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I suntini sandrini di lunedì 22 gennaio 2024

LUNEDÌ 22 GENNAIO 2024

– Quarto o quinto posto. Sperare di azzeccare un filotto e che Udine perda le ultime due partite pare una prospettiva improbabile. Per la Pallacanestro Trieste intanto è vietato fallire mercoledì sera. Il recupero alle 20 con Chiusi obbliga la squadra di Jamion Christian a dare un forte segnale di risveglio dopo l’imbarazzante, fallimentare prestazione di Cividale.
Come scrive oggi Roberto Degrassi su “Il Piccolo”, la partita con i toscani è una chance indispensabile per non scendere ulteriormente in classifica: attualmente i biancorossi sono quarti a pari punti con Verona e pur dovendo rendere ai veneti il saldo canestri li precedono avendo disputato una partita in meno. Vincendo, il quarto posto verrebbe confermato. L’opzione alternativa meglio non considerarla: deflagherebbe la crisi e lo scollamento con i tifosi diverrebbe definitivo. Quando davanti già si prepara il secondo giro della formula della A2, la fase a orologio.
È il caso di cominciare a fare qualche ragionamento sulla seconda fase che – almeno per qualche giornata – Trieste affronterà senza Justin Reyes. Le condizioni di Michele Ruzzier, uscito anzitempo dal parquet di Cividale per la distorsione a una caviglia, non destano invece preoccupazione e dovremmo rivederlo in campo prima che si chiuda la prima fase. Il regolamento della fase a orologio prevede che ogni squadra affronti in trasferta le cinque formazioni dell’altro girone che precedono la sua posizione in classifica mentre ospiterà le cinque del girone verde che la seguono. In sostanza, se Trieste confermerà l’attuale quarto posto dovrà andare a trovare la prima, la seconda, la terza, l’ultima e la penultima del girone verde mentre al PalaTrieste arriveranno i team dal quinto al nono posto.
I biancorossi possono già programmare tre trasferte e due di queste sono quelle che qualsiasi pretendente alla promozione vorrebbe evitare: Trapani e Cantù. Scontato anche il raid a Latina, ultima dell’altro girone. Probabile inoltre che ci sia da viaggiare anche fino a Torino dagli ex Ciani e Schina. Se è vero che è nei play-off che si costruisce una promozione è anche vero però che si sono modi più semplici per arrivarci. A Valmaura invece arriverà la squadra delusione del girone verde, Treviglio, solo settima nonostante gli ingaggi estivi di AJ Pacher, Miaschi e Guariglia.
MERCATO Ad ammetterlo sono in pochi ma tutte le squadre stanno monitorando il mercato per cercare rinforzi. La questione stranieri non riguarda Trieste che non ha più visti da spendere e se Reyes si ristabilirà in tempi brevi non ha nemmeno necessità di intervenire su quel fronte. Resta in piedi invece la partita degli italiani anche se nessuno dovrebbe muoversi dal piano di sopra sino a fine mese.
Per la cronaca ieri Woldentensae per la terza partita consecutiva ha assistito in panchina per 40 minuti alla sconfitta interna di Varese con la Virtus Bologna. “N.e.” anche per Virginio ma il lungo varesino, benchè accessibile, non sarebbe quel profilo di giocatore che invoglierebbe Trieste ad allargare i cordoni della borsa pensando di svoltare il campionato. Sicuramente più stimolante, invece, Eric Lombardi che a Brindisi sta vedendo ridursi il minutaggio: ieri dieci minuti con tre punti nel ko del PalaPentassuglia con Napoli. In grado di occupare entrambi gli spot d’ala ha atletismo ed esperienza e se arrivasse in via Flavia eleverebbe la solidità dei biancorossi. Ma le scelte devono farle Christian e Arcieri.
– Nessuna squadra o quasi è perfetta. E come scrive oggi Ciro Esposito sul quotidiano locale, nemmeno la Triestina di Tesser lo è. O meglio non è strutturata per dominare un campionato eppure non è scontato che non possa vincerlo. Perché l’Unione di Tesser, con alcuni limiti presenti anche per la scelta del club di investire su alcuni giocatori da far crescere, è una squadra solida e con qualità tecniche di alto livello. Questo è l’elemento emerso dalla partita del Piola. Una partita che per trame di gioco ed intensità di entrambe le contendenti raramente si vede in questa categoria. È va reso merito alla Triestina di essere stata in grado di tenere testa ai piemontesi (sconfitti in questa stagione al Piola solo nelle ultime due gare) in un confronto di livello per l’intero arco del match, subendo poco (solo un vero sbandamento a inizio ripresa) e soprattutto creando una mezza dozzina di occasioni. Con maggior determinazione in zona gol gli alabardati avrebbero potuto vincere senza l’ausilio della giocata coraggiosa e fortunata di El Azrak in extremis. Questo è un limite già emerso in altre circostanze come alcuni limiti di personalità nelle uscite sono evidenti in chi difende la porta (Matosevic o Agostino). Si può continuare nella disamina sulla rosa evidenziando come qualche uomo d’esperienza in grado di scandire i ritmi del gioco sarebbe molto utile nella gestione dei momenti più delicati di certe partire. Ma anziché concentrarsi su quel che manca (a meno di colpi poco probabili nel mercato di gennaio) a questo punto è meglio concentrarsi su quello che c’è. In primis la Triestina è una squadra che ha sempre reagito con prestazioni di livello all’indomani di qualche caduta. Non è solo una questione di vittorie (importantissime) ma soprattutto è chiaro come il gruppo stia crescendo in personalità. E non bisogna dimenticare che quest’estate la nuova proprietà sia entrata in corsa, abbia scelto un nuovo allenatore e che Tesser abbia dovuto forgiare una gruppo profondamente rinnovato in un ambiente disilluso dall’ultima disastrosa stagione. La nuova società rifondata da Rosenzweig e risanata a suon di milioni non ha mai chiesto una promozione immediata ma l’ha programmata nel tempo così come è stata delineata una programmazione che sia economicamente sostenibile.
Su questa direttrice è stata ispirata la campagna trasferimenti gestita da Alex Menta. Si poteva e si può fare qualcosa in più? Ogni attività umana è perfettibile ed è logico che nel tempo vada perfezionata.
I tifosi vorrebbero vincere subito ed è una legittima aspirazione. E anche Tesser non è certo il tipo di allenatore che si accontenta. Lo dice la sua storia, lo si vede in ogni partita dall’atteggiamento della squadra sempre propositivo e proiettato alla vittoria. Questa mentalità è una base sulla quale lavorare nei prossimi mesi. Il numero di vittorie e quello dei gol segnati ottenuto finora non ha precedenti nella storia recente dell’Unione. Lo sviluppo positivo per intensità e concentrazione (così come il risultato) della gara di Vercelli, grazie anche al rientro buono anche se non ancora al top di Lescan o, ha evidenziato come la terza piazza sia quasi in cassaforte.
Ci sono adesso tutti gli elementi per guardare avanti con convinzione e senza pressione. Di partita in partita la Triestina può costruire le condizioni per disputare un ottimo play-off ed eventualmente per sfruttare al massimo eventuali passi falsi di chi la precede in classifica. Per una squadra che un anno fa aveva quasi trenta punti in meno in classifica e un futuro nebuloso non è poco. Mancano ancora 16 gare di regular season. L’Unione e i suoi tifosi tornano da Vercelli con un’iniezione di fiducia prima di due sfide casalinghe nel solito esilio di Fontanafredda.
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