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Principe, una nuova impresa. Oveglia: «Il difficile arriva adesso»

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Sciogliersi in lacrime a 55 anni compiuti? Detto, fatto: nella serata di martedì scorso, quando per la sua Principe è arrivata la matematica certezza di rimanere nell’Elite dell’handball nazionale per un altro anno, Giorgio Oveglia si è letteralmente lasciato travolgere dalle emozioni. «Appena mio figlio Michele mi ha confermato la vittoria del Fondi contro Oriago, sono scoppiato a piangere. Questo risultato mi dà una gioia immensa, ripensando a quel “patto” della scorsa estate fatto con i veterani Visintin, Carpanese e Modrusan per ripartire una nuova stagione con poche certezze e tanto pessimismo. Mi piacerebbe che, nell’atrio di Chiarbola dove si raccontano i nostri 17 scudetti, un piccolo spazio venga dedicato a questa annata: per importanza, questa “salvezza” vale quasi quanto uno di quei titoli in bacheca».

Con il Girone Unico in tasca, è naturale tracciare in casa giuliana un bilancio più che positivo di quanto realizzato nel campionato che si è chiuso sabato scorso: «Abbiamo tenuto testa a tutti, siamo arrivati terzi in regular season e abbiamo conquistato le finali di Coppa Italia: traguardi incredibili, considerando che ho fatto giocare molti dei miei ragazzi fuori ruolo, con una rosa che si è anche assottigliata nel corso dei mesi. Abbiamo buttato nella mischia ragazzini come Allia, Sandrin, Sodomaco e Hrovatin, abbiamo scommesso con successo su Udovicic e Crespo Diego che hanno fatto la differenza: sì, il risultato che abbiamo raggiunto ci riempie di orgoglio».

Il difficile arriva però adesso, per mantenere ancora una volta Trieste nella massima serie: «La volontà è quella di confermare in toto l’intera rosa: c’è anche qualche giocatore che vorrebbe tornare a casa e che potrebbe rientrare, vedremo il da farsi. Mi piacerebbe che entrino in società persone nuove abili nel dare una ventata di freschezza in ambito manageriale, anche perché dovremo essere in grado di costruire un budget importante per il prossimo campionato». E Giorgio Oveglia rimane al suo posto? «In questo momento è il problema meno importante: mi prendo due giorni di ferie e dal 2 maggio iniziamo a pianificare il futuro. Non è obbligatorio che sia ancora io a sedere in panchina». 

(da City Sport di lunedì 30 aprile)

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