TRIESTE – Se c’era un modo per chiudere in casa una stagione tanto tribolata come quella di Legadue di quest’anno, di certo l’AcegasAps trova la maniera più splendida per trovare gli applausi più scroscianti di un’intera stagione. Dopo Verona, un’altra “grande” cade all’ombra di S.Giusto, ed è Casale Monferrato a lasciarci le penne contro una immensa AcegasAps. Finisce 72-63 e, in quaranta minuti, c’è tutta la quintessenza di un team e di uno staff che, in mezzo all’occhio del ciclone per cause non proprie (e chi ha orecchie per intendere, intenda!), ha fatto valere ancora una volta la legge del…meno forte.

Un’ ouverture di emozioni e di felicità ha guidato il popolo biancorosso, seppure il penultimo turno di campionato valesse per Trieste quasi quanto il due di coppe a briscola: ma la vittoria contro una delle capoliste di campionato supera ben più il mero risultato del campo, portandosi dietro un significato preciso. Questa città non merita nuovamente di sparire dal basket che conta, perchè se da una parte le difficoltà economiche potrebbero mettere un serio freno al futuro nella seconda serie nazionale, dall’altra è innegabile come trasudi da tutti i pori la fame di vincere non solo dei tifosi, ma soprattutto di chi ha saputo onorare la maglia biancorossa indossata sin qui. E’ questa l’AcegasAps che fa inginocchiare l’organico di coach Griccioli, sembrato il lontano parente dei momenti più esaltanti: un’ira di dio denominata Ariel Filloy (nella foto di Dario Cechet), con 29 punti e 36 di valutazione, è solo la punta dell’iceberg giuliano, perfetto nel mettere il guinzaglio agli avversari e a tener lontana la corazzata piemontese con forza ed efficienza.

C’è subito bella fluidità in campo da parte triestina in avvio di game, con buoni assist di Filloy e Carra per i lunghi di riferimento: Griccioli chiama time-out dopo nemmeno due minuti di gioco, anche se la Novipiù è solamente a -3 (6-3). Casale difende maluccio (l’AcegasAps va a nozze sul pick&roll in molti frangenti) ma si ridesta abbastanza velocemente in attacco con un esplosivo Green (due azioni da 3 punti in un amen) e con le deflagrazioni siderali di Martinoni che piazza tre triple in rapida successione. Al 4′ si registra il primo vantaggio esterno del match (12-15), prontamente cancellato dai padroni di casa che  innestano il break di 10-0 fatto da tanto buon gioco in pitturato. La Novipiù dal canto suo si costruisce costruzioni eccellenti dal perimetro, chiudendo in parità il primo quarto (26-26).

Si lotta accanitamente da ambo le parti in apertura di seconda frazione: si risponde colpo su colpo, con il risultato di non avere vantaggi che superano le due/tre unità. Da parte triestina si registra un caparbio Tonut, a proprio agio nel rubar palla agli avversari in un paio abbondante di circostanze e a volare anche in contropiede con schiaccione finale: Trieste trova molto giovamento dalle sospensioni dai 5 metri di Filloy, che regalano il +6 al 17′ (40-34). La Novipiù finisce poi tremendamente a corto di benzina nei minuti finali di quarto e l’AcegasAps si scatena: altro 5-0 di parziale (Gandini e ancora una tripla di Filloy) col massimo vantaggio interno inchiodato proprio sulla sirena di metà gara. Il PalaTrieste è una “Santa Barbara” all’intervallo, con i biancorossi in vantaggio per 45-34.

I giuliani ripartono da dove avevano finito qualche minuto prima: altra “bomba” dell’onnipresente Gaucho con la maglia numero 12, unito a un libero di Gandini e all’appoggio a tabellone di Tonut: è +14 al 23′, con Casale che imbuca il tiro pesante con Martinoni ma che deve ancora parlarci sopra per un minuto di sospensione, allo scopo di riordinare difensivamente le idee. E’ Ferrero a tentare di ricucire lo strappo con quattro punti consecutivi, tuttavia gli ospiti rimangono costantemente in doppia cifra di passivo, complice una Trieste che mette tanta fisicità in difesa e non lascia mai punti di riferimento in attacco. Al 30′ è 60-49 per i giuliani, che accusano un logico appannamento dopo tanto correre: con Filloy a rifiatare e Ondo Mengue a essere infilato nel “frullatore”, l’AcegasAps rivede la luce solo quando il nativo di Cordoba torna sul parquet. Nel momento peggiore dei padroni di casa, l’argentino infila due missili terra-aria (di cui uno a fil di sirena, con l’amico tabellone a dargli una mano) che mantengono ancora a debita distanza la Novipiù: i piemontesi cercano di non demordere, sospinti dalle triple di Martinoni e Ware e dal gioco da 3 punti di Green (66-63 a quattro dal termine), ma nella sorta di mini-supplementare che si disputa, non c’è però più storia: Trieste scappa via, ancora con un Filloy che meriterebbe una statua equestre per i 4 punti nel finale, uniti alla tabellata di Diviach che manda al bar la Novipiù. Il +9 giuliano a 39” è grasso che cola per il pubblico di casa, che passa tanto tempo in piedi ad applaudire i propri beniamini: sì, questa squadra merita un futuro roseo davanti a sè. E senza nuvoloni all’orizzonte.

AcegasAps Trieste-Novipiù Casale Monferrato 72-63 (26-26 , 45-34, 60-49)

AcegasAps Trieste: Fatigati n.e., Tonut 4, Ondo Mengue, Mastrangelo n.e., Ruzzier, Filloy 29, Diviach 8, Carra 9, Mescheriakov 6, Gandini 16. All. Dalmasson

Novipiù Casale Monferrato: Malaventura 5, Green 17, Antonelli 7, Butkevicius 2, Pierich 2, Giovara n.e., Monaldi 1, Martinoni 17, Ferrero 7, Ware5. All. Griccioli

 

 

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