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La rassegna stampa sandrina di giovedì 10 maggio 2018

LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI GIOVEDI’ 10 MAGGIO 2018

Da Il Piccolo di Trieste

Pecile: «La mia Alma è pronta
quanto lavoro per un sogno»
 
di Roberto Degrassi
 
Il momento, assicura, se lo sta gustando tutto, anche restando a guardare quelli che fino all’anno scorso erano compagni di squadra. Dal giorno del suo ritorno a Trieste ad adesso, Andrea Pecile – prima da giocatore, ora nelle vesti di dirigente – è stato testimone della crescita dell’Alma, da outsider mina vagante nei play-off a regina della stagione regolare e indiscutibilmente tra le massime pretendenti al grande salto.«In fondo, quando ho deciso di tornare a casa speravo di vivere tutto questo. Non l’avevo fatto certo per l’ingaggio ma per aiutare la squadra della mia città ad arrivare il più in alto possibile».
 
DOPO TREVIGLIO, MONTEGRANARO. «Siamo partiti nei play-off nel modo migliore. Il tabellone degli ottavi di finale ha proposto subito partite serie, contro una squadra in forma come Treviglio. E con quel successo in trasferta in gara3 abbiamo dimostrato di essere sul pezzo. Siamo pronti per combattere ancora in questi play-off, aspettiamo questo momento dall’inizio della stagione».
 
UN MOTORE A PIENI GIRI. «Non posso che essere fiducioso. Ci sono 12 giocatori senior da poter alternare, oltre a due under che potrebbero essere tranquillamente l’ottavo uomo in molte squadre di A2. Trieste è attrezzata per giocare ogni due giorni e arriva a questo appuntamento in condizioni fisiche super. E sapete perchè? Perché so quanto lavoro è stato fatto in questi anni per arrivare a questo punto».
 
RISCHI E CONTROMISURE. «Montegranaro è una bella squadra che arriva con lo stesso spirito di Treviglio: non ha niente da perdere perchè la pressione sarà su Trieste. Ma noi non abbiamo solo la voglia di vincere di una squadra, dietro c’è il cuore di una città. Rischi di sottovalutare l’impegno? Ma dai, di cosa stiamo parlando…Quanti play-off o partite delicate ha disputato gente come Cittadini, Cavaliero o Da Ros? Non esiste la possibilità che certi incontri vengano affrontati con leggerezza, soprattutto quando si arriva ai play-off».
 
CRESCITA E ALMA ARENA. «Stiamo facendo un lavoro enorme sotto tutti i punti di vista. Siamo tornati nelle scuole, le iniziative non mancano, è sempre più forte il legame tra l’Alma e Trieste. Sento parlare dappertutto di basket e con l’aumento della posta in gioco l’interesse e la passione aumenteranno di conseguenza. Città, tifosi, società, squadra, siamo tutti pronti per portarci a casa questo sogno. Il Palasport è pieno per gli impegni interni e accorrono a migliaia per seguire le dirette delle trasferte sul maxischermo. Lo farò anch’io, volete mettere guardare la partita a casa con qualche amico e poter invece condividere le emozioni con tanti altri tifosi…»
 
DA GIOCATORE A DIRIGENTE. «Cambia il ruolo ma non il legame con questi ragazzi. Daniele Cavaliero è uno dei miei più cari amici e fino a pochi mesi fa facevo parte anch’io di quello spogliatoio. Si continua a lavorare fianco a fianco, dall’ufficio mi affaccio sul parquet, vedo i ragazzi al lavoro, capisco quello che stanno provando in queste settimane. Non chiedetemi chi temo di più tra Bologna e Treviso. Rispondo solo che in tutte le squadre vedo pregi ma anche difetti e penso che dobbiamo occuparci solo di noi. Ho fiducia nel gruppo, c’è tanta qualità, non pensiamo agli altri. E poi, ricordiamoci che il fattore campo l’abbiamo noi…»
 
NOZZE E CAMP. «L’avevo anticipato l’anno scorso, chiedendo la mano di Giulia dopo la vittoria sulla Virtus. Nozze il 23 giugno, finiti i play-off. Una festa, quella del matrimonio, è assicurata, speriamo bene di farla doppia. E il giorno dopo le nozze, di nuovo all’Alma Arena per l’inizio del mio camp. Lo spirito è sempre quello del Trieste Tropics, cambia la sede grazie alla disponibilità di Gianluca Mauro e cambia anche il nome, “Sunshine Space Academy”, ispirandomi a “Space Jam”. Le adesioni per la prima settimana sono già sold out, siamo al lavoro per quella successiva. Confermate le guest star: Daniele, Ruzzier, Tonut, Candussi, Bossi. I soliti “muloni”. Ci saranno anche alcuni giocatori della Pallamano Trieste. Tornerà Enrico Ambrosetti, la sua storia l’altra estate ha toccato tutti i bambini partecipanti. Ormai è uno dei nostri. Inoltre, visto che in quei giorni sarà a Trieste la Nazionale per affrontare la Croazia, sto già brigando per qualche sorpresa tinta d’azzurro…Dal 9 luglio, però stacco dal basket e vado davvero in viaggio di nozze»
 
 
Domenica alle 18 sul parquet di casa il primo confronto con Montegranaro
Febbre da “quarti”, già venduti 2800 biglietti

di Lorenzo Gatto

 
Montegranaro nel mirino: è cominciato il conto alla rovescia in casa Alma con la gara-uno dei quarti di finale in programma domenica alle 18 che si fa sempre più vicina (gara2 si disputerà invece sempre a Trieste martedì con inizio alle 20.30).E la febbre è già tanta, visto che nel giro di appena due giorni sono già stati venduti 2800 biglietti. Una partenza davvero lanciata che lascia supporre uno splendido colpo d’occhio domenica pomeriggio.Tornando alla partita di domenica metterà di fronte Trieste reduce dal convincente 3-0 ottenuto a spese di Treviglio e la formazione marchigiana reduce dal meritato 3-1 inflitto a Biella. Serie nella quale Amoroso e compagni hanno dimostrato di saper vincere fuori casa rovesciando il fattore campo in un ambiente tradizionalmente caldo.
 
SITUAZIONE: Entrambe con la rosa al completo. Trieste può lavorare senza problemi particolari, lo stesso dicasi per l’XL Extralight che ha ritrovato Rivali dopo l’infortunio e sta gradatamente aumentando il minutaggio in campo del suo play titolare.
 
PREVENDITA: Partita martedi, punto di ritrovo sarà come sempre l’ingresso principale dell’Alma Arena con tre casse aperte fino a venerdì con orario continuato dalle 10 alle 19.30. Sabato si continuerà dalle 9 alle 12.30, domenica solita prevendita al botteghino con inizio alle 16. Vengono riproposti i mini abbonamenti a prezzo scontato per le prime due gare: tagliandi in vendita anche al Ticket Point di Corso Italia 6/c, presso l’agenzia Bagolandia di via San Marco e a Multimedia Radioattività di Campo Marzio.
 
GRIGLIA: Tabellone già completato nella parte alta con Fortitudo Consultinvest Bologna-Tezenis Verona e Novipiù Casale Monferrato-Gsa Apu Udine che si affrontano per guadagnare la semifinale. Trieste sfida Montegranaro mentre nell’altro quarto la De’Longhi Treviso affronterà Ferrara, che in gara 5 ha vinto a Scafati 90-79.
 
La gomitata di Musso
graziata dal giudice
 
Gara 4 ad altissima tensione al Pala Conad di Trapani per la sfida playoff fra la Lighthouse di Stefano Bossi e la Dè Longhi Treviso. Non è sicuramente nell’esito del match l’oggetto di cotanta elettricità, visto che la compagine veneta ha chiuso la serie con un perentorio 78-99, bensì in un episodio accaduto ad inizio seconda frazione fra Bernardo Musso e Marco Mollura. L’azione d’attacco siciliana si stava consumando con una palla persa di Jesse Perry, allorchè l’esterno italo/argentino Musso, lontano dalla palla, rifila una deliberata gomitata sul volto del malcapitato Mollura che cade malamente a terra. La terna arbitrale reputa il gesto come antisportivo e non passibile di espulsione diretta; solo la casualità ha fatto sì che il giocatore venga escluso dal match per somma di fischiate pesanti (tecnico e antisportivo). Il Presidente della società (e della LNP) Pietro Basciano ha twittato sui social il video dell’accaduto e, nonostante lo sdegno popolare, il giudice sportivo non ha ritenuto opportuno prendere decisioni in merito.
 
A Mantova la situazione da precaria si sta facendo drammatica: dopo l’uscita di Silvia Bellelli e Stefano Berni, anche il Presidente Marco Prandi è in procinto di defilarsi. Lo sponsor Dinamica sembra ridimensionare l’investimento, con probabile uscita dal CDA del proprio uomo, Andrea Ghiraldi. Il drastico assottigliamento del consiglio d’amministrazione addensa nuvole sugli Stings sempre più grigie, con l’Urania Milano (seconda squadra meneghina) interessata ai diritti, e non è l’unica. (r.b.)
 
Unione, tanti gol poco uti liagli antipodi del Südtirol
Nonostante il crollo degli ultimi mesi gli alabardati con 42 reti sono il quarto attacco
Ma la sorpresa è stata la squadra di Zanetti che per 10 volte si è imposta di misura
 
di Saverio Mirijello
 
Pur vagamente entusiasmanti, le prestazioni col freno a mano tirato dell’ultimo periodo non cancellano quanto di buono prodotto dell’Unione, almeno con la continuità offerta fino a metà febbraio (dopo il 2-1 interno all’Albinoleffe del 17/2, sono infatti seguite 11 partite col magro consuntivo di 10 punti). Una regola pratica, ribadita nella stagione regolare appena conclusa, è che con 3 punti in palio, dati alla mano, si possono dormire sonni più tranquilli qualora si badi a giocare senza puntare al pareggio per muovere comunque il passo: non son bastate 16 patte all’Unione per staccare un pass per i playoff, non sono stati sufficienti 17 pari (primato del girone) al pur coriaceo Teramo per evitare i playout col peggior Vicenza in assoluto nell’ultracentenaria storia del calcio biancorosso (mai i berici avevano concluso all’ultimo posto il campionato di 3.a serie).
 
Altro principio: si sa quanto valgono i gol realizzati, ma non si valorizzano abbastanza i gol evitati. In questo senso, il premio per la miglior strategia complessiva va al Sudtirol: ha guadagnato il 2.o posto caratterizzandosi come team che ha vinto 15 gare (seconda solo allo stellare Padova) col 9.o miglior attacco, incassando poco (28 gol: appena uno in più degli stellari euganei, che hanno chiuso con 8 punti sopra) e pareggiando 10 volte (12.a in tale specialità), ma soprattutto ha condotto in porto ben 16 partite su 34 con la rete inviolata: tra queste, ben 10 affermazioni ottenute di misura che sono state decisive per catapultare in alto la squadra di Zanetti. Terzo: segnare tanto serve senza alcun dubbio allo spettacolo, al palato dei tifosi che pagano il biglietto, e funge da utile spot per il calcio, ma non garantisce nulla, come purtroppo ben sa l’Unione appena arrivata al capolinea: 42 reti all’attivo, 4.o attacco del girone, soltanto 2 reti in meno della capolista. Un attacco tritasassi non può coprire tutte le magagne, nè una difesa impermeabile può da sola mettere pezze ovunque: a premiare di più sono l’equilibrio distribuito su tutti i reparti e le prove corali.
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Alma, prima della Supercoppa puoi essere serena

Mettiamola così: se il Memorial “Piera Pajetta” – ultima parentesi pre-stagionale prima della Supercoppa LNP – doveva dare un briciolo di conferme all’Alma, un concetto su tutti balza fuori dopo la “due giorni” friulana: la necessità da parte di Trieste di aver dovuto nuovamente ricorrere a una sorta di metamorfosi kafkiana per evitare un esaurimento nervoso, causa l’ennesima tegola sul fronte degli acciacchi (in questo caso, i soli cinque minuti scarsi sul parquet di Janelidze, a riposo forzato per qualche noia alla schiena). Alla fine della fiera, i giuliani escono dal rinnovato “Pala Carnera” con un terzo posto nel torneo e paradossalmente con la consapevolezza di aver ancora una volta stretto i denti senza praticamente mai perdere la bussola: anche così si può crescere di squadra, in barba ai problemi.

“BLACK FRIDAY” A METÀ Non è un caso che il “Pajetta” tinto di biancorosso possa essere trasversalmente diviso in due parti distinte: quella della sconfitta contro la Bondi di venerdì è sicuramente il lato più sbiadito del week-end di gare a Udine, con un’Alma che per quaranta minuti ha corso prevalentemente sulle uova, quasi col timore di non farsi ulteriormente male sul piano fisico e mai realmente capace di cambiare registro in ambito dell’inerzia. Da un Fernandez tornato a essere “umano” e a prendere fiato, non riuscendo di fatto ad orchestrare con la consueta perizia la squadra sul parquet, a un complessivo 33% di realizzazione dal campo che ha denotato la difficoltà di Trieste ad andare a canestro. E – nota curiosa, ma che delinea perfettamente lo stato di emergenza sul piano delle rotazioni – passando anche per un quintetto che definire sperimentale è poco: Prandin, Baldasso, Loschi, Green e Coronica (col capitano biancorosso a fare da “5”) tutti assieme appassionatamente nell’ultimo quarto, è una “configurazione” difficilmente ammirabile e ripetibile in futuro. Con il solo Cittadini a cantare e portare la croce in pitturato (peraltro molto bene, sia con Ferrara che con Forlì), era naturale non aspettarsi un basket-champagne. Ma c’è un punto a favore per i giuliani: l’aver retto l’urto in difesa contro Hall e soci, vincendo la lotta a rimbalzo e chiudendo la contesa con un +30 nella valutazione totale. Una magia? Niente affatto: si è visto tanto spirito di sacrificio che, al netto del match in chiaroscuro, può far brillare gli occhi dello staff tecnico. E tutto questo vale molto di più di una sconfitta di misura, patita peraltro solo nei secondi finali.

I SORRISI POST-FORLÌ Dai “dolori” alle piccole “gioie”: cambiare registro nel giro di 24 ore non è facile per nessuno, figuriamoci per una Trieste come quella attuale che senza Bowers e Da Ros perde parecchi punti di riferimento su entrambi i lati del campo. Eppure l’Alma, nel match di sabato sera contro l’Unieuro dell’ex DiLiegro (a proposito, il centro di Lexington ha messo a posto anche il tiro dalla lunga distanza, oltre alla consueta efficienza in semi-gancio…), fa rispuntare bello come il sole quel fuoco sacro di una squadra che ha tanto orgoglio innato nel proprio DNA. Badate bene: anche in questo caso siamo lontani dalle prestazioni migliori, ma i pezzi del puzzle sparpagliati contro Ferrara si sono uniti in un colpo solo: con Cavaliero che torna ad essere uno dei leader della squadra, assieme al “solito” Green che realizza 21 dei 23 punti negli ultimi venti minuti dopo aver sonnecchiato nel primo tempo e a un Bobo Prandin che – tra serpentine in penetrazione e la buona mano dalla lunga distanza – diventa un rebus per la poco attenta difesa forlivese, ecco come l’intera squadra biancorossa ritrova una piccolissima quadratura del cerchio. Con una chicca annessa: la “2-3 bulgara” in difesa che, seppure solo per qualche azione, può rappresentare qualcosa di assolutamente nuovo nelle logiche di squadra. E che magari un bel giorno potrebbe essere riproposta…

ROAD TO…ALMA ARENA Come va interpretata la prima, vera parentesi di stagione in Supercoppa nel prossimo fine settimana? Una ricetta c’è: quella di onorare la competizione senza la pressione di dover arrivare per forza di cose sino in fondo. Che tradotto non significa necessariamente prendere sottogamba la competizione, ma di vederla invece come una tappa importante di avvicinamento al campionato. Si va in campo sempre per vincere, è palese: ma nell’Alma odierna c’è anche la volontà di costruire l’identità giusta. E l’evento dei prossimi giorni diventa perfetto per scoprire cosa Trieste vuol fare da grande.

(da City Sport, lunedì 18 settembre 2017)

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E’ufficiale: Matteo Praticò continua l’avventura a fianco di coach Dalmasson

dalmasson_praticoTramite una nota sul sito ufficiale della società, la Pallacanestro Trieste 2004 ha da poco comunicato di avere raggiunto un accordo su base biennale con l’allenatore Matteo Praticò, che continuerà pertanto ad affiancare coach Eugenio Dalmasson nelle prossime due stagioni. Matteo, nato a Trieste 32 anni fa, è alla sesta stagione consecutiva sulla panchina biancorossa.

“Ringrazio il Presidente Mario Ghiacci per l’attestato di stima nei miei confronti e per lo sforzo profuso nel confermarmi in qualità di assistente allenatore” ha affermato Praticò. “Sono felicissimo di continuare la mia avventura in Pallacanestro Trieste 2004 a fianco di Eugenio: la società biancorossa ha da sempre rappresentato la mia prima scelta per il futuro, nonostante in queste settimane sia stato tentato dall’idea di provare qualche esperienza lontano da casa. Nell’immediato ci attende una sfida bella e stimolante, con un nuovo gruppo da costruire, fatto sempre di giovani e giovanissimi giocatori. Sono estremamente motivato e pronto a dare il massimo per la società della mia città, com’è sempre stato negli ultimi sei anni.”

“La nostra è una società che vuole fare crescere i giovani e non solo i giovani giocatori” è il commento del Presidente Mario Ghiacci: “Matteo è un giovane allenatore triestino che sta crescendo e che rappresenta al meglio il nostro progetto. Sono contento che abbia dimostrato di credere nelle nostre idee e che abbia voluto dare continuità insieme a noi all’ottimo lavoro svolto nelle passate stagioni”.

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Trieste pigia l’acceleratore nel secondo tempo, l’orgoglio della Givova non basta

La Pallacanestro Trieste 2004 festeggia il ritorno alla vittoria in campionato: dopo la battuta d’arresto di sette giorni or sono a Brescia, nel 23° turno di A2 Gold i giuliani si impongono tra le proprie mura amiche per 87-68 sulla Givova Flor Do Cafè Napoli. Dopo i primi venti minuti in cui la squadra allenata da Marco Calvani ha saputo tener testa ai padroni di casa, recuperando oltretutto un cospicuo svantaggio di punti, dal terzo quarto in poi i giuliani di coach Dalmasson hanno operato l’allungo decisivo che ha permesso di portare a casa la vittoria senza troppi patemi d’animo nel finale di gara.

Una tripla di Coronica inaugura la partita del “PalaTrieste”, successivamente Napoli trova un parzialino di 4-0 con Allegretti e Malaventura che le permette di mettere la testa avanti al 3′. I cinque punti messi a referto da parte di Candussi danno nuovamente il vantaggio alla compagine di casa sull’8-6, con Trieste che sembra poter mantenere l’inerzia in mano grazie al successivo break che la porta a “doppiare” gli ospiti al termine del quarto (22-11 sulla tripla segnata da Tonut). Una schiacciata di Brkic permette a Napoli di chiudere sul -9 il primo quarto, ma il buon momento biancorosso si mantiene tale sino al +15 confezionato dalla conclusione dalla lunghissima distanza di Prandin (32-17). Nel momento di maggior difficoltà, la Givova trova un’importante scossa che le consentirà di ricucire quasi del tutto lo strappo alla sirena di metà gara: con tre liberi segnati da Traini e un sottomano di Allegretti, Napoli ritorna prepotentemente in scia arrivando al -4 del 17′ (34-30): Trieste sbaglia molto in attacco e torna a segnare dopo parecchi minuti con una penetrazione vincente di Tonut, tuttavia i partenopei sono abili ad arrivare allo svantaggio minimo proprio allo scadere di secondo quarto, sul 38-37.

I padroni di casa tornano a prendere in mano le redini del match subito dopo l’intervallo lungo: un primo approccio di allungo biancorosso porta la firma di Carra e Grayson, precisi nell’ambito dei tiri pesanti (46-38). Con l’ulteriore salita sugli scudi di Holloway in attacco, che si esibisce anche in una prorompente schiacciata su rimbalzo offensivo (51-40 al 25′), Trieste diventa progressivamente padrona del parquet. Napoli fatica sia in attacco che in difesa, colpita ancora una volta da Grayson (cinque punti consecutivi per lui) e dall’ottima intesa tra Tonut e Holloway, che deliziano il pubblico del “PalaTrieste” con l’alley-oop del +26 che rappresenta il massimo vantaggio interno (66-40). Il lampo di orgoglio partenopeo arriva con Allegretti e Ganeto in dirittura d’arrivo di terzo quarto, ma sul -20 del 30′ il match è oramai incanalato in favore dei padroni di casa: nonostante il problema di falli (5 per Candussi a quasi otto minuti dalla fine, 4 a testa per Grayson e Marini), Trieste gestisce con sufficiente tranquillità l’ampia forbice di vantaggio, inserendo sul parquet anche i giovanissimi Matteo Norbedo e Michael Venturini negli ultimi 100 secondi di match.

Pallacanestro Trieste 2004 – Givova Flor Do Cafè Napoli 87-68 (22-13, 38-37, 69-49)

Pallacanestro Trieste 2004: Coronica 4 (0/1, 1/2), Fossati 8 (3/3), Norbedo 0 (0/2), Tonut 21 (3/9, 5/10), Venturini, Mastrangelo 2 (1/2, 0/2), Grayson 8 (1/3, 2/4), Candussi 11 (4/6, 1/2), Carra 9 (1/3, 2/5), Marini 6 (3/5), Holloway 13 (6/10), Prandin 5 (1/6, 1/1). All.Dalmasson

Tiri Liberi: 5/10 – Rimbalzi: 34 20+14 (Grayson 7) – Assist: 14 (Tonut 5) – Cinque Falli: Candussi

Givova Napoli: Malaventura 4 (2/3, 0/1), Bianco, Allegretti 19 (7/13, 1/3), Sabbatino 6 (1/2, 1/1), Traballesi 0 (0/1 da tre), Testa 0 (0/1), Ganeto 11 (5/9), Traini 16 (2/5, 1/3), Brkic 12 (5/9, 0/6). All.Calvani

Tiri Liberi: 15/18 – Rimbalzi: 39 26+13 (Allegretti 14) – Assist: 11 (Sabbatino 3)

Spettatori: 2700

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Veroli stecca al “PalaTrieste”, festa biancorossa nel “Basket Day”

La Pallacanestro Trieste 2004 conquista la sua prima vittoria stagionale nella serie A2 Gold 2014/15: all’interno del “Basket Day”, la formazione biancorossa si impone per 81-62 sul Basket Veroli. Gara di peso per la compagine allenata da coach Eugenio Dalmasson, abile a trovare i due punti grazie soprattutto a una prima parte di gara molto positiva sia in attacco che in difesa.

Con i primi quattro minuti all’insegna dell’equilibrio (7-7) Trieste dà un’iniziale accelerata sull’asse Tonut-Candussi-Holloway, producendo un parziale di 8-0 e il conseguente time-out richiesto dal coach ospite D’Arcangeli. Veroli si ridesta con una bomba di Grande e un libero segnato da Legion, tuttavia è la formazione di casa a mantenere l’inerzia in mano, favorita anche dalla tripla di Mastrangelo che trova il massimo vantaggio biancorosso di frazione proprio allo scadere della frazione iniziale. A +8 dopo i primi dieci minuti, Trieste continua a tenere le redini della gara anche nel secondo quarto, difendendo con tenacia sui ciociari e recuperando anche un paio di palloni preziosi: il gap di ritardo tra le due squadre si mantiene costantemente in doppia cifra tra l’11’ e il 15′, prima di un parziale di 6-0 ospite totalmente costruito da Legion (30-21 al 15′). E’ poi Holloway a rompere il mini-digiuno dei giuliani, con l’azione di 2+1 che spinge nuovamente avanti Trieste poi molto ben ispirata dalle penetrazioni vincenti di Tonut (+13 interno a 120” dalla pausa lunga): i ciociari tentano di rimanere in linea di galleggiamento con i centimetri di Wojciechowski in pitturato, tuttavia i biancorossi scappano ulteriormente via con due canestri di fila di Holloway e la palla rubata – con annesso appoggio vincente a tabellone – di Grayson (47-30).

L’inizio di terzo quarto sorride ancora a Trieste, forte del 5-0 di parziale che la sospinge anche a +22: i padroni di casa restano in controllo, con un prorompente Holloway a percuotere il canestro avversario con due schiacciate, prima di un ritorno di fiamma da parte di Veroli che, grazie ai liberi di Cucci e ai punti di Legion, arriva al 27′ sul 58-44. E’ Coronica a rompere il digiuno triestino con un 1/2 ai liberi, con i biancorossi poi abili ad aprire l’ultima frazione con un mini-break di 4-0 firmato da Tonut e Holloway. Sarà proprio questo parziale a spalancare le porte all’allungo decisivo per i giuliani, sospinti ancora una volta dal proprio duo americano: il vantaggio torna ad essere rassicurante negli ultimi minuti di contesa, chiusa poi con tranquillità da parte dei padroni di casa.

Pallacanestro Trieste 2004 – Basket Veroli 81-62 (22-14, 47-30, 59-47)

Pallacanestro Trieste 2004: Coronica 1, Fossati, Norbedo, Tonut 27, Venturini, Mastrangelo 5, Grayson 10, Candussi 6, Carra 4, Marini, Holloway 25, Prandin 3. All.Dalmasson

Basket Veroli: Grande 5, Forte, Legion 18, Radonjic, La Torre 7, Cacace, Bucarelli 3, Da Campo n.e., Cucci 7, Wojciechowski 9, Shaw 13. All.D’Arcangeli

(foto: Francesco Bruni – www.fotobruni.it)

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Trieste si arrende a Parenzo contro Novosibirsk: sabato presentazione e sfida contro Udine

A meno di 24 ore dall’amichevole giocata contro il Lokomotiv Kuban, la Pallacanestro Trieste 2004 è costretta alla sconfitta contro il Novosibirsk, formazione che milita nella Russian Super League: 85-77 il risultato finale a Parenzo in favore della compagine allenata da coach Pevnev, abile ad allungare nel primo quarto e a mantenere costantemente la testa avanti, sebbene nella seconda metà di gara i giuliani siano riusciti a riaprire il match e ad avvicinarsi sensibilmente agli avversari.

Il primo quarto è quello più problematico per i biancorossi: i russi, con grande aggressività e capacità nel riversarsi in contropiede, chiudono sul +15 i dieci minuti iniziali, mantenendo praticamente immutato il vantaggio anche nella seconda frazione. Successivamente Trieste stringe la rete difensiva e costruisce gradualmente un break positivo per tornare a contatto con Novosibirsk: i punti di Tonut (chiuderà con 27 totali all’attivo), Grayson e Carra permettono alla compagine di coach Dalmasson di arrivare a -4 al 30’, trovando il distacco minimo sul 72-70 a cinque minuti dalla fine. I russi chiudono però i conti grazie al tiro dalla lunga distanza, fissando il risultato finale sul +8 in proprio favore.

Sabato 27 settembre, dopo la presentazione ufficiale della squadra al Caffè Tommaseo (ore 11) è in programma un nuovo test amichevole per i giuliani, ospiti dell’Apu Gsa al “PalaBenedetti” di Udine: palla a due alle ore 18.30. 

Novosibirsk-Pallacanestro Trieste 2004 85-77 (28-13: 48-34; 66-62)

Novosibirsk: Pomogalov 15, Tokarev 11, Makeev 2, Novikov 4, Bolotskih 13, Konobeev 5, Podkolzin, Ionov 18, Anisimov 17. All. Pevnev.

Pallacanestro Trieste 2004: Coronica, Norbedo M. ne, Tonut 27, Mastrangelo 4, Norbedo G. ne, Grayson 20, Candussi 6, Carra 14, Marini 5, Holloway 1, Fossati. All. Dalmasson.

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Un “Rebel” alla corte giuliana: Trieste ufficializza l’ingaggio di Murphy Holloway

Pallacanestro Trieste 2004 ha scelto, dopo Issiah Grayson, il suo secondo giocatore statunitense per la prossima stagione di serie A2 Gold. La società biancorossa è infatti lieta di annunciare di aver raggiunto l’accordo che legherà l’atleta Murphy Holloway alla compagine giuliana.

Nato a Irmo nel South Carolina, cresciuto a Dutch Fork High School (28 PPG, 15 rimbalzi e 4 stoppate a partita, diventando il miglior realizzatore di tutti i tempi con 1.487 punti segnati), l’ala-forte di 201 cm classe 1990 ha alle spalle una solida esperienza collegiale all’università del Mississippi. In quattro anni passati con la maglia di Ole Miss, Holloway ha realizzato un totale di 1.476 punti nelle 132 partite disputate (11.2 a match, con una percentuale del 54% dal campo), inanellando una media di 27.8 minuti conditi da 8 rimbalzi, 1 assist e 1.4 recuperi ad allacciata di scarpe e terminando la propria carriera universitaria con una stagione da 14.5 PPG e 9.7 RPG a partita.

Sempre sul fronte statistico, l’atleta è inoltre entrato a far parte di alcune speciali “Top Ten” di merito con la stessa casacca dei Rebels: 2° posto in assoluto nelle palle recuperate, 8° posizione di sempre nelle percentuali di realizzazione dal campo e il 9° posto conquistato tra i migliori stoppatori in assoluto del college.

Nella passata stagione, la sua prima in Europa, Holloway ha iniziato la sua avventura nella 2° lega israeliana con i colori dell’Ironi Kiryat Ata, passando successivamente all’Hapoel Kfar-Saba con la quale ha disputato 14 partite, contraddistinte da una media di 21.6 PPG, 10.5 RPG, 54.9% di realizzazione dal campo, 2 palle rubate, 1.3 assist e 1 stoppata.

Una curiosità: Murphy Holloway, al termine della carriera universitaria, è stato scelto dai Baltimore Ravens durante il draft NFL 2013, collezionando anche una breve esperienza nel football americano, prima di riprendere la carriera con la palla a spicchi.

Giocatore mancino, dotato di eccellente atletismo e di grande presenza in area pitturata, l’atleta sarà uno delle punte di diamante di Pallacanestro Trieste 2004 per il prossimo campionato 2014/15: “Siamo riusciti a centrare uno dei nostri obiettivi di mercato, con la firma che è arrivata anche grazie alla collaborazione con il suo procuratore” dichiara il Presidente biancorosso Mario Ghiacci. “Holloway è un giocatore dotato di grande grinta, sul quale facciamo grande affidamento per la stagione che ci attende”.

“E’ un atleta che abbiamo scelto per l’energia con cui interpreta le partite su entrambi i lati del campo” è il commento di coach Eugenio Dalmasson: “Ci è da subito piaciuta l’intensità che mette sul parquet: essendo un giocatore molto dinamico e potente fisicamente, ha delle caratteristiche che bene si sposano con quelle degli altri lunghi a nostra disposizione. E’ decisamente un inserimento importante per il nostro team, un elemento oltretutto giovane che qui a Trieste ha tutte le carte in regola per poter migliorare ulteriormente”.

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Le speranze biancorosse si spengono ai tiri liberi: Trieste sconfitta a Brescia solo allo scadere

La Pallacanestro Trieste 2004 si arrende solamente a 2” dal termine sul parquet del ”PalaSanFilippo” di Brescia: la Centrale del Latte vince di misura per 81-79, in una gara che la squadra di Eugenio Dalmasson è riuscita a raddrizzare in corso d’opera, dopo una prima parte di match condotta con efficacia dai padroni di casa. I biancorossi hanno infatti recuperato man mano tutto lo svantaggio accumulato, contendendo poi la vittoria alla Leonessa sino alle battute finali: lo 0/2 di Diliegro dalla linea di tiro libero è poi risultato fatale ai giuliani, che hanno mancato l’aggancio ai padroni di casa proprio allo scadere dei tempi regolamentari.

L’ inizio di sfida sembra incoraggiante per la formazione triestina, che corre parecchio in avvio e va sino al +8 dopo due minuti (2-10). Brescia si rimette immediatamente in carreggiata, con un parziale di 12-0 targato Fultz e Loschi che regalano il primo vantaggio interno al 5′: la Centrale del Latte si dimostra in seguito offensivamente efficace, sia in pitturato che specialmente dalla lunga distanza (ben 5 triple segnate dai lombardi nel primo quarto), trascinata da un Giddens già positivo in apertura di match (l’americano chiuderà la sfida con 30 punti segnati). I biancorossi precipitano sul -12, riuscendo a limitare i danni nel finale di frazione con Wood ed Harris (28-20 al 10′).

I padroni di casa si mantengono quasi costantemente in doppia cifra di vantaggio nel secondo quarto: sebbene i giuliani riescano inizialmente a mettere qualche buon canestro con Ruzzier e Tonut, è la difesa biancorossa a essere il tallone d’Achille degli ospiti, con Loschi e Di Bella che permettono a Brescia di restare agevolmente con la testa avanti (37-27). Le due squadre si bloccano successivamente in attacco per qualche minuto: nonostante alcune occasioni fallite dalla linea di tiro libero, la Centrale del Latte allarga comunque il gap in proprio favore sino a 13 lunghezze di vantaggio. In chiusura di periodo, Trieste riesce solo ad accorciare parzialmente il divario con un’azione da tre punti, arrivando alla seconda sirena sul 45-33 in favore della Leonessa.

Alla ripresa del match, è Diliegro l’uomo in più per Trieste: i punti del nativo di Lexington, assieme a quelli di un redivivo Brandon Wood, riportano i giuliani sul -7. Brescia, ancora con un Giddens chirurgico da 9 punti nel terzo quarto, ricaccia indietro i triestini a -16 (59-43), tuttavia l’orgoglio dei giuliani si fa vedere qualche minuto più tardi, ancora con Brandon Wood. Con le realizzazioni dell’ex-Firenze, gli ospiti chiudono con soli cinque punti di distacco a fine terzo quarto (64-59) e, grazie a Candussi, pareggiano i conti sul 64-64 qualche minuto più tardi. La Centrale del Latte si riaccende con Maspero (7 punti di fila) e stacca nuovamente Trieste sul 71-65, ma i giuliani non demordono e tornano nuovamente in linea di galleggiamento, ancora con Wood e Candussi a rimettere le cose a posto (71-71 a quattro dal termine).

Si arriva a un finale punto a punto, con il fallo sistematico a essere il protagonista delle battute conclusive: la palla pesa nelle mani di chi affronta la linea della carità (2/4 per Di Bella, 1/2 di Carra), con Trieste che arriva ugualmente ad avere i tiri liberi per il tempo supplementare. A fil di sirena, Diliegro fallisce il primo, sbaglia di proposito il secondo ma il pallone viene catturato dalla difesa di casa, per l’81-79 finale che sancisce la vittoria in favore della formazione di coach Martelossi.

Centrale del Latte Brescia-Pallacanestro Trieste 2004 81-79 (28-20, 45-33, 64-59)

Centrale Latte Bs: Bushati 3, Slay 13 (3/6, 2/6), Rinaldi 7 (3/7), Loschi 12 (0/1, 3/5), Fultz 4 (2/2, 0/4), Di Bella 4 (1/2), Cuccarolo, Ray Giddens 30 (11/16, 2/3), Maspero 8 (2/2, 1/3) N.E.: Procacci. Allenatore: Martelossi

Tiri Liberi: 13/24 – Rimbalzi: 28 18+10 (Ray Giddens 9) – Assist: 18 (Ray Giddens 6) – Cinque Falli: Slay, Rinaldi
 

Pall. Trieste 2004: Fossati, Tonut 2 (1/2, 0/3), Harris 14 (5/11, 0/3), Ruzzier 3 (0/1, 1/1), Coronica 2 (1/2, 0/1), Diliegro 15 (5/10), Candussi 10 (2/5, 1/1), Carra 10 (1/2, 1/2), Wood 23 (8/16, 2/5) N.E.: Urbani. Allenatore: Dalmasson

Tiri Liberi: 18/26 – Rimbalzi: 39 22+17 (Diliegro 12) – Assist: 16 (Carra 5)

 

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Trieste alla seconda trasferta consecutiva: sfida nella tana della Leonessa Brescia

Sarà la Centrale del Latte Brescia, compagine che sta attraversando il momento forse più difficile e particolare di tutta la propria stagione, la squadra che affronterà la Pallacanestro Trieste 2004 nel 21° turno di Adecco Gold.

La sconfitta all’overtime contro Jesi, patita proprio nel turno infrasettimanale di giovedì scorso, aveva portato in casa Leonessa il temporaneo esonero di coach Alberto Martelossi: dopo un lungo faccia a faccia tra la presidente Graziella Bragaglio, l’allenatore e i giocatori, nella giornata di venerdì la società bresciana è tornata sui propri passi, confermando il tecnico friulano sino a fine stagione. Già sotto questi presupposti, il match di domenica al “PalaSanFilippo” non sarà una normale parentesi di campionato, in particolar modo per la Centrale del Latte: le 4 sconfitte nelle ultime 5 gare ha relegato Brescia al 9° posto in classifica con 20 punti, a -2 dalla zona play-off. Se si aggiunge che il campionato dei lombardi è stato sin qui tutt’altro che lineare e che la piazza si attende un ritorno di fiamma da parte dei propri giocatori, è dunque logico aspettarsi che la Leonessa arriverà caricata a mille al prossimo impegno di campionato, cercando di tornare alla vittoria proprio contro Trieste.

Con acquisti “di lusso fatti durante l’estate (basterebbero i nomi di Tamar Slay, 12.1 PPG, Fabio di Bella, 9.6 punti di media, e Robert Fultz a quota 10.6 ad allacciata di scarpa, per delineare quali siano gli obiettivi stagionali fissati la scorsa estate dalla Leonessa), la Centrale del Latte ha alzato il tasso tecnico di un team che la scorsa stagione era arrivato a un passo dalla serie A1. Il sogno sfumato in gara-5 di finale play-off ha spinto il sodalizio bresciano a confermare alcuni dei protagonisti della passata Legadue: tra tutti, l’americano J.R. Giddens(miglior marcatore di squadra con quasi 17 punti messi a referto per gara), una delle più pregiate ali del campionato.

Nella lista dei “già visti al PalaSanFilippo” troviamo anche l’ala Federico Loschi (classe 1985, 6.9 PPG), e il totem Gino Cuccarolo (centro di 221 cm, ’87), a cui si affianca in pitturato l’ex-Veroli Tommaso Rinaldi (quasi 10 punti segnati a partita); attenzione infine alla pericolosità offensiva di Franko Bushati, lo scorso anno a Scafati ma che aveva già vestito la maglia bresciana nelle stagioni precedenti. Chiudono il roster i giovani Alessandro Procacci (playmaker del 1994, con un passato in DNB a Castelfiorentino) e Giacomo Maspero (’92, ala proveniente da Treviglio).

All’andata la Centrale del Latte sbancò il PalaTrieste col risultato finale di 58-74: fu Di Bella il top-scorer bresciano con 15 punti, seguito da Rinaldi e Loschi con 12. Nella compagine giuliana, i migliori marcatori furono invece Will Harris e Francesco Candussi, entrambi a quota 16 punti.

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Biella attende Trieste nel turno infrasettimanale di stasera: l’identikit dell’Angelico

Cos’è che accomuna Trieste con Biella? Semplice: la volontà e l’esigenza di far crescere i propri giovani. Nel turno infrasettimanale di campionato di questa sera (palla a due alle ore 20.30), i biancorossi di Eugenio Dalmasson affrontano un’Angelico costruita durante l’estate quasi con gli stessi presupposti dei giuliani: poco “usato garantito” nella compagine allenata da Fabio Corbani e tante scommesse da far sbocciare nel tempo, per dare continuità a un processo di rinnovamento partito all’inizio di questa stagione dopo 12 anni consecutivi di serie A.

I piemontesi attualmente sono in striscia negativa da 4 turni (tre sconfitte in trasferta contro Veroli, Torino e Napoli, intervallate dal rovescio interno contro Capo D’Orlando), con una classifica di 20 punti in tutto che li vede appena sotto alla zona play-off. Ci sarà dunque estrema voglia di rivalsa in questo giovedì di campionato per Biella, in grado di piazzare sul parquet individualità importanti come quelle di Alan Voskuil (guardia da 17 punti abbondanti ad allacciata di scarpe) e Damian Hollis (15.1 PPG, con un eccellente 43.5% dalla lunga distanza per l’ala classe 1988, ex-compagno di squadra ad Albacomp del biancorosso Brandon Wood). Ma, come precedentemente detto, il cuore pulsante dell’Angelico è basato sulla linea verdissima dei propri italiani: togliendo l’esperienza del centro Luca Infante (’82, 7 PPG + 4 rimbalzi di media) e quella del play/guardia Simone Berti (’85), è una batteria di giovani e giovanissimi a dare grande energia al team piemontese. In particolare, sono tre i reduci dalla vittoria dell’Europeo Under 20 della scorsa estate, che vide protagonisti anche i nostri Michele Ruzzier e Stefano Tonut: Marco Laganà in cabina di regia (11.2 PPG), Eric Lombardi in ala (3.7 PPG) e Matteo Chillo in pitturato (5 punti e 3 rimbalzi a gara) fanno parte delle fondamenta su cui la Biella “formato Adecco Gold” è stata progettata.

Anche il resto dell’organico targato Angelico ha tanta gioventù da vendere: l’ex di turno Tommaso Raspino, ora capitano del team di Corbani (’89, il più delle volte in doppia cifra di realizzazione), la guardia Luca Murta (anch’esso classe 1989) e l’ala Niccolò de Vico (’94) completano il roster.

Nella gara di andata del “PalaTrieste”, giocata lo scorso 31 ottobre, finì 69-78 per i biellesi: fu Voskuil il top-scorer di serata con 21 punti, seguito dai biancorossi Tonut e Diliegro con 17 a testa.

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