“American Bowl Camp”, finale con applausi a scena aperta: ultima giornata di emozioni pure al “Grezar”

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“…E tornarono tutti a casa, felici e contenti”. Se si potesse riassumere in un’unica frase il finale dell’ “American Bowl Camp”, quella appena scritta calzerebbe tranquillamente a pennello: si esaurisce l’ultima giornata di lavori a Valmaura, in un sabato mattina dove è andato in scena lo scrimmage finale con il centinaio di partecipanti a essere i naturali attori protagonisti del palcoscenico verde del “Grezar”.

Inevitabile spingersi già verso i primi bilanci di questa 4° edizione del Camp, quella che ha definitivamente confermato la maturità di un’organizzazione impeccabile guidata da Riccardo Lonzar, Andrea Spagnoletto e Michele Ciak (oltre alla truppa di volontari che, da dietro le quinte, ha saputo lavorare con grande efficacia). Sono proprio i larghi sorrisi precedentemente accennati ad essere il leit-motiv dell’evento che si è da poco concluso: atleti e coach hanno espresso tutta la loro soddisfazione per il lavoro svolto in questi tre giorni, con la maggior parte dei partecipanti che scalda già i motori per ritornare il prossimo anno a Trieste.

Un successo da 10 e lode, non solo per il movimento del football americano ma anche per il territorio, apprezzato sia da chi arrivava per la prima volta in città, sia da coloro che invece avevano partecipato ai precedenti eventi: relativamente a questo, il discorso si sposta sul coaching staff di stelle che ha illuminato questo Camp. Non parliamo solo del mito Joe Montana (persona semplice, splendida e affabile, specialmente al di fuori del contesto agonistico), ma di tutti i tecnici che si sono prodigati nel lasciare un piccolo segno in tutti i giovani che hanno calcato il “Grezar” negli ultimi giorni: Kris Haines, Sam Rogers, Shaun Gayle, Lamont Warren, Matt Joyce, Giorgio Longhi, Aitor Trabado e Simone Iori hanno dimostrato tanta simpatia quanta professionalità nel portare il “Verbo” del football americano a Trieste.

Per una edizione che si conclude con i fuochi d’artificio, un’altra è già in cantiere: forte del successo del 2013, non dubitiamo che molto presto si tornerà a parlare di un nuovo “American Bowl Camp”. In fin dei conti, questo è solo un dolce arriverci alla palla ovale.

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