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Guai a pensare che staff e giocatori della Pallamano Trieste, all’indomani del termine della regular season e della conseguente esclusione ai play-off, siano già a… poltrire fuori dal parquet. Niente di più sbagliato: i biancorossi continuano ad allenarsi ugualmente e, contemporaneamente, a pensare già a a 360° a quello che sarà il futuro. Con la pianificazione a medio-lungo termine già intrapresa da tempo, la società del professor Lo Duca sta costruendo e immaginando la squadra del futuro, partendo sempre dalle fondamenta costituite da quel manipolo di giovani che, anche quest’anno, ha potuto ulteriormente crescere ulteriormente in mezzo a tanti colossi avversari.

Giorgio Oveglia (nella foto), uno che  la maglia triestina l’ha vestita per anni e anni con qualche “piccola” soddisfazione annessa,  chiamato in corso d’opera a sostituire Marco Bozzola sulla panchina giuliana, ha già ben in testa come continuare il lavoro iniziato: “Per far capire come qui non si molli mai, nemmeno a campionato finito, dalla prossima settimana sarà assieme a noi un preparatore atletico sloveno di grande esperienza che una volta a settimana sarà assieme ai ragazzi: è fondamentale partire già con un lavoro fisico importante, in previsione futura”.

D’altra parte, non si può non parlare del campionato appena trascorso, e di quanto poco sarebbe bastato per conquistare la post-season: “Alla fine non è mancato nulla, forse solo un pò di buona sorte: siamo arrivati a partite-chiave in situazioni sfavorevoli, con settimane travagliate in fatto di infortuni che poi ci hanno portato a un certo numero di sconfitte. Non va oltretutto dimenticato che siamo stati senza Di Nardo per tutto il campionato per l’infortunio,  e che siamo stati costretti poi a fare a meno anche di Martellini a causa della sua disgraziata positività all’antidoping. Nonostante questo” continua Oveglia, ” la società ha voluto rischiare ugualmente, mettendo in campo tutta la flotta dei nostri “ragazzini” classe ’93 che è l’asse portante del nostro futuro: pochi possono e potranno permettersi un lusso del genere, proveniente esclusivamente dal proprio settore giovanile. Possiamo dire senza indugio che la nostra è stata una scommessa vincente, che ci potrà portare lontano nelle prossime annate”.

Spazio anche a quella che è stata la formula della massima serie 2012/13 dell’handball italico, con la divisione geografica per gironi che ha portato a trasferte più agevoli ma con raggruppamenti che hanno poi finito per avvantaggiare le squadre più forti: “A livello tecnico, a questo punto della stagione sarebbe forse stato meglio far giocare gli scontri diretti tra le terze di ogni singolo girone, per poi definire le due ultime caselle nel tabellone play-off. Credo senza sbagliarmi che, in tal caso, Trieste sarebbe stata tra le favorite per giocare la post-season”, afferma Oveglia senza indugio, “tuttavia conoscevamo la formula sin dall’inizio ed è andata così. Bello sarebbe, in proiezione futura, tornare a un girone unico a 16 squadre, anche per far crescere ulteriormente i nostri ragazzini e per farli giocare maggiormente”, aggiunge il coach, “ma come dirigente devo riconoscere che la Federazione ha preso una decisione giusta relativamente a questa suddivisione geografica: una scelta dovuta, per il momento di crisi che attanaglia il nostro movimento e per contenere i costi.”

E per quanto riguarda invece la Pallamano Trieste del futuro, aldilà di un gruppo portante giovane e già ben definito? Si potrà tornare a parlare di scudetto? “Attendiamo gli sviluppi dal punto di vista della disponibilità economica dei prossimi mesi: i sentori di un ritorno importante di Mario Dukcevich al nostro fianco ci sono già stati, per quanto ci riguarda pensiamo innanzitutto a continuare a sviluppare la nostra “Cantera” stile Barcellona, il resto si vedrà”.

Tra i singoli che potrebbero vestire la maglia giuliana, una domanda è d’obbligo per quanto riguarda Andrea Basic, il pivot di Pola che poi Trieste non ha stato potuto schierare già in questa stagione per problemi burocratici. Lo vedremo arruolato alla truppa biancorossa? “L’unica cosa certa è che, rispetto a tutte le altre squadre, abbiamo una prelazione per metterlo sotto contratto a partire dal prossimo campionato.  E’ chiaro però che se dovessero arrivare chiamate da parte di team di una certa caratura, la cosa potrebbe complicarsi”, afferma schiettamente l’allenatore, “ma contiamo di poterlo inserire prossimamente nel nostro roster”.

Dilemma conclusivo: Giorgio Oveglia sarà ancora seduto sulla panchina biancorossa, nella stagione 2013/14? “Non sono stato ancora riconfermato, ho un entusiasmo incredibile per continuare il lavoro intrapreso, se  poi la società vuole qualche altro allenatore…”. E lo dice con una risata fragorosa a termine di quanto appena detto, un segnale di come la sua avventura da head-coach della Pallamano Trieste sia destinata a continuare a lungo. Molto a lungo.

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Indomito: se serve un aggettivo, è questo quello più calzante per definire il team rivierasco in gara-1. A guardare solamente il risultato conclusivo si finirebbe tratti in inganno, perchè il 55-47 con cui San Martino di Lupari vince la prima sfida di quarti di finale play-off è frutto di tanta, ma tanta fatica da parte della formazione di coach Abignente. Muggia ha sicuramente dimostrato di non voler compiere una ciclo-turistica in post-season, creando qualche grattacapo alle ben più coriacee venete che si son scrollate di dosso la pressione ospite sono nei minuti finali, non riuscendo praticamente mai a staccare l’Interclub che ha dato sempre l’impressione di restare in scia. Il Fila al termine ha comunque meritato la vittoria, per quel qualcosa in più che ha saputo esprimere sul parquet rispetto all’Interclub.

Si segna col contagocce nei primi dieci minuti, ma è S.Martino a sbagliare molto di più dal campo di quanto non lo faccia Muggia: le rivierasche, con la capitana Borroni già particolarmente ispirata (8 punti segnati nel quarto iniziale), chiude avanti di due lunghezze al 10′ (7-9). Le ospiti rimangono in vantaggio per metà della seconda frazione, momento in cui il Fila trova la parità a quota 13 e comincia a difendere più forte sulle avversarie, quasi in maniera asfissiante, costringendole a segnare due soli punticini in quasi cinque minuti: la compagine di Matija Jogan va al riposo grande sotto di sei (21-15).

L’Interclub cerca di mettere le cose a posto nell’immediato inizio di terzo quarto, quando i primi punti di Primossi danno il -2 alle rivierasche e, immediatamente dopo, la realizzazione di Borroni riconsegna il massimo equilibrio al 23′ (24-24); ma, così come avevano recuperato tutto lo svantaggio, le muggesane tornano nuovamente in riserva, riconsegnando alle padrone di casa il contro-break di 9-3 che fa chiudere avanti S.Martino di Lupari per 33-27.

Con qualche infrazione di 3 secondi in area pitturata non sanzionate dai fischietti nei confronti del Fila e senza l’ausilio di Palliotto, bloccata da una storta alla stessa caviglia che l’aveva fatta penare qualche settimana or sono, Muggia corre il rischio di perdere progressivamente contatto: e invece l’ultimo parziale del match rimane tiratissimo, con le venete praticamente sempre avanti nel punteggio ma con l’Interclub che non molla di un centimetro, trovando la prima tripla della serata con Ljubenovic a 4 minuti dal termine, dopo i 17 precedenti tentativi muggesani dalla lunga distanza andati a vuoto.

S.Martino trova l’allungo vincente a pochi istanti dalla sirena conclusiva, tirando un sospiro di sollievo e portandosi sull’1-0 nella serie: domenica si replica ad Aquilinia (ore 18) e di certo Muggia avrà in corpo tanta volontà di allungare il proprio campionato. E di far penare ancora un po’ le “Lupe” avversarie.

Fila S.Martino di Lupari-Interclub Muggia 55-47 (7-9, 21-15, 33-27)

Fila S.Martino di Lupari: Pegoraro 13, Granzotto 5, Cattapan 3, Stoppa 9, Aleotti 13, Sandri, Jagodic 8, Morao n.e., Carlan n.e., Sbrissa 4. All. Abignente

Interclub Muggia: Meola 3, Borroni 20, Primossi 6, Cumbat 3, Cergol 2, Castagna n.e., Ljubenovic 13, Palliotto, Moratto, Rosin n.e.. All.Jogan

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Digerite uova di cioccolato e colombe pasquali, l’Interclub Muggia affronta l’avventura dei play-off come chi ha vinto il 1°premio alla lotteria…senza nemmeno aver comprato anticipatamente il biglietto, avendolo strappato di mano a chi invece cullava sogni ben diversi da una salvezza anticipata o dai play-out per non retrocedere.

Come sottolineato parecchie volte nelle ultime settimane dopo la conquista matematica del 9° posto, per le rivierasche giocarsi la promozione contro le squadre più forti del torneo è motivo di orgoglio dopo un percorso ad ostacoli in cui molti avrebbero sbattuto il muso, senza la possibilità di rialzarsi velocemente per riprendere le battistrada. Per una squadra che quindi punta principalmente a divertirsi, sapendo quando dura sarà confrontarsi contro formazioni costruite per il salto verso l’A1, c’è assenza totale di pressione dall’esterno: tutto quello che arriverà in più sarà dunqe grasso che cola per coach Matija Jogan e le sue ragazze.

Il clima in casa Interlcub è assolutamente tranquillo: i pensieri, almeno in parte, non sono ancora rivolti verso quel che sarà il futuro societario. Giocare i play-off è prerogativa di maggior visibilità all’interno dell’intero movimento cestistico, val la pena dunque giocare gara su gara per far capire a chiunque, anche ai meno informati, che il traguardo brillantemente raggiunto non fa assolutamente parte della casualità degli eventi, bensì da un lavoro certosino che ha portato anche a un filotto di partite vinte contro chi magari pensava di fare di Muggia un sol boccone.

Chissà se, anche a livello inconscio, le “Lupe” di S.Martino abbiano ipotizzato tale scenario qualche settimana fa, prima della terz’ultima giornata di regular-season: l’Interclub sbancò in maniera incredibile il Palazzetto dello Sport di via Leonardo, complicando parecchio la corsa del Fila per il raggiungimento della seconda piazza (poi blindata nell’ultimo turno contro Milano) e cucendosi addosso il vestito di perfetta guastafeste. Un ruolo che le rivierasche contano di vestire anche nei quarti di finale, a partire da una gara-1 dove chiaramente sarà il team di Larry Abignente a voler cancellare quella piccola onta, all’interno di un campionato da protagonista dove solo l’Umana Venezia ha saputo starle davanti in classifica.

Al meglio delle tre partite, e con un’eventuale bella in terra veneta, Muggia ha la consapevolezza che sarà molto difficile ripetere il miracolo dello scorso anno, quando l’allora Lucsa Systems fu cacciata fuori dalle rivierasche. La S.Martino che si andrà ad affrontare rappresenta sicuramente la squadra più temibile tra tutte le contendenti del girone Nord, per forza di squadra e duttilità nelle singole. Ma in fondo l’Interclub ha abituato i propri supporters a sognare ad occhi aperti: non costa niente continuare a fantasticare, ancora per un pò…

Gara-1 è in programma mercoledì 3 aprile 2013, palla a due alle ore 20.30.

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Nessuna “sorpresona” di fine regular season arriva da Crema: con i giochi in classifica belli che fatti, Muggia lascia strada alla Tec-Mar che scappa via nel punteggio nella seconda metà di gara.

Finisce 77-49 per le lombarde che cossì confermano il quarto posto con una prestazione a tutto tondo, sicuramente viziata da maggiori motivazioni da parte delle padrone di casa rispetto alle rivierasche. La squadra di Matija Jogan ha retto per una frazione e mezza, restando attaccata all’avversaria in maniera costante: le cose sono nettamente cambiate nella ripresa, quando Crema ha scatenato tutta la propria prorompenza offensiva, staccando nettamente l’Interclub nei secondi venti minuti di gara.

Eppure, per buona parte del primo tempo, Muggia aveva fatto un po’ di “paura” alla Tec-mar: tenendosi a stretto contatto con le padrone di casa, le rivierasche hanno tenuto duro sino al -4 del 15′. Un primo parziale interno per il 40-29 di fine secondo quarto, unito a un ulteriore break di una decina di lunghezze, ha rotto definitivamente l’equilibrio tra le due formazioni. Crema ha vissuto di rendita con la difesa a zona, spaccando in due i giochi rivieraschi e archiviando la pratica ben prima della sirena finale: con una Ljubenovic sicuramente non nella sua partita migliore di stagione, l’Interclub può comunque consolarsi con una buona prova collettiva sul profilo dell’impegno, con la consapevolezza che anche la miglior Muggia poco avrebbe potuto contro la coralità di gioco delle lombarde.

Per quanto riguarda l’avversaria che l’attende play-off, la compagine rivierasca trova quella S.Martino di Lupari battuta quindici giorni fa, che nell’ultimo turno di campionato si è sbarazzata di Milano con un perentorio +27 interno.


Tec-mar Crema-Interclub Muggia 77-49 (20-14, 40-29, 59-37)

Tec-mar Crema: Conti 4, Biasini 7, Capoferri 4, Sforza 1, Caccialanza 21, Losi 17, Cerri 8, Gibertini 2, Rizzi 4, Picotti 9. All. Giancarlo Giroldi

Interclub Muggia: Meola 2, Borroni 14, Primossi 2, Cumbat 9, Cergol 11, Castagna, Ljubenovic 4, Palliotto 7, Moratto, Rosin. All. Matija Jogan

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Una tranquilla trasferta di fine regular season, senza alcun tipo di pressione: averglielo detto a coach Matija Jogan e al suo staff solo qualche settimana fa…

Mentre la Muggia fuori dal parquet cerca contatti giusti e denari freschi per un futuro che continua ad apparire incerto (nella speranza che l’arrivo della primavera possa far fiorire qualche nuovo “bocciolo” dal punto di vista della tranquillità economica), quella in campo ha già raggiunto il proprio obiettivo di stagione. Anzi, ha tracimato andando a conquistarsi una serie di play-off che è il riconoscimento del lavoro profuso in palestra per tutti questi mesi, in un ambito dove lo sconforto avrebbe seriamente minato anche il più solido dei gruppi.

L’Interclub arriva alla post-season come una Cenerentola qualsiasi, pronta a divertirsi a suo modo contro squadre nettamente più forti sulla carta ma che qualcosa potrebbero patire a livello di entusiasmo: uno stato d’animo proprio della formazione rivierasca che è riuscita a centrare la méta e che, in qualunque modo finirà la propria stagione, può considerarsi soddisfatta di quanto (e tanto!) ottenuto con poche risorse in mano.

La trasferta di Crema, l’ultima della stagione regolare, ha dunque un sapore diverso rispetto a tutte le altre sinora disputate: l’Interclub l’affronta a cuor leggero, sapendo che nulla potrà toglierle il 9° posto in classifica, qualsiasi sarà il risultato al termine del match. Ecco allora che la partita contro la quarta in graduatoria, che invece dovrà vincere per tener lontana la Sernavimar Marghera con cui condivide i 30 punti sinora racimolati, si trasforma in una sfida gustosa per Muggia: una sorta di “prova generale di play-off” che servirà a Borroni e compagne per capire quanta fame c’è in ambito rivierasco.

Se l’appetito vien mangiando, l’Interclub non ha di certo problemi di digestione dopo quanto passato negli ultimi mesi: incontrare dunque una delle più belle realtà del girone Nord, con la Tec-mar che ha dimostato di meritare pienamente i piani alti della classifica, diventa un impegno estremamente stimolante nonostante la posta in palio non sia elevata per Muggia. Far bene anche in Lombardia dopo un filotto di tre vittorie di fila porterebbe tanta carica in più , in attesa di conoscere chi tra S.Martino di Lupari e Milano (che fatalmente si scontreranno nell’ultima di campionato, per la conquista definitiva del secondo posto) sarà la sua avversaria in post-season. Si tratta solamente di attendere, e sicuramente sarà la più dolce di tutte le attese di stagione.

Si gioca sabato 23 marzo alla palestra comunale “Cremonesi”, con palla a due alle 20.30.

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L’Interclub Muggia, grazie alla preziosa vittoria di sabato scorso contro la Virtus Cagliari, ha staccato il biglietto per i play-off promozione.

E’ possibile rivedere tutta la partita del PalAquilinia grazie alle riprese video realizzate da Antonio Giacomin di Fluido.it , assieme alla telecronaca di Alessandro Asta e coach Emiliano Milocco. A fine partita è poi esplosa la gioia negli spogliatoi rivieraschi, anch’essa immortalata dalle telecamere.

Buona visione!

1°quarto:

httpvh://www.youtube.com/watch?v=2Y0NmU9_FyU

 

2° quarto:

httpvh://www.youtube.com/watch?v=3QuNJTlq9Z8

 

3° quarto

httpvh://www.youtube.com/watch?v=BS9lRx5Kclk

 

4° quarto

httpvh://www.youtube.com/watch?v=TDjjX7Px56s

 

La festa post-partita, nello spogliatoio dell’Interclub Muggia

httpvh://www.youtube.com/watch?v=8MLpsZ0XRyc

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Fumate bianche a profusione e folla in giubilo: il PalAquilinia per una sera diventa una sorta di Città del Vaticano in miniatura in tempi di conclave, potendo gridare a pieni polmoni la propria gioia. Muggia, alla quale nessuno avrebbe dato un soldo bucato solo una manciata di settimane fa, si prende salvezza e play-off promozione in un sol colpo: l’Interclub trova infatti la terza vittoria di fila, sconfigge Cagliari per 67-56 e blinda matematicamente la 9° posizione, ultimo posto valido per garantirsi una post-season a cinque stelle.

C’è tanto cuore rivierasco anche in una partita bruttina come quella contro la Virtus: si è visto davvero poco bel basket sul parquet, difficilmente ci si ricorderà di un match del genere negli anni a venire. Eppure il retrogusto che rimane, alla fine dei quaranta minuti regolamentari, è quello di una gioia trattenuta in gola dopo mesi in cui tanto è girato storto, in un momento in cui francamente molto c’è ancora da fare per garantire che il futuro prossimo non cancelli pagine storiche che Matija Jogan, il suo staff e le sue ragazze continuano a scrivere senza sosta. Per ciò che sarà c’è ancora tempo, ma tutto ciò che invece racconta la realtà attuale è che Muggia ha dimostrato ancora una volta come certi obiettivi possono essere conquistati anche con semplici briciole, senza discorsi altisonanti. Alla fine, il vero segreto dell’Interclub in termine di basket giocato è tutto qui.

La partita è equilibrata già all’inizio di contesa: seppure l’Interclub tenti subito di dare qualche piccola scossetta alla gara (6-0 al 2′) c’è sempre qualche palla persa di troppo a non permettere alle padrone di casa di mettere in cassaforte un vantaggio più grande. La Virtus si riprende così subito, merito di una Carta “bombarola” dai 6 e 75 che permette alle sarde di chiudere a -2 il primo quarto: il buon momento ospite continua nei primi istanti della seconda frazione, sino al 18-22 che sveglia una Muggia brava a conquistarsi tante gite in lunetta e, con Primossi ispirata dalla distanza, a rimettersi col muso avanti (24-22). Da lì, sino alla pausa grande, i gap saranno risicatissimi da ambo le parti: è un’ispirata Cergol a contrastare il duo Rulli-Nicolini, con le rivierasche che arrivano a metà gara avanti di un punticino (29-28).

Qualcosa cambia nella ripresa: l’Interclub decide di accelerare i ritmi e, così facendo, si ritrova sul +7 in un batter d’ali. Cumbat si inventa 5 punti di fila, Borroni la segue in scia: il 37-30 dà fiducia alle padrone di casa, che vedranno mantenere l’inerzia in mano grazie a Ljubenovic schiaccia-sassi in pitturato e ancora a Cergol, dotata di mano fatata da lontano. Il 44-38 del 30′ non dà però le garanzie di vittorie che invece arrivano qualche minuto più tardi: Cagliari, falcidiata dai falli (perderà Rulli negli ultimi cinque minuti) crolla a 180 secondi dal termine. La tripla della capitana rivierasca mette 12 punti di vantaggio (60-48), l’anti-sportivo sanzionato nel finale a Saba chiude poi la porta a un eventuale ritorno di fiamma da parte delle sarde. E’ fatta per Muggia, lo champagne può essere stappato, senza timidezza alcuna.

Interclub Muggia-Virtus Cagliari 67-56 (18-16, 29-28, 44-38)

Interclub Muggia: Meola, Borroni 16, Primossi 13, Cumbat 5, Cergol 19, Ljubenovic 13, Palliotto, Moratto 1, Rosin n.e., Mezgec. All. Jogan.

Virtus Cagliari: Nicolini 13, Vargiu, Carta 19, Rulli 16, Mastio, Saba 2, De Gianni, Costa 6, Cavalieri n.e., Loi n.e.. All. Tola

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Siamo arrivati alle semifinali per sancire il vincitore del FB 2012/13…e chi si macchierà dell’onta della retrocessione!

GARA 1 PLAY-OFF (al meglio delle 3 partite)

dondon-chompo
romanowar-alvin 66

GARA 1 PLAY-OUT (al meglio delle 3 partite)

cucciolina-Maurizio72Ts
Mamo-Starlite

Termine ultimo per postare la formazione: sabato 16 marzo 2013, ore 20.30

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