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Alma, pericolo scampato: 2-0 su una Montegranaro immensa

La madre di tutte le partite da sclero: Trieste gigioneggia per 10 minuti, soffre per i restanti 30 ma fa sua una gara-2 indimenticabile contro Montegranaro. 80-79 per l’Alma, che ringrazia il proprio sangue freddo per aver portato a casa una partita che a un certo punto sembrava essere a un passo dall’essere buttata nel cestino dell’indifferenziata.

Con il dolce nome di Sveva a campeggiare su magliette, cartoncini e striscioni dell’astronave di Valmaura, c’è la dinamite in mani e caviglie dell’Alma a inizio partita: nove punti a zero di parziale sono il biglietto da visita che Montegranaro si vede sventolare davanti al naso, costringendo Ceccarelli a fermare tutto e a chiamare time-out in fretta e furia. La verità è che l’Extralight fa una fatica del diavolo a innestarsi, con la difesa di casa che legge benissimo tutte le soluzioni offensive degli ospiti: grandina a dismisura sulla Poderosa, infilzata poi da Bowers sino al 16-0 del 5′, momento in cui Amoroso fa “gol” e riesce a mettere a referto i primi punti marchigiani.

La febbre giuliana cala inevitabilmente di qualche grado nel corso dei minuti successivi, Montegranaro riesce a rifiatare solo leggermente in un finale di primo quarto tutt’altro che trascendentale: è 21-8 al 10′ (con annesso 26-4 parziale di valutazione) e se da una parte – quella triestina – c’è forse la piccola presunzione di essere già quasi in controllo dell’inerzia – dall’altra è in pratica solo Amoroso a prendere il secchiello in mano per cercare di svuotare una nave ospite già con tanta acqua al suo interno. L’Extralight risale provvisoriamente sino a -8 (29-21 al 15′) e l’Alma passa qualche minuto a schiacciare un inopinato pisolino, rimettendo gli avversari sui binari: si sveglia anche Powell (sei punti di fila) e Montegranaro con merito recupera tutto il gap sino al 32-32. In un amen in via Flavia ci si accorge che si torna ad avere un match da giocare: Corbett mette addirittura i due liberi del momentaneo +2 ospite in dirittura d’arrivo del secondo periodo, prima che il successivo 2/2 di Janelidze dalla linea della carità impatti i conti sul 34-34.

L’aiuto difensivo, questo sconosciuto: l’Alma non si ridesta a inizio di terzo quarto e si arena nel proprio pitturato. Risultato? Extralight addirittura sul 37-44 al 23′, momento in cui le maggiori gonadi giuliane vengono mostrate da Cittadini (2+1, ma anche qualche carambola recuperata sotto i tabelloni). Ma Montegranaro c’è, eccome: Corbett risponde alla bomba insaccata da Mussini (43-50) e i famosi sassolini negli ingranaggi giuliani tanto voluti da coach Ceccarelli si fanno sentire tutti. La doppia cifra di vantaggio ospite arriva con Powell, i mal di testa biancorossi rischiano di crescere esponenzialmente: in casa Alma serve mettere da parte il fioretto per riprendere a dare sciabolate, quelle che invece arrivano puntualissime dalle mani di Treier e nuovamente da Powell (-11 Trieste al 27′). Si procede a strappi, i padroni di casa si riaccendono con un mini break di 4-0 sino al 52-57, ma la voce grossa la fa Amoroso: contro-parziale di 5-0, i sorrisi sguaiati sono tutti su lato marchigiano (52-63). L’Alma respira nuovamente con Da Ros (a otto dalla fine si torna a -5) e i silenzi assordanti del popolo biancorosso sul 2/2 di Green in lunetta sono la cartina tornasole di quanta paura ci sia di sbattere la fronte a terra.

I cinque minuti finali metterebbero paura anche a Dario Argento: i giuliani inseguono sul 65-68 e i muscoli di Biggs Shotta sono quanto di più serva  alla squadra per rimanere in scia. Corbett però non perdona (+6 a 2’40”), sull’altro lato di riffa e di raffa Bowers pesca il tap-in vincente per il -2 con meno di 120” ancora da disputare. Federico Mussini fa salire l’adrenalina con la bomba dall’angolo a 40” che riporta avanti Trieste sul 78-77, Campogrande sul lato opposto pesca dalla spazzatura sotto i tabelloni per l’appoggio al vetro di un nuovo sorpasso ospite. L’ultimo squillo è di Green, ancora 2/2 in liberi, Maspero sbaglia la tripla allo scadere: è tripudio all’Alma Arena, si è sul 2-0. Ma con tanta, tanta fatica.

Alma Pallacanestro Trieste – XL Extralight Montegranaro 80-79 (21-8, 13-26, 18-23, 28-22)

Alma Pallacanestro Trieste: Green 17 (5/7, 0/3), Bowers 15 (2/5, 3/5), Mussini 13 (1/7, 3/5), Da Ros 10 (5/6, 0/3), Cavaliero 9 (1/2, 1/4), Cittadini 6 (2/3), Fernandez 4 (1/5), Janelidze 4 (1/2), Prandin 2 (1/1, 0/1), Loschi (0/1 da tre). N.e. Schina e Deangeli. All. Ceccarelli

Tiri liberi: 21 / 22 – Rimbalzi: 35 11 + 24 (Green 8) – Assist: 15 (Fernandez 4)

XL Extralight Montegranaro: Amoroso 26 (4/6, 5/10), Powell 25 (10/12, 1/4), Corbett 16 (3/12, 2/6), Campogrande 6 (3/3, 0/4), Maspero 2 (1/1, 0/3), Gueye 2 (0/1, 0/2), Treier 2 (1/1, 0/1), Rivali (0/1). N.e. Zucca, Altavilla, Nikolic. All. Ceccarelli

Tiri liberi: 11 / 12 – Rimbalzi: 27 7 + 20 (Amoroso 6) – Assist: 15 (Corbett 6)

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Andrea Carpanese: “Pallamano Trieste, una stagione faticosa ma da incorniciare”

Almeno per un po’ di tempo, le battaglie sul parquet sono terminate: la stanchezza fisica e mentale continua a riaffiorare, ma al tempo stesso per Andrea Carpanese c’è anche la grande soddisfazione di aver portato a termine una missione per nulla scontata. La conquista del Girone Unico di serie A, percorrendo a fari spenti una strada irta di interrogativi, vale parecchio per il “jolly” biancorosso: «La scorsa estate, quando avevamo accettato di andare avanti nonostante le poche certezze, ci eravamo focalizzati unicamente nell’avere la fiducia in noi stessi – spiega “Carpa” –  e questo ci ha tolto un po’ di responsabilità e pressione. Quando sono arrivati i primi risultati con annessi punti in classifica, la serenità ci ha maggiormente accompagnato in tutti gli allenamenti che svolgevamo. Abbiamo dato il massimo, da noi “senatori” sino ai più giovani: è un peccato parlare di singoli, perché il risultato ottenuto è al 100% grazie alla forza della squadra».

Una tensione personale non da poco, sfociata con quel pianto liberatorio al termine della partita col Fondi: «È stata una stagione lunga e faticosa, con tanto stress annesso: averla chiusa così bene, soprattutto da protagonista in campo, è come aver preparato una torta e averci messo la ciliegina sopra. E per questo risultato voglio ringraziare il nostro massaggiatore Enzo Gianlorenzi, il vice allenatore Davide Nait e il preparatore Sergej Sain: tutta gente che lavora dietro le quinte, che non viene mai menzionata e che si è fatta in quattro per farci tagliare questo traguardo».

Ora per “Carpa” qualche allenamento e tanto spazio per la propria famiglia, perché Ginevra e Matteo vogliono godersi papà Andrea un po’ di più a casa. «Spazio ora ai miei affetti, c’è tempo per pensare al futuro sul parquet: fisicamente mi sento ancora in grado di giocare, ma ragioneremo assieme alla società per capire come la situazione potrà evolversi. Di certo quello della pallamano è un grande impegno, specie per ciò che attende Trieste nella prossima stagione: ora penso solo a recuperare le forze». 

(da City Sport, lunedì 14 maggio 2018)

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Forum momentaneamente offline (TERMINATO)

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 10.00 DI VENERDI’ 11 MAGGIO: TUTTI I SERVIZI SONO NUOVAMENTE DISPONIBILI. POTREBBERO ANCORA VERIFICARSI MICRO-INTERRUZIONI DI CONNETTIVITA’

Come probabilmente vi sarete accorti, siamo da diverse ore “isolati” sul lato del nostro forum: la causa è da attribuirsi a un malfunzionamento degli apparati di rete che il nostro fornitore di servizi HOSTINGVIRTUALE sta riscontrando già da 24 ore, non permettendo di fatto la navigazione delle pagine della nostra comunità.

Non sappiamo con certezza quando la connettività verrà ripristinata completamente: vi preghiamo dunque di pazientare 😉 

(Aggiornamento delle ore 21.00 di giovedì 10 maggio: l’hosting ha pubblicato sul proprio profilo Facebook quanto sta accadendo)

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La rassegna stampa sandrina di giovedì 10 maggio 2018

LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI GIOVEDI’ 10 MAGGIO 2018

Da Il Piccolo di Trieste

Pecile: «La mia Alma è pronta
quanto lavoro per un sogno»
 
di Roberto Degrassi
 
Il momento, assicura, se lo sta gustando tutto, anche restando a guardare quelli che fino all’anno scorso erano compagni di squadra. Dal giorno del suo ritorno a Trieste ad adesso, Andrea Pecile – prima da giocatore, ora nelle vesti di dirigente – è stato testimone della crescita dell’Alma, da outsider mina vagante nei play-off a regina della stagione regolare e indiscutibilmente tra le massime pretendenti al grande salto.«In fondo, quando ho deciso di tornare a casa speravo di vivere tutto questo. Non l’avevo fatto certo per l’ingaggio ma per aiutare la squadra della mia città ad arrivare il più in alto possibile».
 
DOPO TREVIGLIO, MONTEGRANARO. «Siamo partiti nei play-off nel modo migliore. Il tabellone degli ottavi di finale ha proposto subito partite serie, contro una squadra in forma come Treviglio. E con quel successo in trasferta in gara3 abbiamo dimostrato di essere sul pezzo. Siamo pronti per combattere ancora in questi play-off, aspettiamo questo momento dall’inizio della stagione».
 
UN MOTORE A PIENI GIRI. «Non posso che essere fiducioso. Ci sono 12 giocatori senior da poter alternare, oltre a due under che potrebbero essere tranquillamente l’ottavo uomo in molte squadre di A2. Trieste è attrezzata per giocare ogni due giorni e arriva a questo appuntamento in condizioni fisiche super. E sapete perchè? Perché so quanto lavoro è stato fatto in questi anni per arrivare a questo punto».
 
RISCHI E CONTROMISURE. «Montegranaro è una bella squadra che arriva con lo stesso spirito di Treviglio: non ha niente da perdere perchè la pressione sarà su Trieste. Ma noi non abbiamo solo la voglia di vincere di una squadra, dietro c’è il cuore di una città. Rischi di sottovalutare l’impegno? Ma dai, di cosa stiamo parlando…Quanti play-off o partite delicate ha disputato gente come Cittadini, Cavaliero o Da Ros? Non esiste la possibilità che certi incontri vengano affrontati con leggerezza, soprattutto quando si arriva ai play-off».
 
CRESCITA E ALMA ARENA. «Stiamo facendo un lavoro enorme sotto tutti i punti di vista. Siamo tornati nelle scuole, le iniziative non mancano, è sempre più forte il legame tra l’Alma e Trieste. Sento parlare dappertutto di basket e con l’aumento della posta in gioco l’interesse e la passione aumenteranno di conseguenza. Città, tifosi, società, squadra, siamo tutti pronti per portarci a casa questo sogno. Il Palasport è pieno per gli impegni interni e accorrono a migliaia per seguire le dirette delle trasferte sul maxischermo. Lo farò anch’io, volete mettere guardare la partita a casa con qualche amico e poter invece condividere le emozioni con tanti altri tifosi…»
 
DA GIOCATORE A DIRIGENTE. «Cambia il ruolo ma non il legame con questi ragazzi. Daniele Cavaliero è uno dei miei più cari amici e fino a pochi mesi fa facevo parte anch’io di quello spogliatoio. Si continua a lavorare fianco a fianco, dall’ufficio mi affaccio sul parquet, vedo i ragazzi al lavoro, capisco quello che stanno provando in queste settimane. Non chiedetemi chi temo di più tra Bologna e Treviso. Rispondo solo che in tutte le squadre vedo pregi ma anche difetti e penso che dobbiamo occuparci solo di noi. Ho fiducia nel gruppo, c’è tanta qualità, non pensiamo agli altri. E poi, ricordiamoci che il fattore campo l’abbiamo noi…»
 
NOZZE E CAMP. «L’avevo anticipato l’anno scorso, chiedendo la mano di Giulia dopo la vittoria sulla Virtus. Nozze il 23 giugno, finiti i play-off. Una festa, quella del matrimonio, è assicurata, speriamo bene di farla doppia. E il giorno dopo le nozze, di nuovo all’Alma Arena per l’inizio del mio camp. Lo spirito è sempre quello del Trieste Tropics, cambia la sede grazie alla disponibilità di Gianluca Mauro e cambia anche il nome, “Sunshine Space Academy”, ispirandomi a “Space Jam”. Le adesioni per la prima settimana sono già sold out, siamo al lavoro per quella successiva. Confermate le guest star: Daniele, Ruzzier, Tonut, Candussi, Bossi. I soliti “muloni”. Ci saranno anche alcuni giocatori della Pallamano Trieste. Tornerà Enrico Ambrosetti, la sua storia l’altra estate ha toccato tutti i bambini partecipanti. Ormai è uno dei nostri. Inoltre, visto che in quei giorni sarà a Trieste la Nazionale per affrontare la Croazia, sto già brigando per qualche sorpresa tinta d’azzurro…Dal 9 luglio, però stacco dal basket e vado davvero in viaggio di nozze»
 
 
Domenica alle 18 sul parquet di casa il primo confronto con Montegranaro
Febbre da “quarti”, già venduti 2800 biglietti

di Lorenzo Gatto

 
Montegranaro nel mirino: è cominciato il conto alla rovescia in casa Alma con la gara-uno dei quarti di finale in programma domenica alle 18 che si fa sempre più vicina (gara2 si disputerà invece sempre a Trieste martedì con inizio alle 20.30).E la febbre è già tanta, visto che nel giro di appena due giorni sono già stati venduti 2800 biglietti. Una partenza davvero lanciata che lascia supporre uno splendido colpo d’occhio domenica pomeriggio.Tornando alla partita di domenica metterà di fronte Trieste reduce dal convincente 3-0 ottenuto a spese di Treviglio e la formazione marchigiana reduce dal meritato 3-1 inflitto a Biella. Serie nella quale Amoroso e compagni hanno dimostrato di saper vincere fuori casa rovesciando il fattore campo in un ambiente tradizionalmente caldo.
 
SITUAZIONE: Entrambe con la rosa al completo. Trieste può lavorare senza problemi particolari, lo stesso dicasi per l’XL Extralight che ha ritrovato Rivali dopo l’infortunio e sta gradatamente aumentando il minutaggio in campo del suo play titolare.
 
PREVENDITA: Partita martedi, punto di ritrovo sarà come sempre l’ingresso principale dell’Alma Arena con tre casse aperte fino a venerdì con orario continuato dalle 10 alle 19.30. Sabato si continuerà dalle 9 alle 12.30, domenica solita prevendita al botteghino con inizio alle 16. Vengono riproposti i mini abbonamenti a prezzo scontato per le prime due gare: tagliandi in vendita anche al Ticket Point di Corso Italia 6/c, presso l’agenzia Bagolandia di via San Marco e a Multimedia Radioattività di Campo Marzio.
 
GRIGLIA: Tabellone già completato nella parte alta con Fortitudo Consultinvest Bologna-Tezenis Verona e Novipiù Casale Monferrato-Gsa Apu Udine che si affrontano per guadagnare la semifinale. Trieste sfida Montegranaro mentre nell’altro quarto la De’Longhi Treviso affronterà Ferrara, che in gara 5 ha vinto a Scafati 90-79.
 
La gomitata di Musso
graziata dal giudice
 
Gara 4 ad altissima tensione al Pala Conad di Trapani per la sfida playoff fra la Lighthouse di Stefano Bossi e la Dè Longhi Treviso. Non è sicuramente nell’esito del match l’oggetto di cotanta elettricità, visto che la compagine veneta ha chiuso la serie con un perentorio 78-99, bensì in un episodio accaduto ad inizio seconda frazione fra Bernardo Musso e Marco Mollura. L’azione d’attacco siciliana si stava consumando con una palla persa di Jesse Perry, allorchè l’esterno italo/argentino Musso, lontano dalla palla, rifila una deliberata gomitata sul volto del malcapitato Mollura che cade malamente a terra. La terna arbitrale reputa il gesto come antisportivo e non passibile di espulsione diretta; solo la casualità ha fatto sì che il giocatore venga escluso dal match per somma di fischiate pesanti (tecnico e antisportivo). Il Presidente della società (e della LNP) Pietro Basciano ha twittato sui social il video dell’accaduto e, nonostante lo sdegno popolare, il giudice sportivo non ha ritenuto opportuno prendere decisioni in merito.
 
A Mantova la situazione da precaria si sta facendo drammatica: dopo l’uscita di Silvia Bellelli e Stefano Berni, anche il Presidente Marco Prandi è in procinto di defilarsi. Lo sponsor Dinamica sembra ridimensionare l’investimento, con probabile uscita dal CDA del proprio uomo, Andrea Ghiraldi. Il drastico assottigliamento del consiglio d’amministrazione addensa nuvole sugli Stings sempre più grigie, con l’Urania Milano (seconda squadra meneghina) interessata ai diritti, e non è l’unica. (r.b.)
 
Unione, tanti gol poco uti liagli antipodi del Südtirol
Nonostante il crollo degli ultimi mesi gli alabardati con 42 reti sono il quarto attacco
Ma la sorpresa è stata la squadra di Zanetti che per 10 volte si è imposta di misura
 
di Saverio Mirijello
 
Pur vagamente entusiasmanti, le prestazioni col freno a mano tirato dell’ultimo periodo non cancellano quanto di buono prodotto dell’Unione, almeno con la continuità offerta fino a metà febbraio (dopo il 2-1 interno all’Albinoleffe del 17/2, sono infatti seguite 11 partite col magro consuntivo di 10 punti). Una regola pratica, ribadita nella stagione regolare appena conclusa, è che con 3 punti in palio, dati alla mano, si possono dormire sonni più tranquilli qualora si badi a giocare senza puntare al pareggio per muovere comunque il passo: non son bastate 16 patte all’Unione per staccare un pass per i playoff, non sono stati sufficienti 17 pari (primato del girone) al pur coriaceo Teramo per evitare i playout col peggior Vicenza in assoluto nell’ultracentenaria storia del calcio biancorosso (mai i berici avevano concluso all’ultimo posto il campionato di 3.a serie).
 
Altro principio: si sa quanto valgono i gol realizzati, ma non si valorizzano abbastanza i gol evitati. In questo senso, il premio per la miglior strategia complessiva va al Sudtirol: ha guadagnato il 2.o posto caratterizzandosi come team che ha vinto 15 gare (seconda solo allo stellare Padova) col 9.o miglior attacco, incassando poco (28 gol: appena uno in più degli stellari euganei, che hanno chiuso con 8 punti sopra) e pareggiando 10 volte (12.a in tale specialità), ma soprattutto ha condotto in porto ben 16 partite su 34 con la rete inviolata: tra queste, ben 10 affermazioni ottenute di misura che sono state decisive per catapultare in alto la squadra di Zanetti. Terzo: segnare tanto serve senza alcun dubbio allo spettacolo, al palato dei tifosi che pagano il biglietto, e funge da utile spot per il calcio, ma non garantisce nulla, come purtroppo ben sa l’Unione appena arrivata al capolinea: 42 reti all’attivo, 4.o attacco del girone, soltanto 2 reti in meno della capolista. Un attacco tritasassi non può coprire tutte le magagne, nè una difesa impermeabile può da sola mettere pezze ovunque: a premiare di più sono l’equilibrio distribuito su tutti i reparti e le prove corali.
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Tornado-Alma, Remer al tappeto: Trieste già 2-0 nella serie con Treviglio

Con buona approssimazione, la più bella versione dell’Alma di tutta la stagione: poteva essere una gara-2 particolarmente scorbutica contro Treviglio, ne esce una partita praticamente a senso unico dove tutti i “violini biancorossi” suonano meglio della Filarmonica di Vienna durante il concerto del primo gennaio. L’Alma si veste da rullo compressore e doma, con grande convinzione, una Remer lontana anni-luce con il piano partita che sperava di poter mettere sul parquet: finisce 97-82, il punto del 2-0 è messo in saccoccia e con esso (ma lo diciamo sottovoce) un piccolo pezzetto di qualificazione per i quarti di finale. E ciò che colpisce di più è la grande fame di Trieste, capace di azzerare abbastanza velocemente le armi della squadra di Vertemati e di non lasciare spazio ad alcun tipo di contromisura.

Si rimescolano abilmente le carte su ambo i fronti: Trieste rinuncia a Fernandez e ributta nella mischia Baldasso, la Remer tiene invece in tribuna Voskuil e alza il peso specifico in pitturato con Easley. L’Alma rompe il ghiaccio con l’appoggio al vetro di Mussini e i cinque punti consecutivi messi a segno di Cavaliero (7-4 al 3′), mentre Treviglio pesca e trova in attacco proprio Easley per mantenersi in scia con i biancorossi. I padroni di casa giocano però maggiormente di fisico, e quando Green – sia spalle a canestro che in transizione veloce – decide di attaccare il ferro son dolori per gli ospiti: a metà quarto il punteggio sorride a Trieste sul 18-8, allietata dal fatto che anche Bowers sia perfettamente a fuoco nei primi minuti di gioco con canestri preziosi e assist pregiati. La Remer, in grande difficoltà difensiva,  ha nel folletto Frazier (7 punti in altrettanti giri d’orologio) l’arma in più per togliersi dalle secche abbastanza rapidamente e riportando i suoi provvisoriamente a -3, sull’altro lato l’Alma riprende subito in mano l’inerzia e, grazie alla tabellata di Da Ros allo scadere, confeziona otto punti di margine sulla prima sirena (26-18).

A mantenere bello caldo il motore giuliano nel secondo periodo ci pensa Prandin: con cinque punti di fila e una difesa al bacio “Bobo” fa partire la 4×100 biancorossa, che cavalca a velocità supersonica verso il canestro ospite. Se ci mettiamo dentro anche Loschi e Baldasso che segnano da lontano, il momentaneo +19 casalingo sul 49-30 al 16′ ha già tutta la parvenza di una quadratura totale del cerchio per l’Alma: Treviglio è nervosa, si aggrappa a qualche tiro libero per prendere un po’ di fiato ma la sensazione è che alla squadra di Vertemati serva qualcosa di diverso della semplice fisicità. Per la Remer volano anti-sportivi e tecnici, ma anche un mini-break di 10-5 (56-42, con Frazier in grandissimo spolvero ma l’unico a predicare nel deserto) per dare un senso a una gara che rischia di scappare via già dopo nemmeno venti minuti.

Per mettere qualche sassolino nei sin lì eccellenti ingranaggi in attacco di Trieste, Treviglio punta sulla difesa “2-3”: il fatto che Green continui a salire con l’ascensore verso il ferro, con “2+1” mortiferi che tramortiscono il pitturato ospite, e con la consapevolezza che Mussini ha un bel mirino tra le mani per imbucare con costanza dal perimetro, la Remer si ritrova con poche frecce al proprio arco e con un -26 sul groppone a quindici minuti dal termine (78-52) che in pratica mette una pietra tombale sulle sorti di gara-2. Si vede praticamente di tutto (anche Baldasso che stoppa!) e sull’85-59 della penultima sirena c’è ben poco altro da raccontare, se non che questa Alma in modalità “cannibale” (seppure l’ultimo quarto sia in modalità “risparmio”) ha già voglia di chiudere venerdì a Treviglio la serie. Che, detto fuori dai denti, sarebbe un gran bel affare.

Alma Trieste – Remer Treviglio 97-82 (26-18, 56-42, 29-17, 85-59)

Alma  Trieste:  Bowers 17 (5/9, 1/1),  Green 16 (6/9, 0/1), Mussini 14 (4/8, 2/2), Cavaliero 12 (2/3, 2/3), Prandin 10 (1/2, 2/2), Loschi 9 (1/2, 2/5),  Baldasso 9 (3/3, 1/5),  Cittadini 6 (2/3),  Da ros 4 (2/7, 0/1),  Janelidze (0/4, 0/1),  Schina. N.e.  Deangeli.

Tiri liberi: 15 / 15 – Rimbalzi: 35, 12 + 23 (Bowers, Green 7) – Assist: 17 ( Da ros 5)
 
Remer Treviglio:  Frazier 21 (7/13, 2/8), Easley 14 (7/9),  Planezio 11 (2/2, 0/1),  Marino 9 (1/1, 2/6),  Palumbo 8 (1/1, 1/3),  Dincic 7 (3/3, 0/1),  Pecchia 4 (1/2),  Borra 4 (1/1),  Mezzanotte 2 (1/2, 0/1),  D’almeida 2 (0/1), Rossi (0/1). All. Vertemati

Tiri liberi: 19 / 25 – Rimbalzi: 21, 3 + 18 (Easley 6) – Assist: 14 (Frazier, Marino, Pecchia 3)
 
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Principe, una nuova impresa. Oveglia: «Il difficile arriva adesso»

Sciogliersi in lacrime a 55 anni compiuti? Detto, fatto: nella serata di martedì scorso, quando per la sua Principe è arrivata la matematica certezza di rimanere nell’Elite dell’handball nazionale per un altro anno, Giorgio Oveglia si è letteralmente lasciato travolgere dalle emozioni. «Appena mio figlio Michele mi ha confermato la vittoria del Fondi contro Oriago, sono scoppiato a piangere. Questo risultato mi dà una gioia immensa, ripensando a quel “patto” della scorsa estate fatto con i veterani Visintin, Carpanese e Modrusan per ripartire una nuova stagione con poche certezze e tanto pessimismo. Mi piacerebbe che, nell’atrio di Chiarbola dove si raccontano i nostri 17 scudetti, un piccolo spazio venga dedicato a questa annata: per importanza, questa “salvezza” vale quasi quanto uno di quei titoli in bacheca».

Con il Girone Unico in tasca, è naturale tracciare in casa giuliana un bilancio più che positivo di quanto realizzato nel campionato che si è chiuso sabato scorso: «Abbiamo tenuto testa a tutti, siamo arrivati terzi in regular season e abbiamo conquistato le finali di Coppa Italia: traguardi incredibili, considerando che ho fatto giocare molti dei miei ragazzi fuori ruolo, con una rosa che si è anche assottigliata nel corso dei mesi. Abbiamo buttato nella mischia ragazzini come Allia, Sandrin, Sodomaco e Hrovatin, abbiamo scommesso con successo su Udovicic e Crespo Diego che hanno fatto la differenza: sì, il risultato che abbiamo raggiunto ci riempie di orgoglio».

Il difficile arriva però adesso, per mantenere ancora una volta Trieste nella massima serie: «La volontà è quella di confermare in toto l’intera rosa: c’è anche qualche giocatore che vorrebbe tornare a casa e che potrebbe rientrare, vedremo il da farsi. Mi piacerebbe che entrino in società persone nuove abili nel dare una ventata di freschezza in ambito manageriale, anche perché dovremo essere in grado di costruire un budget importante per il prossimo campionato». E Giorgio Oveglia rimane al suo posto? «In questo momento è il problema meno importante: mi prendo due giorni di ferie e dal 2 maggio iniziamo a pianificare il futuro. Non è obbligatorio che sia ancora io a sedere in panchina». 

(da City Sport di lunedì 30 aprile)

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Verso il derby Alma Trieste-Gsa Udine: la puntata speciale del Tiggì di City Sport

È disponibile online, sulla pagina ufficiale Facebook del settimanale sportivo City Sport, la puntata speciale del Tiggì – condotta da Alessandro Asta con ospite Raffaele Baldini – tutta dedicata al derby che domenica 15 aprile vedrà protagoniste Alma Trieste e Gsa Udine:

 

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Alma-Gsa: ecco gli elementi che possono “sorridere” a Trieste e a Udine

Non ci si inventa niente, parlando dei possibili scenari di un derby: ovverosia, una partita che sfugge a qualsiasi tipo di schema, scritto o non scritto. La Trieste-Udine che farà il pienone domenica all’Alma Arena crea poche eccezioni alla regola, soprattutto perché arriva in un momento di campionato in cui – a 80 minuti secchi dalla fine della regular season – i giochi non sono fatti né per i giuliani, tantomeno per i bianconeri friulani.

Ecco quali sono, da ambo le parti,  gli elementi che potrebbero spostare l’ago della bilancia da una parte o dall’altra:

ALMA TRIESTE

  1. L’IMBATTIBILITÀ CASALINGA BIANCOROSSA -> 558 (cinquecentocinquantotto, per esteso): è il numero di giorni consecutivi in cui il palasport di Valmaura, all’interno della stagione regolare, non viene violato da una formazione diversa da quella triestina.Sono cambiate le squadre, così come gli obiettivi prefissati a inizio di ogni campionato, ma il trend in via Flavia non è mutato minimamente: la poco rilassante sensazione di cadere in una vasca piena zeppa di piranha è una sorta di abitudine che nell’ultimo anno e mezzo ha accompagnato tante malcapitate avversarie dell’Alma. E anche qui scopriamo l’acqua calda nell’affermare che – di quei attuali 42 punti in classifica a Est – 28 sono il fatturato del “14-0” di record interno: ben più di una semplice polizza assicurativa per Trieste. In barba anche al numero esponenziale di infortuni stagionali.
  2. IL PUBBLICO -> altra “cosina” più ovvia del fatto che ogni giorno, sul colle di San Giusto, sorga il sole. Il muro biancorosso fa sempre la differenza, in ogni ambito. E sicuramente lo farà anche domenica prossima contro la Gsa, poiché è ormai scientificamente provato che il “sesto uomo” all’Alma Arena è da molto tempo l’elemento che si unisce in maniera indissolubile con la squadra di Eugenio Dalmasson. Alla stessa stregua di un atomo di ossigeno che si lega a due di idrogeno…16300227_1302130379845553_4601289315268426440_o
  3. QUEL PRIMO POSTO ASSOLUTO A PORTATA DI MANO -> Domenica nella Venezia Giulia si potrebbe festeggiare ben più di una semplice vittoria in un derby. Perché combinazioni astrali favorevoli (unite al ben più serio quoziente canestri che sorride a Trieste, volgendo lo sguardo verso le prime della classe a Ovest) metterebbero il sigillo notarile sulla casella numero 1 della griglia play-off. Che, per un Alma che tanto ha faticato (e anche perso punti) in trasferta nel girone di ritorno, è indiscutibilmente un valore aggiunto non indifferente per tutto quello che vedremo dal 29 aprile prossimo in poi.Ecco allora che i due punti contro Udine fanno davvero venire maggiormente l’appetito, confidando che nelle migliori delle situazioni Trieste potrà andare poi a Montegranaro quasi in…ciabatte. E tirare un pochino il fiato, prima del rush finale di post-season, diventa sì un bel valore aggiunto.

GSA UDINE

  1. L’IMBATTIBILITÀ CASALINGA BIANCOROSSA -> No, non è un errore di copia/incolla di quanto già scritto sopra. È che a Udine ci sperano eccome, che si possa far saltare il banco dell’Alma Arena proprio in occasione del derby, nonostante il filotto aperto giuliano sembra non concludersi mai. E, come disse un po’ di tempo fa Ethelda Bleibtrey, nuotatrice statunitense che vinse 3 medaglie d’oro alle olimpiadi di Anversa 1920:


    I record sono come le bolle. Scompaiono velocemente.

     

    Le bamboline voodoo con annessa canotta giuliana sono già in vendita in Friuli e dintorni, ne siamo certi. Ma alla Gsa servirà anche qualcosa in più per vincere a Trieste, e qui ci colleghiamo al punto successivo…

  2. TROY CAUPAIN -> Buona parte degli occhi saranno su di lui. Primo, perché a parte i video su YouTube, del prodotto cresciuto ai Cincinnati Bearcats si sa pochino (se non che tira discretamente, sa prendersi anche un buon numero di rimbalzi e possiede una spiccata abilità nel passare bene la palla in transizione). Secondo, perché il play di stanza sin poco tempo fa ai Lakeland Magic potrebbe essere la pescata giusta in un contesto che ha perso per strada la fiducia dei mesi migliori.

    Saprà un newyorkese classe 1995 ridare a Udine la leadership che Rain Veideman – prossimo nel contesto Gsa a essere…”rottamato” –  non è stato in grado di fornire ai bianconeri nell’ultimo periodo? Di certo, il rischio che il nuovo play americano diventi domenica per l’Alma il pericolo pubblico numero uno è tangibile.os-pictures-orlando-magic-player-troy-caupain--014

  3. L’ORGOGLIO FRIULANO NELLE SFIDE CONTRO TRIESTE -> Tre sconfitte di fila e un coltello tra i denti: Udine è in piena corsa per i play-off, ma la brusca frenata intercorsa proprio prima del prossimo derby ha raffreddato gli entusiasmi. E arrivare a giocarsi (quasi) tutto all’ultima di campionato per staccare il biglietto per la post season è roba che dalle parti del “Carnera” nessuno vuole correre il rischio.

    Anche il magazziniere dell’Apu sa bene che uscire domenica sera dall’Alma Arena con i due punti in tasca sarà impresa titanica: ma c’è sempre quello smisurato orgoglio su lato bianconero – nelle partite contro i rivali biancorossi – che può diventare il propano per incendiare sportivamente una sfida come quella di Valmaura. Lo è sempre stato storicamente, lo sarà sicuramente anche in questo appuntamento. Perché il pensiero di potenziali caroselli friulani strombazzanti, da Via Miani sino al casello di Udine Sud, fa venire l’acquolina in bocca a tutti quelli con sciarpe Gsa… 

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Tempo di derby tra Alma e Gsa, Davide Micalich: “A Trieste per rilanciarci”

Importante per l’Alma, quasi fondamentale per Udine: il derby di per sé non è mai una sorta di sfida “scapoli contro ammogliati”, tantomeno lo sarà la partita che domenica prossima riempirà le tribune dell’astronave di Valmaura. Su sponda friulana si respira sin da adesso l’aria dell’attesa, poco mitigata da un finale di stagione in cui la Gsa si sta complicando la vita da sola: ne è consapevole Davide Micalich, general manager e a.d. dell’Apu.

Micalich, arrivate dunque allo scontro più atteso del campionato con qualche difficoltà di troppo: ve lo aspettavate? «Decisamente no. Siamo un po’ col fiatone dopo un girone di andata più che positivo: nelle ultime settimane pensavamo che il peggio fosse ormai alle spalle, obiettivamente però ci stiamo trascinando troppo nel cercare di blindare una posizione per i play-off. Certamente paghiamo a caro prezzo sconfitte sanguinose come quella casalinga contro Bergamo: ora continuiamo a lavorare, le somme le tireremo solamente alla fine».

È evidente che, nel momento-no, abbiate cercato costantemente di cambiare rotta. E qualcosa è arrivato ultimamente dal mercato. «L’arrivo di un giocatore come Troy Caupain è da considerarsi propedeutico dopo un’analisi attenta che è stata fatta nell’ultimo periodo. Per qualche settimana abbiamo preferito rimanere con questi effettivi finché la situazione ce lo permetteva, poi ci siamo resi conto che dovevamo fare qualcosa. Abbiamo rinnovato la fiducia a coach Lino Lardo, sapendo che un cambio in panchina a poche giornate dal termine non avrebbe portato alla scossa desiderata. E dopo aver constatato che Veideman sta facendo molta fatica rispetto alla scorsa annata, la scelta è ricaduta su un atleta che ha fatto molto bene in G League e che saprà ritagliarsi un ruolo da protagonista anche da noi. Chissà, magari già contro l’Alma…».

A proposito di derby: è anche una sfida tra diverse tifoserie. La vostra, dopo alcune partite infelici, ha raffreddato un po’ il proprio entusiasmo…«A Udine stiamo vivendo di euforia, dopo essere ripartiti dalla C sino alla A2. Io credo che, al di là dei risultati non brillantissimi dell’ultimo periodo, i nostri supporters non faranno mancare il proprio apporto domenica prossima. Un derby è sempre memorabile, per coreografia e per il calore che entrambe le tifoserie sanno sprigionare. L’importante è fermarci agli sfottò, per poi andare tutti insieme a bere una birra a fine partita: è questo ciò che conta».

E Trieste, come la vede? «Ho grande rispetto per l’Alma e per quello che ha saputo costruire in questi mesi: conosco Mario Ghiacci per averci lavorato molto bene assieme in passato, c’è l’entusiasmo di Gianluca Mauro e la forza di una proprietà che sta investendo forte. Si vede ad occhio nudo che le cose sono cambiate rispetto a solo qualche stagione fa. E anzi: nel momento in cui saremo fuori dai giochi, farò il tifo proprio per Trieste».

Come si affronta una squadra che, in casa durante la regular season, non perde un colpo all’Alma Arena da un anno e mezzo? «Con la consapevolezza che sul proprio parquet Trieste è quasi imbattibile, per organico e per la forza dei tifosi: il pronostico pende dalla loro parte, ma è anche vero che abbiamo bisogno di riaccenderci. E non esiste un’occasione migliore per tentare di fare uno sgambetto all’Alma proprio a Valmaura: sono convinto che, indipendentemente dalla difficoltà del match, una bella fetta di play-off passa per noi proprio da un risultato positivo nel derby. Giocando senza pressioni, possiamo fare il colpaccio».

Chi vede come favorita per il salto di categoria? «Senza mezzi termini, la squadra che arriva prima in assoluto in regular season. E se a farlo sarà Trieste, far saltare il fattore-campo sarà difficile per tutti».

(da City Sport, lunedì 9 aprile 2018)

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Trieste e quella sporca…”quattordicina”: anche con Verona l’Alma festeggia in casa

Fate pure quattordici di fila in campionato: Trieste in casa propria è sempre un martello pneumatico e anche la Tezenis Verona è costretta a subire la dura legge dell’Alma Arena. Finisce 80-70, i giuliani si regalano una Pasqua decisamente serena e ancora una volta anestetizzano a Valmaura quanto non fatto di buono in trasferta (vedi la sconfitta dopo due overtime a Jesi di sette giorni fa). Non per forza un qualcosa di scontato, sebbene – e lo ripeteremo fino allo sfinimento – i biancorossi di Eugenio Dalmasson siano sempre con due marce in più davanti ai propri sostenitori. 

È Janelidze a fare compagnia in tribuna all’ancora infortunato Fernandez: Trieste parte subito sparando bene dalla lunga distanza con Bowers per ben due volte (8-2 al 3′), la Tezenis prova invece a innestare subito il proprio play Amato (un grande impatto sul match, il suo, nel primo quarto) per oliare al meglio i propri attacchi. L’Alma – come d’uopo in casa – corre tanto (ed è Prandin a farsi carico di un paio di belle sfuriate in penetrazione per altrettanti canestri), Verona fa altrettanto e resta agganciata sul 14-12 dopo la tripla di Greene. Dalmonte chiama zona al 7′, nella speranza che la “bulgara” faccia il suo corso: la realtà delle cose è diametralmente opposta per gli scaligeri, almeno in difesa: la “bomba” di un indemoniato “Bobo” (associata più tardi a quella di Baldasso dall’angolo) tiene a distanza di sicurezza gli ospiti sulla prima sirena, con un 5/7 complessivo da tre nei primi dieci minuti biancorossi che è grasso che cola alla prima sirena (29-18).

Mentre si sparano allegramente magliette dal parquet verso le tribune, c’è anche il debutto di Federico Mussini in maglia Alma a cavallo dei primi due periodi di gara. Con la buona lena nel tiro pesante che continua a rimanere immutata per i padroni di casa (ancora – guarda un po’ – con Prandin), Verona inizia ad alzare il volume della radio in difesa, permettendo poi a Greene di mettersi in proprio e di volare in doppia cifra di realizzazione al 14′ (32-25). Nel momento di maggior difficoltà del quarto (collimato con un time-out chiamato da Dalmasson), c’è il Green nostrano a sparecchiare la tavola volando a schiacciare in contropiede e a partecipare successivamente al “Festival della tripla” che annulla quella precedentemente imbucata su lato scaligero da Oboe. L’Alma resta col mirino da cecchino innestato, finendo anche il secondo quarto con un rassicurante vantaggio in doppia cifra (44-33).

La velocità supersonica con cui Trieste approccia il terzo quarto fa ben sperare il popolo di Valmaura: la schiacciata di Green a due passi dal ferro avversario apre alla grande la seconda metà di gara, dall’altra parte della barricata c’è sempre lo spauracchio Amato (praticamente imprendibile quando si lancia nell’uno contro uno) a cercare di lanciare un segnale per la Tezenis, sotto di 13 al 23′ ma in balìa degli eventi quando la palla è in mano a quelli in maglia biancorossa. L’Alma ha praticamente il doppio dell’intensità offensiva degli scaligeri e quando Mussini imbuca il primo canestro dal campo della sua nuova avventura triestina (53-37), c’è davvero la consapevolezza che l’inerzia sia abbondantemente in mani giuliane. Il +20 interno è dietro l’angolo, così come la possibilità di veder giocare tanto il talentino arrivato solo una manciata di ore fa sponda Reggio Emilia. In casa biancorossa ci si stiracchia un po’ negli ultimi due minuti di penultimo periodo, anche se il 66-48 a dieci dalla fine permette di dormire sonni tranquilli: ed è proprio “Musso” a ritagliarsi una bella fetta di attenzioni da parte dei suoi nuovi tifosi, grazie a una intraprendenza che fa ben sperare per il futuro prossimo dell’Alma.

Gli ultimi dieci di gara vedono Trieste andare in “modalità risparmio”, con pochi punti segnati e con un -7 esterno a due minuti dalla fine (78-65) che fa forse tremare i polsi a più di qualcuno: ci pensa Baldasso a rimettere le cose a posto, con una bomba che rompe l’uovo di Pasqua e con annessi due punti da ritirare alla cassa.

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