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Harakiri rivierasco a Torino, Muggia sconfitta con gli ultimi 180 secondi da incubo

Dopo essersi districata per bene nel “labirinto” costruito da Torino, la Querciambiente perde sul più bello il proprio filo di Arianna: la Piramis fa suo lo scontro tra dirette rivali per la conquista di un posto nei play-off, imponendosi col punteggio di 61-55 e rendendo amaro per Muggia l’ultimo turno di andata in Poule Promozione. 

E’ una doccia gelata per la compagine di Mauro Trani, conscia di aver davvero sprecato una grande occasione specialmente per come si erano sviluppate le cose nel corso della partita. Seppur il match sia sempre rimasto sui binari dell’equilibrio, le rivierasche avevano mantenuto la testa avanti per gran parte dei quaranta minuti regolamentari: le piemontesi hanno poi saputo risolvere la partita negli ultimi 180 secondi, nel momento in cui le ospiti sono inopinatamente andate fuori giri, permettendo alle padrone di casa di piazzare il break di 12-2 che ha poi chiuso i conti.

Con buone percentuali da tre, unite alla precisione di Palliotto, Muggia risponde colpo su colpo alle piemontesi, ispirate da Quarta e Domizi: la Querciambiente vola anche a +7, prima di essere quasi raggiunta dalla Piramis sul 21-20. Tale trend continua praticamente per tutta la partita, con le rivierasche a comandare quasi sempre le operazioni, chiudendo sulla seconda sirena a +3 (31-34) e, lavorando bene in pitturato con Cergol, restando avanti anche al 30’ sul 46-48. Muggia, anche se con grande fatica, sembra poter reggere l’urto piemontese sino alla fine, tuttavia a tre minuti dalla fine cambia completamente lo scenario: Torino prende in mano la situazione, segnando a ripetizione e tappando completamente le ali rivierasche. L’Interclub si spegne all’improvviso, provando a riattivarsi con Palliotto ma lasciando alla fine i due punti a una Piramis che scavalca proprio le muggesane al quarto posto in classifica, l’ultimo utile per la post-season.

Piramis Torino-Querciambiente Muggia 61-55

Piramis Torino: Rosso, Di Giacomo, Montanaro 7, Quarta 22, Coen 10, Domizi 9, Balbo, Santuz 4, Albano, Salvini 9. All.Petrachi

Querciambiente Muggia: Meola, Borroni 12, Cergol 8, Castelletto n.e., Cumbat 6, Romagnoli 8, Fragiacomo 3, Capolicchio 6, Palliotto 12, Reppi n.e. All.Trani

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Sesto S.Giovanni alza la voce anche ad Aquilinia, non basta l’orgoglio dell’Interclub contro Geas

L’ “Invincibile Armata” battente bandiera rossonera, dopo aver depredato diverse piazze del Nord Italia, saccheggia anche il porto di Muggia: la capolista Sesto San Giovanni si impone infatti ad Aquilinia per 56-66, centrando la 15° vittoria di fila in altrettante sfide di campionato e dando uno slancio netto alla conquista del primo posto nella Poule Promozione.

In una partita dove Muggia, alla stessa stregua di quanto accaduto lo scorso sabato contro Genova, è rimasta comunque agganciata alla Paddy Power per buona parte del match, la compagine di Mauro Trani ha visto ipoteticamente spezzarsi in due l’inerzia della gara nel secondo quarto. Il 5/6 nel tiro dalla lunga distanza su sponda Geas ha in parte tramortito l’Interclub subito dopo la prima frazione, proprio nel momento di maggior splendore rivierasco: con la Querciambiente avanti di sei lunghezze alla prima sirena (18-12), le padrone di casa sembravano poter avere le armi per tenere sotto scacco le avversarie. E’ stata però la grande precisione dai 6 metri e 75 (con grande protagonista Arturi, top-scorer di serata con 19 punti e 3/3 nelle conclusioni pesanti), unita a una difesa a zona che ha tolto fiducia offensiva a Muggia, a diventare l’arma in più per le milanesi.

Sul +11 a metà gara (28-37), la Paddy Power è riuscita a mantenere costantemente il bandolo della matassa nelle proprie mani: l’Interclub, pur riuscendo a rientrare nel punteggio già nel terzo quarto (i punti di Borroni e Cumbat hanno portato le rivierasche sino al 40-44 del 26′), ha però subìto immediatamente il ritorno di fiamma delle ospiti, con Zandalisini prima e con Gambarini poi. Tutto da rifare per la Querciambiente a dieci dal termine (44-54), con Muggia che orgogliosamente tenta di esorcizzare Sesto S.Giovanni, riportandosi a -5 a quattro minuti dal termine (54-59, sui liberi segnati da Capolicchio). All’Interclub manca però il colpo in canna per scavare ancora qualche punticino di gap, Geas ringrazia e chiude i conti con il break finale di 7-2, confermando la propria imbattibilità stagionale e tenendo ancorata Muggia in classifica a quota 10 punti, ad ogni modo nettamente in corsa per i play-off.

Querciambiente Muggia-Paddy Power Sesto S.Giovanni 56-66 (18-12, 28-37, 44-54)

Querciambiente Muggia: Meola, Borroni 17, Cergol, Castelletto, Cumbat 12, Romagnoli 10, Fragiacomo, Capolicchio 11, Richter n.e., Palliotto 6. All.Trani

Paddy Power Sesto S.Giovanni: Arturi 19, Kacerik 2, Galli 5, Cassani 3, Meroni, Gambarini 8, Mazzoleni 5, Beretta 9, Bonomi 2, Zandalisini 13. All. Bacchini

 

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Arriva la “corazzata” Geas ad Aquilinia, Muggia affila le armi per tentare l’impresa

Ritornare con i piedi saldi per terra non può che far bene, anzi: benissimo. La Querciambiente Muggia, dopo la sconfitta casalinga di sabato scorso contro l’Almo Nature Genova, ha focalizzato l’attenzione di un’intera settimana di preparazione nel non ripetere quanto fatto vedere nella precedente gara ad Aquilinia. In particolare, le “spadellate” al tiro da due non hanno di certo aiutato l’Interclub, brava a restare in scia alle liguri per buona parte del match ma cedendo poi al cospetto delle ospiti, decisamente più chirurgiche e dinamiche nel momento che contava.

Se il confronto contro l’NBA-Zena poteva essere considerato un impegno probante, certamente quello che vedrà le rivierasche affrontare la Paddy Power è da ritenersi una sorta di tuffo quadruplo raggruppato  in avanti: tradotto, un match con coefficiente massimo di difficoltà. Sesto S.Giovanni arriverà in Piazzale Menguzzato con un ruolino di marcia perfetto e immacolato: 14 vittorie di fila su altrettanti confronti di stagione e un anno intero di incontri ufficiali senza nemmeno una sconfitta sono variabili che farebbero tremare i polsi a chiunque. Dati alla mano, una compagine storica e blasonata come la Geas ha tutto il diritto di pensare in grande in questo campionato, pertanto Muggia sa perfettamente sin dall’inizio quale sia il valore della compagine allenata da coach Filippo Bacchini: con un team giovane ma già capace di far la differenza in A2, la Paddy Power lascia pochi punti di riferimento alle avversarie e sa vincere pur non giocando alcuni match al massimo della propria forza (vedi ultima gara disputata in casa della SGT).

Come fare per colpire e affondare una corazzata di questo tipo? Sulla carta, l’Interclub dovrà essere perfetta in tutto e per tutto: limitare le bocche da fuoco avversarie (tra tutte, Zandalisini, Arturi e Gambarini) sarà di primaria importanza per le ragazze di Mauro Trani, che dovranno essere abili a tenere viva la concentrazione per 40 minuti interi, lavorando con pazienza in attacco e non lasciandosi andare a sbagli gratuiti o tiri senza ritmo. L’impresa è titanica, ma Muggia ha già dimostrato in passato di poter ribaltare gli avversi pronostici della vigilia: la Querciambiente è pronta dunque a dare battaglia, confidando che il pubbico di Aquilinia possa prendere per mano le rivierasche e aiutarle a sgambettare la capolista indiscussa del girone A di Poule Promozione.

Si gioca sabato 15 febbraio alle ore 20.30, con palla a due che verrà alzata dai signori Canazza di Solesino (PD) e Nuara di Selvazzano Dentro (PD).

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Marta Meola: “Fiduciosa sin dall’inizio che avremmo combattuto per qualcosa di importante”

Avere 20 anni e palesarsi in campo alla stessa stregua di una veterana? Chiedetelo a Marta Meola, una che di gavetta ne ha fatta già parecchia in prima squadra e che, affidandole le chiavi della cabina di regia, difficilmente vi tradirà.

La playmaker classe 1994 continua a crescere all’interno del roster della Querciambiente e, sebbene il più delle volte passi quasi inosservata in campo, avrebbe buone chances di vincere il premio di giocatrice più “utile” del gruppo rivierasco. Il tutto, con qualcuno che si chiede se nel corso degli anni potrà potenzialmente recitare anche il ruolo di leader: ”Me lo auguro, soprattutto spero di avere il tempo per diventarlo…”, esordisce Marta, che non nasconde di sentirsi a pieno agio nella stagione in corso: “Mi piace l’idea di essere d’aiuto in un ruolo che richiede la massima attenzione: oltretutto, all’interno di un gruppo dove hai tante compagne di squadra esperte che sono sempre pronte ad aiutarti e consigliarti, non puoi che vivere nel migliore dei modi”.

Già: è un buon momento per Muggia, capace di ritagliarsi un ruolo da protagonista anche nella Poule Promozione, nonostante sabato scorso sia arrivata una sconfitta casalinga contro Genova che non cancella quanto di buono fatto fino a questo momento. “Ero fiduciosa sin dall’inizio che avremmo combattuto per cose più importanti della semplice permanenza in A2”, continua la numero 4 dell’Interclub. “Certo, ci sono stati anche momenti problematici durante la prima fase, quando eravamo sul confine tra il paradiso e l’inferno della Poule Retrocessione. Tuttavia il timore che si era creato durante il girone d’andata lo abbiamo superato alla grande, senza il bisogno successivo di fare calcoli per entrare a far parte del gruppo delle migliori”.

Con una mente sgombra dal non doversi più guardare da brutte sorprese sino alla fine stagione, tutto diventa più facile. E perché no, sicuramente più stimolante: “Non abbiamo nulla da perdere, tuttavia riuscire a qualificarci nuovamente per i play-off promozione starebbe a significare quanto Muggia continui a essere protagonista in questa serie. Siamo un gruppo forte e sempre più coeso, dentro e fuori dal campo: il roster di quest’anno ci ha rese ancora più competitive e lo stiamo dimostrando con i fatti.”

A livello personale, cosa auspica di ottenere Marta Meola da questa stagione? “Il mio obiettivo è sicuramente quello di continuare a migliorare: mi sento più partecipe nei giochi di squadra e vedo che le compagne mi danno molta più responsabilità in campo, rispetto al passato. In un team formidabile come il nostro, crescere ulteriormente darebbe un ulteriore valore aggiunto a quanto fatto sinora”.

 

 

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L’Almo Nature mette la museruola a Muggia: Querciambiente sconfitta in casa da Genova

Piccolo, brusco ritorno con i piedi per terra per la Querciambiente Muggia, nella prima delle due sfide casalinghe consecutive di Poule Promozione: l’Interclub cede i due punti all’Almo Nature Genova, quest’ultima meritatamente vittoriosa ad Aquilinia per 50-59 e capace di agganciare a quota 10 in classifica proprio le rivierasche.

A dispetto di quanto fatto vedere la scorsa settimana al “PalaGiordani”, la compagine muggesana si è dimostrata la copia sbiadita della formazione che era stata capace di mettere sotto scacco Milano. Tutto il merito va alle liguri della NBA-Zena, brave a tenersi avanti nel punteggio per 38 minuti abbondanti di gara, piazzando il break decisivo nell’ultimo quarto. Di fatto, Muggia ha sofferto abbondantemente la fisicità della compagine di coach Vaccaro, non riuscendo mai a trovare una discreta continuità offensiva (il 29% totale al tiro testimonia la serata infelice in fase realizzativa), finendo poi con l’inseguire Genova per gran parte del match e arrendendosi nel finale di gara.

La Querciambiente, nonostante un primo quarto fatto da parecchi tiri al piccione, riesce a non pagare eccessivo dazio alla 1° sirena, sotto di sole due lunghezze (10-12) dopo essere stata anche a -7. Le serpentine di Costa in penetrazione, la buona mano di De Scalzi dal perimetro e la solidità di Bestagno mettono a dura prova la pazienza delle ragazze di Mauro Trani: Muggia in attacco va spesso in riserva di ossigeno, il più delle volte con tiri senza ritmi e passaggi telefonati che sono preda delle avversarie. La mano dolce di Capolicchio permette all’Interclub di chiudere a distanza minima anche il secondo quarto (26-29) e per la Querciambiente, dopo la pausa lunga, torna la consapevolezza di poter migliorare le proprie trame di gioco: ne è testimonianza il primo vantaggio di partita, con il canestro dalla media distanza di Palliotto che al 27′ sembra poter dare parecchia inerzia alle padrone di casa (36-35). Tutto completamente sbagliato: l’Almo Nature stringe i denti e non riesce solo a mettere nuovamente la freccia alla penultima sirena (38-41, con canestro allo scadere di Bindelli) ma è capace anche di dare la spallata decisiva negli ultimi dieci minuti. E’ De Scalzi ad essere protagonista, con un anti-sportivo conquistato in apertura di frazione e con un gioco da tre punti 120 secondi più tardi: Genova scappa sul +8 al 34′ e da lì non si volterà più indietro. Muggia si affanna a recuperare il gap, tenta di ricucire lo strappo con le proprie giocatrici sin lì più efficaci (su tutte, Cergol e Borroni) ma issa progressivamente bandiera bianca nel momento in cui l’Almo Nature arma i cannoni dalla lunga distanza e piazza un paio di triple contro la difesa a zona, per una doppia cifra di vantaggio che diventa fardello troppo pesante da recuperare in ambito rivierasco.

Querciambiente Muggia-Almo Nature Genova 50-59 (10-12, 26-29, 38-41) 

Querciambiente Muggia: Meola, Borroni 14, Cergol 8, Castelletto, Cumbat, Romagnoli, Fragiacomo 5, Capolicchio 14, Palliotto 9, Rosin n.e. All. Trani

Almo Nature Genova: Bestagno 16, Bindelli 4, Piermattei n.e., Belfiore 2, Cerretti 1, Policastro n.e., Algeri 2, Principi 7, De Scalzi 18, Costa 9. All. Vaccaro

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Petronio “mata” l’Andrea Doria a 9” dalla fine, torna a sorridere la Pallanuoto Trieste

Un finale romanzesco permette alla Pallanuoto Trieste di imporsi per 6-5 sull’Andrea Doria nella 7° giornata di andata del campionato di serie A2 maschile, conquistando così un successo fondamentale per la classifica. Serve un gol di Ray Petronio a 9” dalla fine, e un successivo miracoloso intervento di Egon Jurisic proprio sulla sirena, a salvare gli alabardati da un pareggio che avrebbe avuto l’amaro sapore della sconfitta. Avanti per 5-1 ad inizio terzo periodo, la Pallanuoto Trieste ha concesso al caparbio Andrea Doria di riportarsi sotto fino al 5-5. Poi è arrivata la rete di Petronio, che ha fatto letteralmente esplodere la Bruno Bianchi, dopo che i liguri avevano sfiorato un paio di volte il clamoroso sorpasso. Tre punti importanti, che rilanciano la squadra triestina in zona play-off, ma che costeranno la squalifica del mancino croato Ivan Krizman, espulso proprio nel finale per fallo di brutalità.

Ma torniamo alla partita. La Pallanuoto Trieste parte bene, il 1° periodo di gioco scorre via su ritmi piuttosto sostenuti e pochissime interruzioni (senza dubbio buona la direzione di gara di Colombo e Boccia). Gli alabardati finalizzano con Krizman e Filippo Ferreccio, ben servito da Namar, e chiudono avanti per 2-0 la frazione iniziale. Trieste costruisce una buona dose di occasioni, ma sbaglia tantissimo al tiro. Nel 2° periodo arrivano comunque le reti di Giacomini in superiorità numerica su perfetto assist di capitan Giorgi, e di Krizman, che fulmina Oliva dai 5 metri con l’uomo in più. Sotto per 4-0 l’Andrea Doria abbozza una reazione, che culmina con il rigore trasformato da Guido Ferreccio che vale il 4-1 al cambio di campo.

Nel 3° periodo l’inerzia della partita sembra restare immutato, Giorgi questa volta si mette in proprio e realizza dalla distanza il 5-1 a 5’50” dalla fine del tempo, sembra il prologo ad una goleada alabardata. La Pallanuoto Trieste però smette quasi di giocare, gli errori di passaggio e le palle perse si susseguono, l’Andrea Doria non molla e negli ultimi 30” del periodo trova 2 gol con D’Alessandro e Guido Ferreccio: 5-3 e gara riaperta.

I padroni di casa accusano il colpo, dopo nemmeno 3′ di gioco nel 4° periodo arriva la rete di D’Alessandro, con il pallone che finisce sul palo, batte sulla spalla di Jurisic e termina in gol per il 5-4, prologo all’inevitabile pareggio, firmato da Canessa con un tiro dalla distanza: 5-5 a 2’53” dalla fine. La Pallanuoto Trieste sembra sul punto di capitolare definitivamente, due pali interni negano il gol a Petronio e Krizman, ma dall’altra parte Jurisic sventa almeno un paio di pericolose conclusioni dei liguri. Gli alabardati trovano la forza per organizzare l’ultimo assalto, una rapida transizione sull’asse Giorgi, Giacomini, Petronio permette al numero 3 in calottina bianca di battere verso Oliva sul palo lungo. Il pallone si insacca, il pubblico della Bianchi festeggia e la Pallanuoto Trieste ritorna alla vittoria, viatico si spera incoraggiante in vista dei match fondamentali in chiave play-off con Torino 81 e Lavagna 90.

 

PALLANUOTO TRIESTE – ANDREA DORIA 6-5 (2-0; 2-1; 1-2; 1-2)

PALLANUOTO TRIESTE: Jurisic, Vitiello, Petronio 1, F. Ferreccio 1, Krizman 2, Podgornik, Covi, Namar, Henriques Berlanga, Spadoni, Lagonigro, Giacomini 1. All. Marinelli

ANDREA DORIA: Oliva, Dispenza, G. Ferreccio 2, Canessa 1, D’Alessandro 2, Marciano, De Ferrari, Tosto, Tosi, Urdì, Palmieri, Michieletto, Ottazzi. All. Della Zuana

Arbitri: Colombo di Como e Boccia di Roma

NOTE: nessuno uscito per 3 falli gravi; nel 4° periodo espulso Krizman (T) per fallo di brutalità; superiorità numeriche Pallanuoto Trieste 2/6, Andrea Doria 0/3 + 1 rigore; spettatori 400 circa

 

Gli altri risultati (7° giornata di ritorno): Rn Sori – Rn Camogli 8-9, Rapallo – Pallanuoto Brescia 7-15, Chiavari – Sc Quinto 9-11, Lavagna 90 – Torino 81 11-9, Sport Management Verona – Rn Imperia 10-6

La classifica: Sport Management Verona 21, Lavagna 90 18, Torino 81 15, Sc Quinto 15, Pallanuoto Trieste 12, Rn Camogli 12, Rn Sori 10, Chiavari 7, Pallanuoto Brescia 6, Andrea Doria 6, Rn Imperia 3, Rapallo 0 

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Pallanuoto Trieste, contro l’Andrea Doria l’imperativo è tornare a vincere

Dimenticare Bogliasco. E tornare subito alla vittoria. E’ con questo doppio obiettivo nel mirino che la Pallanuoto Trieste attende la sfida della Bruno Bianchi con l’Andrea Doria, in programma sabato 1 febbraio, con inizio nel consueto orario delle 18.30, valida per la 7° giornata di andata del campionato di serie A2 maschile. E’ senza dubbio un momento delicato per la stagione della Pallanuoto Trieste, anche se le partite in programma sono ancora tantissime (16) e i punti a disposizione un’enormità. Ma la sconfitta di sabato scorso con il Quinto, che fa il paio con quella di tre settimane or sono a Camogli, hanno un po’ cambiato gli scenari di classifica della Pallanuoto Trieste. La zona play-off rischia di allontanarsi e perdere ancora qualche punto potrebbe complicare ulteriormente le cose. Insomma, niente giri di parole: con l’Andrea Doria bisogna vincere. E non sarà affatto semplice. I liguri di Della Zuana, nonostante i 6 punti in classifica, sono compagine organizzata e di spessore, nell’ultimo turno hanno ceduto di misura (e non senza qualche episodio sfavorevole) al Lavagna, ma hanno già mietuto una vittima eccellente come il Quinto.

“Ci attende la solita partita piena di insidie – spiega l’allenatore della Pallanuoto Trieste – dovremo essere bravi ad affrontare l’Andrea Doria con il giusto atteggiamento. Non sono assolutamente una squadra da sottovalutare, rispetto alla scorsa stagione si sono rinforzati e hanno le qualità per avvicinarsi alla zona play-off”. I liguri infatti hanno inserito in rosa due elementi di spessore per la categoria come il portiere Oliva e il pericoloso attaccante Guido Ferreccio (parente alla lontana del Ferreccio alabardato) entrambi provenienti dal Chiavari. “Ma ci siamo allenati bene in questi giorni – continua Marinelli – abbiamo analizzato con attenzione gli errori della partita di Bogliasco e abbiamo tanta voglia di riscatto”.

Intanto però l’allenatore di Fiume è stato costretto in settimana a fare i conti con qualche problema. Filippo Ferreccio infatti è stato colpito dalla classica influenza di stagione, si è allenato poco, ma a quanto pare dovrebbe essere a disposizione per sabato, anche se certamente non al massimo della condizione.

Infine, la designazione arbitrale: la gara tra Pallanuoto Trieste e Andrea Doria sarà diretta da Raffaele Colombo di Como e Tommaso Boccia di Roma.

 

Le partite di sabato 1 febbraio (7° giornata di andata): Rn Sori – Rn Camogli, Pallanuoto Trieste – Andrea Doria, Rapallo – Pallanuoto Brescia, Chiavari – Sc Quinto, Lavagna 90 – Torino 81, Sport Management Verona – Rn Imperia

La classifica: Sport Management Verona 18, Torino 81 15, Lavagna 90 15, Sc Quinto 12, Rn Sori 10, Pallanuoto Trieste 9, Rn Camogli 9, Chiavari 7, Andrea Doria 6, Pallanuoto Brescia 3, Rn Imperia 3, Rapallo 0

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Querciambiente Muggia, ultimi posti a disposizione per la trasferta di domenica a Milano

La Pallacanestro Interclub Muggia informa i propri supporters che sono ancora a disposizione 8 posti per la trasferta di Milano, in programma domenica 2 febbraio e valida per il primo turno di andata della Poule Promozione Girone Nord.

La partenza del pullman è fissata alle ore 10.00 dal parcheggio sottostante il palasport di Chiarbola, con sosta di un’ora circa prevista all’autogrill “Limenella”. Il bus ripartirà dal parcheggio del “PalaGiordani” di Milano subito dopo la fine del match, attorno alle ore 20.00: in entrambi i casi, la società raccomanda la massima puntualità.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 349-4711807

 

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Annalisa Borroni: “Io DS del futuro? Perché no, ma per ora penso solo a giocare”

Il futuro è suo. Dentro e fuori dal campo, la stella di Annalisa Borroni non è destinata affatto a spegnersi nel corso delle stagioni che verranno. Non solo perchè la capitana rivierasca ha ancora molto da dare sul fronte del basket giocato, ma perchè la sua volontà di continuare a costruire qualcosa per la pallacanestro femminile del domani è tangibile. “Io come direttore sportivo dell’Interclub del futuro? Perchè no!”, afferma la “Black Mamba” muggesana, “è un ruolo che, un giorno, ricoprirei con piacere. Mi piacerebbe lavorare e cambiare tante cose in ambito locale, non solamente su sponda rivierasca: una disciplina come la nostra, in queste zone, ha notevoli margini di crescita. Pertanto non mi tirerei indietro per poter dare un contributo tangibile alla causa, soprattutto senza correre avanti e indietro sul parquet come faccio adesso…”.

Si badi bene: lo status di una Borroni dietro a una scrivania è ancora lontano dal realizzarsi. L’energia e l’esplosività agonistica attuale è quella di una ragazzina che ha ancora parecchia voglia di divertirsi. E, perchè no, di divertire anche gli altri: “Gioco finchè reggo”, scherza Annalisa, “o meglio, finchè mi riterrò utile a questa squadra. In fondo, molto si basa sull’entusiasmo con cui affronti un impegno di questo tipo: è una variabile che sento ancora abbondantemente dentro di me, quindi al momento il problema non sussiste proprio”.

Eppure, per una come lei che in campo “invecchia” meglio di un brandy nelle botti di rovere, ci si potrebbe chiedere come mai in passato non sia scoccata quella scintilla che l’avrebbe portata lontana dal feudo rivierasco e, sicuramente, anche a indossare una casacca azzurra…“Sono sincera: avevo la possibilità di intraprendere una carriera da professionista, ma quell’ambito sinceramente non mi ha mai stimolato. Un po’ perchè, a mio modo di vedere, non mi avrebbe cambiato la vita, ma soprattutto perchè ho preferito coltivare le amicizie, restare vicino ai miei affetti, laurearmi e vivere nel modo a me più congeniale. Un percorso professionistico mi avrebbe precluso tanti obiettivi che invece poi ho raggiunto: anche per questo motivo, sono felice della scelta fatta”.

Una domanda a bruciapelo: secondo Annalisa Borroni, una giovane con talento innato ha più possibilità di diventare una campionessa? “Assolutamente no: il talento è un’agevolazione di partenza, non lo strumento fondamentale per diventare qualcuno. Anzi, rischia quasi di essere controproducente e fuorviante: è facile pensare di poter fare il minimo e riuscire a spaccare il mondo senza sforzi. Alla fine, è sempre il lavoro a fare la differenza nello sport”.

Infine, un parallellismo con la sorella più grande, Nicoletta: quanto Annalisa ha imparato da lei…e viceversa? “Certamente guardarla in azione ha in qualche modo favorito la mia crescita. Di fatto abbiamo ricoperto ruoli diversi sul parquet, in qualche modo ci ha accomunato la volontà di sacrificarci in campo e, se necessario, di “snaturarci” per il bene della squadra. Certamente da Nico ho appreso molto a livello di carisma”, afferma “Air-Borroni-Junior”, che conclude: “E’ difficile rispondere su quanto lei abbia eventualmente imparato da me: facciamo prima a chiederlo alla diretta interessata…”.

 

 

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Pallanuoto Trieste, continuano i dolori…liguri. Alabardati sconfitti a Bogliasco

Liguria ancora amara. La Pallanuoto Trieste perde la seconda partita consecutiva in trasferta e nella 6° giornata di andata del campionato di serie A2 maschile gli alabardati si sono arresi al Quinto per 5-3. Sconfitta bruciante quella di Bogliasco, maturata negli ultimi 8′ di gioco, dopo che gli alabardati avevano controllato la situazione con buona autorità. Tanti errori da parte della Pallanuoto Trieste (vedi l’1/5 in superiorità numerica) ma anche una conduzione arbitrale che ha fatto letteralmente infuriare l’allenatore Ugo Marinelli e il direttore sportivo Andrea Brazzatti. “Così non va bene – spiega il dirigente triestino – è la terza volta che veniamo a giocare in Liguria in questa stagione, è la terza volta che troviamo un arbitro genovese. E negli ultimi minuti si sono visti i risultati, con un metro di giudizio che è improvvisamente cambiato e 4 espulsioni per il Quinto contro zero a nostro favore. L’ho detto chiaramente anche al presidente del Gug Petronilli. Questa situazione non ci sta bene. La società spende tanti soldi e poi ci ritroviamo a dover fare i conti con una direzione di gara di bassissimo livello. Certo, noi potevamo fare certamente meglio, abbiamo sbagliato tanto. Di solito non mi piace parlare degli arbitri, ma questa volta credo si sia superato il segno”.

La cronaca. La Pallanuoto Trieste parte bene e sblocca la situazione dopo una manciata di secondi grazie ad un gol di Giacomini. Gli alabardati controllano il gioco, appaiono anche più brillanti sotto il piano fisico rispetto al Quinto, ma sbagliano tanto in fase offensiva. Ci pensa uno straordinario Egon Jurisic, autore di una partita davvero sopra le righe, a mantenere gli alabardati in vantaggio (0-1) alla fine del 1° periodo. Stesso copione anche nella seconda frazione, capitan Giorgi trova dalla posizione di centroboa la rete dello 0-2, poi Mijanovic in superiorità numerica fissa il risultato sull’1-2 al cambio di campo. Nel 3° periodo la Pallanuoto Trieste si riporta nuovamente sul +2 (1-3) grazie a Giacomini, nell’unica superiorità trasformata dagli alabardati. La produzione offensiva degli ospiti però si esaurisce qui. Il Quinto accorcia con Westermann (2-3) e poi nel 4° periodo sfrutta alla perfezione le superiorità concesse per piazzare un parziale di 3-0, in gol Luccianti, Mijanovic e Bittarello, che ribalta il risultato.

SC QUINTO – PALLANUOTO TRIESTE 5-3 (0-1; 1-1: 1-1; 3-0)

SC QUINTO: Accardo, Castagnola, A. Brambilla, Luccianti 1, Turbati, Ravina, Mijanovic 2, Westermann 1, F. Brambilla, Bittarello 1, Spigno, Pino, Fulcheris. All. Paganuzzi

PALLANUOTO TRIESTE: Jurisic, Vitiello, Petronio, F. Ferreccio, A. Giorgi 1, Krizman, Podgornik, Covi, Namar, Henriques Berlanga, Spadoni, Lagonigro, Giacomini 2. All. Marinelli

Arbitri: Piano e Ruscica

NOTE: uscito per 3 falli gravi Giacomini (T) nel 4° periodo; superiorità numeriche Quinto 4/11, Pallanuoto Trieste 1/5; spettatori 300 circa

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