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All-Star Game femminile a Dolina, al fotofinish si impongono le “Blu” di Nevio Giuliani

Il confronto tra le migliori giocatrici triestine della passata stagione non delude le attese: davanti a un buon pubblico, al centro sportivo “Klabjan” di Dolina è la squadra “Blu” di coach Nevio Giuliani a imporsi nel finale di match ai danni delle “Bianche” di Matija Jogan. La contesa si conclude sul 73-72 (9-22, 30-42, 54-58 i parziali degli altri quarti), dopo quaranta minuti intensi da ambo le parti dove le “zingarate” hanno decisamente prevalso nei confronti delle azioni offensive ragionate.

La prima parte del match è a vantaggio della squadra bianca, dotata sulla carta di un po’ meno talento rispetto alle avversarie ma in grado di mettere l’altro team in seria difficoltà per gran parte della sfida: grazie al prezioso contributo di Federica Pozzecco (top-scorer dell’All-Star Game, con 14 punti segnati in tutto), le ragazze di Jogan riescono a spingersi anche sul +13 (20-7), vantaggio che rimane tale sino alla fine del primo quarto. La musica sembra non cambiare nella seconda frazione, quando Abrami e Palliotto mantengono su di giri il motore della propria compagine: il +12 a metà gara viene condito da una stoppata a fil di sirena di Pozzecco, che così facendo riesce a mostrare i muscoli anche in ambito difensivo.

Tutto, o quasi, muta dal 3°quarto in poi: dai larghi vantaggi dei primi venti minuti regolamentari si passa a un equilibrio più marcato in termine di punteggio. La formazione di Giuliani riesce a ricucire lo strappo in prima battuta grazie alla panchina, con Filippas e Lella a menare le danze in campo: più precise si rivelano poi le punte di diamante della squadra “Blu”, con Borroni (nella foto), Cergol, Richter e Favento che cominciano a essere fattori importanti sotto il profilo dei canestri segnati.

Il 58-54 al 30′ rimanda tutti i discorsi di vittoria finale a un’ultima frazione palpitante, dove i botta e risposta si “sprecano” specialmente nelle battute conclusive del match. Sorpassi e controsorpassi tengono infatti incollati alle panche gli spettatori accorsi a Dolina: sul fronte delle “Blu”, Costanza Miccoli piazza il gioco da tre punti che, a un minuto e mezzo dalla sirena finale, riporta avanti il team di Giuliani; sul lato delle “Bianche”, prova a ergersi protagonista Irene Cigliani con il canestro del +1, ma dall’altra parte è Alice Richter a rispondere “presente” e a mette la freccia per la propria squadra. Le ragazze di Jogan provano a piazzare il colpo gobbo con la realizzazione dall’angolo di Barbara Bossi, ma è la solita, scaltra faina denominata Annalisa Borroni a chiudere il match con il fallo subito e il 2/2 ai liberi: sono i punti della capitana dell’Interclub Muggia a risultare quelli della staffa, per il 73-72 finale.

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Una 1° squadra unica per Interclub e SGT? I presidenti Bessi e Pastor aprono le porte al dialogo

Sì alla collaborazione, con idee chiare sugli obiettivi comuni da portare avanti nel corso del tempo: sia dal punto di vista economico che su quello dei risultati sul parquet. Nevio Bessi e Federico Pastor, presidenti rispettivamente dell’ Interclub Muggia e della Ginnastica Triestina, aprono le porte al dialogo per un’intesa ad ampio respiro.

Sono molti gli aspetti comuni che trasudano dal pensiero di entrambi, ma per un’unione di intenti è necessario essere fermamente allineati sulle linee-guida di come costituire una nuova realtà indipendente: partendo dal presupposto che, se si vuole agire nell’immediato, il tempo a disposizione non è molto, Muggia e Trieste sono disponibili a parlarne sopra. Con un obiettivo ben fisso: dare la giusta visibilità al movimento cestistico femminile e garantirsi un futuro con meno grattacapi possibili sul fronte finanziario.

Che sia davvero giunto il momento di un accordo costruttivo tra le due società? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

1) Presidente, sarebbe disponibile a creare in tempi brevi una prima squadra unica tra Interclub ed SGT?

2) Quali sono i termini per un eventuale accordo?

3) Secondo Lei, come dovrebbe chiamarsi questa nuova società?

4) La “base” societaria, a livello di direttivo, come prenderebbe questa decisione?

NEVIO BESSI, presidente dell’Interclub Muggia:

1) “C’è da parte nostra la disponibilità immediata di creare una sinergia, come per altro già abbozzata e discussa negli ultimi anni: Muggia ha dalla sua una A2 conquistata e mantenuta sul campo, un gruppo di giocatrici che ha già disputato questa serie e guide tecniche affidabili. Quindi, tutto quello che servirebbe per gettare le basi verso la costruzione di una prima squadra che possa puntare in alto.”

2) “E’ necessario creare una nuova società, con persone e ruoli ben definiti: fatto questo, risolvere i problemi “secondari” sarebbe sicuramente più semplice. Ad esempio, per quanto riguarda la scelta di dove giocare, credo che Aquilinia sarebbe una valida alternativa a un impianto ottimo come il PalaTrieste: ad ogni modo, l’importante è lavorare coesi assieme, per un obiettivo unico.”

3) “Anche sul discorso della denominazione non andremmo a mettere dei paletti: tralasciando “SGT” o “Interclub”, è indifferente come possa venir chiamata la squadra unica. Anche semplicemente “Trieste”, visto che facciamo tutti quanti parte della stessa provincia.”

4) “Ricollegandomi a quanto detto prima, da anni stiamo discutendo con SGT di questa idea di sinergia: al nostro interno siamo tutti d’accordo sull’unione delle forze. C’è la consapevolezza che una strada del genere sia l’unico modo per liberalizzare la prima squadra e dare l’indipendenza necessaria per costruire un futuro roseo. Fondamentale è che Trieste e Muggia, assieme alle istituzioni, pensino scrupolosamente al bene del basket femminile.”

FEDERICO PASTOR, presidente della Ginnastica Triestina

1) “Se la creazione di una nuova entità portasse a un obiettivo importante come quello di conquistare la massima serie, direi sicuramente sì. Se invece la fusione fosse destinata solamente a “vivacchiare” in una serie A2, credo che il tutto non sarebbe utile: sono dell’idea che una sinergia tra SGT e Interclub abbia ragion d’essere esclusivamente per puntare a campionati importanti.”

2) “Innanzitutto andrebbero subito chiariti gli impegni economici di entrambe le parti: sia Trieste che Muggia devono essere in grado di lavorare sugli stessi binari, allo scopo di sostenere un progetto così importante per l’intero movimento. Per quanto mi riguarda, posso portare le opportune conoscenze sotto forma di sponsor, ma è chiaro che una delle due realtà non può accollarsi da sola l’intero onere di come reperire i fondi.”

3) “La denominazione potrebbe essere tranquillamente “SGT-Interclub”, sia perchè indicherebbe la risultante della fusione di entrambe, ma soprattutto per salvaguardare la storia che contraddistingue ambo le società. In tal senso non va cancellato il passato glorioso che ci accomuna.

4) “All’interno di SGT c’è un pensiero comune che porta all’autonomia della sezione-basket rispetto alle altre discipline. Ciò significherebbe arrivare a una indipendenza finanziaria che sarebbe tutt’altro che anti-economica: un qualcosa che di fatto non procurerebbe ulteriori “mal di pancia” nella gestione globale della polisportiva e che sarebbe un notevole passo avanti per pianificare il futuro.”

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Interclub Muggia e SGT: unire le forze per un futuro roseo nel basket femminile?

Il più delle volte, il mondo della palla a spicchi a tinte rosa viene visto come una costola ben meno “nobile” di quello maschile, storicamente maggior catalizzatore di popolarità e audience, anche sul fronte degli investimenti ad esso riservato. Denari, appunto:  tutto ciò che attualmente manca alla stragrande maggioranza di chi costruisce squadre e manda avanti le società, con un occhio perennemente fisso sui bilanci e sui libri contabili.

La ristrettezza economica che sta attanagliando tutto il movimento sportivo non ha risparmiato nessuno: è proprio il basket, a Trieste e provincia, a essere diventato una sorta di cartina tornasole di quanto sia importante pianificare bene, al fine di costruire un futuro privo di burrasche. Non si può più scherzare col fuoco, essere virtuosi diventa un obbligo più che un’alternativa.

In questo scenario sono immerse anche l’Interclub Muggia e l’SGT Trieste: due realtà estremamente vicine geograficamente, ma spesso agli antipodi in fatto di comunione di intenti. La società rivierasca, negli ultimi anni, ha saputo mantenere una serie A2 con la forza del proprio gruppo, conquistando anche l’accesso ai play-off per la A1 nonostante tutti i campanelli d’allarme rumorosamente risuonati a livello economico. Sul fronte opposto, la Ginnastica Triestina ha scelto una linea verdissima per il proprio roster, con diverse atlete convocate nelle Nazionali juniores e con la possibilità (poi sfumata, non con poca amarezza) di approdare alla finale per  la scalata alla 2° serie nazionale.  

Muggia e Trieste, a bocce ferme, ora disegnano ciò che sarà il futuro:  ma, in momenti come questi, una riflessione più ad ampio respiro andrebbe condotta di pari passo. Senza mugugni di sottofondo, senza il rischio di pestarsi i calli a vicenda:  nel corso degli ultimi anni si è ipotizzato di creare un’entità unica, allo scopo di diventare il punto di riferimento assoluto per il movimento cestistico femminile della zona. Sono tanti i motivi per cui non se n’è più fatto nulla, tuttavia se l’obiettivo principale di entrambe è puntare in alto e (soprattutto) tenere lontani  gli “spettri” che potrebbero palesarsi in un prossimo futuro, unire le forze diventa la strada obbligata da seguire.  

Coltivare esclusivamente il proprio orticello, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, è uno sbaglio da evitare: è questo l’ambito giusto per sedersi attorno a un tavolo, allo scopo di fare un grande passo tutti assieme.

Temporeggiare ancora  potrebbe pericolosamente non portare da nessuna parte.

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Muggia a caccia del “pareggio”: domenica ad Aquilinia l’Interclub cerca l’1-1 nella serie contro S. Martino

Tentar non nuoce, affatto. Tanto più se hai la consapevolezza che te la puoi giocare fino alla fine, in barba alle posizioni finali di classifica e al roster rivale che sulla carta dovrebbe sovrastarti senza particolari problemi.

Muggia, dopo gara-1 persa solo nel finale a San Martino di Lupari, si lancia all’arrembaggio delle “Lupe” all’indomani della prova di carattere fatta vedere mercoledì scorso. Alla fine le tanto temute motivazioni differenti , che avrebbero dovuto spostare l’ago della bilancia nettamente verso il Fila, sono provvisoriamente finite a gambe all’aria: l’Interclub ha lottato come una leonessa, dando più di qualche fastidio alle avversarie che grazie al colpo di reni degli ultimi minuti ha trovato un 1-0 nella serie tanto provvidenziale quanto sudato, per quanto visto nei primi 40 minuti dei quarti di finale.

E’ dunque lampante come la formazione rivierasca, che teoricamente ha poco di più da chiedere alla propria stagione, creda ancora fermamente in una piccola impresa cestistica: la bellezza dei play-off è proprio insita in questo aspetto, dove una corazzata può far più fatica del necessario per superare una “barchetta” che si è messa lì per non permettere all’avversaria una comoda rotta verso i turni successivi. Le ragazze di Matija Jogan hanno imparato a convivere da tempo con questo “modus operandi”, un qualcosa che le stesse vorranno mettere in atto ancora una volta sul parquet amico di Aquilinia nel secondo match dei quarti di finale per la promozione in A1.

La volontà dell’Interclub è palese: pareggiare le sorti e giocarsi tutto il giocabile in gara-3, per provare ancora una volta l’emozione di un brivido lungo la propria schiena…e lungo quella di San Martino, che conta di chiudere baracca già domenica sera per poter pensare alle semifinali con qualche giorno di riposo in più. E che, soprattutto, si auspicherebbe di non tornare nuovamente al Palazzetto dello Sport di Via Leonardo per scacciarsi di dosso la resistenza rivierasca: in casa Interclub, si valuteranno attentamente nelle ore antecedenti al match le condizioni fisiche di Alice Palliotto (con la caviglia in disordine dopo la storta patita nella prima partita) e di Valentina Primossi (alle prese con una contrattura), che lo staff tecnico conta di recuperare par dare battaglia tutte assieme al Fila. In fin dei conti, per continuare nel proprio intento, meglio essere al completo per sbandierare vibratamente i sorci verdi davanti agli occhi delle “Lupe”…

Si gioca domenica 7 aprile 2013, palla a due alle ore 18.00: arbitreranno i signori D’Orazio e Marton, entrambi di Treviso.

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Muggia piazza il colpo gobbo inaspettato: sbancato S.Martino, la salvezza è a un passo

Varcare la Muraglia Cinese…solo con l’uso di un coltellino svizzero: è questa l’impresa messa a segno da Muggia che, contro ogni più rosea previsione della vigilia, sbanca il parquet della seconda forza del torneo di serie A2 Nord. Finisce 51-56 a S.Martino di Lupari e le rivierasche trovano il modo di centrare con un siluro la “corazzata” veneta, inanellando così una vittoria importantissima in chiave-salvezza: un traguardo sempre più vicino che, grazie ai due punti strappati al Fila, l’Interclub vede ormai a un tiro di schioppo.

Un risultato di questa portata ha tanti protagonisti, a partire dalla difesa granitica che la squadra di Matija Jogan ha piazzato davanti alle ragazze di coach Abignente (mandandole fuori giri), sino alla serata-top di Jessica Cergol (20 punti e la miglior partita di tutto il campionato) che ha trovato l’occasione più appropriata per tornare a livelli di realizzazione altissimi. Ma quel che conta, sul fronte muggesano, è che ancora una volta il grande spirito di abnegazione ha prevalso rispetto alla maggior tecnica delle avversarie, un aspetto che ha permesso di incamerare parecchi punti pesanti in partite dove poco ci si poteva aspettare dal punto di vista del risultato.

Le cose partono immediatamente bene per l’Interclub, solida già dalla palla a due: le ospiti vanno subito in vantaggio con Borroni e Ljubenovic (0-4) e resteranno col muso avanti quasi per 40 minuti consecutivi. S.Martino si sveglia con Stoppa (alla fine la più positiva delle venete) ma è sempre costretta a rincorrere una Muggia che chiude dapprima il quarto iniziale avanti per 9-13, spingendosi sul +7 con le prime “imbucate” di Cergol e arrivando a metà gara con cinque lunghezze di vantaggio (23-28).

Nonostante la “scavigliata” di Palliotto, costretta a restare parecchi minuti in panchina, e con una situazione di falli poco invidiabile (specie con Cumbat, gravata di 4 penalità), l’Interclub non perde la calma e, con la giovane Mezgec sotto i tabelloni, tiene a bada le Lupe: ancora Cergol, implacabile, dà dieci punti di margine alla propria squadra, S.Martino piazza un piccolo break e arriva a -6 a dieci dal termine (37-43). Il piccolo capolavoro rivierasco è però all’insegna della concentrazione, anche nel momento in cui le padrone di casa recuperano tre palloni in un lampo e arrivano al 47-47: ci vorrà una conclusione dai 4 metri di Primossi a far riaccendere i motori targati Muggia, per un arrivo in volata che premia la precisione ospite dalla linea della carità, con tanti liberi importanti segnati negli ultimi istanti del match. Un’impresa, appunto: un qualcosa che l’Interclub degli ultimi tempi continua a regalare ai propri tifosi.

Fila S.Martino di Lupari-Interclub Muggia 51-56 (9-13, 23-28, 37-43)

Fila S.Martino di Lupari: Costacurta n.e., Scappin n.e., Pegoraro 8, Granzotto 3, Cattapan 2, Stoppa 14, Aleotti 8, Sandri 7, Jagodic 5, Sbrissa 4. All. Abignente

Interclub Muggia: Meola 1, Borroni 16, Primossi 7, Cumbat 2, Cergol 20, Castagna n.e., Ljubenovic 8, Palliotto 2, Moratto, Mezgec. All. Jogan

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Muggia, una sconfitta a testa alta contro Milano: l’Interclub ricuce il gap nell’ultimo quarto

C’è tanta generosità rivierasca nel rovescio in quel di Milano: la Lops Arredi, una delle battistrada della serie A2, si impone per 55-47 in una partita che le rivierasche si sono viste sfuggire via a fine di secondo quarto, a mò di fotocopia di quanto visto la scorsa settimana contro S.Salvatore. Ma è una resa con onore quella delle ragazze di Matija Jogan contro le meneghine di coach Pinotti, uno tra gli organici più importanti di tutta la categoria: nel momento peggiore di partita, sotto oltre le venti lunghezze di svantaggio, Muggia è rimasta concentrata sino alla fine, facendo della propria difesa un baluardo che ha lasciato la Lops Arredi a soli tre punti segnati nell’ultimo quarto. Resta il rammarico per non essere riusciti a fare così bene nella parte iniziale del match, contro una squadra oggettivamente molto più forte tecnicamente e fisicamente.

Muggia regge bene all’urto dei primi minuti di gara: Milano trova parecchia precisione dal perimetro, l’Interclub a sua volta attiva le proprie bocche da fuoco principali, chiudendo sotto di cinque lunghezze il primo parziale. Le ragazze di Jogan subiscono subito dopo una accelerata brusca da parte delle padrone di casa: la Lops Arredi scappa via, volando sul +17 a metà gara con un letale 50% complessivo dal campo. E’ il gap che spacca in due tronconi la partita, poiché nei secondi 20 minuti Muggia tenta di non prenderne troppe sul groppone mentre Milano si limita a controllare il ritmo, forte dell’importante forbice precedentemente creata: le ospiti hanno parecchio dalla propria capitana Borroni in fatto di punti segnati e da Ljubenovic a rimbalzo, riuscendo a limitare poi sensibilmente il passivo con un ottimo ultimo quarto dove la difesa a zona dà buoni risultati alle rivierasche. Gran parte dello svantaggio viene cancellato e il 55-47 finale, pur facendo solamente accennare un timido sorriso a denti stretti, regala altresì una piccolissima nota di colore all’Interclub.

Lops Arredi Milano – Interclub Muggia 55-47 (20-15, 39-22, 52-37)

Lops Arredi Milano: Pastorino 2, Gottardi 8, Stabile 6, Pulvirenti, Lepri 8, Zanon 9, Frantini 16, Bettinaldi, Montuori, Calastri 6. All. Pinotti

Interclub Muggia: Meola 2, Borroni 18, Primossi, Cumbat n.e., Cergol 4, Puzzer n.e., Castagna, Ljubenovic 14, Palliotto 4, Moratto 5. All. Jogan

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Muggia ci riprova in casa: dopo Biassono, l’Interclub vuole i due punti anche da San Salvatore

Non succedeva da tempo che Muggia ne imbucasse due di fila in campionato: anche se con una “storia” diversa l’una dall’altra, l’Interclub ha messo in cascina in pochi giorni ben quattro punti che hanno un significato importante, specie se si pensa al momento particolare di stagione in cui sono stati ottenuti. Continua a leggere

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L’Umana sfonda nel secondo tempo, Muggia riesce a non imbarcare troppa acqua nel finale

MUGGIA – Per un quarto e mezzo l’Interclub riesce a rimanere attaccata ai polpacci dell’Umana, poi Venezia corre via: in una sola proposizione si può così riassumere quanto accaduto nella prima gara dell’anno nuovo ad Aquilinia, con una rabberciata Muggia che deve inchinarsi alla capolista. Finisce 56-72 per le ospiti, squadra dalle mille e più possibilità di rotazioni, esattamente quello che l’umile formazione di Matija Jogan non può permettersi attualmente di fare. Con dieci giocatrici su dieci a referto e la possibilità di cambiare volto con grande facilità, il team di Andrea Liberalotto è uscito alla distanza dalla fine del secondo quarto in poi: la maggior costanza delle lagunari nell’andare a canestro ha fatto la differenza, con l’Interclub costretta a rincorrere e, con orgoglio, a non cadere ulteriormente nell’oblìo di un passivo maggiore.

Con la speranza di recuperare nel breve periodo una pedina fondamentale come Lara Cumbat, Muggia può parzialmente rallegrarsi nel non aver perso la testa nel momento più difficile della partita: sotto anche di 23 lunghezze, è stata la capitana Borroni a prendersi in spalla le proprie compagne, mettendo 17 punti nel solo ultimo quarto. E’ da questo fatto, ovvero da un atteggiamento mentale propositivo nonostante le difficoltà, che l’Interclub dovrà ripartire nell’immediato futuro per ritrovare la via della vittoria, magari lontano da scontri con “corazzate” come lo è Venezia che senza dubbio merita l’attuale primo posto in graduatoria.

Parte bene Muggia, in vantaggio per un paio di minuti e sospinta da una Primossi molto ispirata nella prima metà di gara (chiuderà infatti a quota 10 il secondo quarto). Sul fronte lagunare è Carangelo a dare la scossa, con Meneghel poi a metterne cinque di fila: approfittando di tre palle perse della squadra di casa, l’Umana scava un parzialino che le permette di andare a +6 (10-16); l’Interclub piazza un contro-break di 5-0 e chiude sotto di una lunghezza i primi dieci minuti.

Dal secondo quarto in poi la musica cambia sul parquet: i centrimetri di Vian sotto canestro e le realizzazioni di Mandache fanno male a Muggia, che non riesce poi a segnare per parecchio. I soli 7 punti a referto delle rivierasche spingono l’Umana a +8 alla pausa lunga, con la triplona nel finale di Primossi a tenere ancora la porta parzialmente aperta all’Interclub: è però la terza frazione che spacca ulteriormente in due la gara, con i signori Pilati e Soriano in arancione che si “disuniscono” e, tra fischi dubbi da ambo le parti, sanzionano ben tre falli tecnici in poco meno di otto minuti (uno a Ljubenovic, uno alla panchina di Muggia e uno a Meneghel sul fronte opposto). A farse le spese peggiori è la compagine casalinga, a -18 con una frazione ancora da giocare: con la partita che è ormai indirizzata a favore di Venezia, il cuore di Annalisa Borroni (e una mano nuovamente ritrovata per andare a realizzare a canestro) evita un gap peggiore che, per questa Interclub, sarebbe stata una punizione eccessiva.

Interclub Muggia-Umana Venezia 56-72 (15-16, 22-30, 34-52)

Interclub Muggia: Meola 2, Borroni 21, Primossi 14, Cergol 8, Puzzer, Richter, Ljubenovic 9, Palliotto 2, Rosin, Mezgec. All. Jogan

Umana Venezia: Melchiori 2, Carangelo 12, Marangoni 4, Pertile 7, Botteghi 7, Scaramuzza 2, Meneghel 6, Vian 12, Mandache 15, Penna 5. All. Liberalotto

Alessandro Asta
Addetto Stampa Pall.Interclub Muggia

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