La Triestina si scioglie contro il S. Daniele: il 1° posto diventa una chimera, meglio pensare subito ai play-off?

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Una settimana or sono commentavamo, con un certo tipo di ottimismo misto a fiducia, come l’Alabarda potesse e dovesse fare più di un pensierino alla vetta della classifica del proprio girone di Eccellenza. E invece, in maniera abbastanza inaspettata, è arrivata forse la doccia più gelata di tutta la stagione: l’Unione, con la brutta sconfitta interna contro il San Daniele, resta a -2 dall’UFM e con una gara in meno da giocare, ma soprattuto perde l’ultimo treno buono per dar battaglia ai monfalconesi sino alla fine.

E’ mancato proprio tutto, al team di Maurizio Costantini, in una gara dove i presupposti iniziali erano ben altri: un rinnovato ottimismo dopo aver mangiucchiato un paio di punticini nel turno precedente alla diretta rivale di campionato per la vetta, prezzi assolutamente popolari per far tornare un buon pubblico allo stadio (nonostante la categoria tenga lontani i “tifosi occasionali”…) e una situazione-meteo che avrebbe fatto desistire i triestini dal popolare Barcola e dintorni. Tante variabili per fare del “Rocco” un terreno ostile al punto giusto. E invece la Triestina, con tanti buoni ingredienti a disposizione per preparare una pietanza succulenta riservata ai propri sostenitori, ha sbagliato incredibilmente le dosi, producendo troppo fumo e zero arrosto: in molti diranno a fine partita “le cose vanno sempre così, quando conta vincere”. In una frase come questa si riassume lo scoramento non solo per l’occasione gettata al vento, quanto per il modo con cui è avvenuta: è innegabile che il rovescio interno sia il frutto di tanti fattori, primo tra tutti quello di un peccato originale che la squadra di Costantini ha fatto fatica a cancellare. Tradotto, quello della continuità di rendimento.

Per vincere un campionato del genere, serve la costante brillantezza di prestazione: lo si era già visto con la Gemonese qualche settimana or sono e lo si è notato anche contro il San Daniele. Non è bastata una discreta prima parte di gara per aver ragione dei friulani, che con la rete segnata del provvisorio 0-1 si sono poi comportati davvero egregiamente in campo, chiudendo tutte le vie di fuga a un’Alabarda che si è innervosita troppo in corso d’opera, non riuscendo mai a sfondare il fortino eretto da mister Bortolussi e subendo il raddoppio al quarto d’ora della ripresa.

Aldilà della sconfitta, che di fatto pregiudica la rincorsa finale per la promozione diretta, sono gli aspetti di contorno a far riflettere: l’Unione in un colpo solo si è incredibilmente smarrita sul piano del gioco, alcuni singoli hanno dimostrato di non esserci con la testa e il mister in panchina non è riuscito a cambiare il trend al match in corso d’opera. Ma forse ciò che preoccupa di più è la mancanza di comunicazione in campo, intravista nell’ultimo turno: è possibile che questa Triestina non sia stata in grado di contenere la pressione psicologica che la gara si portava dietro? E’ questo un dilemma che, con preoccupazione, va spostato al futuro immediato: per tentare di salire in serie D, i play-off ormai sempre più certi (anche perchè l’Azzanese, terza in classifica a -10, sembra ormai non in grado di agganciare gli alabardati) diventano un appuntamento obbligato. Conterà arrivarci con spirito rinnovato, ma soprattutto giocando da grande squadra: cosa che, purtroppo, col San Daniele non si è vista minimamente.

 

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