,

Quattro buoni motivi per crederci sul serio

Raggiungere una semifinale promozione non è roba da tutti i giorni. E non è una cosa che capita a chiunque, ma solo a una squadra con un’identità vincente. 

È inutile parlare più di sorpresa, nello spiegare il fenomeno biancorosso di una Trieste arrivata poche ore fa al penultimo capitolo play-off. In molti ne parlano quasi come un fatto dovuto, la realtà delle cose è invece a nostro avviso diametralmente opposta: perché eliminare Treviglio prima e Tortona poi – in mezzo a una selva di alti e bassi – resta comunque un segnale forte e potente lanciato dall’Alma, diventata “grande” non a caso in mezzo a diverse difficoltà e imprevisti.

In previsione della sfida (bellissima) contro le aquile fortitudine di Bologna, ora più che mai diventa forte e potente la consapevolezza di poter provare davvero ad arrivare sino in fondo. Con quattro variabili che – sommate e shakerate rigorosamente assieme – possono continuare a fare la differenza per la banda di Dalmasson.

  • 1️⃣ La coesione del gruppo: le parole ricche di miele di Daniele Cavaliero, nel post gara-4 con l’Orsi, identificano a chiare tinte che razza di spogliatoio abbia a disposizione la Pallacanestro Trieste al suo interno. Tradotto, un gruppo di  grandi amici. E se anche un cavallo di razza come “Cava”, che di realtà e situazioni diverse ne ha viste a bizzeffe nella sua carriera, si innamora sin da subito di compagni semi-sconosciuti che lo hanno accolto a braccia parte, è chiaro che la grandezza della “comfort-zone” biancorossa assume le dimensioni delle Piramidi di Giza. Tutto questo al netto dell’amore viscerale che Daniele nutre per la squadra della propria città.
    Siamo proprio sicuri che la stessa, medesima situazione si respiri a pieni polmoni anche altrove, in questo momento?
  • 2️⃣ La somma utilità di ogni singolo componente del roster: un organico a tutto tondo è quello in cui nessuno è prima donna e tutti fanno parte dei denti di uno stesso ingranaggio. Se c’era bisogno che Trieste confermasse questo trend, ecco che l’infortunio di Javonte Green ha fornito l’assist a tutti gli altri undici del gruppone biancorosso di dimostrare, uno per uno, di essere i pezzi fondamentali di un unico puzzle.
    E se anche chi esce dalla panchina continuerà a dare contributi importanti, come quelli visti nella serie contro Tortona, allora sì che le cose si faranno interessanti in casa giuliana.
  • 3️⃣ Una bella dose di faccia tosta: gli altri potranno avere anche campioni tecnicamente più forti, l’Alma adesso se la può invece giocare con il consolidamento della sicurezza di quali siano le proprie armi a disposizione. Che, tra le varie, va inserita anche quel pizzico di sana incoscienza che sbuca fuori dal cilindro come un tiro imbucato dalla lunga distanza preso senza ritmo. O a un alley oop (vedi quello di Da Ros per Parks di gara-4) che ti spacca in due un match diventato sin troppo rognoso rispetto alle aspettative.
    Trieste spesso non ha giocato benissimo in post-season, ma ha saputo anche pescare questi jolly. Che servono tanto, eccome se servono…
  • 4️⃣ Una piazza intera che sogna assieme alla squadra: la abbiamo lasciata per ultima, ma è forse la variabile che in questo momento ricopre l’importanza più elevata. In mezzo a un consumo mentale e fisico da far impazzire, l’energia che sprigiona l’Alma Arena è meglio di un pallet di integratori salini. A memoria non ricordiamo un così tale brusìo, rumore e incitamento: un segnale che anche i supporters biancorossi – organizzati e non – stanno crescendo di mentalità. Continuare a farlo, specie in previsione del confronto sulle tribune con una delle tifoserie più belle e calde d’Italia quale la Fossa della Fortitudo, diventa una sfida nella sfida.
    Ecco perché lottare tutti assieme ha un senso profondissimo. Adesso più che mai, che il divertimento – quello vero – sta per avere inizio.
Ti è piaciuto questo articolo?
,

Alma, sei in semifinale! Tortona molla nell’ultimo quarto

Una grande squadra deve saper anche soffrire. E questa è l’Alma Trieste, che stacca il biglietto per le semifinali play-off con un ultimo quarto dove c’è tutta la grande sostanza biancorossa di questa stagione: pur non essendo scintillante, nei momenti importanti la squadra di Dalmasson c’è sempre. E nel 74-60, punteggio che chiude la serie contro un’onestissima Tortona, c’è un’intera piazza a poter continuare a sognare. Con grande merito.

Tanti errori al tiro per l’Alma nei primi minuti di match: inizialmente Tortona ne approfitta solo in parte, portandosi sul +3 (2-5). Come spesso già accaduto in passato, è Da Ros a togliere un pizzico di pressione all’attacco triestino, seppure un Ricci in stato di grazia nel primo quarto (due triple consecutive) mantenga inalterate le distanze alla boa di metà frazione sul 7-10. L’Orsi è decisamente più ispirata in campo, “doppiando” i biancorossi a quota 14, Cavaliero ridà ossigeno a Trieste con una tripla ma il successivo 2+1 di Garri (10-17) conferma come gli ospiti siano ottimamente entrati sul parquet. I giuliani tirano spesso al piccione dal perimetro, contenendo tuttavia i danni sulla prima sirena con il -3 al 10′ (16-19).

Le difficoltà giuliane vengono paventate anche in apertura di secondo quarto: la difesa ospite concede pochi tiri puliti all’Alma, che soffre da cani nel costruire un’azione degna di nota. Eppure l’Orsi, nel suo momento potenzialmente migliore, non riesce a mettere in cascina punti preziosi per allargare la forbice di vantaggio: buon per Trieste, abile a mettere la freccia sul 27-24 del 15′ dopo il canestro buono più fallo di Parks e le due, preziosissime realizzazioni di capitan Coronica. L’Alma non gioca bene, ma si affida in questa fase di gara ancora alle individualità da leader di Parks: suo il canestro del momentaneo +5 (31-26), incappando però nel suo terzo fallo personale proprio nell’ultima azione del periodo, con i biancorossi avanti di due all’intervallo lungo.

La partita sale decisamente di tono alla ripresa del gioco: Trieste mantiene le distanze dall’Orsi (42-37 al 24′, bene Da Ros e Cittadini), seppure Greene e Garri tengano alti in attacco i giri del motore ospite. Una “bomba” esplosiva e repentina dall’angolo di Cavaliero prova a mettere un po’ di sale sulla coda di Tortona (45-39) che risponde però immediatamente con due penetrazioni consecutive da parte di Cosey (+2 Alma a tre dalla fine del terzo quarto). L’Orsi impatta successivamente a quota 45, sfruttando qualche amnesìa di troppo da parte dei giuliani, troppo spesso battuti sul primo passo: Cosey regala addirittura il sorpasso alla penultima sirena (49-50), momento in cui Trieste capisce che è il momento di salire di tono. Tripla di Cavaliero, rimbalzo in attacco e canestro di Parks, alley-oop Da Ros per lo stesso “Picasso”: la gara prende tutta un’altra piega a 6’50” dal termine, sul 58-52 in favore dei biancorossi. Cavina ricorre al time-out, ma l’Alma è davvero on-fire in questa fase: sul +8 di Parks la partita sembra potersi indirizzare su sponda giuliana, il ritorno di fiamma dell’Orsi è però dietro l’angolo: in un amen gli ospiti tornano a stretto contatto (60-56), Baldasso e nuovamente Cavaliero hanno mani caldissime per ricacciare Tortona indietro sul -8 (66-58 al 37′). È qui che si fa il match e l’intera serie: l’Alma blinda il punteggio con grande perizia offensiva, quanto basta per arrivare al penultimo capitolo play-off promozione con un entusiasmo da serie A. Quella con cui si continua a sognare, quella per cui Trieste continua il proprio splendido cammino.

Ti è piaciuto questo articolo?
,

“No Green, sì party”: Trieste veleggia contro Tortona in gara-3

Giocare con o senza un americano poco importa a Trieste: una gara-3 praticamente perfetta consegna all’Alma il punto del 2-1, con la possibilità di chiudere la serie fra meno di 48 ore sempre a Valmaura. Finisce 78-63 ed è il perfetto prototipo della vittoria di squadra, quella andata in scena davanti a poco meno di 6.200 spettatori, contro un’Orsi Tortona che di fatto ha giocato per dieci minuti e poco più, sgretolandosi man mano dal secondo quarto in poi. Ma soprattutto senza un Javonte Green a servizio della squadra giuliana, assenza che almeno in questo particolare ambito degli ottavi di finale promozione si è sentita davvero poco.

Coreografie da urlo e un bel po’ di bandiere biancorosse sventolate dalla Curva Nord aprono alla grandissima gara-3: Dalmasson opta per tre “piccoli”, con il trio di triestini Bossi-Pecile-Cavaliero a supporto di Parks e Da Ros. Cosey da lontano risponde ai quattro punti consecutivi di Bossi, con Tortona a mettere la freccia subito dopo grazie al sottomano di Ricci (4-5): la Orsi – che gioca principalmente al servizio dei propri lunghi – lavora bene in ambito di rimbalzo offensivo e di anticipo difensivo, anche se è Parks dall’angolo a firmare l’8-7 biancorosso al 4′. Sorpassi e contro-sorpassi sono nel menu del primo quarto all’Alma Arena, con Cavaliero a dare un colpetto all’inerzia del match con una tripla e un successivo alley-oop in favore di Cittadini (20-16): la circolazione di palla migliora sensibilmente per Trieste a ridosso della prima sirena, mantenendo di fatto il piccolo gap accumulato anche al 10′ (23-19).

I lunghi triestini salgono in cattedra in apertura di secondo quarto: i rimbalzi di Cittadini e le virate sul piede perno di Da Ros fanno salire di giri il motore biancorosso, che vede anche la difesa superba di Coronica e il 2+1 di Baldasso a far allungare il vantaggio interno sino al +9 del 12′ (28-19). Con “Lollo” on-fire, autore di altri cinque punti di fila, l’Alma espande il proprio tesoretto rispetto all’Orsi sino a 14 punti: la partita si infiamma e con essa anche Da Ros (superba la sua schiacciata a una mano macinando letteralmente la linea di fondo). Tortona è in difficoltà e lo si evince dalle tante palle perse in fase offensiva, con annesso fallo antisportivo di Greene: Pecile mette in saccoccia un paio di punti preziosi, mentre un’ultima azione da manuale del basket consente a Trieste di innestare in contropiede la schiacciata di Parks per il 48-33 di metà gara.

Un piccolo calo di attenzione biancorosso a inizio di terza frazione non cambia di un centimetro il trend dell’intero match: Tortona insegue con fatica, affidandosi principalmente ai suoi “soliti” noti (anche se il Garri di gara-3 è il lontanissimo parente di quello che tutti conoscono), la musica nello spartito giuliano è però sempre la stessa. E le…olive nel Martini vengono messe già al 25′ dalla premiata coppia Da Ros-Parks, per un fragoroso alley-oop che consente all’Alma di viaggiare comodamente a una velocità di crociera nell’ordine del ventello di vantaggio (57-38). L’Orsi è sfiduciata e lo si vede a occhio nudo, Trieste controlla il ritmo in maniera eccellente: sul +24 a dieci dal termine, non c’è praticamente più storia sino al termine. Tortona si risparmia in vista di gara-4, dove Cavina dovrà però inventarsi qualche contromisura importante per accarezzare il sogno di riportare la serie in Piemonte. E dove, soprattutto, l’Alma avrà il match-point per la conquista delle semifinali.

Ti è piaciuto questo articolo?
,

Trieste e la vittoria in gara-5 contro Treviglio: la photogallery su Flickr

Per una bella e importante vittoria come quella conquistata dall’Alma sulla Remer Treviglio in gara-5 di ottavi di finale play-off, ci vuole una photogallery in alta risoluzione. Proprio come quella confezionata con i preziosi scatti della nostra fotografa sandrina Linda Cravagna, le cui immagini sono disponibili sull’account Flickr di Elsitodesandro all’indirizzo http://bit.ly/G5gallerySDS

Ti è piaciuto questo articolo?
,

Cavaliero “Black Mamba”, Trieste vola ai quarti con tanta fatica

Pericolo scampato. Ma, per trasformarsi in Val Helsing e piantare un palo di frassino nel grandissimo cuore di Treviglio (uscita tra i scroscianti applausi del pubblico dell’Alma Arena), c’è voluta una fatica erculea e un Daniele Cavaliero a vestire i panni di “Black Mamba” proprio nel momento del bisogno. Trieste non convince, ma vince: ed è la cosa più importante ai play-off, nonché l’unica cosa che realmente conta. Finisce 83-72, la serie di ottavi di finale si chiude sul 3-2 per i biancorossi e il sospiro di sollievo collettivo dei 5.132 spettatori di via Flavia assomiglia molto a uno tsunami.

La montagna di carta igienica che piove dalla Curva Nord durante la presentazione delle squadre prova a stemperare una tensione pre-gara che si taglia col coltello. Cavaliero piazza la “bomba” iniziale per il primo vantaggio della partita da parte di Trieste (3-2), la realtà delle cose parla dei primi due minuti con parecchie sbavature offensive su ambo i lati del campo. L’Alma si lascia ingolosire (sbagliando molto) dagli spazi lasciati dalla Remer sul perimetro, dal canto suo Treviglio è tutt’altro che spumeggiante: la somma algebrica di queste situazioni è una lunga serie di micro-vantaggi che si alternano nel corso del primo quarto, col +2 esterno al 6′ grazie al 2+1 di Sorokas (9-11) e con Parks a essere l’unico biancorosso a rispondere con costanza sotto il tabellone difeso dagli uomini di Vertemati. Trieste rimette la testa avanti con sei punti di fila imbucati dal proprio capitano Coronica, anche se il gap di quattro lunghezze faticosamente conquistato viene annullato dalle triple segnate da Genovese e Cesana: perfetta parità al 10′, sul 17-17.

Con l’Alma ancora alla ricerca di una vera e propria identità tattica sul parquet, la Remer conquista nei primi minuti del secondo quarto un briciolo di inerzia: l’efficacia dalla distanza degli ospiti (bene nuovamente Genovese) ha il potere di tenere sulle spine Trieste sino al 15′, momento in cui il pubblico di Valmaura si ridesta da torpore e preoccupazione con il break interno targato Parks e Cavaliero (29-24). Treviglio rischia di pagare pesante dazio all’uscita del time-out con l’antisportivo sanzionato su Marino, ma lo 0/2 di Prandin in lunetta e la successiva azione fallita in attacco non allargano provvisoriamente  la forbice tra le due squadre. È Cavaliero a prendere ulteriormente in mano le redini della squadra (34-29 al 13′), a cui segue una tripla frontale segnata da Bossi. La Remer però è sempre attaccata alle calcagna giuliane (due liberi di Sollazzo, poi canestro dalla media di Rossi), con soli tre punticini di distanza alla pausa lunga.

Trieste prova a lavorare maggiormente in pick & roll  nel terzo quarto (buona l’intesa tra Bossi e Parks), anche se le amnesìe difensive tanto “care” all’Alma versione gara-3 e gara-4 tornano a farsi prepotentemente vedere in area pitturata biancorossa. Treviglio mette canestri importanti con Sollazzo e Marini, unito a qualche colpo proibito in difesa (45-48 al 23′, poi 49-52 un minuto più tardi): nella “corrida” sul parquet, con annessa condotta arbitrale ampiamente discutibile, gli ospiti mettono il +6 con la tripla di Rossi. Treviglio è in fiducia e lo si vede a occhio nudo, Trieste ha la mano freddissima nelle ultime azioni e ricuce solo parzialmente lo strappo al 30′ (55-57). Le note stonate proseguono anche a inizio di ultimo quarto, col gioco “maschio” della Remer premiato dai fischietti e un +5 su sponda lombarda che torna a materializzarsi (59-64 a sette minuti dal termine). L’Alma sparacchia in ogni ambito offensivo, anche con poco costrutto, provando a cercare come…nuovo amico del cuore un bonus di falli raggiunto dagli ospiti ben prima di raggiungere la boa di metà ultimo periodo. La scossa biancorossa, quella decisiva, inizia da Green (schiacciata del -1 sul 63-64, poi appoggio al vetro dopo il canestro di Sorokas) e continua con una tripla al veleno di Cavaliero, a regalare un nuovo vantaggio triestino al 36′ che mancava da troppi minuti (68-66). Il numero 18 biancorosso fa pentole e coperchi ancora dalla lunga distanza, con due bombe al fulmicotone per il 76-70 a 60” dalla fine: la partita svolta qui, dopo 39 minuti di paura. Tanta, tanta paura. Ma con tanta, tanta gioia finale: la favola dell’Alma può continuare.

Alma Trieste – Remer Treviglio 83-72

 

Alma Trieste: Cavaliero 23 (3/5, 4/5), Parks 22 (6/12, 1/2), Green 8 (3/7, 0/3),  Da ros 7 (3/6, 0/3), Bossi 6 (2/2 da tre), Coronica 6 (3/3), Prandin 5 (1/5, 1/1), Cittadini 4 (1/4, 0/1), Pecile 2 (0/1, 0/2), Baldasso (0/1, 0/1), N.e. Gobbato. All.Dalmasson
 
Tiri liberi: 19 / 27 – Rimbalzi: 35 (14 + 21, Parks 12) – Assist: 11 (Cavaliero, Da ros 3)
 
Remer Treviglio: Sollazzo 19 (4/7, 2/4), Sorokas 13 (4/5, 0/3), Marini 11 (4/6, 1/6), Rossi 10 (3/7, 1/1), Cesana 9 (1/3, 1/5), Genovese 6 (2/2 da tre), Nwohuocha 4 (2/3,), Marino (0/5 da tre), Pecchia (0/1 da tre). N.e. Dessì. All. Vertemati
 
Tiri liberi: 15 / 18 – Rimbalzi: 31 (9 + 22, Sorokas 9) – Assist: 12 (Sollazzo 5)

SALA STAMPA

Eugenio Dalmasson (Alma Trieste): “Qualificazione sofferta, come doveva essere. Sapevamo che stasera sarebbe venuta fuori una partita tirata, per la prima volta noi eravamo in un match da dentro o fuori al contrario della Remer. Siamo arrivati a gara-5 con qualche pesantezza di più, ma siamo stati lucidi nelle azioni che contavano: nei nostri tre minuti finali il pubblico ha giocato assieme a noi ed è stato il nostro valore in più. Stasera abbiamo visto una volta per tutte che i play-off sono tutta un’altra cosa rispetto alla regular season, Treviglio è stato avversario di assoluto valore. Cavaliero? Sono occorse alcune partite per farlo entrare nella post-season, siamo felici per lui e sono convinto che sia lui il primo ad essere felice per l’apporto che ha saputo dare a questa nostra vittoria”

Adriano Vertemati (Remer Treviglio): “Non c’è rimpianto da parte nostra, Trieste ha meritato di vincere soprattutto a livello offensivo, con Cavaliero che ha messo le bombe decisive nel finale. Abbiamo portato la partita dove volevamo, i miei ragazzi sono stati bravissimi e hanno combattuto alla pari. Bellissimo essere usciti tra gli applausi, siamo una squadra corretta e ci sta: paradossalmente avrei preferito vincere e prendermi i fischi…Siamo orgogliosi di dove siamo arrivati, questi applausi se li meritano i giocatori e se li meritano il centinaio di tifosi che sono venuti qui a seguirci”.

Gianluca Mauro (a.d. Alma Trieste): “Pubblico e squadra straordinaria, non nego che a un certo punto della partita pensavo fosse finita. Abbiamo fatto un passo in più rispetto all’anno scorso, lo meritiamo un po’ tutti: l’asticella finalmente l’abbiamo alzata, dopo due gare a Treviglio non buone. Peccato le voci che sono rimbalzate negli scorsi giorni, relativamente nel perdere le partite per avere un incasso di più: questa è l’unica nota stonata”.

Ti è piaciuto questo articolo?
,

Calma ed equilibrio. Serve (forse) solo questo

Eccolo qua, il meraviglioso spettacolo dei play-off. Quello che ribalta come una frittata tutto quello che di certo avevi costruito. Quello che rende grande una piccola come Treviglio, che al PalaFacchetti ha festeggiato un meritato 2-2  nella serie – assieme ai propri tifosi – quasi come la vittoria dello scudetto. E soprattutto, quello che ha trasformato in maniera kafkiana e con un battito di ciglia quei cori “Torneremo in serie A” in un improvviso e irritante stridore di unghie sulla lavagna.

Serve calma ed equilibrio mentale, sempre, nell’analizzare un turno di play-off che peraltro è ancora in corso. Non farlo significa uscire dal seminato di chi ragiona solo di pancia e non di testa. E in questo momento la Trieste cestistica, specialmente su lato di una parte dei propri tifosi, corre il rischio di commettere il più madornale degli errori. Al netto di quanto l’Alma sul parquet non ha dimostrato saputo dimostrare in Lombardia, con tutte le colpe del caso.

A due giorni da una “bella” utile solamente per un ulteriore incasso in più nelle casse biancorosse, l’apparente tranquillità di fare secca la Remer si trasforma in una sorta di attacco semi-isterico sul perché una squadra sulla carta (e solo sulla carta) più forte, più tecnica e con tante rotazioni in più in panchina stia facendo sin troppa fatica a regolare un’avversaria sulla carta (e solo sulla carta) che può vivere unicamente del proprio orgoglio. Orgoglio, appunto: quello che nei tempi di vacche magre eravamo un po’ tutti chiamati a sprigionare, addetti ai lavori e non. Tutto ciò che, senza il calore della sicurezza economica di un main sponsor, ci permetteva di apprezzare in maniera diversa una vittoria sul parquet. Non eravamo abituati a prendere sberloni come poteva capitare in passato, ci siamo forse un po’ troppo imborghesiti pensando di essere quella corazzata che in realtà in questo momento stiamo dimostrando di non essere a tutto tondo. Ed è su questo punto che, per continuare a pensare in “grande”, dobbiamo tornare a essere dei fanciullini con tanti sogni nel cassetto. Riflettendo che tutto sommato, solo qualche stagione fa, si viveva sportivamente peggio e ci si accontentava paradossalmente di molto meno.

Non si commetta dunque il grande sbaglio di scendere bruscamente da quel carro dei vincitori (oltretutto, non avendo vinto nulla…), dove molti di noi si sono ammassati troppo velocemente per mettersi in prima fila, in favore di telecamere e obiettivi fotografici. Gli errori sul campo si possono rimediare, quelli di contorno anche. Ma serve ritrovare la mentalità e l’intensità giusta, che troppo spesso i risultati altisonanti rischiano di offuscare. Questo 2-2 deve diventare non solo il classico atto di cospargersi il capo di cenere dopo due partite decisamente infelici sul piano tecnico, ma anche l’ambito in cui utilizzare quel claim tanto caro che recita “Cresciamo Insieme”, ancor più importante in un momento del genere. E che tutto l’ambiente è chiamato a fare.

Gara-5, giovedì alle 20.30 all’Alma Arena: da qui si riparte, da qui si costruisce il futuro che non è strettamente e necessariamente collegato solo alla conquista dei quarti di finale. Perché la calma e l’equilibrio mentale saranno gli elementi per continuare questa splendida avventura. Sul parquet e sulle tribune.

Ti è piaciuto questo articolo?
,

Alma sottotono, nel finale punto a punto Treviglio vince e allunga la serie

La brutta copia di se stessa: nonostante un finale palpitante, l’Alma Trieste perde gara-3 di ottavi di finale contro  Treviglio dopo quaranta minuti di tante amnesie mescolate a recuperi incredibili. Finisce 81-78 per la Remer, che dunque allunga la serie di ottavi di finale e costringe i biancorossi a una…sosta forzata in Lombardia sino a lunedì sera, quando andrà in scena gara-4 sempre alle 21.00.

Dalmasson spariglia subito le carte sin dalla palla a due, con Prandin in cabina da regia e Cavaliero da “2” assieme al trio Green, Parks e Da Ros. “Picasso” parte subito alla grande con tre realizzazioni consecutive, intervallate dalla tripla di Sollazzo e dal tiro in  sospensione di Marini (5-7) C’è gran bagarre e tensione sul parquet, con qualche nervo teso che sfocia in qualche sportellata di troppo: l’Alma va sul +4 con un’invenzione dalla media distanza di Cavaliero, la Remer resta a contatto conquistando alcuni preziosi rimbalzi in attacco che Rossi trasforma in quattro punti di fila. Il ritmo sale esponenzialmente dopo metà frazione, con canestri rapidi da una parte e dall’altra per un punticino di vantaggio giuliano al 6′ (14-15): il successivo buon momento della Remer porta la firma di Marino (bomba, poi gioco addirittura da quattro punti), per un +5 interno sul 20-15 sul quale la panchina triestina è costretta a ricorrere a un minuto di sospensione. Trieste rimane col motore ingolfato per diversi minuti, con tiri forzati e alcune palle perse velenose, optando poi per un quintetto “piccolo” con il solo Cittadini a prendersi carico del pitturato: è proprio l’ex Brescia a segnare il sottomano del -1 che chiude i primi dieci minuti sul 20-19 in favore di Treviglio.

A livello di intensità, l’Alma pecca parecchio soprattutto in difesa: come risultato, la Remer va a nozze in un paio di circostanze (Marini segna in mezzo al nulla il +6 interno sul 27-21). “Spadellando” da matti verso il canestro avversario, a Trieste serve una tripla di Cavaliero per tentare di uscire dalle secche, seppure sotto il tabellone opposto i biancorossi continuano a dimostrarsi estremamente deficitari. La schiacciata di Green con fallo annesso di Sorokas ridà fiducia agli ospiti (32-29 al 15′), Marini è però estremamente caldo in attacco, regalando un nuovo +7 ai padroni di casa due minuti più tardi: con i biancorossi a restare provvisoriamente in scia grazie a Bossi (due triple in un amen), c’è al tempo stesso poca soluzione di continuità sul parquet. Le voragini difensive sulle penetrazioni avversarie mantengono l’inerzia in mano a Treviglio, meritatamente in vantaggio all’intervallo lungo (45-37).

La musica sembra poter cambiare in appena un minuto e mezzo di terzo quarto: break ospite di 8-0, con un Green solidissimo nell’andare a percuotere il ferro avversario, tutto praticamente da rifare per la Remer sul 45-45. I padroni di casa sporcano parecchio le proprie percentuali realizzative, ma riacciuffano un +4 con la gita in lunetta di Marino dopo il tecnico sanzionato a Cavaliero (50-46 al 24′). Al PalaFacchetti si procede a strappi, l’Alma pareggia nuovamente i conti sull’asse Pecile-Da Ros sbagliando però troppi liberi in rapida successione (solo 1 su 4 in poco meno di tre minuti): tutto questo rappresenta l’esatto contrario di quanto prodotto invece dai lombardi, che proprio dalla linea della carità costruiscono un piccolo tesoretto che arriva sino al +10 di fine terzo quarto (65-55). Il baratro per Trieste si spalanca quasi in maniera definitiva in apertura di ultimo periodo, con le due triple di Cesana che fanno precipitare i giuliani sul -16: gli ospiti giocano più con la forza della disperazione che con vera convinzione, innescando Da Ros in attacco (74-65 a quattro dal termine) ma perdendo Parks per raggiunto limite di falli. L’Alma ha il merito di mantenersi in vita con Prandin e Green dalla lunetta, rintuzzando poi ulteriormente il gap sul -4 con il 2+1 di “Biggs Shotta” (78-74 a 80” dalla sirena conclusiva): la Remer fa praticamente di tutto per non portarla a casa, l’ulteriore 4-0 con Bossi (un libero) ma soprattutto con la bomba dall’angolo di Green riapre incredibilmente i giochi con 11” da giocare (79-78). Il finale è da brivido: Sollazzo fa 2/2 dalla linea della carità, Da Ros e Bossi sbagliano la tripla del pareggio. E per quanto visto nell’arco dei quaranta minuti, forse è quasi giusto così.

Remer Treviglio – Alma Trieste 81-78 (20-19, 45-37, 65-55)

Remer Treviglio: Adam Sollazzo 19 (3/5, 1/3), Luca Cesana 17 (5/7, 2/5), Pierpaolo Marini 16 (5/6, 1/5), Tommaso Marino 10 (0/0, 2/7), Emanuele Rossi 8 (2/7, 0/0), Salvatore Genovese 7 (2/2, 1/3), Paulius Sorokas 2 (1/1, 0/1), Andrea Pecchia 2 (1/1, 0/0), Curtis Nwohuocha 0 (0/3, 0/0), Nicholas Dessì 0 (0/0, 0/0), Andrea Mezzanotte 0 (0/0, 0/0), Lorenzo Rota 0 (0/0, 0/0). All.Vertemati

Tiri liberi: 22 / 31 – Rimbalzi: 38 10 + 28 (Paulius Sorokas 10) – Assist: 17 (Tommaso Marino 6)
 

Alma Trieste: Javonte damar Green 25 (7/9, 1/2), Jordan Parks 14 (3/5, 2/3), Matteo Da ros 13 (6/10, 0/2), Stefano Bossi 11 (0/2, 2/8), Daniele Cavaliero 5 (1/4, 1/5), Andrea Pecile 4 (1/2, 0/0), Roberto Prandin 2 (0/1, 0/1), Alessandro Cittadini 2 (1/3, 0/1), Alessandro Simioni 2 (1/1, 0/0), Andrea Coronica 0 (0/3, 0/1), Lorenzo Baldasso 0 (0/2, 0/2), Enrico Gobbato 0 (0/0, 0/0). All. Dalmasson

Tiri liberi: 20 / 27 – Rimbalzi: 35 10 + 25 (Javonte damar Green 7) – Assist: 8 (Matteo Da ros, Stefano Bossi 2)
Ti è piaciuto questo articolo?
,

Su Flickr gli scatti di gara-2 tra Alma Trieste e Remer Treviglio

Per rivivere al meglio le emozioni della vittoria biancorossa in gara-2 contro la Remer Treviglio, la photogallery in alta risoluzione di Linda Cravagna attende solo di essere ammirata 😊

Il collegamento all’album è il seguente: http://bit.ly/2p03DeE

Ti è piaciuto questo articolo?
,

Stavolta non c’è storia: Alma fiume in piena, con Treviglio è 2-0 nella serie

Almeno per stasera, le cinture di sicurezza non servono affatto: gara-2 diventa una…ciclo-turistica per Trieste, travolgente e prorompente a 360° contro una Remer messa a ferro e fuoco. Finisce 94-68 e per il pubblico dell’Alma Arena è come passare – in due giorni netti – da un film thriller in prima TV a un cine-panettone di cui si conosce il finale a menadito. Biancorossi padroni indiscussi sul parquet dal primo all’ultimo minuto, lombardi lontanissimi parenti di quelli ammirati nelle 48 ore precedenti: si potrebbe riassumere così il mercoledì di play-off a Valmaura, con Trieste che torna a essere scintillante così come quella tante volte ammirata in regular season. Una prova di maturità per i giuliani, che avranno dunque già sabato al “PalaFacchetti” la possibilità di chiudere i conti nei quarti di finale.

Per un Green già indemoniato subito dopo la palla a due, c’è l’MVP di stagione votato dal pubblico biancorosso – ovvero Da Ros – a mettere una tripla d’oro per l’8-5 al 2’. L’Alma tenta di mettere subito il turbo in attacco, ma dorme in un paio di azioni difensive, non pagando tuttavia dazio anche grazie alle mani bollenti delle proprie bocche da fuoco. Due bombe in meno di 60’’ da parte di “Biggs Shotta” mettono le ali ai giuliani, sul +8 (18-10) in prossimità di metà frazione: Treviglio è in rottura prolungata, nemmeno il time-out chiamato da Vertemati sembra poter fermare l’incredibile esplosività biancorossa. Altri tre punti di Da Ros regalano la doppia cifra di vantaggio ai padroni di casa e solo un tap-in sfortunato di Parks imbucato nel proprio canestro ridà un pizzico di ossigeno a una Remer che rischia di imbarcare tantissima acqua in difesa. L’unico vero problema dell’Alma è sul fronte dei falli (Parks e Coronica già a quota due falli spesi), “grattacapo” mitigato da percentuali stellari dal campo: Trieste doppia Treviglio sul 28-14, momento in cui gli ospiti hanno un piccolo lampo d’orgoglio col break di 7-0, prima che l’alley oop targato Cavaliero-Green rispedisca al mittente il tentativo di recupero lombardo (32-21 al 10’).

Le percentuali di tiro diminuiscono nel secondo quarto, ma non l’intensità degli uomini di Dalmasson: è Parks a ergersi protagonista con schiacciate e difese certosine, la tripla di Pecile mantiene poi l’Alma su tredici lunghezze di gap al 15’ (41-28) e con abbondante inerzia nelle proprie mani. Il massimo vantaggio arriva sulla deflagrazione dalla lunga distanza di Parks, in un momento dove la Remer continua a soffrire in maniera bestiale sul parquet, trovando anche qualche contatto “proibito” in difesa come quello di Rossi su Pecile. Il leit-motiv non cambia praticamente di una virgola sino all’intervallo lungo, con un crescendo rossiniano di Trieste sino al 54-36.

La schiacciata di Green e la tripla di Parks in avvio di terzo quarto sembrano poter tracciare un ulteriore, importante solco tra le due squadre: Treviglio prova a dare una scossa a se stessa con Sollazzo e Marino, ma è poco più che un fuoco di paglia la banda di Vertemati. La voglia di Trieste di chiudere anzitempo la contesa è troppo grande e lo si vede ad occhio nudo: la Remer perde una marea di palloni sulla pressione difensiva avversaria, il +21 che si materializza al 25′ è quanto di più dolce per l’Alma, costantemente col pilota automatico e sempre fisicamente dominante sul parquet. I biancorossi tracimano definitivamente a cavallo tra i due periodi finali, con una pioggia di “bombe” (due di Baldasso) che sommergono letteralmente gli ospiti (85-50). Da lì in poi parecchio garbage-time, “Marinaresche” cantate a go-go dal pubblico e una consapevolezza consolidata di essere sin qui i padroni di questa serie.

Alma Trieste – Remer Treviglio 94-68 
 
Alma Trieste: Jordan Parks 22 (8/12, 2/2), Javonte damar Green 20 (5/7, 3/6), Matteo Da ros 13 (2/4, 3/3), Roberto Prandin 11 (0/1, 3/5), Alessandro Cittadini 9 (3/7, 0/2), Lorenzo Baldasso 7 (0/1, 2/5), Andrea Pecile 3 (0/0, 1/3), Massimiliano Ferraro 3 (0/0, 1/2), Stefano Bossi 2 (1/2, 0/1), Andrea Coronica 2 (1/3, 0/0), Daniele Cavaliero 2 (1/3, 0/2), Enrico Gobbato 0 (0/0, 0/2). All.Dalmasson
 
Tiri liberi: 7 / 9 – Rimbalzi: 39 12 + 27 (Jordan Parks 9) – Assist: 24 (Jordan Parks, Daniele Cavaliero 5)
 
Remer Treviglio: Adam Sollazzo 17 (6/10, 1/2), Tommaso Marino 12 (3/5, 1/4), Curtis Nwohuocha 8 (3/6, 0/0), Paulius Sorokas 7 (1/2, 1/2), Emanuele Rossi 6 (3/6, 0/0), Pierpaolo Marini 5 (1/2, 1/5), Andrea Pecchia 4 (2/3, 0/1), Luca Cesana 3 (1/2, 0/1), Salvatore Genovese 3 (0/1, 1/4), Andrea Mezzanotte 3 (0/1, 1/2). All.Vertemati
 
Tiri liberi: 10 / 19 – Rimbalzi: 29 9 + 20 (Curtis Nwohuocha, Emanuele Rossi 6) – Assist: 9 (Adam Sollazzo 4)
Ti è piaciuto questo articolo?
,

G1 Trieste-Treviglio, la photogallery in alta risoluzione su Flickr

La photogallery di gara-1 tra Alma Trieste e Remer Treviglio, confezionata con gli scatti in alta risoluzione di Linda Cravagna, è disponibile sul profilo Flickr dell’SDS all’indirizzo http://bit.ly/gallerySDSG

Ti è piaciuto questo articolo?