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Pallacanestro Trieste 2004, aperta la campagna abbonamenti con alcune sorprese per i più veloci

Si è aperta ieri mattina la campagna abbonamenti 2013/14 della Pallacanestro Trieste 2004: chi si è recato già di buon ora alle biglietterie del Ticket Point di Corso Italia 6/C si è ritrovato tra le mani non solo la tessera che gli permetterà di seguire il team biancorosso nella prossima stagione di LegaDue Gold, ma anche una gradevole sorpresa “last-minute”.

Infatti, ai primi 3 abbonati, la società ha deciso di regalare altrettanti inviti alla cena di Natale della squadra: i signori Eugenio Petz (immortalato nella foto di Francesco Bruni), Giorgio Petz e Tullio Kauzk avranno dunque la possibilità di essere al fianco dei giocatori biancorossi non solo sugli spalti ma, almeno per una volta, anche a tavola.

Anche per il quarto, il quinto e il sesto abbonato è stato riservato un piccolo cadeau: grazie infatti a FotoBruni, Gabriella Spazzapan, Adelio Puissa e Claudio Tiribelli riceveranno in omaggio una foto con ingrandimento assieme al loro giocatore preferito della Pallacanestro Trieste 2004.

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Per la Pallacanestro Trieste 2004 un altro americano in prova, l’ala forte Kellen Thornton

La Pallacanestro Trieste 2004 rende noto che, nella tarda mattinata di sabato 31 agosto, arriverà da Chicago il giocatore americano Kellen Thornton per un periodo di prova di 10 giorni.

L’atleta, ala-forte di 202 cm nato nel 1988 e proveniente dalla formazione NCAA di Tennessee State, nell’ultima stagione con la maglia dei Tigers ha realizzato una media di 15.8 punti a partita con il 56% da due e il 33% dalla lunga distanza, conquistando 8 rimbalzi in 32 minuti di utilizzo per gara.

Thornton sosterrà il primo allenamento in maglia biancorossa nella mattinata di domenica 1° settembre.

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Anche il capitano resta in biancorosso: Marco Carra prolunga con Trieste

Un’ altra importante riconferma viene ufficializzata dalla Pallacanestro Trieste 2004: la società è infatti lieta di annunciare che nella giornata odierna è stato raggiunto l’accordo con il capitano Marco Carra, che così prolunga il proprio rapporto con la squadra giuliana.

Carra, playmaker di 185 cm classe 1980 e nativo di Reggio Emilia, ha già vestito la maglia biancorossa nelle due stagioni precedenti: in particolare, nell’ultima annata di Legadue, Marco ha collezionato una media di 9,4 punti segnati in 25 minuti di utilizzo, con un eccellente 87% dalla linea di tiro libero.

Giocatore di grande esperienza e legatissimo a Trieste a tal punto da essersi ormai stabilito in pianta stabile in città assieme alla moglie Katarina, il capitano biancorosso continuerà ad essere uno dei punti di riferimento di coach Eugenio Dalmasson: Marco Carra tornerà dunque a vestire la maglia biancorossa anche nel prossimo campionato di Legadue Gold, con un’opzione di rinnovo per la stagione 2014/15 già sottoscritto tra il giocatore e la società.

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Mastrangelo rinnova con Trieste: accordo biennale

La Pallacanestro Trieste 2004 è lieta di comunicare ufficialmente il prolungamento del contratto con Daniele Mastrangelo.

Il giocatore, classe 1991 e nativo di Gemona del Friuli (ma triestino di adozione), è approdato in maglia biancorossa nella stagione 2011/12. Nell’ultimo campionato di Legadue, Mastrangelo ha disputato 25 partite, giocando in media 16 minuti con 5 punti segnati e il 64% di realizzazione da due.

La società biancorossa e la guardia hanno sottoscritto un nuovo accordo biennale che li vedrà ancora insieme fino a giugno 2015.

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Stefano Tonut “blindato” da Trieste: altri due anni in maglia biancorossa

La Pallacanestro Trieste 2004 è lieta di annunciare che è stato raggiunto l’accordo con il giocatore Stefano Tonut per il prolungamento del rapporto con la squadra giuliana.

Tonut, che è stato tra i protagonisti degli Europei Under 20 in Estonia dove la Nazionale di Pino Sacripanti ha vinto la medaglia d’oro continentale, indosserà la maglia biancorossa per altri due anni con reciproca soddisfazione sia da parte del giocatore che della società.

 

 

 

 

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Pallacanestro Trieste 2004, la serietà d’intenti è l’imperativo per pensare al futuro

Gli ultimi mesi, sul fronte Pallacanestro Trieste 2004,  potrebbero essere dipinti tramite le colorazioni di fantozziana memoria:  dal mix tra il “viola addobbo funebre e il “blu tenebra” che pareva incanalare tutto verso una chiusura traumatica del grande basket in città (data oltretutto l’impossibilità societaria di raccogliere denari freschi per poter pensare con tranquillità al futuro), si è passati a tinte decisamente più tenui e gradevoli alla vista.

Diciamoci la verità: se il popolo biancorosso rivedrà nuovamente la LegaDue è solo grazie a quelle abbondanti 1.200 tessere prelazionate da chi ha visto nell’inizativa spontanea dei tifosi l’unica àncora di salvezza tangibile su cui potersi aggrappare. Detto dal sottoscritto, quale uno dei promotori che si è prodigato nell’imbastire e via via modellare le attività di contorno, potrebbe risultare un classico esempio di ulteriore “spam” su quanto già sottolineato nelle scorse settimane, nonchè la voglia di continuare ad auto-incensarsi per l’obiettivo raggiunto. Ma è altrettanto palese come il duro lavoro porta a risultati insperati, specie se fatto con raziocinio, costruttività e voglia di mettersi personalmente in discussione: ecco, è forse questo il nocciolo di come un problema può essere risolto con estrema umiltà di intenti. E’ mai possibile che 5 bistrattati personaggi abbiano potuto far breccia nelle tasche e nei portafogli altrui (immagine poco romantica, ma tutto sommato calzante), semplicemente grazie a una credibilità di perfetti sconosciuti che mettono la propria faccia davanti a un problema per risolverlo, anzichè dribblarlo?

Di certo, “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste” ha provveduto a fare giurisprudenza in due ambiti distinti: il primo, che un’idea può essere perseguita solo se sono poi in tanti a poterla cavalcare e farla propria; la seconda, che è relativamente semplice creare entusiasmo se sei in grado di convogliare attorno a te l’interesse verso un qualcosa di estremamente importante per questo sport: la sopravvivenza. Soprattutto perchè quei 120 mila Euro raccolti rappresentano proprio il poter tirare avanti per la Pallacanestro Trieste 2004, in attesa di nuovi scenari futuri: però quelli “sporchi” 120 mila rappresentano unicamente l’inizio di una nuova sfida per la piazza biancorossa, ed è su questo che ora si dovrà lavorare con logica e costrutto, al fine di non arrivare un domani nuovamente con l’acqua alla gola.

Il mese di luglio sarà quello della verità: chi saranno i nuovi soci? Chi guiderà la compagine societaria? Chi entrerà e chi uscirà? Chi saranno i volti che comporranno il roster 2013/14? Domande su cui, negli ultimi giorni, è in atto una vera e propria “caccia al gossip” che rischia quasi di tracimare in una sorta di speculazione: di nomi se ne son fatti parecchi, ma in questa fase non ci concentreremo sui possibili Mister-X, quanto su un concetto chiaro. Trieste ha rischiato di sparire, la Provvidenza sotto forma di abbonamenti anticipati ha salvato capre e cavoli: chiunque si siederà nella stanza dei bottoni giuliana, dovrà avere perfettamente in testa che un simile rischio non dovrà essere ripetuto.

L’ “effetto-placebo” dell’iniziativa spontanea, che tanta positività ha portato in un ambiente derelitto e confuso, potrebbe esaurirsi ben prima della prima palla a due del prossimo campionato, se non ci sarà freschezza di programmi a medio termine e se soprattutto non si andrà ad accrescere la popolarità, vero tallone d’Achille da curare nel minor tempo possibile:  basta dunque con le “guerre tra poveri” e con i silenzi roboanti che hanno portato la palla a spicchi biancorossa sull’orlo del precipizio. E’ tempo di costruire, non più di disfare la matassa: i tifosi, quelli veri, non vogliono e non possono più aspettare.

 

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“Un abbonamento per salvare il basket a Trieste”, stop alle sottoscrizioni: più di 1200 le prelazioni staccate. E ora l’attesa

1.233 tessere prelazionate. Più di 123 mila Euro raccolti al “buio”, tramite il supporto di tanti fedelissimi che hanno creduto in un progetto tanto semplice quanto alla portata di molti: “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste” chiude i battenti dopo una trentina di giorni dal battesimo dell’iniziativa e ora, con un tesoretto cospicuo, attende che il cielo sopra l’AcegasAps si schiarisca definitivamente a livello societario per poter alzare o meno la braccia al cielo, in segno di vittoria.

Anche se è ancora prematuro fare le considerazioni finali (e i promotori sono stati sufficientemente chiari nelle ultime ore, affermando che solo nei prossimi giorni,  e con una situazione globale ben chiara, si potrà fare il punto riassuntivo definitivo), con la diffusione dei primi dati ufficiali è possibile però spendere un paio di parole su alcuni degli aspetti che hanno contraddistinto la raccolta promossa dai tifosi biancorossi. Innanzitutto, va sottolineato come molti appassionati abbiano abbracciato con entusiasmo il voler (e poter) far quel qualcosa tanto sponsorizzato dagli ideatori dell’iniziativa: sin dal primo giorno disponibile, il quintetto Biloslavo-Tamaro-Asta-Lupo-Gutty ha voluto infatti sensibilizzare l’opinione pubblica sportiva sulla possibilità di effettuare una sorta di “scelta col cuore”. E tale scelta è stata fatta da chi realmente e fortemente ha creduto da subito nel progetto presentato a fine maggio, sia sottoscrivendo prelazioni che aiutando gli organizzatori a distribuire volantini o semplicemente a spargere la voce: è questa l’immagine di una parte della Trieste sportiva che non si è adagiata nel dolce far nulla, come il lassismo della città ci aveva abituato e quasi imposto in passato, sapendo invece cavalcare con la giusta dinamica una piccola nobilissima causa, quella di poter salvare con le proprie mani una società che pericolosamente (e inopinatamente) si era avvicinata alla vendita del diritto sportivo.

In seconda battuta, va ricordata la vitalità di alcune realtà economiche piccole e grandi a supporto dell’iniziativa: saremmo estremamente  impopolari nel parlare solo di Generali e del loro importante contributo a livello di prelazioni staccate (ben 350), perchè l’anima pulsante è fatta anche da distributori di benzina, organizzatori di tornei sportivi e associazioni varie. Anche su questo punto, il capoluogo giuliano ha dato un paio di segnali incoraggianti, senza trincerarsi dietro a stranni e ingiustificati deterrenti: ognuno di questi soggetti, nel proprio piccolo, hanno avuto la consapevolezza che valeva la pena provare a mettere un piccolo mattoncino, l’averlo fatto a scatola chiusa per essi è certamente un motivo di orgoglio.

E chi invece ha girato i tacchi e non ha voluto essere tra quei 1200? Di sicuro ha perduto una possibilità importante, punto e stop. Per il momento non ci fermeremo a ribadirne i motivi e le cause, poichè di fatto tali variabili non aggiungono valore aggiunto al risultato finale. Ma è anche vero come più di  qualcuno non abbia voluto guardare oltre al proprio naso, forse osteggiando senza riflettere l’opportunità fornita loro. Per fortuna, la divina Provvidenza ha voluto che molti degli “scettici” abbiano visto una piccola luce in fondo al tunnel, specialmente nel periodo finale delle sottoscrizioni: i numeri che crescevano, seppure con una costante ma dinamica lentezza, hanno convinto una piccolaparte degli iniziali detrattori a rivedere la propria posizione, dando così una sferzata all’insù delle cifre finali. L’aver convinto chi non lo era affatto è di per sè già un piccolo successo che i promotori potranno orgogliosamente mettere in un angolino del proprio cuore.

Ciò che conta, alla fine della fiera, sono i dati numerici: certamente chi ha ideato l’iniziativa ora non vuole nascondere la testa sotto la sabbia, nel constatare che degli auspicati 2.500 abbonamenti anticipati se ne siano staccati pressappoco la metà. Se tutto ciò in prima battuta porterebbe meramente a considerare fallito l’obiettivo principale dell’iniziativa stessa, sull’altro fronte è un risultato che fa della propria importanza uno dei tasselli quasi imprescindibili per poter vedere la Legadue il prossimo autunno: tutte le decisioni del caso, ovvero se restituire tutti i soldini ai legittimi proprietari o mantenerli perchè sufficienti per l’iscrizione alla futura stagione, verranno prese nei prossimi giorni nel momento in cui tutto sarà definitivamente più chiaro sul lato societario.

La palla ora passa a tutti gli altri (e “alti”) interlocutori, rappresentati dai vertici della Pallacanestro Trieste 2004 (con eventuali nuovi soci pronti a entrare?) e dal sindaco Roberto Cosolini, con quest’ultimo che nel corso dell’ultimo mese ha messo molto del suo per evitare che la saracinesca fosse irreversibilmente calata in casa AcegasAps: poche ore ci separano da un “Fail” oppure da un “Epic Win” per il futuro della palla a spicchi biancorossa. Di certo, per l’impegno profuso da chi in una tiepida serata di maggio ha deciso di rimboccarsi le maniche per salvare il basket che conta, il lieto fine è un elemento che in molti meriterebbero di poter assaporare.

 

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“Un abbonamento per salvare il basket a Trieste”, ulteriore proroga sino al 30 giugno

Grazie anche all’aiuto proveniente da Generali, RadioTaxi e altre realtà economiche della zona, la campagna “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste” veleggia spedita verso quota 1.200 tessere sottoscritte in anticipo: dopo le nuove 200 prenotate dalla compagnia del Leone, la Pallacanestro Trieste 2004, in accordo con l’amministrazione comunale e i promotori dell’iniziativa, ha deciso di prorogare il termine di chiusura ulteriormente. La campagna chiuderà pertanto il 30 giugno.

La società ricorda inoltre ai propri sostenitori possessori di tessere numerate di tribuna Gold e “A”, che sarà possibile avere diritto al proprio seggiolino numerato durante la vera e propria campagna abbonamenti a patto di aver partecipato all’iniziativa entro il 30 giugno, saldando quindi in agosto la differenza tra i 100 euro già versati e il prezzo dell’abbonamento numerato vero e proprio.

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L’iniziativa spontanea per salvare il basket a Trieste entra nel vivo: venerdì 24 maggio indetta la conferenza stampa di presentazione

La sfida sta per partire. La Trieste cestistica ha davanti a sè un obiettivo difficile, quasi proibitivo ma fondamentale al tempo stesso. E per farlo, servirà davvero il supporto di tante, tante persone.

L’iniziativa “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste”, nata lo scorso week-end con la lettera aperta inviata ai principali interlocutori societari e istituzionali, ha già dalla sua un piccolo successo: quello di aver creato un incredibile entusiasmo, esploso in un momento dove i piagnistei sembravano essere l’unica vera risorsa a disposizione della città. Un leit-motiv che stava per ripetersi, un deterrente dietro al quale ci si poteva comodamente rifugiare per attendere in panciolle la nuova Apocalisse della Pallacanestro Trieste: e invece no. Il “quintetto-base” dei promotori, formato da Biloslavo, Tamaro, Asta, Lupo e Gutty, ha voluto comunicare un concetto fondamentale: tutti insieme si può cavalcare un sogno. E basta un piccolo contributo da parte di ciascuno per riuscire nell’impresa.

L’obiettivo di raccogliere tra i 250 e i 300 mila Euro entro metà giugno è un traguardo importante, che assomiglia alla scalata dell’Everest a mani nude. Ma, subito dopo gli incontri che i promotori hanno avuto nei giorni scorsi con i vertici della società biancorossa e con il sindaco Roberto Cosolini, si è capito che tentare l’impresa non è impossibile. C’è subito stata grande sintonia su tutti i fronti, si sono moltiplicati a vista d’occhio i consensi popolari e le offerte volontarie di contribuire alla diffusione di questa iniziativa, anche ben fuori dal territorio giuliano.

In meno di una settimana si sono uditi segnali forti, fortissimi, che danno l’idea di come si sia subito plasmato un impegno comune per evitare il baratro: tutto sommato, la Trieste sonnolente che tante difficoltà ha dimostrato sinora per raccogliere le sfide più importanti nelle “emergenze”, idealmente si sta attrezzando con tutte le forze a disposizione per mettere dei paletti importanti. Ora, dalle semplici intenzioni e dai buoni propositi, si deve passare ai fatti: è prevista una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa nella mattinata di domani, venerdì 24 maggio, alle ore 12 nella Sala Riunioni del Comune. Sarà il momento in cui si daranno tutte le dritte del caso per l’inizio alle danze, col presupposto che bisognerà “ballare” senza paura di incespicare.

Trieste, è ora della sveglia!

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Comitato di salvezza del basket alle grandi manovre, oggi il D-Day!

I tempi sono stretti, strettissimi….per qualcuno tempi impossibili, perché la società, al di là delle belle parole espresse per il “gruppo di salvataggio”, sembrerebbe porre come linea invalicabile il 31 Maggio per fare i conti dell’iniziativa e decidere il futuro del basket a Trieste; non vorremmo che questi tempi siano dettati da operazioni già pianificate e non certo tendenti a salvare la baracca giuliana…

Comunque oggi a tutti gli effetti è il D-Day, praticamente una ventiquattr’ore fitta di impegni che schiuderà le porte alla missione impossibile del popolo di appassionati baskettari; alle 15.30 un incontro fra una delegazione del comitato promotore e società, presso lo studio dell’Amministratore Delegato Fulvio Degrassi, poi alle 18.00 la fuga in Comune per incontrare il sindaco Roberto Cosolini; tutto in pratica per formalizzare l’iniziativa, tracciare strategie e chiare indicazioni per informare il grande pubblico. Il concetto importante è che non trattasi di azionariato popolare (a Trieste operazione poco digeribile), bensì una sorta di prenotazione sull’abbonamento futuro. E’ stato detto a chiare lettere dal sindaco, ma è un assunto incontrovertibile: lo sport e la pallacanestro nella fattispecie  sono un lusso per il periodo economico che la città e il Paese sta vivendo, per cui per avere la gioia di usufruire di uno spettacolo che ha sempre riempito le domeniche degli appassionati, qualcosa bisogna dare.

Non è il momento di fare troppo i sofistici, e parlo soprattutto della larga maggioranza di critici societari, in questo caso in ballo c’è l’esistenza della pallacanestro di livello in città; anche gli addetti ai lavori delle società minori non banchettino preventivamente al funerale della prima realtà cittadina perché ne perderebbe tutto il movimento; siano promotori anzi di una campagna di sensibilizzazione per coinvolgere più famiglie possibili. Poi, una volta raggiunto lo scopo, si potranno fare valutazioni in merito, anche sui ruoli societari e sui rapporti fra le parti.

Il mio personale punto di vista è che, nel caso questo “miracolo” cittadino veda felice compimento, è NECESSARIO quanto ETICO inserire uno dei promotori dell’iniziativa nel cda della Pallacanestro Trieste 2004, una sorta di garante che funga da tramite con il folto gruppo di tifosi-soci, che sia veicolo di trasparenza assoluta; e conseguenza di tutto ciò, qualcuno eventualmente prenda coscienza e si faccia da parte.

Vi terremo aggiornati sugli accadimenti quasi in tempo reale, a tutta la città il consiglio di tenersi pronta.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

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