Il caldo è opprimente in questo inizio di luglio? Il sole picchia a tal punto da farvi sentire sulle dune del Sahara? Niente paura: il “Trieste Tropics” lenisce ogni tipo di sofferenza da canicola. Ma solo per tutti coloro che, tra istruttori e piccoli allievi, hanno la fortuna di essere presente in questi giorni a Villa Ara.

Il risveglio è d’oro, lo sanno bene tutti. E quando hai una persona come Paola a portarti un caffè o una tazza di Nesquik non appena metti piede dalle parti di Monte Cengio, è chiaro che la tua giornata non potrà che iniziare nel migliore dei modi. Già: serve un bel carico di “carburante” per poter sfoderare tutta l’energia che si ha in corpo, così come è accaduto martedì 5 luglio nel secondo appuntamento con il Camp 2016 di “Sunshine” Pecile.

Lo sapete tutti cosa sia il risveglio muscolare, giusto? Bene: inserite ora in questo contesto una figura di grandissima esperienza come Lorenzo Giannetti, preparatore atletico che oltre aver girato l’Italia intera per lavoro può vantare anche una medaglia d’oro. Proprio così! Parliamo di quella conquistata dalla Nazionale Italiana ai Giochi del Mediterraneo del 2005, quando un certo “Pec” in maglia azzurra firmò allo scadere la tripla della vittoria ad Almeria. Con simili…campioni al proprio fianco, i piccoli partecipanti radunati nel campo da calcio di Villa Ara non hanno fatto la benché minima fatica nel prepararsi a dovere con diversi esercizi di stretching molto divertenti. Da segnalare anche il successivo arrivo del boxer Toio, del wrestler John Cena, italianizzato in Giovanni Zena (seppure i connotati denotassero una certa rassomiglianza con Rey Mysterio, NdSandro) e del drago Tullio a dare una marcia in più ai bimbi presenti al Trieste Tropics. Tutto questo seppure i tre fossero semplicemente dei simpatici pupazzi gonfiabili, che sembra si siano anch’essi prestati a qualche minuto di atletica.

Per il “basket moment”, la visita di Marco Ponga e Michele Ruzzier non è passata inosservata: un po’ di lezioni di tecnica difensiva, a cui si sono alternate le prime gare di giornata, hanno avvicinato i “tropical kids” al mega selfie del martedì (che potete ammirare come copertina di questo recap), nonché al pranzo e alle successive novanta granite arrivate via pony-express da Gelato Marco (e praticamente sparite nel giro di un paio di minuti…). Per completare il “Day 2”, è sufficiente shakerare un paio di clip video su Allen Iverson, un bel po’ di sfide a Mario Kart su Nintendo 3DS e i (tanti) disegni realizzati dai più piccoli durante il pomeriggio, che per qualche strano motivo hanno avuto in Andrea Pecile l’indiscusso protagonista delle creazioni su carta. Sarà solamente un caso?

Ti è piaciuto questo articolo?

La parentesi sandrina alla Crese Volley 2016 si è chiusa la scorsa settimana ai quarti di finale, con una sconfitta al tie-break contro NPC 4.0 (arrivati poi al terzo posto assoluto, nel computo finale del torneo) che in parte brucia ancora per come si è sviluppata.

A distanza di qualche giorno, ecco le pagelle su tutti i componenti che sono stati i protagonisti dell’estate “All-Red” di San Luigi: non formuleremo banali voti numerici (per una volta, evitiamo di essere come la Gazzetta dello Sport per il Fantacalcio), bensì una spiegazione il più possibile esauriente per ogni profilo sandrino 🙂

  • Serena “Burry” Burato: una sola gara per lei, quella iniziale contro SIOT, poi i cavilli burocratici (chiamiamoli così) non le hanno permesso di scendere più in campo, in quanto organizzatrice del torneo e quindi col rischio di ipotetico conflitto di interessi. Sorvoleremo su questo potenziale pericolo di “inquinamento” paventato in corso d’opera (a parità di situazione, lo scorso anno le cose erano andate in maniera decisamente diversa, peccato essersene accorti a torneo 2016 già iniziato…), non di certo sull’attaccamento alla maglia dimostrata dalla neo-sandrina. Un atteggiamento di affetto contraccambiato da ogni componente della squadra, che spera di vederla al proprio fianco in future occasioni ludiche e non, libera da fardelli organizzativi. Superlativa nell’aver arbitrato addirittura una sfida del Team SDS con la propria maglia da gioco, in modalità “echissenefrega”.
  • Marco “Pive” Pivetta: il finto-capotreno delle precedenti edizioni è diventato John Wayne prima e pallanuotista a tre palle poi. Sicuramente i suoi pensieri erano rivolti ad eventi personali decisamente più “seri” (a proposito…auguri e felicitazioni!), ma ha svolto il compito che gli è stato proposto con la solita dedizione in difesa e impavido coraggio anche in attacco, contro muraglie cinesi di tutti i tipi. Si può essere pistoleri provetti anche solo con una semplice cerbottana in mano, il nostro “Pive” lo ha dimostrato a pieno titolo.
  • Clarissa “Cla” Stranich: sempre presente, sempre efficace, praticamente un’iradiddio in ogni partita. Alza il volume della radio a piacere, spesso è lei a sbrogliare le matasse più ingarbugliate nei momenti più difficili della Crese sandrina. Se avesse pronunciato “La mia è classe, cog***nazzi” avrebbe rubato ulteriormente la scena, senza pericolo di essere smentita. Un valore aggiunto anche nei post-partita, con dimostrazioni pratiche di vita apprezzate dall’intera banda sandrina. MVP del torneo 2016.
  • Fabio “Bubo” Bubola: carico a tal punto da far ricrescere eventuali gonadi strappate. Con l’adrenalina che schizza fuori dalle orecchie, il “veterano” mette in bacheca un’altra Crese contrassegnata da voti altissimi alla stessa stregua di Greg Louganis a Seoul nell’Olimpiade del 1988. Va vicinissimo al bis di MVP sandrino, ma si consolerà con una birra da litro gentilmente offerta da “Cla”.
  • Il Procione Procione “Vise”: idee chiare sin dalla scelta della maglia 1+4. E’ quello che nel corso delle quattro edizioni del Team SDS alla Crese ha mantenuto costante e immutata la propria potenza di fuoco, tra schiacciate velenose e vaporose chiome alternate da caschetti con spie luminose posteriori. All’unanimità, sarà lui il prossimo assessore allo sport della giunta comunale Sandrina che – prima o poi – si insedierà in Piazza dell’Unità d’Italia.
  • Laretta “la capitana” Cumbat: impegni di natura cestitica la tengono lontana dai campi di San Luigi per la prima parte della competizione. Generosità da sherpa himalayana caratterizzano la sua Crese, con la sottolineatura che le “tachicardie da gioco” evidenziate durante alcune azioni frenetiche sono proprie di chi ci tiene a dare il massimo sempre. Soprattutto con la maglia dell’SDS.
  • Giorgia “Gio” Arbanassi: stesso discorso fatto poco sopra per la capitana, relativamente ad altri impegni concomitanti che non le hanno sempre permesso di timbrare il cartellino nel rilevatore-presenze di Via Felluga. Un altro eccellente innesto per la squadra, dotata di pulizia e precisione tecnica degna del miglior Christiaan Barnard al suo primo trapianto di cuore. Combatte come una pazza nel quarto di finale, specialmente contro il poco tempo a disposizione che la separava prima di un viaggio verso Sant’Andrea a bordo della DeLorean di Marty McFly. Ma rimane sul campo di battaglia sino all’ultimo, essendo di fatto l’ultima a mollare la presa: stoica come Enrico Toti senza stampella.
  • Andrea “Sunshine” Pecile: il più esuberante di tutti, il miglior settimo uomo della pallavolo amatoriale moderna che ci si possa immaginare. C’è chi, scrivendo questo pezzo, ride ancora per l’ultima foto di gruppo del torneo con la maschera di Iron Man indossata subito dopo aver iperventilato a dovere, per non correre il rischio di rimanere soffocato dalla sua stessa anidride carbonica. Colonna portante della panchina, quando chiamato in causa fa sempre e solo la cosa giusta: quello che in pratica sta già facendo al Trieste Tropics 2016, di cui ne parliamo qui (messaggio promozionale, NdSandro).
  • Thomas “L’immor(t)ale” Postogna: la riviera di Barcola è diventata la sua personale Formentera. Classico bomber da spiaggia, ma molto meglio di Bobo Vieri e Alessandro Matri messi assieme: i selfies scattati come se non ci fosse un domani, sia con eccellenti pupe e mascolini ex-compagni di squadra della Pallamano Trieste, hanno già fatto il giro dell’intero globo. E alla Crese? Beh, fino a quando ha vestito i panni di Jem, sembrava poter essere un insospettabile arma in più in favore del Team SDS. Tolti i capelli blu ha perso vigore, come Maciste in versione palla da biliardo; vince il primo premio per il miglior borbottìo in sottofondo quando è relegato in panchina, con il classico rumore che assomiglia a una pentola di fagioli a fuoco vivo.
  • Andrea “Carpa” Carpanese: l’immagine di tenero papà della piccola Ginevra stona un po’ se affiancata all’istantanea di “raccogli-pallini-di-San-Luigi” di cui si vanta spessissimo durante l’intero torneo. Ma l’uomo con l’elica sulla testa è un pozzo senza fondo di saggezza e di umiltà, specialmente con la frase “Gavemo combatudo sino all’ultimo, ma dovemo sempre ricordarse chi semo” dopo l’unica sconfitta, quella che di fatto ha estromesso i sandrini dalla semifinale. “In Carpa veritas”.
  • Stefano “Folpo” Frijo: i suoi tentacoli funzionano nel 92% dei casi. Quell’8% avverso è frutto di un carico di responsabilità in attacco che si fa sentire specialmente nella sfida di quarto di finale. Avercene però di terminali offensivi di siffatto tipo!  Vince il premio della critica nell’approvvigionamento delle brocche al termine di ogni gara (chissà se avrà vinto la Coppa Chiosco?).
Ti è piaciuto questo articolo?

Un esordio più “tropicale” di questo non poteva esserci. Con un rullo fragoroso di tamburi, il Trieste Tropics 2016 ha aperto i battenti lunedì 4 luglio a Villa Ara, portando con sé tanti aneddoti da raccontare e da gustare già in una prima, calda giornata di giochi e divertimento.

A colpi di Go-Pro, “strumento infernale” utilizzato per immortalare i momenti più belli da parte degli istruttori del Camp (vestiti di giallo e assomiglianti con buona approssimazione a un gruppo di Minions), la consegna del materiale tecnico – primo atto che ha ufficialmente aperto l’evento griffato da Andrea “Sunshine” Pecile – ha all’unanimità lasciato già a bocca aperta tutti i giovanissimi partecipanti iscritti. Avere infatti addosso divise nuove fiammanti, con tanto di nickname e numero preferito sulla schiena, è roba da far strabuzzare gli occhi anche al dinosauro Denver.

Un inizio originale di Camp ha immediatamente fatto capolino subito dopo il virtuale “On your marks – Get Set – Go!” di apertura della prima giornata. Sarà forse per l’improvvisa comparsa di katane-giocattolo e guantoni da box? Fuochino: la presenza in contemporanea di personaggi di spicco quali Stefano Attruia e Giovanni Tavaglione ha portato un concetto che i “tropical kids” sicuramente non conoscevano in precedenza. Ovvero la gestione dello stress, un concetto che di norma si affronta in ambito lavorativo e aziendale ma che bene si sposa anche al mondo della palla a spicchi.

Quando affronto un avversario sul parquet o al campetto, sono davvero in grado di fare la scelta giusta, optando per un passaggio piuttosto che su un tiro a canestro? E’ proprio da questo semplice presupposto che a colpi di…spada (assolutamente innocue, badate bene!) gli improvvisati piccoli “samurai” del Trieste Tropics hanno avuto modo di sperimentare un’esperienza di cui poter far tesoro più avanti. Imparare a schivare un colpo non si allontana troppo dall’essere in grado di mantenere sempre la concentrazione durante un match, specie nei momenti più importanti dove la lucidità è tutto. Poiché è proprio lo stress mentale a poter divenire un potenziale nemico da dover affrontare nel basket e nello sport in generale: saperlo affrontare e avere coscienza di come poterlo dominare è un concetto molto importante, da custodire gelosamente nella propria testa e nel proprio cuore. E chissà che molto presto questa particolare lezione potrà essere davvero utile a tutti questi campioncini in erba…

Corsa, giochi e passaggi: in un battibaleno si torna a parlare di basket in senso stretto al Trieste Tropics, con celebrità del calibro di Stefano Bossi, Daniele Mastrangelo (che stranamente non si allontana mai dal proprio cappellino) e Marco Legovich a impartire nozioni tecniche e concetti fondamentali ai piccoli ospiti del Camp. E se la suddivisione del mega-gruppone di partecipanti in “Grandi”, “Medi” e “Piccoli” ha suscitato profonda ilarità nella successiva scelta dei nomi delle squadre (tra i tanti, vale la pena segnalare il team delle “Tachipirine Effervescenti” e quello degli “Aerosol Blu”, oltre ai “Cliveland” e ai “Golden Steit” la cui provenienza si spiega da sé), l’arrivo a pranzo di Chef Visciano e delle sue leccornie ha segnato una netta linea di demarcazione tra la mattina e il pomeriggio, quest’ultimo caratterizzato dalla visione di “Always Showtime” di Earvin “Magic” Johnson (voi che siete all’ascolto: guardatelo se non lo avete mai fatto, vi emozionerete!) e dalle prime vere sfide sul playground di Monte Cengio. Tanti e variopinti “contest” si alterneranno lungo tutto il corso del Trieste Tropics, premiando a conclusione del Camp tutti i bimbi che maggiormente si saranno distinti nel corso della caliente settimana di Villa Ara.

Il solleone la fa da padrone, così come le corse verso i rubinetti alla ricerca di un po’ di frescura. Il clima non sembra però spaventare nessuno, visto che già in queste prime battute di settimana “tropicale” ci si diverte tanto. Anzi, tantissimo. E siamo solamente all’inizio.

Ti è piaciuto questo articolo?

C’è la “Passione” a scaldare un’insolita fredda e ventosa domenica di inizio luglio a San Luigi: PSSN X si impone infatti contro Dai & Spazza nella finale di basket alla Crese 2016, trovando una vittoria tutt’altro che pronosticata all’inizio. Nell’altra sfida di serata, ottimo il terzo posto conclusivo conquistato da Sissa nei confronti dei campioni uscenti del Tormentos, a coronamento di un torneo superlativo che li ha visti tra gli indiscussi protagonisti della kermesse estiva di via Felluga.

Finale 3°/4° posto: Sissa-Tormentos 29-28 (17-12)

I “ricercatori” salgono sul gradino più basso del podio, sconfiggendo di misura Tormentos all’interno di una gara contrassegnata da tanti capovolgimenti di inerzia.

Partenza prorompente da parte dei “tormentati”, nei primi minuti costretti a giocare con soli quattro giocatori a referto ma avanti addirittura di otto lunghezze al 5’. Sissa rimette le cose a posto con Pedroni e Giuliani, piazzando il contro-break per il primo vantaggio sul 13-12: è un ulteriore parziale di 4-0 a regalare ai bianchi il +5 all’intervallo. Bella reazione a inizio di secondo tempo da parte di Tormentos (ottimo Paladino in tal senso), di fatto rilanciando le proprie quotazioni fino a tre punti di vantaggio (19-22). Il lampo decisivo è pero quello operato da Sissa, con Pedroni prima (24-24) e con la bella azione coast-to-coast di Spada qualche istante più tardi. Il 2/6 dalla linea della carità da parte dei tormentati risulterà essere fatale per sperare in un tentativo di aggancio in extremis nei secondi finali.

Sissa: Spada, Pedroni e Giuliani 8 punti, Ottolini 5.

Tormentos: Paladino 14 punti, Di Candia 8.

Finale 1°/2°posto: PSSN X-Dai & Spazza 41-37 (27-13)

Dopo lo sgambetto nel girone di qualificazione, PSSN X si conferma il “babau” di Dai & Spazza anche nel capitolo conclusivo della Crese Basket, con uno scarto finale di quattro lunghezze che non spiega a chiare tinte come il pallino del gioco sia praticamente rimasto sempre in mano ai neo-vincitori dell’edizione 2016.

Inizio di sfida più che rassicurante per i Passionari, lanciati sull’ 8-2 dei primissimi minuti di partita. E’ Bon sul fronte opposto a mettersi in mostra con quattro punti di fila e una palla recuperata, azzerando quasi del tutto il divario all’8’: tuttavia l’apporto di Fumarola è preziosissimo per i PSSN in area pitturata, consentendo al team di coach K di doppiare Dai & Spazza sul 16-8, che diventerà 27-13 all’intervallo. Prova a scuotersi anche il patron Payo Ruggiero per gli ex-Spazzidea, ma è un grande Iob su lato dei passionali a fare il bello e cattivo tempo in campo: sono suoi i punti che di fatto – in una seconda parte di gara dalle percentuali al tiro mediocri – blindano il punteggio sino al termine. L’ultimo disperato tentativo di Dai & Spazza è affidato a Zornada, il -4 conclusivo rappresenta il punto massimo di recupero dei neri, costretti a issare bandiera bianca nel finale.

PSSN X: Iob 12 punti, Fumarola 11, Boschi 10.

Dai & Spazza: Bon 15 punti, Zornada 8, Cleva 6.

(credits foto: Matteo Nedok)

Ti è piaciuto questo articolo?

Tutto (quasi) secondo pronostico: PSSN XDai & Spazza è la finale di Crese Basket 2016, in programma questa sera alle 20.30. Forse l’epilogo più giusto per la qualità di gioco espressa da queste due formazioni che, fra qualche ora, si giocheranno il primo posto nella competizione estiva di San Luigi.

Un bel percorso per entrambe le formazioni, ma sicuramente con le dovute differenze: se da una parte Dai & Spazza era stata sin dal principio considerata la squadra da battere, con un percorso pressoché perfetto, dalla parte dei “passionali” c’è invece la consapevolezza di non essere giunti per caso così in alto. Ripartendo proprio dall’unico neo evidenziato nel torneo dagli avversari di stasera, battuti durante i gironi di qualificazione dopo un match incredibile.

Ci si attende dunque una degna conclusione di torneo, mai probabilmente così competitivo da quando il basket ha fatto capolino alla Crese. Interessante sarà anche la finalina 3°-4° posto, con Sissa (vera rivelazione del torneo, a nostro avviso) che affronterà alle 19.30 i campioni uscenti di Tormentos che – senza l’apporto di Gianluca Pozzecco in semifinale – hanno finito con l’abdicare in anticipo. Menzione d’onore va infine a Dolce Vita (eliminata ai quarti di finale da Dai & Spazza), capace di disputare un torneo al di sopra delle righe pur non essendo partita con i favori della vigilia.

Ti è piaciuto questo articolo?

Due autentici paladini della tavola…tropicale. Stefano Bossi e Daniele Cavaliero sono solo alcuni dei protagonisti del Trieste Tropics 2016, in programma dal 4 al 9 luglio prossimi a Villa Ara. L’attesa è davvero finita e per i due “muloni” c’è la soddisfazione di essere a fianco di “Sunshine” Pecile e di tanti bimbi che già scalpitano al pensiero di una settimana di pallacanestro ma soprattutto di divertimento, in compagnia di specialissimi istruttori.

“E’ un’iniziativa che reputo favolosa” spiega Stefano, “merito di Pec che ha saputo nel corso degli anni plasmare questo evento a sua immagine e somiglianza. Come suo compagno di squadra ma soprattutto quale compagno di mille battaglie sul parquet, poter fare qualcosa di così bello anche durante l’estate è motivo di felicità che non sto nemmeno a spiegare. L’idea di ritrovare tanti giovanissimi che hanno tifato per Trieste nella passata stagione penso sia un qualcosa di speciale, una sorta di filo che unisce il recente passato con l’attuale presente”.

“Finalmente si ricomincia con il Camp” afferma invece Daniele. “All’interno dell’estate triestina, nel corso degli anni è diventato un appuntamento sempre più di rilievo: il merito è di Andrea e dei suoi collaboratori, anche perché i bambini sono davvero messi al primo posto. Ad attenderli c’è una settimana indimenticabile dove tutto è perfetto, dal pranzo al materiale tecnico sino ad arrivare ai premi. Sono contentissimo di fare parte ancora una volta di questo staff: sono davvero tanti i giovanissimi che avremo quest’anno al Trieste Tropics, un appuntamento che ci dà tanta responsabilità come organizzatori. Sono certo che, all’interno della location di Villa Ara, questo che andiamo a iniziare sarà il Camp dell’estate”.

Ti è piaciuto questo articolo?

E’ una sensazione difficile da spiegare. Una decisione sofferta, senza dubbio. Perché quelle che mi lascio alle spalle sono state tre stagioni intense, emozionanti, faticose. Ma probabilmente le più belle che uno “scribacchino” – appellativo che uso spesso per definirmi – potesse testare sulla propria pelle in maniera diretta, per provare davvero cosa significasse essere in prima linea.

Quello di oggi è il mio ultimo giorno in Pallacanestro Trieste 2004. E voglio precisare immediatamente che è una decisione personale (vorrei sottolineare in maniera decisa che è per MOTIVI STRETTAMENTE PERSONALI) presa con assoluta tranquillità di spirito. Con la grande consapevolezza – e fermezza d’animo – di sapere cosa lascio, al tempo stesso ben conscio di aver sempre dato il massimo per tre consecutive annate. Tre campionati che mi hanno formato in maniera incredibile, permettendomi di fare ciò che reputo il lavoro più bello del mondo. E tutto questo al servizio di una squadra che sin da adolescente ho amato e seguito con passione.

Passione, sì! Veramente tanta. Perché quell’ideale aprire e chiudere il palazzetto per tante domeniche di campionato, sempre col sorriso di chi lo fa principalmente proprio per passione, mi ha entusiasmato. Mi ha reso felice come un bimbo che entra in una sala giochi e sa di trovare ogni volta il proprio videogame preferito, senza il bisogno di inserire le monetine per utilizzarlo.

Voglio ringraziare tutti coloro che in questi anni mi hanno dato fiducia e mi hanno fatto sentire a casa, in società e nello staff tecnico, assieme a tutti quei giocatori (passati e presenti) che mi hanno “coccolato” come se fossi uno di loro. Ma anche tutti gli amici – prima che giornalisti e addetti ai lavori – con cui ho avuto modo di collaborare. Non ultimi, i tanti (stupendi) tifosi che mi hanno seguito su lato social in questi tre anni.

Di tutto questo conserverò orgogliosamente e gelosamente momenti di profonda bellezza e di straordinario divertimento che, per certi versi, diventano i souvenirs più preziosi di un lungo viaggio biancorosso che ho avuto la grande fortuna di intraprendere e che oggi volge al termine.

A voi tutti, semplicemente…grazie!

Ti è piaciuto questo articolo?

Ve le ricordate le 12 fatiche di Ercole? Bene: spostate lo scenario sul campo 1 del Crese Village e, in salsa sandrina, vi ritroverete un remake “ventoso” delle celebri avventure mitologiche. Ventoso perché la sfida di ottavi di finale contro Sissa Carbonara (senza dubbio la più coriacea avversaria sinora incontrata in questa edizione) ha definito una nuova pietra angolare: che il campo di San Luigi verrà in futuro utilizzato come nuova galleria del vento di Pininfarina, con ogni singolo componente del Team SDS già in fase di test aerodinamico e utilizzato nei prossimi mesi alla stessa stregua delle monoposto di Formula 1.

Con condizioni atmosferiche così pre-configurate e con la fotografa ufficiale Linda Cravagna a “bater broche” in maniera decisamente visibile (“Ciò, che zimaaaa!” è la frase più ricorrente sentita pronunciare dalla stessa fotoreporter, che ha successivamente manifestato uno stato di ipotermia di grado 2), le indicazioni dalla panchina di un SandroWeb mai così gloglottante in passato erano chiare: giocare nella maniera più semplice possibile, sfruttando i momenti di vento a favore. Grazie soprattutto alle consulenze di Carpa (promosso all’unanimità da “stupidin con l’elica” ad “aerogeneratore eolico da 3 kW“), sono stati molti i punti messi in cascina. Seppure sull’altro lato del campo i “ricercatori” in maglia verde fluo abbiano davvero messo a dura prova le coronarie degli All-Reds, la consistenza in battuta della cecchina Cla in modalità-Lee Harvey Oswald ha spianato la strada a diversi strappi nel punteggio in favore del Team SDS.

Il primo set – non senza fatica – va in cassaforte sul 25-17, con un successivo periodo caratterizzato ancora una volta da tanto equilibrio: i martelli pneumatici nelle mani di Folpo e Vise (con quest’ultimo che ha potuto usufruire gratuitamente di sedicenti lavanderine della Crese, ritrovandosi perfettamente pulita e profumata la propria maglia di gara dimenticata una settimana fa in spogliatoio) e la consueta serenità di “Sunshine” Pecile – dotato di cappello in testa formato “Sarto di Panama” – sembravano essere il più comodo dei passepartout per chiudere la contesa con un potenziale 2-0. Ma sul 22-18 e a soli tre punti dalla vittoria, si spengono improvvisamente tutte le luci, senza un gruppo elettrogeno a scattare in favore dei rossi. E’ letale infatti il 7-0 di break costruito da Sissa Carbonara, che rimanda al tie-break le sorti del match.

Il batticuore (come sottolineato dalla capitana Lara a “Bum-Bum-Borroni“, apparsa nuovamente alla Crese a distanza di un anno a mò di Madonna di Fàtima) rischia di farla da padrone nel Team SDS. Un terzo set ancora a corrente alternata, con micro-vantaggi sino al cambio di campo, mantiene in bilico la contesa: ci si affida ancora una volta ai cannoni di Navarone targati Clarissa (nostra personale MVP di serata) e alle diagonali strette di Bubo (bandite in nottata dal Consiglio di Sicurezza dall’ONU poiché considerate armi di distruzione di massa) per domare i “ricercatori” sul 15-12 e per volare ai quarti di finale.

Mercoledì 29 giugno c’è un gustoso ritorno al passato contro gli NPC 4.0, già affrontati nelle precedenti edizioni della Crese Volley: è già certa l’assenza in panchina del motivatore Cros (e dei suoi sermoni in favore di Angelo Ogbonna), non mancherà di certo la volontà sandrina di staccare il pass per le semifinali.

Ti è piaciuto questo articolo?

Qualsiasi torneo – per amatoriale che sia – si porta quasi sempre dietro il fine unico di sfidare il tuo avversario e dimostrare di essere più forte di lui. Da qui si ramifica una serie di variabili che porta molto spesso all’agonismo più spinto, fatto da gioco maschio e da qualche colpo “proibito” di troppo. Con conseguenti mormorii, mini-baruffe, situazioni imbarazzanti e un anche briciolo di assurda maleducazione che mai vorresti vedere in ambiti tutt’altro che professionistici.

Ci fa piacere sottolineare che – per fortuna – non sempre le cose funzionano in questa maniera. Si può essere signori dentro e fuori dal campo, pur non essendo virtuosi assoluti della palla a spicchi ma dimostrando al 100% che si può giocare a basket per puro e semplice divertimento. Senza essere costantemente con la bava alla bocca nella volontà di fare un punto di più rispetto a chi ti si para davanti.

Mentre al Crese Basket ci si fionda verso la fase finale del torneo, una squadra ha attirato la mia personalissima attenzione in questa edizione 2016: è Illy Sportiva, capitanata dal “colonnello” Fabio Bratos. Mai sopra le righe, difficilmente senza un bel sorriso sulle labbra in campo. E se ci aggiungiamo anche le “quote rosa” utilizzate sul campo di San Luigi, ecco allora che il premio simpatia non può che andare a loro.

Squadra interessante, quella dei “baristi”, seppur abbia incontrato qualche difficoltà di troppo nelle precedenti partite: alle colonne portanti formate da Roberto Russignan (prova mostruosa da 34 punti segnati nel 63-51 contro i Somari Mannari) e Andrea Furlani (con un passato in ambito professionistico), citiamo anche Alessia Lacosta e il suo poco timore nel misurarsi contro avversari di sesso avverso.

Un esempio per tutti, di sportività e di come bisognerebbe sempre interpretare una competizione di questo tipo.

 

Ti è piaciuto questo articolo?

Basket e buona cucina. Due mondi apparentemente molto diversi tra loro, ma uniti da un denominatore comune: il Trieste Tropics di “Sunshine” Pecile, che a brevissimo avrà inizio a Villa Ara per l’edizione 2016.

E’ un personaggio particolare e al tempo stesso affascinante da intervistare, quel Raffaele Visciano che abbiamo avuto il piacere di incrociare negli scorsi giorni. Soprattutto perché, in un periodo storico dove successi televisivi quali “Masterchef” o “Hell’s Kitchen” hanno avvicinato il grande pubblico a piatti di qualità, avere a disposizione uno chef di primissimo ordine non è roba di tutti i giorni. E specie se tale chef – ormai diventato una delle colonne portanti delle “guest star” estive di Andrea Pecile – ha avuto modo di affiancarsi a mostri sacri quali Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse. “Il mio percorso culinario mi ha portato, subito dopo la scuola alberghiera, in grandi cucine di Cortina e Porto Cervo, ma anche all’estero a Barcellona e Parigi. A Trieste ho intrapreso già diversi progetti nel corso degli ultimi anni, l’incontro con il “Pec” è arrivato ai tempi dell’apertura di una gastronomia in questa città: ci siamo trovati subito d’accordo nell’unire l’idea che la cultura del mangiare bene possa essere insegnata anche a un camp estivo”.

Chef Visciano non è nuovo all’ambiente sportivo “giocato” (“Mi sono dilettato tempo fa con la pallavolo”, spiega), conoscendo dunque alla perfezione quale tipo di alimentazione sia più appropriato. Anche per i bambini. “La collaborazione con il Trieste Tropics nasce proprio da un concetto semplice: spiegare a tutti i bimbi presenti l’importanza di un tipo di cibo sano, ovverosia quello che vado a proporre durante le pause-pranzo del camp. Ritengo a mio avviso sia giusto sottolineare come proporre dei piatti a un gruppo di piccolissimi atleti, che possano piacere ai palati adolescenziali, diventi di per sé già alta cucina. E dico questo perché, proprio in ambito giovanile, si tende a far mangiare male i nostri bambini: penso alle mense scolastiche, quanto di più negativo possa esistere. Questo tipo di cultura manca in queste latitudini, in altri paesi come ad esempio la Francia questo non succede, ma basta già spostarsi al sud per vedere molto spesso una mamma preparare il cibo da portare a scuola”.

Dopo aver partecipato alla “Prova del Cuoco” di Rai Uno, non c’è solo il Trieste Tropics nel mirino di chef Raffaele, presente infatti nel casting di un programma televisivo in onda nel prossimo mese di novembre. E’ una trasmissione dedicata a cuochi professionisti, dove quindi è possibile mettere in atto tutta l’esperienza accumulata negli anni. Sarà estremamente interessante e divertente”.

Ti è piaciuto questo articolo?