Questo è l’unico spettacolo in cui è vietato NON fare confusione”, recita lo speaker prima dell’inizio dello show: e, a sentire il calore di un pubblico composto da adulti ma soprattutto da tanti, tanti piccini, tale invito verrà raccolto immediatamente, dal primo all’ultimo secondo di esibizione.

Gli Harlem Globetrotters ritornano a Trieste dopo qualche anno di assenza e lo fanno con la loro proverbiale carica humour-agonistica che da sempre li ha contraddistinti nel corso dei decenni. I 3500 abbondanti del Pala “Cesare Rubini” hanno riabbracciato con grande entusiasmo la squadra più famosa e spettacolare del mondo della palla a spicchi, al suo ritorno all’ombra di San Giusto dopo la tappa di cinque anni fa: quasi 2 ore di una pallacanestro che poco si può ammirare nella quotidianità di tutti i giorni, proprio per questo abile a magnetizzare gli sguardi degli spettatori non solo su chi va a canestro ma (soprattutto) per le innumerevoli scenette di contorno che divertono chiunque dei presenti.

C’è di tutto e anche di più, nella serata triestina che apre il tour italiano 2013 dei Trotters: dal classico “gioco delle sedie” con la mascotte Globie a far dispetti ai bambini, a balli improvvisati col pubblico, a tiri da distanza siderale…dagli spalti. E, come già detto, il numero di siparietti che via via ne consegue quasi ininterrottamente spezzano senza mai annoiare la routine del mero gioco sul parquet, con il team degli “Elite International” che spesso e volentieri fungono più da punching-ball che da sparring-partner degli Harlem. Ma si ride anche in campo, quasi a crepapelle, mentre ti capita di vedere il repertorio dei Trotters nella sua magnificienza: gli alley-hoop trasformati da “Quake” Milum, i tiri da 4 punti di “Spider” Wilks, la snodabilità articolare di “Hacksaw” Hall, i 222 cm di “Stretch” Middleton che da soli fanno spettacolo a sè. E poi lui, il capo-comico per eccezione che prende il nome di “Hi-Lite” Burton, più intento a deridere arbitro e avversari che a pensare di giocare seriamente a basket.

C’è posto anche per il gentil sesso, con “Mighty” Mitchell sul fronte degli Harlem e Silvia Gottardi, la capitana della Lops Arredi Milano di A2 Femminile che ben si è prestata a diventare anch’essa parte dello spettacolo. E poi una grandissima interazione dei Trotters verso i più piccolini, letteralmente catapultati in una dimensione di divertimento allo stato puro: l’ “YMCA” in mezzo al campo, tra terzo e ultimo quarto, è forse il momento più emozionante dell’intera serata. Un mare di gioventù sul parquet a danzare e a cantare con le star protagoniste riassume lo spirito di uno show dove tutti vengono trascinati dalla simpatia degli Harlem.

E il risultato finale? Poco importa del 126-114 col quale si conclude la contesa: pensare di esserci stati e di aver contribuito a fare anche beneficienza (parte dell’incasso verrà devoluto alla Fondazione “Candido Cannavò”) è la più grande delle vittorie possibili per l’”attendence” triestina, in un evento brillantemente organizzato dalla “All In Sport”.

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