Da giovedì 14 luglio partirà – all’interno di una sezione specifica del nostro Forum di Discussione – un nuovo progetto di rassegna stampa “sandrina”.

In via sperimentale, sino alla fine del mese di luglio e alle prime…luci del mattino, sarà infatti possibile trovare una selezione di articoli e approfondimenti sportiviprovenienti dalla stampa locale e da siti specializzati.

Per accedere a questa nuova funzionalità, basterà semplicemente essere registrati al forum (se non l’avete ancora fatto, CLICCATE QUA) e collegarsi al seguente link: http://bit.ly/29Xj6oJ .

Nota bene: la registrazione al forum è assolutamente gratuita 😉

 

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Già manca un po’ a tutti. Agli istruttori “canarini”,  pronti sui blocchi di partenza ogni giorno alle 8.30. A tutti i bimbi che non hanno mai fatto fatica a svegliarsi presto la mattina, per essere puntuali a Villa Ara. Ma anche a coloro che molto semplicemente – per una settimana di fila – hanno seguito i nostri recap, giornata dopo giornata. Banalmente perché anche così si può essere “tropicali”.

C’è ancora una festa – l’ultima di questa edizione – da raccontare. Perché sì, al Trieste Tropics 2016 di “Sunshine” Pecile è stato davvero come essere a una festa ininterrotta, per sei giorni consecutivi di basket e divertimento. Fatevelo raccontare dai tantissimi genitori che sabato erano al seguito dei propri bimbi: pur non avendola vissuta in prima persona, le mamme e i papà sono anch’essi raggianti. Come dire: pure in famiglia si respira aria “tropical”. E non poteva essere diversamente.

Arrivano quantitativi industriali di krapfen, angurie e menta fredda, a stemperare un sole caldissimo già nelle prime ore del sabato mattina. C’è Enzo Savoca – in arte “esav15”, professione freestyler, direttamente dalla lontana Enna – a intrattenere la settantina di piccoli partecipanti. C’è anche la musica…tamarra della DJ Franz Stebby a inondare tutto l’ isolato. Ma c’è anche un tributo all’Islanda e all’ “Haka” ammirato nel corso degli Europei di calcio appena conclusi. Tutto questo in salsa Trieste Tropics:

E’ il momento delle premiazioni: Samu vince la palma di MVP del Camp, Bonfi e Anna (gruppo dei grandi) quello delle “Rising Sunshine Stars”. I più bravi ai tiri liberi sono stati Alessio (grandi), James (medi) ed Enrico (piccoli), mentre Filippo del gruppo dei piccoli vince il speciale premio “Sagoma” del Trieste Tropics, in compagnia di Emiliano – ancora una volta dei piccoli – che inanella la vittoria dell’ambito premio “Morbin”. E poi ancora Giulia, Eva e Gabriele quali migliori “artisti” dell’edizione 2016, mentre Luca e Toso vengono baciati dalla Dea Bendata guadagnandosi rispettivamente una 2DS e una 3DS con giochi annessi.

C’è gloria per tutti, non solo per i più provetti o fortunelli: medaglie di partecipazione, tanti gadgets firmati Sunshine, Tropics, Nintendo e Bottega Backdoor, un oceano di buoni sconto speciali da parte di White Abbigliamento e Coffee@Home. Nessuno torna a casa a mani vuote, è la regola del Camp. E c’è già più di qualcuno visto alla ricerca di un banchetto per le iscrizioni alla prossima edizione. Pazientate, gente: l’estate 2017 non è poi così lontana…

(Si ringrazia, in rigoroso ordine alfabetico: Aiello Assicurazioni, Bottega Backdoor, Carrozzeria Simonetto, Coffee@Home, Fisiomed Italia, Gelato Marco, Montedoro Freetime, Nintendo, Pizzeria La Torre, Sunshine, White Abbigliamento).

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L’ultimo giorno di Camp è ormai alle porte. Le ore conclusive prima della festa finale del sabato mattina, dopo la quale il “rompete le righe” sarà ufficiale, per molti “tropical kids” potrebbero essere viste come un momento da lacrimuccia sul viso. Ma lo sanno bene, i bimbi e le bimbe del Trieste Tropics 2016, che tutti i momenti passati assieme a tanti nuovi amici e ai Minions istruttori – per una settimana trasformatisi in “fratelloni” più grandi – diventano istantanee da portare con sé allo stesso modo di tutta quella caterva di meravigliose foto, scattate durante il backstage di qualche giorno or sono, che colorano le bacheche del centro sportivo di Villa Ara.

Al Camp di Andrea Pecile nulla è lasciato al caso: il ritorno di “Lollo” Giannetti in qualità di preparatore tropicale fa da apripista a un’incredibile gara di carriole, dove per qualche attimo sembra di essere all’interno di un circuito di Formula 1 con delle monoposto molto ma molto particolari. C’è la comparsa di Andrea Coronica, con il capitano dell’Alma finalmente senza stampelle dopo la recente operazione al ginocchio: lo charme di “Coro” contagia le tante fans presenti in quel di Monte Cengio, così come il perfetto dialetto triestino esibito da coach Alessandro Nocera, responsabile del settore giovanile biancorosso che orgogliosamente – tra un arresto & tiro e una spaziatura – si diverte a sciorinare parole tipiche di queste zone con la competenza di un professore emerito che potrebbe sedere su un’ipotetica cattedra alla facoltà di lettere alabardate.

Sul fronte della “pappa”, lasagne e pizza per tutti a pranzo. E anche un fantomatico teaser di Gelato Marco – materializzatosi  a Villa Ara – di cui siamo in grado anche di omaggiarvi con un contributo video:

Scatti e “suicidi” in campo, nonché l’arrivo fuori tempo massimo del sottoscritto addetto stampa tropicale (causa il più classico dei “veci col capel” che ha rallentato la sua corsa dalla zona industriale di Trieste sino al Tropics Camp) ha segnato la conclusione del Day 5. Non senza una simpatica postilla, caratterizzata dalla perdita temporanea delle papille gustative del qui presente cronista, troppo intrepido nello sfidare la sorte con una tazza di Nesquik a 18 mila gradi…

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Avviso valido per tutti quelli che – come il sottoscritto – fanno parte del programma di beta-testing della Apple: se avete intenzione di provare la beta pubblica di iOS 10 per iPhone e iPad (rilasciata nelle ultime ore)  sappiate che l’applicazione “Sky Go” NON funzionerà. Otterrete infatti questo messaggio a video, che renderà impossibile la visione:

skygo_ios10

In attesa di un aggiornamento dell’applicazione (cosa che però potrebbe non accadere sino al rilascio pubblico di iOS 10, programmato per il prossimo autunno), l’unico modo per continuare la visione dei programmi Sky su smartphone e tablet è rimanere all’attuale versione iOS 9. Oppure ripristinare la stessa da un precedente backup (lo avete fatto in questa maniera?).

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Settanta piccoli “pesciolini” da intrappolare: ecco come la capitana azzurra Raffaella Masciadri ha trascorso una parte della sua seconda giornata consecutiva al “Tropics Camp”. E dopo aver vinto titoli nazionali a profusione ed essersi tolta soddisfazioni a non finire in ambito agonistico, per la prima volta nella sua vita “Mascia” ha sperimentato sulla propria pelle quanto sia “dura” la vita della pescatrice tropicale. Naturalmente in compagnia dei “kids” di Andrea Pecile, tutti pronti ad utilizzare le proprie turbo-eliche per evitare di cadere nella rete tesa dalla giocatrice di basket più rappresentativa d’Italia.

A passi lunghi e ben distesi, scorrono veloci le ore dalle parti di Villa Ara. E visto che qualche riga fa si è parlato di pesci, è altresì interessante sottolineare come una partita di calcio (disputata nel campo antistante a quello di pallacanestro) si sia trasformata in una vivace e colorata “tonnara”, terminata ai calci di rigore. Tutti insieme appassionatamente: maschi, femmine e “Minions” istruttori, con momenti gioiosi in cui si è rischiato di entrare nel guinness dei primati. Sì, per il più grande flipper umano della storia. Con il grande dubbio di non capire poi dove fosse realmente il pallone.

Altri splendidi ospiti hanno caratterizzato il “Day 4” in quel di Monte Cengio: tra conferme importanti – come Daniele Cavaliero, “pretoriano tropicale”  sempre al servizio della serenità – e sparring partners nuovi di zecca come Alberto Martelossi (nome in codice “Hammer Coach”), attuale allenatore degli Stings di Mantova. Il palleggio, uno dei fondamentali più importanti del gioco più bello del mondo, è diventato una sorta di lectio magistralis delle “guest-stars” di giornata nel giovedì del “Tropics Camp”. Ma non sono mancate allo stesso tempo le sfide giornaliere che continuano ad appassionare maschietti e femminucce: la staffetta con i vari cambi di mano e con i…cinesini sulla testa da solo è valso il prezzo del biglietto. La strategia vincente è stata immediatamente messa in atto da chi – come alcune scaltrissime piccole partecipanti – ha raccolto i propri capelli in una semplicissima coda per infilarci i cinesini stessi, sbaragliando di fatto il resto della concorrenza. E, rimanendo in fatto di acconciature, udite udite: “Air Dany” Mastrangelo ha tagliato le sue “folti” chiome, non raccogliendole più nel suo usuale cappellino che quindi potrà essere battuto all’interno di una prossima asta benefica. La leggenda narra che, dopo non essere stato inizialmente riconosciuto da buona parte dei presenti, un mix di “ooooh” e di “ah, però!” si sia alzato nel cielo di Villa Ara ad accompagnare la notizia, subito dopo rimbalzata in ambito planetario e battuta dalle principali testate di informazione mondiale.

Pasta al ragù, polpette e gelato al gusto di Kinder Cereali: si consuma tanto, in fatto di energie spese. Regola n.1 del Camp: lasciarsi accompagnare sempre dalle leccornie offerte da Chef Visciano e da Gelato Marco. Ma c’è un punto importante su cui, a conclusione di questo recap, vogliamo soffermarci: relativamente all’aiuto, alla gentilezza e alla cortesia di Padre Stefano Del Bove, gesuita che ha dato una mano tangibile alla già perfetta organizzazione del “Trieste Tropics”. Come dire: questo Camp riesce davvero a unire tutto. E tutti.

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E’ notevole imbattersi, in un caldo mercoledì triestino di inizio luglio, in vere e proprie istituzioni viventi dello sport. E non si tratta minimamente di un miraggio, tantomeno di pompose descrizioni buttate lì solo per attirare l’attenzione dello sprovveduto lettore. Da sempre il “Trieste Tropics” di Andrea Pecile ha saputo unire competenza, passione ed entusiasmo dei propri istruttori con la possibilità di esibire vere e proprie guest stars: l’orgoglio di poter contare su ospiti speciali che nella propria carriera agonistica hanno saputo scrivere pagine importanti, a livello nazionale e internazionale, è una variabile che si ripete anche nel Camp 2016 tuttora in corso.

Federica Macrì e Raffaella Masciadri: la prima, ginnasta “100%-made-in-Trieste” e punta di diamante dell’Artistica ’81, con alle spalle tante medaglie in ambito juniores e senior unite a un sogno olimpico diventato realtà nel 2008 a Pechino. La seconda, capitano della Nazionale Italiana di basket femminile, una in “doppia-cifra” per scudetti vinti che potrà raccontare ai nipotini di essere volata negli Stati Uniti, vestendo la maglia delle Los Angeles Sparks e arrivando a un passo dall’inanellare nel proprio palmares anche una finale WNBA.

Chiamatele pure “Wonder Women”, senza paura (definizione che oltretutto piacerà a “paròn Sunshine“). E infilatele in un contesto dove settanta “tropical kids” sfidano il solleone seguendo alla lettera le lezioni da loro impartite, con un sorriso in volto grande così: dagli iniziali esercizi di riscaldamento e coordinazione con Federica, che fa apparire tutto davvero semplicissimo, sino a prendere la palla a spicchi in mano per poi affiancarsi a una campionessa che del basket ha fatto il suo credo. Bello, vero?

La terza giornata del “Trieste Tropics 2016” verrà ricordata anche per le spiegazioni tecniche di Mark Bartoli, arbitro di massima serie, che ha portato al Camp la sua esperienza in qualità di fischietto; per le lezioni di tiro a cura del “Pec” e di Marco Legovich (esibitosi anche in una tripla di tabella, con tanto di ovazione), passando poi per altre “bombe”. Quelle al gusto variegato nutella di Gelato Marco, definite “una s’cioca da paura” da parte di alcuni dei Minions presenti. C’è un backstage fotografico con tutti i piccoli partecipanti presenti a Monte Cengio, ma anche – moment of the day – litri di caffè preparati dal tuttofare Matej Jogan, che ufficialmente entrerà alla storia quale barista più giovane del Trieste Tropics.

Insomma: se qualcuno osa lamentarsi di una potenziale “noia” a Villa Ara, probabilmente è sintonizzato su un canale dove trasmettono ininterrottamente 24 ore di pizzose soap-operas venezuelane…

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Il caldo è opprimente in questo inizio di luglio? Il sole picchia a tal punto da farvi sentire sulle dune del Sahara? Niente paura: il “Trieste Tropics” lenisce ogni tipo di sofferenza da canicola. Ma solo per tutti coloro che, tra istruttori e piccoli allievi, hanno la fortuna di essere presente in questi giorni a Villa Ara.

Il risveglio è d’oro, lo sanno bene tutti. E quando hai una persona come Paola a portarti un caffè o una tazza di Nesquik non appena metti piede dalle parti di Monte Cengio, è chiaro che la tua giornata non potrà che iniziare nel migliore dei modi. Già: serve un bel carico di “carburante” per poter sfoderare tutta l’energia che si ha in corpo, così come è accaduto martedì 5 luglio nel secondo appuntamento con il Camp 2016 di “Sunshine” Pecile.

Lo sapete tutti cosa sia il risveglio muscolare, giusto? Bene: inserite ora in questo contesto una figura di grandissima esperienza come Lorenzo Giannetti, preparatore atletico che oltre aver girato l’Italia intera per lavoro può vantare anche una medaglia d’oro. Proprio così! Parliamo di quella conquistata dalla Nazionale Italiana ai Giochi del Mediterraneo del 2005, quando un certo “Pec” in maglia azzurra firmò allo scadere la tripla della vittoria ad Almeria. Con simili…campioni al proprio fianco, i piccoli partecipanti radunati nel campo da calcio di Villa Ara non hanno fatto la benché minima fatica nel prepararsi a dovere con diversi esercizi di stretching molto divertenti. Da segnalare anche il successivo arrivo del boxer Toio, del wrestler John Cena, italianizzato in Giovanni Zena (seppure i connotati denotassero una certa rassomiglianza con Rey Mysterio, NdSandro) e del drago Tullio a dare una marcia in più ai bimbi presenti al Trieste Tropics. Tutto questo seppure i tre fossero semplicemente dei simpatici pupazzi gonfiabili, che sembra si siano anch’essi prestati a qualche minuto di atletica.

Per il “basket moment”, la visita di Marco Ponga e Michele Ruzzier non è passata inosservata: un po’ di lezioni di tecnica difensiva, a cui si sono alternate le prime gare di giornata, hanno avvicinato i “tropical kids” al mega selfie del martedì (che potete ammirare come copertina di questo recap), nonché al pranzo e alle successive novanta granite arrivate via pony-express da Gelato Marco (e praticamente sparite nel giro di un paio di minuti…). Per completare il “Day 2”, è sufficiente shakerare un paio di clip video su Allen Iverson, un bel po’ di sfide a Mario Kart su Nintendo 3DS e i (tanti) disegni realizzati dai più piccoli durante il pomeriggio, che per qualche strano motivo hanno avuto in Andrea Pecile l’indiscusso protagonista delle creazioni su carta. Sarà solamente un caso?

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La parentesi sandrina alla Crese Volley 2016 si è chiusa la scorsa settimana ai quarti di finale, con una sconfitta al tie-break contro NPC 4.0 (arrivati poi al terzo posto assoluto, nel computo finale del torneo) che in parte brucia ancora per come si è sviluppata.

A distanza di qualche giorno, ecco le pagelle su tutti i componenti che sono stati i protagonisti dell’estate “All-Red” di San Luigi: non formuleremo banali voti numerici (per una volta, evitiamo di essere come la Gazzetta dello Sport per il Fantacalcio), bensì una spiegazione il più possibile esauriente per ogni profilo sandrino 🙂

  • Serena “Burry” Burato: una sola gara per lei, quella iniziale contro SIOT, poi i cavilli burocratici (chiamiamoli così) non le hanno permesso di scendere più in campo, in quanto organizzatrice del torneo e quindi col rischio di ipotetico conflitto di interessi. Sorvoleremo su questo potenziale pericolo di “inquinamento” paventato in corso d’opera (a parità di situazione, lo scorso anno le cose erano andate in maniera decisamente diversa, peccato essersene accorti a torneo 2016 già iniziato…), non di certo sull’attaccamento alla maglia dimostrata dalla neo-sandrina. Un atteggiamento di affetto contraccambiato da ogni componente della squadra, che spera di vederla al proprio fianco in future occasioni ludiche e non, libera da fardelli organizzativi. Superlativa nell’aver arbitrato addirittura una sfida del Team SDS con la propria maglia da gioco, in modalità “echissenefrega”.
  • Marco “Pive” Pivetta: il finto-capotreno delle precedenti edizioni è diventato John Wayne prima e pallanuotista a tre palle poi. Sicuramente i suoi pensieri erano rivolti ad eventi personali decisamente più “seri” (a proposito…auguri e felicitazioni!), ma ha svolto il compito che gli è stato proposto con la solita dedizione in difesa e impavido coraggio anche in attacco, contro muraglie cinesi di tutti i tipi. Si può essere pistoleri provetti anche solo con una semplice cerbottana in mano, il nostro “Pive” lo ha dimostrato a pieno titolo.
  • Clarissa “Cla” Stranich: sempre presente, sempre efficace, praticamente un’iradiddio in ogni partita. Alza il volume della radio a piacere, spesso è lei a sbrogliare le matasse più ingarbugliate nei momenti più difficili della Crese sandrina. Se avesse pronunciato “La mia è classe, cog***nazzi” avrebbe rubato ulteriormente la scena, senza pericolo di essere smentita. Un valore aggiunto anche nei post-partita, con dimostrazioni pratiche di vita apprezzate dall’intera banda sandrina. MVP del torneo 2016.
  • Fabio “Bubo” Bubola: carico a tal punto da far ricrescere eventuali gonadi strappate. Con l’adrenalina che schizza fuori dalle orecchie, il “veterano” mette in bacheca un’altra Crese contrassegnata da voti altissimi alla stessa stregua di Greg Louganis a Seoul nell’Olimpiade del 1988. Va vicinissimo al bis di MVP sandrino, ma si consolerà con una birra da litro gentilmente offerta da “Cla”.
  • Il Procione Procione “Vise”: idee chiare sin dalla scelta della maglia 1+4. E’ quello che nel corso delle quattro edizioni del Team SDS alla Crese ha mantenuto costante e immutata la propria potenza di fuoco, tra schiacciate velenose e vaporose chiome alternate da caschetti con spie luminose posteriori. All’unanimità, sarà lui il prossimo assessore allo sport della giunta comunale Sandrina che – prima o poi – si insedierà in Piazza dell’Unità d’Italia.
  • Laretta “la capitana” Cumbat: impegni di natura cestitica la tengono lontana dai campi di San Luigi per la prima parte della competizione. Generosità da sherpa himalayana caratterizzano la sua Crese, con la sottolineatura che le “tachicardie da gioco” evidenziate durante alcune azioni frenetiche sono proprie di chi ci tiene a dare il massimo sempre. Soprattutto con la maglia dell’SDS.
  • Giorgia “Gio” Arbanassi: stesso discorso fatto poco sopra per la capitana, relativamente ad altri impegni concomitanti che non le hanno sempre permesso di timbrare il cartellino nel rilevatore-presenze di Via Felluga. Un altro eccellente innesto per la squadra, dotata di pulizia e precisione tecnica degna del miglior Christiaan Barnard al suo primo trapianto di cuore. Combatte come una pazza nel quarto di finale, specialmente contro il poco tempo a disposizione che la separava prima di un viaggio verso Sant’Andrea a bordo della DeLorean di Marty McFly. Ma rimane sul campo di battaglia sino all’ultimo, essendo di fatto l’ultima a mollare la presa: stoica come Enrico Toti senza stampella.
  • Andrea “Sunshine” Pecile: il più esuberante di tutti, il miglior settimo uomo della pallavolo amatoriale moderna che ci si possa immaginare. C’è chi, scrivendo questo pezzo, ride ancora per l’ultima foto di gruppo del torneo con la maschera di Iron Man indossata subito dopo aver iperventilato a dovere, per non correre il rischio di rimanere soffocato dalla sua stessa anidride carbonica. Colonna portante della panchina, quando chiamato in causa fa sempre e solo la cosa giusta: quello che in pratica sta già facendo al Trieste Tropics 2016, di cui ne parliamo qui (messaggio promozionale, NdSandro).
  • Thomas “L’immor(t)ale” Postogna: la riviera di Barcola è diventata la sua personale Formentera. Classico bomber da spiaggia, ma molto meglio di Bobo Vieri e Alessandro Matri messi assieme: i selfies scattati come se non ci fosse un domani, sia con eccellenti pupe e mascolini ex-compagni di squadra della Pallamano Trieste, hanno già fatto il giro dell’intero globo. E alla Crese? Beh, fino a quando ha vestito i panni di Jem, sembrava poter essere un insospettabile arma in più in favore del Team SDS. Tolti i capelli blu ha perso vigore, come Maciste in versione palla da biliardo; vince il primo premio per il miglior borbottìo in sottofondo quando è relegato in panchina, con il classico rumore che assomiglia a una pentola di fagioli a fuoco vivo.
  • Andrea “Carpa” Carpanese: l’immagine di tenero papà della piccola Ginevra stona un po’ se affiancata all’istantanea di “raccogli-pallini-di-San-Luigi” di cui si vanta spessissimo durante l’intero torneo. Ma l’uomo con l’elica sulla testa è un pozzo senza fondo di saggezza e di umiltà, specialmente con la frase “Gavemo combatudo sino all’ultimo, ma dovemo sempre ricordarse chi semo” dopo l’unica sconfitta, quella che di fatto ha estromesso i sandrini dalla semifinale. “In Carpa veritas”.
  • Stefano “Folpo” Frijo: i suoi tentacoli funzionano nel 92% dei casi. Quell’8% avverso è frutto di un carico di responsabilità in attacco che si fa sentire specialmente nella sfida di quarto di finale. Avercene però di terminali offensivi di siffatto tipo!  Vince il premio della critica nell’approvvigionamento delle brocche al termine di ogni gara (chissà se avrà vinto la Coppa Chiosco?).
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Un esordio più “tropicale” di questo non poteva esserci. Con un rullo fragoroso di tamburi, il Trieste Tropics 2016 ha aperto i battenti lunedì 4 luglio a Villa Ara, portando con sé tanti aneddoti da raccontare e da gustare già in una prima, calda giornata di giochi e divertimento.

A colpi di Go-Pro, “strumento infernale” utilizzato per immortalare i momenti più belli da parte degli istruttori del Camp (vestiti di giallo e assomiglianti con buona approssimazione a un gruppo di Minions), la consegna del materiale tecnico – primo atto che ha ufficialmente aperto l’evento griffato da Andrea “Sunshine” Pecile – ha all’unanimità lasciato già a bocca aperta tutti i giovanissimi partecipanti iscritti. Avere infatti addosso divise nuove fiammanti, con tanto di nickname e numero preferito sulla schiena, è roba da far strabuzzare gli occhi anche al dinosauro Denver.

Un inizio originale di Camp ha immediatamente fatto capolino subito dopo il virtuale “On your marks – Get Set – Go!” di apertura della prima giornata. Sarà forse per l’improvvisa comparsa di katane-giocattolo e guantoni da box? Fuochino: la presenza in contemporanea di personaggi di spicco quali Stefano Attruia e Giovanni Tavaglione ha portato un concetto che i “tropical kids” sicuramente non conoscevano in precedenza. Ovvero la gestione dello stress, un concetto che di norma si affronta in ambito lavorativo e aziendale ma che bene si sposa anche al mondo della palla a spicchi.

Quando affronto un avversario sul parquet o al campetto, sono davvero in grado di fare la scelta giusta, optando per un passaggio piuttosto che su un tiro a canestro? E’ proprio da questo semplice presupposto che a colpi di…spada (assolutamente innocue, badate bene!) gli improvvisati piccoli “samurai” del Trieste Tropics hanno avuto modo di sperimentare un’esperienza di cui poter far tesoro più avanti. Imparare a schivare un colpo non si allontana troppo dall’essere in grado di mantenere sempre la concentrazione durante un match, specie nei momenti più importanti dove la lucidità è tutto. Poiché è proprio lo stress mentale a poter divenire un potenziale nemico da dover affrontare nel basket e nello sport in generale: saperlo affrontare e avere coscienza di come poterlo dominare è un concetto molto importante, da custodire gelosamente nella propria testa e nel proprio cuore. E chissà che molto presto questa particolare lezione potrà essere davvero utile a tutti questi campioncini in erba…

Corsa, giochi e passaggi: in un battibaleno si torna a parlare di basket in senso stretto al Trieste Tropics, con celebrità del calibro di Stefano Bossi, Daniele Mastrangelo (che stranamente non si allontana mai dal proprio cappellino) e Marco Legovich a impartire nozioni tecniche e concetti fondamentali ai piccoli ospiti del Camp. E se la suddivisione del mega-gruppone di partecipanti in “Grandi”, “Medi” e “Piccoli” ha suscitato profonda ilarità nella successiva scelta dei nomi delle squadre (tra i tanti, vale la pena segnalare il team delle “Tachipirine Effervescenti” e quello degli “Aerosol Blu”, oltre ai “Cliveland” e ai “Golden Steit” la cui provenienza si spiega da sé), l’arrivo a pranzo di Chef Visciano e delle sue leccornie ha segnato una netta linea di demarcazione tra la mattina e il pomeriggio, quest’ultimo caratterizzato dalla visione di “Always Showtime” di Earvin “Magic” Johnson (voi che siete all’ascolto: guardatelo se non lo avete mai fatto, vi emozionerete!) e dalle prime vere sfide sul playground di Monte Cengio. Tanti e variopinti “contest” si alterneranno lungo tutto il corso del Trieste Tropics, premiando a conclusione del Camp tutti i bimbi che maggiormente si saranno distinti nel corso della caliente settimana di Villa Ara.

Il solleone la fa da padrone, così come le corse verso i rubinetti alla ricerca di un po’ di frescura. Il clima non sembra però spaventare nessuno, visto che già in queste prime battute di settimana “tropicale” ci si diverte tanto. Anzi, tantissimo. E siamo solamente all’inizio.

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C’è la “Passione” a scaldare un’insolita fredda e ventosa domenica di inizio luglio a San Luigi: PSSN X si impone infatti contro Dai & Spazza nella finale di basket alla Crese 2016, trovando una vittoria tutt’altro che pronosticata all’inizio. Nell’altra sfida di serata, ottimo il terzo posto conclusivo conquistato da Sissa nei confronti dei campioni uscenti del Tormentos, a coronamento di un torneo superlativo che li ha visti tra gli indiscussi protagonisti della kermesse estiva di via Felluga.

Finale 3°/4° posto: Sissa-Tormentos 29-28 (17-12)

I “ricercatori” salgono sul gradino più basso del podio, sconfiggendo di misura Tormentos all’interno di una gara contrassegnata da tanti capovolgimenti di inerzia.

Partenza prorompente da parte dei “tormentati”, nei primi minuti costretti a giocare con soli quattro giocatori a referto ma avanti addirittura di otto lunghezze al 5’. Sissa rimette le cose a posto con Pedroni e Giuliani, piazzando il contro-break per il primo vantaggio sul 13-12: è un ulteriore parziale di 4-0 a regalare ai bianchi il +5 all’intervallo. Bella reazione a inizio di secondo tempo da parte di Tormentos (ottimo Paladino in tal senso), di fatto rilanciando le proprie quotazioni fino a tre punti di vantaggio (19-22). Il lampo decisivo è pero quello operato da Sissa, con Pedroni prima (24-24) e con la bella azione coast-to-coast di Spada qualche istante più tardi. Il 2/6 dalla linea della carità da parte dei tormentati risulterà essere fatale per sperare in un tentativo di aggancio in extremis nei secondi finali.

Sissa: Spada, Pedroni e Giuliani 8 punti, Ottolini 5.

Tormentos: Paladino 14 punti, Di Candia 8.

Finale 1°/2°posto: PSSN X-Dai & Spazza 41-37 (27-13)

Dopo lo sgambetto nel girone di qualificazione, PSSN X si conferma il “babau” di Dai & Spazza anche nel capitolo conclusivo della Crese Basket, con uno scarto finale di quattro lunghezze che non spiega a chiare tinte come il pallino del gioco sia praticamente rimasto sempre in mano ai neo-vincitori dell’edizione 2016.

Inizio di sfida più che rassicurante per i Passionari, lanciati sull’ 8-2 dei primissimi minuti di partita. E’ Bon sul fronte opposto a mettersi in mostra con quattro punti di fila e una palla recuperata, azzerando quasi del tutto il divario all’8’: tuttavia l’apporto di Fumarola è preziosissimo per i PSSN in area pitturata, consentendo al team di coach K di doppiare Dai & Spazza sul 16-8, che diventerà 27-13 all’intervallo. Prova a scuotersi anche il patron Payo Ruggiero per gli ex-Spazzidea, ma è un grande Iob su lato dei passionali a fare il bello e cattivo tempo in campo: sono suoi i punti che di fatto – in una seconda parte di gara dalle percentuali al tiro mediocri – blindano il punteggio sino al termine. L’ultimo disperato tentativo di Dai & Spazza è affidato a Zornada, il -4 conclusivo rappresenta il punto massimo di recupero dei neri, costretti a issare bandiera bianca nel finale.

PSSN X: Iob 12 punti, Fumarola 11, Boschi 10.

Dai & Spazza: Bon 15 punti, Zornada 8, Cleva 6.

(credits foto: Matteo Nedok)

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