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Harlem Globetrotters, manca poco all’appuntamento 2017 all’Alma Arena

Più di novanta anni di storia alle spalle, con lo spettacolo e il divertimento al servizio di arene e platee in visibilio. Il mito degli Harlem Globetrotters è un qualcosa che, in fatto di celebrità a livello planetario, è di difficile imitazione nel mondo dello sport entertainment. L’atletismo e la grande comicità che questa squadra (nata nel 1926 da un’intuizione di Abe Saperstein) ha saputo sprigionare nel corso dei decenni in più di cento paesi del mondo, sarà nuovamente a disposizione del pubblico triestino nella tappa del 29 marzo prossimo all’Alma Arena, in quello che sarà uno dei tre appuntamenti italiani del 2017 con protagonisti i famosi giramondo d’oltreoceano.

Entrati a far parte del ”Naismith Memorial Basketball Hall of Fame”, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali dedicati a chi nella storia del basket ha saputo dare un contributo tangibile all’affermazione e alla popolarità della palla a spicchi, sin dal loro primo match i “Trotters” si sono fatti carico di divenire promotori di pace e sostenitori dei diritti umani, in particolare in anni difficili dove le tensioni politiche e militari avevano sconvolto il mondo intero: è dunque l’impegno sociale la priorità di un team insignito anche del premio “Eddie Hamel”, riservato agli atleti impegnati nella lotta contro la piaga del razzismo. 

Schiacciate, intrattenimento con il pubblico e molto altro ancora saranno gli ingredienti dell’evento che l’associazione sportiva “All In Sport” – per volere del suo presidente Matteo Zanini – ha voluto riportare in regione dopo le due precedenti tappe del 2013 e 2014. “Ospitare nuovamente gli Harlem è per noi motivo d’orgoglio, tanto più nella nostra città natale Trieste che già in passato aveva risposto alla grande con quattromila presenze al palasport. Si tratta certamente di uno spettacolo da non perdere, per bambini e famiglie, soprattutto per lo sfondo benefico che si porta dietro: di fatto questa tappa rappresenta un tipo di manifestazione che vorrei vedere più spesso sul nostro territorio. “All In Sport” da sempre segue queste finalità e siamo felici di poter offrire agli appassionati della città un servizio del genere: relativamente all’appuntamento del 29 marzo prossimo, il pubblico deve aspettarsi due ore di grande divertimento, numeri da circo ma anche esibizioni di abilità tecniche non indifferenti. Gli Harlem hanno capacità di coinvolgimento ed empatia che sono uniche, a testimoniare come il titolo di ambasciatori di pace nel mondo cada a pennello per questa squadra”.

(da City Sport di lunedì 20 marzo 2017, articolo da me medesimo scritto 😉 )

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Quando Peter Sauer divenne l’ “eroe del Carnera”

Ci sono partite particolari che restano nella mente dei tifosi. Ce n’è una, tra le tante viste in (quasi) 38 anni di età, che mi permetto di fare mia per tutto quello che seppe regalarmi, a livello di intensità emotiva e di adrenalina: il derby del “lontano” 8 aprile 2001  tra Udine e Trieste rappresentò – per chi scrive queste righe – un’esplosione di sensazioni, che colmarono con la gioia biancorossa di sbancare il “Carnera” forse nella maniera più bella possibile.

Quella del 2000/01 fu una stagione diametralmente opposta per quelle due squadre: una Snaidero col vento in poppa, che arrivava dalla promozione ottenuta nel precedente campionato di A2, nel girone di andata sorprese al PalaTrieste una Telit in difficoltà, tenuta a galla dai 36 punti di Scoonie Penn. Dopo quella sconfitta non si respirava una grandissima aria dalle parti di Via Locchi: per certi versi, fu forse proprio quel rovescio a dare un’ulteriore spinta alla serie di cambiamenti di carattere tecnico che si sarebbero succeduti qualche settimana più tardi.

La brillante Trieste, che riuscì solo qualche mese prima a conquistare i quarti di finale play-off scudetto, era divenuta  pressoché un lontano ricordo per i supporters biancorossi, costretti a soffrire per buona parte del campionato a causa di una situazione difficoltosa sul lato della classifica. L’avventura di Luca Banchi sulla panchina giuliana era ormai agli sgoccioli, si optò – con risultati poi fortunatamente confortanti – alla “cura Pancotto”, affidando al tecnico di Porto S.Giorgio un team in balìa della sua stessa sfiducia. Quella Telit riuscì alla fine della stagione a salvarsi in carrozza, vincendo addirittura a marzo in casa della Kinder Bologna dei vari Ginobili, Jaric e Griffith: ma per certi versi, con un mese di anticipo, più di qualcuno pensava già al “retour match” in Friuli. L’immagine degli arancioni trionfanti sul parquet di Valmaura (e con Teo Alibegovic, ex di turno, a fare il gesto del silenzio alla curva giuliana a fine partita) fungeva – a distanza di un girone – quasi come un blocco di cemento armato sul gozzo: restituire la pariglia alla Snaidero, proprio sul suo campo, era il desiderio che a Trieste si cullava con grande vigorìa. 

Grazie a una amica di Udine, riuscimmo a ottenere dei biglietti-omaggio per il settore centrale del “Carnera”. Eravamo lontani dai tifosi “amici”, tant’è che per quaranta minuti interi diventammo dei veri e propri spettatori…stitici, allo scopo di evitare inutili fastidi con chi ci stava accanto. Ricordo ancora adesso quanta tensione avevo in corpo: in fondo, ci tenevo pure io a uscire da quell’impianto con il sorriso stampato sulle labbra. Non fu una partita bellissima sotto il piano della spettacolarità, con le squadre stesse a fare i conti con pochissima tranquillità interiore (e con percentuali quantomai rivedibili dalla lunga distanza). L’allora Telit trovò grandi soluzioni sotto canestro, con Podestà e Shaw (con quest’ultimo che, dalle nostre parti, viene ricordato solamente per il tiro libero sbagliato senza prendere nemmeno il ferro, proprio nella gara di andata contro Udine…) a ergersi grandi protagonisti in pitturato: Trieste accelerò nel terzo quarto, con la “mano armata” di Gurovic a regalarle il +10 a dieci dal termine. Ma nel cuore di tutti i giuliani presenti quel giorno era grande la consapevolezza di non averlo già chiuso in anticipo, quel match. E l’“aracnofobia” della difesa biancorossa contro il “ragno” Charles Smith, indigesto in entrambe le sfide di quel campionato, portò la Snaidero avanti di un punticino a sette minuti dalla fine.

Stavo per diventare arancione pure io, alla stessa stregua delle tante sciarpette indossate dal pubblico di casa: un piccolo “incubo sportivo” si stava per materializzare nuovamente dopo quell’80-83 di inizio gennaio. Ma in quella Trieste targata 2000/01, con tanto talento individuale nel roster (Dante Calabria e lo “zar” Sergej Bazarevitch vi dicono niente?), proprio nel momento più opportuno strabordò l’incredibile leggerezza d’animo di Peter Sauer, sfortunatissimo atleta che una decina d’anni dopo lasciò questo mondo a causa del suo cuore ballerino. Ad eccezione della gara interna contro Rimini, risolta anch’essa allo scadere, “Pete” fu uno di quelli che sin lì aveva lasciato pochi segni in quella stagione, recitando più il ruolo di gregario che non quello di prima donna all’interno della squadra. Ebbene, quella palla rubata a Lasa a 35” dalla fine per il sorpasso definitivo della partita, rimane per il sottoscritto (e credo per tutti coloro che ebbero la fortuna di assistere dal vivo) un istante indelebile, che di fatto scrisse una piccola ma brillante pagina di storia giuliana prima del doloroso fallimento di qualche anno dopo. Alla sirena finale staccai provvisoriamente il cervello, feci una lunga corsa verso l’esterno e – lontano da occhi indiscreti – esultai come un pazzo in mezzo a una parte semi-deserta del parcheggio. Sì, la Telit ce l’aveva fatta. Ce l’avevamo fatta tutti noi triestini. E il viaggio di ritorno non poteva essere più dolce di quello che subito dopo intraprendemmo, alla volta di casa.

Perché scrivere questa filippica, oltre al puro ricordo e al semplice amarcord? C’è un motivo: la sfida tra Udine e Trieste, nelle gioie e nei dolori delle rispettive tifoserie, ha sempre regalato emozioni intensissime. E viverle nella maniera giusta, a partire da quello di domenica a Cividale tra Gsa e Alma, rappresenta potenzialmente un’altra, deliziosa pagina di basket delle nostre zone.  Vivetela tutti voi, friulani e giuliani, come una festa dello sport. E di questo fidatevi non del sottoscritto, ma delle parole sulle colonne del quotidiano locale pronunciate dal “Pec” che – in fatto di serenità – ha fatto ormai da anni un bellissimo “voto”…

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“Martedì Sportest”, in primo piano Principe Trieste e il derby Gsa-Alma

Sono stato ospite della puntata del 13 marzo di “Martedì Sportest“, consueto appuntamento settimanale sportivo condotto da Massimo Umek (che ringrazio per l’invito 😉 ).

Nella seconda parte della trasmissione, si è parlato in maniera diffusa sia di Principe Trieste (e della corsa biancorossa nella poule-playoff), nonché del derby cestistico di domenica prossima a Cividale tra Gsa Udine e Alma Trieste.

Per chi se lo fosse perso in tv, sulla pagina Facebook di RadioRomantica TV c’è l’intera puntata a vostra disposizione:

https://www.facebook.com/RadioRomanticaTV/videos/414774732207407/

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T-shirt e manone speciali per la Final Eight. Targate (ovviamente) Sunshine

Un’altra iniziativa degna di nota – che mi sento logicamente di condividere con estremo piacere – arriva da “Sunshine”: il brand di Andrea Pecile affila infatti le armi, in vista delle prossime finali di Coppa Italia di serie A2. Con diverse e succose novità per tutti i tifosi biancorossi.

Colore, calore, carica e serenità da far sprizzare da tutti i pori: sono questi gli ingredienti giusti per rivivere le emozioni delle finali di Coppa Italia e per riportare l’orgoglio giuliano a Bologna, a distanza di 22 anni dalla storica finale tra IllyCaffè e Benetton Treviso.

Alma Pallacanestro Trieste – in collaborazione con Sunshine – offre la possibilità di celebrare le prossime Final Eight, che si disputeranno all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, con una speciale t-shirt in edizione limitata espressamente disegnata per l’evento in programma dal 3 al 5 marzo prossimi. Il prezzo della maglietta è fissato a € 13,00, con taglie disponibili dalla XS alla 2XL.

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Ma le novità non finiscono qui: per essere ancor di più dei tifosi speciali e unici in tutta Italia, arrivano le “manone” targate Alma! Le speciali foam hands, famosissime negli Stati Uniti e presenti in gran numero in impianti celebri come lo Staples Center di Los Angeles o l’Oracle Arena dei Golden State Warriors, saranno messe a disposizione con i colori biancorossi della Pallacanestro Trieste 2004 e in vendita al prezzo di € 10,00.

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E se non volete proprio rinunciare all’accoppiata maglietta + “manona”, c’è una speciale offerta che attende tutti voi: pagherete infatti entrambi gli articoli al prezzo totale e scontato di € 20,00!

Sono aperte le prenotazioni – tramite messaggio o whatsapp – al numero 380-8919151, indicando nome, cognome, quantità e taglia (dalla XS alla 2XL) per la maglietta ed eventulmente anche la “manona”. Il ritiro potrà essere effettuato domenica 26 febbraio all’Alma Arena, presso il Sunshine Corner all’interno del palazzo dello sport (primo anello, sopra il settore “A” dell’impianto di Valmaura), in occasione della prossima partita interna contro Recanati, oppure dalla giornata di lunedì 27 febbraio in poi, presso il negozio “Fragola Lilla” di piazza Casali 3 (orario di apertura dalle ore 9.00 alle ore 18.00).

Per chi fosse interessato invece solo alla “manona”, non è richiesta alcuna prenotazione e le troverete disponibili direttamente al Sunshine Corner.

La conquista di un risultato importante passa anche da voi tifosi! #roadtofinaleight #coppaitalia #verysunshinepeople #almatrieste

RICAPITOLANDO:

Maglietta Celebrativa FinalEight prezzo 13€
“Manona” prezzo 10€
Combo maglietta + “manona” prezzo 20€

Si possono prenotare solamente le magliette o solo la Combo (maglietta + “manona”), indicando al numero 380-8919151 il nome, il cognome, la taglia (dalla XS alla 2XL) e la quantità.

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Il barometro sandrino del lunedì – #1

Un nuovo appuntamento settimanale calcherà d’ora in avanti le pagine di questo blog: andremo infatti a tastare il polso delle nostre principali squadre locali, all’indomani di quanto accaduto in campo, sul parquet o in vasca. E iniziamo dal week-end appena trascorso…

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: Sereno -> Scordatevi tutti i mugugni per un’eventuale prova mediocre contro l’ultima della classe. E notate la classifica, dove c’è la possibilità di guardare (quasi) tutti dall’alto verso il basso, allo stesso modo con cui si ammira la nostra splendida città da Monte Grisa (o da luogo sopraelevato analogo, logicamente).

Treviso perde, Trieste e Bologna vincono: c’è provvisoriamente un trio a comandare il girone Est di serie A2. Logicamente a noi interessa il discorso Alma che, al netto di qualche nota stonata (sul discorso Green e della sua “virgola” a referto, potrebbe banalmente non essere sceso dal bus…), riprende la marcia dopo lo stop di Ravenna. E se giocando “malino” si continua comunque a vincere (a proposito, statua equestre per Jordan Parks dopo il trentello di ieri, forse il segnale più importante che “Picasso” ha serie intenzioni di tornare a ritagliarsi un ruolo di protagonista come nella passata stagione), immaginatevi quando la Pallacanestro Trieste sarà in grado di avere tutti i propri effettivi alla massima potenza, stile Super-Sayan di quarto livello…

TRIESTINA: Sereno -> Per certi versi possiamo prendere in prestito quanto scritto qualche riga qui sopra, relativamente al basket. A Noale l’Unione soffre, vince al 90° (altra statua equestre settimanale, stavolta a Bradaschia) ma soprattutto per una volta sorride delle disgrazie altrui: la corazzata Mestre dimostra che la legge dei grandi numeri vale anche per lei, naufragando a Este e riducendo il proprio margine sui rosso-alabardati a 7 punti.

Sono ancora tanti – tantissimi – per dire che il campionato sia realmente riaperto. Ma forse (forse!) la Triestina ha una piccola alleata in più: la pressione che di fatto potrebbe subentrare sulle spalle della prima della classe. Continuare il proprio campionato, fare il maggior numero di punti possibili e arrivare allo scontro diretto di metà aprile magari con qualche piccola cartuccia ancora da sparare per la vetta: “this is the way“.

PRINCIPE PALLAMANO TRIESTE: Sereno -> Mantenere il terzo posto e tenere ancora a distanza di sicurezza il lanciatissimo Merano: “Vise” e soci fanno il loro dovere anche ad Appiano, mantengono immutato il +3 sugli altoatesini e possono prepararsi al big-match di sabato contro Bolzano nel miglior modo possibile.

Servirà certamente una piccola impresa con i vice-campioni d’Italia, ecco perché la variabile “Chiarbola” potrebbe fare tutta la differenza del mondo per il team di Hrvatin. Scaldare le mani e alzare la voce lo si può fare anche dalle parti di via Visinada, non solo nel rione di Valmaura.

PALLANUOTO TRIESTE: Pioggia -> Che peccato contro la Vis Nova: sarebbe bastato un po’ di attenzione in più nei particolari e la trasferta romana si sarebbe trasformata in qualcosa di estremamente positivo. La rincorsa alle Final-Six subisce una rallentata, complice una serie infinita di errori in vasca: l’ultimo posto utile continua a distare cinque punti, un gap tutto sommato non troppo pesante e recuperabile. A patto di non ripetere la prova dell’ultimo week-end, logicamente. Ma, conoscendo coach Stefano Piccardo, non si lascerà davvero nulla al caso.

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Unieuro Forlì-Alma Trieste visibile a tutti su LNP Channel

La partita di domenica 19 febbraio tra Unieuro Forlì e Alma Trieste (palla a due alle ore 18.00) sarà visibile gratuitamente a tutti, anche ai non abbonati al pacchetto LNP TV Pass di Lega Nazionale Pallacanestro.

Come? Collegandosi a LNP Channel (https://youtu.be/UFtP30Kmc-s) o più semplicemente guardandola qui sotto 😉 

 

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Forum nuovamente online!

Gentili utenti,

siamo finalmente tornati online sulla nostra piattaforma di forum.

Come spiegato sul nostro profilo ufficiale Facebook, il down di quasi 48 ore era interamente dovuto a un black-out di energia elettrica lato hosting, con conseguente danneggiamento di un’importante tabella del database.

Sono già attivo per far sì che questi problemi – indipendenti logicamente dalla mia volontà – non si verifichino più (tradotto: sto cercando un hosting maggiormente affidabile…).

Grazie mille. E scusate per l’attesa!

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La rassegna stampa sandrina di lunedì 13 febbraio 2017

LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI LUNEDI’ 13 FEBBRAIO 2017

Da City Sport

Troppi cerotti per l’Alma
Ravenna vince nel finale

di Alessandro Asta

Trentacinque minuti di autonomia, poi la spia della riserva che inesorabilmente si è accesa. Parlare di sconfitta dolorosa dell’Alma Trieste contro Ravenna ha molto probabilmente un senso solo ed esclusivamente per la differenza canestri che i romagnoli – ora a due punti di ritardo in classifica dai giuliani – hanno saputo ribaltare sabato sera sul proprio parquet. Niente drammi dunque, perché il 71-63 col quale l’OraSì blocca la marcia vincente biancorossa è figlio principalmente di una infermeria sciaguratamente e sfortunatamente troppo zeppa di giocatori. Per questa Trieste, che fa dell’atletismo e dell’intensità le proprie punte di diamante, doversi privare forzatamente anche di Jordan Parks (oltre che di un Bobo Prandin già da diverse settimane ai box) è roba da far ammattire anche il miglior Tom Cruise nella saga di “Mission: Impossible”, specie in una delicata sfida come quella andata in scena nel week-end appena trascorso.

L’emblema Da Ros Con buona approssimazione, parlare della prova sfornata dal lungo milanese equivale a descrivere l’intera partita di Trieste in terra di Romagna. Per colui che in questo momento della stagione è tra i principali trascinatori della squadra, la seconda metà di gara (con uno 0/5 dal campo) fa letteralmente a pugni con una prima parte di match al fulmicotone, da 14 punti a referto. La causa di tutto questo? Semplicemente il fatto che l’intera Alma ha esaurito in corso d’opera le proprie bombole d’ossigeno. Ecco perché ha senso partire da questa variabile nell’analisi del rovescio contro il team molto ben allenato da Antimo Martino: la grande abilità di cambiare pelle durante la partita – dote che inequivocabilmente ha spinto sin qui i giuliani nei piani alti del girone Est – è direttamente proporzionale all’energia che la squadra di Eugenio Dalmasson sa sprigionare con costanza negli interi quaranta minuti regolamentari. Non è di fatto bastato l’orgoglio smisurato dei biancorossi per arrivare con il giusto fosforo nel momento decisivo, con quel puro black-out fisiologico del finale di gara che in parte rende meno amara la sconfitta.

Come il gatto con il topo E’ quello che in pratica ha fatto l’OraSì contro l’Alma: non è assolutamente un caso che la zampata sia arrivata nei minuti finali, quando Trieste ha esaurito le pile lasciando strada libera agli avversari. La solidità del proprio duo a stelle e strisce (sotto le plance Taylor Smith ha messo costantemente a dura prova il presidio difensivo ospite in area pitturata, gli 11 punti di Derrick Marks nel solo ultimo quarto delineano a tinte forti come il “folletto” di Chicago si esalti nell’affrontare i biancorossi, vedi play-off dello scorso anno con la maglia di Tortona) va in parallelo con un assetto eccellente di squadra. Da Tambone a Chiumenti, Ravenna ha dimostrato ancora una volta che quel quarto posto in classifica ha radici solidissime.

La staffetta Cittadini-Simioni Se da una parte la doppia-doppia da 12 punti e 11 rimbalzi del “Citta” (cresciuto alla distanza dopo un avvio incerto di partita) denota nuovamente come sia sbagliato parlare di semplice usato garantito nel descrivere in prima battuta l’ex Brescia, dall’altra c’è un Alessandro Simioni che nei suoi nove minuti sul parquet ha dato segnali incoraggianti, al di là delle mere cifre statistiche e al netto di qualche difesa ballerina contro il già citato Smith. Un esempio? La faccia tosta del primo quarto nell’andare a realizzare i suoi unici due punti del match. Di strada da fare ce n’è parecchia per il giovane prodotto della Reyer Venezia, tuttavia le basi ci sono: e non solo per fare banalmente “legna” sotto canestro.

Il solito Green da trasferta? Ok, per spiegare la sconfitta di Ravenna non ha davvero alcun senso puntare il dito solamente contro il rookie statunitense. Ma c’è un dato incontrovertibile di cui tenere conto: in stagione Javonte Green continua ad apprezzare maggiormente un ipotetico cartello appeso con la scritta “Home Sweet Home” e il parquet amico di Valmaura. Un dato su tutti? I suoi 18 punti abbondanti a partita in stagione quando si gioca all’Alma Arena, contro i quasi 14 messi di media lontano da Trieste. Il trend non si è rovesciato contro l’OraSì, in un ambito dove l’assenza di Parks presupponeva una maggiore salita sugli scudi di “Biggs Shotta”: molto bene in difesa, ma forse un po’ troppo timido in attacco.

Cercasi Lollo disperatamente Quella dannata “mattonella” piedi per terra che fa ancora fatica ad entrare: il -6 di valutazione e lo 0/4 dalla lunga distanza di Lorenzo Baldasso è sinonimo di una continuità di rendimento che si conferma la vera nemica della guardia nativa di Venaria Reale in questa stagione. Banalmente bastano solamente un po’ di tranquillità e di convinzione in più, ovverosia le armi migliori che un tiratore come lui deve essere in grado di sfoderare.

Virtus Bologna, a Treviso arriva il quinto ko di fila
Fortitudo al fotofinish contro la Dinamica Mantova,
nel girone Est salgono anche Roseto e Jesi

di Alessandro Asta

Oltre ad OraSì Ravenna-Alma Trieste, il sabato sera in A2 girone Est ha visto disputarsi un altro scontro al vertice: il match tra le due capoliste De’Longhi Treviso e Segafredo Bologna, partita dal tipico sapore amarcord di sfide scudetto del passato e non solo. A spuntarla è la formazione di Pillastrini per 64-57, con la Virtus costretta a fare a meno del centro statunitense Kenny Lawson, vittima di una distorsione alla caviglia che lo terrà lontano dal parquet per almeno 15-20 giorni. Pur senza brillare e con Decosey fuori per scelta tecnica, Treviso ha in Perry (15 punti) e La Torre (14) i migliori realizzatori della partita, per una vittoria che permette ai veneti di volare provvisoriamente da soli in vetta alla classifica. Su fronte Segafredo, arrivata addirittura alla quarta sconfitta consecutiva in campionato, non bastano i 18 punti di Rosselli e gli 11 (con annesse 7 palle recuperate) da parte di Spissu.

Tra le gare giocate nel pomeriggio di ieri, svetta la vittoria della Kontatto sulla Dinamica Mantova: un adrenalinico 80-79 in favore della squadra allenata da Matteo Boniciolli, con il capitano della “F” Mancinelli (14 punti) protagonista nel finale di partita ma con Justin Knox (27+7 rimbalzi) a essere il vero MVP di giornata; inutili, su sponda ospite, i 27 segnati da Amici. Negli altri match, Roseto (Smith 25) vince all’overtime per 82-80 contro Forlì, prossima avversaria dell’Alma (all’Unieuro non basta il trentello messo a segno da Johnson), mentre Recanati conferma i propri progressi sorprendendo anche Verona (77-69, con 25 a referto per Rush). Si impongono nettamente Jesi su Piacenza (27 di Davis) e Imola sul parquet di Ferrara (Cohn 17), cade infine Udine al PalaTricalle di Chieti per 81-70: su sponda Proger ben 26 punti, col 5/6 da tre, per Venucci, su lato friulano oltre ai 20 firmati da Okoye ci sono i 6 punti del neo-acquisto (ed ex Pallacanestro Trieste 2004) Aka Fall. (A.A.)

Una ripresa da favola
La Principe batte Malo e resta in 3a posizione

di Alessandro Asta

Esce alla distanza la Principe Trieste nell’impegno casalingo contro il Malo: il netto 31-21 finale è per molti versi frutto di un lavoro ai fianchi degli avversari, messo in atto dalla compagine giuliana nella seconda metà della ripresa quando gli ospiti – rimasti egregiamente in partita sino a quel momento – sono completamente andati fuori giri, permettendo ai biancorossi di tracimare nel punteggio e di intascare tre punti d’oro che li mantengono al terzo posto in classifica, col +3 nei confronti del Merano a due partite dal termine della regular season.

“Starting-seven” sperimentale per coach Hrvatin, che gioca subito la carta Carpanese nello spot di ala: il Malo parte tutt’altro che contratto in avvio (2-3 al 7’ sulla rasoiata dagli otto metri di Pavlovic), Principe invece in affanno a rifugiarsi nel time-out per sistemare le idee. Sono proprio i sessanta secondi di sospensione a far cambiare parzialmente la marcia di Trieste, con una maggior efficienza offensiva (Anici e Visintin a segno) ma soprattutto con rotazioni di tutti i componenti della panchina. Mentre i giuliani cercano di mantenere l’equilibrio tattico sul parquet, la gara vive di parecchi sprazzi: Malo resta a contatto con i giuliani sino a due minuti dalla prima sirena, momento in cui è Radojkovic a dare una prima spallata al match con l’uno-due verso la porta ospite per il 14-11 del 30’.

La Principe fa fatica a inizio di ripresa, conservando tuttavia le redini della gara con un Anici tornato finalmente ad essere offensivamente concreto dopo un periodo in chiaroscuro. Malo regge sino al -3 a venti minuti dalla fine, ambito nel quale Trieste opera l’allungo decisivo: Postogna sigilla la propria porta su diverse azioni d’attacco avversarie, è poi il duo Carpanese-Radojkovic a siglare una piccola quanto fondamentale accelerata al match. Il provvisorio 21-16 segna di fatto l’inizio della resa da parte dei veneti, che si sciolgono letteralmente di schianto permettendo alla Principe di andare in massimo controllo nell’ultimo quarto d’ora di partita: Trieste la mette praticamente in ghiaccio sul 25-18 (50’), volando poi senza particolari problemi in doppia cifra di margine in un finale a senso unico.


DA IL PICCOLO DI TRIESTE

L’Unione cala un poker
França giustizia l’Este
Quarta vittoria consecutiva grazie alla doppietta del bomber

di Ciro Esposito

E sono quattro. La Triestina continua la striscia di vittorie dopo aver masticato amaro al Rocco con il Cordenons. Il tre a uno non lascia al buon Este scappatoie per recriminazioni ma l’Unione non è stata brillante soprattutto nella prima parte della gara. Quasi nessuna occasione, gioco a sprazzi, molti errori nonostante i padovani non abbiano fatto le barricate. Ma la strada per la vittoria è stata spianata ancora un volta dal bomber ritrovato. Carlos França proprio sul finire di un primo tempo equilibrato ha tirato fuori dal suo repertorio la conclusione di sinistro dalla distanza. A Feltre la bordata era partita da calcio piazzato, ieri al Rocco il fendente è stato scoccato in corsa con palla imparabile per l’esperto Lorello. A inizio ripresa un penalty su Banegas (con conseguente espulsione di Gilli) e realizzazione del solito Carlos sembrava aver messo un macigno sul match. Ma l’Unione, e spesso le capita quando si trova in inferiorità numerica, ha saputo subire un gol su una distrazione. Qualche minuto di disorientamento senza troppi affanni e quindi la rete della sicurezza su una capocciata di Di Dionisio hanno messo in archivio il match. L’Unione ha ritrovato capacità di segnare e morale ma la classifica lascia poco spazio alla fantasia: il Mestre è sempre avanti di dieci mentre il secondo posto è in cassaforte con il Campodarsego a undici punti di distacco. Insomma il finale di regular season si preannuncia come una gara contro se stessi per cercare di ottenere il maggior numero di punti possibile in vista dei play-off e di un eventuale ingresso a tavolino in Lega Pro.

Andreucci non riserva sorprese. A destra rientra Bajic con Frulla e Celestri che giostrano davanti alla difesa. Nei tre uomini alle spalle dell’inesuaribile Dos Santos Corteggiano sta a sinistra e Banegas sull’altro fronte con França a fare da ispiratore e finalizzatore. La squadra rende omaggio alla memoria di Stefano Furlan. Si parte e sin dalle prime battute si capisce che la Triestina ha difficoltà a dare ritmo alla sua manovra. La formazione di Longato ha bisogno di punti per allontanarsi dalla zona calda ma non ha ancora l’acqua alla gola. Il tecnico dei veneti si gioca la carta del pressing e non quella del bunker. L’Unione non trova sbocchi in avanti anche perché non riesce ad aprirsi più di tanto sulle fasce. Così son gli ospiti a rendersi pericolosi al 15’ con il vivace Marchetti che sfonda a sinistra ma la difesa alabardata in qualche modo se la cava in corner. Il gioco staziona nella zona centrale del campo senza accelerazioni fino a quando França non sfodera uno dei suoi numeri: palla lavorata sulla tre quarti e sinistro esterno da oltre venti metri che si infila nel sette alla sinistra di Lorello (35’). L’Unione si distende e al 45’ su traversone da sinistra di Corteggiano Banegas impegna severamente al volo il portiere dell’Este. Nella ripresa i ragazzi di Andreucci come sempre partono con più verve. Al 4’ Dos Santos serve di tacco un ottimo assist per Banegas che viene atterrato da Gilli: rigore ed espulsione. Franòa va sul dischetto e infila Lorello sulla sua sinistra. Parti in frigoriofero?. No, perché questa Triestina non è ancora capace di gestire e così al 10’ Pizzul temporeggia e si fa scavalcare da un cross dalla sinistra che il giovane Faggian è bravo a colpire in diagonale sul secondo palo. L’Este un po’ ci crede ma Voltolini dice di no con grande perizia a un botta di Ferrara. In campo non si vede la superiorità dei padroni di casa ma l’Unione non barcolla anche per l’ingresso di Di Dionisio per un Frulla acciaccato. Gli alabardati cercano la terza rete e ci vanno vicino in mischia attorno alla mezz’ora. Rete che arriva al una manciata di minuti dalla fine . Corteggiano pennella da cornere e Di Dionisio trova il tempo giusto per schiacciare di testa. Il Rocco se ne va felice. Ora la corsa solitaria continua a Noale, contro una squadra in zona retrocessione. Per vincere servirà qualcosa di più di quanto visto ieri.

Andreucci: «Gran gol di Carlos
Siamo stati troppo imprecisi»
Il tecnico alabardato è soddisfatto a metà: «In certi momenti non abbiamo saputo stare dentro la partita.
Di Dionisio entra sempre in campo con determinazione»

di Antonello Rodio

Mister Andreucci festeggia la quarta vittoria consecutiva della sua Triestina, ma la sensazione è che sia meno soddisfatto di altre volte della sua squadra, che in alcuni frangenti della partita contro l’Este è apparsa meno convincente rispetto alle ultime uscite. E questo lo ammette anche il tecnico alabardato: «È stata una vittoria meritata ma sofferta. Bisogna dare merito agli avversari di aver giocato un primo tempo coraggioso – dice Andreucci – giocavano palla sui loro tre attaccanti, venivano a rimorchio e noi siamo andati un po’ in difficoltà perché in mezzo al campo erano molto aggressivi e questo non ci ha consentito di sviluppare il nostro gioco».

Il capolavoro di França ha poi sbloccato la situazione: «Abbiamo avuto la bravura e la fortuna di passare in vantaggio – afferma il tecnico – e credo che quello di Carlos sia stato davvero un grande gol. Da quel momento la partita ha preso una piega migliore e c’è stata anche l’occasione con Banegas che l’ottimo portiere Lorello è stato bravo a sventare. Nel secondo tempo volevamo giocare in maniera diversa, essere noi più aggressivi e all’inizio ci siamo anche riusciti facendo anche subito il secondo gol». Poi però ecco il secondo neo del successo sull’Este, il secondo momento critico: «In effetti dovevamo gestire meglio la partita – ammette Andreucci – con loro ridotti in dieci e noi in vantaggio di due reti, prendere il gol del 2-1 è stato sicuramente un nostro errore. Un gol che ci ha messi in difficoltà e ci ha dato un attimo di apprensione. Dopo abbiamo provato a fare il terzo perché era quello che bisognava fare, anche se ci siamo riusciti solo a pochi minuti dalla fine».

Ma come spiega l’allenatore alabardato questi momenti di difficoltà? «Innanzitutto vincere quattro partite di seguito non è facile – spiega Andreucci – e ogni partita fa storia a sé. Abbiamo visto che ci sono anche squadre che vengono qui con un altro atteggiamento e noi da questo punto di vista dobbiamo ancora migliorare un attimo. A volte le partite prendono una piega e bisogna saperci stare dentro, noi in certi momenti l’abbiamo fatto bene ma in altri no. C’è stato anche qualche errore tecnico di troppo nella gestione della palla. Fare risultato è in ogni caso motivo di soddisfazione, anche se sappiamo di non poter essere pienamente soddisfatti». Tornando al gol della sicurezza, quello del 3-1 segnato da Di Dionisio, Andreucci spende parole di elogio per l’autore della rete: «Sono contento per il suo gol perché è un ragazzo fantastico che si impegna sempre, magari ha meno opportunità degli altri di giocare ma quando le ha, lo fa sempre con grande determinazione e voglia di mettersi in mostra. E poi la rete di uno che entra con quello spirito e subito segna, dimostra che il gruppo sta crescendo e si sta cementando».

Aquaro: «Ci siamo creati dei problemi da soli»
«Loro bravi nel pressing ma noi abbiamo perso troppi palloni. Dobbiamo essere più concentrati»

di Guido Roberti

Per lunghi tratti il migliore in campo dell’Unione, aspetto che qualifica di diritto l’Este tra le poche formazioni autrici di una prestazione spigliata al Rocco. Giuseppe Aquaro, colonna della retroguardia alabardata, aveva ammonito i suoi compagni di squadra dopo il parziale rilassamento palesato a Valdagno e costato due gol, ininfluenti ai fini della sentenza sul campo, ma non nelle valutazioni del difensore, riproposte quasi sulla falsariga della settimana precedente nel post partita di ieri. «Di positivo a mio avviso portiamoci a casa soltanto il risultato» sentenzia Aquaro. «L’Este con il suo pressing ci ha messo in seria difficoltà, ma secondo me in più di una occasione ci siamo creati dei problemi da soli. Abbiamo perso dei palloni in modo banale, questo ha dato fiducia agli avversari e fortunatamente nel primo tempo ha trovato un gran gol Carlos, ci ha sbloccato un po’».

Sul 2-0 cosa è accaduto? Un appannamento motivato dalla convinzione di aver chiuso la partita forti della superiorità numerica? «E’ capitata la stessa situazione vista la settimana precedente» chiosa il centrale (a Valdagno l’Unione sul 4-0 subì due reti in pochi minuti dai lessini). «Un errore che non dovevamo ripetere ed invece è successo, ed è un problema da risolvere il prima possibile». Una attenzione nel gruppo alabardato che è stuzzicata da una classifica molto strana, con 10 punti di distacco dalla prima e 11 di vantaggio sulla terza. L’obiettivo però deve rimanere quello di incamerare più punti possibili… «Secondo me dobbiamo mantenere l’attenzione sempre, fino alla fine, ed è ancora possibile che il Mestre perda dei punti, per quanto appare difficile. Qualora accadesse dobbiamo esser lì pronti, dietro di loro, ma per farlo dobbiamo cambiare atteggiamento». La prossima avversaria, il Calvi Noale, lotta per la salvezza e sarà ferito dalla sconfitta interna appena subìta per mano dell’Arzignano. L’Unione con due squalificati avrà il dovere di scendere in campo con il coltello tra i denti. «Da martedì infatti bisognerà tornare al lavoro con la cattiveria necessaria per affrontare nel modo giusto la partita di domenica prossima». E a Noale Aquaro farà affidamento ad un compagno di difesa diverso dal solito. Il giudice sportivo infatti, oltre a Corteggiano, fermerà per un turno capitan Leonarduzzi. 

Tifosi e giocatori ricordano Furlan

Quella di ieri è stata una domenica vissuta interamente nel ricordo di Stefano Furlan, a 33 anni dai tragici fatti dell’8 febbraio che portarono alla morte del tifoso triestino. Ieri in mattinata, sotto la targa in via Valmaura, si è svolta una commemorazione, conclusa con un minuto di raccoglimento, che ha visto una massiccia presenza di tifosi. Oltre al gruppo della Furlan, dei tifosi del Centro di coordinamento e di tanti club alabardati, era presente una delegazione della Triestina Calcio con Milanese, e hanno partecipato anche varie tifoserie di altre squadre tra le quali quelle di Verona, Lazio e Massese. Ma Stefano Furlan è stato ricordato prima della partita con l’Este con i giocatori entrati in campo indossando le magliette celebrative. (a.r.)

L’assenza di Parks è pesata e la “panca” non ha aiutato l’Alma
Serie A2, nel match di Ravenna a Trieste sono mancate
le alternative per ovviare all’indisponibilità dell’americano

di Matteo Contessa

L’OraSì ha vinto meritatamente sabato sera, ma l’Alma è uscita dal Pala De Andrè a testa altissima. Con l’organico molto risicato e rotazioni ridotte all’essenziale i biancorossi hanno tenuto testa agli avversari per 35minuti, mettendoli anche sotto quando le forze ancora lo permettevano (16-2 di parziale negli ultimi 5 minuti del secondo quarto). In definitiva, guardando com’è andata la partita, l’Alma ha perso soltanto perchè non ha potuto avere l’apporto di Parks. Avesse avuto Jordan in campo, non sarebbe arrivata a giocarsi il finale punto a punto e senza più fiato disponibile. Molto probabilmente avrebbe preso il largo prima e nel finale avrebbe potuto controllare.

I “se” e i “ma” lasciano il tempo che trovano e non giustificano le sconfitte. E infatti non lo facciamo. Ne abbiamo accennato soltanto per spiegare che la sconfitta non è arrivata per inferiorità reale rispetto a Ravenna che è una diretta concorrente nella corsa ai primi 4 posti. È arrivata solo per la stanchezza nei finale dei pochi biancorossi che hanno tirato la carretta per tutto il match. Isolati e raddoppiati nella ripresa Green e Pecile, francobollato Da Ros con Chiumenti e costretto Cittadini a lavorare duro con Smith, Ravenna dopo aver subito Trieste nel primo tempo ha capovolto la partita e tolto a Dalmasson ogni alternativa. Perchè Bossi, Coronica e soprattutto Baldasso che avrebbero dovuto essere armi alternative per distogliere le attenzioni degli avversari e costringerli a lavorare a più ampio spettro in difesa, in realtà hanno dato poco o niente, stavolta. Avessero dato un contributo medio, in termini di gioco e punti realizzati, lo svolgimento della partita sarebe stato molto diverso. Invece il tecnico Martino ha avuto gioco facile nel concentrare la difesa soltanto su 4 avversari, potendo liberare le sue armi di complemento (Sabatini, Sgorbati, Tambone) a fare la differenza. Sconcertante anche a Ravenna l’inconsistente prestazione di Baldasso. Cosa gli stia accadendo sinceramente è incomprensibile. È vero, con l’intervento al ginocchio alla fine della stagione scorsa che gli aveva fatto iniziare a rilento la preparazione estiva e con l’infortunio alla spalla in amichevole sempre nel pre-stagione, Lollo di fatto ha di fatto perso la preparazione estiva. Però dal suo rientro in campo, a Roseto il 9 ottobre, sono passati 4 mesi e il tempo di rimettersi in carreggiata l’ha avuto. Siamo ormai a tre quarti della stagione regolare e il Baldasso dell’anno scorso non si è ancora mai visto, neanche in quelle cose (il tiro in uscita dal blocco, ad esempio) che faceva in assoluta naturalezza. Il gioco di Dalmasson lo conosce, il campionato lo conosce anche, è inserito bene nel gruppo anche fuori dal campo e dunque non si capisce perchè non sappia esprimersi ai livelli che conosce.

Tornando a parlare della partita nel suo complesso, una battuta d’arresto che non ridimensiona assolutamente l’Alma. Infine stigmatizziamo una cosa spiacevole, l’intrusione di un paio di tifosi di casa nella tribuna stampa riservata ai cronisti triestini che sono arrivati a contatto con l’addetto stampa dell’Alma, Emilio Ripari, impegnato nella radiocronaca della partita. L’intervento di un addetto della società di casa e degli stessi altri cronisti presenti ha impedito che sio andasse oltre, riportando i due tifosi di casa all’esterno della postazione stampa. Ma l’inqualificabilità dell’episodio resta tutta.

 

 

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La rassegna stampa sandrina di domenica 12 febbraio 2017

LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI DOMENICA 12 FEBBRAIO 2017

Da Il Piccolo di Trieste

L’Alma si arrende nel finale
Battuta per 71-63 dall’OraSì negli ultimi 3 minuti dopo un match alla pari

di Matteo Contessa

La striscia positiva dell’Alma si chiude a Ravenna, dove l’OraSì la batte per 71-63, la riavvicina in classifica e, quel che è peggio, sposta dalla sua parte anche la differenza canestri negli scontri diretti. Una partita che l’Alma ha giocato bene nel primo tempo, ma che non è riuscita a reggere allo stesso modo nella ripresa. Dopo il 26-14 con cui aveva stravinto il secondo quarto e che l’aveva mandata al riposo sul +7, la squadra di Dalmasson nella rirpesa ha progressivamente perso la via del canestro anche a causa della maggiore intensità difensiva degli uomini di Martino. e così, dopo l’11-16 del terzo parziale, i biancorossi hanno subito il 10-20 dell’ultimo quarto che negli ultimi minuti di gara ha consegnato la partita ai padroni di casa. Fino a tre minuti e mezzo dal termine, in realtà, il match era in parità, stavolta all’Alma è mancato proprio il finale con cui aveva costruito tutte le ultime vittorie. Ha ceduto di schianto negli ultimi 200 secondi, il divario Ravenna l’ha costruito tutto in quel frangente. Senza Parks e con Baldasso assolutamente nullo, l’Alma ha pagato la ristrettezza delle rotazioni, con Da Ros e Green che hanno giocato per 38 minuti a testa, Cittadini addirittura mezz’ora e Pecile poco di meno. Quando loro hanno perso lo smalto, lo sprint non è partito e, pur aggrappandosi all’esperienza e all’orgoglio, non hanno potuto fare altro.

Equilibrio nelle prime battute dell’incontro e ritmo molto alto. La difesa dell’Alma tiene bene gli avversari, soltanto Smith riesce a superare spesso Cittadini essendo più agile e rapido. Ed è infatti lui il finalizzatore unico dei padroni di casa, a metà del primo quarto il tabellone dice 10-8 per i padroni di casa. Ma subito dopo Tambone e Masciadri trovano altre due imbucate e sul 14-8 Dalmasson chiama timeout per sistemare le cose in campo. Un paio di iniziative di Da Ros e le due bombe dello stesso Matteo e di Green tengono l’Alma attaccata al match, ma il bonus falli perso dopo 7’ manda Ravenna diverse volte in lunetta ed è lì che i padroni di casa costruiscono il 21-16 con cui si chiude il primo quarto. Chiumenti segna subito il 23-16, ma da Ros, green e Pecile (tripla) in un solo minuto fanno 9-0 e portano l’Alma in vantaggio, 25-23 al 12’. ma è solo un momento, perchè l’OraSì trova nei due americani e in Chiumenti soluzioni offensive redditizie, mentre l’Alma in ava nti fa difficoltà ad avvicinare il ferro. Così nuovamente i romagnoli tornano a +7, 33-26, ma dalla lunetta Cittadini fa 6 punti, Green e Bossi vanno di bombe e l’Alma fa il controsorpasso, 39-35 al 18’30”. Si gioca a ritmi molto alti: chi avrà più benzina nel finale? Il finale di quarto è tutto biancorosso, l’Ora Sì improvvisamente non si trova più: break di 16-2 in 4’35” e partita capovolta. Al riposo lungo si va sul 42-35 per Trieste. È quasi un peccato che il tempo sia finito proprio adesso che Da Ros e compagni erano entrati in striscia. L’inizio di secondo tempo non è proprio quello che si sperava per l’Alma: 0/4 in attacco, mentre dall’altra parteb l’OraSì segna 5 punti e si rimette in scia degli avversari. Cittadini ferma l’emorragia, Green dalla lunetta fa 2/2 e il vantaggio di trieste resiste: 46-42 a metà del terzo quarto. Il controbreak di 15-7 riporta avanti i padroni di casa sul finire del terzo parziale, 50-49 al 28’. Però il ritmo rispetto al primo tempo è sceso ed è aumentata l’imprecisione, da una parte e dall’altra. Comunque pur senza brillare, il finale di quarto è di nuovo dell’Alma che dalla lunetta ricostruisce un minimo vantaggio, 53-51 alla mezzora. Si gioca con le unghie e con i denti, il ritmo è sceso e sono perlopiù duelli individuali. L’Alma arriva fino al 57-53 con Cittadini, ma non è la stessa del primo tempo. Marks si sveglia, piazza 8 punti in fila e ravenna si rimette con il naso avanti, 65-61 a 3’33” dalla fine, Dalmasson deve chiamare un altro timeout per spezzare il ritmo dei padroni di casa. Ma adesso l’OraSì è in trance agonistica, gli spalti si sono infuocati e l’Alma sembra non avere la lucidità delle altre partite. Così quando Marks segna ancora a 1’18” dalla sirena e porta il punteggio sul 67-61 e poi la difesa di casa recupera anche il pallone la partita si chiude, l’Alma non ha più risorse per riaprirla. Il 2/2 di Pecile infatti non basta perchè Ravenna trova altri 5 punti in 20 secondi e va in trionfo.

Dalmasson: «Nello sprint le energie erano finite»
Il tecnico non fa drammi: «Abbiamo tenuto dignitosamente per trentacinque
minuti, poi Ravenna è stata più lucida. E ora speriamo di recuperare qualcuno»

di Matteo Contessa

Coach Dalmasson alla fine della partita arriva dalla stampa per il commento a caldo con espressione tranquilla, come chi è consapevole che più di questo non si poteva fare e che il verdetto va accettato con serenità. Anche perchè Ravenna è una sorpresa positiva del campionato tanto quanto l’Alma, ha valore e caratteristiche molto simili a quelli dei triestini e dunque una sconfitta ci può stare. Oltretutto ha vinto esattamente come di solito fa l’Alma, sprintando con i suoi uomini migliori tenuti a riposare in panchina e gettati nella mischia nelle fasi decisive. Stavolta l’Alma non ha potuto farlo.

«È stata una partita giocata al massimo delle nostre possibilità di questa sera (ieri, ndr) – esordisce il tecnico -. È stata evidente la differenza di energie delle due squadre negli ultimi minuti e questo fatto secondo me ha determinato l’esito finale della partita». E non si attacca neanche alla facile attenuante delle assenze importanti, non cerca scuse nella sua analisi. «Dispiace per la sconfitta, ma la squadra era questa e dobbiamo valutare ciò che ha fatto nella partita questa squadra, inutile parlare di chi non ha giocato. Chi è stato della partita qui a Ravenna ha tenuto dignitosamente il campo per trentacinque minuti e poi le energie sono venute meno. Ravenna ha avuto la possibilità di ruotare molti più giocatori e questo fatto l’ha portata alla fine ad avere uomini molto più lucidi e quindi in grado di fare scelte migliori delle nostre».

Una vittoria sarebbe stata quasi decisiva, la sconfitta mette l’Alma nella necessità di tenere i romagnoli dietro in classifica, perchè a parità di punti la differenza canestri negli scontri diretti la penalizza. Bisogna voltare pagina e ricominciare a lavorare guardando avanti e non più a ciò che è stato. «Come abbiamo sempre fatto, del resto – puntualizza Dalmasson -. Anche dopo le vittorie. Si ricomincia, si lavora e speriamo anche di poter recuperare qualche giocatore, perchè il problema non è tanto quello della partita, quanto essenzialmente quel che concerne la gestione degli allenamenti durante la settimana. Ormai sono tanti giorni che stiamo lavorando in una situazione di precarietà, quanto non addirittura di emergenza. Però non drammatizzo, questa cosa fa parte del cammino di ogni stagione». Capita a tutti, può capitare anche all’Alma Trieste. L’importante è tenere la barra dritta.

Le statistiche: i romagnoli hanno tirato meglio, si chiude in parità la lotta sotto i tabelloni
Doppia doppia del “Citta”: 12 punti e 11 rimbalzi

di Lorenzo Gatto

Non è bastato un grande secondo quarto all’Alma per uscire dal pala De Andre con i due punti in tasca. Il 26-14 che aveva portato i biancorossi nello spogliatoio sul 35-42 aveva illuso un po’ tutti, nella seconda parte di gara la formazione di Dalmasson si è fatta travolgere dalla maggior energia messa in campo dai romagnoli. Ravenna ha tirato meglio, trovando migliori esecuzioni e chiudendo con il 60% da due. La formazione di Martino mette a referto un ottimo 25/41, l’Alma non arriva al 50% con un meno significativo 17/32. Simili le percentuali da 3 (3/13 Ravenna, 6/24 Trieste) e ai liberi con i padroni di casa che ne hanno segnato uno di più (12/14 contro gli 11/14 di Trieste). Perfetta parità nella lotta a rimbalzo (33 pari, da una parte migliore Smith con 9, dall’altra Cittadini con 11),migliore il saldo recuperate/perse di Ravenna che chiude a meno 2 (10-12) contro il meno 7 dell’Alma (6-13).

Tra i singoli monumento per Cittadini. La doppia doppia di Alessandro, 12 punti e 11 rimbalzi in 30′ è la fotografia più bella della partita dell’Alma. L’assenza di Parks e il conseguente maggior utilizzo del centro perugino ha fatto capire quale può essere l’impatto di un giocatore che sicuramente Trieste deve imparare a utilizzare maggiormente. Assieme a lui, in doppia cifra, sono andati anche Bossi, Green e Da Ros. Bossi, 11 punti in 30′, ha chiuso con un buon 4/8 dal campo (2/3 da due, 2/5 da tre), Green 10 punti con un 3/8 che testimonia come la guardia statunitense avrebbe potuto incidere maggiormente sulla partita. A due facce la partita di Da Ros che ha chiuso con 14 punti ma 6/18 dal campo. Tutto nel primo tempo per Matteo che poi, nella ripresa, non ha più trovato la via del canestro sporcando le buone percentuali. Positivo anche Pecile, 9 punti in 22 minuti con il 50% al tiro e 5 falli subiti nel corso della gara. Tra gli avversari decide la coppia Usa: Marks 18 (6/12, 1/3 con 3/4 ai liberi) e Smith 15 (7/9 con 1/2 ai liberi). Tra gli italiani il migliore è Chiumenti: 14 punti con 5/8 da due e 4/4 ai liberi. 

Da Ros per l’assenza di Parks
prova a fare l’americano

ALMA TRIESTE Il migliore: Alessandro Cittadini, voto: 7/8 La “Dea Kalì” a servizio della squadra, dominante in area pitturata avversaria fra rimbalzi offensivi e canestri. Il suo ritorno ad altissimi livelli coincide con un coinvolgimento maggiore dei compagni.

Il peggiore: Lorenzo Baldasso, voto: 4 Quando non è serata al tiro, tutto diventa più difficile. Gli si chiede una duttilità tattica che non gli è propria.

Matteo Da Ros, voto: 6/7 Sfruttato come un americano, terminale principale triestino. Non si esime dal compito e confeziona un grande primo tempo; sparisce nel secondo tempo complice una difesa ravennate competente.

Javonte Green, voto: 6/7 Prestazione sin troppo matura dell’ala biancorossa, nel senso che gioca da complemento quando ci sarebbe più bisogno di produzione offensiva. Ottimo difensivamente con tanti palloni sporcati, timido e nascosto quando c’è da fare la voce grossa attaccando il ferro.

Jordan Parks, voto: n.e.

Stefano Bossi, voto: 5/6 I falli limitano il play triestino e come spesso capita l’asfittica versione offensiva fa il palio con una difesa a dir poco distratta. Qualche canestro da oltre l’arco non gli garantiscono la sufficienza.

Andrea Coronica, voto: 6 Il capitano ricama come sempre minuti di grande sostanza, presenza costante a rimbalzo e intelligente nel cercare i compagni liberi attaccando gli spazi. Ogni tanto l’etichetta da “stopper” lo limitano nelle letture sul fronte offensivo.

Andrea Pecile, voto: 6 I minuti in regia rallentano il gioco offensivo della squadra, pur dando ordine al quintetto. Non è incisivo come al solito in fase a livello di fatturato.

Alessandro Simioni, voto: 6 Minuti importanti, soprattutto in chiave difensiva mettendo il corpaccione sul totem Smith.

Massimiliano Ferraro, voto: n.e.

Matteo Schina: n.e.

Coach Eugenio Dalmasson, voto: 6 Coerente con quanto dichiarato alla vigilia rinuncia a Jordan Parks, scelta coraggiosa in funzione di una stagione che sarà ancora molto lunga. Con la coperta cortissima poco può fare nelle rotazioni.

ORASI’ RAVENNA Derrick Michael Marks, voto: 7 Taylor Smith, voto: 6/7 Matteo Tambone, voto: 6/7 Stefano Masciadri, voto: 5 Giacomo Sgorbati, voto: 5 Andrea Raschi, voto: 5 Gherardo Sabatini, voto: 6 Alberto Chiumenti, voto: 7 Fadilou Seck, voto: n.e. Marcello Crusca, voto: 5 Coach Antimo Martino, voto: 7

L’Unione prova a fare poker
Arriva l’Este. Celestri con Frulla a centrocampo

di Antonello Rodio

La Triestina ritorna oggi al Rocco e contro l’Este va a caccia della quarta vittoria consecutiva (inizio ore 14.30, arbitra Saia di Palermo). Ma non si tratta di una mera soddisfazione statistica. Anche se il Mestre appare molto lontano dall’alto delle sue 10 lunghezze di vantaggio, e il secondo posto sembra in cassaforte visto che il Campodarsego è precipitato a 8 punti di distacco, all’Unione non mancano certo le motivazioni per continuare il filotto positivo.

Al di là delle speranze di capitomboli del Mestre e della necessità di tenersi al riparo da eventuali ritorni delle inseguitrici, va ricordato che fare più punti possibili è decisivo anche in ottica promozione, perché questo sarà uno dei fattori determinanti quando verrà stilata la graduatoria tra le nove vincitrici (una per girone) dei play-off. Anche senza avversarie nei dintorni in classifica, dunque, resta sempre fondamentale vincere per essere a fine stagione in prima fila ad attendere qualche rinuncia o mancata iscrizione alla Lega Pro. Motivo in più perché i tifosi restino sempre vicino alla squadra, anche se le ultime partite casalinghe non sono state certo esaltanti per numero di presenze. Anche perché c’è da sostenere una Triestina che nelle ultime partite è stata sempre più convincente, grazie anche al cambio di modulo: ulteriori tre punti, aiuterebbero inoltre questo percorso di crescita della squadra di Andreucci. Questo non significa affatto però che oggi sarà una passeggiata. Innanzitutto la Triestina deve confermare di aver ritrovato il feeling con il Rocco: va ricordato infatti che la vittoria sul Legnago è stata appena la prima con due gol di scarto e ottenuta senza particolari patemi, al contrario di altre prove casalinghe. E poi attenzione all’Este e a una classifica ingannevole: è vero che i veneti con 27 punti sono appena fuori dalla zona play-out, ma la realtà è che si tratta di una delle migliori squadre di questo 2017. Dopo un girone di andata disastroso, infatti, l’Este è corsa ai ripari nel mercato invernale e in questo girone di ritorno è ancora imbattuta. Anzi, con tre vittorie e due pareggi, ha ottenuto 11 punti in cinque partite, appena uno in meno della Triestina. Quindi occhio a non sottovalutare un avversario che sta attraversando un ottimo momento di forma e viaggia sulle ali dell’entusiasmo, deciso a lasciarsi ancora più alle spalle la zona pericolosa della classifica.

Per quanto riguarda la formazione, l’Unione dovrebbe cambiare poco rispetto alla trasferta di Valdagno. Innanzitutto va ricordato che saranno assenti Cecchi infortunato e Carraro squalificato. Il portiere Jean Claude Consol, invece, è febbricitante ma è comunque fra i convocati, anche se per precauzione è stato chiamato anche il portiere della Juniores Cristian Puiu. Davanti a Voltolini ci sarà la coppia centrale Leonarduzzi-Aquaro con Pizzul a sinistra, mentre a destra potrebbe anche tornare Bajic, che resta in ballottaggio con Crosato. A centrocampo Frulla e il rientrante Celestri, poi Corteggiano e Banegas sulle fasce con davanti França a supporto di Dos Santos, che resta favorito su Serafini. Ancora panchina per il nuovo arrivato Meduri, che deve crescere di condizione e, come a Valdagno, potrebbe entrare in corso d’opera.

Principe, la forza della panchina lunga:
schiantato il Malo

di Lorenzo Gatto

D’autorità, sfruttando fino in fondo la panchina più lunga e le maggiori rotazioni nell’arco dei 60 minuti, la Principe supera il Malo e si mantiente saldamente ancorata al terzo posto del girone davanti al Merano. Vittoria costruita nella ripresa dopo un primo tempo nel quale la formazione di Hrvatin ha attaccato ai fianchi quella di Ghedin. Malo ha resistito fino alla prima metà del secondo tempo restando a una distanza accettabile poi, quando Trieste ha pigiato il piede sull’acceleratore, non ha retto l’urto finendo per rimediare un passivo financo eccessivo. È piaciuta la difesa biancorossa, con Postogna e Modrusan attenti nelle fasi del match giocate, in attacco top scorer un incisivo Anici ben supportato da Dordejevic, Radojkovic e da un Pernic che nonostante le condizioni fisiche non ottimali ha voluto esserci finendo per incidere.

Hrvatin sceglie l’usato sicuro nel settebello iniziale schierando Visintin e Carpanese sulle ali, Oveglia, Anici e Dordejevic sulla linea dei terzini con Di Nardo pivot al posto dell’infortunato Pernic. Solite difficoltà a difesa schierata per la Principe che trova sulla sua strada una 6-0 piatta e un buon Berengan e fatica a trovare la via della porta. Malo parte meglio, Trieste resta a ruota e trova il primo vantaggio della partita appena dopo 8′ grazie a un preciso Anici e a un’incursione dall’ala di capitan Visintin che firma il 5-4. Trieste cambia molto con Modrusan per Postogna e Pernic, Dovgan e Radojkovic per Carpanese, Di Nardo e Oveglia. Due reti di Dordejevic danno il primo doppo vantaggio, scarto incrementato da Radojkovic proprio sulla sirena di fine primo tempo con una conclusione dalla distanza che sorprende l’estremo avversario (14-11). Si riparte con Kevin Anici subito a segno. Sembra il break decisivo e invece, sfruttando un paio di scelte affrettate di Trieste, la formazione ospite si rifà sotto con un parziale di 3-0 che riapre la gara. Hrovatin cambia moltissimo ruotando terzini e ali ma sono le parate di Postogna a consentire alla Principe di riprendere il largo. Dordejevic e Di Nardo firmano le reti del 17-14 poi Carpanese in gol per il 20-16 del 14′, Visentin e Pernic per il 24-17 che attorno al 20′ mette di fatto la parola fine all’incontro. Ultimi minuti che servono a Trieste per incrementare ancora il vantaggio e chiudere con un + 10 forse troppo severo per la formazione di Ghedin.

Pallanuoto Trieste, una sconfitta con onore
Alla Bianchi si impone la corazzata Sport Management ma gli uomini di Piccardo sono comunque protagonisti fino alla fine

di Guido Barella

Con i se e con i ma, è noto, non si fa la storia. Nemmeno quella piccola piccola del campionato italiano di pallanuoto di serie A1. Eppure con i se e con i ma si può comunque raccontare di una Pallanuoto Trieste capace di tenere testa alla Sport Management terza in classifica (oltre che superprotagonista in Euro Cup). Di una Pallanuoto Trieste che, è vero, ha mancato le occasioni che comunque si era costruita, quando cioè sul -2 avrebbe potuto limare ulteriormente lo svantaggio per andare poi a giocarsi tutto in un finale che sarebbe stato ancora più caldo.

Di una Pallanuoto Trieste che può anche recriminare su qualche decisione arbitrale che – mettiamola così… – poteva essere diversa. Di una Pallanuoto Trieste che, alla fine, ha – ma sì, diciamolo – comunque retto l’urto di una formazione che gioca una pallanuoto, se possibile, ancora più fisica del solito e che può garantire una pazzesca intensità di gioco grazie a una panchina lunghissima con 13 giocatori assolutamente tutti tra loro intercambiabili. Insomma, sia pure finita con un doloroso 11-15 (e non si sa se fanno più male le 15 reti complessivamente subite o le quattro di svantaggio, anche perché entrambi i dati sono sostanzialmente immeritati), questa sfida all’armata lombardo-veneta (la Sport Management è una società veronese la cui squadra si allena a Mantova e gioca da due anni alle piscine Manara di Busto Arsizio) restituisce all’allenatore alabardato Stefano Piccardo una squadra che partita dopo partita è in crescita costante. Poi, vabbè, dall’altra parte della vasca ha trovato un sette capace di un gioco asfissiante e con due terminali offensivi pazzeschi quali Valentino Gallo e Antonio Petkovic, potenza e precisione allo stesso tempo, tu lasci loro un secondo per inquadrare la porta nel mirino e loro “sparano”. E non perdonano.

La partita è dunque in equilibrio nel primo quarto che finisce 3-4 dopo essere stata però anche 2-1 per svoltare nel secondo periodo, con un devastante 2-5 (5-9). Ma Trieste c’è sempre, non muore mai: Petronio, capitan Giorgi e poi anche Rocchi e Giacomini la tengono lì con un parziale di 4-3 che vale il 9-12 complessivo. Dunque, ultimo quarto tutt’altro che scontato. Che si fa emozionante quando Elez, a meno di 3’30” dalla fine segna il rigore dell’11-13. Ma la mancanza di rotazioni adeguate fa la differenza, Trieste paga la fatica, ha più volte in mano il pallone del -1 per riaprire definitivamente la partita ma non ce la fa. E negli ultimi 31” di gioco l’armata lombardo-veneta chiude impietosamente i conti. Peccato. Davvero.

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Problemi di connettività sul forum

Come avrete ben visto, da quasi 24 ore il nostro forum non è raggiungibile: la causa è dovuta a un problema del provider che ospita una parte del nostro sito (mancanza di energia elettrica nel data-center), che a distanza di diverse ore non ha però saputo ancora fornirci una tempistica certa per la riattivazione.

Per quest’oggi, domenica 12 febbraio, la rassegna stampa verrà ospitata su questo blog.

Grazie per la pazienza e scusate l’attesa, purtroppo indipendente dalla nostra volontà sandrina…

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