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Trieste attende Udine in amichevole, coach Dalmasson: “Test impegnativo contro una squadra esperta”

Dopo il positivo test di domenica scorsa a Caprile contro l’Umana Venezia, per la Pallacanestro Trieste 2004 è tempo di tornare nuovamente in campo: i biancorossi saranno chiamati infatti a un nuovo scrimmage mercoledì pomeriggio, questa volta contro l’Apu Udine (ore 16.30 al PalaTrieste, a porte chiuse), in un match utile per confermare i progressi intravisti nelle ultime sfide pre-campionato.

“Affronteremo una squadra navigata e molto più esperta di noi” è il giudizio di coach Eugenio Dalmasson, “costruita per tentare il salto verso la A2 Silver e quindi in grado di poterci mettere in difficoltà. Di certo, test impegnativi come quello contro Udine ci permettono di mantenere sempre alta la concentrazione e di trovare stimoli importanti per continuare il nostro percorso di crescita. Sinora siamo stati in grado di interpretare al meglio tutte le situazioni che ci hanno visti impegnati sul parquet, sia sul lato degli allenamenti che in quello delle amichevoli già giocate. La nostra volontà è proseguire di questo passo, riuscire a fare bene anche contro l’Apu significherebbe proseguire brillantemente il nostro cammino prefissato”.

Il coach spende una parola sul nuovo arrivato Holloway, da qualche giorno al lavoro assieme alla squadra: “Murphy sta cercando di integrarsi nel migliore dei modi all’interno del roster, con il suo inserimento che di fatto diventa una delle tappe più importanti prima dell’inizio della stagione vera e propria. E’ importante sottolineare come ogni singolo componente della squadra stia lavorando forte assieme a lui, allo scopo di costruire velocemente quel DNA necessario per il difficile campionato che ci attende. Nonostante la fatica della preparazione si faccia sentire, crediamo che questo sia il momento giusto per continuare a stringere i denti e lavorare senza risparmiarci. Non basta infatti un buon allenamento o uno scrimmage positivo per poterci ritenere soddisfatti” conclude il coach, ”dobbiamo invece continuare a investire su noi stessi per comprendere quali siano gli ulteriori passi in avanti che potremo fare. Ci sarà bisogno ancora di tempo, ma le basi per continuare a far bene ci sono davvero tutte”.

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Murphy Holloway a Trieste: “Che gioia essere qui”

Ha voluto assolutamente esserci alla sua “prima” al PalaTrieste: Murphy Holloway, sbarcato ieri in perfetto orario alle ore 16 a Ronchi dei Legionari, qualche ora dopo si è presentato all’allenamento pomeridiano biancorosso per fare la conoscenza con staff tecnico e compagni di squadra.

”E’ una gioia essere a Trieste” esordisce l’atleta, “sono contento che il coach mi abbia voluto qui e sono felice di aver visto il mio nuovo team lavorare in maniera così intensa già in questa fase di preparazione. Il mio obiettivo principale, all’interno di questa giovane squadra, è quello di poter portare qualità e leadership, cercando di guidarla a una stagione di successo”.

Che tipo di giocatore è Murphy Holloway? “Sicuramente un “all-round” – continua – che può prendere rimbalzi ma anche cercare di realizzare tiri in sospensione, qualora la difesa avversaria me lo conceda. Posso dunque ricoprire ruoli diversi”. Ben conosciuto oltreoceano per la propria fisicità, tanto da avere anche una chance nel football americano professionista della NFL, Holloway ha però le idee chiare sul suo futuro: “Il mio primo amore resta sempre quello di giocare a basket”, spiega, “e, nel contesto attuale, di poter dare una mano tangibile a questo gruppo”.

In conclusione, l’atleta manda un messaggio ai propri nuovi supporters: “Ai tifosi dico che sono venuto a Trieste con l’intento di lavorare sodo, giorno dopo giorno, cercando di vincere il più possibile con questa maglia. E perché no, sognando magari di raggiungere traguardi importanti”.

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Stefano Tonut: “Siamo già focalizzati su ciò che ci attende”

Mesi intensi attendono Stefano Tonut e tutta la Pallacanestro Trieste 2004 nell’immediato futuro. Sin da questo inizio di preparazione, la guardia biancorossa è ben cosciente di quanto ci sarà bisogno del suo contributo sul parquet nella prossima serie A2 Gold, all’interno di un anno che potrebbe diventare quello più importante della sua giovane carriera.

Seppure all’inizio di stagione manchi ancora un mese abbondante, la concentrazione e la voglia di far bene in “Tonno” la si è vista sin dai primi allenamenti, con un’amichevole contro Portorose che l’ha visto essere subito il miglior marcatore della squadra. Sono questi alcuni indizi di come il giocatore classe ’93 palesi la volontà di salire immediatamente sugli scudi: “Non vedevo l’ora di iniziare” spiega, “anche se le mie vacanze sono durate praticamente una decina di giorni in tutto, era forte il desiderio di riabbracciare i miei compagni di squadra. Sono contento di continuare a vestire la maglia di Trieste e di poter proseguire il mio personale percorso di crescita nella mia città”.

Ma cosa servirà in particolare a Stefano per poter fare un ulteriore passo avanti? “Sicuramente la prossima sarà un’annata dove poter e dover migliorare, in termini di costanza di rendimento da mettere sul parquet. Ho ancora tanto da imparare come giocatore, soprattutto a livello di testa e mentalità: correggere i passaggi a vuoto e gli errori commessi in campo lo scorso anno è il mio obiettivo-base. Fare tutto questo, continuando a lavorare assieme a un coach come Dalmasson e al resto dello staff tecnico, è un qualcosa di estremamente importante per me. Ci aspetta un campionato duro, ma siamo tutti focalizzati su cosa ci attende e su come dovremo essere in grado di affrontare le difficoltà”.

In attesa dei prossimi impegni pre-stagionali e continuando a sudare in palestra assieme al resto della truppa biancorossa, Tonut si sofferma anche sull’avventura estiva con la Nazionale Sperimentale, un’esperienza unica nel suo genere che lo ha portato a toccare in maglia azzurra anche il suolo cinese: “E’ stato tutto veramente incredibile: mi sono trovato benissimo col gruppo, composto da tanti ragazzi giovani come me, sin dal primo giorno. Francamente, con tutti i giocatori di serie A che facevano parte del roster, avevo il timore di non essere all’altezza della situazione: man mano che passava il tempo, ho capito però che la differenza con i più forti non era così abissale. Si è oltretutto creato un ottimo rapporto con Attilio Caja, bravissimo a curare i particolari e a dare un’impronta diversa ad ogni allenamento: di fatto, il mese trascorso con la Sperimentale si è dimostrato stimolante nel poter dimostrare tutto il proprio valore e per mantenere alta la concentrazione, al di fuori dell’ambito del campionato”.

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Coach Dalmasson: “Test duro, ma estremamente utile, contro Portorose”

”E’ stato un test molto duro per noi, ma estremamente utile per iniziare a valutare il lavoro che stiamo facendo e che continueremo a fare nel corso di questo pre-campionato”.

Eugenio Dalmasson, allenatore di Pallacanestro Trieste 2004, commenta così la prima amichevole estiva che ha visto i biancorossi cedere di misura al KK Portoroz. “E’ oggettivamente difficile fare delle valutazioni in questa fase iniziale di preparazione – spiega il coach – con dei carichi di lavoro importanti che inevitabilmente hanno portato ad appesantire le gambe dei giocatori. Tuttavia la partita di ieri sera, contro un avversario tosto che ha saputo sfruttare la propria fisicità e un miglior stato di forma rispetto al nostro, ci ha dato subito modo di capire quanto dovremo essere capaci di stringere i denti con tutti gli avversari che affronteremo in stagione. Siamo una squadra giovane, che deve imparare a soffrire cercando di limitare gli errori sin da questi primi scrimmage: l’amichevole di Lucija ha oltretutto permesso al nostro staff di valutare il modo di reagire alle difficoltà da parte dei singoli, un qualcosa che ci aiuterà a calibrare al meglio le attività da svolgere nell’immediato futuro”.

Già questa mattina la squadra tornerà nella palestra di via Locchi per riprendere la preparazione atletica: il prossimo test pre-campionato è fissato per martedì 2 settembre alle ore 17, quando al PalaTrieste i biancorossi affronteranno a porte chiuse il Grosuplje.

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[VIDEO] Trieste Tropics, l’intervista esclusiva a Daniele Cavaliero

E’online l’intervista realizzata a Daniele Cavaliero, playmaker triestino che la scorsa stagione ha vestito la maglia della Sidigas Avellino: si parla non solo del Summer Day Camp 2014 dei Trieste Tropics, ideato da Andrea Pecile e da poco conclusosi al centro sportivo del “Bor”, ma anche dei progetti futuri del giocatore.

Il video è realizzato in collaborazione con Antonio Giacomin di Fluido.tv.

Buona visione!

httpvh://www.youtube.com/watch?v=evaY-aaoBf0

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L’angolo di Coach K: l’intervista ad Alice Policastro

Ci abbiamo preso gusto. Dopo Elena Capolicchio, sotto con un’altra che il basket ce l’ha nel sangue: Alice Policastro.

La “Poli” arriva tardi (a 8 anni!) nel mondo della palla a spicchi, dopo aver sperimentato diversi sport: karate (di cui tra l’altro è cintura nera), nuoto, ginnastica artistica e persino calcio. Inizia dal mini basket (squadra mista) per giungere nel 1996-97 nella prima squadra interamente femminile che disputa il campionato di Propaganda; allenata a 14-15 anni dal nonno (un certo Pippo Garano, autore della penultima promozione in serie A1 della SGT), si emoziona al ricordo di un giovane Paolo Ravalico, allenatore dell’U19  – coadiuvato dai fidi messeri Tony Miggiano e Lele Bassi – con cui conquistò un secondo posto alle finali nazionali del 2004. “Un coach con un grandissimo entusiasmo e con una gran voglia di mettersi al pari dei suoi giocatori, capace inoltre di coinvolgerci sempre con la sua umanità”, spiega Alice. Un altro allenatore che l’ha “segnata” dal punto di vista tecnico è Nevio Giuliani (fresco autore dell’ultima promozione) che le ha permesso di sviluppare e acquisire quelle “sfumature” proprie dei grandi giocatori, convertendola nel ruolo da “3” anziché da “4”.

Capitano per meriti sportivi, la Poli è laureata in psicologia ed è istruttrice di minibasket, seguendo i ragazzini dai 3 ai 9 anni con una filosofia precisa: “La cosa su cui punto maggiormente è il gruppo: il basket è uno sport di squadra, dove trovi qualcuno che ti aiuta e qualcuno da aiutare nelle varie situazioni. A tal fine uso il cosiddetto “Esercizio del circo”: tutti i bambini sono gli animali e si devono passare la palla senza farla prendere al domatore, ovverosia la sottoscritta, in modo da sviluppare la coalizione e la solidarietà tra loro.”

E da giocatrice, qual’ è una partita che reputi…indimenticabile?

“La finale U19 persa di 12 contro Sesto San Giovanni , con delle compagne straordinarie: Ottavia Umani, la Bisiani, il mio play Sara Accardo. Quanti ricordi….”

Per poi arrivare all’ultima travolgente stagione, coincisa con la promozione in massima serie…

“Siamo partite con l’obiettivo della salvezza, andando poi avanti abbiamo acquistato consapevolezza nei nostri mezzi e, nonostante l’uscita in Coppa Italia al primo turno, da gennaio abbiamo cominciato a vincere con una discreta frequenza. Gara-3 di finale play-off, davanti ad un pubblico strepitoso (oltre 2000 presenze), è stata un’emozione indescrivibile, un qualcosa di inaspettato per chi era abituato a vedere sugli spalti solo amici e parenti…

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“In questi giorni mi gioco la semifinale del “Lui e Lei” di basket con la squadra dei “Fulminai”, poi mi butto sulla Crese Volley…”

Ma c’è dell’altro, no?

“Esatto: sono stata ingaggiata da coach K per costruire (assieme a Elena Capolicchio) la prima squadra femminile di basket a partecipare ad un torneo riservato ai maschietti”

“Divertente…qualche dettaglio?”

“Beh, dovremmo essere in 15, ma non posso rivelare i nomi né delle giocatrici né del coach (probabilmente all’esordio) dell’ “Ottava Meraviglia”, che è il nome del nostro team..”

In bocca al lupo, “Poli”!

 

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Crese Volley 2014, la capitana “sandrina” Cumbat promette battaglia a Borgo S.Sergio

Si può essere sportivi a 360° senza dover per forza di cose abbracciare la palla a spicchi per un’intero anno solare. Lo sa bene Lara Cumbat, uno dei migliori talenti del basket femminile locale che, per la seconda estate di fila, si prende il lusso di svestire il ruolo di rocciosa guardia tiratrice per…”caricarsi a bestia” nei panni di capitana del team di “Elsitodesandro.it”, in un torneo come la Crese Volley 2014 che dalla prossima settimana sarà parte integrante del già ricco menù sportivo programmato nel comprensorio di Borgo San Sergio.

Non puoi che sorridere, quando le comunichi la “riconferma dei gradi” di giocatrice più importante della squadra: lei, per tutta risposta, dopo un “Oh mamma, davvero?”, strabuzza gli occhi di felicità come una bimba davanti a una vetrina piena zeppa di giocattoli, con in mano un buono spendibile di 1.000 Euro. E’ un po’ questo gesto che ti consente di capire quanto questa pazza avventura estiva si palesi – per lei e per tutti gli altri effettivi “sandrini” – in una parentesi di gioia autentica, specie all’idea di poter riabbracciare e stare nuovamente vicino a tanti amici, prima che compagni di squadra.

E pensare che, in tutta confidenza, nella testa dell’allora piccola Lara era balenato un piccolo pensiero di diventare pallavolista, un giorno: “Per ovvi motivi…familiari (leggi, la patria potestà affettuosamente firmata “Franco”, NdSandro) ho poi scelto la carriera cestistica” spiega, “ma non c’è dubbio che il volley sia sempre stato uno sport che mi ha affascinato già da giovanissima. A questa Crese, il mio personale obiettivo è quello di confermare le mie potenzialità di alzatrice e di migliorare quanto già fatto vedere nella passata edizione”. Un piccolo flashback, relativo al 2013, torna inesorabilmente nella testa della capitana del team SDS, con una qualificazione sfiorata al tie-break dell’ultima partita del girone eliminatorio: il tutto, contro una squadra nettamente più forte e tecnica di quella biancorossa…”Fu un vero peccato, ma alla fine possiamo tranquillamente dire di aver piazzato in quel contesto le basi per un’ annata, come quella attuale, che ci deve vedere ancora più carichi, con aspirazioni sicuramente più importanti rispetto al passato”. Il che, tradotto, significa centrare almeno un numero maggiore di vittorie di quanto non fatto precedentemente: “La scorsa estate chiudemmo con un record di 1-2, è logico dunque aspettarsi un ruolino di marcia migliore sul profilo del rendimento sul campo”.

Con un roster in gran parte rinnovato rispetto alla passata edizione, e magari riflettendo su eventuali problemi di “chimica”, Lara Cumbat non ha affatto problemi nel prendere sonno la notte…”Oh no!”, tuona categorica la capitana, in relax dopo la prova convincente di qualche istante prima al torneo “Lui&Lei” del Santos Basket, “gli innesti di “Laion” e “Ale”, con quest’ultima che di pallavolo ne mastica molto più di noi, gasano la sottoscritta e tutto l’entourage sandrino. Idem per quanto riguarda “Folpo-Carpa Junior”, dotato di grande fisicità, un elemento che saprà sicuramente darci ottime indicazioni sin da subito”. E per quanto riguarda gli altri? “Beh, mi aspetto conferme sia da “Vise” che da Andrea-“Sgionfo”, con quest’ultimo che ha lavorato con meticolosità nel migliorare in ricezione. Ma penso anche a un’altra new-entry del 2014,  quel “Gengi”-Grimaldi che dovrà portare il proprio mattoncino al team, dimostrando oltretutto di meritare la fiducia riposta su di lui dal nostro staff tecnico”.

L’aspetto che però lega l’organico di Elsitodesandro.it, e su cui il presidente Sandroweb sa di poter contare sin da subito, è l’attaccamento alla maglia che tutti i componenti del roster portano con sé da molto tempo. Anche al di fuori del contesto che li vedrà protagonisti a partire dal prossimo 26 giugno (contro i NPC 2) sul manto verde di Via Petracco. “Questi colori ci accomunano, pur giocando nel corso dell’anno sportivo a sport decisamente diversi tra loro: chi a pallamano, chi a basket come la sottoscritta. L’eterogeneità di discipline nel nostro DNA non è un tallone d’Achille, semmai la dimostrazione che ci si può mettere in gioco tutti assieme grazie al grandissimo affetto che ci lega: farlo con la maglia dell’SDS è un ulteriore motivo di soddisfazione e di orgoglio, per me e per chi affronterà questa nuova avventura”.

 

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L’angolo di Coach K: quattro chiacchiere con “Capo”

Capita, in una sera d’estate, di trovarsi a chiacchierare a margine di un torneo di basket. E così, tra una parola e l’altra, il discorso si sposta su un’atleta che sta giocando in modo sbalorditivo e che pare non si sia mai fatta intervistare.

Con la nostra solita umiltà e fuorviati da un paio di spritz, azzardo personalmente: “Nessun problema, l’intervisto io”. Immediatamente un brivido mi percorre la schiena: spero che la mia “boutade” non cada nel vuoto, ma un noto giornalista locale ribadisce: “Magari, sarebbe un bel colpo”. E così parte quest’idea, mettendoci immediatamente sulle tracce di Elena Capolicchio.

All’inizio riluttante, la giocatrice ci concede un incontro per le 17 del giorno seguente presso un bar vicino alla stazione (arriverà in treno): giungiamo con 5 minuti d’anticipo e la riconosciamo subito. Procede ad ampie falcate, sulle spalle borsone da basket, seguito da calzoncini corti e maglia della nazionale italiana, arrotolata per difendersi dal caldo.

Dopo una breve presentazione, ci addentriamo nel bar in cerca di refrigerio e ci snocciola alcuni dati impressionanti: nata nel 1992 (segno zodiacale scorpione) comincia a trattare la palla a spicchi a 4 anni nel Ronchi (squadra mista), poi esordisce in un team femminile nella categoria cadetti col Monfalcone, passa alla prima squadra (serie B, per 3 anni) e a 15 primavere si sposta a Reggio Emilia in A2. Nel 2011 si trasferisce a Orvieto, nel primo anno si infortuna al crociato ed al menisco, ma durante il secondo centra un’altra promozione; nel 2012 è a Brindisi, ennesima promozione dalla A3, infine l’ultimo anno conquista la salvezza con l’Interclub Muggia. Nel frattempo, si sta laureando ad Orvieto in “tecnologia ed industria alimentare”.

Partiamo allora chiedendole chi le ha trasmesso la voglia di giocare…

“Provengo da una famiglia molto sportiva”, risponde: “Lo zio Luciano è il vice allenatore di Ronchi e l’head coach è mio cugino.”

Un canestro che ti ricordi?

“Sicuramente quello segnato da metà campo con Brindisi in semifinale (vinta) contro Sesto San Giovanni”

D’estate solitamente ci si riposa, quindi che cosa significa quel borsone che ti porti appresso?

“Allenamento alle 18 e partita alle 21…”

Come scusa?

“Sì, quest’anno per la prima volta sono un “nanetto”

Continuiamo a non capire…

“Ho deciso di partecipare ad un torneo misto e la mia squadra (di cui sono il Kapi-nano), si chiama “Kuei del nano nero”, quindi tutti nanetti.”

Ho capito, grazie…beh, parlaci allora di questa tua esperienza…sicuramente più soft del campionato trascorso…

“Solo in parte più soft perché, se è vero che non ci alleniamo, è altrettanto vero che il nostro coach cerca di stimolarci continuamente, svegliandoci la mattina (verso le 7) con consigli, tattiche, difese e suggerimenti per le gare, e augurandoci la buonanotte dandoci una visione più ampia dello sport e della squadra.”

Un po’ sfinente per una corsetta estiva…

“Assolutamente no, perché apprezziamo e condividiamo il suo attaccamento e una volta in campo cerchiamo di fare il meglio per quanto possibile; inoltre oltre ad Alice Romagnoli (mia compagna a Muggia) ho la possibilità di giocare con Manon Rivron (che è stata mia degna avversaria a Fogliano), con Lollo Perotti (uno dei protagonisti della promozione di Ronchi in C2, con Fuffo Fortunati storica gloria anch’esso di Ronchi, ecc.”

Insomma, il mondo del basket passa per Ronchi…

“E’ sicuramente un pezzo importante del mio trascorso cestistico, il luogo da cui sono partita per affrontare nuove sfide…”

Perfetto Elena, se non vuoi far tardi all’allenamento mi sa che dobbiamo fermarci qui, hai una battuta per chiudere?

“Chiudo con una frase del mio summer-coach: “Non importa quanto hai vinto…ma quanta voglia hai di vincere ancora…GO, NANETTI!

 

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[VIDEO] Intervista al neo-presidente rivierasco Pierpaolo Richter

E’ online l’intervista, realizzata da Fluido Tv, al neo-presidente dell’Interclub Muggia Pierpaolo Richter:

 

httpvh://www.youtube.com/watch?v=pgx72Brhq5M

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Intervista esclusiva a Matija Jogan: “Grande stagione in ambito giovanile, pronto a tornare anche in 1° squadra. A patto che…”

Qualcuno lo ha definito, usando forse il miglior termine possibile, una sorta di “perfetto ri-organizzatore”. E tale epiteto calza a pennello per Matija Jogan che, nella stagione che sta per chiudersi, ha avuto la possibilità di ritornare a tempo pieno nella gestione di un suo personale vecchio amore: il settore giovanile.

Si è vociferato in passato di una mera “auto-retrocessione” per chi era stato capace, per due anni di fila, di far raggiungere all’Interclub il miglior risultato della propria storia (ovvero, le semifinali play-off per la promozione in A1). La realtà era però diametralmente opposta: c’era bisogno di una ventata di freschezza anche ai livelli più bassi, quelli che però un domani potranno fare la differenza per la conquista di nuovi e floridi obiettivi. Col senno di poi, coach Jogan è più che mai convinto della scelta fatta la scorsa estate: “Ho preso in mano un giocattolo rotto”, esordisce senza mezzi termini, “quasi ogni gruppo del settore giovanile femminile lavorava per conto proprio, senza collaborare con gli altri. Vedendo quali erano queste divisioni, oltretutto con un importante potenziale a disposizione, ho presentato al direttivo un programma specifico subito dopo aver rassegnato le dimissioni da capo allenatore della 1° squadra. Eliminare i dissapori e riportare la serenità era uno degli obiettivi su cui lavorare in prima battuta: per fortuna il nostro intento è riuscito”.

Aldilà del progetto di “riordino”, contano anche i risultati sul campo. Variabili che non sono tardate ad arrivare in breve tempo per i gruppi guidati proprio dall’ allenatore rivierasco e dal suo staff, quest’ultimo composto da Giorgio Krecic, Emiliano Milocco, Giulia Fragiacomo e Stefania Lucia. La squadra U15 ha infatti vinto il titolo regionale, raggiungendo il conseguente accesso all’Interzona (che si terrà nelle Marche dal 31/5 al 2/6), oltre a essersi aggiudicata il Torneo di Pesaro che rappresenta il più importante appuntamento stagionale in Italia a livello giovanile. Anche le U14 sono fresche vincitrici del titolo regionale, con quattro componenti di questo gruppo che parteciperanno in questo fine settimana a Fano alla finale Nazionale del “3 contro 3” : tutto questo a dimostrare come la “cura-Jogan” abbia già prodotto un discreto successo. “Non sapevo quanto tempo ci sarebbe voluto per tornare a vincere, tuttavia la base iniziale era quella di aumentare la mole di lavoro a 4 allenamenti settimanali, con la presenza di almeno 3 allenatori per ogni singola seduta. Oltre a questo, una volta alla settimana le ragazze hanno lavorato con il prof. Paoli sul profilo della preparazione fisica: in questo modo la qualità in palestra non è mai venuta a mancare, permettendo loro di fare grandi progressi e, come naturale conseguenza, quella di gettare basi importanti sul futuro”.

Già, perché in un’ottica di portare molte di queste giocatrici in 1° squadra, il vero punto di arrivo per qualsiasi settore giovanile che si rispetti, la sfida che si para davanti è inevitabilmente tarata a lungo termine. “Personalmente, queste tipo di scommesse mi danno grosse motivazioni”, continua “Mat”, “specialmente in un ambito dove credo in quello che faccio e dove soprattutto non mi tiro mai indietro. Credo sia fondamentale capire, e far capire, che ci potranno essere tanti piccoli problemi in itinere: spero che la maggior parte di queste ragazze abbia la possibilità o le caratteristiche per arrivare a vestire la maglia più importante dell’Interclub. La nostra volontà è quella di premere sull’acceleratore, lavorando assieme a loro e  creando in queste giocatrici una mentalità vincente; tutte hanno subito dimostrato di voler migliorare e si allenano con grande abnegazione, senza mai risparmiarsi. In fin dei conti, è questa attualmente la nostra più grande vittoria, aldilà dei buoni risultati già ottenuti”.

E’ impossibile non fare una piccola deviazione in ambito 1° squadra, sodalizio che il coach ha seguito a distanza e di cui sente inevitabilmente un po’ la mancanza: “Tornando a ripetere che non mi pento minimamente del cammino scelto la scorsa estate, con grande sincerità posso affermare che il clima-partita di una serie A2 mi manca tanto. Guardando anche il grande risultato conseguito solo una decina di giorni fa dalla Ginnastica Triestina, alla quale faccio i miei complimenti, e paragonandolo a quanto siamo stati capaci di fare noi in passato, non nascondo che riprendere in mano anche questo discorso è un qualcosa che desidero parecchio. Non mi tirerò certo indietro se ce ne sarà bisogno e se arriverà una chiamata da parte della società“, conclude Jogan, “a patto che sussistano le giuste condizioni per lavorare con costrutto e senza che tutto questo possa influire col mio lavoro in ambito giovanile. E’ quest’ultimo ambito quello che in questo momento rappresenta la mia priorità”.

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