Il cartello “wrong way” torna a materializzarsi di fronte al carrozzone rivierasco: dopo due gioie di fila, Muggia sbaglia la strada maestra e consegna troppo presto la partita in mano a Selargius. Finisce 54-65 e l’effetto-placebo delle vittorie ottenute con Marghera e Biassono si esaurisce proprio con le sarde, che già avevano dato un dispiacere all’andata e che anche ad Aquilinia lasciano nelle mani dell’Interclub poco più delle briciole.

E’ stata una brutta gara per la formazione di Matija Jogan, abile a giocarsela punto a punto per i primi 12 minuti prima di sprofondare nella mediocrità: San Salvatore, nel secondo quarto, tramuta in oro buona parte dei propri attacchi, segnando 29 punti in una sola frazione e spaccando di fatto in due la gara già a fine primo tempo. Muggia ha dovuto poi rincorrere a lungo, trovando il vero acuto solamente nel finale: ma sotto di tredici lunghezze, col break di 6-0 nell’ultimo minuto della sfida poi chiuso da Selargius dalla linea della carità, era quasi impossibile togliersi dalle secche.

Primo quarto di equilibrio tra le due contendenti: le ospiti sono ispirate da una solidissima Yordanova, le padrone di casa invece si mantengono in scia anche grazie alla linea verde (2+1 di Meola, canestro allo scadere di frazione di Moratto). Il 15-15 del 10′ presuppone che anche la seconda frazione proceda in tal modo, ma quattro minuti dopo, con il punteggio ancora in parità, succede ciò che l’Interclub avrebbe voluto evitare: lo strappo delle avversarie. Selargius sfrutta ogni piccolo errore difensivo rivierasco, recuperando palloni preziosi e vedendo una vasca da bagno al posto del canestro, con una Tinti in giornata di grazia: quasi senza rendersene conto, Muggia piomba incredibilmente sul -13, consegnando già le chiavi della vittoria alle sarde. L’Interclub, nonostante la solita Ljubenovic (“doppia-doppia”, ma anche un po’ di sportellate al tiro) fa fatica a riavvicinarsi a San Salvatore, che mantiene immutata l’inerzia nelle proprie mani: solo negli ultimi minuti il team di Staico perde qualche punto di troppo, lasciando che le rivierasche si portino su 54-61 con palla in mano a poco più di 30” al termine. La tripla del possibile -3 da parte della capitana Borroni non trova però la retina, i successivi falli sistematici permettono alle giallo-nere di chiudere la contesa con pochi patemi d’animo

Interclub Muggia-Basket S.Salvatore 54-65 (15-15, 31-44, 43-54)

Interclub Muggia: Meola 7, Borroni 17, Moratto 2, Primossi 4, Cergol 6, Puzzer n.e., Castagna, Ljubenovic 17, Palliotto 1, Rosin n.e. All. Jogan

Basket S.Salvatore: Pibiri n.e., Yordanova 17, Lussu 10, Di Gregorio 6, Astero n.e., Palmas n.e., Tinti 15, D’Arenzo 9, Amato 2, Morselli 6. All. Staico

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Non succedeva da tempo che Muggia ne imbucasse due di fila in campionato: anche se con una “storia” diversa l’una dall’altra, l’Interclub ha messo in cascina in pochi giorni ben quattro punti che hanno un significato importante, specie se si pensa al momento particolare di stagione in cui sono stati ottenuti. Continua a leggere

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Si soffre e si suda parecchio per 40 minuti ad Aquilinia, anche se la fine di gennaio non è propriamente il mese dell’anno nel quale ci si aspetta un’eccessiva “calura” da emozioni. Muggia rischia grosso (anzi grossissimo) contro la Cenerentola del girone Nord, ma riesce nell’ultimo quarto a dare un colpo d’anca a un match che stava assumendo connotati tutt’altro che allegri. Continua a leggere

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Dopo aver scardinato la “serratura” che la teneva imprigionata nella cella della crisi, Muggia ha ora l’intenzione di evadere del tutto da un momento nero che è durato sin troppo. L’impresa di Marghera di sabato scorso ha rimesso sulla retta via il carrozzone rivierasco che precedentemente, per sette volte di fila, aveva sbagliato strada: la vittoria alle spese della Sernavimar ha invece permesso all’Interclub di lanciare un segnale forte, a sè e alle future avversarie, che non c’è scoramento che tenga se il cuore continua a battere. Continua a leggere

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“Orgogliosi di voi”: è questo il coro che si alza unanime dagli spalti del PalaTrieste, dopo 45 minuti incredibili. L’AcegasAps “de-americanizzata” ha cuore da leone per costringere una sciupona Brescia all’overtime, con i lombardi che con una panchina molto più lunga rimediano nel supplementare agli ultimi tre minuti regolamentari da incubo: sopra di otto, la Centrale del Latte ha visto azzerarsi il vantaggio, finendo poi vittoriosa nelle forche caudine dell’extra-time. Continua a leggere

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Arriva da Venezia un’importante novità societaria per la Pallacanestro Trieste 2004: è stato raggiunto ieri un accordo di massima tra la parte giuliana, rappresentata da Luigi Rovelli e Claudio Boniciolli, e il patron della Reyer Luigi Brugnaro.

Dalla prossima stagione partirà una collaborazione tecnica tra le due società, con lo stesso Brugnaro che dovrebbe soprattutto entrare a far parte della compagine biancorossa a livello di quote, inizialmente non come socio di maggioranza ma neppure come “oggetto misterioso” relegato in un angolo. L’accordo tecnico prevede che la Reyer invii giovani promesse o stranieri da testare verso Trieste, che in questo modo diventerebbe una palestra di nuovi talenti.

L’ accordo dovrebbe essere ratificato entro la data del prossimo CdA, fissato per l’8 febbraio.


(Nella foto, il patron della Reyer Venezia Luigi Brugnaro)

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Difficile pensare in positivo quando ti ritrovi 7 sconfitte di fila che la sorte ti sventola, stile-sorcio verde, davanti al faccione. Ancor più problematico riuscire a scrollarsi di dosso la tensione in un momento dove nulla migliora sul lato dell’infermeria, con Cumbat che sta assumendo i connotati di una leonessa in gabbia, costretta ancora per un pò in borghese a guardare le compagne. Ma se l’Interclub dovesse mollare la presa proprio ora, è chiaro che il Monte Bianco di problemi sparsi si trasformerebbe in un vero e proprio Everest, da scalare a mani e piedi nudi. Continua a leggere

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Pubblichiamo volentieri il comunicato stampa contenente la lettera che i giocatori della Pallacanestro Trieste hanno voluto inviare alla tifoseria, dopo quanto accaduto con l’addio ai giocatori americani:

“Alla luce delle ultime vicende societarie che hanno portato alla dolorosa rinuncia di Thomas e Brown, noi giocatori della Pallacanestro Trieste vorremmo idealmente abbracciare Jobey e Brandon, e fare loro un grande in bocca al lupo per il proseguimento delle rispettive carriere.

Salutiamo due grandi giocatori, ma ancor prima due ottime persone, che in pochi mesi sono riuscite a farsi apprezzare da tutti e diventare parte integrante di un gruppo che, vale la pena ricordarlo, a 13 giornate dalla fine della regular season, si trova, aldilà di ogni aspettativa, a 4 punti dalla prima in classifica e legittimamente in lotta per qualunque traguardo.

Comprendiamo le ragioni, contingenti e di prospettiva futura, espresse dalla dirigenza, che hanno portato alla separazione. Tuttavia crediamo sia umano provare amarezza per una decisione che di fatto ci priva dell’aspetto più bello del nostro sport: la possibilità di competere contro qualsiasi avversario ad armi pari e lottare per obiettivi ambiziosi.

Detto ciò, cogliamo l’occasione per fugare ogni dubbio, se mai ce ne fossero, sulla possibilità che la squadra possa assumere d’ora in poi un atteggiamento rinunciatario. Al contrario, siamo ancora più uniti di prima, consapevoli che ognuno di noi dovrà mettere sul campo qualcosa in più rispetto a quello che ha fatto finora. Insieme con coach Dalmasson e il suo staff lavoreremo duramente ogni giorno in palestra per migliorarci e, per quanto possibile, alzare l’asticella dei nostri limiti.

Per fare questo, chiediamo uno sforzo anche a voi tifosi che finora ci avete seguito con tanto affetto: continuate a starci vicini nonostante tutto, e a farci sentire il vostro calore come prima e, se possibile, ancor più di prima! Del resto è nei momenti di difficoltà che serve restare uniti, e il vostro aiuto, credeteci, può essere utile per farci tirare fuori energie aggiuntive.

Quindi, ora più che mai…DEMO MULI!!

I giocatori ”

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Dopo i terremoti degli ultimi giorni, probabilmente parlare di basket giocato rischia di passare in secondo piano. Ma, se ci togliamo per un attimo dalla testa la questione “americana” (con annessi i pesanti malumori che si sono generati sul fronte della tifoseria), c’è pur sempre una partita da giocare.

Domenica, nel tradizionale orario delle 18.15, in un PalaTrieste tutto da scoprire a livello di ambiente che si troverà sugli spalti (ci sarà solo calma apparente o un principio di contestazione?) arriva la Centrale del Latte Brescia, formazione che naviga ai piani alti della classifica: sono però solamente 2 i punti che separano i lombardi dai giuliani, segnale evidente come questa Legadue sia estremamente livellata al punto di racchiudere le prime nove squadre in sole quattro lunghezze.

I lombardi arriveranno all’ombra di San Giusto con tre vittorie di fila nelle altrettante ultime gare disputate sul parquet: un ruolino di marcia che ben si sposa con l’attuale quarto posto in graduatoria. Tutto sommato c’è poco da sorprendersi: le individualità bresciane sono tali da permettere al team di coach Martelossi di viaggiare a una velocità di crociera elevata. La Centrale del Latte arriverà con la punta di diamante Brkic a mezzo servizio (assieme a Barlos), ma punterà molto sul fenomeno Fernandez: il play argentino si sta dimostrando la più bella sorpresa di questa squadra, per una visione in cabina di regia che nelle ultime prove sta rasentando la perfezione.

Attenzione infine al duo a stelle e strisce: sia Jenkins che Giddins viaggiano a buone medie realizzative, pertanto diventeranno due punti di riferimento importanti per la difesa dei padroni di casa che, giocoforza, dovranno da subito adattarsi alla realtà di dover fare a meno dei suoi ex-USA. Un banco di prova importante per i più giovani, che inevitabilmente finiranno col collezionare molti più minuti in campo rispetto al passato, e più in generale per un organico che ora dovrà far vedere di che pasta è fatto. Anche perchè, d’ora in avanti, si andrà avanti con un effettivo “mozzato”.

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In una stagione che si è fatta difficile, servono nervi saldi. Ma, soprattutto, giocatrici in grado di poter far la differenza sul parquet: Ana Ljubenovic è senz’altro una di queste: classe 1988, alla prima esperienza nel campionato italiano, l’ala originaria di Lubiana è diventata uno dei punti fermi dell’Interclub Muggia 2012/13. Da “rookie” ha fatto presto a trasformarsi in “veterana”, battagliando con il resto delle compagne di squadra allo scopo di sovvertire, nell’ultimo periodo, tutto quanto si stia rivoltando contro a livello di sfortuna e di risultati poco gratificanti in campionato.

“Ho iniziato la mia carriera cestistica nello Slovan”, esordisce Ana, “assieme a un allenatore straordinario che ancora oggi ritengo sia stata la persona più importante per la mia crescita tecnica sul campo da basket. Di seguito ho vestito le maglie dell’ Ilirija, di Skofja Loka (team della ex-rivierasca Gabrovsek) e di Kranj: in quest’ultima squadra ho disputato le ultime tre annate, conquistando due secondi posti rispettivamente nella Coppa di Slovenia e nel campionato nazionale.”

Il  fatto di giocare spesso sotto canestro da “5”, per ragioni di rotazioni che mancano in tale spot, “rischia” di trasformarla quasi a livello di una pivot pura: “Non mi sento come tale”, chiarisce la Ljubenovic, “semplicemente perché non ho mai giocato nella mia carriera in questo spot, essendo alta “solamente” 180 cm. Inizialmente avevo il timore di confrontarmi con avversarie più alte di me, paradossalmente però talvolta è più facile giocarci contro, rispetto ad altre giocatrici della mia stessa altezza. Aldilà di questo, un grande aiuto in difesa arriva dalle altre mie compagne, pertanto dandoci una mano a vicenda si riescono a risolvere eventuali problemi di mismatch”.

Su quanto stia invece accadendo a livello di risultati, Ana non si nasconde dietro a un dito: “Di certo non stiamo giocando bene: tuttavia, pur essendo in un momento di crisi, credo fermamente nel nostro gruppo e nel fatto che tutte assieme riusciremo a superare questo periodo. Conterà molto accrescere il nostro rendimento sul parquet, in questa seconda parte di campionato sarà questo il nostro imperativo più importante”.

Infine, la Ljubenovic spende una parola sul gruppo Interclub che da subito l’ha accolta nel migliore dei modi: “Le mie compagne di squadra sono assolutamente fantastiche: oltretutto, non conoscendo personalmente l’italiano, sin dal primo allenamento hanno fatto in modo di farmi superare le barriere linguistiche. Oltre a loro, tutti gli altri componenti rivieraschi si sono sempre distinti per la loro gentilezza e per la volontà di farmi trovare a mio agio nel club. E’ una cosa di cui li ringrazio moltissimo”

Alessandro Asta
Addetto Stampa Pallacanestro Interclub Muggia

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