LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI DOMENICA 20 MAGGIO 2018

Da Il Piccolo di Trieste

Serve l’Alma migliore per il pass-semifinale
Alle 18 a Porto San Giorgio. Mauro: «Gruppo sereno». Diretta all’Arena
 
di Roberto Degrassi
 
Alma alla battaglia. La più difficile di questi play-off. Il bivio propone da una parte la chiusura della pratica-Montegranaro con la possibilità di preparare per una settimana l’esame contro Treviso e dall’altra parte il rinvio alla “bella” mercoledì, all’Alma Arena, con un bel po’ di pressione addosso e tempo dimezzato per i piani anti-De’Longhi. Al PalaSavelli di Porto San Giorgio alle 18 oggi non basterà quella che Eugenio Dalmasson, nell’analisi di gara3, ha definito «una partita normale». Servirà una prova da autorevole pretendente alla promozione, impondendo il proprio gioco e non subendolo.
 
Il terzo confronto della serie infatti è sembrato un figlio di gara2. A Trieste la tripla di Mussini e i liberi di Green avevano consegnato all’Alma un incontro che la XL Extralight aveva giocato – e gestito – meglio. Nelle Marche, senza il sesto uomo e l’esaltazione del parquet di casa, Montegranaro ha continuato a fare danni con Amoroso (letale in post basso quando può far valere fisico e classe) e Powell. Gli avversari pescando un buono scampolo di gara dal giovane Treier – estone di formazione cestistica italiana – sono riusciti peraltro a far rifiatare per una decina di minuti Amoroso. Arginare la coppia di lunghi atipici di marchigiani sarà la priorità ma non si tratta solo di una faccenda difensiva. In attacco in gara3 l’Alma ha tirato da 3 con il 20 per cento (cinque tentativi per quarto, con un desolante 0% nella terza frazione), nonostante il recupero di Baldasso passato dalla tribuna a 16 minuti con partenza da starter. Ma la luna storta dai 6,75 è niente di fronte a un dato più preoccupante: dei 17 falli subiti, solo tre sono stati spesi dagli avversari sui nostri lunghi che invece ne hanno commessi complessivamente 11, con Bowers fuori anzitempo.
 
Sballati al tiro (Cavaliero 3 su 10), senza le chiavi e le idee per sfruttare i lunghi, era difficile andare lontano. E infatti non lo si è andati, complici anche gli otto anonimi minuti di Fernandez, di cui dopo 6 gare di play-off non si è ancora capita con chiarezza l’autonomia di impiego, se dovrà venir gestito sempre con il contagocce o se è vicino il giorno in cui potrà riprendere in mano la squadra. Nel frattempo, anche questa situazione ibrida non semplifica il compito di una squadra che ha invece bisogno di granitiche certezze.Il presidente biancorosso Gianluca Mauro è rimasto nelle Marche con la squadra. «Siamo alla vigilia di una partita da vincere assolutamente. Serve rimanere uniti, compatti. Preoccupato? Solo quando un giocatore non sta bene, penso a Fernandez non a meglio o a Bowers che ha rimediato una brutta botta alla testa venerdì. Il clima è sereno, i giocatori sono carichi, un contesto che fa sperare bene», osserva il massimo dirigente, che conferma per il prosieguo dei play-off l’apertura dell’Alma Arena per seguire – fino all’esaurimento dei duemila e spiccioli posti a disposizione – sul maxischermo dell’Allianz Wall la diretta delle partite esterne. Per i tifosi che non saranno al PalaSavelli appuntamento quindi oggi pomeriggio a Valmaura, con apertura delle porte mezz’ora prima della palla a due.
 
 
Intercub come un rullo
Primo atto senza storia
Gara1 della finale per la promozione in A2: le muggesane del Borgo San Rocco
superano Moncalieri 80-59 con uno scarto rassicurante in vista del ritorno
 
di Marco Federici
 
La finale d’andata dei play-off finisce tra i convinti applausi del pubblico del Palaquilinia. L’Interclub Borgo San Rocco infila la 27.ma vittoria consecutiva rifilando nel contempo il primo stop stagionale a una temibile avversaria come Moncalieri. Un ennesimo successo, per la squadra di Mura, apprezzato anche per il divario (+21) che consentirà di affrontare il retour match decisivo (non ci sarà la “bella”) da una posizione di vantaggio, seppur da difendere con i denti. Intanto, questo primo atto ha premiato la formazione più compatta, esperta e brava a gestire e superare i (pochi) momenti difficili.
 
Al primo canestro della gara di Moncalieri segue una risposta muggesana veemente: break di 10-0, frutto di un gioco arioso che elude la temuta difesa aggressiva piemontese sia per linee perimetrali sia sotto canestro, dove Miccoli è immarcabile. Per due volte l’Interclub concretizza un vantaggio a due cifre, e la bomba di Vida del 23-11 costringe Moncalieri al time-out. Il beneficio è immediato, e le ospiti capitalizzano i loro buoni momenti, punendo le poche distrazioni muggesane. Il secondo quarto riparte “solo” dal +6 per la squadra di Mura, non altrettanto spumeggiante per i primi minuti che vedono Trucco e Katshitshi dominare a rimbalzo in attacco. Il fiato sul collo di Moncalieri (-4) risveglia l’Interclub, che con un 9-0 sigla il massimo vantaggio sul 36-23. La ripresa rilancia i ritmi delle rivierasche, indiavolate in campo aperto fino al 49-31 che però non mette ancora in ginocchio le giovani ospiti: lo 0-9 dimostra come Moncalieri abbia ancora energia in vista del gran finale. L’Interclub è ancora la più reattiva in avvio di frazione (63-49) ma il refrain di una gara con continui strappi vuole che le piemontesi accorcino con Conte e Trucco. Stavolta però è poco per spaventare le muggesane, che realizzano l’ennesimo affondo con Cumbat. Della stessa capitana sono due triple consecutive che decretano il massimo vantaggio, quanto mai opportuno in vista del ritorno domenica a Moncalieri.
 
 
La Pallanuoto Trieste trova il pari in rimonta
È in forma per i play-out
Ottima prestazione della formazione di Brazzatti in trasferta
con la Lazio (12-12). Buon debutto per il portiere Seppi (14 anni)
 
di Riccardo Tosques
C’è poco da fare: con Andrea Brazzatti in panchina Trieste è un’altra squadra. Bellissimo pareggio in rimonta ieri pomeriggio al “Foro Italico” nell’ultima partita della regular season disputata contro la Lazio. Il 12-12 finale è il risultato più giusto per quanto visto in campo. Grande soddisfazione a fine match per il ds allenatore alabardato: «Sono contento della prestazione, è stato un buonissimo allenamento. Il risultato non conta, lo sapevamo, ma questo pareggio è molto importante per il morale. I ragazzi ci hanno creduto e con grinta sono andati a prendersi un punto che è di buon auspicio per i play-out».
 
Da Roma sono arrivate due indicazioni. Innanzitutto Trieste è in forma per gli spareggi di Siracusa, in programma il 26 e 27 maggio. Ma nella giornata di ieri c’è un’altra buona notizia da sottolineare: un giovane talento è emerso al Foro Italico. Si tratta del portiere triestino Tommaso Seppi, 14 anni, che per una serie di combinazioni – Persegatti rimasto a Trieste per infortunio e forfait all’ultimo del titolare Oliva – si è trovato costretto a scendere in acqua da subito facendo il proprio esordio in A1. «Devo fare i complimenti a tutti, ma in particolare al nostro portierino, 15 anni da compiere a giugno, che ha giocato titolare e ci ha messo tantissimo coraggio», le parole di stima di Brazzatti. Gianni sblocca il ghiaccio dopo 60”, Vico pareggia i conti, Cannella riporta avanti i capitolini, ma Blazevic firma il 2-2. Prima dello scadere Spione riporta avanti la Lazio ma Petronio sigla il 3-3.
 
Nella seconda frazione i romani vanno sul +3 grazie ai gol di Cannella e Giorgi (doppietta). Seppi tiene a galla gli alabardati respingendo una controfuga di Cannella. Vico accorcia le distanze, ma il solito Cannella e poi Leporale chiudono sull’8-5. Grande equilibrio nel terzo periodo. Seppi sventa una superiorità numerica, ma incassa il +4 da Vitale. Rispondono Petronio e Gogov. A 10” dalla fine Maddaluna firma il 10-7. In apertura di quarto tempo arriva il +4 di Colosimo. Partita chiusa? Niente affatto. Va in gol Vico, gli risponde Sebastiani, ma poi è un tripudio alabardato. Nei 4′ finali vanno in gol Podgornik, Gogov (rigore), ancora Gogov a 19” dalla fine e poi sul filo della sirena l’ottimo Ferreccio. Finisce 12-12. I play-out sono ampiamente alla portata. 
 
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La madre di tutte le partite da sclero: Trieste gigioneggia per 10 minuti, soffre per i restanti 30 ma fa sua una gara-2 indimenticabile contro Montegranaro. 80-79 per l’Alma, che ringrazia il proprio sangue freddo per aver portato a casa una partita che a un certo punto sembrava essere a un passo dall’essere buttata nel cestino dell’indifferenziata.

Con il dolce nome di Sveva a campeggiare su magliette, cartoncini e striscioni dell’astronave di Valmaura, c’è la dinamite in mani e caviglie dell’Alma a inizio partita: nove punti a zero di parziale sono il biglietto da visita che Montegranaro si vede sventolare davanti al naso, costringendo Ceccarelli a fermare tutto e a chiamare time-out in fretta e furia. La verità è che l’Extralight fa una fatica del diavolo a innestarsi, con la difesa di casa che legge benissimo tutte le soluzioni offensive degli ospiti: grandina a dismisura sulla Poderosa, infilzata poi da Bowers sino al 16-0 del 5′, momento in cui Amoroso fa “gol” e riesce a mettere a referto i primi punti marchigiani.

La febbre giuliana cala inevitabilmente di qualche grado nel corso dei minuti successivi, Montegranaro riesce a rifiatare solo leggermente in un finale di primo quarto tutt’altro che trascendentale: è 21-8 al 10′ (con annesso 26-4 parziale di valutazione) e se da una parte – quella triestina – c’è forse la piccola presunzione di essere già quasi in controllo dell’inerzia – dall’altra è in pratica solo Amoroso a prendere il secchiello in mano per cercare di svuotare una nave ospite già con tanta acqua al suo interno. L’Extralight risale provvisoriamente sino a -8 (29-21 al 15′) e l’Alma passa qualche minuto a schiacciare un inopinato pisolino, rimettendo gli avversari sui binari: si sveglia anche Powell (sei punti di fila) e Montegranaro con merito recupera tutto il gap sino al 32-32. In un amen in via Flavia ci si accorge che si torna ad avere un match da giocare: Corbett mette addirittura i due liberi del momentaneo +2 ospite in dirittura d’arrivo del secondo periodo, prima che il successivo 2/2 di Janelidze dalla linea della carità impatti i conti sul 34-34.

L’aiuto difensivo, questo sconosciuto: l’Alma non si ridesta a inizio di terzo quarto e si arena nel proprio pitturato. Risultato? Extralight addirittura sul 37-44 al 23′, momento in cui le maggiori gonadi giuliane vengono mostrate da Cittadini (2+1, ma anche qualche carambola recuperata sotto i tabelloni). Ma Montegranaro c’è, eccome: Corbett risponde alla bomba insaccata da Mussini (43-50) e i famosi sassolini negli ingranaggi giuliani tanto voluti da coach Ceccarelli si fanno sentire tutti. La doppia cifra di vantaggio ospite arriva con Powell, i mal di testa biancorossi rischiano di crescere esponenzialmente: in casa Alma serve mettere da parte il fioretto per riprendere a dare sciabolate, quelle che invece arrivano puntualissime dalle mani di Treier e nuovamente da Powell (-11 Trieste al 27′). Si procede a strappi, i padroni di casa si riaccendono con un mini break di 4-0 sino al 52-57, ma la voce grossa la fa Amoroso: contro-parziale di 5-0, i sorrisi sguaiati sono tutti su lato marchigiano (52-63). L’Alma respira nuovamente con Da Ros (a otto dalla fine si torna a -5) e i silenzi assordanti del popolo biancorosso sul 2/2 di Green in lunetta sono la cartina tornasole di quanta paura ci sia di sbattere la fronte a terra.

I cinque minuti finali metterebbero paura anche a Dario Argento: i giuliani inseguono sul 65-68 e i muscoli di Biggs Shotta sono quanto di più serva  alla squadra per rimanere in scia. Corbett però non perdona (+6 a 2’40”), sull’altro lato di riffa e di raffa Bowers pesca il tap-in vincente per il -2 con meno di 120” ancora da disputare. Federico Mussini fa salire l’adrenalina con la bomba dall’angolo a 40” che riporta avanti Trieste sul 78-77, Campogrande sul lato opposto pesca dalla spazzatura sotto i tabelloni per l’appoggio al vetro di un nuovo sorpasso ospite. L’ultimo squillo è di Green, ancora 2/2 in liberi, Maspero sbaglia la tripla allo scadere: è tripudio all’Alma Arena, si è sul 2-0. Ma con tanta, tanta fatica.

Alma Pallacanestro Trieste – XL Extralight Montegranaro 80-79 (21-8, 13-26, 18-23, 28-22)

Alma Pallacanestro Trieste: Green 17 (5/7, 0/3), Bowers 15 (2/5, 3/5), Mussini 13 (1/7, 3/5), Da Ros 10 (5/6, 0/3), Cavaliero 9 (1/2, 1/4), Cittadini 6 (2/3), Fernandez 4 (1/5), Janelidze 4 (1/2), Prandin 2 (1/1, 0/1), Loschi (0/1 da tre). N.e. Schina e Deangeli. All. Ceccarelli

Tiri liberi: 21 / 22 – Rimbalzi: 35 11 + 24 (Green 8) – Assist: 15 (Fernandez 4)

XL Extralight Montegranaro: Amoroso 26 (4/6, 5/10), Powell 25 (10/12, 1/4), Corbett 16 (3/12, 2/6), Campogrande 6 (3/3, 0/4), Maspero 2 (1/1, 0/3), Gueye 2 (0/1, 0/2), Treier 2 (1/1, 0/1), Rivali (0/1). N.e. Zucca, Altavilla, Nikolic. All. Ceccarelli

Tiri liberi: 11 / 12 – Rimbalzi: 27 7 + 20 (Amoroso 6) – Assist: 15 (Corbett 6)

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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI GIOVEDI’ 10 MAGGIO 2018

Da Il Piccolo di Trieste

Pecile: «La mia Alma è pronta
quanto lavoro per un sogno»
 
di Roberto Degrassi
 
Il momento, assicura, se lo sta gustando tutto, anche restando a guardare quelli che fino all’anno scorso erano compagni di squadra. Dal giorno del suo ritorno a Trieste ad adesso, Andrea Pecile – prima da giocatore, ora nelle vesti di dirigente – è stato testimone della crescita dell’Alma, da outsider mina vagante nei play-off a regina della stagione regolare e indiscutibilmente tra le massime pretendenti al grande salto.«In fondo, quando ho deciso di tornare a casa speravo di vivere tutto questo. Non l’avevo fatto certo per l’ingaggio ma per aiutare la squadra della mia città ad arrivare il più in alto possibile».
 
DOPO TREVIGLIO, MONTEGRANARO. «Siamo partiti nei play-off nel modo migliore. Il tabellone degli ottavi di finale ha proposto subito partite serie, contro una squadra in forma come Treviglio. E con quel successo in trasferta in gara3 abbiamo dimostrato di essere sul pezzo. Siamo pronti per combattere ancora in questi play-off, aspettiamo questo momento dall’inizio della stagione».
 
UN MOTORE A PIENI GIRI. «Non posso che essere fiducioso. Ci sono 12 giocatori senior da poter alternare, oltre a due under che potrebbero essere tranquillamente l’ottavo uomo in molte squadre di A2. Trieste è attrezzata per giocare ogni due giorni e arriva a questo appuntamento in condizioni fisiche super. E sapete perchè? Perché so quanto lavoro è stato fatto in questi anni per arrivare a questo punto».
 
RISCHI E CONTROMISURE. «Montegranaro è una bella squadra che arriva con lo stesso spirito di Treviglio: non ha niente da perdere perchè la pressione sarà su Trieste. Ma noi non abbiamo solo la voglia di vincere di una squadra, dietro c’è il cuore di una città. Rischi di sottovalutare l’impegno? Ma dai, di cosa stiamo parlando…Quanti play-off o partite delicate ha disputato gente come Cittadini, Cavaliero o Da Ros? Non esiste la possibilità che certi incontri vengano affrontati con leggerezza, soprattutto quando si arriva ai play-off».
 
CRESCITA E ALMA ARENA. «Stiamo facendo un lavoro enorme sotto tutti i punti di vista. Siamo tornati nelle scuole, le iniziative non mancano, è sempre più forte il legame tra l’Alma e Trieste. Sento parlare dappertutto di basket e con l’aumento della posta in gioco l’interesse e la passione aumenteranno di conseguenza. Città, tifosi, società, squadra, siamo tutti pronti per portarci a casa questo sogno. Il Palasport è pieno per gli impegni interni e accorrono a migliaia per seguire le dirette delle trasferte sul maxischermo. Lo farò anch’io, volete mettere guardare la partita a casa con qualche amico e poter invece condividere le emozioni con tanti altri tifosi…»
 
DA GIOCATORE A DIRIGENTE. «Cambia il ruolo ma non il legame con questi ragazzi. Daniele Cavaliero è uno dei miei più cari amici e fino a pochi mesi fa facevo parte anch’io di quello spogliatoio. Si continua a lavorare fianco a fianco, dall’ufficio mi affaccio sul parquet, vedo i ragazzi al lavoro, capisco quello che stanno provando in queste settimane. Non chiedetemi chi temo di più tra Bologna e Treviso. Rispondo solo che in tutte le squadre vedo pregi ma anche difetti e penso che dobbiamo occuparci solo di noi. Ho fiducia nel gruppo, c’è tanta qualità, non pensiamo agli altri. E poi, ricordiamoci che il fattore campo l’abbiamo noi…»
 
NOZZE E CAMP. «L’avevo anticipato l’anno scorso, chiedendo la mano di Giulia dopo la vittoria sulla Virtus. Nozze il 23 giugno, finiti i play-off. Una festa, quella del matrimonio, è assicurata, speriamo bene di farla doppia. E il giorno dopo le nozze, di nuovo all’Alma Arena per l’inizio del mio camp. Lo spirito è sempre quello del Trieste Tropics, cambia la sede grazie alla disponibilità di Gianluca Mauro e cambia anche il nome, “Sunshine Space Academy”, ispirandomi a “Space Jam”. Le adesioni per la prima settimana sono già sold out, siamo al lavoro per quella successiva. Confermate le guest star: Daniele, Ruzzier, Tonut, Candussi, Bossi. I soliti “muloni”. Ci saranno anche alcuni giocatori della Pallamano Trieste. Tornerà Enrico Ambrosetti, la sua storia l’altra estate ha toccato tutti i bambini partecipanti. Ormai è uno dei nostri. Inoltre, visto che in quei giorni sarà a Trieste la Nazionale per affrontare la Croazia, sto già brigando per qualche sorpresa tinta d’azzurro…Dal 9 luglio, però stacco dal basket e vado davvero in viaggio di nozze»
 
 
Domenica alle 18 sul parquet di casa il primo confronto con Montegranaro
Febbre da “quarti”, già venduti 2800 biglietti

di Lorenzo Gatto

 
Montegranaro nel mirino: è cominciato il conto alla rovescia in casa Alma con la gara-uno dei quarti di finale in programma domenica alle 18 che si fa sempre più vicina (gara2 si disputerà invece sempre a Trieste martedì con inizio alle 20.30).E la febbre è già tanta, visto che nel giro di appena due giorni sono già stati venduti 2800 biglietti. Una partenza davvero lanciata che lascia supporre uno splendido colpo d’occhio domenica pomeriggio.Tornando alla partita di domenica metterà di fronte Trieste reduce dal convincente 3-0 ottenuto a spese di Treviglio e la formazione marchigiana reduce dal meritato 3-1 inflitto a Biella. Serie nella quale Amoroso e compagni hanno dimostrato di saper vincere fuori casa rovesciando il fattore campo in un ambiente tradizionalmente caldo.
 
SITUAZIONE: Entrambe con la rosa al completo. Trieste può lavorare senza problemi particolari, lo stesso dicasi per l’XL Extralight che ha ritrovato Rivali dopo l’infortunio e sta gradatamente aumentando il minutaggio in campo del suo play titolare.
 
PREVENDITA: Partita martedi, punto di ritrovo sarà come sempre l’ingresso principale dell’Alma Arena con tre casse aperte fino a venerdì con orario continuato dalle 10 alle 19.30. Sabato si continuerà dalle 9 alle 12.30, domenica solita prevendita al botteghino con inizio alle 16. Vengono riproposti i mini abbonamenti a prezzo scontato per le prime due gare: tagliandi in vendita anche al Ticket Point di Corso Italia 6/c, presso l’agenzia Bagolandia di via San Marco e a Multimedia Radioattività di Campo Marzio.
 
GRIGLIA: Tabellone già completato nella parte alta con Fortitudo Consultinvest Bologna-Tezenis Verona e Novipiù Casale Monferrato-Gsa Apu Udine che si affrontano per guadagnare la semifinale. Trieste sfida Montegranaro mentre nell’altro quarto la De’Longhi Treviso affronterà Ferrara, che in gara 5 ha vinto a Scafati 90-79.
 
La gomitata di Musso
graziata dal giudice
 
Gara 4 ad altissima tensione al Pala Conad di Trapani per la sfida playoff fra la Lighthouse di Stefano Bossi e la Dè Longhi Treviso. Non è sicuramente nell’esito del match l’oggetto di cotanta elettricità, visto che la compagine veneta ha chiuso la serie con un perentorio 78-99, bensì in un episodio accaduto ad inizio seconda frazione fra Bernardo Musso e Marco Mollura. L’azione d’attacco siciliana si stava consumando con una palla persa di Jesse Perry, allorchè l’esterno italo/argentino Musso, lontano dalla palla, rifila una deliberata gomitata sul volto del malcapitato Mollura che cade malamente a terra. La terna arbitrale reputa il gesto come antisportivo e non passibile di espulsione diretta; solo la casualità ha fatto sì che il giocatore venga escluso dal match per somma di fischiate pesanti (tecnico e antisportivo). Il Presidente della società (e della LNP) Pietro Basciano ha twittato sui social il video dell’accaduto e, nonostante lo sdegno popolare, il giudice sportivo non ha ritenuto opportuno prendere decisioni in merito.
 
A Mantova la situazione da precaria si sta facendo drammatica: dopo l’uscita di Silvia Bellelli e Stefano Berni, anche il Presidente Marco Prandi è in procinto di defilarsi. Lo sponsor Dinamica sembra ridimensionare l’investimento, con probabile uscita dal CDA del proprio uomo, Andrea Ghiraldi. Il drastico assottigliamento del consiglio d’amministrazione addensa nuvole sugli Stings sempre più grigie, con l’Urania Milano (seconda squadra meneghina) interessata ai diritti, e non è l’unica. (r.b.)
 
Unione, tanti gol poco uti liagli antipodi del Südtirol
Nonostante il crollo degli ultimi mesi gli alabardati con 42 reti sono il quarto attacco
Ma la sorpresa è stata la squadra di Zanetti che per 10 volte si è imposta di misura
 
di Saverio Mirijello
 
Pur vagamente entusiasmanti, le prestazioni col freno a mano tirato dell’ultimo periodo non cancellano quanto di buono prodotto dell’Unione, almeno con la continuità offerta fino a metà febbraio (dopo il 2-1 interno all’Albinoleffe del 17/2, sono infatti seguite 11 partite col magro consuntivo di 10 punti). Una regola pratica, ribadita nella stagione regolare appena conclusa, è che con 3 punti in palio, dati alla mano, si possono dormire sonni più tranquilli qualora si badi a giocare senza puntare al pareggio per muovere comunque il passo: non son bastate 16 patte all’Unione per staccare un pass per i playoff, non sono stati sufficienti 17 pari (primato del girone) al pur coriaceo Teramo per evitare i playout col peggior Vicenza in assoluto nell’ultracentenaria storia del calcio biancorosso (mai i berici avevano concluso all’ultimo posto il campionato di 3.a serie).
 
Altro principio: si sa quanto valgono i gol realizzati, ma non si valorizzano abbastanza i gol evitati. In questo senso, il premio per la miglior strategia complessiva va al Sudtirol: ha guadagnato il 2.o posto caratterizzandosi come team che ha vinto 15 gare (seconda solo allo stellare Padova) col 9.o miglior attacco, incassando poco (28 gol: appena uno in più degli stellari euganei, che hanno chiuso con 8 punti sopra) e pareggiando 10 volte (12.a in tale specialità), ma soprattutto ha condotto in porto ben 16 partite su 34 con la rete inviolata: tra queste, ben 10 affermazioni ottenute di misura che sono state decisive per catapultare in alto la squadra di Zanetti. Terzo: segnare tanto serve senza alcun dubbio allo spettacolo, al palato dei tifosi che pagano il biglietto, e funge da utile spot per il calcio, ma non garantisce nulla, come purtroppo ben sa l’Unione appena arrivata al capolinea: 42 reti all’attivo, 4.o attacco del girone, soltanto 2 reti in meno della capolista. Un attacco tritasassi non può coprire tutte le magagne, nè una difesa impermeabile può da sola mettere pezze ovunque: a premiare di più sono l’equilibrio distribuito su tutti i reparti e le prove corali.
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Con buona approssimazione, la più bella versione dell’Alma di tutta la stagione: poteva essere una gara-2 particolarmente scorbutica contro Treviglio, ne esce una partita praticamente a senso unico dove tutti i “violini biancorossi” suonano meglio della Filarmonica di Vienna durante il concerto del primo gennaio. L’Alma si veste da rullo compressore e doma, con grande convinzione, una Remer lontana anni-luce con il piano partita che sperava di poter mettere sul parquet: finisce 97-82, il punto del 2-0 è messo in saccoccia e con esso (ma lo diciamo sottovoce) un piccolo pezzetto di qualificazione per i quarti di finale. E ciò che colpisce di più è la grande fame di Trieste, capace di azzerare abbastanza velocemente le armi della squadra di Vertemati e di non lasciare spazio ad alcun tipo di contromisura.

Si rimescolano abilmente le carte su ambo i fronti: Trieste rinuncia a Fernandez e ributta nella mischia Baldasso, la Remer tiene invece in tribuna Voskuil e alza il peso specifico in pitturato con Easley. L’Alma rompe il ghiaccio con l’appoggio al vetro di Mussini e i cinque punti consecutivi messi a segno di Cavaliero (7-4 al 3′), mentre Treviglio pesca e trova in attacco proprio Easley per mantenersi in scia con i biancorossi. I padroni di casa giocano però maggiormente di fisico, e quando Green – sia spalle a canestro che in transizione veloce – decide di attaccare il ferro son dolori per gli ospiti: a metà quarto il punteggio sorride a Trieste sul 18-8, allietata dal fatto che anche Bowers sia perfettamente a fuoco nei primi minuti di gioco con canestri preziosi e assist pregiati. La Remer, in grande difficoltà difensiva,  ha nel folletto Frazier (7 punti in altrettanti giri d’orologio) l’arma in più per togliersi dalle secche abbastanza rapidamente e riportando i suoi provvisoriamente a -3, sull’altro lato l’Alma riprende subito in mano l’inerzia e, grazie alla tabellata di Da Ros allo scadere, confeziona otto punti di margine sulla prima sirena (26-18).

A mantenere bello caldo il motore giuliano nel secondo periodo ci pensa Prandin: con cinque punti di fila e una difesa al bacio “Bobo” fa partire la 4×100 biancorossa, che cavalca a velocità supersonica verso il canestro ospite. Se ci mettiamo dentro anche Loschi e Baldasso che segnano da lontano, il momentaneo +19 casalingo sul 49-30 al 16′ ha già tutta la parvenza di una quadratura totale del cerchio per l’Alma: Treviglio è nervosa, si aggrappa a qualche tiro libero per prendere un po’ di fiato ma la sensazione è che alla squadra di Vertemati serva qualcosa di diverso della semplice fisicità. Per la Remer volano anti-sportivi e tecnici, ma anche un mini-break di 10-5 (56-42, con Frazier in grandissimo spolvero ma l’unico a predicare nel deserto) per dare un senso a una gara che rischia di scappare via già dopo nemmeno venti minuti.

Per mettere qualche sassolino nei sin lì eccellenti ingranaggi in attacco di Trieste, Treviglio punta sulla difesa “2-3”: il fatto che Green continui a salire con l’ascensore verso il ferro, con “2+1” mortiferi che tramortiscono il pitturato ospite, e con la consapevolezza che Mussini ha un bel mirino tra le mani per imbucare con costanza dal perimetro, la Remer si ritrova con poche frecce al proprio arco e con un -26 sul groppone a quindici minuti dal termine (78-52) che in pratica mette una pietra tombale sulle sorti di gara-2. Si vede praticamente di tutto (anche Baldasso che stoppa!) e sull’85-59 della penultima sirena c’è ben poco altro da raccontare, se non che questa Alma in modalità “cannibale” (seppure l’ultimo quarto sia in modalità “risparmio”) ha già voglia di chiudere venerdì a Treviglio la serie. Che, detto fuori dai denti, sarebbe un gran bel affare.

Alma Trieste – Remer Treviglio 97-82 (26-18, 56-42, 29-17, 85-59)

Alma  Trieste:  Bowers 17 (5/9, 1/1),  Green 16 (6/9, 0/1), Mussini 14 (4/8, 2/2), Cavaliero 12 (2/3, 2/3), Prandin 10 (1/2, 2/2), Loschi 9 (1/2, 2/5),  Baldasso 9 (3/3, 1/5),  Cittadini 6 (2/3),  Da ros 4 (2/7, 0/1),  Janelidze (0/4, 0/1),  Schina. N.e.  Deangeli.

Tiri liberi: 15 / 15 – Rimbalzi: 35, 12 + 23 (Bowers, Green 7) – Assist: 17 ( Da ros 5)
 
Remer Treviglio:  Frazier 21 (7/13, 2/8), Easley 14 (7/9),  Planezio 11 (2/2, 0/1),  Marino 9 (1/1, 2/6),  Palumbo 8 (1/1, 1/3),  Dincic 7 (3/3, 0/1),  Pecchia 4 (1/2),  Borra 4 (1/1),  Mezzanotte 2 (1/2, 0/1),  D’almeida 2 (0/1), Rossi (0/1). All. Vertemati

Tiri liberi: 19 / 25 – Rimbalzi: 21, 3 + 18 (Easley 6) – Assist: 14 (Frazier, Marino, Pecchia 3)
 
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È disponibile online, sulla pagina ufficiale Facebook del settimanale sportivo City Sport, la puntata speciale del Tiggì – condotta da Alessandro Asta con ospite Raffaele Baldini – tutta dedicata al derby che domenica 15 aprile vedrà protagoniste Alma Trieste e Gsa Udine:

 

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Non ci si inventa niente, parlando dei possibili scenari di un derby: ovverosia, una partita che sfugge a qualsiasi tipo di schema, scritto o non scritto. La Trieste-Udine che farà il pienone domenica all’Alma Arena crea poche eccezioni alla regola, soprattutto perché arriva in un momento di campionato in cui – a 80 minuti secchi dalla fine della regular season – i giochi non sono fatti né per i giuliani, tantomeno per i bianconeri friulani.

Ecco quali sono, da ambo le parti,  gli elementi che potrebbero spostare l’ago della bilancia da una parte o dall’altra:

ALMA TRIESTE

  1. L’IMBATTIBILITÀ CASALINGA BIANCOROSSA -> 558 (cinquecentocinquantotto, per esteso): è il numero di giorni consecutivi in cui il palasport di Valmaura, all’interno della stagione regolare, non viene violato da una formazione diversa da quella triestina.Sono cambiate le squadre, così come gli obiettivi prefissati a inizio di ogni campionato, ma il trend in via Flavia non è mutato minimamente: la poco rilassante sensazione di cadere in una vasca piena zeppa di piranha è una sorta di abitudine che nell’ultimo anno e mezzo ha accompagnato tante malcapitate avversarie dell’Alma. E anche qui scopriamo l’acqua calda nell’affermare che – di quei attuali 42 punti in classifica a Est – 28 sono il fatturato del “14-0” di record interno: ben più di una semplice polizza assicurativa per Trieste. In barba anche al numero esponenziale di infortuni stagionali.
  2. IL PUBBLICO -> altra “cosina” più ovvia del fatto che ogni giorno, sul colle di San Giusto, sorga il sole. Il muro biancorosso fa sempre la differenza, in ogni ambito. E sicuramente lo farà anche domenica prossima contro la Gsa, poiché è ormai scientificamente provato che il “sesto uomo” all’Alma Arena è da molto tempo l’elemento che si unisce in maniera indissolubile con la squadra di Eugenio Dalmasson. Alla stessa stregua di un atomo di ossigeno che si lega a due di idrogeno…16300227_1302130379845553_4601289315268426440_o
  3. QUEL PRIMO POSTO ASSOLUTO A PORTATA DI MANO -> Domenica nella Venezia Giulia si potrebbe festeggiare ben più di una semplice vittoria in un derby. Perché combinazioni astrali favorevoli (unite al ben più serio quoziente canestri che sorride a Trieste, volgendo lo sguardo verso le prime della classe a Ovest) metterebbero il sigillo notarile sulla casella numero 1 della griglia play-off. Che, per un Alma che tanto ha faticato (e anche perso punti) in trasferta nel girone di ritorno, è indiscutibilmente un valore aggiunto non indifferente per tutto quello che vedremo dal 29 aprile prossimo in poi.Ecco allora che i due punti contro Udine fanno davvero venire maggiormente l’appetito, confidando che nelle migliori delle situazioni Trieste potrà andare poi a Montegranaro quasi in…ciabatte. E tirare un pochino il fiato, prima del rush finale di post-season, diventa sì un bel valore aggiunto.

GSA UDINE

  1. L’IMBATTIBILITÀ CASALINGA BIANCOROSSA -> No, non è un errore di copia/incolla di quanto già scritto sopra. È che a Udine ci sperano eccome, che si possa far saltare il banco dell’Alma Arena proprio in occasione del derby, nonostante il filotto aperto giuliano sembra non concludersi mai. E, come disse un po’ di tempo fa Ethelda Bleibtrey, nuotatrice statunitense che vinse 3 medaglie d’oro alle olimpiadi di Anversa 1920:


    I record sono come le bolle. Scompaiono velocemente.

     

    Le bamboline voodoo con annessa canotta giuliana sono già in vendita in Friuli e dintorni, ne siamo certi. Ma alla Gsa servirà anche qualcosa in più per vincere a Trieste, e qui ci colleghiamo al punto successivo…

  2. TROY CAUPAIN -> Buona parte degli occhi saranno su di lui. Primo, perché a parte i video su YouTube, del prodotto cresciuto ai Cincinnati Bearcats si sa pochino (se non che tira discretamente, sa prendersi anche un buon numero di rimbalzi e possiede una spiccata abilità nel passare bene la palla in transizione). Secondo, perché il play di stanza sin poco tempo fa ai Lakeland Magic potrebbe essere la pescata giusta in un contesto che ha perso per strada la fiducia dei mesi migliori.

    Saprà un newyorkese classe 1995 ridare a Udine la leadership che Rain Veideman – prossimo nel contesto Gsa a essere…”rottamato” –  non è stato in grado di fornire ai bianconeri nell’ultimo periodo? Di certo, il rischio che il nuovo play americano diventi domenica per l’Alma il pericolo pubblico numero uno è tangibile.os-pictures-orlando-magic-player-troy-caupain--014

  3. L’ORGOGLIO FRIULANO NELLE SFIDE CONTRO TRIESTE -> Tre sconfitte di fila e un coltello tra i denti: Udine è in piena corsa per i play-off, ma la brusca frenata intercorsa proprio prima del prossimo derby ha raffreddato gli entusiasmi. E arrivare a giocarsi (quasi) tutto all’ultima di campionato per staccare il biglietto per la post season è roba che dalle parti del “Carnera” nessuno vuole correre il rischio.

    Anche il magazziniere dell’Apu sa bene che uscire domenica sera dall’Alma Arena con i due punti in tasca sarà impresa titanica: ma c’è sempre quello smisurato orgoglio su lato bianconero – nelle partite contro i rivali biancorossi – che può diventare il propano per incendiare sportivamente una sfida come quella di Valmaura. Lo è sempre stato storicamente, lo sarà sicuramente anche in questo appuntamento. Perché il pensiero di potenziali caroselli friulani strombazzanti, da Via Miani sino al casello di Udine Sud, fa venire l’acquolina in bocca a tutti quelli con sciarpe Gsa… 

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Importante per l’Alma, quasi fondamentale per Udine: il derby di per sé non è mai una sorta di sfida “scapoli contro ammogliati”, tantomeno lo sarà la partita che domenica prossima riempirà le tribune dell’astronave di Valmaura. Su sponda friulana si respira sin da adesso l’aria dell’attesa, poco mitigata da un finale di stagione in cui la Gsa si sta complicando la vita da sola: ne è consapevole Davide Micalich, general manager e a.d. dell’Apu.

Micalich, arrivate dunque allo scontro più atteso del campionato con qualche difficoltà di troppo: ve lo aspettavate? «Decisamente no. Siamo un po’ col fiatone dopo un girone di andata più che positivo: nelle ultime settimane pensavamo che il peggio fosse ormai alle spalle, obiettivamente però ci stiamo trascinando troppo nel cercare di blindare una posizione per i play-off. Certamente paghiamo a caro prezzo sconfitte sanguinose come quella casalinga contro Bergamo: ora continuiamo a lavorare, le somme le tireremo solamente alla fine».

È evidente che, nel momento-no, abbiate cercato costantemente di cambiare rotta. E qualcosa è arrivato ultimamente dal mercato. «L’arrivo di un giocatore come Troy Caupain è da considerarsi propedeutico dopo un’analisi attenta che è stata fatta nell’ultimo periodo. Per qualche settimana abbiamo preferito rimanere con questi effettivi finché la situazione ce lo permetteva, poi ci siamo resi conto che dovevamo fare qualcosa. Abbiamo rinnovato la fiducia a coach Lino Lardo, sapendo che un cambio in panchina a poche giornate dal termine non avrebbe portato alla scossa desiderata. E dopo aver constatato che Veideman sta facendo molta fatica rispetto alla scorsa annata, la scelta è ricaduta su un atleta che ha fatto molto bene in G League e che saprà ritagliarsi un ruolo da protagonista anche da noi. Chissà, magari già contro l’Alma…».

A proposito di derby: è anche una sfida tra diverse tifoserie. La vostra, dopo alcune partite infelici, ha raffreddato un po’ il proprio entusiasmo…«A Udine stiamo vivendo di euforia, dopo essere ripartiti dalla C sino alla A2. Io credo che, al di là dei risultati non brillantissimi dell’ultimo periodo, i nostri supporters non faranno mancare il proprio apporto domenica prossima. Un derby è sempre memorabile, per coreografia e per il calore che entrambe le tifoserie sanno sprigionare. L’importante è fermarci agli sfottò, per poi andare tutti insieme a bere una birra a fine partita: è questo ciò che conta».

E Trieste, come la vede? «Ho grande rispetto per l’Alma e per quello che ha saputo costruire in questi mesi: conosco Mario Ghiacci per averci lavorato molto bene assieme in passato, c’è l’entusiasmo di Gianluca Mauro e la forza di una proprietà che sta investendo forte. Si vede ad occhio nudo che le cose sono cambiate rispetto a solo qualche stagione fa. E anzi: nel momento in cui saremo fuori dai giochi, farò il tifo proprio per Trieste».

Come si affronta una squadra che, in casa durante la regular season, non perde un colpo all’Alma Arena da un anno e mezzo? «Con la consapevolezza che sul proprio parquet Trieste è quasi imbattibile, per organico e per la forza dei tifosi: il pronostico pende dalla loro parte, ma è anche vero che abbiamo bisogno di riaccenderci. E non esiste un’occasione migliore per tentare di fare uno sgambetto all’Alma proprio a Valmaura: sono convinto che, indipendentemente dalla difficoltà del match, una bella fetta di play-off passa per noi proprio da un risultato positivo nel derby. Giocando senza pressioni, possiamo fare il colpaccio».

Chi vede come favorita per il salto di categoria? «Senza mezzi termini, la squadra che arriva prima in assoluto in regular season. E se a farlo sarà Trieste, far saltare il fattore-campo sarà difficile per tutti».

(da City Sport, lunedì 9 aprile 2018)

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Fate pure quattordici di fila in campionato: Trieste in casa propria è sempre un martello pneumatico e anche la Tezenis Verona è costretta a subire la dura legge dell’Alma Arena. Finisce 80-70, i giuliani si regalano una Pasqua decisamente serena e ancora una volta anestetizzano a Valmaura quanto non fatto di buono in trasferta (vedi la sconfitta dopo due overtime a Jesi di sette giorni fa). Non per forza un qualcosa di scontato, sebbene – e lo ripeteremo fino allo sfinimento – i biancorossi di Eugenio Dalmasson siano sempre con due marce in più davanti ai propri sostenitori. 

È Janelidze a fare compagnia in tribuna all’ancora infortunato Fernandez: Trieste parte subito sparando bene dalla lunga distanza con Bowers per ben due volte (8-2 al 3′), la Tezenis prova invece a innestare subito il proprio play Amato (un grande impatto sul match, il suo, nel primo quarto) per oliare al meglio i propri attacchi. L’Alma – come d’uopo in casa – corre tanto (ed è Prandin a farsi carico di un paio di belle sfuriate in penetrazione per altrettanti canestri), Verona fa altrettanto e resta agganciata sul 14-12 dopo la tripla di Greene. Dalmonte chiama zona al 7′, nella speranza che la “bulgara” faccia il suo corso: la realtà delle cose è diametralmente opposta per gli scaligeri, almeno in difesa: la “bomba” di un indemoniato “Bobo” (associata più tardi a quella di Baldasso dall’angolo) tiene a distanza di sicurezza gli ospiti sulla prima sirena, con un 5/7 complessivo da tre nei primi dieci minuti biancorossi che è grasso che cola alla prima sirena (29-18).

Mentre si sparano allegramente magliette dal parquet verso le tribune, c’è anche il debutto di Federico Mussini in maglia Alma a cavallo dei primi due periodi di gara. Con la buona lena nel tiro pesante che continua a rimanere immutata per i padroni di casa (ancora – guarda un po’ – con Prandin), Verona inizia ad alzare il volume della radio in difesa, permettendo poi a Greene di mettersi in proprio e di volare in doppia cifra di realizzazione al 14′ (32-25). Nel momento di maggior difficoltà del quarto (collimato con un time-out chiamato da Dalmasson), c’è il Green nostrano a sparecchiare la tavola volando a schiacciare in contropiede e a partecipare successivamente al “Festival della tripla” che annulla quella precedentemente imbucata su lato scaligero da Oboe. L’Alma resta col mirino da cecchino innestato, finendo anche il secondo quarto con un rassicurante vantaggio in doppia cifra (44-33).

La velocità supersonica con cui Trieste approccia il terzo quarto fa ben sperare il popolo di Valmaura: la schiacciata di Green a due passi dal ferro avversario apre alla grande la seconda metà di gara, dall’altra parte della barricata c’è sempre lo spauracchio Amato (praticamente imprendibile quando si lancia nell’uno contro uno) a cercare di lanciare un segnale per la Tezenis, sotto di 13 al 23′ ma in balìa degli eventi quando la palla è in mano a quelli in maglia biancorossa. L’Alma ha praticamente il doppio dell’intensità offensiva degli scaligeri e quando Mussini imbuca il primo canestro dal campo della sua nuova avventura triestina (53-37), c’è davvero la consapevolezza che l’inerzia sia abbondantemente in mani giuliane. Il +20 interno è dietro l’angolo, così come la possibilità di veder giocare tanto il talentino arrivato solo una manciata di ore fa sponda Reggio Emilia. In casa biancorossa ci si stiracchia un po’ negli ultimi due minuti di penultimo periodo, anche se il 66-48 a dieci dalla fine permette di dormire sonni tranquilli: ed è proprio “Musso” a ritagliarsi una bella fetta di attenzioni da parte dei suoi nuovi tifosi, grazie a una intraprendenza che fa ben sperare per il futuro prossimo dell’Alma.

Gli ultimi dieci di gara vedono Trieste andare in “modalità risparmio”, con pochi punti segnati e con un -7 esterno a due minuti dalla fine (78-65) che fa forse tremare i polsi a più di qualcuno: ci pensa Baldasso a rimettere le cose a posto, con una bomba che rompe l’uovo di Pasqua e con annessi due punti da ritirare alla cassa.

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È l’ Olimpija Lubiana la vincitrice del VII Memorial “Stefano Tramontin”: nella finale della manifestazione, organizzata da All In Sport in collaborazione con Alma Pallacanestro Trieste, gli sloveni si sono imposti per 73-66 sull’One Team Basket Forlì, all’interno di quaranta minuti molto equilibrati e al termine dei quali i romagnoli sono usciti a testa altissima dal parquet di Aquilinia.

Partita maschia, sin dalle prime battute, con le difese a farla da padrona: è 5-5 al 3’, momento in cui Lubiana inizia a pressare e a recuperare qualche buon pallone. Fabiani tiene in scia Forlì per il temporaneo -5 romagnolo (9-14): dopo il break di 7-0 per i forlivesi, con Squarcia a dare il primo vantaggio della partita in favore di One Team. Su fronte Olimpija si attiva Malovcic (MVP del torneo e sontuosa “doppia-doppia” per lui) per il momentaneo +2 sloveno al 10’ (20-22). È un vero e proprio tira e molla nel punteggio, quello che va in scena nel secondo periodo: micro vantaggi si alternano da una parte e dall’altra, con Malovcic ancora a ergersi grande protagonista dell’Olimpija e Forlì a rispondere con la tripla di Torelli per il 33-32 forlivese al 15’.

I ritmi salgono e con essi anche lo spettacolo sul parquet di Aquilinia: piccolo strappo di Lubiana con il 2+1 di Fajfar, quindi l’appoggio al tabellone di Klavzar regala il 37-43 del 20’. Ancora Squarcia (bomba) tiene agganciato il One Team al 23’ (42-46), con il punteggio in bilico anche a dieci dal termine sul 51-55: l’acuto decisivo del match non si fa attendere troppo, con Lubiana a volare prima sul +8 con la tripla di Klavzar (55-63) e scappare via definitivamente nel punteggio con un break di 4-0 che chiude i giochi, consegnando agli sloveni la vittoria del Memorial “Tramontin” 2018.

Sicuramente meno equilibrato rispetto alla finalissima è stato il match per il terzo e quarto posto tra baskeTrieste e Oxygen Bassano: sono gli ospiti a imporsi per 90-51, mantenendo il controllo del match dal primo all’ultimo istante di gara contro una formazione – quella allenata da Alessandro Nocera– che ha dovuto fare i conti con alcune pesanti defezioni nel roster.

La maggior fisicità di Bassano contro i tentativi di raddoppio difensivo di Trieste: inizia così la gara che regala il gradino più basso del podio al “Tramontin”. I biancorossi fanno inizialmente fatica in attacco, perdendo anche qualche pallone su rimessa d’attacco e soffrendo sotto canestro con un Agbamu che è una sorta di muro invalicabile in pitturato: Oxygen avanti di nove al 4’ (5-12), con gli ospiti che allungano nel finale di primo quarto dove baskeTrieste va sul provvisorio massimo svantaggio proprio sulla sirena del 10’, con i biancorossi puniti dalla tripla di tabella di Marangoni (8-25). Nonostante parecchi errori ai tiri liberi, i padroni di casa tentano di risalire la china con i punti del capitano Serra (17-30 al 14’), aumentando la pressione difensiva che porta l’Oxygen a perdere qualche pallone in attacco. Nonostante la poca fluidità offensiva nel secondo quarto, resta sempre abbondantemente in doppia cifra di vantaggio ospite sino alla sirena di metà gara, con i veneti sospinti nel finale di periodo da Pianegonda (25-41).

Il trend della partita non cambia nella terza frazione, con Bassano ad avere l’inerzia in pugno e con baskeTrieste a tentare il tutto per tutto per tentare di rosicchiare parte del gap: lo score non aiuta però la squadra di Nocera (35-60 alla penultima sirena), con Bassano che tiene poi i giuliani a debita distanza di sicurezza con le “bombe” di Rutigliano e con un parziale di 19-0 che blinda definitivamente la vittoria nei confronti dei giuliani.

Per quanto riguarda invece le “finaline di consolazione”, Uisp XVIII Roma si impone sul filo di lana contro il Vivi Basket Napoli e conquista il 5°posto del torneo: un 63-60 ad alta tensione emotiva, con il punteggio in bilico praticamente sino all’ultimo minuto. Per i capitolini il top-scorer di giornata è Nonkovic con 21 punti all’attivo, seguito da Nizza con 14 e Vlad con 10; su lato partenopeo non bastano i 22 inanellati da Capezza.

Più netta infine la vittoria di Nova Gorica nel derby d’oltreconfine contro la selezione croata di Istria Select: nonostante i soli sette giocatori a disposizione, la compagine allenata da Marcetic batte per 70-47 gli avversari per il 7° e 8° posto. Miglior marcatore sloveno è Skuka a quota 25, sul fronte opposto l’unico in doppia cifra è Jaksic con 18 punti all’attivo.

I TABELLINI DELLE FINALI

FINALE 1°/2°POSTO: ONE TEAM BASKET FORLI’-OLIMPIJA LUBIANA 66-73 (20-22, 37-43, 51-55)

ONE TEAM BASKET FORLI’: Mstral, Creta 6, Torelli 17, Adamo, Ciadini 7, Prandini 3, Landi, Flan 10, Syla, Squarcia 11, Fabiani 12, Gaspari. All. Barbara

OLIMPIJA LUBIANA: Malovcic 29, Kocjancic 6, Klavzar 20, Weber, Sytnikov 8, Kocevar, Gnamus, Fajfar 7, Jurkovic, Basic, Daneu 3. All.Podvrsnik

FINALE 3°/4° POSTO: BASKETRIESTE-OXYGEN BASSANO 51-90 (8-25, 25-41, 35-60)

BASKETRIESTE: Pergreffi 1, Dudine 9, Nisic 3, Michellini 2, Prato 2, Deponte, Serra 19, Blasi 10, Giustina 3, Comar 2. All. Nocera

OXYGEN BASSANO: Rutigliano 9, Torresin 3, Milovanovikj 5, Basso 2, Serraglio 6, Agbamu 8, Gianesini 9, Mujagic, Passuello, Marangoni 11, Pianegonda 33, Traore 4. All. Napolitano

FINALE 5°/6°POSTO: UISP XVIII ROMA-VIVI BASKET NAPOLI 63-60 (13-13, 29-28, 47-47)

UISP XVIII ROMA: Cicchinelli 3, Tiberti 8, Fruscoloni, Nonkovic 21, Zacutti 1, Nizza 14, Fortunato, Viviero, Milani 2, Gjinaj 4, Gianelli, Larocca, Vlad 10. All. Giannini

VIVI BASKET NAPOLI: Perretti, Sveldezza, Agostini 2, Mansi, Sargiotta, Naviglio, Marcelletti, Paterniti, Capezza 22, Tolino 14, Cortese 11, De Felice 11. All. Di Lorenzo

FINALE 7°/8° POSTO: ISTRIA SELECT-NOVA GORICA 47-70 (20-21, 29-40, 35-61)

ISTRIA SELECT: Maurel, Borina, Pavletic 3, Durin, Blazevic 8, Jaksic 18, Benkovic 2, Klaric 2, Androlivic 7, Kostic 3, Burazer 4. All. Valic

NOVA GORICA: Poje 6, Bunc 11, Paulin 10, Markic 11, Skuka 25, Godec 1, Skvarc 6. All. Marcetic

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Dopo un’intensa seconda giornata di gare al Memorial “Stefano Tramontin”, contraddistinta da ben otto match giocati, sono stati definiti gli accoppiamenti delle finali che sabato 31 marzo concluderanno la “tre giorni” della kermesse rivierasca, giunta alla sua settima edizione.

Partiamo dalle teste di serie della manifestazione, ovverosia dalle due squadre che si giocheranno la vittoria del torneo promosso e organizzato da All In Sport Asd: saranno One Team Basket Forlì e Olimpija Lubiana a disputare la finalissima delle ore 11.30 presso il palasport di Aquilinia, in una sfida tra team che hanno dimostrato grande profondità di roster, a cui vanno aggiunte trame di gioco fluide che hanno finito col fare la differenza nelle prime due giornate del “Tramontin”.

C’è particolare interesse anche per il match delle ore 9.30 – sempre al palasport di Piazzale Menguzzato – che vedrà di fronte i padroni di casa del baskeTrieste contro l’Oxygen Bassano e che regalerà l’ultimo gradino del podio. Un confronto sulla carta equilibratissimo, quello tra i veneti (apparsi molto fisici e intensi) e la compagine allenata da Alessandro Nocera, che dopo la sconfitta di giovedì contro Forlì ha saputo impressionare nella seconda giornata di gare. Per i biancorossi giuliani è infatti arrivato il filotto, prima con un secco +67 contro Istria Select, poi la vittoria contro Napoli nel confronto del pomeriggio. E proprio i partenopei saranno impegnati alla “Pacco” (ore 10.30 per il 5/6 posto) contro il Uisp Roma nella prima delle finaline di consolazione, con i capitolini che hanno ben impressionato durante le prime due giornate, in particolare nella sconfitta più che dignitosa contro la corazzata Olimpija Lubiana. A chiudere il tabellone del “Tramontin” sarà infine la sfida tra i croati di Istria Select e gli sloveni di Nova Gorica.

Anche nell’ultimo giorno di gare, spazio alla beneficienza: oltre alla raccolta fondi dedicata alla Sezione Giovani del CRO di Aviano, presso il palasport di Aquilinia sarà possibile acquistare il volume “Basket Face” di Antonio Barzelogna, i cui proventi saranno destinati al progetto dell’associazione ONLUS “Un Canestro Per Te” dedicato al cestista Enrico Ambrosetti. 

I TABELLINI DELLE PARTITE DELLA 2°GIORNATA

OXYGEN BASSANO-UISP ROMA 74-61 (25-8, 43-40, 58-48)

OXYGEN BASSANO: Ferraglio 2, Rutigliano 5, Torresin, Milovanovikj 29, Basso 1, Agbamu 7, Giamesini, Mujagic 2, Passuello, Marangoni 2, Pianegonda 15, Traore 6, Petronella 5. All. Napolitano

UISP ROMA: Cicchinelli 7, Tiberti, Fruscoloni 13, Nonkovic 8, Lacutti 4, Nizza 29, Fortunato, Vivero, Milani, Gjinaj, Giannelli, La Rocca. All. Giannini

 

BASKETRIESTE-ISTRIA SELECT 122-55 (39-13, 64-26, 100-41) 

BASKETRIESTE: Pergreffi 18, Dudine 6, Poboni 28, Michellini 7, Prato 12, Deponte 21, Serra 9, Tomusic 7, Blasi 9, Giustina 7, Arnaldo 9, Pieri 6. All. Nocera

ISTRIA SELECT: Pavletic 6, Maurel, Kostic 14, Borina, Bilic 2, Benkovic, Andrilovic 9, Burazer 1, Blazevic 2, Klaric, Durin 2, Jaksic 19. All. Valic

 

ONE TEAM FORLI’-VIVI BASKET NAPOLI 82-66 (20-17, 46-29, 68-50)

ONE TEAM FORLI’: Zambianchi 7, Mstral 9, Creta, Torelli 19, Adamo 2, Ciadini 10, Prandini 6, Flan 13, Syla, Squarcia 4, Fabiani 11, Gaspari. All. Barbara

VIVI BASKET NAPOLI: Perretti, Sveldezza 2, Agostini 6, Mansi 7, Sargiotta, Naviglio, Marcelletti 2, Paterniti, Capezza 24, Tolino 12, Cortese 11, De Felice 2. All. Di Lorenzo

 

OLIMPIJA LUBIANA-NOVA GORICA 75-54 (16-7, 38-23, 56-35) 

OLIMPIJA LUBIANA: Malovcic 13, Kocjancic 9, Klavzar 9, Weber 3, Sytnikov 10, Kocevar 6, Gnamus, Fajfar 8, Jurkovic 4, Basic 6, Daneu 5, Rojc 2. All. Podvrsnik

NOVA GORICA: Poje 4, Bunc 15, Podobnik, Pavlin 2, Markic 4, Likar 3, Scuca 26. All. Pusnar

 

BASKETRIESTE-VIVI BASKET NAPOLI 82-67 (22-22, 37-40, 63-57)

BASKETRIESTE: Pergreffi 2, Dudine 10, Poroni 5, Michellini 12, Prato, Deponte, Serra, Tomusic 18, Blasi 6, Giustina, Arnaldo 19. All. Nocera

VIVI BASKET NAPOLI: Perretti, Sveldezza, Agostini 9, Mansi 14, Sargiotta, Naviglio, Marcelletti, Paterniti, Capezza 24, Tolino 4, Cortese 13, De Felice 3. All. Di Lorenzo

 

OXYGEN BASSANO-NOVA GORICA 81-30 (24-10, 38-19, 67-25)

OXYGEN BASSANO: Rutigliano 8, Torresin 5, Milovanoviky 16, Serraglio, Basso 8, Agbamu 9, Gianesini 10, Mujagic 10, Marangoni 7, Pianegonda 8, Taore, Passuello. All. Napolitano

NOVA GORICA: Poje, Bunc 5, Podobnik, Pavlin 6, Markic 5, Likar 9, Scuka 5. All. Pusnar

 

 

OLIMPIJA LUBIANA-UISP ROMA 66-57 (16-10, 33-26, 54-46)  

OLIMPIJA LUBIANA: Kocjancic 11, Daneu, Malovcic 19, Nojc, Kocevar, Weber, Fajfar 4, Klavzar 17, Jurkovic, Basic 3, Sytnikov 12. All. Podvrsnik

UISP ROMA: Vlad 21, Cicchinelli, Tiberti, Fruscoloni 6, Zacutti 5, Nonkovic 19, Nizza 23, Fortunato, Vivero, Milani, Gjinaj, Giannelli, Larocca. All. Giannini

 

ONE TEAM FORLI’-ISTRIA SELECT 59-44 (18-11, 32-16, 45-28)

ONE TEAM FORLI’: Mstral 7, Creta 2, Torelli 4, Adamo 3, Dangelo, Ciadini 10, Prandini 5, Landi 5, Syla, Squarcia 13, Fabiani 8, Gaspari 2. All. Barbara

ISTRIA SELECT: Pavletic, Durin, Maurel, Kostic 9, Borina, Bilic 3, Andrilovic, Benkovic 7, Burazer 6, Jansic 13, Blazevic 6, Mlaric. All. Valic 

 

IL PROGRAMMA DELLA 3° E ULTIMA GIORNATA – SABATO 31 MARZO 2018

Ore 8.30: Istria Select-Nova Gorica Mladi (Finale 7/8 posto, palestra Pacco)

Ore 9.30: baskeTrieste-Oxygen Basket Bassano (Finale 3/4 posto, palasport Aquilinia)

Ore 10.30: Vivi Basket Napoli-Roma Uisp (Finale 5/6 posto, palestra Pacco)

Ore 11.30: One Team Basket Forlì-Olimpija Lubiana (Finale 1/2 posto, palasport Aquilinia)

Premiazioni a seguire presso il Palasport di Aquilinia

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