Divenuta rapidamente uno dei tasselli di punta del sestetto titolare, ha conquistato grandi e piccini con quel suo sorrisone incredulo ad accompagnare un muro andato a segno o una schiacciata ben assestata verso gli avversari. Il suo delizioso Orco Tocio, me sa che no rivo a venir la prossima volta è stato inoltre salutato dall’Accademia della Crusca con una menzione ad honorem, valendole anche mezzo voto in più in pagella. VOTO: 8.5

Bubo: l’ MVP Sandrino è lui, sia fuori che dentro il rettangolo verde: il lavoro “in ufficio” per costruire la squadra del 2015 ha portato tanto talento in più nel Team SDS, con le defezioni “in rosa” riscontrate durante l’inverno abilmente rintuzzate con nuovi elementi che hanno saputo perfettamente integrarsi nell’ossatura di squadra. Ma c’è di più: la sua personale potenza offensiva sul campo è stata a dir poco micidiale. Chirurgico e letale come un “head shot”, per concretezza ha saputo emulare il mito di Clint Eastwood nel film “Gunny”, quando il sergente Highway era solito condividere assieme agli altri la propria abilità nell’ infilare una palla da biliardo in c**o a una pulce da 200 metri”.
Crese pressochè perfetta per lui, omaggiato per l’occasione con la maglia vintage dell’SDS numero “00”, precedentemente di proprietà del presidente Sandroweb. VOTO: 10  

Carpa: “La potenza è nulla senza controllo”, recitava una celebre pubblicità del passato. L’uomo dai capelli rosa ne diventerà il probabile testimonial per una rivisitazione della stessa, in un futuro non troppo lontano. Si lancia in maniera scomposta su parecchi palloni, cerca di sbattersi e spesso si lamenta. E lo fa anche in favore di vento, quasi per voler dare un segnale di disagio sociale al mondo intero. Tanto diligente nel chiedere (frequentemente) di voler entrare in campo, quanto agitato in panchina a tal punto da far impazzire perfino la maionese preparata dalle massaie “SanLuigine” nelle cucine delle abitazioni antistanti il Crese Village.
Sparisce nel finale del torneo per giusta causa (Bruna Mar e la piccola Ginevra ringraziano in tal senso), mentre il cappellino con l’elica continua a essere la sua personalissima “propusnica” per farsi notare come un parafulmine su un minareto. Ad ogni modo: se Carpa non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. VOTO: 7.5

Folpo: mai sentito un cefalopode urlacchiare così tanto in partite di volley, nemmeno si trovasse all’interno di un tegame adibito per la preparazione del celebre cacciucco alla livornese.
Torneo contraddittorio il suo, asso nella manica sandrina nell’edizione 2014 ma leggermente sottotono in quella appena conclusa: sarà che molti compagni di squadra, ben più continui in campo, finiscono con l’oscurare i suoi…tentacoli. Ma è anche vero che qualche piccolo passaggio a vuoto lo tiene lontano dal miglior mollusco ammirato in tempi non sospetti: si rifà con le elargizioni spontanee di birra in vari “terzi tempi”, preferendo emulare il fratello maggiore Carpa sul fronte del “casino acustico” prodotto. I sandali modello “Nazareth”, indossati con poca grazia, è quanto di più kitsch visto alla Crese di questo anno. VOTO: 7.5

Jana: altra “new entry” sandrina, altra piacevolissima sorpresa del Team SDS. Abbondantemente sopra gli scudi quando viene chiamata in causa, dà ordine e disciplina in campo: è evidente come il suo status di “Soldato Jana” – molte volte visto al Free Volley della Crese – sia un omaggio alla pellicola del 1997 interpretata da Demi Moore.
Anche indossando il cappellino natalizio dimostra attributi d’acciaio, una caratteristica che raggela il sangue degli avversari: peccato averla vista relativamente poco in azione, causa impegni improrogabili indipendenti dalla nostra volontà. VOTO: 8

Lara: l’utilità fatta capitana. Seràfica, mai sopra le righe, la sua unica debolezza è quella…ormonale: quando gli avversari in campo sono dei fustacchioni, Laretta rischia di diventare un “boio” e di veder accendersi la spia di surriscaldamento della propria power unit. L’esperienza però le dà una mano e non sbaglia quasi niente in campo, dimostrando di aver ancora abbondantemente in mano le redini della squadra. VOTO: 8

“L’Immorale” Postogna: ecco a voi l’asino sandrino! Si puntava tanto su di lui, tanto dall’aver messo nero su bianco l’accordo per la Crese 2015 in larghissimo anticipo. Ha un fiuto da cane da tartufi per la…fauna del gentil sesso errante e vagabondante in via Felluga, decisamente meno nello scaricare tutta la propria (poca) viulenza nelle schiacciate: sale tanto a rete, ma lo fa alla stessa stregua di Superman al quale sono stati precedentemente iniettati 4 cc di soluzione fisiologica a base di kryptonite.
Tocca il livello più basso nella finale per il 5°/6° posto, vestendo il cappellino da Pippo, “Yukkeggiando” in maniera fastidiosa e dando sfogo a una serie di battutacce di bassa lega sulle proprie…orecchie lunghe: quando a breve gli verrà consegnato il cappello da “muss”, allora sì che se ne potrà vantare. L’angolo del castigo lo attende, sperando che anche lì non si metta a fantasticare poppe e natiche di vario genere…VOTO: -2.5

Pive: che potenza di percosse per il miglior “capotreno” della Crese! Leggiadro nei movimenti da far impallidire Nureyev, è il “7° uomo” di lusso per il Team SDS: con lui in campo, l’orizzonte si trasforma in un arcobaleno composto da uno stuolo di bambini con i baffi. Miglioratissimo in ogni aspetto, è evidente come il nuovo status di “Papà” lo abbia ringalluzzito e non di poco: punta seriamente a diventare uno dei favoriti per il titolo di MVP dell’edizione 2016. VOTO: 9

Pols: è un piacere averla in squadra, anche perché la sua pacatezza e i suoi modi gentili – conditi da un sorriso sgargiante sempre stampato in faccia – hanno l’effetto rilassante di una tisana di passiflora, a tal punto che anche i sandrini più esagitati ne traggono effetto dalla sua aurea.
Precisa in campo e ottimo rincalzo dei titolari, è un altro tassello vincente del Team SDS targato 2015. VOTO: 8

“Sunhine” Pecile: il VIP della squadra, colui che con la sua maschera di Hulk con pugni annessi aveva sin dal principio messo in chiaro diverse cose. Per quanto lo abbiamo visto ridere a crepapelle, crediamo vivamente si sia divertito a sufficienza per provare un altro giro sulla giostra sandrina del 2016: dispiace averlo avuto a “singhiozzo” in questa Crese, anche perché il potenziale c’è e lo si è notato con tutti quei pallonetti velenosi recapitati agli avversari.
In attesa di vederlo (sperabilmente e rapidamente) con la maglia della Pallacanestro Trieste 2004, una parentesi di valore per “Captain America”, di cui però non abbiamo visto lo scudo stellato. Almeno per ora… VOTO: 7.5

Vise: andrà sicuramente a scuoiare Bubo alla fine della lettura, perché va vicinissimo al titolo di “meio toco sandrino” e lo manca solo per mezzo punto.
Eccellente nel gioco così come nell’avere la battuta in canna tra un punto e l’altro durante la partita, il “pistolero tirolese” (appellativo guadagnatosi nella finale del 5°/6°posto) si presenta sempre con qualcosa di diverso sulla testa, arringando le folle a bocce ferme con racconti a tinte forti, tra una bistecca di anguss e una grigliata mista.
Il più completo di tutti, inseribile a pieno diritto in uno di quei strani annunci sui giornali che iniziano con “A.A.A.A.A.A.”. VOTO: 9,5

Menzione speciale anche per Serena Burato (che ormai ha la cittadinanza sandrina onoraria in tasca) e per Chiara, con quest’ultima protagonista di una fugace apparizione nell’ultima partita del torneo, nonchè a tutti gli amici di Elsitodesandro.it che hanno passato anche una sola serata a bordo campo, per vedere gli scalmanati “All Reds” all’opera e per renderci onore. Grazie! 🙂

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“Bobo” non lascia…ma raddoppia: Prandin in biancorosso per le prossime due stagioni

bobo_prandin_trapaniArriva un’importante fumata bianca in casa Pallacanestro Trieste 2004: nella serata di ieri si è giunti infatti alla firma del rinnovo in biancorosso per Roberto “Bobo” Prandin, che dunque vestirà nuovamente la maglia giuliana per i prossimi due campionati.

L’atleta, guardia-play di 188 cm nato a Venezia il 9 giugno 1986, ha chiuso lo scorso campionato con un bottino personale di 6.3 punti di media in poco meno di venti minuti di utilizzo a partita, divenuti poco più di 7 PPG in 21 minuti durante i playoff. Ritagliandosi col tempo un ruolo sempre più importante nelle rotazioni di squadra, Bobo è diventato in corso d’opera – grazie alla carica agonistica, all’abnegazione difensiva e alla notevole generosità riversata sul parquet – uno dei beniamini più apprezzati dal pubblico del “PalaTrieste”.

“Sono estremamente felice di poter continuare a vestire la casacca giuliana” è il commento di Prandin subito dopo la firma del contratto: “Trieste è sempre stata la mia prima scelta per quanto riguarda l’immediato futuro, in particolare per il feeling che si è creato lo scorso anno attorno alla squadra: abbiamo dei tifosi fantastici capaci di trascinarci in campo e questa senza dubbio è stata una delle variabili più importanti che mi ha portato a prolungare il rapporto con Pallacanestro Trieste 2004. Ripetere una stagione entusiasmante come la scorsa sarà molto difficile” conclude Bobo, “ma per quanto mi riguarda sono già carico al massimo e non vedo l’ora di iniziare un nuovo campionato in biancorosso”.

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Crese Volley 2015, il Team SDS “vola” alla finale per il 5°/6°posto

bubo_teamsdsIl ruggito di un felino, ferito nell’orgoglio e con qualche problema intestinale: se sentivate uno strano verso alzarsi più e più volte nel martedì sera di San Luigi, non era il semplice e intenso gracchiare del Team SDS sul verde di via Felluga, ma un vero e proprio grido di battaglia di chi non cede il passo, seppure le posizioni più nobili del torneo siano evaporate nell’unica sconfitta sandrina, patita la settimana scorsa.

Il match che ha visto Elsitodesandro.it opposto a Fisiovolley aveva una caterva di buoni motivi per non passare inosservato: prima di tutto, perché “One Night Only” si riproponeva la sfida di finale del 2014 in cui l’SDS si arrese a un solo passo dal titolo di campione di Crese Volley. Ma in particolare perché la vigilia tormentata che ha preceduto il match ha avuto molti tratti tinti di “giallo”, degni del miglior thriller letterario in cui non è il maggiordomo a divenire il principale indiziato del crimine

Innanzitutto: la partita che metteva in palio l’accesso alla finalina per il 5°/6° posto era prevista 24 ore prima in prossimità del capolinea della linea 26. I convocati di rosso bardati erano lì, pronti per dare nuovamente sfogo al (bassissimo) quoziente intellettivo in proprio possesso. Tuttavia un piccolo problema si era successivamente palesato: dov’era finita la squadra avversaria? Passano i minuti e non si vede nessuno all’orizzonte (tranne una carovana di “mussi”, con i quali un paio di sandrini avevano avidamente scattato selfies di qualità qualche ora prima). La soluzione al dilemma arriva dopo un rapido consulto da parte del Consiglio di Sicurezza del Crese Volley, presieduto dall’organizzatrice Serena “Senza Nuvoli” Burato: la causa del problema è stata poi attribuita a un banale lavaggio a 60° del tabulato contenente i calendari, con la centrifuga finale a dare il colpo di grazia cancellando la riga contenente proprio l’avversaria di serata del Team SDS, trasformatasi in maniera kafkiana da Decathlon a Fisiovolley (?).

Chiarito l’inghippo e rifatte nuovamente le convocazioni per il giorno seguente (con Lara Cumbat per una sera in “congedo matrimoniale”), i sandrini si presentano al gran…incompleto in quel di San Luigi: oltre alla capitana, niente Pols e Carpa (lontani entrambi da Trieste), così come Jana, “Sunshine” Pecile e Folpo (quest’ultimo però apparso al termine del match con due brocche di birra e con magnificenti sandali modello “Nazareth” ai piedi, risalenti con buona approssimazione al primo secolo dopo Cristo). Solo sei effettivi a disposizione del Presidente Sandroweb, che coraggiosamente aveva affermato a bocce ferme “Go come l’impression che no riveremo a far cambi, stasera…”: previsione efficace da parte del numero 1 del Team SDS, costretto a ricorrere a pesanti somministrazioni di luppolo per constrastare fatica e sudorazione abbondante da parte dei suoi.

E’ il contributo del pubblico di fede sandrina a dimostrarsi il punto di forza dei “reds” in più battute: oltre all’apporto della sempre preziosa “Vanessita” Benza, decisamente più propensa in questa occasione nell’incitare la squadra anziché cacciare i cinghiali “sanluigini” con la propria balestra, vanno registrate altre importanti presenze a bordo campo. La coppia Pohlen-Schender – seduta compostamente in panchina – con la propria aurea di positività ha saputo rinfrancare la mente e lo spirito come lo fa la “Settimana Enigmistica” nelle case degli italiani, così come la “guest-star” di serata Alex Pernic ha voluto mettere i puntini sulle “i” nell’immediato post-partita, decantando con l’affabile efficacia di un menestrello medievale alcune barzellette di basso rango sessista dal tema “imbriagoni che va per i bar, con le luganighe in scarsela”.

E sul lato squisitamente sportivo? Beh, il Team SDS fa ampiamente il proprio dovere, imponendosi per 2-0 su Fisiovolley: tanti i “Mi Piace” che ne scaturiscono dalla vittoria, a partire dal neo-capitano in pectore Vise che si è esibito in una serie consecutiva di “bagheroni cadendo a terra”, trasformandosi in una sorta di zitolo-zotolo vivente. Bene inoltre il sempre vivo Bubo, insospettabile braccio armato della giustizia sandrina nell’andare a schiacciare a rete, nonchè il “capotreno aggiunto” Pive, esibitosi in alcuni assoli di “Another Brick in the Wall” nell’erigere muri contro gli avversari in una mezza dozzina abbondante di occasioni.

Con le “quote rosa” a recitare il ruolo di consueto motorino inesauribile (ottima Ale, ancor più precisa in campo rispetto alle gare precedenti e con il compendio del “Cantico delle Creature” di San Francesco sempre a portata di mano; benissimo anche Alice, nonostante nel finale di gara si sia esibita in qualche passo di salsa merengue in fase di ricezione, non propriamente compresa dai compagni di squadra) la pecora nera del gruppo è stato indiscutibilmente l’ “Immorale” Postogna, per una volta ritornato a essere un semplice e comune umano. Errori in battuta, errori in ricezione, errori sotto rete e sguardo perso nel vuoto a fissare le poppe altrui (come peraltro confermato dallo stesso diretto interessato al termine del match): per il portiere della Pallamano Trieste un deciso passo indietro a livello di prestazioni, evidenziato anche dalla “stiticità” nel colpire il pallone in fase di schiacciata (ecco dunque spiegata la metafora del felino con problemi intestinali, nel cappello di questo resoconto…) e dai notevoli insulti dei presenti.

Venerdì 3 luglio l’epilogo di Crese Sandrina, fissato per le ore 21.30 a San Luigi: “Non prendete impegni”, specifica l’owner Sandroweb, intervistato fuori dagli spogliatoi subito dopo l’antidoping a cui – per motivi tuttora ignoti – è stato costretto a partecipare pur non avendo giocato. “Sarà l’occasione per rivedere, per l’ultima volta in questa estate 2015, la sana instabilità mentale che ha saputo rapire proprio tutti nel villaggio olimpico di via Felluga. Vogliamo congedarci con il botto e stiamo preparando coreografie molto particolari, che esibiremo solo al raggiungimento di almeno 800 “Likes” sulla pagina ufficiale Facebook di Elsitodesandro.it”.

Quindi, per l’amor di Dio, cominciate a scaldare i vostri mouse.

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Crese Basket 2015, la finalissima del torneo sarà Idrotermozeta-Tormentos

trimboli_idrotermozetaLa tavola per la finale di Crese Basket sta per essere apparecchiata: saranno Idrotermozeta e Tormentos le due squadre in lizza per la vittoria finale nel torneo 2015 di San Luigi. Applausi a scena aperta vanno comunque tributati a Centro Revisioni e Barcollanti, formazioni che hanno disputato un torneo ad ogni modo eccellente e che si incontreranno per determinare chi salirà sul gradino più basso del podio di Via Felluga: l’epilogo della palla e spicchi targata Crese è in programma nella giornata di sabato 4 luglio (finale 3°-4° posto in programma alle ore 19.30, a seguire la finalissima).

Idrotermozeta-Centro Revisioni B.B. 53-42 (29-19)

Idrotermozeta: Stefani 3, Mosetti 1, Franceschin, Sgubin 2, Maiola 22, Zacchigna 3, Gregori 2, Trimboli 6, Gant 3, D’Agnolo 9, Rasman 2

Centro Revisioni B.B.: Vascotto, Paulin 12, Furlan 2, Gustin 10, Pegan 1, Cook, Candotti, Pescatori, Terzon, Macini 17.

MVP: Maiola (Idrotermozeta)

E’ praticamente senza storia la prima delle due semifinali di Crese Basket 2015: Idrotermozeta fa da subito la voce grossa con un basket spumeggiante, contraddistinto da tanta varietà offensiva e da una solidità difensiva da far paura. Con Maiola e Trimboli abbondantemente sopra gli scudi, la vita per i Baskettari Brutti targati Centro Revisioni diventa durissima troppo rapidamente per poter restare in scia agli “idraulici”, sul +10 al 20′ e mai seriamente in pericolo di essere riagganciati in corso d’opera.

I “revisionisti” perdono progressivamente contatto con gli avversari con un secondo tempo completamente tinto di tonalità azzurre: Idrotermozeta continua infatti a martellare senza sosta, chiudendo con ben 10 degli 11 effettivi a referto e non dando praticamente mai alcun tipo di punto di riferimento al Centro Revisioni. Per i B.B sono invece in tre a chiudere in doppia cifra di realizzazione (Macini, Paulin e Gustin), con un -21 conclusivo che non intacca di una virgola l’ottima Crese disputata a San Luigi.

Tormentos-Barcollanti 50-48 (24-21)

Tormentos: Sepic 2, Valdevit 2, Suerz, Scrigner 20, Porcelli 5, Vercelli, Pozzecco 17, Vascotto 4.

Barcollanti: Tositti 4, Pausa 16, Rudl 8, Piovesana 6, Cosulich 2, Capogrosso 2, Castriotta 10.

MVP: Scrigner (Tormentos)

Che battaglia tra “tormentati” e Barcollanti! Un arrivo all’ultimo respiro consegna la vittoria ai primi, ma i “verdi” sono stati a un passo da far saltare il banco a pochi secondi dal termine, con la tripla siderale di Nat Pausa a spegnersi sul ferro.

Gara godibilissima, seppure non propriamente da…signorine (volano anche falli antisportivi durante la partita). I Barcollanti partono alla grande, col duo Castriotta-Pausa a dettar legge e a regalare sino a nove lunghezze di vantaggio nel primo tempo: con Pozzecco e Scrigner a salire progressivamente in cattedra, Tormentos si rimette in carreggiata a due minuti dalla prima sirena, piazzando il sorpasso proprio al 20′ sul 24-21. L’inerzia si ribalta nella seconda parte del match, quanto sono i “neri” a comandare le operazioni e i “verdi” a dover rincorrere: l’equilibrio estremo continua però a regnare sovrano in campo, con il risultato finale sempre in discussione e un match che come già detto si risolve solamente nelle battute conclusive, non senza una sana dose di thrilling.

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Quarti di finale Crese Volley 2015: il Team SDS cede a Generation Volley

teamsdsquartidifinale2015Far breccia sulla Muraglia Cinese con il solo uso dei bastoncini del celebre “Shanghai”. MacGyver purtroppo si nasce, non lo si diventa in corso d’opera: leggendo gli accoppiamenti dei quarti di finale – in cui la cervellotica regola del quoziente punti aveva relegato il Team SDS al secondo posto nel girone, nonostante l’arrivo alla pari coi “Keep Calm & Stay Drunk”, battuti all’esordio – i sandrini sapevano sin dal principio che sarebbe stata dura con Generation Volley, formazione sconfitta lo scorso anno in semifinale ma che in questa edizione della Crese ha potuto schierare diversi effettivi di valore e di alta categoria. E per Elsitodesandro.it la corsa verso i piani altissimi si interrompe in un giovedì sera dove il clima atmosferico torna a essere mite, con un secco 0-2 incassato che tuttavia non intacca minimamente il “karma” dei rossi, come sempre al massimo della potenza nel divertire tutti, grandi e piccini, bipedi e quadrupedi, parcheggiatori abusivi e non.

Alcuni grandi ritorni in panchina – almeno a livello di spettatori – fanno da cornice a un pre-partita subito scoppiettante sul lato sandrino: oltre alla “Blond Shark” Giulia Fragiacomo, riapparsa in forma smagliante sul territorio triestino dopo il soggiorno-studio negli States che le ha permesso a fine corso di recitare il celebre scioglilingua “Peter Piper picked a peck of pickled peppers. If Peter Piper picked a peck of pickled peppers, how many pickled peppers did Peter Piper pick?” in 2 secondi netti, c’è stata anche la graditissima visita della ex Annalisa Borroni, frenata giocoforza dal brutto infortunio al ginocchio patito in maglia SGT a inizio campionato ma felice di poter dare una spinta anche a bordo campo. E che spinta! Dalla frase “Ciò, l’organizzazion no funziona qua, no xe più birra in panchina come iera una volta!” che ha visto il successivo e repentino materializzarsi di ben tre caraffe dell’amato integratore salino al gusto di malto (alcuni presenti hanno però testimoniato di una sedicente trasformazione acqua-birra della stessa Anna al banco vicino all’Infopoint, quasi come avvenne nelle nozze di Cana di biblica memoria) sino ad arrivare ai cortesi inviti rivolti ai giocatori in procinto di entrare in campo (“Ciò Immortale, vedi de spostarte de là che no vedo niente!”). Da registrare infine il generosissimo apporto di Andrea “Pitch” Picinin, forte a sostenere il Team SDS con la sua “polo-striscione” dotata di strascico, indossata in maniera impavida nonostante il rischio di inciampare continuamente e di sbattere il grugno sul verde di Via Felluga fosse un pericolo ricorrente stile Final Destination.

Il primo set contro Generation Volley è praticamente senza storia: la formazione di Serena “Cloudless” Burato, che per una serata diventa “nemica” di Elsitodesandro.it (ma che a fine partita ha voluto già lanciare copiosi segnali di fumo su Facebook, ipotizzando pubblicamente di convolare a nozze col Team SDS per l’edizione 2016…semplice boutade o la consapevolezza che la “de-sandalata” non può più resistere al lato oscuro della forza sandrina?), fa talmente tante pentole e coperchi da far impallidire Giorgio Mastrota in una televendita della Mondial Casa su Media Shopping. Ai primi 15 punti che arrivano sulla gobba dell’SDS non c’è una bicicletta con cambio Shimano in regalo, ma solo la consapevolezza di come i valori da una parte all’altra della rete siano profondamente diversi. Con un gap troppo pesante e importante da rintuzzare, i sandrini perdono nettamente la prima parte del match ma non la propria voglia di rovistare dalla borsa di Mary Poppins per trovare qualche contromisura ad hoc. Ci penserà il prode “Sunshine” Pecile (che, poco prima del match, si era presentato in campo con maschera e pugni da Hulk, incontrando però non poche difficoltà nel controllo delle schiacciate e con il pallone spesso rotolato sino dalle parti di Via Ginnastica) a mettere quasi tutti d’accordo, con tocchi leggiadri sottorete e pallonetti morbidi ad uccellare la difesa avversaria. Il Team SDS va avanti anche di 4 lunghezze nel secondo set, ma i ”cyborg” di Generation Volley fanno presto a ristabilire la parità e a mettere successivamente la freccia: troppi muri vincenti, troppe schiacciate messe a segno da parte di nerboruti e abbronzati individui che finiscono con l’ammaliare anche la capitana Lara Cumbat, fertile nel dispensare apprezzamenti per i gesti tecnici dei “machi” nemici e ripresa più volta dall’ “Immortale” Postogna con un laconico “Ma te zoghi con noi o cossa? Basta vardar i altri!”).

La sconfitta arriva dunque inevitabile per i sandrini, che cedono anche il secondo set nonostante una “Liturgia delle Ore” recitata più volte e con indiscutibile impegno da Ale Targa e con un Carpa-Caparezza a bordo campo a muovere i piedi all’indietro come fanno i cagnolini subito dopo aver espletato i propri bisogni fisiologici. “Ora però vogliamo chiudere il torneo nella miglior posizione possibile” commenta il presidente Sandroweb al termine della partita, nel momento stesso in cui l’intero sodalizio di rosso vestito ammirava la “tonnara di uomini-bolla” della Crese Bubble rotolare come le tartarughe delle Galapagos. “Ho letto un po’ di scoramento negli occhi dei miei per una sconfitta che ci estromette dalla lotta per i piazzamenti migliori, tuttavia abbiamo ancora tante carte da poter giocare in questo torneo. Faremo in modo che tutti i presenti a San Luigi possano apprezzare ancora di più lo spirito che ci contraddistingue: non esiste, per folklore e metodo di trascinare le folle, una squadra migliore della nostra. Lunedì sera abbiamo un match da non fallire per conquistare la finale per il 5°-6°posto: siamo già carichi a pallettoni per fare in modo che la scia sandrina possa ancora spargersi copiosa a San Luigi. Non avete ancora visto al 100% tutto il potenziale di ignoranza gratuita in nostro possesso”.

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