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L’Interclub si presenta: venerdì 12 settembre basket, musica e laboratori creativi al PalAquilinia

E’ fissata per venerdì 12 settembre la presentazione delle attività agonistica 2014/15 della Pallacanestro Interclub Muggia.

All’interno della manifestazione “Sport e Musica per l’ambiente”, oltre alla presentazione delle squadre e in particolar modo di quella che affronterà il prossimo campionato di serie A2 Nazionale, sono previsti laboratori creativi per bambini e ragazzi – promossi da Querciambiente, main sponsor rivierasco – nonché momenti di intrattenimento musicale.

Nell’occasione, avverranno anche le premiazioni della Squadra Under 14 (Campione d’Italia 2013/2014 nel “3 contro 3”) e del quartetto formato da Gatti, Ianezic, Robba e Susanj che si è imposto nella fase finale nazionale del 3vs3 al “Join the 
Game”, team guidato da Matija Jogan, Emiliano Milocco, Giorgio Krecic e Giulia Fragiacomo.

L’evento, che avrà inizio a partire dalle ore 17.30, si svolgerà presso il Parco Pubblico del Rio Ospo: in caso di maltempo, la manifestazione si terrà al Palazzetto dello Sport di Aquilinia.

AGGIORNAMENTO: la Pallacanestro Interclub Muggia informa che la manifestazione verrà direttamente spostata presso il Palazzetto di Aquilinia, sempre a partire dalle ore 17.30

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Querciambiente, Kranj impone la propria forza nell’amichevole di Aquilinia

La Querciambiente Muggia cede nettamente contro la formazione del Kranj, militante nella massima serie slovena: ad Aquilinia l’amichevole finisce 53-77 per le ospiti, in una gara che le ha viste avanti praticamente dal primo all’ultimo minuto. Le rivierasche hanno sicuramente pagato la maggior tecnica delle avversarie, a cui va unito un miglior stato di forma fisica rispetto alle padrone di casa, ancora nettamente in fase di rodaggio.

Con una difesa aggressiva praticamente sino dalla palla a due, su cui c’è anche tanto pressing a tutto campo su fronte sloveno, Kranj mette immediatamente la testa avanti nel punteggio. Dal conto suo, Muggia si affida ai suoi effettivi di maggior talento, trovando alcune buone giocate sull’asse Masic-Zizola e reggendo l’urto sino alla tripla di Capolicchio del -3 (7-10). La Querciambiente fa poi però i conti con qualche palla persa di troppo e la maggior fisicità delle avversarie, che volano a +10 alla prima sirena (16-26); le ospiti infilano un ulteriore parzialino a inizio di seconda frazione, prima di un ritorno di fiamma rivierasco con Castelletto e Rosin – abili a portare punti dalla panchina – e Masic, quest’ultima a ergersi quale principale terminale offensivo muggesano. Sul 27-39 del 17′ la Querciambiente si blocca, permettendo il break di 5-0 ospite per il -17 a metà gara.

Kranj scappa definitivamente via in apertura di terzo quarto, quando un ulteriore 10-2 spacca in due il match (29-56). L’Interclub prova a tenersi a galla con i punti di Capolicchio (6 di fila in tre minuti), ma le slovene mettono il pilota automatico e chiudono a +26 la penultima frazione; nei dieci minuti finali, sono nuovamente Masic e Zizola a portare gran parte dei punti per la Querciambiente, anche se la partita per le avversarie è già abbondantemente in ghiaccio.

Querciambiente Muggia-Kranj 53-77 (16-26, 27-44, 37-63) 

Querciambiente Muggia: Meola, Masic 16, Castelletto 4, A.Policastro 3, F.Policastro 1, Zizola 14, Capolicchio 11, Reppi, Rosin 4, Puzzer. All. Trani

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L’Interclub Muggia ha scelto: è Eleonora Zizola la nuova lunga rivierasca

L’A.s.d. Interclub Muggia completa il roster ufficializzando l’ingaggio della pivot Eleonora Bernardi Zizola, prelevata con la formula del prestito per un anno dalla Reyer Venezia.

L’atleta veneta, classe 1994, nella passata stagione si è messa in evidenza in serie A3 con il Pordenone, dove da capitana ha contribuito alla promozione della sua squadra con una media di 4 punti e 7 rimbalzi a partita. In precedenza ha vinto con la Reyer lo scudetto Under 19. Viva soddisfazione da parte del presidente rivierasco Pierpaolo Richter: “Eleonora, assieme al suo procuratore, durante l’estate ha valutato varie offerte pervenutele da altre società ma ha scelto il progetto sportivo dell’Interclub in quanto ritiene il nostro un ambiente ideale per la sua crescita grazie soprattutto alla possibilità di avere un buon minutaggio a partita”.

La Querciambiente Interclub Muggia sarà lieta di dare il saluto di benvenuto ad Eleonora già il prossimo lunedi 18 agosto al Palasport di Aqulinia , data che segnerà l’inizio della stagione sportiva 2014-2015. 

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Interclub Muggia, ufficiale l’arrivo della guardia croata Masic

L’Interclub Muggia ha ufficializzato nelle ultime ore l’arrivo in maglia rivierasca di Mia Masic, guardia di 179 cm classe 1993 originaria di Fiume.

La giocatrice,  cresciuta nel Kvarner Rijeka (squadra di serie A1 croata), si è distinta nel corso dell’ultima stagione con la maglia del Jolly Sibenik, collezionando una media di 10.3 punti a partita con 4 rimbalzi e 2 assist ad allacciata di scarpe.

Precedentemente, la Masic ha anche vestito la maglia della Nazionale maggiore del proprio paese, prendendo parte ai raduni di preparazione del campionato europeo in programma lo scorso anno.

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Campionati 2014/15 di A1 e A2 femminile: queste le avversarie di SGT e Interclub

Sono stati definiti i raggruppamenti dei campionati nazionali di basket femminili, che vedranno impegnate le nostre formazioni locali nella prossima stagione agonistica 2014/15.

Per la neo-promossa SGT Calligaris, il girone unico di serie A1 prevede le seguenti 11 avversarie:

Minibasket Battaglia

Dike Basket Napoli

Basket Parma

Pallacanestro Vigarano

Virtus La Spezia

B.F. Le Mura Lucca

Cestistica Orvieto

Pall. Femm. Umbertide

Pall. Femm. Schio

ASD San Martino di Lupari

Reyer Venezia

Per quanto riguarda invece la Querciambiente Muggia, la formazione rivierasca è stata inserita nel Girone B della serie A2, con due tappe previste in Sardegna e con le seguenti squadre a comporre tale raggruppamento:

Basket Biassono

Basket Team Crema

Fassi Albino

Ecodent Alpo

Velco Vicenza

Bonfiglioli Ferrara

Astro Cagliari

Virtus Cagliari

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L’angolo di Coach K: l’intervista ad Alice Policastro

Ci abbiamo preso gusto. Dopo Elena Capolicchio, sotto con un’altra che il basket ce l’ha nel sangue: Alice Policastro.

La “Poli” arriva tardi (a 8 anni!) nel mondo della palla a spicchi, dopo aver sperimentato diversi sport: karate (di cui tra l’altro è cintura nera), nuoto, ginnastica artistica e persino calcio. Inizia dal mini basket (squadra mista) per giungere nel 1996-97 nella prima squadra interamente femminile che disputa il campionato di Propaganda; allenata a 14-15 anni dal nonno (un certo Pippo Garano, autore della penultima promozione in serie A1 della SGT), si emoziona al ricordo di un giovane Paolo Ravalico, allenatore dell’U19  – coadiuvato dai fidi messeri Tony Miggiano e Lele Bassi – con cui conquistò un secondo posto alle finali nazionali del 2004. “Un coach con un grandissimo entusiasmo e con una gran voglia di mettersi al pari dei suoi giocatori, capace inoltre di coinvolgerci sempre con la sua umanità”, spiega Alice. Un altro allenatore che l’ha “segnata” dal punto di vista tecnico è Nevio Giuliani (fresco autore dell’ultima promozione) che le ha permesso di sviluppare e acquisire quelle “sfumature” proprie dei grandi giocatori, convertendola nel ruolo da “3” anziché da “4”.

Capitano per meriti sportivi, la Poli è laureata in psicologia ed è istruttrice di minibasket, seguendo i ragazzini dai 3 ai 9 anni con una filosofia precisa: “La cosa su cui punto maggiormente è il gruppo: il basket è uno sport di squadra, dove trovi qualcuno che ti aiuta e qualcuno da aiutare nelle varie situazioni. A tal fine uso il cosiddetto “Esercizio del circo”: tutti i bambini sono gli animali e si devono passare la palla senza farla prendere al domatore, ovverosia la sottoscritta, in modo da sviluppare la coalizione e la solidarietà tra loro.”

E da giocatrice, qual’ è una partita che reputi…indimenticabile?

“La finale U19 persa di 12 contro Sesto San Giovanni , con delle compagne straordinarie: Ottavia Umani, la Bisiani, il mio play Sara Accardo. Quanti ricordi….”

Per poi arrivare all’ultima travolgente stagione, coincisa con la promozione in massima serie…

“Siamo partite con l’obiettivo della salvezza, andando poi avanti abbiamo acquistato consapevolezza nei nostri mezzi e, nonostante l’uscita in Coppa Italia al primo turno, da gennaio abbiamo cominciato a vincere con una discreta frequenza. Gara-3 di finale play-off, davanti ad un pubblico strepitoso (oltre 2000 presenze), è stata un’emozione indescrivibile, un qualcosa di inaspettato per chi era abituato a vedere sugli spalti solo amici e parenti…

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“In questi giorni mi gioco la semifinale del “Lui e Lei” di basket con la squadra dei “Fulminai”, poi mi butto sulla Crese Volley…”

Ma c’è dell’altro, no?

“Esatto: sono stata ingaggiata da coach K per costruire (assieme a Elena Capolicchio) la prima squadra femminile di basket a partecipare ad un torneo riservato ai maschietti”

“Divertente…qualche dettaglio?”

“Beh, dovremmo essere in 15, ma non posso rivelare i nomi né delle giocatrici né del coach (probabilmente all’esordio) dell’ “Ottava Meraviglia”, che è il nome del nostro team..”

In bocca al lupo, “Poli”!

 

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L’angolo di Coach K: quattro chiacchiere con “Capo”

Capita, in una sera d’estate, di trovarsi a chiacchierare a margine di un torneo di basket. E così, tra una parola e l’altra, il discorso si sposta su un’atleta che sta giocando in modo sbalorditivo e che pare non si sia mai fatta intervistare.

Con la nostra solita umiltà e fuorviati da un paio di spritz, azzardo personalmente: “Nessun problema, l’intervisto io”. Immediatamente un brivido mi percorre la schiena: spero che la mia “boutade” non cada nel vuoto, ma un noto giornalista locale ribadisce: “Magari, sarebbe un bel colpo”. E così parte quest’idea, mettendoci immediatamente sulle tracce di Elena Capolicchio.

All’inizio riluttante, la giocatrice ci concede un incontro per le 17 del giorno seguente presso un bar vicino alla stazione (arriverà in treno): giungiamo con 5 minuti d’anticipo e la riconosciamo subito. Procede ad ampie falcate, sulle spalle borsone da basket, seguito da calzoncini corti e maglia della nazionale italiana, arrotolata per difendersi dal caldo.

Dopo una breve presentazione, ci addentriamo nel bar in cerca di refrigerio e ci snocciola alcuni dati impressionanti: nata nel 1992 (segno zodiacale scorpione) comincia a trattare la palla a spicchi a 4 anni nel Ronchi (squadra mista), poi esordisce in un team femminile nella categoria cadetti col Monfalcone, passa alla prima squadra (serie B, per 3 anni) e a 15 primavere si sposta a Reggio Emilia in A2. Nel 2011 si trasferisce a Orvieto, nel primo anno si infortuna al crociato ed al menisco, ma durante il secondo centra un’altra promozione; nel 2012 è a Brindisi, ennesima promozione dalla A3, infine l’ultimo anno conquista la salvezza con l’Interclub Muggia. Nel frattempo, si sta laureando ad Orvieto in “tecnologia ed industria alimentare”.

Partiamo allora chiedendole chi le ha trasmesso la voglia di giocare…

“Provengo da una famiglia molto sportiva”, risponde: “Lo zio Luciano è il vice allenatore di Ronchi e l’head coach è mio cugino.”

Un canestro che ti ricordi?

“Sicuramente quello segnato da metà campo con Brindisi in semifinale (vinta) contro Sesto San Giovanni”

D’estate solitamente ci si riposa, quindi che cosa significa quel borsone che ti porti appresso?

“Allenamento alle 18 e partita alle 21…”

Come scusa?

“Sì, quest’anno per la prima volta sono un “nanetto”

Continuiamo a non capire…

“Ho deciso di partecipare ad un torneo misto e la mia squadra (di cui sono il Kapi-nano), si chiama “Kuei del nano nero”, quindi tutti nanetti.”

Ho capito, grazie…beh, parlaci allora di questa tua esperienza…sicuramente più soft del campionato trascorso…

“Solo in parte più soft perché, se è vero che non ci alleniamo, è altrettanto vero che il nostro coach cerca di stimolarci continuamente, svegliandoci la mattina (verso le 7) con consigli, tattiche, difese e suggerimenti per le gare, e augurandoci la buonanotte dandoci una visione più ampia dello sport e della squadra.”

Un po’ sfinente per una corsetta estiva…

“Assolutamente no, perché apprezziamo e condividiamo il suo attaccamento e una volta in campo cerchiamo di fare il meglio per quanto possibile; inoltre oltre ad Alice Romagnoli (mia compagna a Muggia) ho la possibilità di giocare con Manon Rivron (che è stata mia degna avversaria a Fogliano), con Lollo Perotti (uno dei protagonisti della promozione di Ronchi in C2, con Fuffo Fortunati storica gloria anch’esso di Ronchi, ecc.”

Insomma, il mondo del basket passa per Ronchi…

“E’ sicuramente un pezzo importante del mio trascorso cestistico, il luogo da cui sono partita per affrontare nuove sfide…”

Perfetto Elena, se non vuoi far tardi all’allenamento mi sa che dobbiamo fermarci qui, hai una battuta per chiudere?

“Chiudo con una frase del mio summer-coach: “Non importa quanto hai vinto…ma quanta voglia hai di vincere ancora…GO, NANETTI!

 

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Valentina Primossi, il bilancio di un anno “canadese” a Cape Breton University

25 ore di viaggio d’andata. Sensazioni, durante il “coast-to-coast”, del tipo “Chi me l’ha fatto fare?”. Ma, immediatamente dopo, la soddisfazione di aver probabilmente fatto la miglior scelta possibile.

Valentina Primossi, dopo aver calcato i parquet triestini e rivieraschi, la scorsa estate ha voluto mettersi in gioco. E lo ha fatto con una sorta di triplo salto mortale senza rete di sicurezza: una scelta quasi al buio, quella di volare oltre oceano e di piantare le tende in Canada, per un’esperienza che ti cambia letteralmente la vita. “Alla fine della scorsa stagione agonistica fui chiamata da FIBA Europe, che a sua volta mi fece contattare dal mio attuale allenatore canadese che era interessato al mio profilo: l’idea di poter continuare giocare a basket, unita all’ottenimento di una borsa di studio sportiva e alla possibilità di proseguire gli studi, era un qualcosa da non farsi sfuggire. Accettai dunque all’istante, senza pensarci due volte”.

Oltretutto, il corso di 4 anni in “Common Law” e il conseguente congelamento della carriera di giurisprudenza già intrapresa all’Università di Trieste, darà in futuro a Valentina la possibilità di ottenere due lauree distinte. Farlo, con l’opportunità di avere la palla a spicchi tra le protagoniste della propria giornata al campus, diventa sicuramente un’opzione non trascurabile: a Cape Breton University (in Nova Scotia), l’ex SGT e Interclub ha sicuramente trovato…l’America. “Sono entrata a far parte delle Capers, la squadra del college dove studio. Siamo un team giovane, con tanta voglia di crescere ma soprattutto con un profondo legame di amicizia: di fatto, mi sono trovata benissimo sin da subito. La nostra è una sorta di “squadra-famiglia”, con cui condividi tutti i momenti della giornata, dallo studio al gioco in palestra. Proprio questa particolarità ci ha permesso di creare un gruppo fantastico e di diventare amiche nel vero senso della parola”.

Di stimoli, Valentina durante il suo primo anno a Cape Breton ne ha avuti a bizzeffe: dai quintetti-base conquistati, all’inno nazionale canadese che le è risuonato nelle orecchie alla stessa stregua della più dolce delle litanìe, sino alle mascotte che le scorrazzavano davanti agli occhi e ai “back-to-back” fatti durante le trasferte con i pullman di squadra, dotati di connessione Wi-Fi…”E’ innegabile: è stato tutto fantastico, con un’esplosione di sensazioni positive mai provate prima”, commenta Primossi: “Lì si vive la pallacanestro in un modo diverso dal nostro, sia a livello dei tantissimi tifosi che popolano gli spalti ad ogni partita, che per il modo di giocare che si discosta profondamente da quello di casa nostra. La fatica degli allenamenti molto duri fatti durante la preparazione, con sedute anche al mattino presto, passa però in secondo piano quando trovi un ambiente del genere”.

In tutto questo “paradiso terrestre”, c’è però una piccola – e naturale – nota dolente: la lontananza dai propri affetti. “Sicuramente la mia famiglia e i miei amici più cari mi sono un po’ mancati, ma per fortuna Internet e Skype ci ha aiutato a restare in contatto e a lenire la mia personale nostalgia di casa”, afferma Valentina. “Anche in questo caso, il gruppo di amici canadesi mi ha agevolato tantissimo nel vivere nella maniera giusta questa esperienza: per questo, non finirò mai di ringraziarli per il calore con cui mi hanno letteralmente coccolato in questo primo anno”.

In attesa di riprendere il proprio cammino nel paese della foglia d’acero, “Vale” si gode sino ad agosto un periodo tra le mura domestiche triestine: ma il pensiero ricorrente è proiettato nuovamente a Cape Breton. “Ri-abbracciare le mie compagne di squadra, assieme a coach McKenzie e a tutto l’entourage dei Capers, diventa davvero il desiderio più bello nell’immediato”. Valentina Primossi ha mai fatto un pensierino a…piantare definitivamente le tende in Nord America, e magari costruire lì la propria famiglia? “Perché no – conclude l’atleta – “ma c’è tempo per pensare a questo”.

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Amarcord rivierasco al PalAquilinia: sfida stellare tra i talenti della storia recente dell’Interclub Muggia

Spesso, nel momento in cui si finisce di giocare assieme, ci si dà l’arrivederci a chissà quando, o a chissà dove. Finisce un’epoca sportiva, ne segue un’altra, ma i ricordi di certe sfide e di certe situazioni vissute all’interno di uno spogliatoio finiscono col rimanere sempre fisse nella testa.

Per riviverle, basta riprendere in mano quel paio di scarpe – che più di qualcuna ha da tempo appeso al chiodo – e ributtarsi sul parquet. Con un conseguente sorriso stampato a lungo che, da solo, ripaga l’eventuale (e per fortuna, piccola) mancanza di fiato. 

Non poteva esserci amarcord più dolce in piazzale Menguzzato per quella che è stata una reunion di generazioni diverse di basket rivierasco: l’Interclub Muggia del recente passato, e quello dell’attuale presente, si è ritrovata al PalAquilinia per una sfida stellare, seppur “solamente” amichevole. Due “Dream-Team” di spessore, con una serie infinita di talenti di ieri e di oggi, si sono dati battaglia vera tra grandi movimenti sotto canestro, tiri imbucati dalla media e lunga distanza ma soprattutto dall’irrefrenabile voglia di sfidarsi ancora, tutte assieme. Come ai vecchi tempi, e chissenefrega se i movimenti sono magari meno fluidi di allora.

Il risultato finale ha sancito la vittoria di misura delle “Bianche”: 52-49 è il punteggio col quale si sono imposte sulle “Blu”. Un dettaglio del tutto trascurabile in una serata da incorniciare, arbitrata dall’occhio attento di Jessica Cergol (futura mamma di Victoria) e della sorella Samantha, in borghese e nei panni di…osservatrice. Ma la particolarità è quella di scorrere la lista degli effettivi scesi sul parquet: gente che, senza tanti giri di parole, ha saputo scrivere pagine importanti a Muggia. E non solo.

Elena Bernardi, Nicoletta Borroni, Silvia Cassetti, Carolina Franzoni, Elisa Gherbaz, Sara Pecchiari, Martina Pieri, Alessia Varesano, Paola Vidonis, Roberta Zettin e Cristina Zonta. Un bel pezzetto di storia rivierasca che, con un minimo di preparazione atletica ad hoc e assieme a calibri come Annalisa Borroni e Lara Cumbat – anch’esse presenti alla “rimpatriata” e, per impegno profuso, dedizione e amore per la casacca vestita, gli indiscussi elementi che disegnano a chiare tinte il basket femminile muggesano del presente – potrebbe benissimo ancora fare la differenza sui parquet del suolo italico.

Bello averle riviste tutta assieme, un’altra volta. E chissà che non ce ne siano altre, di occasioni, per ammirarle nuovamente in futuro: quantomeno, per sorridere nel leggere i loro coloriti commenti post-partita sui social network…

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[VIDEO] Intervista al neo-presidente rivierasco Pierpaolo Richter

E’ online l’intervista, realizzata da Fluido Tv, al neo-presidente dell’Interclub Muggia Pierpaolo Richter:

 

httpvh://www.youtube.com/watch?v=pgx72Brhq5M

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