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Si avvicina la fine del ritiro in Slovenia per l’Unione Triestina 2012: sempre graditi ospiti dell’Hotel Riviera e del Gran Hotel Portorose, gli alabardati hanno affrontato quest’ oggi la terza giornata di preparazione oltre confine.

Al netto della grande soddisfazione di giocatori e staff per l’attesa conferma dell’ammissione al prossimo campionato di serie D (notizia arrivata a fine mattinata), la truppa di Maurizio Costantini non ha badato a spese sul fronte delle energie consumate:  sono state infatti due sedute importanti per l’Alabarda, sia sul profilo tecnico che su quello prettamente fisico. Nella prima parte della giornata è stato dato ampio spazio alla costruzione di gioco, con la circolazione di palla a essere uno degli aspetti su cui mister Costantini ha voluto catechizzare i suoi con massima attenzione.

Migliorare la rapidità dei tocchi di prima intenzione, sfruttare le spaziature e aumentare sensibilmente l’attenzione su ogni fraseggio in campo: questi i punti focali di quanto visto in mattinata sul sintetico di Fiesa, con una breve partitella di dieci minuti circa a chiudere la prima metà di preparazione giornaliera. Il pomeriggio è stato invece caratterizzato da un intenso lavoro di potenziamento, agli ordini del preparatore atletico Milos Tul: sono state quasi due le ore di attività fisica effettuata da parte della ventina di giocatori presenti.

L’Unione vivrà mercoledì gli ultimi scampoli di ritiro sulla riviera slovena, con allenamento al mattino e amichevole con la compagine locale del Piran in programma alle ore 18.00


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Primo, caldissimo giorno a Portorose per l’Unione Triestina 2012: dopo la mezza giornata di riposo concessa al gruppo, sul sintetico di Fiesa (poco distante dalla città di Pirano, sul campo che li ospiterà sino alla giornata di mercoledì) gli alabardati hanno “bagnato” l’inizio del ritiro sulla riviera slovena con una doppia seduta di allenamento.

Dopo il trasferimento nelle strutture dell’ Hotel Riviera e del Grand Hotel Portorose, che ospiteranno la Triestina nei quattro giorni di questo ritiro pre-campionato, subito grande e corroborante lavoro per la ventina di giocatori convocati da Maurizio Costantini. Sotto l’attenta supervisione da parte del preparatore atletico Milos Tul, il sole cocente non ha minimamente fermato la ripresa dell’ attività fisica da parte della compagine giuliana, che ha alternato l’iniziale risveglio muscolare a diverse fasi tecniche di attacco contro difesa, collimando poi con una partitella a metà campo e dedicandosi infine a circuiti di forza nella sessione pomeridiana.

Il mister alabardato ha chiesto maggior personalità a tutto il proprio collettivo, sin dalle prime fasi di giornata, in particolare agli elementi più giovani della rosa: tradotto, poco risparmio di energie, allo scopo di mettere maggior dose di benzina nelle gambe dei giocatori.

Si replica nella giornata di lunedì, con un ulteriore doppia seduta sul terreno di Fiesa.

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Una settimana or sono commentavamo, con un certo tipo di ottimismo misto a fiducia, come l’Alabarda potesse e dovesse fare più di un pensierino alla vetta della classifica del proprio girone di Eccellenza. E invece, in maniera abbastanza inaspettata, è arrivata forse la doccia più gelata di tutta la stagione: l’Unione, con la brutta sconfitta interna contro il San Daniele, resta a -2 dall’UFM e con una gara in meno da giocare, ma soprattuto perde l’ultimo treno buono per dar battaglia ai monfalconesi sino alla fine.

E’ mancato proprio tutto, al team di Maurizio Costantini, in una gara dove i presupposti iniziali erano ben altri: un rinnovato ottimismo dopo aver mangiucchiato un paio di punticini nel turno precedente alla diretta rivale di campionato per la vetta, prezzi assolutamente popolari per far tornare un buon pubblico allo stadio (nonostante la categoria tenga lontani i “tifosi occasionali”…) e una situazione-meteo che avrebbe fatto desistire i triestini dal popolare Barcola e dintorni. Tante variabili per fare del “Rocco” un terreno ostile al punto giusto. E invece la Triestina, con tanti buoni ingredienti a disposizione per preparare una pietanza succulenta riservata ai propri sostenitori, ha sbagliato incredibilmente le dosi, producendo troppo fumo e zero arrosto: in molti diranno a fine partita “le cose vanno sempre così, quando conta vincere”. In una frase come questa si riassume lo scoramento non solo per l’occasione gettata al vento, quanto per il modo con cui è avvenuta: è innegabile che il rovescio interno sia il frutto di tanti fattori, primo tra tutti quello di un peccato originale che la squadra di Costantini ha fatto fatica a cancellare. Tradotto, quello della continuità di rendimento.

Per vincere un campionato del genere, serve la costante brillantezza di prestazione: lo si era già visto con la Gemonese qualche settimana or sono e lo si è notato anche contro il San Daniele. Non è bastata una discreta prima parte di gara per aver ragione dei friulani, che con la rete segnata del provvisorio 0-1 si sono poi comportati davvero egregiamente in campo, chiudendo tutte le vie di fuga a un’Alabarda che si è innervosita troppo in corso d’opera, non riuscendo mai a sfondare il fortino eretto da mister Bortolussi e subendo il raddoppio al quarto d’ora della ripresa.

Aldilà della sconfitta, che di fatto pregiudica la rincorsa finale per la promozione diretta, sono gli aspetti di contorno a far riflettere: l’Unione in un colpo solo si è incredibilmente smarrita sul piano del gioco, alcuni singoli hanno dimostrato di non esserci con la testa e il mister in panchina non è riuscito a cambiare il trend al match in corso d’opera. Ma forse ciò che preoccupa di più è la mancanza di comunicazione in campo, intravista nell’ultimo turno: è possibile che questa Triestina non sia stata in grado di contenere la pressione psicologica che la gara si portava dietro? E’ questo un dilemma che, con preoccupazione, va spostato al futuro immediato: per tentare di salire in serie D, i play-off ormai sempre più certi (anche perchè l’Azzanese, terza in classifica a -10, sembra ormai non in grado di agganciare gli alabardati) diventano un appuntamento obbligato. Conterà arrivarci con spirito rinnovato, ma soprattutto giocando da grande squadra: cosa che, purtroppo, col San Daniele non si è vista minimamente.

 

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Crederci fino alla fine non costa nulla, ancor di più se le distanze si sono nuovamente assottigliate. Per la Triestina, dopo il mezzo passo falso di Gemona, la rotonda e netta vittoria di Cervignano riporta l’Alabarda nuovamente a un tiro di schioppo dallU.F.M., bloccato in casa dal Lumignacco e ora nuovamente (e solo) a due lunghezze di vantaggio sull’Unione.

A cinque giornate dal termine tutto può ancora succedere: certo, il Monfalcone è ancora lì davanti, ma questo campionato di Eccellenza ha fatto capire come i giochi, con buona probabilità, si chiuderanno in ultimissima battuta. Entrambe le contendenti dovranno riposare e sarà l’U.F.M. di Zoratti a fermarsi per prima, proprio domenica prossima: la squadra di Costantini (che, tra le altre cose, festeggia in questi giorni il compleanno…dunque auguri!), dopo molte settimane, tornerà invece a calcare il campo del “Rocco” (oltretutto rifatto completamente per ospitare il Cagliari, e ci si chiede cosa sarebbe stato il manto erboso dell’impianto di Valmaura, senza la risistemazione…un campo di patate al centro di entrambe le aree di rigore, come apparso un mesetto fa?), incontrando quel San Daniele del “nemico” Fantinel ormai estromesso dalla lotta promozione.

L’imperativo principale è vincere per innanzitutto i superare i cantierini, pensando poi a fare più punti possibili anche nelle successive 3 gare rimanenti (Cjarlins Muzane e Azzanese in trasferta, in mezzo l’ultima in casa contro la Virtus Corno). Se così sarà, obiettivo sicuramente non facile, tutto l’interesse si sposterà giocoforza a quella che sarà l’ultimo turno del girone: Triestina ferma per il turno di riposo e U.F.M. impegnato in trasferta sul campo del San Luigi. Il che, romanticamente parlando, se il discorso 1° posto non fosse ancora stato deciso, già ipoteticamente proietta i pensieri verso una sfida stellare che potrebbe tranquillamente concentrare gli interessi di tutti, triestini e bisiachi.

Difficile fare previsioni su chi sia maggiormente candidato a salire direttamente in D: di certo, pur con quel paio di punticini in più, il Monfalcone è costretto anch’esso a vincere praticamente sempre (oltre alla sopraccitata gara, i cantierini avranno poi Fontanafredda e Lignano tra le mura amiche, oltre all’I.S.M. Gradisca) per non correre il rischio di guardarsi indietro e farsi raggiungere sul filo di lana dall’Alabarda. Ecco che allora tutto si sposta su un concetto-chiave: mantenere intatta la concentrazione sino al termine diventa fondamentale. Giocando di rincorsa, per la Triestina la cosa diventa relativamente più semplice, poichè in certi casi l’arrembaggio alla vetta rischia di logorare mentalmente di meno rispetto a chi deve difendere il gruzzoletto di quel vantaggio ancora intatto.

Di fatto, un campionato così “esaltante” e incerto non se lo sarebbe immaginato nessuno: il tutto alla faccia dei malpensanti delle “minors” del calcio dilettantistico.

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