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Pallamano Trieste, sette lunghi giorni per sopravvivere

Quasi tutto già visto e previsto: commetteremmo un peccato capitale nell’affermare che le attuali difficoltà della Pallamano Trieste non siano state preventivate nelle scorse settimane e negli scorsi mesi. Perché per una società che ormai da (troppo) tempo deve fare i conti con budget risicati, uscite eccellenti di sponsorizzazioni (e in tal senso non chiamatela più Principe, perché tale marchio nell’immediato futuro non campeggerà più sulle maglie biancorosse) e una costante verve nel combattere contro i mulini a vento, lottare ogni estate per sopravvivere e per mantenersi in linea di galleggiamento è diventato una poco gratificante abitudine.

Togliamoci dalla testa i 17 scudetti conquistati in passato: quelli, come più di qualcuno se ne sarà accorto, non portano moneta sonante nelle asfittiche casse giuliane. Perché vivere di ricordi non serve più. Perché alla fine della fiera il “prodotto” pallamano in generale ha poco appeal non solo in ambito locale. Perché, se anche realtà storiche dell’handball nazionale sono in difficoltà (vedi Siracusa, che anch’essa più di qualche bella pagina di sport l’ha saputa scrivere nei decenni scorsi e che ha deciso da tempo di non iscriversi al prossimo Girone Unico), è evidente che l’intero movimento in sé continua a far fatica nel catalizzare un interesse sportivo generale che forse meriterebbe.

“Si può fare di più”, cantava a Sanremo nel 1987 il trio Morandi-Tozzi-Ruggeri quando buona parte dei giovanissimi componenti dell’attuale prima squadra giuliana non era ancora nata. Si possono migliorare i metodi per cercare nuovi sponsor, ma l’impegno per togliersi dalle secche – quello sì – resta ed è sempre restato ai massimi livelli dalle parti di Chiarbola. E, nei prossimi sette giorni in cui si chiede alla Pallamano Trieste l’ennesimo miracolo per sopravvivere (70 mila Euro, nelle attuali condizioni, non sono facili da trovare), forse può migliorare anche l’approccio mentale con cui il tessuto imprenditoriale di zona (con istituzioni comprese) si può porre nei confronti di una società che banalmente di fare i salti mortali per tenere alto il nome del proprio blasone lungo lo stivale italico…comincia ad averne abbastanza.

La solita storia già trita e ritrita? Sì, non lo nascondiamo e non vale la pena farlo. Ma puntare il dito verso la convizione che a queste latutidini tanti sport di vertice non possano coesistere fa comodo a molti. Terribilmente comodo. Non ci metteremo in questo ambito a fare la morale su quanto sia semplice salire sul carro dei vincitori nel momento in cui le cose vanno bene, i risultati sul campo arrivano e ci sia la grande consapevolezza di essere sufficientemente autonomi a livello economico. Ecco, togliete proprio questo ultimo punto ed è così che il grande castello di sabbia viene inesorabilmente spazzato via.

Si parla spesso di “fare squadra tutti assieme”, di mettere da parte i protagonismi e gli interessi personali per un bene comune. E, dati alla mano, all’ombra di San Giusto non c’è altra società come la Pallamano Trieste ad aver costantemente fatto nell’ultimo decennio le nozze con tonnellate di fichi secchi, rimanendo così a lungo in alto in un “paradiso” della serie A che a lungo andare è diventato più un “purgatorio” per i colori biancorossi. Ma soprattutto l’identità cittadina è sempre rimasta intatta: nella dirigenza, nello staff tecnico, nel nucleo di veterani che ha sacrificato buona parte della propria vita privata per proseguire il progetto, continuando a vestire una maglia che ormai è tatuata sulla pelle. E anche nella filosofia di far amare l’handball – proprio quella disciplina che poco appeal può avere ai più – a decine di giovani promesse e a migliaia di scolari di Trieste e provincia, che un giorno hanno deciso di snobbare altri sport per tuffarsi nella pallamano. Una fucina che da una parte inorgoglisce nominalmente un’intera città e che dall’altra invece non basta per attirare le attenzioni di chi qualche obolo potrebbe investirlo.

C’è un IBAN per poter sostenere la società (IT 42 U 02008 02230 000058307508), ci sono delle iniziative che durante la settimana vedranno la luce. C’è qualche piccola azienda che ha già risposto al grido d’allarme del sodalizio del “Prof” Lo Duca, altre realtà che verosimilmente potrebbero farlo a breve, altre invece che sembrano ancora giocare a nascondino quando il tempo di giocare è ormai terminato. Sette giorni, non uno di più, per sopravvivere (la partita si chiude definitivamente il prossimo 2 luglio): la Pallamano Trieste se lo meriterebbe, di sopravvivere. Solo anche ricordando quelle lacrime, scese copiose dagli occhi dei protagonisti nella passerella di fine stagione, con quel “La gente come noi non molla mai” impresso sulla maglia a essere il più logico dei cavalli di battaglia per chi, davvero, non ha mollato mai e non ha intenzione di farlo proprio adesso.

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Coach Ramondino ospite dell’Interclub Muggia dal 26 al 29 giugno

Sarà coach Marco Ramondino, eletto miglior allenatore della serie A2 2017/18, il primo ospite della ricca stagione estiva della Pallacanestro Interclub Muggia. “Ramondino sosterrà dal 26 al 29 giugno delle lezioni sia agli atleti che allo staff tecnico rivierasco – spiega il General Manager Dario Bocchini – Marco, a cui mi lega un rapporto di grande amicizia, ha accettato con notevole entusiasmo di aderire a questa bella iniziativa che la società ha voluto organizzare”.

Ramondino, classe 1982, inizia il suo percorso allenando le giovanili della De Vizia Scandone Avellino come assistente di Andrea Capobianco mentre allo stesso tempo si affaccia alla prima squadra con coach Luca Dalmonte. Nel campionato 2002/03 con l’Air Avellino è assistente allenatore di Zare Markovski. L’anno seguente si trasferisce alla Pallacanestro Salerno come assistente di Andrea Capobianco. Nella stagione 2004/05 con gli under 20 campani giunge alla fase interzonale mentre gli Juniores si classificano tra le prime 8 formazioni d’Italia, dopo due campionati in serie C1 con il Ferentinum ritorna a Salerno dove coglie un ottimo secondo posto. Il grande salto giunge nel 2007/08 in LegaDue con la Fileni Jesi dove conosce il General Manager della società marchigiana Dario Bocchini, oltre ad essere alla guida tecnica della squadra U19 Ramondino è tra gli assistenti di Andrea Capobianco: mette in bacheca la Coppa Italia oltre a raggiungere la finalissima per la promozione nella massima serie. Nelle tre stagioni successive passa a Teramo, nel ruolo di vice allenatore raggiunge le Final 8 e il terzo posto in classifica, l’anno seguente partecipa all’Eurocup.

L’estate 2010 si tinge d’azzurro per il tecnico avellinese, da assistente allenatore di coach Antonio Bocchino siede sulla panchina della Nazionale U18 ai Campionati Europei di Vilnius, ricopre lo stesso ruolo anche l’anno seguente ma stavolta con l’U16. Nel campionato 2011/12 a Bologna sponda Fortitudo è il 1°assistente, successivamente passa 2 stagioni a Veroli di cui l’ultima come capo allenatore, dal 2014/15 è alla guida tecnica della Junior Casale dove nella stagione appena conclusa raggiunge la finale promozione sfidando l’Alma Trieste.

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L’urlo di Trieste terrorizza il PalaVerde: Alma in finale!

“Paroni in casa dei altri”: non c’è metafora migliore per spiegare come, dopo quasi 40 anni, Trieste passi al PalaVerde di Treviso. Perché in una gara-3 dove tutti si aspettavano la veemente risposta veneta, è invece l’Alma a fare cappotto nella serie e a volare in finale: un 54-86 dalle proporzioni enormi per i biancorossi, che per tanti minuti hanno recitato il ruolo di vero e proprio rullo compressore, mettendo alle corde una De’Longhi che finisce gambe all’aria e fuori dai play-off con un tonfo fragoroso.

Di bolgia ce n’è davvero tanta a Villorba – come era facile immaginarsi – a ridosso della palla a due. Treviso inizia meglio, almeno nel catturare qualche buon rimbalzo in attacco, ma è invece l’Alma a infilare successivamente un paio di buone difese sulle penetrazioni dei padroni di casa, trovando il vantaggio con la tripla di Bowers del 2-5. Trieste ha qualche buona chance per mettere il muso avanti con maggior vigore, anche perché la formazione di Pillastrini ha già tre errori dalla lunetta in un amen: un’altra bomba, stavolta di Green, lancia i giuliani sul +6 a metà primo periodo, la piccola verità è che i biancorossi continuano per larghi tratti a essere troppo morbidi nel proprio pitturato, concedendo qualche extra-possesso di troppo ai veneti che tornano subito a contatto sulla deflagrazione di Swann dalla lunga distanza. La parità arriva subito dopo a quota 11, in mezzo a una selva di errori da ambo le parti: l’acuto triestino arriva nel finale, con i punti di Da Ros e Prandin, a regalare il +3 al 10′ (14-17).

C’è tanto nervosismo sul parquet su sponda trevigiana (vola anche un tecnico per proteste a Swann) e l’Alma ha dalla sua una bella fetta di inerzia in apertura di secondo periodo: il vantaggio ospite raggiunge le undici lunghezze al 13′ (17-28), con la De’Longhi infilzata da Loschi che si dimostra caldissimo dai 6 metri e 75, poi la schiacciata di Janelidze sull’errore di Green e la realizzazione dalla media di un Da Ros anch’esso ispirato fanno volare Trieste addirittura sul +15 due minuti più tardi. Treviso spende due time-out quasi in rapida successione ma sembra non cavare un ragno dal buco nemmeno sul 19-36: una piccola scossa la prova a dare Brown (canestro buono e fallo, ma con errore poi dalla linea della carità) che però si dimostra un fuoco di paglia, perché sono innumerevoli le palle perse che i veneti rimediano anche nei minuti che precedono la sirena di metà gara. L’Alma è padrona del match sul 26-42 del 20′.

Un altro ceffone, bello rumoroso e doloroso, lo dà Cavaliero da tre punti dopo i primi venti secondi di terzo quarto: un piccolo segnale che fa intendere come Trieste torna in campo con il piglio giusto dopo la pausa lunga. La De’Longhi continua a essere nel frullatore delle proprie difficoltà, continua a sparacchiare ai liberi (è 8/18 al 25’…) ma soprattutto non c’è minimamente a livello di testa. È un gioco da ragazzi per l’Alma mantenere saldamente in mano le redini del match sul 31-48, con la panchina di casa a chiamare l’ennesimo minuto di sospensione che non porta minimamente valore aggiunto. Anzi, tale ambito tonifica ancor di più gli ospiti, “cecchini” per due volte con Mussini per un successivo incredibile +25 (33-58) che si materializza davanti ai tifosi triestini in visibilio. E la partita finisce lì, con un quarto abbondante ancora da giocare e con il pubblico di casa ammutolito nel vedere come Treviso esca di scena forse nella maniera più inaspettata. E ancor di più, quel coro “Forse chissà, succederà…” che risuona invece nello spicchio ospite finisce col preparare la strada all’ultimo atto di stagione dove l’Alma vuole completare la propria missione. Se questi sono i presupposti, a pieno diritto ci si può sfregare le mani.

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Valmaura è sempre più “Green”: 2-0 (con brivido) Alma, Treviso con le spalle al muro

Chiamatelo pure “Generale Green”: perché quello di queste semifinali play-off, è a pieno titolo il vero condottiero dell’Alma: una Trieste che fa e disfa peggio di Penelope nell’ultimo quarto ringrazia i punti e l’energia del suo numero 5 per mettere il punto del 2-0 in una partita dalle tante sfaccettature, che collima però con un doppio vantaggio fondamentale in vista di venerdì al PalaVerde.

In avvio di contesa, che Brown stia sufficientemente bene lo dimostra  il fatto di notarlo già in quintetto base e di vederlo appoggiare con successo al vetro il pallone del primo vantaggio ospite. Dall’altra parte c’è Da Ros che in post basso fa vedere i sorci verdi al pitturato trevigiano, mentre il timore iniziale biancorosso di non subire troppi rimbalzi in attacco da parte della De’ Longhi diventa invece una gatta da pelare rognosissima nei minuti iniziali del primo quarto. I veneti corrono sul +6 al 4′ (4-10), dimostrando anche che la velocità in transizione può diventare importante per dare una prima scossa alla gara: l’Alma, colpita troppo spesso in penetrazione, è però scaltra nel mettersi in regola almeno offensivamente, innescando Green per un break interno che permette a Trieste di mettere il muso avanti al 7′ sul 17-15.  

Con Cittadini a oscurare la luce del sole sotto il proprio tabellone (già due stoppate in rapida successione), i biancorossi chiudono avanti alla prima sirena sul 19-18, ma spendono sin troppi falli in apertura di secondo periodo: i 4 commessi in un minuto e mezzo sono una spada di Damocle pesante sopra la testa giuliana, ma anche in questo frangente l’Alma trova un’efficace contromisura, quella di una difesa asfissiante con Prandin e Mussini a sporcare le linee di passaggio trevigiane e di mani “pregiate” dalla lunga distanza per mettere al 15′ cinque preziosi punti di vantaggio sulla De’Longhi (27-22). Treviso fa parecchia fatica a contenere la circolazione di palla dei padroni di casa, che con Loschi (6 punti in un amen) continuano temporaneamente a fare sconquasso dal perimetro: l’onda lunga triestina dura sino alla metà gara, quando l’Alma va al riposo avanti di otto con tanta inerzia in mano.

Mantenersi a velocità di crociera: è ciò che tenta di fare Trieste a inizio di terzo quarto. Più semplice a dirsi che a farsi, anche perché gli ospiti si rimettono a difendere forte e i biancorossi si raffreddano sensibilmente nell’andare a canestro. È Green ancora una volta a strappare applausi per il 47-38 al 25′, sebbene Treviso metta molto cacio sui maccheroni innestando a dovere sia Swann che Brown.  Il vantaggio giuliano si rintuzza in maniera considerevole tre minuti più tardi (52-50, time-out chiamato da Dalmasson), l’onnipotenza di Biggs Shotta però è la costante che funziona più del “Pi Greco”: con i suoi 26 a referto ben prima che risuoni la terza sirena, l’Alma chiude sul 58-50 al 30′.

La chirurgia del mascherato Cavaliero (bomba frontale a inizio di ultimo quarto) regala una doppia cifra di vantaggio a Trieste quanto mai di ampio respiro, con Treviso costretta invece a ripiegare su tante palle perse in attacco e con attacchi farraginosi per tentare di mantenersi ancora a galla. La De’Longhi però non demorde – vuoi anche perché il motore biancorosso fa qualche borbottio di troppo nel momento migliore – e rimette tutto in discussione con un break di 11-0 per il 64-63 a quattro dalla fine, con Musso che sbaglia per ben due volte la tripla del possibile sorpasso. L’Alma torna a rifiatare con l’1/2 di Bowers dalla lunetta e con la recuperata di Fernandez a 1’31” dal termine. E non è un caso che sia proprio Javonte Damar Green a mettere il punto esclamativo con il 2/2 ai liberi a 7” dalla fine e il 2-0 – importantissimo – nella serie.

Alma Pallacanestro Trieste – De’ Longhi Treviso 67-63 (19-18, 19-12, 20-20, 9-13)

Alma Pallacanestro Trieste: Green 31 (7/10, 4/6), Cavaliero 8 (0/2, 2/5), Mussini 7 (2/4, 1/3), Da Ros 6 (3/7, 0/4), Loschi 6 (0/1, 2/3), Bowers 5 (2/7, 0/1), Fernandez 2 (1/3, 0/2), Cittadini 2 (1/1), Prandin (0/3), Janelidze. N.e. Schina, Deangeli.

Tiri liberi: 8 / 13 – Rimbalzi: 34 11 + 23 (Green 11) – Assist: 15 (Da Ros, Bowers 4)

De’ Longhi Treviso: Brown 15 (7/13), Fantinelli 12 (3/6, 2/2), Musso 8 (4/5, 0/7), Lombardi 8 (3/4, 0/1), Sabatini 5 (1/4, 0/2), Imbro’ 4 (1/2, 0/2), Swann 3 (0/1, 1/5), Bruttini 3, Negri 3 (1/2), Antonutti 2 (1/2, 0/1). N.e. Barbante, De Zardo. 

Tiri liberi: 12 / 15 – Rimbalzi: 34 9 + 25 (Brown 8) – Assist: 7 (Fantinelli 3)

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Pallamano Trieste, la ricetta di Marco Lo Duca: “Un pool di sponsor come nel basket”

 

Ambizioni: basterebbe solo questa parola per far sì che la Pallamano Trieste un bel giorno possa svegliarsi più forte economicamente e, parallelamente, poter tornare con prepotenza a lottare per un titolo nazionale che manca ormai da troppi anni. Senza oltretutto il contributo da parte dello sponsor Principe, che non sarà più il marchio principale da portare sulle maglie, l’avventura giuliana nel prossimo Girone Unico di serie A parte però già adesso nel segno dell’incertezza: per Marco Lo Duca, che da giocatore di scudetti ne ha vinti a bizzeffe con Trieste, è arrivato il momento di pensare a un tipo di approccio diverso per uscire dall’impasse.

“Per prima cosa è vietato piangersi addosso – spiega il dirigente giuliano – perché per tornare a puntare a qualcosa di grosso bisogna ragionare forse in un modo diametralmente opposto a quanto fatto sinora. Abbiamo una base solida di atleti composta da giovani e veterani, che nelle difficoltà hanno saputo esaltarsi nell’ultima stagione. Ci sono già contatti per il ritorno di qualche nostra vecchia conoscenza, tuttavia la partita più importante da giocare in questo momento è sul fronte dei nuovi partner commerciali: trovare un pool di sponsor come già accade in città per il basket farebbe la nostra fortuna. Sappiamo quale sia la situazione nella sola Trieste, ecco perché dobbiamo allargare il raggio di azione anche in Friuli e nel vicino Veneto”.

Non sono cifre impossibili, quelle che il sodalizio biancorosso sta andando alla ricerca. “Calcoli alla mano, con 18 sponsor da 10 mila Euro ciascuno saremmo in grado di fare un campionato di qualità. Non c’è dunque bisogno di grandi budget per poter essere competitivi: con l’avvento di nuove realtà economiche qui in zona, crediamo che qualche interessante opportunità si potrà aprire. Ora intanto guardiamo alle prime scadenze, tra tutte quella di metà giugno relativa all’iscrizione per la prossima stagione: arrivare a quella data con le idee chiare è il nostro primo obiettivo”. 

(Da City Sport di lunedì 21 maggio 2018)

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La rassegna stampa sandrina di domenica 20 maggio 2018

LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI DOMENICA 20 MAGGIO 2018

Da Il Piccolo di Trieste

Serve l’Alma migliore per il pass-semifinale
Alle 18 a Porto San Giorgio. Mauro: «Gruppo sereno». Diretta all’Arena
 
di Roberto Degrassi
 
Alma alla battaglia. La più difficile di questi play-off. Il bivio propone da una parte la chiusura della pratica-Montegranaro con la possibilità di preparare per una settimana l’esame contro Treviso e dall’altra parte il rinvio alla “bella” mercoledì, all’Alma Arena, con un bel po’ di pressione addosso e tempo dimezzato per i piani anti-De’Longhi. Al PalaSavelli di Porto San Giorgio alle 18 oggi non basterà quella che Eugenio Dalmasson, nell’analisi di gara3, ha definito «una partita normale». Servirà una prova da autorevole pretendente alla promozione, impondendo il proprio gioco e non subendolo.
 
Il terzo confronto della serie infatti è sembrato un figlio di gara2. A Trieste la tripla di Mussini e i liberi di Green avevano consegnato all’Alma un incontro che la XL Extralight aveva giocato – e gestito – meglio. Nelle Marche, senza il sesto uomo e l’esaltazione del parquet di casa, Montegranaro ha continuato a fare danni con Amoroso (letale in post basso quando può far valere fisico e classe) e Powell. Gli avversari pescando un buono scampolo di gara dal giovane Treier – estone di formazione cestistica italiana – sono riusciti peraltro a far rifiatare per una decina di minuti Amoroso. Arginare la coppia di lunghi atipici di marchigiani sarà la priorità ma non si tratta solo di una faccenda difensiva. In attacco in gara3 l’Alma ha tirato da 3 con il 20 per cento (cinque tentativi per quarto, con un desolante 0% nella terza frazione), nonostante il recupero di Baldasso passato dalla tribuna a 16 minuti con partenza da starter. Ma la luna storta dai 6,75 è niente di fronte a un dato più preoccupante: dei 17 falli subiti, solo tre sono stati spesi dagli avversari sui nostri lunghi che invece ne hanno commessi complessivamente 11, con Bowers fuori anzitempo.
 
Sballati al tiro (Cavaliero 3 su 10), senza le chiavi e le idee per sfruttare i lunghi, era difficile andare lontano. E infatti non lo si è andati, complici anche gli otto anonimi minuti di Fernandez, di cui dopo 6 gare di play-off non si è ancora capita con chiarezza l’autonomia di impiego, se dovrà venir gestito sempre con il contagocce o se è vicino il giorno in cui potrà riprendere in mano la squadra. Nel frattempo, anche questa situazione ibrida non semplifica il compito di una squadra che ha invece bisogno di granitiche certezze.Il presidente biancorosso Gianluca Mauro è rimasto nelle Marche con la squadra. «Siamo alla vigilia di una partita da vincere assolutamente. Serve rimanere uniti, compatti. Preoccupato? Solo quando un giocatore non sta bene, penso a Fernandez non a meglio o a Bowers che ha rimediato una brutta botta alla testa venerdì. Il clima è sereno, i giocatori sono carichi, un contesto che fa sperare bene», osserva il massimo dirigente, che conferma per il prosieguo dei play-off l’apertura dell’Alma Arena per seguire – fino all’esaurimento dei duemila e spiccioli posti a disposizione – sul maxischermo dell’Allianz Wall la diretta delle partite esterne. Per i tifosi che non saranno al PalaSavelli appuntamento quindi oggi pomeriggio a Valmaura, con apertura delle porte mezz’ora prima della palla a due.
 
 
Intercub come un rullo
Primo atto senza storia
Gara1 della finale per la promozione in A2: le muggesane del Borgo San Rocco
superano Moncalieri 80-59 con uno scarto rassicurante in vista del ritorno
 
di Marco Federici
 
La finale d’andata dei play-off finisce tra i convinti applausi del pubblico del Palaquilinia. L’Interclub Borgo San Rocco infila la 27.ma vittoria consecutiva rifilando nel contempo il primo stop stagionale a una temibile avversaria come Moncalieri. Un ennesimo successo, per la squadra di Mura, apprezzato anche per il divario (+21) che consentirà di affrontare il retour match decisivo (non ci sarà la “bella”) da una posizione di vantaggio, seppur da difendere con i denti. Intanto, questo primo atto ha premiato la formazione più compatta, esperta e brava a gestire e superare i (pochi) momenti difficili.
 
Al primo canestro della gara di Moncalieri segue una risposta muggesana veemente: break di 10-0, frutto di un gioco arioso che elude la temuta difesa aggressiva piemontese sia per linee perimetrali sia sotto canestro, dove Miccoli è immarcabile. Per due volte l’Interclub concretizza un vantaggio a due cifre, e la bomba di Vida del 23-11 costringe Moncalieri al time-out. Il beneficio è immediato, e le ospiti capitalizzano i loro buoni momenti, punendo le poche distrazioni muggesane. Il secondo quarto riparte “solo” dal +6 per la squadra di Mura, non altrettanto spumeggiante per i primi minuti che vedono Trucco e Katshitshi dominare a rimbalzo in attacco. Il fiato sul collo di Moncalieri (-4) risveglia l’Interclub, che con un 9-0 sigla il massimo vantaggio sul 36-23. La ripresa rilancia i ritmi delle rivierasche, indiavolate in campo aperto fino al 49-31 che però non mette ancora in ginocchio le giovani ospiti: lo 0-9 dimostra come Moncalieri abbia ancora energia in vista del gran finale. L’Interclub è ancora la più reattiva in avvio di frazione (63-49) ma il refrain di una gara con continui strappi vuole che le piemontesi accorcino con Conte e Trucco. Stavolta però è poco per spaventare le muggesane, che realizzano l’ennesimo affondo con Cumbat. Della stessa capitana sono due triple consecutive che decretano il massimo vantaggio, quanto mai opportuno in vista del ritorno domenica a Moncalieri.
 
 
La Pallanuoto Trieste trova il pari in rimonta
È in forma per i play-out
Ottima prestazione della formazione di Brazzatti in trasferta
con la Lazio (12-12). Buon debutto per il portiere Seppi (14 anni)
 
di Riccardo Tosques
C’è poco da fare: con Andrea Brazzatti in panchina Trieste è un’altra squadra. Bellissimo pareggio in rimonta ieri pomeriggio al “Foro Italico” nell’ultima partita della regular season disputata contro la Lazio. Il 12-12 finale è il risultato più giusto per quanto visto in campo. Grande soddisfazione a fine match per il ds allenatore alabardato: «Sono contento della prestazione, è stato un buonissimo allenamento. Il risultato non conta, lo sapevamo, ma questo pareggio è molto importante per il morale. I ragazzi ci hanno creduto e con grinta sono andati a prendersi un punto che è di buon auspicio per i play-out».
 
Da Roma sono arrivate due indicazioni. Innanzitutto Trieste è in forma per gli spareggi di Siracusa, in programma il 26 e 27 maggio. Ma nella giornata di ieri c’è un’altra buona notizia da sottolineare: un giovane talento è emerso al Foro Italico. Si tratta del portiere triestino Tommaso Seppi, 14 anni, che per una serie di combinazioni – Persegatti rimasto a Trieste per infortunio e forfait all’ultimo del titolare Oliva – si è trovato costretto a scendere in acqua da subito facendo il proprio esordio in A1. «Devo fare i complimenti a tutti, ma in particolare al nostro portierino, 15 anni da compiere a giugno, che ha giocato titolare e ci ha messo tantissimo coraggio», le parole di stima di Brazzatti. Gianni sblocca il ghiaccio dopo 60”, Vico pareggia i conti, Cannella riporta avanti i capitolini, ma Blazevic firma il 2-2. Prima dello scadere Spione riporta avanti la Lazio ma Petronio sigla il 3-3.
 
Nella seconda frazione i romani vanno sul +3 grazie ai gol di Cannella e Giorgi (doppietta). Seppi tiene a galla gli alabardati respingendo una controfuga di Cannella. Vico accorcia le distanze, ma il solito Cannella e poi Leporale chiudono sull’8-5. Grande equilibrio nel terzo periodo. Seppi sventa una superiorità numerica, ma incassa il +4 da Vitale. Rispondono Petronio e Gogov. A 10” dalla fine Maddaluna firma il 10-7. In apertura di quarto tempo arriva il +4 di Colosimo. Partita chiusa? Niente affatto. Va in gol Vico, gli risponde Sebastiani, ma poi è un tripudio alabardato. Nei 4′ finali vanno in gol Podgornik, Gogov (rigore), ancora Gogov a 19” dalla fine e poi sul filo della sirena l’ottimo Ferreccio. Finisce 12-12. I play-out sono ampiamente alla portata. 
 
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Aggiornamento forum e momentanea irrangiungibilità della comunità virtuale

Ulteriormente non stiamo incontrando il favore degli dei dell’informatica

Il nostro forum rimane offline per le prossime ore, in attesa di risoluzione da parte del provider di un errore sul database intercorso durante l’aggiornamento della nostra comunità.

Pazientate, siamo già attivi per far risolvere il problema in tempi sufficientemente rapidi

(Sandro)

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Alma, pericolo scampato: 2-0 su una Montegranaro immensa

La madre di tutte le partite da sclero: Trieste gigioneggia per 10 minuti, soffre per i restanti 30 ma fa sua una gara-2 indimenticabile contro Montegranaro. 80-79 per l’Alma, che ringrazia il proprio sangue freddo per aver portato a casa una partita che a un certo punto sembrava essere a un passo dall’essere buttata nel cestino dell’indifferenziata.

Con il dolce nome di Sveva a campeggiare su magliette, cartoncini e striscioni dell’astronave di Valmaura, c’è la dinamite in mani e caviglie dell’Alma a inizio partita: nove punti a zero di parziale sono il biglietto da visita che Montegranaro si vede sventolare davanti al naso, costringendo Ceccarelli a fermare tutto e a chiamare time-out in fretta e furia. La verità è che l’Extralight fa una fatica del diavolo a innestarsi, con la difesa di casa che legge benissimo tutte le soluzioni offensive degli ospiti: grandina a dismisura sulla Poderosa, infilzata poi da Bowers sino al 16-0 del 5′, momento in cui Amoroso fa “gol” e riesce a mettere a referto i primi punti marchigiani.

La febbre giuliana cala inevitabilmente di qualche grado nel corso dei minuti successivi, Montegranaro riesce a rifiatare solo leggermente in un finale di primo quarto tutt’altro che trascendentale: è 21-8 al 10′ (con annesso 26-4 parziale di valutazione) e se da una parte – quella triestina – c’è forse la piccola presunzione di essere già quasi in controllo dell’inerzia – dall’altra è in pratica solo Amoroso a prendere il secchiello in mano per cercare di svuotare una nave ospite già con tanta acqua al suo interno. L’Extralight risale provvisoriamente sino a -8 (29-21 al 15′) e l’Alma passa qualche minuto a schiacciare un inopinato pisolino, rimettendo gli avversari sui binari: si sveglia anche Powell (sei punti di fila) e Montegranaro con merito recupera tutto il gap sino al 32-32. In un amen in via Flavia ci si accorge che si torna ad avere un match da giocare: Corbett mette addirittura i due liberi del momentaneo +2 ospite in dirittura d’arrivo del secondo periodo, prima che il successivo 2/2 di Janelidze dalla linea della carità impatti i conti sul 34-34.

L’aiuto difensivo, questo sconosciuto: l’Alma non si ridesta a inizio di terzo quarto e si arena nel proprio pitturato. Risultato? Extralight addirittura sul 37-44 al 23′, momento in cui le maggiori gonadi giuliane vengono mostrate da Cittadini (2+1, ma anche qualche carambola recuperata sotto i tabelloni). Ma Montegranaro c’è, eccome: Corbett risponde alla bomba insaccata da Mussini (43-50) e i famosi sassolini negli ingranaggi giuliani tanto voluti da coach Ceccarelli si fanno sentire tutti. La doppia cifra di vantaggio ospite arriva con Powell, i mal di testa biancorossi rischiano di crescere esponenzialmente: in casa Alma serve mettere da parte il fioretto per riprendere a dare sciabolate, quelle che invece arrivano puntualissime dalle mani di Treier e nuovamente da Powell (-11 Trieste al 27′). Si procede a strappi, i padroni di casa si riaccendono con un mini break di 4-0 sino al 52-57, ma la voce grossa la fa Amoroso: contro-parziale di 5-0, i sorrisi sguaiati sono tutti su lato marchigiano (52-63). L’Alma respira nuovamente con Da Ros (a otto dalla fine si torna a -5) e i silenzi assordanti del popolo biancorosso sul 2/2 di Green in lunetta sono la cartina tornasole di quanta paura ci sia di sbattere la fronte a terra.

I cinque minuti finali metterebbero paura anche a Dario Argento: i giuliani inseguono sul 65-68 e i muscoli di Biggs Shotta sono quanto di più serva  alla squadra per rimanere in scia. Corbett però non perdona (+6 a 2’40”), sull’altro lato di riffa e di raffa Bowers pesca il tap-in vincente per il -2 con meno di 120” ancora da disputare. Federico Mussini fa salire l’adrenalina con la bomba dall’angolo a 40” che riporta avanti Trieste sul 78-77, Campogrande sul lato opposto pesca dalla spazzatura sotto i tabelloni per l’appoggio al vetro di un nuovo sorpasso ospite. L’ultimo squillo è di Green, ancora 2/2 in liberi, Maspero sbaglia la tripla allo scadere: è tripudio all’Alma Arena, si è sul 2-0. Ma con tanta, tanta fatica.

Alma Pallacanestro Trieste – XL Extralight Montegranaro 80-79 (21-8, 13-26, 18-23, 28-22)

Alma Pallacanestro Trieste: Green 17 (5/7, 0/3), Bowers 15 (2/5, 3/5), Mussini 13 (1/7, 3/5), Da Ros 10 (5/6, 0/3), Cavaliero 9 (1/2, 1/4), Cittadini 6 (2/3), Fernandez 4 (1/5), Janelidze 4 (1/2), Prandin 2 (1/1, 0/1), Loschi (0/1 da tre). N.e. Schina e Deangeli. All. Ceccarelli

Tiri liberi: 21 / 22 – Rimbalzi: 35 11 + 24 (Green 8) – Assist: 15 (Fernandez 4)

XL Extralight Montegranaro: Amoroso 26 (4/6, 5/10), Powell 25 (10/12, 1/4), Corbett 16 (3/12, 2/6), Campogrande 6 (3/3, 0/4), Maspero 2 (1/1, 0/3), Gueye 2 (0/1, 0/2), Treier 2 (1/1, 0/1), Rivali (0/1). N.e. Zucca, Altavilla, Nikolic. All. Ceccarelli

Tiri liberi: 11 / 12 – Rimbalzi: 27 7 + 20 (Amoroso 6) – Assist: 15 (Corbett 6)

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Andrea Carpanese: “Pallamano Trieste, una stagione faticosa ma da incorniciare”

Almeno per un po’ di tempo, le battaglie sul parquet sono terminate: la stanchezza fisica e mentale continua a riaffiorare, ma al tempo stesso per Andrea Carpanese c’è anche la grande soddisfazione di aver portato a termine una missione per nulla scontata. La conquista del Girone Unico di serie A, percorrendo a fari spenti una strada irta di interrogativi, vale parecchio per il “jolly” biancorosso: «La scorsa estate, quando avevamo accettato di andare avanti nonostante le poche certezze, ci eravamo focalizzati unicamente nell’avere la fiducia in noi stessi – spiega “Carpa” –  e questo ci ha tolto un po’ di responsabilità e pressione. Quando sono arrivati i primi risultati con annessi punti in classifica, la serenità ci ha maggiormente accompagnato in tutti gli allenamenti che svolgevamo. Abbiamo dato il massimo, da noi “senatori” sino ai più giovani: è un peccato parlare di singoli, perché il risultato ottenuto è al 100% grazie alla forza della squadra».

Una tensione personale non da poco, sfociata con quel pianto liberatorio al termine della partita col Fondi: «È stata una stagione lunga e faticosa, con tanto stress annesso: averla chiusa così bene, soprattutto da protagonista in campo, è come aver preparato una torta e averci messo la ciliegina sopra. E per questo risultato voglio ringraziare il nostro massaggiatore Enzo Gianlorenzi, il vice allenatore Davide Nait e il preparatore Sergej Sain: tutta gente che lavora dietro le quinte, che non viene mai menzionata e che si è fatta in quattro per farci tagliare questo traguardo».

Ora per “Carpa” qualche allenamento e tanto spazio per la propria famiglia, perché Ginevra e Matteo vogliono godersi papà Andrea un po’ di più a casa. «Spazio ora ai miei affetti, c’è tempo per pensare al futuro sul parquet: fisicamente mi sento ancora in grado di giocare, ma ragioneremo assieme alla società per capire come la situazione potrà evolversi. Di certo quello della pallamano è un grande impegno, specie per ciò che attende Trieste nella prossima stagione: ora penso solo a recuperare le forze». 

(da City Sport, lunedì 14 maggio 2018)

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Forum momentaneamente offline (TERMINATO)

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 10.00 DI VENERDI’ 11 MAGGIO: TUTTI I SERVIZI SONO NUOVAMENTE DISPONIBILI. POTREBBERO ANCORA VERIFICARSI MICRO-INTERRUZIONI DI CONNETTIVITA’

Come probabilmente vi sarete accorti, siamo da diverse ore “isolati” sul lato del nostro forum: la causa è da attribuirsi a un malfunzionamento degli apparati di rete che il nostro fornitore di servizi HOSTINGVIRTUALE sta riscontrando già da 24 ore, non permettendo di fatto la navigazione delle pagine della nostra comunità.

Non sappiamo con certezza quando la connettività verrà ripristinata completamente: vi preghiamo dunque di pazientare 😉 

(Aggiornamento delle ore 21.00 di giovedì 10 maggio: l’hosting ha pubblicato sul proprio profilo Facebook quanto sta accadendo)

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