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L’Interclub svela le proprie carte: doppia conferenza stampa in programma lunedì 15 luglio a Trieste e a Muggia

Doppio appuntamento sul fronte rivierasco per presentare la prossima stagione sportiva 2013/14: l’Interclub Muggia comunica infatti che nella giornata di lunedì 15 luglio p.v. sono in programma due distinte conferenze stampa, allo scopo di illustrare il progetto “FAI SQUADRA CON NOI” e nelle quali saranno presenti anche gli Sponsor che vi hanno aderito.

Il primo appuntamento è fissato alle ore 10.30 presso il ristorante “EXPO MITTELSCHOOL” di via S.Nicolò 5 a Trieste, mentre il secondo andrà in scena nella location dell’HOTEL LIDO  a Muggia, alle ore 17.00.

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Una 1° squadra unica per Interclub e SGT? I presidenti Bessi e Pastor aprono le porte al dialogo

Sì alla collaborazione, con idee chiare sugli obiettivi comuni da portare avanti nel corso del tempo: sia dal punto di vista economico che su quello dei risultati sul parquet. Nevio Bessi e Federico Pastor, presidenti rispettivamente dell’ Interclub Muggia e della Ginnastica Triestina, aprono le porte al dialogo per un’intesa ad ampio respiro.

Sono molti gli aspetti comuni che trasudano dal pensiero di entrambi, ma per un’unione di intenti è necessario essere fermamente allineati sulle linee-guida di come costituire una nuova realtà indipendente: partendo dal presupposto che, se si vuole agire nell’immediato, il tempo a disposizione non è molto, Muggia e Trieste sono disponibili a parlarne sopra. Con un obiettivo ben fisso: dare la giusta visibilità al movimento cestistico femminile e garantirsi un futuro con meno grattacapi possibili sul fronte finanziario.

Che sia davvero giunto il momento di un accordo costruttivo tra le due società? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

1) Presidente, sarebbe disponibile a creare in tempi brevi una prima squadra unica tra Interclub ed SGT?

2) Quali sono i termini per un eventuale accordo?

3) Secondo Lei, come dovrebbe chiamarsi questa nuova società?

4) La “base” societaria, a livello di direttivo, come prenderebbe questa decisione?

NEVIO BESSI, presidente dell’Interclub Muggia:

1) “C’è da parte nostra la disponibilità immediata di creare una sinergia, come per altro già abbozzata e discussa negli ultimi anni: Muggia ha dalla sua una A2 conquistata e mantenuta sul campo, un gruppo di giocatrici che ha già disputato questa serie e guide tecniche affidabili. Quindi, tutto quello che servirebbe per gettare le basi verso la costruzione di una prima squadra che possa puntare in alto.”

2) “E’ necessario creare una nuova società, con persone e ruoli ben definiti: fatto questo, risolvere i problemi “secondari” sarebbe sicuramente più semplice. Ad esempio, per quanto riguarda la scelta di dove giocare, credo che Aquilinia sarebbe una valida alternativa a un impianto ottimo come il PalaTrieste: ad ogni modo, l’importante è lavorare coesi assieme, per un obiettivo unico.”

3) “Anche sul discorso della denominazione non andremmo a mettere dei paletti: tralasciando “SGT” o “Interclub”, è indifferente come possa venir chiamata la squadra unica. Anche semplicemente “Trieste”, visto che facciamo tutti quanti parte della stessa provincia.”

4) “Ricollegandomi a quanto detto prima, da anni stiamo discutendo con SGT di questa idea di sinergia: al nostro interno siamo tutti d’accordo sull’unione delle forze. C’è la consapevolezza che una strada del genere sia l’unico modo per liberalizzare la prima squadra e dare l’indipendenza necessaria per costruire un futuro roseo. Fondamentale è che Trieste e Muggia, assieme alle istituzioni, pensino scrupolosamente al bene del basket femminile.”

FEDERICO PASTOR, presidente della Ginnastica Triestina

1) “Se la creazione di una nuova entità portasse a un obiettivo importante come quello di conquistare la massima serie, direi sicuramente sì. Se invece la fusione fosse destinata solamente a “vivacchiare” in una serie A2, credo che il tutto non sarebbe utile: sono dell’idea che una sinergia tra SGT e Interclub abbia ragion d’essere esclusivamente per puntare a campionati importanti.”

2) “Innanzitutto andrebbero subito chiariti gli impegni economici di entrambe le parti: sia Trieste che Muggia devono essere in grado di lavorare sugli stessi binari, allo scopo di sostenere un progetto così importante per l’intero movimento. Per quanto mi riguarda, posso portare le opportune conoscenze sotto forma di sponsor, ma è chiaro che una delle due realtà non può accollarsi da sola l’intero onere di come reperire i fondi.”

3) “La denominazione potrebbe essere tranquillamente “SGT-Interclub”, sia perchè indicherebbe la risultante della fusione di entrambe, ma soprattutto per salvaguardare la storia che contraddistingue ambo le società. In tal senso non va cancellato il passato glorioso che ci accomuna.

4) “All’interno di SGT c’è un pensiero comune che porta all’autonomia della sezione-basket rispetto alle altre discipline. Ciò significherebbe arrivare a una indipendenza finanziaria che sarebbe tutt’altro che anti-economica: un qualcosa che di fatto non procurerebbe ulteriori “mal di pancia” nella gestione globale della polisportiva e che sarebbe un notevole passo avanti per pianificare il futuro.”

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Interclub Muggia e SGT: unire le forze per un futuro roseo nel basket femminile?

Il più delle volte, il mondo della palla a spicchi a tinte rosa viene visto come una costola ben meno “nobile” di quello maschile, storicamente maggior catalizzatore di popolarità e audience, anche sul fronte degli investimenti ad esso riservato. Denari, appunto:  tutto ciò che attualmente manca alla stragrande maggioranza di chi costruisce squadre e manda avanti le società, con un occhio perennemente fisso sui bilanci e sui libri contabili.

La ristrettezza economica che sta attanagliando tutto il movimento sportivo non ha risparmiato nessuno: è proprio il basket, a Trieste e provincia, a essere diventato una sorta di cartina tornasole di quanto sia importante pianificare bene, al fine di costruire un futuro privo di burrasche. Non si può più scherzare col fuoco, essere virtuosi diventa un obbligo più che un’alternativa.

In questo scenario sono immerse anche l’Interclub Muggia e l’SGT Trieste: due realtà estremamente vicine geograficamente, ma spesso agli antipodi in fatto di comunione di intenti. La società rivierasca, negli ultimi anni, ha saputo mantenere una serie A2 con la forza del proprio gruppo, conquistando anche l’accesso ai play-off per la A1 nonostante tutti i campanelli d’allarme rumorosamente risuonati a livello economico. Sul fronte opposto, la Ginnastica Triestina ha scelto una linea verdissima per il proprio roster, con diverse atlete convocate nelle Nazionali juniores e con la possibilità (poi sfumata, non con poca amarezza) di approdare alla finale per  la scalata alla 2° serie nazionale.  

Muggia e Trieste, a bocce ferme, ora disegnano ciò che sarà il futuro:  ma, in momenti come questi, una riflessione più ad ampio respiro andrebbe condotta di pari passo. Senza mugugni di sottofondo, senza il rischio di pestarsi i calli a vicenda:  nel corso degli ultimi anni si è ipotizzato di creare un’entità unica, allo scopo di diventare il punto di riferimento assoluto per il movimento cestistico femminile della zona. Sono tanti i motivi per cui non se n’è più fatto nulla, tuttavia se l’obiettivo principale di entrambe è puntare in alto e (soprattutto) tenere lontani  gli “spettri” che potrebbero palesarsi in un prossimo futuro, unire le forze diventa la strada obbligata da seguire.  

Coltivare esclusivamente il proprio orticello, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, è uno sbaglio da evitare: è questo l’ambito giusto per sedersi attorno a un tavolo, allo scopo di fare un grande passo tutti assieme.

Temporeggiare ancora  potrebbe pericolosamente non portare da nessuna parte.

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La favola di Muggia si chiude in gara-2, S.Martino passa ad Aquilinia. Ma applausi scroscianti all’Interclub

Si chiude, con qualche lacrimuccia scesa a fine match, la corsa play-off e la stagione agonistica di Muggia: l’Interclub si arrende anche in gara-2 al Fila S.Martino di Lupari, ma lo fa nuovamente a testa altissima e con l’orgoglio che contraddistingue un team che ha lottato sino all’ultimo secondo per far sì che il sogno della “bella” si potesse materializzare.

Finisce 54-58 e forse, mai come in questa occasione, c’è tutta l’innata forza della squadra di Matija Jogan che trasuda al termine della contesa. Mai mollare la presa, nemmeno nelle difficoltà, tener sempre duro anche se chi hai davanti è un colosso, variabili anche quest’oggi messe abbondantemente in mostra. Muggia avrebbe potuto snobbare l’impegno, forte di una post-season conquistata a sorpresa, e lasciar passare stile-Telepass le avversarie: ma nemmeno nel match di Aquilinia le venete hanno avuto vita facile, così come era già accaduto in gara-1. Un bell’ esempio di come, da piccoli che si è, si può far parlare di sé nonostante una sconfitta: un leit-motiv durato tutta la stagione e che ha riconfermato come il cuore muggesano non abbia mai smesso di battere, nemmeno quando il cardiogramma sembrava indicare il contrario.

D’ora in avanti ci sarà modo e tempo per pianificare il futuro, a priori tutt’altro che roseo sotto il profilo economico. Ma, da chi ha vestito la casacca rivierasca in questa annata e da tutti coloro che hanno saputo mettere il proprio spirito e la propria forza interiore, arriva un segnale forte e inconfutabile: dalle difficoltà ci si può rialzare, dai momenti di sconforto ci si può fortificare. E se un manipolo di giocatrici, alcune di esse molto giovani, hanno saputo dimostrare questo, alla fine della fiera tutto può avere un epilogo fiabesco da “…E vissero felici e contenti”: nulla è davvero vietato, nei mesi che verranno. Con la speranza di non utilizzare l’inchiostro per un’eventuale parola “FINE” che nessuno si augura possa essere scritta, perchè la favola targata Interclub non merita un epilogo nefasto.

Sul fronte più squisitamente cestistico, è stata una partita assolutamente “rognosa”: sono stati parecchi i break e contro-break che si sono alternati sul parquet rivierasco nel corso dei quaranta minuti regolamentari. A volte si è visto poco bel gioco e tante palle perse, frutto anche di un metro arbitrale che ha lasciato correre in molte occasioni dove gli effettivi in campo chiedevano a gran voce un fischio che poi non è arrivato: Muggia, partita male (3-8) ha poi messo in mostra una grande Meola nel primo quarto, autrice dell’allungo sul +5 al 10′ (15-10); c’è stato tanto equilibrio anche nella seconda frazione, con le padrone di casa che vanno sino al 24-16, subito poi stoppate da una Granzotto velenosa in finale di quarto. In un amen il Fila si riprende l’inerzia in mano, portandosi in parità alla pausa lunga (25-25), ma trovando poi un brutto inizio di ripresa sul profilo del gioco: il team di Abignente va infatti sul -7, non riuscendo a fermare una tarantolata Cergol (32-25). Ci vorrà Aleotti prima e soprattutto Sandri poi a trovare l’acuto giusto per rimettere la testa avanti: sul vantaggio ritrovato dalle ospiti, l’Interclub non si fa intimorire e ha nuovamente in Cergol l’ arma vincente per chiudere avanti alla terza sirena (42-39).

Sino al 48 pari degli ultimi 4 minuti, la partita sembra non avere un chiaro padrone: S.Martino, da squadra forte ed esperta qual’è, riesce a sparecchiare la tavola definitivamente con il 7-0 di break di Granzotto e con la tripla letale di Cattapan dall‘angolo (48-55). L’Interclub, costantemente con due possessi di ritardo, le prova tutte in un finale infinito in cui si ritrova anche a -3 a pochi secondi dalla fine, ma è costretta a cedere a un Fila che riesce a gestire i pochi punticini di vantaggio: gioia sul fronte ospite, tantissimi applausi per le rivierasche al termine. Con quello striscione “Cercasi sponsor per continuare il sogno: grazie mule” che eleva all’ennesima potenza le emozioni e i tanti occhi lucidi di una domenica d’aprile che pochi potranno dimenticare. Perchè, quel sogno, sono in tanti ancora a volerlo cullare.

Interclub Muggia-Fila S.Martino di Lupari 54-58 (15-10, 25-25, 42-39)

Interclub Muggia: Meola 5, Borroni 11, Primossi 4, Cumbat 7, Cergol 14, Castagna n.e., Ljubenovic 7, Palliotto 6, Moratto, Rosin n.e.. All. Jogan

Fila S.Martino di Lupari: Pegoraro 6, Granzotto 12, Cattapan 4, Stoppa 4, Aleotti 6, Sandri 14, Jagodic 8, Carlan n.e., Sbrissa 4, Artuso n.e.. All. Abignente

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2° Memorial “Stefano Tramontin”, nella grande festa di Aquilinia si riconferma l’Apu Udine

Grande successo: in due parole si può descrivere la seconda edizione del Memorial “Stefano Tramontin”, tenutosi presso il palasport di Aquilinia nella giornata del 30 marzo 2013.

Una giornata dedicata a Stefano Tramontin, un ragazzo che ha lasciato un segno indelebile nel mondo della pallacanestro triestina tanto da dare ispirazione ad un torneo, organizzato dalla All In Sport A.S.D. in collaborazione con il Venezia Giulia Basket: quattro formazioni Under 15 che si sono date battaglia per tutto il giorno, mostrando un buonissimo spettacolo e poi il coronamento con la “partita del cuore” fra Tramon-Team, ovvero la squadra degli amici di Stefano, e gli “Amici di Rich”, un gruppo capitanato dalla stella americana Rich Laurel (nella foto di Antonio Barzelogna di Megabasket.it), che ha colto al volo la chiamata di una causa così nobile come il connubio fra sport, giovani e solidarietà (l’intero incasso è stato devoluto al CRO di Aviano).

Tante presenze, specialmente alla sera per la partita d’esibizione, ma è durante il giorno che si sono succeduti sul parquet i veri protagonisti dell’evento, cioè i giovani: nel torneo Under 15, semifinale combattuta fra squadre triestine, con i Salesiani che sono riusciti ad avere la meglio contro la combattiva Servolana guidata da Leonardo Mravic in panchina, con coach Cutazzo che ha volentieri lasciato la direzione al suo “delfino” seguendo i suoi ragazzi dalla tribuna. Il finale recita 51-62 per i Salesiani di Padovan, con Trivillin in evidenza.

Nel secondo match, invece, l’Apu Udine campione in carica ha dilagato contro i simpatici amici della Pallacanestro Motta ASD: dopo un primo tempo equilibrato, con i veneti che hanno mostrato piacevole gioco in contropiede ed in transizione, la fisicità degli udinesi ha avuto la meglio. Lacovig e Bertolin hanno fatto la differenza, mentre in casa Motta il volonteroso Baratella ha mostrato ottimi numeri in penetrazione: 102-58 il risultato.

Al pomeriggio, le finali: il terzo posto è andato proprio alla Pallacanestro Motta, che dopo aver passato trenta minuti ad inseguire una positiva Servolana, è riuscita a completare la rimonta. Un finale vibrante dei veneti, che hanno perso il leader Baratella per infortunio durante il primo periodo di gioco, ha beffato i servolani, superati per 50-54. La finalissima ha anch’essa animato il palasport rivierasco, con emozioni a non finire: i Salesiani Don Bosco sono stati lungamente in vantaggio, anche di quindici punti, contro l’Apu Udine. Le prestazioni al tiro di Bruni, Trivillin e Gregori sono state importanti, unite alla presenza di Marco Murabito, preziosissimo per coach Padovan e nominato MVP della manifestazione; l’Apu Udine, però, ha risolto anche questa volta la contesa grazie al pressing ed al sacrificio difensivo. Oltre ai punti di Lacovig, Bertolin e Marcuzzzi, fondamentale è stato l’apporto di Strizzolo, che dalla panchina ha portato una ventata d’energia che ha permesso a Udine il sorpasso in extremis, sul 69-72; il team udinese, dunque, si conferma campione per il secondo anno di fila.

Degna conclusione della serata, la partita d’esibizione fra Tramon-Team e “Amici di Rich”: tantissimi temi durante quaranta minuti davvero emozionanti. Dal duello generazionale fra Stefano e Alberto Tonut, alla presenza di ex Hurlingham come Riccardo Oeser, “Bubu” Klatowski, Rich Laurel ma anche personaggi triestini come Fortunati, Lorenzi, Bellina, Marco Porcelli figlio del mitico “Cola” o Andrea Bussani. Il tutto “mixato” con le giocate spettacolari di Stefano Crotta, i balzi di “Mike” Robba e Zurch in un’atmosfera davvero unica. Tutti uniti nel ricordo di Stefano Tramontin: e, per una volta, il risultato sul campo contava poco.

SEMIFINALI:

SERVOLANA – SALESIANI 51 – 62

Servolana: Paoletti 6, Cerne, Vigini 8, Madon 16, Deschmann 7, Ferrarese, Trento F., Panfili, Trento G., Liut 14. All. Mravic

Salesiani Don Bosco: Sbisà 5, Katalan 4, Gregori 8, Perentin 6, Gori 10, Larconelli, Bruni 5, Trivillin 13, Klancnik, Murabito 9. All. Padovan

Parziali: 9-17; 20-16; 15-11; 7-18

APU UDINE – PALL. MOTTA 102 – 58

Apu Udine: Bosso 2, Rosso 4, Strizzolo 8, Dose 7, Bruno 12, Di Bert 4, Lacovig 26, Bertolo, Bertolin 19, Marcuzzi 7, Bonassi 12. All. Pellos

Pallacanestro Motta ASD: Zordan 1, Daniel 6, Vendramini 4, Zuccheri 7, Fedrizzi 5, Granzotto, Tonon 9, Pase, Gobbo 2, Zoia, Baratella 18, Zandonà 6. All. Trevisiol

Parziali: 22-16; 23-20; 26-17; 31-5

FINALE TERZO/QUARTO POSTO

SERVOLANA – PALL. MOTTA 50-54

Servolana: Paoletti 7, Cerne, Vigini 12, Madon 13, Deschmann 2, Ferrarese 2, Trento F. , Panfili 4, Trento G. 2, 8. All. Mravic/Cutazzo

Pallacanestro Motta ASD: Zordan, Daniel 20, Vendramini 2, Zuccheri, Fedrizzi 2, Granzotto, Tonon 15, Pase 5, Gobbo 8, Zoia 2, Baratella, Zandonà. All. Trevisiol

Parziali: 18-11; 11-10; 15-16; 6-17

Arbitro: Tuntar di Trieste

FINALISSIMA

SALESIANI DON BOSCO – APU UDINE 69 – 72

Salesiani Don Bosco Trieste: Sbisà 6, Katalan 2, Gregori 14, Perentin 4, Gori 4, Larconelli, Bruni 17, Trivillin 11, Klancnik 2, Murabito 9. All. Padovan

Apu Udine: Bosso, Rosso, Strizzolo 8, Dose, Bruno 2, Di Bert 8, Lacovig 18, Bertollo, Bertolin 16, Marcuzzi 12, Bonassi 8. All. Pellos

Parziali: 25-17; 18-19; 12-22; 14-14

Arbitri: Galli e Accerboni

MEMORIAL GAME

TRAMONTEAM – AMICI DI RICH 72 – 83

TramonTeam: Totis 7, Tonut S. ne, Gasparo 2, Mravic 3, Robba 26, Zurch 5, Kalik, Bocciai 6, Manià, Debernardi 1, Crotta 22, Cigui. All. Benoli

Amici di Rich: Porcelli 4, Bortolot 17, Bussani 5, Richter 2, Bellina 11, Lamacchia, Prodan 4, Laurel 13, Lorenzi 12, Fortunati 8, Tonut A. All. Colusso

Parziali: 14-23; 18-22; 16-10; 24-28

Arbitri: Occhiuzzi e Roiaz

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“Aperitivo Sotto Canestro”, puntata formato-maxi con Roberto Ciriello della Servolana Trieste

Puntata “extra-large”, quella che ha visto come ospite Roberto Ciriello della Servolana Trieste.

Tanto basket giovanile, ma anche tanti approfondimenti su cosa ruota a livello di minors. Largo spazio anche all’Interclub, con le interviste post-conferenza stampa di venerdì scorso con Nerio Nesladek, sindaco di Muggia, e Nevio Bessi, neo-presidente del sodalizio rivierasco, nonchè l’approfondimento post-derby contro la Delser Udine con le interviste ad Annalisa Borroni (39 punti e career-high per la capitana) e a coach Matija Jogan.

Si parla, come sempre, anche di AcegasAps Trieste, di Jadran e di SGT.

Buona visione!

httpvh://www.youtube.com/watch?v=oLX_JgNbV4Q

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“Bum-Bum” Borroni ne fa 39, l’Interclub fa la voce grossa nel derby contro la Delser

39 cannonate “made-in-Borroni”. Ma anche 39 modi per dimostrare, con la giocatrice forse più rappresentativa del roster, che Muggia riesce ad andare al di sopra di tutto, difficoltà o crisi economiche che siano. L’Interclub fa suo il derby di ritorno contro Udine, vincendo nettamente per 73-57, e lo fa mettendo l’anima per quaranta minuti di fila, l’intelligenza necessaria per imporsi con personalità e una dose di “killer-istinct” a quantitativi industriali.

Il quarantello solamente sfiorato dalla capitana rivierasca (suo personale career-high) non deve però mettere in secondo piano quanto le muggesane hanno dato collettivamente nella sfida contro la Delser: nell’indiscusso miglior match di tutto il campionato, la formazione di Matija Jogan ha messo in campo il basket dei bei tempi, fatto di convinzione assoluta in fase difensiva e di abnegazione totale a 360 gradi. In un terzo quarto dove la diga di Udine ha cominciato a perdere pezzi, l’Interclub non si è fatta pregare, andando a colpire le friulane progressivamente finite fuori giri nell’ultima frazione, momento in cui le padrone di casa hanno saputo blindare il risultato in maniera assolutamente netta. Un segnale forte per l’Interclub, che ora vede sensibilmente più vicino il raggiungimento del decimo posto.

Si combatte colpo su colpo nei primi minuti di gara: Muggia dimostra di essere già in palla, la Delser risponde adeguatamente con una Zampieri assolutamente perfetta nel quarto iniziale. Mini-vantaggi da ambo le parti collimano nel +4 ospite al 10′ (15-19), break subito stroncato da Borroni che inizia a fare le prove generali di quella che sarà una prestazione da mille e una notte: l’Interclub è tutto meno che perfetta a metà della seconda frazione, quando cioè Udine trova il momento più alto della propria serata. Le rivierasche perdono palloni banali, permettendo allo Sporting Club di correre sino al 25-33, sulla tripla segnata da Vicenzotti: sarà proprio quel frangente a diventare il canto del cigno ospite, poichè da lì in avanti ci sarà solamente tanta, tantissima Muggia.

L’Interclub riesce dapprima a snellire il gap, chiudendo la metà gara sotto di due (31-33), poi a dare un primo colpo di coda al match grazie alla propria capitana: Borroni dimostra di avere il tritolo nelle vene, segnando da ogni lato, caricando di falli le dirette avversarie e costringendo coach Stibiel a chiamare diverse volte time-out. Sospinte dal fuoco sacro della propria numero 5, anche tutto il resto del roster trova ampio giovamento: Ljubenovic sposta gli equilbri sotto canestro, Primossi imbuca un paio di tiri frontali imporanti, Cergol si fa barba dell’influenza degli ultimi giorni per mettere cinque punti di fila nel finale di terzo quarto.

Il popolo di Aquilinia si stropiccia gli occhi sul +10 interno (51-41) e assiste a qualcosa di assolutamente incredibile nei minuti a seguire: Muggia sembra giocare sul velluto, mandando a gambe all’aria i piani della Delser, che ha nella sola Rossi un terminale offensivo affidabile. Sono infatti troppi i tiri che Udine si prende senza trovare nemmeno il ferro, dall’altra parte ancora le deflagrazioni di Borroni mandano in visibilio tutto l’ambiente rivierasco. La capitana scarica tutti il proprio repertorio di colpi a propria disposizione verso il canestro ospite, quasi senza pietà; le friulane non riescono a limitarne la forza nemmeno raddoppiando difensivamente: il 61-43 a sei dalla fine suona come la condanna per le ospiti, forse alla fine non troppo “affamate” quanto un’Interclub a tratti commovente per il feeling dimostrato tra le mura amiche. Un feeling che può portare lontano, dentro e fuori dal campo.

Interclub Muggia-Delser Udine 73-57 (15-19, 31-33, 51-41)

Interclub Muggia: Meola 1, Borroni 39, Primossi 11, Cumbat 5, Cergol 8, Castagna, Ljubenovic 8, Palliotto 1, Moratto, Rosin. All. Jogan

Delser Udine: Madonna 8, Rossi 17, Pozzecco 5, Clemente, Mio n.e., Vicenzotti 12, Ratti 6, Zampieri 9, Da Pozzo, De Biase. All. Stibiel

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Interclub, si dimette la presidente Zambiasi. Conferenza stampa indetta per venerdì 1° marzo

A seguito delle dimissioni della presidente Brunella Zambiasi, e dopo un incontro avvenuto negli scorsi giorni con l’Amministrazione comunale di Muggia, l’Interclub comunica la convocazione di una conferenza stampa congiunta assieme al Comune, allo scopo di illustrare le iniziative che verranno intraprese nell’immediato futuro per fronteggiare il difficile momento del sodalizio rivierasco.

Tale conferenza stampa avrà luogo nella giornata di Venerdì 1° Marzo p.v. alle ore 11.30, presso la Sala Millo in Piazza della Repubblica a Muggia.

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U14 Elite maschile, l’Interclub mette paura all’Azzurra

Che bella Interclub, quella uscita più che a testa alta dal confronto con la capolista Azzurra…e i 14 punti conclusivi sono addirittura frutto di un rilassamento dell’ultimo minuto, tamponato dal time-out chiamato prontamente da coach Birnberg.

Ma andiamo per ordine: l’inizio è ottimo per i colori muggesani, incisivi con Forza, Gola, Lavince e Maciotta nello scrivere il loro numero di maglia a referto. Il 20 a 15 è limpido nonostante l’approssimativo 6 su 15 dalla lunetta. Si intravede il “trend” della gara, caratterizzato da un fischio arbitrale puntuale su ogni contatto o infrazione che in qualche modo non consente l’aggressività, punto di forza delle squadre azzurre. Saranno 30 i falli complessivi della formazione di coach Perna, senza peraltro flessioni di rendimento vista la panchina lunga di cui dispongono gli ospiti. Per contro l’Interclub tiene una rara intensità di gioco offensiva e difensiva mentre combatte, avendo spesso la meglio, sulle palle vaganti. Il premio è nel risultato e nell’economia di gioco, cosa sicuramente appuntata nel taccuino di coach Romano Marini, presente sugli spalti in veste di osservatore salesiano.

Il 31 pari dell’intervallo fa riflettere sui potenziali 62 punti complessivi sui quali si potrebbe contenere una formazione abituata a bottini più consistenti, ma Demarchi non ci sta propiziando il 6 a zero lampo d’inizio terzo quarto e trascinando i suoi, assieme ad un ottimo Pecchiar ed al ritorno di Donda (che sigla i suoi primi punti al 27′ di gioco), verso l’11 a 27 della frazione, traendo peraltro profitto dall’imprecisione biancoblu (solo 5 su 18 dal campo nel periodo). Coach Birnberg e il vice Castellarin somministrano fiducia a piene mani nonostante il 42 a 58 parli chiaro. La presenza costante di Demarchi in campo testimonia la pericolosità latente dell’Interclub che affiora devastante a 3 minuti dalla fine con l’ennesima palla rubata di Fort e il possibile meno 7 (con una grande inerzia in mano) stoppato da un recupero in extremis di “ubiquo” Demarchi.

Si chiude con la soddisfazione di entrambe le parti, muggesana per la prova maiuscola che ha messo in evidente difficoltà la capolista e azzurrina per la conservazione dell’imbattibilità in vista dell’imminente recupero con la UBC. Sono due i recuperi infrasettimanali che attendono ora l’Interclub, martedì con l’ACLI San Daniele e giovedì a casa del BaskeTrieste.  Continuate così, ragazzi!

Interclub–Azzurra 65-79 (20-15, 11-16, 11-27, 23-21)

Interclub: Tonut 2, Visintini n.e., Forza 9, Gola 15, Fischer, Vattovaz, Maciotta 11, Bertocchi, Lavince 6, Fort 20, Maraspin, Mezgec 2. All. Birnberg- Castellarin.

Azzurra: Toscano 6, Bolle 2, Demarchi 30, Zinno 21, Diminich 2, Pecchiar 8, Milisavljevich, Buffolo, Donda 8, Scopaz, Agostini 2.. All. Perna.

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U15M Interclub Muggia, bene contro la Libertas

Buone notizie dagli U15 dell’Interclub, che sbancano il campo della Libertas

Alla palestra Vascotto va in scena l’ultima del girone d’andata: l’Interclub va a casa di una Libertas che sta nei piani alti e che ha l’occasione di affiancare i muggesani in classifica. L’inizio è al fulmicotone per l’Interclub con Nemanja Rakic particolarmente ispirato (8 p. nel quarto) e con un brillante Tommaso Corsi che propizia il 12 a 26… pur con le “gomme slick”…La reazione Libertas arriva, tosta: 23 a 26 poco prima del riposo con un Natali a pieni giri in attesa del miglior Liut. Arriva invece Pavan: il 39 a 33 in favore Libertas è ineccepibile ma non sembra preoccupare coach Luca Birnberg che lascia in campo il “piccolo” Davide Tonut ricevendo in cambio stoppata, recuperata e 2 punti, e non alza la voce con capitan Fabio Parente nel suo momento peggiore ma lo chiama a sé, gli sussurra qualcosa e gli assesta una “pacca” sul petto da far tremare un bue. Mai botta meglio assestata: il 41 a 52 arriva con due suoi “Jumpshot” nel cuore della zona ordinata da coach Savron ma che, di fatto, non chiudono la gara. Nella sarabanda finale, ogni squadra sembra avere l’occasione per spuntarla, ma si intuisce che il “Killer Istinct” non gioca questa partita. Liut porta i suoi al -2 quando l’Interclub regala palla a 12 secondi dalla fine, ma la Libertas non ci crede: ringrazia ma non arriva nemmeno al tiro dei supplementari, per la gioia biancoblu.

Sono ora due le squadre in vetta, Azzurra “B” e l’Interclub, con 4 punti di vantaggio sulle inseguitrici, per un girone di ritorno tutto da seguire. L’Interclub c’è, direbbe un noto telecronista, noi ne siamo fermamente convinti.

Libertas-Interclub 54-56 (12-18, 16-14, 11-10, 15-14)

LIBERTAS: Bagato, Concettini 2, Natali 11, Boschin, Pavan 19, Iasnig, Cherubini 8, Causo 2, Liut 12, Soave, Pepe. All. Savron.

INTERCLUB: Tonut 2, Gola 7, Corsi 11, Fucak, Scognamiglio 9, Franzese, Rakic 8, Parente 13, Lavince, Fort 6, Mezgec. All. Birnberg.

Renato Tonut

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