Difficile pensare in positivo quando ti ritrovi 7 sconfitte di fila che la sorte ti sventola, stile-sorcio verde, davanti al faccione. Ancor più problematico riuscire a scrollarsi di dosso la tensione in un momento dove nulla migliora sul lato dell’infermeria, con Cumbat che sta assumendo i connotati di una leonessa in gabbia, costretta ancora per un pò in borghese a guardare le compagne. Ma se l’Interclub dovesse mollare la presa proprio ora, è chiaro che il Monte Bianco di problemi sparsi si trasformerebbe in un vero e proprio Everest, da scalare a mani e piedi nudi.

Muggia, costretta da parecchio a leccarsi le ferite, si prepara alla trasferta di Marghera che sulla carta presenta una selva di insidie: le lagunari sono in piena corsa per un posto nei play-off e, alla luce delle ultime quattro gare di campionato dove non sono riuscite mai a far punti, appare evidente come la Sernavimar diventi il cliente meno appropriato per “chiedere” gentilmente i due punti in palio. Si affrontano dunque due squadre che vivono uno stato d’animo parallelo, pur lottando per obiettivi nettamente diversi.

C’è chi crede che la differenza la facciano i punti in classifica conquistati sinora; altri, ancora peggio, scommettono sul segno “1” per la partita di sabato: alla fine conta però la forza di volontà da poter buttare in campo per i quaranta minuti regolamentari. Che l’Interclub parta svantaggiata, è palese: ma è altrettanto chiaro che la truppa di Matija Jogan ha dentro di sè la consapevolezza (nonchè il dovere) di voler superare l’empasse che dura dal lontano derby di Udine.
Poca lucidità nei momenti importanti, ancor meno continuità di rendimento: variabili che pesano come macigni alla luce di quanto poco sia stato conquistato tra dicembre e gennaio, ma che al tempo stesso diventano nemiche da sovvertire e da dominare. Ecco allora che la tappa di Marghera diventa crocevia importante in previsione delle due prossime gare interne dove, lì sì, ci si giocherà davvero tanto in termini di classifica: affrontare la Sernavimar con coscienza e costringere le padrone di casa a una gara punto a punto darebbe fiducia alle rivierasche, una fiducia che poi potrebbe essere ripagata con una vittoria. Tentar non nuoce, anche perchè è l’unica cosa da fare nel contesto attuale.

Alla “Palestra Stefani” saranno i signori Traspedini e Balducci ad alzare la palla a due, prevista per le ore 21 a Venezia

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