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La ricetta di Dalmasson: “Siamo sul pezzo, ma prepariamoci a giocare sotto pressione”

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Dormire su due guanciali è condizione che per un allenatore accade abbastanza di rado. Almeno per il momento, Eugenio Dalmasson non rischia invece di avere le occhiaie tipiche di chi soffre di insonnia da…prestazione, perché la sua Alma che in questo momento fa la voce grossa a Est sa vincere, divertire e soffrire il giusto. Con la consapevolezza che vittorie importanti come quella di sabato sera a Ravenna rappresentano in primissima battuta una semplice ma decisa tappa di crescita.

Coach, siamo convinti che in questo momento la classifica sia un qualcosa che voi non guardate affatto. Eppure l’essere davanti a tutti rimane una bella sensazione…

“Non nego che questo momento d’oro, con il percorso netto in fatto di vittorie conquistate, rappresenti una grande soddisfazione non solo per il lavoro fatto  sin qui ma anche per l’atteggiamento con cui abbiamo cavalcato la serie di difficoltà che siamo tuttora costretti a fronteggiare. Siamo decisamente sul pezzo ed è giusto sottolineare la nostra bravura nel riversare in queste prime giornate le nostre qualità tecniche e morali”.

Tutti sono utili, nessuno è indispensabile: il credo che ha accompagnato la Trieste del passato si riversa anche nell’Alma attuale, molto più ricca di talento e di possibilità di rotazioni. È forse questo il segreto dei dodici punti nelle prime sei partite?

“Ho sempre voluto trasmettere, in questi anni in biancorosso, quanto debba prevalere l’interesse comune del gruppo piuttosto che del singolo: abbiamo costruito tutte le nostre stagioni su questo obiettivo, indipendentemente da che tipo di traguardo volevamo raggiungere. Sicuramente in queste vittorie c’è anche la lucidità e la freddezza di qualche singolo: a Ravenna, oltre a Prandin, abbiamo avuto in Loschi e Baldasso le qualità giuste per portare a casa il risultato. Credo comunque che il “noi” debba sempre prevalere sull’ “io”: è una cosa che abbiamo cercato di trasmettere ai nuovi arrivati, con l’ausilio di chi è in questo gruppo già da tempo. E i risultati sono positivi sin da adesso”.

Se proprio vogliamo, c’è ancora qualche piccolo calo di concentrazione da dover limare…

“Personalmente vorrei innanzitutto sottolineare come anche sabato sera abbiamo segnato quasi 90 punti, un segnale forte di come l’attacco stia già trovando una sorta di quadratura del cerchio. Anche in difesa abbiamo fatto il nostro dovere, tenendo su percentuali inusuali una squadra come l’OraSì che sino alla sfida contro di noi aveva tirato benissimo da tre punti. Sicuramente dobbiamo crescere ancor di più mentalmente: se vogliamo fare un ulteriore salto di qualità, per essere i veri leader del campionato sarà necessario essere forti a livello di personalità, in particolare lontano dall’Alma Arena”. 

Per quanto visto sino a qui, secondo Lei è giusto dire che la sua squadra debba forse più temere se stessa che le altre avversarie?

“Sin dai primi allenamenti ho condiviso assieme ai miei assistenti l’idea che la nostra sia una squadra in grado di esprimere un basket importante, a patto logicamente di trovare la mentalità giusta. Il vero salto di qualità avverrà nel momento in cui riusciremo a trasmettere a tutti i nostri giocatori quanto fondamentale sia sporcarsi le mani gara dopo gara, aumentando di fatto il nostro livello agonistico. Giocare sotto pressione sarà un’abitudine per Trieste, farci trovare costantemente preparati diventa dunque una condizione essenziale e importante”.

Con Bologna e Ravenna battute, arrivano ora in rapida successione altre due sfide di cartello contro Treviso in casa e Mantova in trasferta. Alla fine di questo complesso mini-ciclo di partite, cosa significherebbe per voi continuare ad essere a punteggio pieno anche dopo aver affrontato De’Longhi e Dinamica?
“Sarebbe senza dubbio un segnale importante per noi stessi. Già sabato sera, prima di scendere sul parquet di Ravenna, avevo evidenziato che dopo la brillante vittoria contro la Fortitudo era proprio la sfida contro l’OraSì a diventare un grande opportunità per testare il nostro naturale processo di crescita. Credo che Treviso e Mantova siano dunque due ulteriori occasioni per far vedere chi siamo e chi vogliamo essere, indipendentemente dalla classifica: in corso d’opera potranno arrivare alcuni cali fisiologici, testare la solidità proprio in questi due prossimi ambiti ci darà ancor più consapevolezza della nostra forza”. 

(da City Sport di lunedì 6 novembre 2017)

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