Crese Basket, giornata #2: vittorie di Crut e di Abc Team..con giallo annesso

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In mezzo a fiumi di calcio e di volley, anche il basket tiene banco alla Crese: seconda serata di sfide sui campi di Via Petracco, secondo appuntamento per vivere una serata coi fiocchi a base di palla a spicchi. Il tutto senza curandosi della dose massiccia di moscerini presenti in gran numero come spettatori non paganti, evidentemente anch’essi interessati a godersi le gesta tecniche dei giocatori in campo.

PSSN-ABC TEAM 41-67 (primo tempo 20-32)

Il primo match del martedì vede affrontarsi il PSSN di coach Roberto Kidzik contro l’ABC Team (nella foto di Matteo Nedok, una fase di gioco della sfida): quest’ultimo vince in scioltezza dopo una gara praticamente condotta dall’inizio alla fine, ma il…giallo è dietro l’angolo. Sulla squadra in maglia bianca potrebbe infatti “abbattersi” la scure della sconfitta a tavolino, data la presenza di tesserati all’interno del proprio roster: in attesa di una decisione ufficiale da parte dell’organizzazione, andremo comunque a parlare di basket giocato, raccontando di una contesa che ha avuto pochi veri sussulti emozionanti durante i 40 minuti regolamentari arbitrati da Matteo Roiaz.

I rossi del PSSN lottano come tigri per gran parte del match, ma devono fare i conti con percentuali al tiro deficitarie che si tramutano in una sorta di palla al piede. L’ ABC non si lascia sfuggire l’occasione propizia per scappare via nel punteggio dopo dieci minuti scarsi dall’iniziale palla a due: ottime le trame di gioco messe in atto da Cociani e soci, che chiudono abbastanza agevolmente la prima metà gara sopra di 12 lunghezze.

C’è poca storia in campo nella seconda e definitiva frazione: è Glavina a cercare di dare la scossa alla compagine di “coach K”, ma il PSSN non chiude a dovere in difesa permettendo agli avversari di turno di tracimare strada facendo. L’ABC trova punti in ogni spot offensivo, dimostrando di essere team estremanente oliato sul profilo del trattamento di palla: menzione particolare la dedichiamo a “Manul” Barzellato che, almeno per una settimana, abbandona il Progressive Rock dei “Seventh Wonder” per dedicarsi alla Crese, con sottomani e realizzazioni vellutate dalle media distanza. Sul fronte opposto, anche la serata in chiaroscuro al tiro di Gadola (entusiasmante 24 ore prima contro i Puma, sensibilmente meno preciso in questa occasione) gioca un tiro mancino al PSSN, che chiude la contesa sul -26 finale.

A-TEAM – CRUT 63-67 (primo tempo 23-40)

Esce nuovamente sconfitto l’A-Team di coach Alessandro Signorino, ma ancora una volta con l’onore delle armi: i verdi cedono di misura al Crut, quest’ultimo all’esordio assoluto nel Crese Basket 2013, dopo una gara rimessa parzialmente in discussione nel finale di gara.

C’è tanto equilibrio nei primi dieci minuti della contesa: la compagine in maglia bianca si affida alle magie di Zulich e Basile in apertura, sull’altro fronte sono Boschi e Ferrara a prendersi le maggiori responsabilità al tiro. Sul 14-17, non appena la difesa dell’A-Team apre troppo i propri boccaporti, la situazione di parità di valori sparisce in un battibaleno: il Crut infatti inserisce il turbo piazzando un break micidiale nella seconda metà di frazione che permette ai “bianchi” di mettere una serie ipoteca sul risultato finale. Il +17 al 20′ (23-40) testimonia a chiare lettere le difficoltà della compagine di Signorino, costretta a ripiegare su scelte di gioco diverse per tentare un difficile riaggancio agli antagonisti di giornata.

Alla ripresa delle ostilità, il Crut lavora bene “ai fianchi” gli avversari, mantenendosi quasi costantemente in doppia cifra di vantaggio e mandando a referto gran parte dei giocatori del proprio roster. L’A-Team non ci sta a fungere da vittima sacrificale e Benvenuto decide di prendere per mano i suoi, attirandosi gran parte delle attenzioni della difesa di bianco vestita: i verdi recuperano gran parte del gap sino al termine, con il -4 conclusivo che è una sorta di “zuccherino” per una squadra ancora a secco di vittorie che però ha avuto l’orgoglio di non mollare la presa, nonostante il passivo accumulato durante la gara.

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