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L’amichevole di questa sera, tra Pallacanestro Trieste 2004 e Jadran, sarà l’occasione per vedere giocare in canotta biancorossa il giocatore sloveno Uros Zadnik.

L’atleta, playmaker di 188 cm classe 1990, nella scorsa stagione ha vestito la maglia del KK Tajfun Sentjur in serie A slovena, con una media di 9.7 punti a partita, 3.6 rimbalzi e 2.8 assist in 30 minuti di utilizzo per gara.

Il giocatore, che in questi giorni si sta allenando assieme al resto della squadra, arriva in prova alla compagine giuliana grazie ai buoni uffici di coach Bogdan Tanjevic e al rapporto che lega l’allenatore montenegrino con Pallacanestro Trieste 2004.

(foto tratta dal sito www.ezadar.hr)

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La Slovenia ci regala il primo dispiacere degli Europei 2013: nella prima gara della seconda fase, a Lubiana la Nazionale cede per 84-77, trovando una sorta di muraglia cinese davanti al proprio naso per quasi quaranta minuti di fila. I nostri avversari la vincono principalmente a rimbalzo (44 carambole conquistate, contro le sole 29 dei nostri) e con una gara intelligente nel sfruttare i punti deboli degli Azzurri: coach Pianigiani può consolarsi con una condotta generosissima dei suoi, che non hanno mollato sino alla fine sebbene non fosse davvero la serata giusta per tirare uno sgambetto ben assestato ai padroni di casa, letteralmente rinati dopo qualche passaggio a vuoto nella prima fase.

E’ un girone dantesco quello che accoglie i nostri alla Stozice Arena, immediatamente dopo la palla a due: Cusin rompe il ghiaccio con un piazzato dalla media distanza, Aradori punisce in transizione dopo un errore in sottomano di Goran Dragic (4-0 al 2′). Proprio quest’ultimo però con due liberi, assieme alla tripla di “Boki” Nachbar, regala il primo vantaggio sloveno 120 secondi più tardi, subito rintuzzato dallo schiaccione di Cusin che a sua volta trova la risposta d’altra parte del campo con uno “slam-dunk” di Nachbar. Il grande equilibrio sul parquet viene provvisoriamente stoppato dalle triple di Cinciarini e Datome (9-14) che mantengono la nostra Nazionale avanti, pur soffrendo le pene dell’inferno sotto canestro negli ultimi minuti (i padroni di casa innestano bene Vidmar in pitturato). L’Italia chiude sul +3 al 10′ (18-21), grazie ai provvidenziali canestri di Gentile e Belinelli.

La Slovenia mette la freccia in apertura di seconda frazione: Zoran Dragic (una sorta di UFO per la difesa azzurra) e nuovamente Vidmar ridanno il vantaggio ai verdi (25-21), i nostri non si lasciano intimorire e, dopo il time-out di Pianigiani, si rimettono nuovamente in riga. Ci pensano Diener e Gentile dalla distanza a ridare equilibrio alla sfida di Lubiana, in un momento dove però la Nazionale patisce tanto in difesa (tre schiaccioni per Begic in soli dieci minuti), con un Datome in più a tentare di risolvere problemi: il neo Detroit Pistons si fa carico di gran parte dei punti messi in cascina dall’Italia nella seconda parte di quarto, nonostante il team di Maljkovic mostri i muscoli praticamente sino alla pausa lunga. La Slovenia conduce dopo venti minuti per 45-39.

I padroni di casa provano a continuare la buona strada intrapresa sotto i tabelloni, con un Nachbar ispirato nel conquistare preziosi rimbalzi in attacco e nel fiondarsi in penetrazione, dal canto loro gli Azzurri sono bravi a ricacciare all’indietro un primo tentativo di strappo sloveno. Blazic aiuta i nostri con un antisportivo che permette all’Italia di tornare alla perfetta partità (48-48 sulla tripla di Datome), ma l’inerzia torna abbondantemente in mani avversari in un lampo. Il break sloveno di 10-0 spinge gli uomini di Maljkovic sul massimo vantaggio (58-48), la Nazionale è costretta a fare autentiche sportellate per riuscire a conquistare un pallone sotto le plance, tenendosi in linea di galleggiamento alla penultima sirena, sotto di sei lunghezze.

Con l’inerzia in mano e con una fisicità prorompente, la Slovenia giochicchia con troppa sicurezza nella primissima parte dell’ultimo quarto: con grande forza di volontà, l’Italia tenta il tutto per tutto per rimanere in scia. Belinelli e Gentile ci tengono in scia fino a -4 (69-65 a cinque dalla fine), Goran Drazic e soprattutto Lorbek dalla distanza ci puniscono quasi irrimediabilmente. E’ +9 sloveno a 180 secondi dalla conclusione, ma ancora un grande lampo di orgoglio ci tiene in vita: sei liberi di fila targati Datome, Aradori e Gentile danno ossigeno alla Nazionale (77-74 a 1’25”), prima che il duo dei Dragic finisca il lavoro (5 consecutivi di Goran, assoluto MVP di giornata), mettendo i punti della staffa (+9 a 17”).

L’Italia è sconfitta, ma ha dimostrato un cuor di leone nonostante le evidenti difficoltà riscontrate: la sconfitta alla Stozice Arena è meno amara, il cammino per la conquista dei quarti di finale non è per nulla pregiudicato.

Slovenia-Italia 84-77 (18-21, 45-39, 60-54)

Slovenia: Slokar n.e., Lakovic 2, Balazic 2, Joksimovic 2, Muric 3, Blazic 3, Nachbar 13, G. Dragic 22, Z. Dragic 15, Lorbek 5, Vidmar 9, Begic 8. Head Coach B. Maljkovic

Italia: Aradori 10, Gentile 20, Rosselli, Vitali n.e., Poeta n.e., Melli, Belinelli 11, Diener 5, Cusin 10, Datome 16, Magro, Cinciarini 5. Head Coach S. Pianigiani

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Completata la prima fase, l’Italia di Simone Pianigiani conosce finalmente le avversarie da affrontare nella seconda fase. Nel girone a 6, oltre a Finlandia e Grecia (che gli Azzurri non affronteranno sul campo), saranno Slovenia, Croazia e Spagna a giocare contro la nostra Nazionale.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE! – Relativamente alle ore e alle date delle partite, nella scorsa notte si è consumato un “grande pastrocchio”: dopo la prima stesura dei calendari, pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione, la FIBA ha scombussolato gli orari per esigenze televisive. Con la squadra della nazione organizzatrice che giocherà infatti sempre alle ore 21,  il calendario completo tratto da Eurobasket2013.org (e pubblicato erroneamente ieri sera) cambia in questo modo:

12/9, ore 21: Slovenia-Italia

14/9, ore 14.30: Croazia-Italia

16/9, ore 17.45: Italia-Spagna

 

Questa invece sarà la classifica dalla quale si partirà, tenendo conto degli scontri diretti vinti dalle rispettive squadre nella prima fase:

Italia 4 (vincente gruppo D)

Spagna 3 (vincente gruppo C)
Croazia 3 (seconda classificata gruppo C)
Finlanda 3 (seconda classificata gruppo D)
Slovenia 3 (terza classificata gruppo C)

Grecia 2 (terza classificata gruppo D)

I biglietti sono acquistabili presso il sito Eventim.si e presso i distributori di carburante sloveni della Petrol.

(credit foto: Linda Cravagna)

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“Non importa degli assenti, tanto noi stringiamo i denti”: guardando i risultati sul campo delle prime due giornate del girone D, lo striscione apparso ieri sera a Capodistria ha già sicuramente fatto giurisprudenza alla Bonifika Arena, diventando quasi una delle sacre tavole di biblica memoria.

La Nazionale italiana ritorna a far stropicciare gli occhi dei propri tifosi, mettendo dietro la lavagna una Turchia che, ad oggi, ha molte più probabilità di tornare a casa anzichè di continuare la competizione europea. Finisce 90-75 e l’Italia si coccola ancora una volta una prestazione completa di squadra, nella giornata in cui il “mostro” Datome diventa normale (nemmeno un punto segnato dal neo-Detroit Pistons) ma dove sono tanti altri i protagonisti ad inchiodare la compagine di Bogdan Tanjevic, scurissimo in volto per una sconfitta che rischia di pregiudicare il cammino turco agli europei di Slovenia.

L’ Italia si dimostra subito concentrata in difesa dopo la palla a due, a tal punto da costringere i portatori di palla avversari a commettere un paio di infrazioni di passi già nel primi 120 secondi di match. Arriva però una tegola per la Nazionale, con il secondo fallo di Cusin che chiama immediatamente Melli a sedersi sul cubo del cambio: l’ala forte dell’Armani Jeans Milano si rivelerà una sorta di arma non convenzionale nello scacchiere di Pianigiani, con 10 punti nel primo quarto a fungere da “medicina” per un attacco italiano che, almeno nei primissimi minuti, vede col binocolo le percentuali extra-large dei primi due periodi contro la Russia. La Turchia tenta di piazzare un mini-break grazie alla triple di Guler e Cetin (8-12 al 7′) ma il tutto si rivela il classico fuoco di paglia, poiché la Nazionale rivolta come una frittata l’inerzia in poco più di 60 secondi: dal -5, massimo vantaggio avversario, l’Italia imbuca un parziale mortifero di 8-0 ancora con “Tarantola” Melli, supportato dalle deflagrazioni da lontano di Gentile e, a fil di prima sirena, di Belinelli (22-19 al 10′).

Il team di Pianigiani, nell’immediato prologo del secondo quarto, ritrova un altro “eroe dimenticato”: Luca Vitali, non appena sceso sul parquet, trova subito punti importanti che spingono l’Italia avanti di 9 lunghezze (30-21). I turchi ci capiscono poco in difesa, tant’è che Poeta prima e Belinelli poi portano al bar i diretti marcatori nell’uno contro uno, guadagnando in un lampo due potenziali giochi da 3 punti. Tanjevic si consola con una circolazione di palla che in attacco porta ad alcune buone soluzioni di Preldzic e Asik, tuttavia è sull’altro lato del campo che continuano ad arrivare i mali di pancia per “Boscia”. L’Italia chiude infatti in doppia cifra di vantaggio alla pausa lunga, con Belinelli a prendere in mano il comando delle operazioni grazie ai sei punti consecutivi nel finale di quarto e a rivelarsi una sorta di UFO per gli uomini in maglia rossa.

Il momento topico della partita si registra dopo tre minuti trascorsi dalla ripresa della contesa: lo stoppone di Cusin su Gonlum fa da apri-pista al “magic-moment” italico. Aradori si trasforma in una sorta di obice infallibile, capace di metterne 17 nella terza frazione, ma è più in generale l’intera Nazionale a vedere una vasca da bagno sottoforma di canestro: sebbene la Turchia faccia intravedere i muscoli sotto i tabelloni, innestando la potenza di Asik in pitturato, l’Italia riesce a trovare offensivamente la chiave di Volta della partita. 30, pesantissimi punti mettono le ali alla compagine di Pianigiani e sommergono Turkoglu & Co., sotto sul 74-57 in mezzo al pandemonio della larga rappresentanza di supporters italiani. L’ultimo quarto diventa quasi influente per le sorti del match, con lo show al tiro di Gentile e i 90 punti in saccoccia che creano entusiasmo da brividi a Capodistria.

Italia a punteggio pieno dopo due giornate: chi l’avrebbe mai detto?

Italia-Turchia 90-75 (22-19, 44-34, 74-57)

Italia: Aradori 23, Gentile 20, Rosselli n.e., Vitali 5, Poeta 2, Melli 14, Belinelli 17, Diener 2, Cusin 2, Datome, Magro n.e., Cinciarini 5. Head Coach S.Pianigiani

Turchia: Balbay 3, Preldzic 9, Guler 3, Batuk n.e., Ilyasova 11, Erden 4, Cetin 11, Savas n.e., Gonlum 7, Arslan 3, Asik 12, Turkoglu 12. Head Coach B.Tanjevic

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Grande, immensa classe operaia. Un’ Italia che avrebbe potuto benissimo continuare a piangersi addosso per le defezioni rimediate negli ultimi tempi, arrivando con poche pallottole nel proprio caricatore, dà una chiara e nitida dimostrazione di forza già nella prima gara del girone D. La Russia, arruffona e spesso poco propositiva in campo, alza bandiera bianca nel match d’esordio dell’Europeo di Slovenia: è il tricolore italico a sventolare con forza sopra la Bonifika Arena di Capodistria, con il 69-76 che è risultato quasi bugiardo per come il team di Pianigiani ha saputo mettere la museruola agli avversari per gran parte della partita.20 minuti di grandi percentuali, altri 10 di mantenimento “intelligente” del vantaggio, altri 10 ancora di grande sofferenza ma mai di reale pericolo: è così che la Nazionale si regala i primi punti del proprio raggruppamento, con tutti i benefici che ne conseguono.

L’Italia rompe il ghiaccio con la realizzazione morbida di Datome e fa vedere di esserci con la testa sin dall’avvio della sfida: gli azzurri vanno sul +5 con la tripla di Diener (4-9), la Russia si rimette immediatamente in linea di galleggiamento con il mini-break targato Sokolov e Shved, tuttavia è la nostra Nazionale a dimostrarsi maggiormente tarantolata sul parquet. La tripla da 8 metri di Belinelli prima e quella di Gigi Datome 60 secondi più tardi fa esplodere una Bonifika Arena stracolma di tifosi tricolori, costringendo coach Karasev a chiamare time-out sul -7 (11-18): l’ “effetto-placebo” del minuto di sospensione dura però poco per i russi che, se da una parte tentano di ricucire lo strappo con le deflagrazioni dalla distanza di Ponkrashov e di Fridzon, dal lato opposto non riescono a tenere gli uno-contro-uno italiani. Belinelli trova la magia con un gioco da tre punti da distanza siderale, Datome fa invece ammattire il diretto marcatore con un fade-away in prossimità della linea della carità: il quarto si chiude con tanta inerzia nelle mani italiane e la formazione di Pianigiani è meritatamente avanti per 18-25.

Il secondo quarto sembra aprirsi bene per gli azzurri, sufficientemente massicci sotto canestro con Cusin che disinnesca Sokolov (che lascia poi mestamente il posto a Savrasenko). Dal perimetro le mani continuano a essere caldissime per la Nazionale, ispirata da Diener e Datome che regalano il massimo vantaggio al 16′ (24-40). Altro mal di testa per Karasev e time-out Russia, che si smuove un po’ con i tre punti consecutivi di Fridzon, ma non sposta di molto gli equilibri visti nella prima metà di gara: l’Italia chiude con merito sul +13 alla pausa lunga.

Con grande umiltà, conscia che il difficile deve ancora arrivare e che le percentuali realizzative non potranno essere sempre così buone, la Nazionale lavora in difesa sui fianchi avversari: i russi fanno una fatica immane a bruciare la retìna, con soli tre punti messi a referto in cinque minuti. Pur mettendo pochi punti in cascina, l’Italia ha ancora grandi cose da Cusin su entrambi i lati del campo: prima uno “slam-dunk”, poi un tap-out per la successiva comoda tabellata di Datome tengono a debita distanza i baltici (33-48 al 25′), offensivamente ancora terribilmente discontinui. In questo status, il team di Pianigiani riesce a recuperare anche un paio di palloni “sporchi” sotto i tabelloni che alla fine sono grasso che cola, in un momento dove i tiri entrano molto di meno rispetto alla prima parte della sfida. L’Italia, con le unghie, tiene 14 lunghezze di vantaggio alla penultima sirena (42-56).

E’ Shved a tentare di far rialzare la testa alla Russia: i tiri vellutati del giocatore dei Minnesota Timberwolves cercano di dare la scossa ai baltici, che tornano a uno svantaggio sotto la doppia cifra (49-58). Sarà poi il “Gigi” Nazionale a togliere le castagne dal fuoco, in un momento sicuramente difficile per i tricolori: Datome infatti ne mette cinque in un lampo, rispedendo a -13 gli avversari con ancora 5 minuti da giocare. Coach Karasev si gioca tutto, mettendo a difendere la propria squadra a tutto campo e mettendo tutte le pedine più pregiate sul parquet: i 3 liberi imbucati da Aradori a 180 secondi dalla sirena finale sembrano far risuonare il segnale di resa per la Russia, ma l’ Italia si disunisce un po’ troppo e si “regala” giocoforza un finale thriller: baltici addirittura a -4 a 24 secondi dal termine, dopo un recupero che ha quasi del prodigioso. Ci pensa Datome (2/2 ai liberi) e la tripla sbagliata da Fridzon dall’altra parte del campo manda i titoli di coda: sì, l’Italia operaia c’è. E ha già gonadi d’acciaio per poter dire la propria nel girone.

Russia-Italia 69-76 (18-25, 29-42, 42-56)

Russia: Karasev 3, Sokolov 2, Valiev 3, Fridzon 12, Voronov 5, Kulagin, Shved 17, Antonov 8, Monya 13, Khvostov n.e., Savrasenko, Ponkrashov 6. Head Coach V. Karasev

Italia: Aradori 13, Gentile 8, Rosselli, Vitali, Poeta, Melli 2, Belinelli 16, Diener 6, Cusin 6, Datome 25, Magro, Cinciarini. Head Coach S.Pianigiani

(credit foto: Walter Gorini – Basketinside)

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Non poteva concludersi in maniera migliore il ritiro di Portorose per l’Unione Triestina 2012: la squadra di Maurizio Costantini liquida con un secco 8-1 i padroni di casa di Piran, nell’amichevole che ha concluso il soggiorno degli alabardati in Slovenia.

Nonostante le precedenti intense giornate di preparazione, le gambe dei giuliani hanno risposto molto bene lungo i 90 minuti regolamentari sul sintetico di Fiesa: sospinta anche da uno sparuto gruppo di supporters provenienti da Trieste, l’Alabarda ha fatto vedere buone trame di gioco nel corso di tutta la partita. L’Unione parte con Franceschin, Cardin, Potenza, Zetto, Vianello, Luca Piscopo, Bertoni, Stentardo, Bortolotto, Paolucci e Da Ros: è quest’ultimo a sbloccare il risultato al 5′, raccogliendo in area una perfetta verticalizzazione da parte di Bortolotto (0-1). Il raddoppio alabardato arriva poco meno di venti minuti dopo, ancora con Da Ros lesto a imbucare in rete una palla malamente persa dalla difesa di casa (0-2 al 23′): nell’unico errore in disimpegno difensivo degli ospiti, arriva il gol della bandiera del Piran (1-2 al 26′) ma è l’unico neo dell’intero match per la Triestina, ancora in gol al 37′ con Bortolotto (1-3, che è anche il risultato dei primi 45 minuti).

Mister Costantini effettua vari cambi nel corso della ripresa, con Del Mestre, Sessi, Marco Piscopo, Pratolino, Cipracca, De Bona e Monti a entrare in campo per dare fiato ai compagni di squadra. Sarà proprio Monti l’autentica spina nel fianco del Piran per tutto il secondo tempo, con una doppietta realizzata (gol di testa, quello del provvisorio 1-4 al 50′, e sassata che sbatte sul palo interno e affonda in rete, a metà frazione) e un rigore procurato, siglato da Da Ros che infila così la propria tripletta personale. Non c’è praticamente più gara sino al termine, con le marcature di Marco Piscopo e di Bertoni dal dischetto che fisseranno il definitivo 1-8 a favore dei rosso-alabardati.

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Seconda giornata di ritiro sloveno per l’Unione Triestina 2012: poche pause e tanto lavoro fisico per il gruppone alabardato, che sul sintetico di Fiesa ha bissato il programma di allenamenti della giornata precedente. È stata infatti riservata ai giocatori giuliani un’altra doppia seduta, alla stessa stregua di quella della giornata precedente, allo scopo di alzare ulteriormente l’asticella e di crescere ancor più di condizione. Il tutto con il caldo e le gambe pesanti che fungono inequivocabilmente da attori protagonisti di questa tornata di preparazione pre-campionato.

C’è soddisfazione da parte di mister Costantini (nella foto) per quanto si è visto in campo sinora: in particolare, in questa tornata giornaliera è stato chiesto alla squadra di accelerare i ritmi con giocate rapide, cercando di migliorare anche il dialogo verbale in campo (nota che l’allenatore alabardato ha voluto sottolineare più volte nel corso della giornata). Al mattino si sono viste situazioni di gioco 11 contro 0 con annessa partitella nel finale di seduta, nel pomeriggio ci si è invece dedicati quasi esclusivamente al lavoro aerobico: più che buono il feeling sin qui dimostrato da tutto l’organico.

Per quanto riguarda la prossima amichevole, sarà la compagine locale del Piran a essere l’avversaria della Triestina nello scrimmage che di fatto chiuderà il ritiro in Slovenia: appuntamento per mercoledì 7 agosto, con fischio d’inizio fissato per le ore 18.00 sempre sul manto erboso del centro sportivo di Fiesa.

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La Fiba comunica che, a partire dalle ore 17.00 di lunedì 1° luglio, sarà possibile acquistare i biglietti per la prima fase a gironi di EuroBasket 2013, in programma in Slovenia dal 4 al 22 settembre.

I tagliandi, oltre alle stazioni di rifornimento Petrol d’oltreconfine, saranno disponibili presso il sito web www.eventim.si: per una singola gara, ciascuno potrà acquistare un massimo di 4 biglietti.

Per maggiori dettagli su prezzi e disposizioni dei posti, è possibile consultare il sito ufficiale della competizione, alla sezione  Tickets | Eurobasket 2013 : l’organizzazione informa anche che, ad eccezione della finale per il 1°posto (per la quale si registra già il tutto esaurito), saranno messi in vendita ulteriori biglietti per tutte le fasi successive al 1° turno.

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