L’Italia fa lo sgambetto a una pallida Russia: inizia bene l’europeo sloveno degli Azzurri

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Grande, immensa classe operaia. Un’ Italia che avrebbe potuto benissimo continuare a piangersi addosso per le defezioni rimediate negli ultimi tempi, arrivando con poche pallottole nel proprio caricatore, dà una chiara e nitida dimostrazione di forza già nella prima gara del girone D. La Russia, arruffona e spesso poco propositiva in campo, alza bandiera bianca nel match d’esordio dell’Europeo di Slovenia: è il tricolore italico a sventolare con forza sopra la Bonifika Arena di Capodistria, con il 69-76 che è risultato quasi bugiardo per come il team di Pianigiani ha saputo mettere la museruola agli avversari per gran parte della partita.20 minuti di grandi percentuali, altri 10 di mantenimento “intelligente” del vantaggio, altri 10 ancora di grande sofferenza ma mai di reale pericolo: è così che la Nazionale si regala i primi punti del proprio raggruppamento, con tutti i benefici che ne conseguono.

L’Italia rompe il ghiaccio con la realizzazione morbida di Datome e fa vedere di esserci con la testa sin dall’avvio della sfida: gli azzurri vanno sul +5 con la tripla di Diener (4-9), la Russia si rimette immediatamente in linea di galleggiamento con il mini-break targato Sokolov e Shved, tuttavia è la nostra Nazionale a dimostrarsi maggiormente tarantolata sul parquet. La tripla da 8 metri di Belinelli prima e quella di Gigi Datome 60 secondi più tardi fa esplodere una Bonifika Arena stracolma di tifosi tricolori, costringendo coach Karasev a chiamare time-out sul -7 (11-18): l’ “effetto-placebo” del minuto di sospensione dura però poco per i russi che, se da una parte tentano di ricucire lo strappo con le deflagrazioni dalla distanza di Ponkrashov e di Fridzon, dal lato opposto non riescono a tenere gli uno-contro-uno italiani. Belinelli trova la magia con un gioco da tre punti da distanza siderale, Datome fa invece ammattire il diretto marcatore con un fade-away in prossimità della linea della carità: il quarto si chiude con tanta inerzia nelle mani italiane e la formazione di Pianigiani è meritatamente avanti per 18-25.

Il secondo quarto sembra aprirsi bene per gli azzurri, sufficientemente massicci sotto canestro con Cusin che disinnesca Sokolov (che lascia poi mestamente il posto a Savrasenko). Dal perimetro le mani continuano a essere caldissime per la Nazionale, ispirata da Diener e Datome che regalano il massimo vantaggio al 16′ (24-40). Altro mal di testa per Karasev e time-out Russia, che si smuove un po’ con i tre punti consecutivi di Fridzon, ma non sposta di molto gli equilibri visti nella prima metà di gara: l’Italia chiude con merito sul +13 alla pausa lunga.

Con grande umiltà, conscia che il difficile deve ancora arrivare e che le percentuali realizzative non potranno essere sempre così buone, la Nazionale lavora in difesa sui fianchi avversari: i russi fanno una fatica immane a bruciare la retìna, con soli tre punti messi a referto in cinque minuti. Pur mettendo pochi punti in cascina, l’Italia ha ancora grandi cose da Cusin su entrambi i lati del campo: prima uno “slam-dunk”, poi un tap-out per la successiva comoda tabellata di Datome tengono a debita distanza i baltici (33-48 al 25′), offensivamente ancora terribilmente discontinui. In questo status, il team di Pianigiani riesce a recuperare anche un paio di palloni “sporchi” sotto i tabelloni che alla fine sono grasso che cola, in un momento dove i tiri entrano molto di meno rispetto alla prima parte della sfida. L’Italia, con le unghie, tiene 14 lunghezze di vantaggio alla penultima sirena (42-56).

E’ Shved a tentare di far rialzare la testa alla Russia: i tiri vellutati del giocatore dei Minnesota Timberwolves cercano di dare la scossa ai baltici, che tornano a uno svantaggio sotto la doppia cifra (49-58). Sarà poi il “Gigi” Nazionale a togliere le castagne dal fuoco, in un momento sicuramente difficile per i tricolori: Datome infatti ne mette cinque in un lampo, rispedendo a -13 gli avversari con ancora 5 minuti da giocare. Coach Karasev si gioca tutto, mettendo a difendere la propria squadra a tutto campo e mettendo tutte le pedine più pregiate sul parquet: i 3 liberi imbucati da Aradori a 180 secondi dalla sirena finale sembrano far risuonare il segnale di resa per la Russia, ma l’ Italia si disunisce un po’ troppo e si “regala” giocoforza un finale thriller: baltici addirittura a -4 a 24 secondi dal termine, dopo un recupero che ha quasi del prodigioso. Ci pensa Datome (2/2 ai liberi) e la tripla sbagliata da Fridzon dall’altra parte del campo manda i titoli di coda: sì, l’Italia operaia c’è. E ha già gonadi d’acciaio per poter dire la propria nel girone.

Russia-Italia 69-76 (18-25, 29-42, 42-56)

Russia: Karasev 3, Sokolov 2, Valiev 3, Fridzon 12, Voronov 5, Kulagin, Shved 17, Antonov 8, Monya 13, Khvostov n.e., Savrasenko, Ponkrashov 6. Head Coach V. Karasev

Italia: Aradori 13, Gentile 8, Rosselli, Vitali, Poeta, Melli 2, Belinelli 16, Diener 6, Cusin 6, Datome 25, Magro, Cinciarini. Head Coach S.Pianigiani

(credit foto: Walter Gorini – Basketinside)

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