Eravamo forse stati un pò troppo speranzosi, una decina di giorni fa, nel dare per “quasi conclusa” la situazione di crisi societaria in seno alla Pallacanestro Trieste 2004. Niente di così profondamente (e tristemente) sbagliato: un colpo di obice, sparato dopo le 3 ore di CdA nella mattinata di lunedì, consegna uno scenario tecnicamente molto più povero ai tifosi biancorossi.

Si deve risparmiare, con il vantaggio che non c’è il rischio di retrocedere dopo l’esclusione di Napoli: morale della favola, si devono tagliano le spese, perchè 200 mila euro devono essere ulteriormente scavati da qui sino a fine stagione. Si aprono i cancelli e, per ragioni puramente economiche, la società decide di “scaricare” Brandon Brown e Jobey Thomas, seppur in maniera diversa: il primo vedrà una transazione del proprio contratto (e di fatto non potrà più essere schierato in campo), il secondo può liberamente cercarsi un’altra squadra, con rescissione annessa dall’AcegasAps nel momento in cui troverà la sistemazione più consona tramite il proprio procuratore (ma potrebbe anche accadere che di squadre a disposizione non ce ne siano, con l’ “interessante” scenario di tenere in casa un giocatore con poco reale interesse di svettare sul parquet).

Il termine più gettonato che arriva dalla “stanza dei bottoni” giuliana è quella del “dispiacere”: in parole povere, in questo momento non si può fare diversamente, umanamente parlando la scelta è dolorosa ma non ci sono altre soluzioni. Appunto, soluzioni: tutto ciò che, tralasciando le mere cifre e i budget stagionali costruiti sulle promesse non mantenute da qualcuno, è mancato clamorosamente. E dalle “extreme measures” adottate si passa al sentimento di gran parte dei supporters triestini: tradimento. Perchè una LegaDue senza americani non è una vera LegaDue; perchè molti si aspettavano da tempo uno squarcio nel silenzio assenso in cui troppo spesso ci si è trincerati, ottenendo solamente il sibilo lancinante arrivato dal CdA; perchè, tutto sommato, di fronte a una situazione già difficile mesi fa, forse sarebbe bastata una presa di posizione forte ed intellettualmente onesta per dire le cose come stavano.

La verità è che allontanare Brown e Thomas è solo la punta dell’iceberg di quanto si sia navigato a vista già da parecchio, checchè tutti i diretti interlocutori abbiano sempre fatto capire come le forze interne fossero unite per remare tutti nella stessa direzione. Sbagliato pure questo: un vice-presidente (dimissionario?) che con le proprie parole sul piccolo schermo fa presagire come sarebbe stato a suo modo preferibile partire da zero, “sconfessando” l’altro lato dei soci che invece preferirono la soluzione di continuità; un amministratore delegato che, non informando tutte le parti in causa (logicamente innervosite da questo comportamento), avvia dei contatti con i procuratori degli USA per poi arrivare a quanto accaduto ieri.

La somma algebrica di tutti questi fattori porta inevitabilmente al “pastrocchio” da cui, in rapida successione, si arriva al travaso di bile di chi, nella stanza dei bottoni, non c’è proprio: alcuni abbonati ipotizzano una class-action contro la società, perchè la partenza dei due americani stravolge il roster formato questa estate; altri non vedono l’ora che arrivi domenica unicamente per urlare il proprio dissenso dagli spalti; altri ancora maledicono la vittoria in gara-5 di spareggio play-off contro Chieti, che ha portato “tutti questi problemi”.

Nonostante tutto si va avanti, ma con poche reali illusioni. E con zero sogni nel cassetto, perchè a Trieste l’ombra del “NO SE POL” torna ad aleggiare. E neppure tanto velatamente

Alessandro Asta

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Interclub, l’equilibrio in campo resta per venti minuti: Valmadrera accelera e scappa via negli ultimi due quarti

MUGGIA – L’ “utilitaria” rivierasca ha solo due marce: due come i quarti in cui l’Interclub riesce a rimanere in partita, due come le successive frazioni in cui il delicato motorino non riesce a tener bada di una Valmadrera che, per possibilità di ruotare il proprio roster sul parquet, in confronto diventa una Porche. Finisce 65-79 per la Sea Logistics, squadra che ti chiedi come possa essere invischiata nelle zone poco nobili della classifica: per Muggia arriva una nuova sconfitta, la settima di fila, figlia di situazioni già viste. La poca continuità di rendimento e il fatto di giocare con armi impari diventano un fardello che l’Interclub non riesce ancora a scrollarsi di dosso: le rivierasche, dopo venti minuti alla pari, cadono nell’oblìo strada facendo, con le ospiti brave a trovare i tiri giusti (e tutto sommato anche fortunati) che spaccano in due il match e le velleità delle padrone di casa.

Si segna parecchio all’inizio, da entrambe le parti: tante triple danno la sensazione di due squadre ispirate specialmente da lontano. Ma già qui Muggia, nonostante il -2 al 10′ (22-24) capisce come Valmadrera sia squadra molto più duttile e imprevedibile di quanto preventivato: l’insospettabile verve di Zucchi, “bombarola” della prima metà gara, dà un notevole valore aggiunto alle lecchesi che, con Piotrkiewicz e Vujovic provvisoriamente in fase “dormiente”, riescono comunque a non pagare dazio. L’Interclub prova qualche piccolo strappo, trovando nella generosità di Meola un punto d’appoggio su cui ruotare le veterane: le cose rimangono in equilibrio sino al 36-32 interno del 18′, poi la musica cambia tonalità.

La Sea Logistics chiude infatti al riposo lungo sul +6, trovando l’allungo nell’immediata apertura di terzo quarto: da quel momento la maggior freschezza ospite, con i cambi chiamati da coach Gualtieri, la fa da padrona. Subito il 6-0 di break esterno caccia Muggia in doppia cifra di svantaggio, ed è proprio da quel momento che inizia il calvario dell’Interclub, costretta dapprima a inseguire (pur segnando con Cergol, Palliotto, Ljubenovic e Primossi, ma subendo troppo in ambito difensivo) e poi a veder allontanarsi pian piano le avversarie. C’è tanta Capiaghi per le ospiti, ben supportata da Scudiero e Scibelli che trovano l’ambito giusto per sfuggire dalle grinfie dell’Interclub: coach Jogan le prova tutte, con tre time-out chiamati quasi in rapida successione, ma anche la sfortuna bacia Muggia in maniera malevola. A Valmadrera entra quasi tutto, alle giocatrici in maglia bianca sicuramente molto meno: ne è testimonianza la capitana Borroni, praticamente a secco nel corso di tutta la ripresa. Una sorta di cartina tornasole di un match che sfugge via a quattro dal termine, quando il -13 diventa un viatico sin troppo chiaro di come (nuovamente) non tutto sia filato liscio in casa Interclub.

Interclub Muggia-Sea Logistics Valmadrera 65-79 (22-24, 37-41, 51-59)

Interclub Muggia: Meola 5, Borroni 11, Primossi 11, Cergol 11, Puzzer n.e., Castagna, Ljubenovic 18, Palliotto 9, Moratto, Rosin n.e.. All. Jogan

Sea Logistics Valmadrera: Bussola 5, Capiaghi 21, Scudiero 13, Scibelli 10, Zucchi 9, Giunzioni 9, Molteni n.e., Piotkriewicz 8, Vujovic 4, Corneo n.e.. All. Gualtieri

Alessandro Asta
Addetto Stampa Pallacanestro Interclub Muggia

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La notizia arriva dal quotidiano locale odierno: l’ad Degrassi avrebbe avanzato negli scorsi giorni, attraverso il coordinatore generale Mauro Sartori, una sorta di “sondaggi” con i procuratori di Thomas, Brown, Mescheriakov e Filloy per avvisarli di poter tranquillamente cercare un’ulteriore squadra. Nel caso ci fosse un interessamento da parte di qualche altra formazione, i succitati giocatori sarebbero liberi di accasarsi altrove.

La cosa però non è piaciuta al resto della compagine societaria, che si riunirà nel CdA di lunedì in un incontro che si preannuncia carico di tensione.

Se dovevano dare un segnale di quanta guerra ci sia in corso nella stanza dei bottoni, questa è un’ulteriore prova che le nostre impressioni esterne erano assolutamente fondate….

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Siamo arrivati al giro di boa di questo torneo che e’ il primo professionistico dell’era post fallimento (e speriamo non sia l’ultimo).
Tracciare un bilancio di questa prima parte del torneo e’ abbastanza agevole :considerando lo status di neopromossa, la presenza nel roster di molti esordienti e nella lega2 e i diversi giovani lanciati sul parquet, questa parte di campionato non puo’ che risultare positiva.diciamo da 7+.
Rispetto alle aspettative ed ai timori della vigilia, possiamo dire che sottocanestro teniamo botta. Anzi,possiamo dire che siamo tra le squadre piu’ solide a rimbalzo:terzi nei rimbalzi offensivi,segno di una discreta aggressivita’ sotto l’anello avversario, e terzi pure nei rimbalzi totali.
Nella percentuali di tiro il rendimento e’ un po’ contraddityorio: male,molto male nel tiro ravvicinato,voce nella quale occupiamo una disatrosa ultima posizione, frutto anche delle ultime prestazioni ove spesso non si raggiungeva il 40%,benino nel tiro da 3(sesti), ottimi nei tiri liberi(secondi). In questa ultima voce,pero’, e’ interessante notare che siamo una delle squadre che viaggiano meno in lunetta;questo perche’ forse il nostro attacco e’molto perimetrale ed poco propenso alle penetrazioni e al gioco sotto canestro…ma avremo modo di parlarne.

Male nelle palle perse,siamo in terz’ultima posizione,mediocri nelle recuperate, la nostra e’ una squadra che non si concede troppo allo spettacolo,visto che occupa la penultima poszione nelle schiacciate,mentre e’ a meta’ classifica per quel che riguarda le stoppate. I nostri giocatori non sono spilorci ed egoisti ,ma nemmeno particolarmente generosi,vista il posto occupato nella voce Assist.

Nel totale, i nostri beniamini occupano la non lusinghiera casella del terz’ultimo posto nella valutazione totale,mentre va meglio nell’OER dove siamo terzi totali.

Questo dicono le fredde cifre.

Di nostro possiamo aggiungere che questa e’ la classica squadra Dalmassoniana: tanta abengazione difensiva,tanta grinta.L’attacco arriva di conseguenza.
La vittoria contro Jesi e’ lo specchio di questa mentalita’ introdotta ai giocatori dai dogmi dell’allenatore veneto. Quando si e’ sprofondati sul -7 e’ stata l’aggressivita’ difensiva a far la differenza e a ribaltare l’inerzia dell’incontro.
Come Dalmasson ci ha abituati in questi 3 anni, il ricorso alla zona e’ stato sporadico,quasi nullo, e questo non ha facilitato di certo i tiratori avversari,considerato che Trieste e’ una delle squadre che concede di meno sul perimetro.
Soffriamo spesso la rapidita’ delle guardie, e per questo i lunghi debbono sobbarcarsi spesso lavoro extra, per chiudere i buchi che le prentrazioni “nemiche” aprono nella scatola difensiva triestina.Di lunghi dominanti in campionato ce ne sono pochissimi,ragion per cui, poche volte abbiamo visto soffrire la nostra difesa in quel settore del campo.

In attacco il ragionamento si specchia con le lacune fisiche dei nostri esterni:non abbiamo giocatori propensi ai blitz in mezzo all’altrui area. Filloy e’ poco esplosivo,Carra e’ leggerino, Ruzzier e’ ancora acerbo.
Il nostro fronte offensivo ne risente. Pochi gli scarichi per un tiro comodo, poche le incursioni in mezzo all’area.
Abbiamo sopperito spesso a questo deficit, con l’estemporaneita’ del tiro da 3 dei nostri lunghi:sia Brown che Gandini, non ci pensano 2 volte a scoccare un tiro pesante,con risultati spesso vincenti.

Personalmente, mi piacerebbe pero’ vedere i nostri lunghi piu’ coivolti nella posizione piu’ classica di pivot basso.
E questo specie per Brown, che e’ un giocatore che sa giostrare bene con le spalle a canestro e sa pure aprire il gioco sullo sbilanciamento delle difese avversarie;e questo sarebbe oro per Thomas e compagni.
Dal punto di vista della mentalita’, e’ lampante che la nostra squadra soffra oltremodo le trasferte. Anche se c’e’ da dire che abbiamo incontrato squadre di una certa levatura fuori dalle nostre mura amiche. Fattosta’ che nel ritorno dovremo affrontate 8 viaggi esterni.Per mantenere una posizione di alta media classifica, l’ideale sarebbe tornare a mani piene in almeno 3-4 occasioni. Incroceremo molte squadre alla nostra portata e queste son occasioni da prendere al volo.. subito.

In casa, suicidio contro Forli’ a parte, si e’ sempre vinto. Qualche volta in modo convincente affrontando squadre di un certo livello. Segno che i nostri sentono l’affetto del nostro pubblico…. e che gli arbitri ne sentono un po’ la pressione,per quanto poco infuocato sia l’ambiente(ma e’ davvero cosi’?). In futuro arriveranno a Trieste realta’ di un certo blasone: Bologna, Verona e Pistoia su tutte. Ragion per cui, e’ prevedibile che si potra’ assistere a delle belle sfide, con un palats discretamente affollato. Vincenti, possibilmente..
passiamo alle pagelline del primo quadrimestre..

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Partita a tratti schizofrenica che approcciamo nella maniera sbagliata, con un inizio confuso, denso di azioni improvvisate e sconclusionate; basta che gli ospiti trovino la via del canestro per andare decisamente in fuga. Da fuori non la buttiamo mai dentro (e questo purtroppo si rivelerà il filo conduttore dell’incontro) e sotto canestro non riusciamo a contrastare i lunghi avversari concedendo una valanga di secondi (e terzi, … e quarti) tiri. Siamo costretti ad allungare la difesa a tutto campo trovando impreparati gli esterni avversari ed impattiamo a metà gara recuperando dal -15. Al rientro dagli spogliatoi ricadiamo nello stesso errore di avvio, attacchi lenti e difesa molle; agli ospiti non sembra vero, ringraziano ed allungano nuovamente colpendo sia da 3 che in contropiede. Quando le sorti sembrano segnate ritroviamo la verve del 2° quarto aggredendo con la giusta convinzione e colpendo in contropiede. Arriviamo a 18″ dalla fine sul -2, costruiamo un buon tiro dalla media che purtroppo (come già anticipato) esce, concedendo la vittoria alla squadra friulana e lasciando sul campo 2 punti che potevano essere nostri.

ZKB Interclub Muggia – Cordenons 60 – 62 (6-16, 26-16; 10-22, 18-8)

Interclub : Vecchia 8, Losurdo 6, Caineri 2, Manuelli 8, Abrami 0, Ferrari 0, Giovannini 8, De Petris 16, Reppi 3, Da Forno 4, Liuzzi 5, Montalto 0. All. Zgur

Fabio Zgur

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Buone notizie dagli U15 dell’Interclub, che sbancano il campo della Libertas

Alla palestra Vascotto va in scena l’ultima del girone d’andata: l’Interclub va a casa di una Libertas che sta nei piani alti e che ha l’occasione di affiancare i muggesani in classifica. L’inizio è al fulmicotone per l’Interclub con Nemanja Rakic particolarmente ispirato (8 p. nel quarto) e con un brillante Tommaso Corsi che propizia il 12 a 26… pur con le “gomme slick”…La reazione Libertas arriva, tosta: 23 a 26 poco prima del riposo con un Natali a pieni giri in attesa del miglior Liut. Arriva invece Pavan: il 39 a 33 in favore Libertas è ineccepibile ma non sembra preoccupare coach Luca Birnberg che lascia in campo il “piccolo” Davide Tonut ricevendo in cambio stoppata, recuperata e 2 punti, e non alza la voce con capitan Fabio Parente nel suo momento peggiore ma lo chiama a sé, gli sussurra qualcosa e gli assesta una “pacca” sul petto da far tremare un bue. Mai botta meglio assestata: il 41 a 52 arriva con due suoi “Jumpshot” nel cuore della zona ordinata da coach Savron ma che, di fatto, non chiudono la gara. Nella sarabanda finale, ogni squadra sembra avere l’occasione per spuntarla, ma si intuisce che il “Killer Istinct” non gioca questa partita. Liut porta i suoi al -2 quando l’Interclub regala palla a 12 secondi dalla fine, ma la Libertas non ci crede: ringrazia ma non arriva nemmeno al tiro dei supplementari, per la gioia biancoblu.

Sono ora due le squadre in vetta, Azzurra “B” e l’Interclub, con 4 punti di vantaggio sulle inseguitrici, per un girone di ritorno tutto da seguire. L’Interclub c’è, direbbe un noto telecronista, noi ne siamo fermamente convinti.

Libertas-Interclub 54-56 (12-18, 16-14, 11-10, 15-14)

LIBERTAS: Bagato, Concettini 2, Natali 11, Boschin, Pavan 19, Iasnig, Cherubini 8, Causo 2, Liut 12, Soave, Pepe. All. Savron.

INTERCLUB: Tonut 2, Gola 7, Corsi 11, Fucak, Scognamiglio 9, Franzese, Rakic 8, Parente 13, Lavince, Fort 6, Mezgec. All. Birnberg.

Renato Tonut

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La Pallacanestro Trieste 2004 comunica che domani mercoledì 9 gennaio la prima squadra sarà impegnata in un’amichevole contro l’Hopsi Polzela, squadra militante nel massimo campionato sloveno. La partita si giocherà al PalaTrieste alle ore 18.30

Ufficio Stampa Pall.Trieste 2004

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MUGGIA – Per un quarto e mezzo l’Interclub riesce a rimanere attaccata ai polpacci dell’Umana, poi Venezia corre via: in una sola proposizione si può così riassumere quanto accaduto nella prima gara dell’anno nuovo ad Aquilinia, con una rabberciata Muggia che deve inchinarsi alla capolista. Finisce 56-72 per le ospiti, squadra dalle mille e più possibilità di rotazioni, esattamente quello che l’umile formazione di Matija Jogan non può permettersi attualmente di fare. Con dieci giocatrici su dieci a referto e la possibilità di cambiare volto con grande facilità, il team di Andrea Liberalotto è uscito alla distanza dalla fine del secondo quarto in poi: la maggior costanza delle lagunari nell’andare a canestro ha fatto la differenza, con l’Interclub costretta a rincorrere e, con orgoglio, a non cadere ulteriormente nell’oblìo di un passivo maggiore.

Con la speranza di recuperare nel breve periodo una pedina fondamentale come Lara Cumbat, Muggia può parzialmente rallegrarsi nel non aver perso la testa nel momento più difficile della partita: sotto anche di 23 lunghezze, è stata la capitana Borroni a prendersi in spalla le proprie compagne, mettendo 17 punti nel solo ultimo quarto. E’ da questo fatto, ovvero da un atteggiamento mentale propositivo nonostante le difficoltà, che l’Interclub dovrà ripartire nell’immediato futuro per ritrovare la via della vittoria, magari lontano da scontri con “corazzate” come lo è Venezia che senza dubbio merita l’attuale primo posto in graduatoria.

Parte bene Muggia, in vantaggio per un paio di minuti e sospinta da una Primossi molto ispirata nella prima metà di gara (chiuderà infatti a quota 10 il secondo quarto). Sul fronte lagunare è Carangelo a dare la scossa, con Meneghel poi a metterne cinque di fila: approfittando di tre palle perse della squadra di casa, l’Umana scava un parzialino che le permette di andare a +6 (10-16); l’Interclub piazza un contro-break di 5-0 e chiude sotto di una lunghezza i primi dieci minuti.

Dal secondo quarto in poi la musica cambia sul parquet: i centrimetri di Vian sotto canestro e le realizzazioni di Mandache fanno male a Muggia, che non riesce poi a segnare per parecchio. I soli 7 punti a referto delle rivierasche spingono l’Umana a +8 alla pausa lunga, con la triplona nel finale di Primossi a tenere ancora la porta parzialmente aperta all’Interclub: è però la terza frazione che spacca ulteriormente in due la gara, con i signori Pilati e Soriano in arancione che si “disuniscono” e, tra fischi dubbi da ambo le parti, sanzionano ben tre falli tecnici in poco meno di otto minuti (uno a Ljubenovic, uno alla panchina di Muggia e uno a Meneghel sul fronte opposto). A farse le spese peggiori è la compagine casalinga, a -18 con una frazione ancora da giocare: con la partita che è ormai indirizzata a favore di Venezia, il cuore di Annalisa Borroni (e una mano nuovamente ritrovata per andare a realizzare a canestro) evita un gap peggiore che, per questa Interclub, sarebbe stata una punizione eccessiva.

Interclub Muggia-Umana Venezia 56-72 (15-16, 22-30, 34-52)

Interclub Muggia: Meola 2, Borroni 21, Primossi 14, Cergol 8, Puzzer, Richter, Ljubenovic 9, Palliotto 2, Rosin, Mezgec. All. Jogan

Umana Venezia: Melchiori 2, Carangelo 12, Marangoni 4, Pertile 7, Botteghi 7, Scaramuzza 2, Meneghel 6, Vian 12, Mandache 15, Penna 5. All. Liberalotto

Alessandro Asta
Addetto Stampa Pall.Interclub Muggia

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Ci vorrà pazienza. Tanta pazienza. E se la calma è la virtù dei forti, all’Interclub Muggia ne servirà davvero tanta da mettere sul parquet nel primo scontro del nuovo anno.

Chiuso un 2012 che, in barba a quanto successo nel mese di dicembre, resterà nella memoria perpetua di chiunque abbia seguito le vicende rivierasche, la truppa muggesana riprende il proprio campionato nuovamente in casa: ad Aquilinia solo il fatto che arrivi la capolista Umana Venezia è motivo intrinseco di massima concentrazione nella truppa di Matija Jogan. Ma i “misfatti” che arrivano dall’infermeria di casa non permetteranno sicuramente di costruire voli pindarici nella testa di Borroni e compagne: le defezioni di Cumbat (la risonanza magnetica non ha evidenziato gravi lesioni al ginocchio, ma anche sabato sarà costretta a rimanere ai box, come oltretutto accaduto nel match contro Crema), Moratto e Castagna accorciano ancor di più le rotazioni dell’Interclub, con l’obbligo di infarcire il proprio effettivo di tante Under 17.

Messa in questa maniera, provare a giocarsela con la prima della classe potrebbe sembrare una sorta di “Mission Impossible” che anche Tom Cruise avrebbe timore di affrontare. Ma l’innato spirito di sacrificio, da sempre una delle armi in più di Muggia, spinge l’Interclub a crederci e a non voler recitare il ruolo di punching-ball come forse più di qualcuno pronostica alla vigilia. La verità è che comunque l’Umana giungerà nella “Tana del Drago” con i gradi di cannibale: 24 punti in classifica, 12 vittorie su 13 partite disputate e una striscia vincente che dura da due mesi.

Perfino alla squadra più attrezzata potrebbero tremare i polsi, tuttavia le rivierasche possono paradossalmente giocare con tranquillità: in un momento del campionato dove tutto sembra girare nel verso sbagliato, l’approccio alla gara non potrà che essere positivo. Si combatte la sfortuna lottando sino all’ultimo, non partendo battuti in partenza: è questo il motto che coach Jogan ha impartito alle proprie ragazze, reduci oltretutto da una buona parentesi contro Grosuplje nell’amichevole di giovedì (81-62 il risultato finale). Muggia è sembrata tonica, segnando oltretutto con sufficiente fluidità: contro Venezia bisognerà difendere forte, magari fortissimo, perchè contro il miglior attacco del girone (quasi 73 punti di media a partita) la possibilità di infastidire l’Umana passa proprio dal tappare il più efficacemente possibile il proprio canestro. In fin dei conti, “Nothing is Impossible”….

Si gioca sabato 5 gennaio, palla a due alle ore 20.30: arbitreranno l’incontro i signori Pilati di Vicenza e Soriano di Caserta.

Alessandro Asta
Addetto Stampa Pallacanestro Interclub Muggia

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Dopo gli ultimi giorni di “chiacchiere” societarie, arriva anche la presa di posizione della Curva Nord Trieste.

Questo il comunicato:

Quota

SIAMO STUFI

Siamo stufi di questa società che gestisce la Pallacanestro Trieste come se fosse un giocattolo di proprietà di pochi al cospetto invece di migliaia di spettatori che,ogni domenica, pagano per sostenere i propri colori.

Siamo stufi di atteggiamenti arroganti di chi pensa di non dover render conto a nessuno del proprio operato e delle proprie azioni.

Siamo stufi di chi si permette di mettere alla porta gli eroi della promozione senza nemmeno un grazie e di licenziare e continuare a pagare un GM (fautore del ritorno in lega2 dopo anni) fino al termine del contratto (a proposito di soldi sperperati…) per assumerne un altro a stagione in corso senza prendersi la briga di giustificarne le motivazioni al 95% dei tifosi che erano contrari a questa decisione e ne chiedevano lumi.

Siamo stufi di certi personaggi che nei momenti belli fanno a gara per apparire davanti a telecamere e microfoni salvo poi sparire e non degnarsi di parlare quando il ruolo lo imporrebbe.

Siamo stufi di atteggiamenti allucinanti tipo allenamenti a porte chiuse perché incapaci di gestire e reagire alle critiche; l’appuntamento al palazzo era evento consolidato per tanti tifosi e la società che fa? Blinda la squadra, la toglie dall’affetto della gente neanche fosse l’Hapoel Tel Aviv in trasferta a Gaza…

Siamo stufi di proclami deliranti tipo: “serie A in tre anni” per poi arrivare a dicembre e sapere che i soldi sono finiti e che non si sa se termineremo la stagione, con che giocatori e cosa sarà di noi l’anno prossimo.

Dove sono i vari Rovelli?Paniccia? Degrassi?Boniciolli?Francia?Modolo? Abbiamo più dirigenti che soldi in banca e nessuno dice nulla?

Noi siamo i tifosi della Pallacanestro Trieste, quelli che c’erano ieri, ci sono oggi e ci saranno domani mentre loro passeranno come è stato per Stefanel, Illy, Garza, Alibegovic, Baiguera, Cosulich, Cosolini, Zanzi e tanti altri…noi no! Noi ci saremo sempre, mettendoci la faccia ed il cuore!

ORA ABBIAMO IL DIRITTO DI SAPERE

Non vogliamo la storia dell’orso nè voli pindarici di serie A o Eurolega, sappiamo che c’è la crisi e che i soldi in questa città sono pochi; ci ricordiamo bene che noi siamo la città che negli ultimi 20 anni ha visto fallire due volte la squadra di calcio, una volta e mezza quella del basket, una quella di pallavolo, una quella di hockey e della pallamano non parliamo nemmeno.

Ma nessuno deve dimenticare che il triestino quando i programmi erano chiari e le persone serie non ha mai abbandonato la propria squadra del cuore….le 4000 persone allo spareggio per non andare in serie C non se le ricorda più nessuno?

Non è la categoria che ci spaventa, ma la mancanza di chiarezza, coerenza, serietà ed amore verso la nostra maglia.

Non può esistere che dopo tre mesi dall’inizio del campionato si parli già di smobilitazione, crisi economica e mancanza di liquidità….ma come viene gestita questa società? A vista?

Chi di dovere ha l’obbligo morale di presentarsi davanti a tutte le migliaia di tifosi e spiegare come realmente stanno le cose, chi comanda, chi decide, quali problemi ci sono, quali sono le strategie societarie da qui alla fine dell’anno e per gli anni a venire.

Curva Nord

Pallacanestro Trieste Ultras

 

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