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Crese Volley, “cappotto” sandrino nel girone di qualificazione: 2-0 anche ai Crazy Skulls

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Ci hanno proprio preso gusto, i Sandrini. Il terzo consecutivo 2-0 al Crese Volley lancia il Team SDS verso gli ottavi di finali della competizione, dove ad attenderli sarà la Sissa Carbonara.

Ma l’ennesimo filotto di punteggio, questa volta ai danni di The Crazy Skulls, è stato questa volta un tantino più difficile da compiere: non solo per il valore degli avversari, tecnicamente superiori rispetto a quelli incontrati sin qui alla Crese 2016, bensì per un fastidioso vento che ha accarezzato volti e cappelli (tra cui registriamo il colbacco di Vise, modello “Stalingrad”, fieramente e caldamente utilizzato per tutto il corso della partita) degli All-Reds. Eppure le condizioni meteo non sembravano essere così difficili nel consueto beerfing pre-gara, quando il validissimo Cros ha accantonato le proprie velleità in fatto di timoni olandesi, contribuendo altresì in maniera tangibile alla prima brocca di malto d’orzo gentilmente offerto dallo sponsor VAFF, impresso sulla sua maglia e di cui si ignora ancora il vero significato letterario.

Con un riscaldamento che ha visto – per la prima volta in assoluto –  una diretta Facebook da parte dell’admin-coach-pres SandroWeb a immortalare il cappello a forma di canestro del capo-treno Bubo (bella la schiacciata nei suoi confronti da parte di “Sunshine” Pecile – la prima della sua lunga e onorata carriera cestistica – e l’ancor più devastante slam-dunk di “Eli-Carpa” sulla testa del malcapitato MVP 2015, che ha riportato un trauma cranico giudicato guaribile in 10 giorni circa), è stato successivamente un avvincente testa a testa a caratterizzare il primo set. Con l’arbitressa Burry a dirigere il match (non tragga in inganno il fatto che vestisse anch’essa le effigie sandrine, è un puro e semplice attaccamento alla maglia che purtroppo per ragioni “tecniche” non potrà più indossare nel torneo in corso…), è appunto il vento a farla da padrone: errori gratuiti da ambo le parti, specialmente in battuta (menzioniamo ancora Vise, generoso nel catechizzare la propria capitana Lara nell’avere “il polso a forma di piramide”) lasciano grande enfasi e incertezza. Come il Team SDS prova ad accelerare, gli Skulls ricuciono lo strappo in un amen: il punteggio rimane in fortissimo bilico fino a quando la “finta-scarsa” Cla (abile fachira nel post-partita, nei panni di originalissima “mangiatrice di pugni”) non decide di mettersi in proprio, proponendo una propria versione del gioco “Acchiappa la talpa” sul lato del campo avversario, con tanti punti schiacciati a terra.

Il 25-21 di fine primo set fa rifiatare i “Sandrini”, convincendo provvisoriamente l’head-coach in polo blu-scura a optare per il duo Sunshine-Postogna al posto della coppia Carpa-Folpo: ma ben presto la chioma giallo-fluo dell’Immortale, verso il quale gli avversari sembrano propensi a posizionare un mirino, costringe SandroWeb (consigliato da un uccellino) a tornare sui propri passi. Fuori il già abbronzato portiere della Pallamano Trieste, nuovamente dentro i tentacoli del cefalopode SDS, maggiormente preciso in fase di ricezione: a risolverla definitivamente – per il 25-15 conclusivo – ci penserà Andrea “Flash” Pecile, preziosissimo addirittura nel predire (velocemente, come logico che sia per il ruolo ricoperto in serata) il tipo di schema vincente da adottare 10 secondi dopo in attacco.

Si ritorna in campo lunedì 27 luglio (ironia della sorte, nuovamente nella stessa data della partita della Nazionale): alle 20.30 c’è il pass per i quarti di finale da conquistare.

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