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Gli ultimi mesi, sul fronte Pallacanestro Trieste 2004,  potrebbero essere dipinti tramite le colorazioni di fantozziana memoria:  dal mix tra il “viola addobbo funebre e il “blu tenebra” che pareva incanalare tutto verso una chiusura traumatica del grande basket in città (data oltretutto l’impossibilità societaria di raccogliere denari freschi per poter pensare con tranquillità al futuro), si è passati a tinte decisamente più tenui e gradevoli alla vista.

Diciamoci la verità: se il popolo biancorosso rivedrà nuovamente la LegaDue è solo grazie a quelle abbondanti 1.200 tessere prelazionate da chi ha visto nell’inizativa spontanea dei tifosi l’unica àncora di salvezza tangibile su cui potersi aggrappare. Detto dal sottoscritto, quale uno dei promotori che si è prodigato nell’imbastire e via via modellare le attività di contorno, potrebbe risultare un classico esempio di ulteriore “spam” su quanto già sottolineato nelle scorse settimane, nonchè la voglia di continuare ad auto-incensarsi per l’obiettivo raggiunto. Ma è altrettanto palese come il duro lavoro porta a risultati insperati, specie se fatto con raziocinio, costruttività e voglia di mettersi personalmente in discussione: ecco, è forse questo il nocciolo di come un problema può essere risolto con estrema umiltà di intenti. E’ mai possibile che 5 bistrattati personaggi abbiano potuto far breccia nelle tasche e nei portafogli altrui (immagine poco romantica, ma tutto sommato calzante), semplicemente grazie a una credibilità di perfetti sconosciuti che mettono la propria faccia davanti a un problema per risolverlo, anzichè dribblarlo?

Di certo, “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste” ha provveduto a fare giurisprudenza in due ambiti distinti: il primo, che un’idea può essere perseguita solo se sono poi in tanti a poterla cavalcare e farla propria; la seconda, che è relativamente semplice creare entusiasmo se sei in grado di convogliare attorno a te l’interesse verso un qualcosa di estremamente importante per questo sport: la sopravvivenza. Soprattutto perchè quei 120 mila Euro raccolti rappresentano proprio il poter tirare avanti per la Pallacanestro Trieste 2004, in attesa di nuovi scenari futuri: però quelli “sporchi” 120 mila rappresentano unicamente l’inizio di una nuova sfida per la piazza biancorossa, ed è su questo che ora si dovrà lavorare con logica e costrutto, al fine di non arrivare un domani nuovamente con l’acqua alla gola.

Il mese di luglio sarà quello della verità: chi saranno i nuovi soci? Chi guiderà la compagine societaria? Chi entrerà e chi uscirà? Chi saranno i volti che comporranno il roster 2013/14? Domande su cui, negli ultimi giorni, è in atto una vera e propria “caccia al gossip” che rischia quasi di tracimare in una sorta di speculazione: di nomi se ne son fatti parecchi, ma in questa fase non ci concentreremo sui possibili Mister-X, quanto su un concetto chiaro. Trieste ha rischiato di sparire, la Provvidenza sotto forma di abbonamenti anticipati ha salvato capre e cavoli: chiunque si siederà nella stanza dei bottoni giuliana, dovrà avere perfettamente in testa che un simile rischio non dovrà essere ripetuto.

L’ “effetto-placebo” dell’iniziativa spontanea, che tanta positività ha portato in un ambiente derelitto e confuso, potrebbe esaurirsi ben prima della prima palla a due del prossimo campionato, se non ci sarà freschezza di programmi a medio termine e se soprattutto non si andrà ad accrescere la popolarità, vero tallone d’Achille da curare nel minor tempo possibile:  basta dunque con le “guerre tra poveri” e con i silenzi roboanti che hanno portato la palla a spicchi biancorossa sull’orlo del precipizio. E’ tempo di costruire, non più di disfare la matassa: i tifosi, quelli veri, non vogliono e non possono più aspettare.

 

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TRIESTE – La passione per una maglia non conosce ostacoli: nè di carattere atmosferico (Giove Pluvio si è fatto valere…), nè tantomeno se le vicissitudini societarie non fanno dormire sogni tranquilli ai sostenitori. Nella cornice del campo sportivo del Campanelle, sotto una pioggia a tratti battente che non ha comunque fermato la passione dei tanti tifosi accorsi per l’occasione, si è consumato l’ultimo atto della stagione 2012/13 della Pallacanestro Trieste 2004.

Un abbraccio finale, a tratti commovente, tra i “paladini” della Legadue e chi, nonostante i tanti interrogativi e le poche (anzi, pochissime) certezze del futuro, ha voluto salutare un gruppo meraviglioso che, pur in mezzo a una selva infinita di situazioni difficili, ha sempre dato il massimo mantenendo la barca abbondantemente a galla. La grigliata di fine anno dell’AcegasAps si porterà dietro per parecchio tempo un nugolo di emozioni forti, dove il denominatore comune è il rinnovato amore tra supporters e squadra: un rapporto di reciproco affetto tra “gladiatori”, sul parquet e sugli spalti, che non hanno spento il motore come era logico aspettarsi, ma hanno invece saputo addirittura elevarsi nei momenti di sconforto.

Con i giocatori diventati cuochi d’eccezione e impeccabili spillatori di birra, in un finale travolgente di serata contraddistinto dall‘asta benefica a favore dell’Associazione Donatori Midollo Osseo (la raccolta-fondi ha prodotto quasi 1.000 Euro!), si è messo un punto esclamativo a caratteri cubitali sulla voglia di palla a spicchi della città. In tal senso, la Trieste sportiva dà ancora una volta uno schiaffo vivo e rumoroso alla Trieste imprenditoriale, che continua a muovere poche pedine e vive soggiogata dal deterrente della crisi finanziaria, ancora chissà per quanto tempo.

Guardando al domani, è un delitto pensare che ci sia il rischio tangibile di smantellare tutto, di rinunciare a quanto sinora prodotto e di far crollare i buoni propositi della tifoseria che, a livello di amore, è tornata ai massimi storici nonostante la stagione burrascosa. E’ proprio questa la fine che attende la Pallacanestro Trieste 2004? E’ proprio questo un “The End” che sistematicamente viene piazzato sul muso di chi ha un cuore pulsante che batte per i colori biancorossi? A questo, e a tanti altri quesiti, sono ora chiamati a rispondere società e tutti quei personaggi che hanno il…cerino in mano: spegnere tale fiamma sarebbe un peccato capitale. Oltre che un vero e proprio dolo nei confronti di chi, sino in fondo, ha onorato la maglia indossata.

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Una Trieste arrabbiata, delusa e vogliosa di riscattarsi sarà quella che affronterà il turno infrasettimanale di campionato in Sicilia, scappando via dal ghiaccio e dai venti di Bora sferzanti in questi giorni nel capoluogo giuliano…per scaldarsi almeno un pò, dal punto di vista metereologico.

La sconfitta casalinga di domenica contro la Biancoblù Basket Bologna è stata un boccone indigesto da digerire per i biancorossi: una partita riacciuffata nei secondi venti minuti, poi minata da qualche decisione arbitrale a dir poco inconcepibile, ha finito col recitare un copione visto varie volte in questo girone di ritorno. Non bellissima e prolifica al tiro, ma grintosa all’ennesima potenza anche grazie ai propri giovani, la Trieste che affronta l’ultima parte di campionato fa pochi punti in classifica ma appassiona i propri tifosi e rende la vita difficile alle avversarie. Con questo spirito il team di Dalmasson affonterà la Sigma Barcellona, formazione dei “piani alti” che verosimilmente lotterà streguamente nei play-off, per giocarsi la promozione nella massima serie sino alla fine.

C’è un amarcord pauroso per l’AcegasAps, e se vogliamo anche doloroso, guardando chi si troverà davanti giovedì sera: ci sarà infatti un velo di tristezza sportiva nel riabbracciare quel Jobey Thomas che iniziò l’avventura stagionale a Trieste, finendo poi alla corte di coach Perdichizzi a inizio febbraio nel momento in cui la società giuliana dovette privarsi di entrambi gli americani per le già note vicende di ristrettezza economica. Quella squadra, brillantemente e abbondantemente in zona play-off per tutto il girone d’andata, ha dovuto cambiare giocoforza volto con il risultato di perderne 7 delle ultime 8 e di dire praticamente addio al sogno di post-season. Inutile piangere sul latte versato, concentrandosi principalmente sulle ultime gare nelle quali l’AcegasAps ritrova a tempo pieno sia Luca Gandini, il lungo di riferimento che ha dovuto arrendersi per 40 giorni filati alla frattura da stress del piede e che già domenica ha dato il proprio contributo contro i lunghi della Biancoblù, che Marco Diviach, poco utilizzato nell’ultima sfida di campionato a causa delle noie fisiche all’adduttore.

La Sigma è uno dei “pesi massimi” della Legadue: costruita per il salto di categoria, attualmente è seconda in classifica a 28 punti (in compagnia di Casale Monferrato), a -6 dalla capolista Pistoia che sembra aver messo il turbo per la conquista della posizione migliore in ambito play-off. Barcellona arriverà alla sfida del PalAlberti (la seconda consecutiva in casa) dopo la bella vittoria conseguita tra le mura amiche contro la Prima Veroli: non sono però stati giorni facili, quelli antecedenti ai due punti conquistati ai danni dei ciociari, con il presidente Bonina che impose il silenzio stampa ad oltranza all’indomani del brutto scivolone che la Sigma rimediò qualche giorno prima a Imola.

La volontà dei siciliani è quella di avere maggior continuità da parte di tutti i propri effettivi, in un roster solido che poche altre squadre possono permettersi: detto di Thomas, con Bell e Sanders che hanno salutato l’isola da tempo, l’altro neo-arrivato Dwight Hardy ha già dimostrato di saper il fatto suo; Bucci e Green completano un reparto di “piccoli” da lusso sfrenato per la categoria, mentre salendo di centimetri c’è un’ulteriore abbondanza di talento guardando a Callahan e Cittadini, con un occhio di riguardo anche a Eliantonio e Mocavero (quest’ultimo brillante nell’ultimo turno, con 12 punti messi a referto).

Il pronostico sembra essere completamente a favore di Barcellona, ma l’AcegasAps ha sempre dimostrato quanto sia difficile toglierle lo scalpo: per coach Dalmasson una sfida in ripida salita, ma ce ne sono già state tante altre nell’ultimo periodo. Il concetto principale per Trieste è quello di continuare ad elevarsi nelle difficoltà, di certo il match contro la Sigma può dare la conferma di quanto i biancorossi  siano un osso durissimo per chiunque: all’andata i siciliani persero malamente le penne al Pala “Cesare Rubini” di Valmaura per 76-61, un risultato che di certo la “Perdichizzi-band” ha tutta la volontà di cancellare dai propri ricordi.

Si gioca giovedì 28 marzo 2013, palla a due alle 20.30.

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Non una bella partita ma di certo emozionante quella al PalaRubini, due squadre piu’ volonterose che tecniche a darsi battaglia per due punti chiave per un posto nei play off; la spunta la Biancoblu Bologna, spesso a comandare la sfida nel punteggio, ma avvicinata pericolosamente da una Trieste come sempre in versione garibaldina.

Quintetto base Acegas Trieste con Filloy, Ruzzier, Coronica, Mescheriakov, Gandini, risponde coach Salieri con l’ex Pecile, Cournooh, Vitali, Cutolo e Mosley; ottima circolazione offensiva per i bolognesi che però hanno le polveri bagnate, Trieste invece trova nella coppia Filloy-Ruzzier linfa per il primo break casalingo sul 6-0; molti errori da ambo le parti, “gol” di Pecile dai quattro metri per la Biancoblu, Trieste ferma la macchina offensiva perdendo palloni piuttosto banalmente, detto fatto e 7 punti di “sunshine” Pecile portano in vantaggio gli ospiti sul 6-7; il rientro di Luca Gandini è già un evidente vantaggio per i giuliani, soprattutto in termini di presenza in area pitturata, mentre dalla parte opposta Harris e Cutolo da oltre l’arco fanno male ai biancorossi, finale di prima frazione sul 12-17.

Dopo orrori offensivi di Mescheriakov, il bielorusso entra in partita con un paio di buone conclusioni, pur considerando che l’Acegas non trova giusta fluidità offensiva; Bologna trova un Drenovac ispirato che risolve diverse situazioni scabrose in attacco: 18-23 con terzo fallo del lungo Mosley. Due ottimi recuperi difensivi con transizione lanciano la Biancoblu per il primo serio vantaggio esterno sul +9; ottima intraprendenza di Harris, punti anche dalla spazzature utili ai felsinei per il massimo vantaggio sul 20-31, non c’è il tracollo dei padroni di casa solo per la caparbietà a rimbalzo offensivo del solito Gandini e quindi secondi e terzi possessi biancorossi.

La peggiore versione Acegas dell’anno, in cui il tiro da fuori ha fatto acqua (1/10), paradossalmente contiene l’urto bolognese e le squadre vanno all’intervallo sul 25-33. Quattro punti consecutivi di Michele Ruzzier e Trieste torna a ruggire trascinata dal PalaRubini, squadre nuovamente a contatto sul 35-36, time out obbligato di coach Salieri. Cutolo con una tripla ferma l’impeto giuliano, e capitan Pecile rimette le cose a posto con un tiro dai cinque metri; momenti molto caldi del match, fisicità e fischi importanti della terna arbitrale (spesso a salve), situazioni ambientali molto pesanti all’interno della struttura di Valmaura, pubblico inferocito e risultato fermo sul 41-44. Finale di frazione con un antisportivo a Pecile, una partita completamente riaperta e punteggio mosso dai viaggi in lunetta di Harris: 47-49.

Importanti minuti per il giovane Fossati in casa Trieste anche nell’ultimo quarto, Vitali nelle fila bolognesi forza qualche conclusione di troppo, il vantaggio esterno è sempre garantito sul 51-53; parità con il “rapinatore d’area” Coronica, subito però bissato da un’ottima iniziativa di Vitali. Sembrano duelli rusticani quelli sul parquet del PalaRubini, ad azione di Michele Ruzzier risponde con un gioco da tre punti Harris, 57-62 a 4’21″ dal termine; due occasioni gettate alle ortiche per Filloy in fase offensiva per il riaggancio, gioco forza le più classiche delle punizioni sportive con tripla di Cutolo. Esce per cinque falli Luca Gandini e così si chiude il match fra le urla “ladri,ladri” del pubblico del PalaRubini; anzi no, due follie bolognesi ridanno una minima fiammella di speranza ai giuliani, 65-69 a 28 secondi da termine. Palla dentro e fuori di Carra da tre punti e questa volta titoli di coda alla sfida sono impressi nella storia: 67-71 e vittoria molto importante per la Biancoblu su un campo per nulla facile, per l’Acegas consueto pieno di complimenti ma senza punti in cascina.

AcegasAps Trieste-Biancoblu Basket Bologna 67-71 (12-17, 23-55, 47-49)

AcegasAps Trieste: Coronica 8, Tonut n.e., Ondo Mengue n.e., Mastrangelo 10, Ruzzier 17, Filloy 7, Diviach, Carra 2, Mescheriakov 13, Fossati 4, Gandini 6. All. Dalmasson

Biancoblù Basket Bologna: Harris 17, Cournooh 10, Pecile 14, Gasparin n.e., Montano, Cutolo 15, Pini, Vitali 7, Drenovac 8, Mosley. All. Salieri

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Sarà stata una sosta ristoratrice per l’AcegasAps Trieste? La pausa di campionato, dovuta alla disputa delle Final Four di Coppa Italia di categoria vinte dalla Bitumcalor Trento, ha permesso agli uomini di coach Dalmasson di “riprendere colore” dopo la marea di infortuni che si sono abbattuti sulla già incompleta formazione giuliana. Ma è anche vero che dopo una marea di mugugni, l’aver piegato Capo D’Orlando un paio di settimane fa ha ridato entusiasmo a tutta la truppa biancorossa: per un team che, nonostante quanto sia successo in fatto di fughe americane ed altro, abbia sempre dimostrato di sputare sangue, i due punti conquistati contro la “Poz-Band” gratificano per il gran lavoro in palestra messo in atto senza troppi piagnistei.

Si riprendono le ostilità e, attendendo il recupero di alcuni infortunati (Mastrangelo ha recuperato completamente dai malanni dell’ultima gara e sarà sicuramente a disposizione, si spera di riavere Gandini a breve in palestra dopo lo stop che ormai dura da un mese) Trieste domenica affronterà una Forlì che, tutto sommato, sta soffrendo anch’essa le pene dell’inferno per diradare le nubi fitte sul lato societario. Un filo comune lega AcegasAps e Le Gamberi Foods, ovvero il lavoro degli ultimi tempi per salvare economicamente capra e cavoli e per dare un futuro roseo al movimento cestitico di propria competenza: è sempre difficile affrontare tematiche extra-sportive di questo tenore, ma gli ultimi mesi insegnano come le poche disponibilità finanziarie e la tanta incertezza siano diventati denominatori comuni di tante realtà, anche in Legadue.

Oltretutto, Forlì ha una gatta da pelare non indifferente in casa propria: Terrence Roderick sta facendo  “i capricci”, è fermo da qualche tempo per un infortunio che non convince i vertici societari, e il tutto sembra ruotare però su un problema di mancata puntualità degli emolumenti. E’ probabile che nelle prossime ore si decida il futuro della guardia originaria di Philadelphia, molto probabilmente lontano dalla Romagna: con questo “big-trouble” , coach Dell’Agnello non è affatto immune da pensieri poco propositivi. Tuttavia la posizione di classifica (attualmente sesta a 20 punti, due in più dell’AcegasAps) spingono la Fulgor Libertas a credere in un posto nei play-off promozione, mettendo per un attimo da parte i grattacapi che si sono sviluppati ultimamente.

Con gente come Bo Spencer e Bernardo Musso, Forlì può dire comunque la sua: nelle ultime uscite al “PalaCredito” solamente Barcellona è riuscita a far bottino pieno nelle ultime cinque uscite casalinghe romagnole.  Per la “giovin-Trieste” non si può certamente parlare di tappa di transizione, visto che ormai gli obiettivi di stagione sono quelli di finire il più dignitosamente possibile facendo crescere la linea verde: semmai è un appuntamento importante per la banda Dalmassoniana per consolidare la continuità di rendimento e continuare la sua attività di guasafeste, in giro per i campi della LegaDue.

Si gioca domenica 17 marzo, palla a due alle ore 18.15.

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In tempi di conclavi papali, guardare all’insù per vedere le fumate bianche (o nere) diventa una consuetudine anche nelle vicende di casa nostra. C’era parecchia attesa, nei primi giorni del mese entrante e relativo al fronte Pallacanestro Trieste 2004, per quella che doveva essere l’Assemblea dei Soci con annesse presentazioni di nuove figure pronte a entrare. Ma le trattative in corso non si sono ancora concluse, e quindi il tutto slitta ancora di qualche giorno (presumibilmente a metà della prossima settimana)

“Non c’è fretta per fare buoni affari”, il messaggio subliminale che ne esce fuori: non c’è infatti solo il tanto “acclamato” Luigi Brugnaro (patron della Reyer e unico vero nome certo trapelato negli ultimi mesi) a entrare nella stanza dei bottoni biancorossa, ma anche un fantomatico ulteriore imprenditore da fuori regione, stando ai rumours recenti. Oltre ad altri individui su cui (forse) cadrà il velo dell’anonimato a breve.

Morale della favola? Ci sarà ancora da aspettare un pochino per avere un quadro più nitido della faccenda: ci si attende, una volta per tutte, che si arrivi a mettere nero su bianco la parola “FINE” a una situazione di difficoltà che si trascina da tempo.

Occhio però a non lasciarsi andare a facili entusiasmi sino a una completa e precisa definizione degli accordi: passeremo per una volta quali “untori” sconsiderati a oltranza, ma la verità è che i mesi passati hanno decretato come ci si debba muovere con piedi di piombo in certi ambiti. In fin dei conti, di una cosa possiamo tranquillizzarci: la società, nella conferenza stampa di qualche tempo fa, paventò la massima trasparenza futura nei confronti degli organi di comunicazione. Che tradotto vuol dire: se c’è l’attuale silenzio, dunque, tutto sembra essere legato a un cartello “LAVORI IN CORSO” che con buona probabilità verrà tolto nelle prossime settimane. Quindi nessun stress, “stiamo lavorando per voi”, sembrano dire gli organi societari.

Soci nuovi o soci vecchi, nuovi sponsor o meno, la Pallacanestro Trieste 2004 sa di giocarsi una bella fetta di credibilità su come saprà muovere le proprie pedine sulla scacchiera d’ora in avanti. I tempi dei “jolly” sono finiti in casa biancorossa, le scelte dolorose (e al tempo stesso indigeste a molti) dovranno tassativamente far spazio a programmi  a medio-lungo periodo che sappiano calcificare una passione che, vedendo il buon numero di spettatori al Pala “Cesare Rubini”, anche in tempo di vacche magre non muore mai.

Oltretutto, qualsiasi tipo di discorso converge in un unico punto: su chi paga il biglietto. Non si facciano più errori in tal senso, per favore: ci sono oltretutto troppi occhi esterni attenti, puntati ormai costantemente verso la società, che si immedesimeranno quali “garanti” della succitata trasparenza.

Altri sbagli potrebbero non essere tollerati, nemmeno nell’imborghesita Trieste….

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C’è forse, in maniera paradossale, parecchio interesse nell’attendere una gara come quella che domenica l’AcegasAps vedrà ospitare l’Upea. Dimentichiamoci per un attimo lo status di una Trieste che conta solo di finire dignitosamente il campionato…e di non perdere ulteriori pezzi per strada: cosa potrebbe spingere un appassionato di basket a correre al Pala “Cesare Rubini” per una partita che, lato biancorosso, vale poco o niente ai fini della classifica? E qui entrano in gioco i siciliani, che nel loro DNA hanno tanto acido desossiribonucleico “made in TS”: Capo D’Orlando era sull’orlo dell’attacco di panico nella primissima gestione di coach Massimo Bernardi, e il jolly pescato con la nuova guida tecnica è stata una mossa di completo successo.

Gianmarco Pozzecco e Furio Steffè, assieme a David Sussi già arrivato in Sicilia durante l’estate: i tre “muloni” dell’Ave Maria su cui l’Orlandina ha puntato (per il momento, vincendo) una scommessa importante nel campionato di Legadue. La resurrezione dell’Upea porta il loro marchio, e da team delle retrovie si è passati a un organico che tenta addirittura di piazzarsi in zona play-off: i risultati parlano chiaro, con quattro vittorie nei cinque match giocati nel girone di ritorno.

Chi vive sulle ali dell’entusiasmo…e chi invece (ovvero l’AcegasAps) giocoforza va comunque avanti per la propria strada. Con un Marco Diviach in più (benvenuto) e con un Davide Cantarello in meno, con quest’ultimo che ha fatto capire come forse, nella vita, bisognerebbe avere un pò più di delicatezza nel dare il benservito a un uomo, prima che a un giocatore. A una stagione già tormentata si inserisce un altro tassello che, di certo, aiuterà a ricordare il 2012/13 come l’annata delle scelte societarie “difficili”, con l’occhio del tifoso che le vede come “impopolari”.

Si gioca domenica 3 marzo al PalaTrieste, palla a due alle ore 18.15

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Un finale di stagione così non se lo aspettava nessuno, neppure i più maligni detrattori avrebbero augurato una sorte così infausta al team biancorosso. Di certo, la Pallacanestro Trieste 2004 non ha sicuramente fatto qualche patto col diavolo, visti i problemi di rotazione che si stanno presentando via via nelle ultime settimane: dall’esclusione degli americani alla tegola degli infortuni (quello di Abdel Fall in primis, arrivato come una breaking news nelle scorse ore, che con buona probabilità terrà il giovane pivot in tribuna per qualche mese), l’AcegasAps affronterà all’arma bianca la capolista Giorgio Tesi Group Pistoia, a questo punto col chiaro intento di fare bella figura e nulla più.

Troppo pessimismo? Forse. Ma anche la consapevolezza che fronteggiare la prima della classe con un organico estremamente ridotto all’osso e che, sotto i tabelloni, vedrà anche un Luca Gandini (nella foto di Dario Cechet) non in perfette condizioni, rischia di diventare una sorta di Caporetto preannunciata. I toscani arriveranno al PalaTrieste forti di tre vittorie consecutive in altrettanti incontri, ma soprattutto con un organico completo sotto ogni aspetto che coach Paolo Moretti ha saputo plasmare ad hoc, con gli ottimi risultati sinora conseguiti sul parquet. Le ottime individualità (da Hicks a Graves, da capitan Toppo a Galanda) ne fanno il cliente più scomodo possibile per la “giovane” AcegasAps di Eugenio Dalmasson, ormai rassegnatosi a perdere parecchi pezzi per strada e costretto a fare di necessità virtù: servirà una grandissima Trieste per fermare la corsa degli ospiti, con i pronostici della vigilia che pendono dalla parte della Tesi Group.

La palla a due è fissata per domenica 24 febbraio, al canonico orario delle 18.15

Se ne parla qui sul forum: -> http://www.elsitodesandro.it/invboard/index.php?showtopic=13586

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In diretta su Sportube 4 (e sul sito della LegaDuebasket) l’AcegasAps torna sul parquet di Ferentino dopo la serie di playoff dell’anno scorso, ma non riesce a tornare alla vittoria pur rimanendo a contatto e in vantaggio per lunghi tratti di gara: la stanchezza si fa infatti sentire nell’ultimo periodo (concluso 27-10 per i padroni di casa) e così nonostante l’orgoglio Carra e compagni devono arrendersi.

Con la nuova “formula” completamente italiana fatto salvo per Mescheriakov, Trieste parte con Ruzzier, Gandini, il bielorusso, Filloy e la sopresa Ondo. Il primo canestro biancorosso è proprio firmato dall’ex Stella Azzurra, ma a punire Trieste è proprio un giovane: Parrillo segna 5 dei primi 7 punti laziali. Gandini dalla lunetta firma il nuovo pari, e lo stesso lungo veronese stoppa lo spauracchio Ekperigin evitando la fuga di Ferentino. La partita non è spettacolare e va a fiammate, sui ritmi preparati da coach Dalmasson: l’FMC fa fatica a segnare ma è comunque avanti 13-10. Carra subisce uno sfondamento da Guarino, ma commette un discutibile antisportivo che porta i padroni di casa sul +7, subito riportato a 4 da una tripla di Filloy e a due da un meraviglioso canestro in post basso di Abdel Fall. Il primo quarto finisce 17-15 per Ferentino.

Lo stesso lungo di origine senegalese mette i due liberi del pari, ma commette il fallo del 2+1 di James, che mette in difficoltà i lunghi triestini portandoli fuori. Dalmasson nel primo minuto del secondo periodo ha già ruotato nove uomini, ma Gurini mette il 21-17 con l’Acegas che sbaglia davvero tantissimo da due pur creando tiri di ottima fattura. Una tripla di Ondo rimette però i biancorossi in carreggiata e un passaggio meraviglioso di Filloy (due assist consecutivi per l’italoargentino) per Mescheriakov vale il meno uno. Lo stesso bielorusso sigla il pari dalla lunetta sul 26-26 a 5 minuti dall’intervallo lungo: l’abnegazione in difesa dei triestini è davvero ammirevole, con Filloy che fa 2/2 dalla linea della carità per il primo vantaggio e per il +5 siglato a Carra in contropiede. D’esperienza Guarino si guadagna il 3/3 ai liberi, ma “Lupo” ha la memoria lunga e glielo ricaccia dall’arco come se fossero i playoff dell’anno scorso. La Fmc sbaglia qualche tiro libero, ma con Parrillo si riporta a meno uno e con Allegretti torna in vantaggio sempre dalla lunetta. Capitan Carra è micidiale dall’arco (37-35) ma il bonus si rivela una manna per i ciociari che hanno tirato già 22 tiri liberi, quindici dei quali a segno sui 37 punti segnati. La prima metà si chiude sul 39-37 per i padroni di casa, con Trieste in partita grazie alla difesa e nonostante il 4/17 da due.

La ripresa comincia con un canestro da lontano di Filloy che pareggia i conti; con due contropiedi finalizzati da Carra e Gandini fanno mettere di nuovo il naso avanti (+4), purtroppo però Parrillo e James evitano la fuga, con Trieste che ha già quattro giocatori con tre falli (Mescheriakov, Fall, Filloy e Ruzzier). L’ex Wake Forest e James si fronteggiano dalla distanza: l’americano mette due siluri consecutivi che mettono Ferentino dal -6 al +4. Filloy segna in penetrazione e assiste Nikita dai 6,75, così torniamo avanti: è un tira e molla senza fine (54-52 biancorosso), con il playmaker di Cordoba in versione Mvp, e Ondo Mengue che purtroppo pesta la riga da tre punti per il nuovo +4. Anche Gandini si macchia del terzo fallo, ma segna 2/2 ai liberi dall’altra parte (58-55) a due minuti dall’ultimo riposo. Ferentino in attacco ha un unico schema: palla a James per l’uno contro uno; Coronica segna in tap-in e Filloy si guadagna il fallo del +6 (57-63). Filloy però fa il quarto fallo sull’ultimo possesso (assist per Cantarello ma canestro annullato), e anche Ruzzier ha quattro penalità. Si va all’ultimo riposo sul +4 (63-59) ma con una situazione di falli problematica.

James sembra il più famoso LeBron e riporta avanti Ferentino con una tripla e due tiri liberi che valgono addirittura quota 32 punti individuali su 64 della squadra. L’attacco è farraginoso senza Filloy e James diventa un fattore anche in difesa: anche Gandini fa il quarto fallo e Gurini sigla il +3 sempre dalla lunetta. Dalmasson preferisce parlarci sopra: l’americano in alleyoop da rimessa fa però +5 per un parziale di 9-0, che Gandini non spezza dalla lunetta con uno 0/2. Hamilton si guadagna tre tiri liberi su un fallo ingenuo di Mescheriakov: l’impressione è che la benzina sia finita. Il bielorusso fa il quinto fallo in attacco, dove l’AcegasAps non gira più e si affida a statici tiri dalla distanza: Ferentino tocca il +11 con Guarino per un 15-0 di parziale. Filloy segna un canestro e fallo che spezza l’incantesimo, ma il tiro libero aggiuntivo non va. Le energie insomma finiscono troppo presto (76-65 a 3:51 dalla fine, parziale di 17-2), e prova ne è sono i 5 tiri liberi consecutivi sbagliati dopo che si tirava con il 100%: Carra prova il sussulto, Trieste non si arrende, ma finisce lo stesso 86-73, con 36 punti di Delroy James. Per la squadra di Dalmasson migliori marcatori Filloy (20) e Carra (15), buona anche la prestazione di Ondo Mengue.

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