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Il futuro è suo. Dentro e fuori dal campo, la stella di Annalisa Borroni non è destinata affatto a spegnersi nel corso delle stagioni che verranno. Non solo perchè la capitana rivierasca ha ancora molto da dare sul fronte del basket giocato, ma perchè la sua volontà di continuare a costruire qualcosa per la pallacanestro femminile del domani è tangibile. “Io come direttore sportivo dell’Interclub del futuro? Perchè no!”, afferma la “Black Mamba” muggesana, “è un ruolo che, un giorno, ricoprirei con piacere. Mi piacerebbe lavorare e cambiare tante cose in ambito locale, non solamente su sponda rivierasca: una disciplina come la nostra, in queste zone, ha notevoli margini di crescita. Pertanto non mi tirerei indietro per poter dare un contributo tangibile alla causa, soprattutto senza correre avanti e indietro sul parquet come faccio adesso…”.

Si badi bene: lo status di una Borroni dietro a una scrivania è ancora lontano dal realizzarsi. L’energia e l’esplosività agonistica attuale è quella di una ragazzina che ha ancora parecchia voglia di divertirsi. E, perchè no, di divertire anche gli altri: “Gioco finchè reggo”, scherza Annalisa, “o meglio, finchè mi riterrò utile a questa squadra. In fondo, molto si basa sull’entusiasmo con cui affronti un impegno di questo tipo: è una variabile che sento ancora abbondantemente dentro di me, quindi al momento il problema non sussiste proprio”.

Eppure, per una come lei che in campo “invecchia” meglio di un brandy nelle botti di rovere, ci si potrebbe chiedere come mai in passato non sia scoccata quella scintilla che l’avrebbe portata lontana dal feudo rivierasco e, sicuramente, anche a indossare una casacca azzurra…“Sono sincera: avevo la possibilità di intraprendere una carriera da professionista, ma quell’ambito sinceramente non mi ha mai stimolato. Un po’ perchè, a mio modo di vedere, non mi avrebbe cambiato la vita, ma soprattutto perchè ho preferito coltivare le amicizie, restare vicino ai miei affetti, laurearmi e vivere nel modo a me più congeniale. Un percorso professionistico mi avrebbe precluso tanti obiettivi che invece poi ho raggiunto: anche per questo motivo, sono felice della scelta fatta”.

Una domanda a bruciapelo: secondo Annalisa Borroni, una giovane con talento innato ha più possibilità di diventare una campionessa? “Assolutamente no: il talento è un’agevolazione di partenza, non lo strumento fondamentale per diventare qualcuno. Anzi, rischia quasi di essere controproducente e fuorviante: è facile pensare di poter fare il minimo e riuscire a spaccare il mondo senza sforzi. Alla fine, è sempre il lavoro a fare la differenza nello sport”.

Infine, un parallellismo con la sorella più grande, Nicoletta: quanto Annalisa ha imparato da lei…e viceversa? “Certamente guardarla in azione ha in qualche modo favorito la mia crescita. Di fatto abbiamo ricoperto ruoli diversi sul parquet, in qualche modo ci ha accomunato la volontà di sacrificarci in campo e, se necessario, di “snaturarci” per il bene della squadra. Certamente da Nico ho appreso molto a livello di carisma”, afferma “Air-Borroni-Junior”, che conclude: “E’ difficile rispondere su quanto lei abbia eventualmente imparato da me: facciamo prima a chiederlo alla diretta interessata…”.

 

 

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Sorride la Querciambiente Muggia, vittoriosa sabato sera contro la Mercede Alghero: queste le interviste realizzate subito dopo la partita alla capitana Annalisa Borroni e a coach dell’Interclub, Mauro Trani

httpvh://www.youtube.com/watch?v=6vLnqLRp2ls

httpvh://www.youtube.com/watch?v=bLOod1qJDwE

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Muggia. 30 anni, triestina, una vita sui campi da basket e da anni colonna dell’Interclub Muggia. Stiamo parlando di Annalisa Borroni, capitano della Querciambiente 2013/2014, squadra inserita nella conference Nord-Est della serie A2 femminile.

Ciao Annalisa, grazie per la tua disponibilità. Nome, cognome, ruolo e numero di maglia?

Annalisa Borroni, guardia-ala, n. 5

Come ti sei avvicinata al basket?

All’eta’ di 5 anni seguendo l’esempio di mia sorella Nicoletta.

Una vita “cestistica” spesa nell’Interclub Muggia, tranne una piccola parentesi a Marghera: c’è un motivo particolare in questa scelta?

Ho scelto di dare priorita’ ad altre cose e di non puntare tutto sulla pallacanestro

Ora sei anche il capitano, una responsabilità in più?

Di certo e’ un ruolo che sono onorata di ricoprire, soprattutto a Muggia! e’ un piacere e un onore capitanare un gruppo come il nostro. Qualche responsabilità in più c’e’ di sicuro, ma sono stata ben istruita dai miei due predecessori Elisa Gherbaz e Nicoletta Borroni.

Fai parte di una squadra tutta italiana, con la maggior parte delle giocatrici cresciute nell’Interclub: credi che questo possa aiutare?

In questo momento storico è diventata una necessità puntare sul settore giovanile, chi è bravo a sfruttare e a lavorare sulle giovani avrà sicuramente vita lunga e raccoglierà risultati. Le altre società potrebbero incontrare grosse difficoltà dipendendo dall’economia. Quest’anno non abbiamo una straniera, ma non credo sia un grosso problema se la squadra é coperta in ogni ruolo da buone giocatrici: e credo che la nostra squadra lo sia!

Siete considerate una delle big della conference Nord-Est: come spieghi i due k.o. –inaspettati- delle ultime due giornate dopo un inizio scoppiettante con le due vittorie contro le formazioni sarde?

Le sconfitte non sono semplici da spiegare! Sicuramente le assenze di Samantha Cergol dall’inizio del campionato e quella di Lara Cumbat proprio nelle due sconfitte sono state pesantissime…2 rotazioni in meno, ma soprattutto la mancanza di 2 giocatrici cardine per la squadra sono un gran problema nei match, ma anche nella preparazione delle partite. A parte questo a noi e’ mancata un po’ di cattiveria e furbizia: quando si giocano delle partite punto a punto contano tantissimo gli episodi, i dettagli e non siamo state brave a farli ricadere a nostro vantaggio.

Ora il turno di riposo: è arrivato nel momento migliore?

Sicuramente è arrivato nel momento giusto: di solito è importante potersi riscattare subito, ma nel nostro caso credo ci serva un attimo per riordinare le idee ed essere più pronte per le prossime partite.

Una tua previsione per il prosieguo della stagione: cosa ti aspetti, a livello di squadra e dal punto di vista personale?

Sono convinta che possiamo fare bene quest’anno, la squadra è buona e la voglia di lavorare è ben radicata nel gruppo. Mi aspetto un continuo miglioramento, che la squadra diventi più matura e consapevole dei propri difetti e pregi ad ogni partita. Secondo me è l’unico modo per migliorarsi e per progredire cestisticamente. Dal punto di vista personale cercherò di dare il mio apporto alla squadra, attivamente in campo e mentalmente al di fuori.

Miglior realizzatrice della conference (23 punti di media), seconda rimbalzista (10.5 a partita, dietro la tua compagna Romagnoli), seconda negli assist (2.3 a gara, dietro l’algherese Azzellini): Annalisa Borroni giocatrice a tutto campo…

Negli anni ho dovuto imparare a giocare in vari ruoli; sono stata aiutata anche dalla mia altezza che mi permette di avvicinarmi a canestro pur non essendo una lunga di ruolo.

Il tuo movimento d’attacco migliore?

L’arresto e tiro.

Il fondamentale su cui senti di dover lavorare maggiormente?

In generale la manualità sul lato sinistro…

Spesso alle donne che praticano sport viene riconosciuta poca femminilità: cosa ti senti di dire? 

In alcuni casi può essere vero: dipende dall’importanza che la persona da alla femminilità. Ma questo è un discorso fatto a prescindere dallo sport, semplicemente nella pallacanestro e’ più evidente.

Sei legata ad un numero di maglia in particolare? Se si, perché?

Ho praticamente da sempre il n. 5, le origini di questa scelta non le ricordo con esattezza.

Com’è Annalisa Borroni fuori dal campo? Interessi, hobby?

Fuori dal campo mi piace passare del tempo con la mia chiassosa famiglia e divertirmi con gli amici più stretti. Mi piace molto la fotografia e in generale l’arte. Vorrei poter viaggiare di più e spero di trovare il tempo per farlo.

Concludiamo con un saluto ai lettori, ai vostri tifosi ed un invito a seguirvi sempre più numerosi

Raccomando di seguirci numerosi, Trieste è una città innamorata della pallacanestro. L’entusiasmo è contagioso e l’importanza del “sesto uomo” in campo è un fattore importantissimo.

(Tratto dal sito DailyBasket.it)

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Due protagoniste di due mondi paralleli che viaggiano assieme, accumunate dalla stessa maglia. Unire la capitana Annalisa Borroni (nella foto di Sergio Verzier), una delle icone dell’Interclub attuale, e la giovanissima Lisa Bresciani, classe 2000 con tutta una carriera davanti a sè, non è affatto un azzardo. Specie se l’amore per la palla a spicchi diventa un punto di riferimento indissolubile per entrambe, nonostante si parli quasi di due generazioni cestistiche diverse…

NOME:

A – Annalisa
L – Lisa

COGNOME:

A – Borroni
L – Bresciani

SOPRANNOME:

A – semplicemente “Anna”, anche se nei primi anni nei quali giocavo assieme a mia sorella Nicoletta mi appiopparono il soprannome “Junior”…
L – “Lisuz”

RUOLO:

A – ala naturale
L – sono una sorta di “Jolly”, visto che al momento non ho un ruolo ben definito

DA QUANTO TEMPO GIOCHI A BASKET?

A – 24 anni, praticamente gran parte della mia vita
L – 3 anni, da quando avevo 10 anni

PER TE COSA SIGNIFICA GIOCARE A BASKET?

A – la pallacanestro è una scuola di vita, perchè ti insegna a vedere il complesso e il dettaglio assieme. Un qualcosa che è utile anche nella realtà fuori dalla palestra
L – è sinonimo di passione e di “valvola di sfogo”

IL TUO PIATTO PREFERITO?

A – uuh, sono una “mangiona” in tal senso! Ma, per preferenza, prediligo i crostacei
L – direi il risotto al pomodoro

LA TUA BEVANDA PREFERITA?

A – Brugal & Cola, senza dubbi
L – Coca-cola, logicamente senza Brugal…

IL TUO GIOCATORE PREFERITO?

A – Michael Jordan, per me il numero uno in assoluto
L – Kobe Bryant, per come gioca e per come riesce a muoversi sul parquet

LA TUA COMPAGNA DI SQUADRA PREFERITA?

A – senza fare uno sgarbo alle altre, direi Lara Cumbat: il perchè è dovuto all’affinità che ci contraddistingue, dentro e fuori dal campo
L – con grande sincerità, posso dire di non avere una vera e propria preferenza. Per me, tutte le mie compagne sono allo stesso livello

QUALE E’ STATA LA GARA MIGLIORE CHE HAI MAI DISPUTATO?

 A – una partita di play-off di serie A2, quando vestivo la maglia di Marghera e affrontammo Crema. In quel frangente segnai 34 punti, ma la cosa più importante è che praticamente vedevo il canestro come una vasca da bagno…
L – la gara contro l’ABF Monfalcone, dove misi a segno 13 punti

C’E’ QUALCOSA CHE INVIDI DI LEI?

A – senza dubbio la giovanissima età e, relativamente a questo, il fatto che abbia tutta una carriera davanti a sè da poter costruire. Dalle giovanili si ottengono le prime soddisfazioni ed è un qualcosa che deve godere al massimo
L – ammiro Annalisa per come gioca e per lo spirito con cui affronta le sfide, in una categoria difficile come la serie A2

COSA FARAI DA GRANDE?

A – di certo coltiverò uno dei miei 1000 e più interessi che ho in cantiere. Devo solo scegliere quale, in una scaletta di preferenze che devo ancora definire…
L – mi piacerebbe tanto diventare un veterinario e curare gli animali

QUALE E’ IL TUO SOGNO NEL CASSETTO?

A – avere la possibilità di viaggiare tanto. Al momento attuale, per ovvi motivi, non mi è possibile farlo
L – migliorare tecnicamente nel giocare a basket, perchè vorrei arrivare in A2

ALLA FINE DELL’INTERVISTA, CHE MESSAGGIO VUOI LASCIARLE?

A – “non dare mai niente di scontato e non smettere mai di crescere. Lo sport, e soprattutto il basket, ti aiuterà a farlo”
L – “riesci ad aspettarmi fino a quando non farò parte anch’io della prima squadra?”

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