Come raccontava un vecchio spot pubblicitario degli anni ’90, “Il Natale quando arriva, arriva”. Bene, la cosa vale anche per il Tropics Camp – che per comodità d’ora in avanti chiameremo Sunshine Vice Academy, denominazione ufficiale – sebbene le tematiche non riguardano panettoni e cose tipicamente da stagioni fredde. Anzi! Per la valorosa truppa condotta da Andrea Pecile la prima giornata della nuova edizione 2019 è stato come un bel ritorno tra i banchi di scuola, con la schiera dei novanta giovanissimi “guerrieri tropicali” ben schierati come i migliori 300 spartani di Leonida. Ma non si è andati assolutamente in battaglia, anche perché alle Termopili crediamo non abbiano distribuito mai in passato le nuove divise Tropics personalizzate con tanto di nome e numero, oltre al sacchetto gentilmente offerto da Amigos Caffè e all’asciugamano Sunshine di cui bisogna ringraziare NonSoloAntenne

L’inizio di giornata è nel segno di Valentina Carrafiello e del suo risveglio muscolare ed è proprio lei uno dei tanti ospiti che ha iniziato a caratterizzare l’estate caliente all’Allianz Dome. C’è Mark Bartoli, fischietto con un bel po’ di esperienza sui campi italiani, a rispondere alle tante domande dei curiosi campers. E se l’inizio del Sunshine Vice Academy 2019 segna anche l’avvio dei succulenti pranzi di metà giornata (tranquilli: non si eccede con la pappa a Valmaura, seppure le lasagne si lasciano davvero mangiare…), c’è tanto da fare di contorno. Come ad esempio accogliere il vostro… modello georgiano preferito Giga Janelidze, ma anche dedicarsi al palleggio e ai tanti esercizi a tema su questo fondamentale, oltre alle prime partitine in campo e alla merenda offerta da Eppinger.

Attenzione a ciò che accadrà prossimamente: c’è il Quidditch Basketball da svelare, nonché da decretare chi dell’incredibile duo Bazzarini-Pensabene vincerà la palma per l’esercizio più fantasioso del Sunshine Vice Academy. Ne vedremo delle belle.

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Seguo lo sport da parecchio. Arrivato a quarant’anni di età (e ringrazio tutti coloro che avranno pensato anche per un solo istante “Urka, lo facevo più giovane…”) mi guardo indietro e rifletto su tutti i valori che esso ha saputo sin qui trasmettermi. Non tanto come protagonista sul campo (a parte qualche avventura amatoriale come portiere di calcio a sette e di mini-giocatore di basket…), quanto di un semplice spettatore/cronista che ha una grande fortuna: fare ciò che ama di più, raccontare le gesta degli altri. Piccoli e grandi che siano. 

“Ci si può drogare di cose buone. Una di queste è certamente lo sport” disse un campione come Alex Zanardi qualche tempo fa. Negli anni da reporter ho avuto modo di conoscere tante realtà coese, poche mi hanno colpito come il Venjulia. Una vera famiglia a tutto tondo, capace di esaltarsi nella gioia e nelle difficoltà. Quella che si sta per concludere è stata un’annata difficile, con pochi risultati positivi sul campo e una retrocessione in serie C arrivata dopo aver conquistato la cadetteria dopo 44 anni. Ma la delusione lascia presto spazio all’orgoglio, proprio quello che non ha mai abbandonato il sodalizio alabardato.

C’è un post su Facebook di Maurizio Pribaz, componente dello staff tecnico dei “Cani Sciolti”, che qualche giorno fa ha attirato la mia attenzione. Quella giocata ieri all’Ervatti è stata l’ultima gara di campionato casalinga del Venjulia, un ambito in cui la “famiglia” si è riunita per applaudire i propri beniamini. Quello che, come recita il post, “è il momento di tornare a sostenere con tutto il cuore e stare vicini ad un gruppo che tra problemi, infortuni e disagi, in questi ultimi 12 mesi comunque non ha mai abbandonato la lotta, seguendo quello che ormai è il nostro credo e la nostra caratteristica principale. MAI MOLAR!”. Basta questo per identificare la passione di questo movimento, che ha tanto da insegnare a tante altre realtà sportive del passato che si sono sciolte alla prima difficoltà.

(da City Sport di lunedì 6 maggio 2019)

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DOMENICA 7 APRILE 2019

  • «Faremo di tutto anche se l’Unione è una squadra molto forte ma noi dobbiamo chiudere prima possibile il discorso salvezza». Non lascia spazio a favoritismi l’ex mister alabardato Galderisi, che oggi col suo Gubbio ospita la Triestina (si gioca alle 14.30). Sulla carta potrebbe essere un match da pareggio, se si giocasse nella prima fase del torneo. Siccome il rush finale è lanciato la Triestina non vuole e non può lasciare punti per strada.

    Come sottolineato oggi da Ciro Esposito sul Piccolo odierno, come a Imola l’Unione deve giocare una gara d’attacco senza sbilanciarsi. Il nuovo assetto trovato da un mese da Pavanel finora si è dimostrato efficace. Confermatissimi, e non potrebbe essere altrimenti, i due bomber Costantino e Granoche. Quasi certamente invece è arrivato il momento di rifiatare per Procaccio che tanto ha dato nelle ultime settimane. Bariti, che appare in ottima condizione, dovrebbe lavorare a sinistra per lasciare la destra prediletta all’esplosivo Petrella (con Mensah pronto nella ripresa). In mediana Coletti è indispensabile su questi campi così come Maracchi che tuttavia potrebbe alternarsi con Steffè. La difesa è quella tradizionale (anche se non è impensabile un’alternanza Libutti-Formiconi nel caso di partenza con Petrella). Un’altra certezza è quella dell’assenza di Offredi tra i pali. Il portierone, espulso a Imola, sarà sostituito da Boccanera chiamato ad affrontare con serenità la sfida dopo mesi di panchina. E’ una responsabilità in più per tutta la squadra ma non dimentichiamoci che Boccanera nell’altra stagione ha avuto un buon rendimento. Gli avversari di solito schierati da Galderisi con un 4-3-2-1 con variazioni volanti hann0 in Casiraghi l’uomo di maggior talento. La Triestina, come è nelle sue corde da quando ha innestato un passo da promozione, giocherà una partita senza fare calcoli. Ha le capacità e il morale per fare la partita ma anche la maturità per attendere l’occasione per servire in verticale Costantino e Granoche. Questo è stato l’unico aspetto un po’ deficitario dell’ultima gara con l’Imolese. Pavanel e i ragazzi possono dimostrare di aver imparato la lezione.

  • «Il futuro? Voglio pensare positivo e ho fiducia che tutto si risolverà nella maniera migliore. A Trieste sto bene, al di là dell’anno di contratto che ho ancora con la società e dell’ipotesi di rinnovo che avevo cominciato a trattare, la mia intenzione è quella di rimanere. In questa bellissima città ho trovato la stabilità che cercavo perchè io e la mia famiglia stiamo benissimo. Ho sempre detto che i posti li fanno le persone e a Trieste ho trovato rapporti veri e tanti amici».Juan Fernandez, intervistato da Lorenzo Gatto, non nasconde le sue sensazioni al termine di una settimana vissuta intensamente. La sofferta vigilia del match contro la Vanoli, la partita giocata e vinta contro Cremona, l’atmosfera di un palazzo che ha saputo abbracciare la sua squadra facendo sentire ogni giocatore parte integrante di un sogno cominciato qualche stagione fa. Emozioni e ricordi difficili da cancellare. «Quello che è successo domenica scorsa contro Cremona mi rimarrà nel cuore – continua Fernandez – Non solo per l’abbraccio finale con i tifosi ma per la particolare atmosfera che si è respirata dentro al palazzo. Ne parlavo con mia moglie dopo la partita, da quando gioco a basket sensazioni così forti non ne avevo mai vissute».

    Una partita, quella contro la Vanoli, che ha certificato le qualità di una squadra che a sei giornate dal termine della stagione regolare sa di non potersi più nascondere. Il potenziale per andare a caccia dei play-off c’è, la volontà del gruppo è quella di provarci fino in fondo senza risparmiarsi. La classifica è cortissima, dal terzo posto di Cremona assestata a 30 punti fino al dodicesimo di Cantù c’è davvero spazio per tutti. «Il nostro obiettivo – sottolinea il Lobito – è cavalcare il momento e continuare a esprimerci con lo stile di gioco che ci ha permesso di vincere nettamente a Desio e ripeterci la scorsa settimana contro Cremona. Stiamo bene, pensiamo positivo e crediamo di poter continuare a rincorrere l’obiettivo play-off per noi e per i nostri tifosi. La partita di Avellino, in questo senso, sarà un test importante, l’ennesimo, per capire a che punto siamo e fin dove potremo arrivare».Ieri Fernandez è rimasto ai box dopo essersi sottoposto a una risonanza in seguito a alcuni problemi muscolari.Se vale per Trieste, il posticipo della decima di ritorno vale moltissimo anche per gli irpini. Che hanno, sì, due punti di vantaggio sui biancorossi ma che, perdendo, si vedrebbero raggiungere a quota 28 e superare in classifica per via dello 0-2 negli scontri diretti. Per questo e per favorire la partecipazione dei tifosi la società propone agli studenti universitari l’accesso alle curve al prezzo di soli 5 euro. Facile, dunque, attendersi un clima particolare nei settori più caldi del Pala Del Mauro. «Troveremo un’avversaria particolarmente motivata – conclude Fernandez – per il valore della posta in palio, certamente, ma anche perchè il ricordo della partita di andata è rimasto certamente vivo nella memoria di tutti. Quella che battemmo all’Allianz Dome non era la vera Avellino, martedì sarà tutta un’altra storia. Ne siamo consapevole e per questo ci stiamo preparando al match con particolare attenzione».

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VENERDI’ 1° MARZO

–  La festa della pallamano italiana sta per iniziare a Chiarbola, con la Final Eight che fra poche ore inizierà con i quarti di finale. Ieri intanto conferenza stampa di presentazione al museo d’Arte Orientale, mentre da oggi pomeriggio tutti a caccia del Pressano detentore del trofeo. Final eight che sono il frutto della collaborazione di tutta la città, come ha ricordato nei giorni scorsi Giorgio Oveglia. «Mi ha colpito la determinazione con cui sia Tiziana Gibelli, assessore allo sport della regione che Giorgio Rossi, assessore allo sport del comune hanno voluto questo evento . Loro ma non solo, se è vero che ci siamo mossi davvero a 360 gradi per riuscire a organizzare le cose nel miglior modo possibile». Una conferma è arrivata da Giorgio Rossi. «Un ringraziamento alla federazione che ci ha scelto per queste finali- ha sottolineato l’assessore nel suo intervento-. Se Trieste, per il secondo anno di fila, è stata nominata da un indagine del sole 24 ore la città più sportiva d’Italia il merito è anche della pallamano Trieste per il grande lavoro che svolge nelle scuole e grazie al suo settore giovanile. Una presenza nel territorio che la città apprezza e che aldilà dei titoli vinti fanno di questa società un fiore all’occhiello della nostra città». Sentito e apprezzato l’intervento del presidente della Figh, Pasquale Loria. «Essere qui è un’emozione particolare perchè non tutti i posti sono uguali e questa città, per la sua storia, rappresenta per tutti noi qualcosa di speciale- ha sottolineato il numero uno della federazione-. Qui si respira pallamano, in Italia non si può parlare di questo sport senza pensare a Trieste. Per questo, nella stagione che condurrà al cinquantesimo anniversario della società, ci è sembrato doveroso omaggiarla portando a Chiarbola un evento importante come le finali di coppa Italia. Non solo- ha concluso Loria-. Ripeteremo l’esperimento di Padova, dove nella sfida con l’Ungheria l’Italia ha giocato con una maglia rossa in onore della Pallamano Trieste- portando la nazionale a Chiarbola nel 2020». Le finali che si aprono oggi avranno una ampia copertura mediatica. La finale, in programma domenica alle 17, sarà trasmessa in diretta su Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre o canale 225 della piattaforma Sky) mentre le prime due giornate saranno seguite in live streaming da Pallamano Tv per un totale di dodici ore di diretta complessiva.

– C’è un ex nel Giana Erminio che domani ospita la Triestina: è Daniele Rocco. «Cosa è successo in questi mesi? Qualcosa è andato storto, mi pare evidente guardando la classifica. Sinceramente non so i motivi precisi, ma in questi casi bisogna solamente rimboccarsi le maniche, lavorare sodo e cercare di fare di tutto per guadagnare la salvezza, pensando una partita per volta. Il nuovo mister Maspero? Per quello che ho potuto vedere in questi giorni mi sembra bravo, spero soprattutto che ci dia una scossa perché è quello che ci serve in questi momenti difficili». Nelle ultime tre partite Rocco è tornato a giocare titolare, prima non è stato utilizzato tanto spesso, ma le sue tre reti stagionali hanno fatto vittime prestigiose: Triestina, Pordenone e Ternana. E certo la rete con cui bloccò sul pareggio i neroverdi di Tesser fece felici anche i supporters alabardati. Adesso Rocco si trova nuovamente davanti la Triestina, e confessa che si aspetta una sfida molto difficile: «Per noi contro la Triestina sarà dura. Io l’Unione come ben sapete la seguo sempre, so che è in un momento di grande forma, noi invece viviamo una fase un po’ così, speriamo ora in energie nuove. Cosa temo della squadra di Pavanel? La solidità complessiva: è una squadra da vertice e i fatti lo dimostrano». Di una cosa è certo Rocco dopo aver affrontato tutte le squadre di questo girone B: l’equilibrio regna sovrano e tutte le partite sono aperte: «Sinceramente il livello di questo girone è talmente equilibrato, che non mi sento di dire che una squadra ha qualcosa in più di un’altra. Piuttosto si può parlare di continuità, e sotto questo aspetto il Pordenone è quello che ha fatto meglio. Ma ogni domenica è una battaglia per chiunque, non c’è una Juve come in serie A che le vince tutte, qui anche le prime faticano contro le ultime». Ovviamente Rocco domenica si augura di andare in gol, ma subito dopo la fine partita tornerà a tifare Triestina: «Di questa mia stagione sono contento, anche se sicuramente posso fare di più. Ora cercherò di dare il massimo e non nego che spero anche di segnare. Poi dalla giornata successiva naturalmente tornerò a tifare Triestina e mi auguro che l’Unione faccia un gran campionato».

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GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO 2019

  • Old Star Game sempre più vicino, con tanti ex pronti a riabbracciare virtualmente i tifosi triestini. Così Roberto Casoli: «Non vedo l’ora di essere lì con la mia famiglia e godermi la città come abbiamo fatto giorno dopo giorno nei cinque anni di permanenza triestina. Passeggiare in piazza Unità, pranzare in centro, rivivere tutte le sensazioni che sono state parte della nostra vita. L’ho sempre detto: non me ne sarei mai andato e infatti avevo firmato il rinnovo del contratto poi purtroppo il fallimento ha cancellato tutto. L’Old Star Game mi riporterà dentro il palazzo quindici anni dopo. Da allora non ho più voluto tornare. Ma la città resta parte della mia vita, non è un caso che i miei figli Niccolò e Rebecca sono nati proprio a Trieste».Amarcord e tanta voglia di ritrovare vecchi amici in un evento che poi, sul campo, sarà sfida vera. Boscia Tanjevic da una parte e Tonino Zorzi dall’altra hanno “lavorato” per reclutare fidi scudieri e vecchi compagni di battaglia, i giocatori si stanno allenando dimostrando di prendere sul serio la sfida di domenica. «Non sono tra questi – racconta Casoli – tra la famiglia e gli impegni in palestra non avrei il tempo per farlo. Fisicamente non sono al top ma arrivo bello carico e pronto a dare una mano. Se ci sarà bisogno di lottare – scherza l’ex capitano biancorosso – sono pronto a farlo».Non è cambiato Casoli, anche a distanza di tanti anni. Le doti di combattente che gli avevano consentito di entrare nel cuore dei tifosi sono rimaste le stesse. «Sono curioso di riprovare le sensazioni di un tempo – conclude – l’ambiente del palazzetto, il tifo, il calore dei nostri supporters. Abbiamo vissuto assieme stagioni bellissime, sono contento che la città, a distanza di tanti anni, abbia nuovamente la voglia di stringersi attorno alla sua squadra di pallacanestro ritrovando l’orgoglio di avere la squadra in serie A. Domenica spero di riassaporare le stesse emozioni di un tempo: ciò che ho apprezzato nelle edizioni di Bologna e Desio è stata proprio la sensazione di affetto che i tifosi hanno riversato su noi giocatori».
  • Triestina-Pordenone sarà Giornata Rossoalabardata, partita che dunque non rientrerà tra quelle in abbonamento. La società viene comunque incontro ai suoi oltre 3mila abbonati, che per questo match dovranno dunque munirsi di biglietto: e per permettere loro di avere una priorità sull’acquisto dei tagliandi e di poter conservare il proprio posto acquistato in abbonamento, la società ha fatto partire già da ieri il diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti. Ma attenzione, perché il diritto di prelazione sarà valido solamente fino alla mattinata di dopodomani, sabato 23 febbraio. Insomma ci sono ancora tre giorni a disposizione degli abbonati per far valere la prelazione: i tagliandi per Triestina-Pordenone a disposizione degli abbonati potranno essere acquistati in sede societaria oggi e domani con orario 9-13 e 15-19, e ancora sabato mattina con orario 9-11, oppure al Centro Coordinamento Triestina Club di via dei Macelli, oggi con orario 16-19, domani con orario 9-12 e 16-19, poi ancora sabato mattina dalle 9 alle 11.30. Attenzione poi perché già sabato pomeriggio, alla fine della partita Triestina-Renate in programma al Rocco, partirà la vendita libera dei biglietti per Triestina-Pordenone: ci sarà la possibilità di acquistare subito i tagliandi in due info point appositamente allestiti in Curva Furlan e Tribuna Pasinati, che saranno operativi fino alle ore 17.30. A partire da lunedì 25 febbraio, la vendita libera proseguirà ovviamente in sede societaria al terzo piano dello stadio Rocco, al Centro Coordinamento Triestina Club di via dei Macelli e online, sulla piattaforma www.diyticket.it. Invariati comunque i prezzi dei tagliandi per la partitissima. Per la Tribuna Pasinati 20 euro gli interi, 18 euro i ridotti (donne, over 65, minori 10-17 anni, portatori di handicap con invalidità inferiore al 75%) e 4 euro i cortesia (minori sotto i 10 anni, portatori handicap superiore al 75%). In Tribuna Colaussi 15 euro gli interi, 13 euro i ridotti e 3 euro i cortesia. In Curva Furlan, infine, 13 euro gli interi, 11 euro i ridotti e 2 euro i cortesia.
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– Due punti gettati letteralmente alle ortiche: per Mister Pavanel è difficile digerire il 2-2 arrivato a Ravenna in zona Cesarini. Abbiamo fatto due errori e quindi dobbiamo recitare il mea culpa, non parliamo di esserci abbassati un po’ troppo perché se capita significa che l’avversario ti ha costretto a farlo. Salivano in sette e gioco forza devi farlo, devi abbassarti. Poi quando una squadra gioca al tutto per tutto te li trovi tutti lì al limite dell’area».Errori fatali, ma la squadra aveva ben interpretato la gara? «Sono partite difficili, noi avevamo fatto una partita importante sulle ripartenze come la avevamo preparata. Nel momento in cui eravamo in controllo abbiamo fatto l’errore costato il 2-1 e la partita si riapre. Ho cercato di mettere centimetri ma non è bastato, abbiamo preso gol all’ultimo secondo. Avevamo pareggiato una partita col Gubbio che avevamo già perso e stavolta abbiamo subìto il pareggio di una partita che avevamo già vinto. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di non essere troppo negativi perché giochiamo già tra pochi giorni contro una squadra che ha perso in casa e sarà combattiva. Noi dobbiamo continuare a far bene senza dimenticarci gli obiettivi di questa squadra, che è al secondo posto». 

– Alla mostra del centenario che prosegue al Salone degli incanti, continuano le giornate dedicati ai giocatori che hanno vestito la casacca alabardata: oggi è il turno degli attaccanti, il ruolo forse più affascinante e popolare di tutti. Alle ore 18 quindi spazio ai bomber di passato e presente: è annunciata la presenza di Godeas, Granoche, Matteo e Vittorio Muiesan, Andreis, Ciullo, Ludwig, Vidonis, Milocco, Attili, Fantina e altri, che parleranno di Triestina ma anche dell’arte di fare gol, che poi è il succo del gioco del calcio.Le giornate speciali si chiuderanno con quella degli allenatori, in calendario domani, e quella dei presidenti, che si svolgerà martedì 29 gennaio

– Promette scintille il match che domenica porterà Torino sul parquet dell’Allianz Dome. Formazione sull’orlo di una crisi di nervi, quella piemontese, ultima in classifica: quella che si presenterà a Trieste sarà una Torino con il coltello tra i denti.L’Alma non deve farsi condizionare dai problemi altrui e dovrà cercare di sfruttare il match di domenica per riprendere il cammino in campionato. Reduce dalla sconfitta rimediata al palaDozza contro la Virtus, la squadra è tornata ieri in palestra per cominciare la preparazione. Unico assente Daniele Cavaliero ma già oggi dovrebbe tornare a disposizione. Torino, Brescia e Varese il trittico di sfide che Trieste affronterà prima della pausa di tre settimane legata alle Final Eight di coppa Italia e agli impegni di qualificazione mondiale. Tre partite da sfruttare per fare punti e risalire la china in classifica.Intanto si accasa un altro ex biancorosso. Ojars Silins va alla Sidigas Avellino. 

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E alla fine, è arrivato anche il momento di ammainare le…palme: il Tropics Camp 2018 ha ufficialmente chiuso i battenti dopo due settimane impegnative, sia per i piccoli “Campers” che per tutti i componenti dello staff di Andrea Pecile, che abbiamo piacevolmente visto come – a distanza di anni dalla prima edizione – sia forse la persona che più si diverte dell’intero entourage tropicale.

I 15 giorni tra stadio Grezar e Alma Arena sono passati velocemente. E alla fine ci siamo noi stessi divertiti a raccontare tutti gli aneddoti e i momenti di ilarità: variabili che finiscono col premiare ancora una volta un appuntamento estivo ormai diventato fisso e che attira attorno a sé sempre più interesse, vista anche la mole incredibile di ospiti conosciuti e famosissimi nel panorama cestistico (e non solo quello locale) che si sono alternati di giornata in giornata a giocare con i bimbi, a dar loro piccoli e grandi insegnamenti che potranno essere utili per un loro futuro sul parquet.

E’ però innegabile che la Sunshine Space Academy abbia sempre dimostrato di avere una marcia in più rispetto a tanti altri camp, cestistici e non: la forza del collettivo. Perché se allievi e istruttori sono sullo stesso piano, va benissimo. Ma se al tempo stesso diventano “complici” di un rapporto incredibile per intensità e affetto, ecco allora che un semplice evento diventa qualcosa di molto più importante. Ok, saremo sicuramente di parte, ma il clima che abbiamo avuto noi stessi la fortuna di respirare per qualche ora a Valmaura è di quelli che mettono il buon umore: perché al Tropics Camp ci si diverte e si diventa un pochino più grandi.

Un “grazie a tutti” è d’uopo, per l’entusiasmo che è stato messo sul campo. Un ringraziamento anche ai genitori dei piccoli, medi e grandi partecipanti del Camp, che tanto hanno collaborato per le due feste finali della Space Academy. E soprattutto anche una volta “grazie” a White Abbigliamento, Montedoro Freetime, Bottega Backdoor, Gelato Marco, Coffeathome, Eppinger, Antica Sartoria di Napoli, Amigos Caffè, NonSoloAntenne, Fragola Lilla, MotoCharlie, Macelleria Suppancig e Soks per essere stati compagni fedeli di un viaggio che il Trieste Tropics ha momentaneamente concluso, fino alla prossima estate 2019. Quando si ripartirà con ancor più grande morbin.

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Il Tropics Camp ti mette sempre alla prova: non importa se tu sei un piccolo partecipante o un istruttore tropicale con anni e anni di esperienza, perché il momento per testare i propri limiti arriva sempre. E ci voleva Federica Macrì per mettere in riga tutti, giovanissimi e non solo: la campionessa dell’Artistica ’81 è stata una delle grandi ospiti del 10° giorno alla Sunshine Space Academy, dove le ultime ore che ci stanno separando dalla chiusura dell’edizione 2018 sono state principalmente a base di…elasticità. Sì, perché per fare stretching “Fede” può portare a scuola chiunque: sia il “Pec” che, come documentato nella foto in evidenza a corredo di questo recap, un po’ di fatica l’ha fatta, ma anche un pochino la nostra amica Raffaella Masciadri, capitana della Nazionale azzurra e anch’essa graditissima presenza all’Alma Arena.

Un quizzone a base di domande su quante medaglie siano state vinte dalle due eroine del più caldo giovedì di luglio che si ricordi da anni ha fatto da contorno a una new entry eccellente in quel del Trieste Tropics fondato da Andrea Pecile: Luca “Gugo” Bonetta ha dato sfogo alla sua brillante conoscenza in fatto di giochi all’aperto e attività atletica, un apripista per l’immancabile “Space Jam” andato in onda per la centesima volta sul grande schermo di Valmaura. Perché le certezze vanno cavalcate: specie quando il grande Charles Barkley sentenziò durante il film:

Prometto, non dirò più parolacce… ho chiuso con i falli tecnici… e non parlerò male di nessuno… […] Non uscirò più con Madonna, ho chiuso.

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I giorni del Tropics Camp sono sempre più calienti: e non solo per la temperatura atmosferica che già di prima mattina ha accompagnato il risveglio muscolare del nostro immancabile Lorenzo Giannetti (a proposito, gran bel paio di occhiali da sole), ma perché capita che agli occhi del qui presente cronista – invitato caldamente da parte dello staff del “Pec” a partecipare al “Day 9” della Space Academy – si materializzano avvenimenti incredibili, che in parte superano i voli a canestro di “Bobo” Prandin accaduti 24 ore prima.

C’è un momento della mattinata – trascorsa all’Alma Arena – dedicato al tiro da tre, con gli istruttori del Trieste Tropics a sfoggiare le proprie capacità balistiche dalla lunga distanza. E la grande flotta di maestri maschi, che già assaporavano una comoda vittoria sul duo Stefania LuciaLudovica Albano, si sono invece dovuti inginocchiare alla grande precisione (raggiunta dopo un breve periodo di rodaggio, perché gli *SDENG* dei ferri colpiti in primissima istanza non hanno scalfito la determinazione della “strana coppia” rosa) sciorinata di tiro in tiro. Eccezionale veramente, a tal punto da far esultare buona parte dei piccoli “Campers” presenti ma soprattutto il “paron de casa” Andrea Pecile, che con grande arguzia aveva scommesso i famosi 2 centesimi su Stefy e Ludo e che in queste ultime ore sta ragionando sul pegno da far pagare ai gemelli Gobbato, a Davide Pensabene e a tutti gli altri sconfitti di giornata.

Nel commentare il resto della giornata, che si è chiusa con l’arrivo di Morbin che come sempre è portatore sano di entusiasmo, va comunque sottolineato un episodio durante il “Fantino” condotto dal Pec: l’indicazione a tradimento del “giornalista” che ha portato piccoli, medi e grandi “Campers” a capire di chi diavolo si stesse parlando. E con il sottoscritto a spalancare le braccia e i bimbi a individuare un secondo dopo di chi si stesse parlando, ecco che il sorriso è comparso automaticamente sulla bocca di tutti. Giornalisti e non.

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Qua c’è poco da riposarsi o da poltrire: se in mezzo a teglie di pasticcio o a coppette di gelato vi sarete chiesti se il Tropics Camp 2018 si è trasformato in un mero luogo per degustazioni gastronomiche, sappiate che nel day 8 si è corso tanto. Tantissimo.

L’immancabile appuntamento mattutino sul verde del “Grezar” per il risveglio muscolare, con annessi giochi di musica, ha aperto le porte a una giornata decisamente intensa sotto il profilo fisico. Mentre coach Davide Pensabene era indaffarato con i “Campers” grandi e medi in esercizi di abilità e coordinazione, Gianluca ha pensato bene a far divertire i più piccolini a furia di…bandierine (perché – diciamoci la verità – giocare a bandierina ha sempre il suo perché anche d’estate).

E se ancora non fosse perfettamente chiaro che la rete con i pesciolini è un toccasana per riprendersi dal pranzo di metà giornata, è ormai lapalissiano come la caterva di ospiti che ogni giorno si precipita a Valmaura per lasciare un piccolo segno alla Sunshine Space Academy rallegri la mente e lo spirito, meglio della Settimana Enigmistica. Ci sono “Immortali”, come il portierone della Nazionale di pallamano Thomas Postogna, ma anche semplici e comuni mortali come Valentina Carrafiello a tenere alta l’intensità dei partecipanti con esercizi di stretching, percorsi per affinare l’abilità motoria, slalom, salti nei cerchi, ricchi premi e cotillons. Dulcis in fundo, prima della Sarabanda tropicale e della distribuzione massiva di braccialetti griffati Sunshine e Gelato Marco, il “main event” di giornata è rappresentato da Roberto “Bobo” Prandin che – oltre a giocare assieme al “Pec” e ai “Campers” – si esibisce anche in fragorose schiacciate a canestro. Il segreto? I ferri sono quelli di minibasket. Ma non ditelo a nessuno…

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