Una delle formazioni più sorprendenti e positive dell’attuale campionato di Adecco Gold è senza dubbio la Lighthouse Trapani: tornata nella seconda serie nazionale dopo l’acquisizione del titolo sportivo di Scafati, la piazza siciliana ha riacquistato l’entusiasmo che da sempre ha contraddistinto storicamente i propri tifosi.

I risultati sin qui ottenuti sottolineano la bontà del progetto del presidente Pietro Basciano: i 24 punti finora raccolti, frutto di 12 vittorie e 9 sconfitte complessive, rappresentano un tesoretto utile non solo per tenersi abbondantemente lontani dai bassifondi della classifica, ma anche per tentare la conquista di un posto nella futura post-season. In particolare, la Lighthouse si è dimostrata quasi perfetta tra le mura amiche, con un record di 9 vinte e 2 perse al “PalAuriga” che la inserisce nel gruppone delle migliori compagini di stagione per punti conquistati in casa. Cammino diverso invece nelle partite lontano da Trapani, con un record di 3-7 su cui però vanno sottolineati i due risultati utili nelle ultime tre trasferte affrontate (vittorie a Imola e Veroli, prima della sconfitta di quindici giorni fa a Napoli).

Con un team solido, allenato da un coach di grande esperienza quale Lino Lardo (tra l’altro, ex di piazze importanti come Milano, Bologna e Roma), la Lighthouse ha pescato durante l’estate una coppia di americani di buon spessore, optando per un duo di realizzatori che rende estremamente competitivo il reparto dei “piccoli”. Con il play Kelvin Parker (lo scorso anno in Svizzera con il team dei Geneve Lions) e la guardia Rob Lowery (un recente passato nella seconda lega turca con la maglia del Balikesir), Trapani si assicura mediamente quasi una trentina di punti a partita: un motivo in più per sottolineare la pericolosità offensiva dei due, dotati oltretutto di una gran dose di leadership da piazzare sul parquet.

La Lighthouse non è però squadra totalmente dipendente dai propri atleti a stelle e strisce: la buona posizione di classifica è frutto anche del lavoro degli italiani, su cui svettano i 207 centimetri del centro Andrea Renzi (classe 1989, ex Angelico Biella). Per il lungo originario di Genova, sembra questa essere la stagione del tanto sperato salto di qualità: i quasi 14 punti di media e 6 rimbalzi abbondanti a gara ne delineano a chiare tinte l’ importanza di questo giocatore nello scacchiere tattico di coach Lardo. Un occhio di riguardo va dedicato anche all’ala/guardia Giancarlo Ferrero (’88, precedentemente a Casale Monferrato e con un ruolino di marcia che parla di 11.5 PPG) e all’ala forte Patrick Baldassarre, quest’ultimo spesso abbonato alla “doppia-doppia”.

Dalla panchina escono giocatori altrettanto interessanti: da citare Nelson Rizzitiello, ala di 198 cm del 1984 dotato di buon tiro perimetrale, oltre al centro Luca Ianes (classe ’80, 3 PPG + 4.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe) e agli under Lorenzo Bartoli (ex Saronno in DNC) e Stefano Bossi, quest’ultimo “triestinissimo” talento cresciuto nel vivaio dell’Azzurra, con già un’esperienza nella passata Legadue in maglia trentina.

All’andata, ci volle un tempo supplementare al “PalAuriga” per assegnare i due punti in palio: Trapani si impose infatti per 87-80 dopo l’overtime, con Parker top-scorer siciliano a quota 19 punti, lo stesso bottino realizzativo messo a segno in ambito biancorosso da parte di Stefano Tonut.

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