Elsitodesandro.it continua a vincere nel torneo iridato del Crese Volley 2014: seconda “W” di fila per i sandrini, che bissano il successo di lunedì scorso ottenuto contro “Simpatia” e archiviano la pratica “Faggots” con il medesimo risultato di 2-0. La vittoria permette agli “all-red” di chiudere il girone C a 7 punti, un buon viatico in attesa di conoscere il nome dell’avversaria da affrontare nel primo scontro della seconda fase, a eliminazione diretta.

Ci si attendevano conferme dal Team SDS nel match in programma mercoledì sera, risposte poi arrivate non solo dal punto di vista del risultato finale ma anche dal livello di scemenze messe in campo dai “soliti idioti” in maglia rossa. Tutto secondo copione quindi, con l’ ulteriore comparsa di nuovi (e assurdi) copricapi, elementi ormai indispensabili e presenti in ogni gara sandrina che si disputa nel comprensorio sportivo di via Petracco.

Teste canine di peluche, cappellini raffiguranti il celebre “Prezzemolo” di Gardaland, baschi scozzesi parafrasati nel lontano 1790 dal semi-sconosciuto Robert Burns nella poesia “Tam O’ Shanter” – la quale ben si sposa con il clima di ebbrezza di stampo Laskiano e che il cronista consiglia di leggere almeno una volta nella vita – sino a finire con strani fenicotteri rosa che sono diventati gli elementi essenziali per la giusta coreografia da disporre sul manto verde di Borgo S.Sergio.

Eppure, in mezzo a siffatta originalità, c’è stato un elemento di disturbo in campo: è stato infatti il ritorno in auge del berrettino a elica di “Carpa” a rappresentare un pericoloso punto a sfavore per Elsitodesandro.it. Alcuni evidenti problemi di “condensa” sulla scatola cranica dell’ormai prossimo allenatore della Pallamano Trieste (con mister Giorgio Oveglia ormai avviato a percorrere mestamente il Sunset Boulevard…“a caval de un mus”) hanno finito infatti con l’annebbiare le idee del giovane talento proveniente da “Farneto University”. L’uso intenso di tale copricapo ha compromesso le prestazioni del giocatore, ripetutamente denigrato dai compagni di squadra, con cori rivolti alla panchina quale “Cambìlo! CAMBìLO!” che hanno costretto il coach-in-pectore El Sander a dare al “Carpa” nazionale qualche minuto di fiato in più per poter riflettere sui propri errori. 

In realtà non è stata solo la semi-opaca prova del vice capitano sandrino (che, almeno al sorteggio iniziale, ha comunque sostituito degnamente una “Cote” Cumbat impegnata per una sera, assieme a “Sgionfo” Andre, nella scelta di nuovi complementi d’arredo per la casa) a tenere parzialmente in partita gli avversari. La vittoria del Team SDS non è stata infatti così schiacciante come si potrebbe pensare, con i parziali di 25-20 e 25-21 che sottolineano come in realtà i tre punti in palio siano arrivati non senza fatica: i “Faggots” hanno avuto lampi d’orgoglio nel dare filo da torcere agli avversari, specialmente nel secondo set quando i sandrini hanno dilapidato un tesoretto di ben dieci punti di vantaggio. Il momentaneo 20-10 nell’ultima frazione di gara sembrava aver blindato il risultato finale: niente di più sbagliato, anche perchè gli errori in battuta e un paio di ricezioni farlocche di troppo hanno parzialmente riaperto i giochi. E’ bastato poi un “Gengi” da 10 e lode (specie con alcune deliziose sciabolate morbide sotto rete) a cancellare tutti i timori di un ritorno di fiamma avversario, a cui va aggiunto il solito robusto contributo del “Folpo” bardato di rosso che continua a utilizzare l’alabarda bianca dello stemma sandrino per colpire con efficacia i punti nevralgici dell’altra parte di campo.

“Non è stata la nostra miglior prova, questo lo dobbiamo ammettere” – spiega il presidente El Sander ai microfoni dell’emittente francese Canal+ , accorsa con una troupe a Borgo S.Sergio per la diretta in pay-per-view della gara – “tuttavia va denotato come nei momenti di difficoltà abbiamo sempre buone individualità in grado di togliere le castagne dal fuoco. Siamo dunque estremamente soddisfatti per il risultato acquisito che, oltretutto, ci ha permesso di migliorare già quanto fatto nella passata edizione, centrando dunque l’obiettivo minimo al quale puntavamo sin dall’inizio. Contiamo di non fermarci qui, anche perché l’appetito vien mangiando: e noi abbiamo molta fame”.

Eppure le critiche non sono tardate ad arrivare al termine del match, in particolare dall’organizzatrice del Crese Volley Serena “Cloudless” Burato che ha parafrasato il match del Team SDS con un laconico “Da voi c’è da aspettarsi tanto di più”: “Credo che le sue siano parole ingenerose, tanto più che la stessa aveva proposto la tecnica del “Bagherone” quale metodo di riscaldamento pre-partita. Il risultato è stato quello di arrivare fisicamente scarichi al match, un pesante handicap che abbiamo rischiato di pagare a caro prezzo contro i “Faggots”: mai fidarsi di chi non accetta una birra gratis, oltretutto gentilmente offerta dal nostro sponsor…”.

E, a proposito di liquidi, lo “00” ha parole di elogio per i tre sconosciuti che, seduti in panchina, hanno seguito con particolare attenzione le gesta sandrine a bordo campo: Non so chi siano, non li ho mai visti e avevano anche facce poco raccomandabili: ad ogni modo il mio grazie va a loro per il calore che ci hanno dedicato, nonchè per aver trasformato le bottiglie vuote in lattine piene, riempendo di fatto una borsa frigo che rischiava di vuotarsi anticipatamente. Neanche lo stesso Gesù di Nazareth sarebbe stato in grado di un miracolo simile”.

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